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Posts Tagged ‘Parigi’

“L’impressionismo e la moda”, esposizione al Musée d’Orsay di Parigi

September 14, 2012 Leave a comment

L’impressionismo, con la sua ansia di illustrare la vita contemporanea, ha privilegiato la rappresentazione della figura umana nel suo ambiente quotidiano e ha raffigurato l’uomo “moderno” nelle sue attività consuete, in città come in campagna.
Va detto che, gli impressionisti, pur non curandosi di fornire una rappresentazione dettagliata della fisionomia, delle usanze e degli abiti, diano comunque un’idea delle mode e delle abitudini del loro tempo.
Raggiungono questo risultato perché considerano il ritratto come l’istantanea di un uomo nel suo ambito familiare, perché sono capaci di rinnovare, dal duplice punto di vista della tipologia e della topografia, la scena di genere e soprattutto per la loro attenzione alla “metamorfosi giornaliera delle cose esterne”, per riprendere l’espressione di Baudelaire.
Dalle loro posizioni estetiche, la realtà dell’uomo degli anni 1860-1880 e del suo abbigliamento subisce un’ incontestabile trasfigurazione.
25 septembre 2012 – 20 janvier 2013

“L’angelo del bizzarro. Il romanticismo nero da Goya a Max Ernst”, mostra al Musée d’Orsay di Parigi

September 14, 2012 Leave a comment

Negli anni trenta del XX secolo, Mario Praz (1896-1982), scrittore e storico d’arte italiano è il primo critico a dare risalto al lato nero del romanticismo, definendo in questo modo un’ampia fetta della produzione artistica che, a partire dagli anni 1760-1770, mette a frutto la zona d’ombra, di eccesso e d’irrazionale che si cela dietro l’apparente trionfo delle luci della Ragione.
Quest’universo si forma alla fine del XVIII secolo in Inghilterra nei romanzi gotici , un tipo di letteratura che seduce il pubblico per il gusto del mistero e del macabro che la caratterizza e subito imitata dalle arti plastiche: gli universi fantastici i o grotteschi di molti pittori, incisori e scultori di tutta Europa entrano in competizione con quelli degli scrittori : Goya e Géricault ci pongono di fronte alle atrocità assurde delle guerre e dei naufragi dei loro tempi, Füssli e Delacroix danno corpo agli spettri, alle streghe e ai demoni di Milton, Shakespeare e Goethe, mentre C.D. Friedrich e Carl Blechen proiettano il pubblico in paesaggi enigmatici e funebri, espressione del proprio destino.
Dagli ottanta del XIX secolo, una volta presa coscienza della vanità e dell’ambiguità del concetto di progresso, molti artisti si riappropriano dell’insegnamento del romanticismo nero volgendosi verso l’occulto, ravvivando i miti e mettendo a frutto le scoperte sul sogno, per porre l’uomo di fronte alle sue paure e alle sue contraddizioni: la crudeltà e la cattiveria insite in ogni essere umano, il rischio di degenerazione collettiva, l’estraneità angosciosa del quotidiano rivelata dai racconti fantastici di Poe o di Barbey d’Aurévilly. Nel pieno della seconda rivoluzione industriale si assiste così alla ricomparsa di orde di streghe, di scheletri che sogghignano, di demoni informi, diavoli libidinosi maghe malefiche… che traducono un disincanto gioioso ed euforico verso il presente.
Subito dopo la fine della Prima guerra mondiale, i surrealisti ponendo l’incosciente, il sogno e l’ebbrezza a fondamento della creazione artistica, porta a compimento il trionfo dell’immaginazione sul principio di realtà, e così, lo spirito stesso del romanticismo nero. Contemporaneamente, il cinema s’impossessa di Frankenstein, di Faust e di altri capolavori del romanticismo nero che si fissa in modo definitivo nell’immaginario collettivo.
Sulla scia di una prima tappa della mostra presso lo Städel Museum di Francoforte, il museo d’Orsay propone la scoperta delle molteplici declinazioni del romanticismo nero, da Goya e Füssli fino a Max Ernst e ai film espressionisti degli anni venti del XX secolo, attraverso una selezione di 200 opere comprendenti pitture, arti grafiche, sculture e rappresentazioni cinematografiche. 5 marzo – 9 giugno 2013

