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Posts Tagged ‘PerdisaPop’

“Zoo a due” di Marino Magliani e Giacomo Sartori, PerdisaPop

June 18, 2013 Leave a comment
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Zoo a due
Marino Magliani – Giacomo Sartori
Prezzo euro 14,00
Pagine 184
Isbn 978-88-8372-620-0
Prefazione di Beppe Sebaste
Illustrazione di copertina di Andrea Pazienza
«Se il punto di vista degli animali ci scuote perché ci aiuta a vedere e a dire la verità, solo gli animali sembrano darci l’umiltà e il coraggio di parlare delle cose che contano davvero, di ripristinare e cercare di dare nuova salute mentale a parole come madre, padre, casa, cibo, amore, e altre analoghe che fanno tremare le vene ai polsi degli scrittori meno autentici, stavo per dire meno animali»
(dalla prefazione di Beppe Sebaste)
Sedici racconti  popolati da animali che raziocinano e provano emozioni: uno zoo di sfide quotidiane, paure, speranze, sguardi diversi sul mondo.
Due novelle di Marino Magliani raccontano la storia di due cani, padre e figlio. Il primo, “portato a perdere” dalla costa ligure sulle colline dell’entroterra, tenterà di tornare dal padrone, ma sarà attratto dal mare e imboccherà il molo. Il secondo, concepito proprio da quelle parti, risalirà alle stesse colline, come destinato a ripercorrere in altro modo il cammino del padre.
In parallelo, quattordici racconti di Giacomo Sartori danno voce ad altrettanti monologhi improbabili: si va da un orso polare freddoloso a un enigmatico halobacterium; da unbruco che non vuol credere alla propria metamofosi a un canarino che in gabbia si sente al riparo; da una formica che detesta il socialismo a un unicorno che abita nelle pagine di un libro.
Marino Magliani è nato in Liguria e vive in Olanda. Traduttore e narratore, ha scritto romanzi, racconti, libri di viaggi, curato antologie. Tra le numerose opere ricordiamo:Quattro giorni per non morire (Sironi, 2006), Il collezionista di tempo (Sironi 2007) Quella notte a Dolcedo (Longanesi, 2008), La tana degli Alberibelli (Longanesi, 2009, Premio Frontiere – Biamonti). L’ultimo suo libro è La ricerca del legname (Duepunti, 2012). I suoi romanzi e racconti hanno ispirato graphic novel e cortometraggi. Le sue opere sono tradotte in olandese e tedesco.
Giacomo Sartori è agronomo e vive tra Parigi e Trento. Ha pubblicato le raccolte di racconti Di solito mi telefona il giorno prima (il Saggiatore, 1996) e Avventure (Senzapatria, 2010), e i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod 2008, Italic 2013) e Cielo nero (Gaffi, 2011).

“Parole sante” di Eva Clesis, Perdisapop

March 1, 2013 Leave a comment
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Quando i due figli maschi, le loro consorti e la figliolanza al seguito venivano a trovare la povera malata, Viorica li vedeva sfilare con gli abiti buoni, le facce tristi e la lacrima di comodo. E mai che se ne andassero a mani vuote. Nascosto da qualche parte trovavano sempre un pupazzo, un piatto di ceramica, un orologio, una panca o un settimino tarlato che a casa loro ci sarebbe stato benissimo, ché poi, si sa, sono sempre ricordi.
In libreria dal 6 marzo.
Dal 6 marzo in libreria, prenotabile fin da ora.
Dalla scrittrice più eclettica del panorama letterario italiano, una storia avvincente come un giallo, divertente come una commedia, tagliente come un noir.
Un viaggio nella Puglia del perbenismo, tra chiesa e famiglia, per conoscere il crimine e la malafede che possono nascondersi dietro l’apparente tranquillità della provincia italiana.