“Félicie de Fauveau. L’amazzone scultrice”, retrospettiva al Musée d’Orsay di Parigi

September 14, 2012 Leave a comment

Félicie de Fauveau (1801- 1886) è un personaggio tanto rappresentativo quanto singolare. Nostalgica di un’epoca che non ha vissuto, monarchica, cattolica , nubile e femminista, questa scultrice ha dedicato la sua vita e la sua arte alla difesa di un’utopia politica che si esprime in primo luogo con un’immagine messa a servizio della Storia.
Fedele alleata della duchessa di Berry, La Fauveau, che assieme alla contessa de La Rochejaquelein era stata l’artefice delle insurrezioni vandeane, accettò l’esilio stabilendosi a Firenze. La de Faveau che fu l’artefice di un’iconografia cattolica militante ed esaltata, nutrita dalla simbologia araldica, attribuì a tale iconografia le forme di un neogotico e di un neorinascimentale ispirati. La maggior parte delle sculture realizzate da quest’artista sono sparpagliate per il mondo e poche sono quelle esposte e custodite in Francia. Questa mostra, organizzata da due musei, l’Historial de Vendée e il museo d’Orsay, è la prima retrospettiva dedicata a quest’artista. 11 giugno – 15 settembre 2013

“Félix Thiollier (1842-1914), fotografo”, prima monografia al Musée d’Orsay di Parigi

September 14, 2012 Leave a comment

La suddetta mostra, prima monografia che Parigi dedica a Félix Thiollier, porta agli onori questo industriale originario di Saint Étienne che, all’età di 37 anni, avendo mezzi sufficienti per vivere di rendita, si dedicò alle sue due principali passioni: la storia locale e l’arte. Questi interessi, coltivati con grande soddisfazione attraverso la pubblicazione di opere illustrate volte a promuovere sia la salvaguardia del patrimonio di Forez, antica regione della Francia , sia l’opera di alcuni artisti suoi amici – tra i quali spiccano i nomi di Auguste Ravier, Paul Borel e Jean-Paul Laurens –, portano alla nascita di un fotografo amatoriale di talento. Tenutosi strenuamente ai margini degli ambienti fotografici del suo tempo, Thiollier è autore di un ‘opera originale che oscilla tra il pittoresco post romantico dei paesaggi campestri e il lirismo crudo dello sguardo rivolto su un mondo industriale ampiamente ignorato dalla fotografia artistica francese a cavallo tra il XIX e il XX secolo. 13 novembre 2012 – 10 marzo 2013

“Victor Baltard (1805-1874). Il ferro e il pennello”, retrospettiva al Musée d’Orsay di Parigi

September 14, 2012 Leave a comment

Per gli abitanti di Parigi, il nome di Baltard è legato ad un luogo simbolico, le Halles, il grande mercato coperto della capitale oggi completamente demolito. Fu proprio grazie a questo grande edificio di vetro e metallo, oggetto di innumerevoli imitazioni, che Baltard raggiunse una grande notorietà ma lo stabile attirò sull’architetto l’incomprensione di alcuni storici che non gli attribuirono la paternità del progetto.
Personaggio complesso, se non ambivalente, Baltard fu, in effetti, sempre proteso tra l’affermazione dell’aspetto artistico del suo mestiere e la sete di novità tecniche.
La mostra si prefigge di dimostrare che, lungi dall’essere in contrasto, questi interessi hanno concorso entrambi ad alimentare la sua creatività. A tal fine, la mostra riunisce opere di natura molto diversa (disegni di architettura, bozzetti, fotografie antiche, incisioni, pitture, mobilia, vetrate e altro ancora.) che illustrano contemporaneamente i due aspetti di Baltard: da un lato l’artista contemporaneo di Ingres e di Flandrin che guidò i lavori di decorazione delle chiese parigine prima e del municipio dopo, dall’altro il costruttore che fece un uso sapiente a magistrale del metallo e che, assieme ad Haussmann, progettò il nuovo volto della capitale. 16 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013

Monumenta 2012, opera inedita di Daniel Buren al Grand Palais di Parigi

June 15, 2012 Leave a comment

Ogni anno a primavera il Grand Palais invita a Parigi un artista di fama interazionale ad “arredare” la sua nave, la “Nef” (13 500 m² per 35 m di altezza) con un’opera inedita concepita espressamente per questo spazio.
Le prime quattro edizioni di Monumenta hanno suscitato grande entusiasmo e attirato un’enormità di visitatori. Dopo Anselm Kiefer, Richard Serra Christian Boltanski e Anish Kapoor, questa è la volta di Daniel Buren, artista tra i più interessanti di questi ultimi anni.
L’artista francese proporrà una installazione effimera ancora secreta e che sarà svelata solo il giorno dell’inaugurazione della mostra.
Secondo Daniel Buren, “il contesto in cui si inserisce la pittura è sempre più importante della pittura stessa”.
In effetti, l’artista prende ispirazione dal luogo che accoglie le sue opere e, tranne casi eccezionali, conclude e dismette l’opera alla fine della manifestazione.
Il suo lavoro, lui stesso lo definisce in situ.
Questa logica corrisponde pienamente alla logica del progetto Monumenta.
Come gli artisti che lo hanno preceduto Daniel Buren raccoglie la sfida del grande spazio del Nef del Grand Palais.
Come richiesto dall’artista l’accesso all’opera sarà effettuato sul lato della porta sugli Champs-Élysées e non per l’entrata abituale, al fine di non svelare dall’ingresso tutto il mistero dell’opera.
Dal 10/05/2012 al 21/06/2012
Daniel Buren
Monumenta
al Grand Palais
Nef du Grand Palais – Porta Nord
Avenue du Général Eisenhower,
8° arr. Parigi
Metro
Champs-Elysées-Clemenceau, Franklin Roosevelt (Linee 1, 9, 13)
Bus : linee 28, 32, 42, 72, 73, 80, 83, 93
Biglietti
Intero 5 euro; ridotto 2,50 euro
Il biglietto comprende l’accesso alla programmazione culturale del giorno
Orario
Tutti i giorni trane il martedì
alle 10.00 alle 19.00 il lunedì e il mercoledì
Dalle 10.00 alle 00.00 dal giovedì alla domenica
Chiusura casse 45 minuti prima della chiusura della mostra
Informazioni
public@monumenta.com
monumenta:www.monumenta.com
www.grandpalais.fr – Altra-Paris

Parigi, incredibile scatto della macchia solare AR 1476 al tramonto

Immagine sublime quella della torre Eiffel di Parigi, immortalata al tramonto in uno scatto inverosimile circondata dal disco del Sole immerso completamente nella grandissima macchia solare AR 1476, grazie all’ausilio di una macchina fotografica reflex munita di un filtro speciale adatto allo scopo. Definita dalla Nasa come “mostruosa” per le sue dimensioni immani, circa 160.000 chilometri di grandezza, é in viaggio verso la Terra con una carica di energia esorbitante, attraversamento nella serata del 14 maggio, ma sembra che i flares emanati siano ancora piuttosto contenuti nonostante l’enorme imponenza. Senza dubbio, al di là dell’immagine pseudo catastrofica, l’impatto visivo é di grande effetto dato che il fenomeno é visibile anche a occhio nudo.