A Comasia, paesino immaginario della Puglia, vivono Lina Magnano, anziana vedova che mescola religione e superstizione, e suo figlio Santo, affetto dallo stesso morbo che colpì il musicista Beethoven. Madre e figlio sono gli eredi di una famiglia un tempo importante in paese.
A loro restano oggi una grande casa, Villa Magnano, e le terre che la circondano: beni considerevoli che ora Lina vorrebbe barattare con la salvezza dell’anima, donandoli alla Chiesa nonostante l’ostilità di suo figlio.
Nessuno sa però che il parroco fidato di Lina, don Felice, che si accompagna a un sacrestano dal passato inquietante, ha un piano segreto che coinvolge i Magnano. E la faccenda si complica quando alla villa arriva come domestica la straniera Viorica, creando una concatenazione di eventi che trasformerà il tranquillo paesino del sud in un sanguinoso teatro di complotti e misfatti.
La nuova prova narrativa di Eva Clesis è un romanzo avvincente e divertente, una storia dai marcati colori pugliesi, che si muove con leggerezza solo apparente nella descrizione di pensieri e persone di una riconoscibilissima provincia italiana, senza rinunciare né all’affresco sociale né alla suspense.
Insieme satira di costume e racconto che sconfina nel migliore noir italiano, il romanzo segue i personaggi e i loro piani passo dopo passo, trascinando i lettori in una costruzione narrativa tipica del racconto più incalzante.
Tra macchinazioni, desideri nascosti e azioni criminose della gente beneducata e gentile, possiamo leggere con chiarezza la perfidia umana e l’ipocrisia, il razzismo, l’ignoranza e la prevaricazione di una cultura provinciale mascherata da perbenismo che, oltre la Puglia, di certo non manca nella gran parte del territorio italiano.
Eva Clesis è nata nel 1980 a Bari. Con questo pseudonimo ha pubblicato il saggio 101 motivi per cui le donne ragionano con il cervello e gli uomini con il pisello (Newton Compton, 2010) e i romanzi A cena con Lolita(Pendragon, 2005), Guardrail (Las Vegas, 2008), E intanto Vasco Rossi non sbaglia un disco (Newton Compton, 2011), oltre a numerosi racconti su riviste e antologie.
Parole sante
Eva Clesis
Prezzo euro 16,00Pagine 312
Isbn 978-88-8372-602-6

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“Esercizi sulla madre” di Luigi Romolo Carrino, Perdisapop

January 7, 2013 Leave a comment

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Questa è la casa della capacità e del delirio. Questo è lo spazio per l’esercizio del bene.
Questa è la notte della manutenzione del dolore, l’abitudine di aspettarti all’infinito.
Dal 15 novembre in libreria
La sera del 27 febbraio 1976, la madre del piccolo Giuseppe esce per fare la spesa. Seduto sul gradino di casa, il bambino ne aspetta il ritorno per dieci terribili ore, fino a che si convince che la donna non tornerà mai più. Trent’anni dopo, Giuseppe è rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Attraverso precisi esercizi del ricordo che lo costringono a rivivere quella notte, qualcosa di atroce riaffiora nella sua memoria inceppata. Una processione di dieci madri, una per ogni ora di quell’attesa e ognuna accompagnata da un diavolo custode, sfila nella sua mente nel tentativo di ricostruire una verità indicibile.
Esercizio dopo esercizio, Carrino compone il suo puzzle narrativo più audace e destabilizzante, dominato da uno stile tanto inconsueto quanto ipnotico, in grado di scovare e rivelare il dolore nascosto nell’infanzia di ognuno.
Un puzzle narrativo audace e destabilizzante, dominato da uno stile tanto inconsueto quanto ipnotico, in grado di scovare e rivelare il dolore nascosto nell’infanzia di ognuno.
Il terzo attesissimo romanzo di Carrino – dopo i successi di Acqua Storta (2008) e Pozzoromolo (2009) – si presenta fin da subito come il suo lavoro narrativo più interessante e maturo. È l’amnesia al centro del racconto: la trama ruota intorno alla negazione del ricordo di un’esperienza sconvolgente, un terribile delitto che percorre l’intera narrazione, ma che apparirà chiaro al lettore solo alla fine.
Nelle pagine, le immagini del passato si scompongono in un gioco di specchi, durante il quale la linea che divide la realtà della pazzia sembra essere molto labile. Il personaggio protagonista si raddoppia, si moltiplica, creando una serie di versioni alternative della propria storia, fino a quando la realtà effettiva riemergerà in frammenti perfettamente ricomposti, impressionante e inattesa.
Luigi Romolo Carrino è nato a Napoli nel 1968. Ha pubblicato tre raccolte di poesie ed è autore di testi teatrali. In narrativa ha esordito nel 2006 con due racconti in Men on Men 5 (Mondadori). Ha scritto i romanzi Acqua Storta (Meridiano Zero, 2008 – anche con il cd del recital La versione dell’acqua) e Pozzoromolo (Meridiano Zero, 2009), il racconto lungo Calore (Senzapatria, 2010), la raccolta di racconti Istruzioni per un addio(Azimut, 2010), il reportage A Neopoli nisciuno è neo (Laterza, 2012).
Esercizi sulla madre
L.R. Carrino
Prezzo euro 15,00Pagine 168
Isbn 978-88-8372-589-0