Marius Creati

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“Una passione finlandese”, personale di Akseli Gallen-Kallela al Museo d’Orsay di Parigi

April 21, 2012 Leave a comment

Per Akseli Gallen-Kallela, considerato uno degli artisti più emblematici del genio finlandese negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, la Francia non ha mai dedicato una mostra monografica. Eppure, Gallen-Kallela strinse stretti rapporti con Parigi. Difatti, negli anni ottanta del XIX secolo, il pittore frequentò l’Accademia Julian, trionfò all’ Esposizione universale del 1900 in occasione della quale realizzò gli affreschi del padiglione finlandese raffiguranti soggetti tratti dall’epopea mitica delKalevala, per poi esporre di nuovo a Parigi, nel 1908, alla vigilia del suo viaggio in Africa da dove fece ritorno con una serie fiammeggiante di pitture e acquarelli.
Naturalismo, neoromanticismo, simbolismo e espressionismo si intrecciano nell’opera di Gallen-Kallella all’interno della quale trovano posto anche le arti decorative. La mostra illustra la brillante carriera dell’artista riunendo opere provenienti da prestigiose istituzioni finlandesi o da collezioni private e che costituiscono i manifesti di un’arte per troppo tempo ridotta all’espressione di un sentimento nazionale.
Agli esordi della sua carriera, Axel Gallén si specializza nella raffigurazione di soggetti tratti dalla vita degli abitanti delle campagne. L’artista conosce bene questa realtà avendo trascorso la sua infanzia in un villaggio rurale, a Tyrvää, nella Finlandia occidentale. Il bambino e il corvo, dipinto nel 1884 a Tyrvää, è un quadro in cui è evidente l’influsso del pittore naturalista francese Jules Bastien-Lepage. Donna anziana e gatto, del 1885, Gallén raffigura una contadina dai lineamenti consunti e dalla figura deformata dal lavoro.
Negli anni 1886-1889, in occasione di soggiorni a Keuruu, nella Finlandia centrale, Gallén modifica il suo stile e i suoi soggetti: dipinge interni in cui i chiaroscuri evocano Rembrandt. L’artista ritrae scene tipicamente finlandesi: il rituale della sauna, la famiglia riunita nella stanza dove forme di pane di segala sono lasciate essiccare appese al soffitto. I personaggi ritratti sono semplici e dignitosi al tempo stesso. Dal 1890, i paesaggi selvaggi della Carelia formano scenari grandiosi: ne consegue un sentimento di fusione dell’uomo con la natura.
Parigi
Dall’autunno 1884 alla fine della primavera del 1889, Axel Gallén alterna tre soggiorni a Parigi con ritorni in Finlandia, suo paese natale. Al suo arrivo nella capitale francese, va a vivere a Batignolles e intraprende studi artistici all’Accademia Julian, con William Bouguereau e Tony Robert Fleury. Nel 1887, comincia a frequentare l’atelier di Fernand Cormon del quale apprezza la pittura di storia. Nel corso di tutti questi soggiorni, Gallén prova nostalgia per il suo paese, nonostante sia circondato da una vasta cerchia di amici. Tra di loro, i più intimi, come August Strindberg, sono originari del Nord Europa.
A Parigi, Gallén si esercita nella raffigurazione del nudo dal vero. Dipinge scene di strada e di caffè, comeBoulevard parigino. Realizza scene d’interni: in Nuda, l’artista ritrae una prostituta nuda, seduta su un divano rivestito di ryijy, un tessuto tipico dell’arte popolare finlandese. Gallen ha altresì dipinto il suo autoritratto e alcuni ritratti di alcuni suoi amici tra cui figura quello dell’artista norvegese Carl Adam Dørnberger. Gallén ha inoltre preso parte a tre edizioni del Salon de la Société des artistes français (1886, 1888 e 1889).
Ritratti
I ritratti di Axel Gallén sono testimonianze pittoriche dell’alta società del gran ducato. Antti Ahlström, ritratto in famiglia nel salone di casa sua e Gustav Serlachius che, con aria fiera posa al centro della sua fabbrica, sono i capitani d’industria della Finlandia moderna. Ahlström è un armatore che ha investito il denaro guadagnato nell’acquisto di segherie. Egli è altresì un mecenate della cultura finlandese. Serlachius, invece, si è lanciato nella produzione della pasta da carta.
Professore di matematica, Edvard Neovius è anche senatore. Nel ritratto di famiglia che Gallén realizza nel 1886, lo studioso è seduto in penombra mentre la figlia Saima, che suona il pianoforte, è illuminata di luce.
Ida Aalberg è una celeberrima attrice del Teatro finlandese. Il suo sguardo e le lunghe mani conserte le conferiscono l’aspetto di una diva dalla personalità tormentata. È altresì possibile ammirare il ritratto naturalista che l’artista realizza della sua giovane sposa Mary Gallén, raffigurata con addosso gli ornamenti di una ricca borghese in perfetta sintonia con la natura primitiva.
Paesaggi
Nel giugno del 1889, Gallén e Louis Sparre, suo amico e collega, raggiungono Keuruu, città della Finlandia centrale e qui realizzano un cospicuo numero di paesaggi. In molti di questi, Gallen utilizza una tonalità di blu acceso per mettere in risalto il lago Jamajärvi e riproduce sulla tela i riflessi mordorè delle betulle.
Nell’estate del 1892, l’artista raffigura il territorio mitico della Carelia nell’opera intitolata Il grande picchio nero, un quadro in cui l’uccello ritratto sembra infondere un’anima alla natura circostante. Nella tela Rapide a Mäntykoski Gallén abbina alla rappresentazione realistica della cascata un elemento astratto: cinque corde d’oro dividono il quadro in senso verticale e accompagnano con un sottofondo musicale il precipitare dell’acqua. Il sito di Imatra, con le sue spettacolari rapide è di per sé un’attrazione turistica; Gallén ne fa un’icona del paesaggio finlandese.
L’artista realizza anche molti quadri nella regione di Ruovesi, nella Finlandia occidentale. Dal 1902, sotto l’influsso dei movimenti tedeschi Phalanx prima Die Brücke poi, i paesaggi di Gallén acquisiscono colori scintillanti e diventano molto stilizzati.
Simbolismo
Negli anni 1893-1894, Gallén realizza una serie di opere che si collocano nel movimento simbolista europeo. Tali opere traggono ispirazione dalle scene bibliche o dai grandi racconti sulla creazione del mondo. La teosofia e l’occultismo influenzano Gallén: nel 1892 l’artista ha visitato il primo Salon de la Rose-Croix.
I simboli che Gallén introduce hanno una dimensione mistica e iniziatica. In Ad Astra, Gallén esprime la sua visione del tema biblico della risurrezione che l’artista interpreta come un processo di liberazione che subentra alle sofferenze umane.
In Symposium, due uomini seduti ad un tavolo rivolgono lo sguardo verso una strana apparizione che ha luogo sopra la tavola, situata sulla parte esterna della pittura. Il personaggio che sta in piedi, vestito di nero, è l’artista stesso. I due uomini sono Robert Kajanus e Jean Sibelius, compositori di musica finlandesi. L’apparizione fugace che attira la loro attenzione è il simbolo del mistero dell’arte alla quale il personaggio assopito non ha accesso.
Il Kalevala
Il Kalevala è un poema epico composto da Elias Lönnrot negli anni trenta del XIX secolo sulla base di antichi poemi e canti popolari della Finlandia. La genesi dell’opera è costituita dalla tradizione orale che l’autore raccoglie nelle campagne dove alcuni famosi bardi conoscono a memoria i vecchi canti. La prima pubblicazione del Kalevala , nel 1835, suscita un enorme entusiasmo. L’opera di Lönnrot diventa il simbolo dell’identità nazionale.
Axel Gallén conferisce la massima dignità visiva alle tematiche magiche ed eroiche del Kalevala. In un primo tempo, nella Leggenda di Aino e nella Forgiatura del Sampo l’artista ricorre ad uno stile naturalistico. In seguito, invece, per rappresentare gli eroi Väinämöinen e Lemminkäinen, dotati di poteri sovrannaturali, utilizza uno stile nuovo in cui dominano l’esagerazione dei colori e le decorazioni stilizzate. InLa Difesa del Sampo assistiamo ad una lotta per la conquista di un oggetto magico che conferisce a colui che lo possiede potere e ricchezza: Il Sampo. In La Madre di Lemminkäinen, la protagonista si appresta a risuscitare il figlio che ha trovato dilaniato a pezzi disseminati lungo il Tuonela, il fiume della morte.
Il Mausoleo di Juselius
Nel 1898, una tragedia sconvolge l’esistenza di Arthur Juselius, un ricco industriale di Pori (Finlandia): Sigrid, la sua unica figlia muore all’età di 11 anni. In sua memoria, il padre commissiona a Josef Stenbäck un mausoleo che l’architetto realizza in stile neo-gotico. Juselius vuole che l’interno di quest’opera abbia decorazioni straordinarie. Gran parte del programma iconografico è affidato a Gallén il quale, nel 1902, esegue numerosi studi preparatori per diversi affreschi che, distrutti da un incendio, vengono restaurati nel 1930 da Jorma Gallen-Kallela.
Gallén dedica questi affreschi al ciclo della vita e della morte. Il pittore tratta questo soggetto ponendolo in stretto rapporto con il ritmo delle stagioni e in una prospettiva metafisica. Nell’affresco intitolato Primaverauna figura femminile in abito nero che simboleggia la morte, minaccia la gioia schietta dei bambini. Il tema della morte, del resto, è presente anche in un altro affrescoCostruzione: una donna nutre la sua creatura con il latte destinato ad un neonato scomparso. Nel Kalevala, il Tuonela, fiume della morte, trascina via senza pietà gli esseri umani in preda alla disperazione.
Arti Decorative
L’interesse di Gallén per le artidecorativi si manifesta nel 1894-1895 quando il pittore fa costruire la Kalela, la sua casa-atelier, occupandosi personalmente della sistemazione della stessae realizzando con le proprie manimobili in legno, dalle forme possenti e rettilinee che differiscono completamente da quelle che contraddistinguono il folklore finlandese. Queste creazioni emanano una sensazione campestre che pone le stesse sulla sfera d’influenza diuna parte delle realizzazioni dell’Art Nouveau europeo. La credenza realizzata nel 1897 è decorata da una scultura che simboleggia l’albero della conoscenza.