“Tutto deve crollare” di Carlo Cannella, Perdisapop

January 7, 2013 Leave a comment

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Voglio scardinare il mondo, minarne le fondamenta. Peggio, voglio estirparne il senso di colpa, il cilicio amoroso intorno al quale si è abbozzolato miliardi di anni fa.
Finalista al Premio Chianti 2012 (in corso)
Finalista al Premio Camaiore 2011
“Non leggete questo romanzo come se parlasse di un altro mondo: il nostro mondo è proprio quello che questo romanzo racconta”. Giulio Mozzi
Crudo e potente: così si presenta questo romanzo fin dalle prime pagine. Un’opera importante, la cui compiutezza sfiora la profondità di una riflessione filosofica sul potere e sulla violenza. È la storia di un affarista cinico e senza scrupoli, che abbraccia l’ideale del dominio fino a farne la propria ragione di vita. L’uomo fa rapire dal suo braccio destro Fernando una bambina, la piccola Isabel, in un villaggio di palafitte sul Rio Negro, in Amazzonia. La schiavizza, la brutalizza per anni, la sposa e le fa mettere al mondo una figlia, Marta.
Nel frattempo, continua a gestire i suoi traffici, sadico e consapevole, in nome di un successo economico e sociale che ai suoi occhi giustifica ogni aberrazione. La vita di Marta è travagliata fin dai primi anni: viene stuprata da Fernando quando è ancora giovanissima e con lui intesse una relazione morbosa, patologica.
Poi, da ragazza si trasferisce a Padova, dove si iscrive all’università e incontra Gianmario, un ex militante di Lotta Continua, il quale un giorno inizia a indagare su un traffico di organi, indagine che condurrà, in un crescendo di tensione drammatica, ai sorprendenti eventi del finale.
Quella di Cannella è letteratura in una delle sue più alte espressioni. La forza incessante con cui conduce il gioco, dando voce ai protagonisti e alle loro intenzioni, definisce il valore innegabile di questo straordinario romanzo, che arriva a mettere a fuoco il nocciolo duro della realtà storica di cui siamo, tutti, attori e spettatori.
Carlo Cannella è nato ad Ascoli Piceno nel 1963. Attivo fin dai primi anni Ottanta nel movimento anarcopunk, è stato fondatore e voce di alcune fra le più amate hardcore band italiane. Nel 2010 ha fondato la casa editrice SenzaPatria Editore.
Tutto deve crollare
Carlo Cannella
Prezzo euro 15,00Pagine 240
Isbn 978-88-8372-537-1

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Intervista di Alessia Mocci a Barbara Baraldi ed al suo “Lullaby – La ninna nanna della morte”