Nel 1897 Louis Sparre, che Gallen ha conosciuto nel 1887 all’Accademia Julian, ha fondato la manifattura di Iris un laboratorio di arti decorative sul modello dell’ Arts and Craft Movement fondato a Londra da William Morris. Su richiesta di Sparre Gallén progetta la camera Iris esposta presso il padiglione finlandese presente all’Esposizione universale di Parigi nel 1900. All’interno dello stesso padiglione sono altresì presenti le ceramiche di Alfred William Finch che, a sua volta, subisce l’influsso delle opere belgheri conducibili all’Art Nouveau meglio noto in Italia con il termine di stile Liberty.
Arte Totale
Alla fine del XIX secolo, molti artisti europei tra i quali lo svedese Carl Larsson, si trasferiscono in villaggi sperduti e distanti dalle città. In queste lontane contrade costruiscono casea loro immagine curando di personala disposizione e l’arredamento delle stesse. Tra questi artisti figura anche Gallén che, nel 1894-1895, non solo progetta la sua casa-atelier Kalela ma ne disegna perfino l’arredamento. Quest’edificio, per la costruzione del quale il pittore ricorre a meto di tradizionali, è realizzato con tondelli di pino.
Per l’esposizione universale di Parigi del 1900, Gallén progetta la camera Iris in mostra presso il padiglione finlandese. Per la sua eleganza sobria, l’arredamento si distingue dal primitivismo. Gallén è altresì l’autore di un’opera tessile, chiamata col termine finlandese ryijy. Il ryijy Flamme rappresenta un richiamo alla vegetazione – nel caso specifico le felci – e al fuoco. La camera Irissancisce l’atto di nascita dell’arte finlandese per il pubblico internazionale. Il ryijyFlamme è diventato un incunabolo del design finlandese.
Arti Decorative
L’interesse di Gallén per le artidecorativi si manifesta nel 1894-1895 quando il pittore fa costruire la Kalela, la sua casa-atelier, occupandosi personalmente della sistemazione della stessae realizzando con le proprie manimobili in legno, dalle forme possenti e rettilinee che differiscono completamente da quelle che contraddistinguono il folklore finlandese. Queste creazioni emanano una sensazione campestre che pone le stesse sulla sfera d’influenza diuna parte delle realizzazioni dell’Art Nouveau europeo. La credenza realizzata nel 1897 è decorata da una scultura che simboleggia l’albero della conoscenza.
Nel 1897 Louis Sparre, che Gallen ha conosciuto nel 1887 all’Accademia Julian, ha fondato la manifattura di Iris un laboratorio di arti decorative sul modello dell’ Arts and Craft Movement fondato a Londra da William Morris. Su richiesta di Sparre Gallén progetta la camera Iris esposta presso il padiglione finlandese presente all’Esposizione universale di Parigi nel 1900. All’interno dello stesso padiglione sono altresì presenti le ceramiche di Alfred William Finch che, a sua volta, subisce l’influsso delle opere belgheri conducibili all’Art Nouveau meglio noto in Italia con il termine di stile Liberty.
Arte Totale
Alla fine del XIX secolo, molti artisti europei tra i quali lo svedese Carl Larsson, si trasferiscono in villaggi sperduti e distanti dalle città. In queste lontane contrade costruiscono casea loro immagine curando di personala disposizione e l’arredamento delle stesse. Tra questi artisti figura anche Gallén che, nel 1894-1895, non solo progetta la sua casa-atelier Kalela ma ne disegna perfino l’arredamento. Quest’edificio, per la costruzione del quale il pittore ricorre a meto di tradizionali, è realizzato con tondelli di pino.
Per l’esposizione universale di Parigi del 1900, Gallén progetta la camera Iris in mostra presso il padiglione finlandese. Per la sua eleganza sobria, l’arredamento si distingue dal primitivismo. Gallén è altresì l’autore di un’opera tessile, chiamata col termine finlandese ryijy. Il ryijy Flamme rappresenta un richiamo alla vegetazione – nel caso specifico le felci – e al fuoco. La camera Irissancisce l’atto di nascita dell’arte finlandese per il pubblico internazionale. Il ryijyFlamme è diventato un incunabolo del design finlandese.
L’Africa
Dal 1902, Gallén è in stretto contatto con l’avanguardia tedesca che di lì a poco sfocerà nell’espressionismo. L’artista soffre a causa della situazione politica in cui versa la Finlandia: nel 1908, le autorità russe dissolvono il Parlamento finlandese che è stato eletto per la prima volta a suffragio universale nel 1907, proprio lo stesso anno in cui Gallén ha adottato il nome finlandese di Gallen-Kallela. Il dipinto che lo ritrae con gli sci assieme al figlio, nell’inverno del 1909, riproduce bene questa tensione. L’artista si stabilisce a Parigi ma, una forza irresistibile, lo spinge più lontano, in Africa dove Gallén vuole scoprire territori e popoli autentici.
Nel maggio del 1909, si imbarca da Marsiglia alla volta dell’Africa orientale britannica (l’attuale Kenya) con sua moglie e i suoi due figli. La famiglia resterà in Africa 16 mesi nel corso dei quali l’artista vive in alcuni accampamenti, prende parte ad una serie di safari, partecipa a battute di caccia e raccoglie materiale etnografico. Partecipa, inoltre, ad una spedizione sul monte Kenya ed entra in contatto con le popolazioni di quella regione. Da questo viaggio riporta una straordinaria opera espressionista.
7 febbraio – 6 maggio 2012
Museo d’Orsay
Exposition temporaire
Parigi