La carriera letteraria di Barbara Baraldi fiorisce nel 2010. Il primo romanzo pubblicato risale al 2007, è intitolato “La ragazza dalle ali di serpente” ed è edito da Zoe, “La collezionista di sogni infranti” edito da PerdisaPop è del 2007. Nel 2008 pubblica con la Mondadori “La Bambola dagli occhi di cristallo” e “Il giardino dei bambini perduti”. Nel 2009 sempre per la PerdisaPop pubblica “La casa di Amelia” e nel 2010 saranno tre le pubblicazioni: per la Mondadori “Bambole pericolose” e “Scarlett” e per la casa editrice Castelvecchi “Lullaby – La ninna nanna della morte”. Ma vi lascio alle parole della scrittrice per capir meglio la profondità di quest’anima letteraria.

A.M.: Quando hai iniziato a scrivere? Hai sempre preferito il genere gothic thriller?

Barbara Baraldi: Ho sempre raccontato storie ai miei fratelli più piccoli per tenerli buoni, e si trattava il più delle volte di storie spaventose ispirate al mondo delle fiabe. Un giorno qualcuno mi ha detto: “Sei brava a inventare storie, perché non le scrivi?” e così è iniziato tutto. La mia attrazione verso il thriller gotico risale alla mia infanzia: ricordo che alle elementari smisi di mangiarmi le unghie per averle come… Morticia Addams!

A.M.: Quali sono i tuoi scrittori guida?

Barbara Baraldi: Sono un’appassionata di letteratura classica, e tra i miei libri preferiti ci sono Narciso e Boccadoro di Herman Hesse e L’amante di Marguerite Duras. Più recentemente mi sono appassionata ai testi di Jean Claude Izzo, Edward Bunker e Chuck Palhaniuk.

A.M.: In “Lullaby la ninna nanna della morte” scrivi di un aspirante scrittore. Ti senti vicina a questo personaggio o credi in qualche modo di esser salita di qualche gradino?

Barbara Baraldi: Inizialmente il personaggio di Marcello mi respingeva. È codardo, antipatico, e ha un rapporto conflittuale con la madre. Poi, con la sua ironia, mi ha conquistata. Forse Marcello rappresenta quella parte di ognuno di noi ancora capace di sognare, nonostante le difficoltà della vita.

A.M.: Nel tuo romanzo la musica ha una parte importante. Che rapporto hai con la musica?

Barbara Baraldi: Sono un’appassionata di musica di tutti i generi, anche se ho una predilezione per la new wave dei primi ’80. Preparo lunghissime playlist che mi accompagnano nel processo di scrittura. Spesso le canzoni che ascoltano entrano nel racconto, proprio come Lullaby dei Cure, che fa da sottofondo a una delle scene del romanzo: due ragazzine molto diverse, che ballano un tango di nostalgia in una sala baciata dalla penombra. È stata una specie di “visione”, da cui ha preso corpo il resto del romanzo.

A.M.: Possiedi una straordinaria collezione di bambole. Ci puoi raccontare quando è iniziata la tua passione?

Barbara Baraldi: Mia nonna aveva una bambola di porcellana che sedeva sul letto degli ospiti. Ogni volta che andavo a trovarla, mia nonna insisteva per farmi fare un pisolino pomeridiano. E così spostava la bambola sulla sedia a dondolo di fronte al letto. Ovviamente non riuscivo a dormire! Non facevo che pensare che la bambola fosse in collera con me perché le avevo rubato il posto, e tenevo gli occhi aperti aspettando che si muovesse per venire a rubare il mio respiro. Con il tempo, ed un po’ per esorcizzare la paura delle bambole, ho iniziato a collezionarle. Ne ho di spaventose, e alcune mi sono state regalate da lettori che sono a conoscenza di questa mia passione.

Link sito web di Barbara Baraldi:
http://www.barbarabaraldi.it/

Fonte: Oubliettemagazine