Louis Vuitton e Marc Jacobs, mostra creativa al Museo des Art Decoratifs del Louvre a Parigi

Parigi, il famoso museo des Art Decoratifs del Louvre apre le porte all’esposizione Louis Vuitton – Marc Jacobs, dal 9 marzo al 16 settembre 2012, introducendo un piccolo segnale creativo di provenienza italiana, mediante gli speciali manichini ‘articolati’ del marchio Bonaveri. Al primo piano del maestoso museo verranno esposti al pubblico i celebri bauletti di Louis Vuitton accompagnati dai sontuosi abiti realizzati dalla maison; mentre al secondo piano saranno presentate le collezioni dell’era Marc Jacobs disposte in 11 cabinets. Bonaveri ha prodotto per questa speciale sezione i manichini ‘articolati’, realizzati su un progetto creativo sviluppato direttamente dalla Louis Vuitton avvalendosi della grande esperienza e della notevole intraprendenza manifatturiera italiana per ottenere corpi unici e irripetibili. I manichini sono inoltre arricchiti da particolari ‘teste a tema’, ideate e realizzate esclusivamente dalla marchio francese. Bonaveri, fondata nel 1950 a Renazzo di Cento (FE), é senza dubbio una delle più importanti aziende al mondo nella produzione di manichini di alta gamma.
Marius Creati

“Parcours de Travail”, personale di Karl Lagerfeld presso la Maison Europeene de la Photographie a Parigi

February 6, 2012 Leave a comment

Karl Lagerfeld ha detto “La mia curiosità è insaziabile per me ogni giorno conta e dovrebbe essere fonte di nuove scoperte”. Questo spiega i numerosi campi di suo interesse oltre alla sua folgorante carriera di grande stilista di moda.
Grande appassionato dell’immagine, Karl Lagerfeld è un appassionato di fotografia dal 1987, anno in cui inizia a fare foto per una serie di pubblicità, e a produrre numerosi servizi fotografici per alcune delle più grandi riviste internazionali di moda.
Attraverso i suoi viaggi o le sue passeggiate parigine, scatta anche fotografie più personali (molte sono state pubblicate in numerosi volumi editi da Steidl). Un occhio curioso e una mente colta e creativa aggiungono originalità alle sue fotografie, che al contempo sembrano evocare il passato.
Non a caso Karl Lagerfeld ama soprattutto la fotografia dalla fine del diciannovesimo all’inizio del ventesimo secolo. “Ho una gran passione per Stieglitz, Steichen, Clarence White, Demachy e Alvin Langdon Coburn. M’interessa anche la fotografia tedesca degli anni venti e tutti gli autori che sono stati influenzati dai grandi di quest’epoca – come Helmut Newton, Peter Lindbergh, o Ellen von Unwerth, al cui lavoro sono particolarmente sensibile”.
“Oggi – continua – la fotografia fa parte integrante della mia vita. Racchiude il cerchio delle mie preoccupazioni artistiche e professionali. Oramai percepisco il mondo attraverso l’obbiettivo. Questo contribuisce a un distacco critico del mio lavoro, e mi aiuta più di quanto potessi immaginare”.
Lagerfeld pensa che il suo successo nella moda si sia intensificato da quando fa anche il fotografo. “Vedo un rapporto veramente positivo e creativo fra i due mestieri. Sono sempre stato assistito da delle equipe fantastiche. Un buon atelier di moda é indispensabile per creare abiti tecnicamente perfetti. Una stampa perfetta su della carta di ottima qualità é anche il risultato di un lavoro collettivo.
La carta é fra i materiali che preferisco; é il punto di partenza per un disegno, ed é il risultato finale di une fotografia”.
Dal 15 settembre al 31 ottobre una mostra alla Maison Europeenne de la Photo ci fa conoscere meglio il percorso fotografico del grande ed eclettico stilista. Divisa in due parti, il primo si consacra a suoi temi prediletti e forti come i ritratti, le sequenze di moda, il paesaggio o l’architettura. La seconda é dedicata al lato più sperimentale della sua opera, e si basa intorno alla tecnica della stampa fotografica. Un catalogo edito da Steidl raccoglie le interessanti immagini di questa mostra.
KARL LAGERFELD “Parcours de Travail”
Maison Europeene de la Photographie
5/7 rue de Fourcy 75004 Parigi
Metro Pont-Marie o Saint -Paul
http://www.mep-fr.org

Fonte: Vogue.it