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Posts Tagged ‘Paolo Baratta’

Paolo Baratta, primo incontro con i rappresentanti dei paesi alla 14. Mostra Internazionale di Architettura

February 13, 2013 Leave a comment

image001Primo incontro preparatorio con i rappresentanti dei Paesi alla 14. Mostra Internazionale di Architettura
Intervento di Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia
– Siamo universalmente riconosciuti come il più importante appuntamento del mondo per l’Architettura;
– Siamo il luogo dove l’Architettura parla di se stessa e incontra la vita e la società civile;
– Abbiamo coinvolto negli anni scorsi sempre più le facoltà d’architettura del mondo;
– Nel corso degli ultimi anni siamo partiti, per le nostre scelte curatoriali e tematiche, dalla constatazione del divario tra la spettacolarizzazione dell’architettura e la decrescente capacità di esprimere domanda ed esigenze da parte della società civile; gli architetti sono chiamati prevalentemente a realizzare opere stupefacenti e l’«ordinario» è alla deriva, verso la banalità quando non lo squallore;
– Abbiamo fatto scelte tutte orientate a trattare la questione di questo divario;
– Al termine di questo percorso chiediamo a Rem Koolhaas di impegnarsi su questo terreno con una ricerca originale;
– La Mostra evolve anche nelle sue modalità organizzative. Nata ad “imitazione” della Mostra d’Arte e sviluppata per “inviti” ad architetti a portarci le loro istallazioni, così come si fa per l’Arte, si evolve verso una grande Mostra-ricerca condotta direttamente dal curatore (che è per l’appunto nominato direttore del settore Architettura della Biennale);
– Muta anche il rapporto tra la Mostra Internazionale curata dal direttore della Biennale e le partecipazioni nazionali, nella parte di Mostra organizzata per padiglioni. Ai paesi viene offerta l’opportunità di meglio inserirsi nell’ambito della ricerca del curatore della Biennale;
– La Mostra si arricchisce sempre più di attività lungo tutto il periodo della sua apertura, con workshop, laboratori e seminari che la integrano come Mostra-attiva;
– Per questo abbiamo deciso di anticipare l’apertura al giorno 7 giugno e di dare una durata alla Mostra pari a quella della Mostra d’Arte (circa 6 mesi);
– Per questo abbiamo anticipato sia la nomina del curatore sia la prima riunione dei paesi (10 mesi di anticipo rispetto alla consuetudine) allo scopo di coinvolgerli sin dai primi passi e prima della nomina dei loro curatori.

Biennale di Venezia, Carnevale Internazionale dei Ragazzi Favole e Pensieri

February 6, 2012 Leave a comment

 la Biennale di Venezia
3. Carnevale Internazionale dei Ragazzi Favole e Pensieri / Tales and Thoughts Creiamo il Carnevale!
Un programma educational aperto a tutti!
Il Carnevale dei Ragazzi della Biennale è alla sua terza edizione dopo il successo dello scorso anno, il primo internazionale. Aumenta da quattro a sette il numero dei Paesi partecipanti, aumentano da quattro a dieci le scuole che ci portano il loro diretto contributo, aumentano le scuole che portano ai Giardini i ragazzi per partecipare al nostro Carnevale.
Il tema Favole e Pensieri richiama l’immaginazione e la riflessione. E’ un Carnevale! Ma con un’ambizione: quella di stimolare la fantasia e il piacere del creare e del divertirsi facendo. Si tratta di un ulteriore passo verso la realizzazione di un grande luogo d’incontro di progetti e di energie che in varie parti del mondo – nel sistema scolastico e fuori di esso – sono dedicate all’arricchimento del tutto particolare della formazione delle nuove generazioni con impegni diretti nella creatività.
Il progetto si inscrive nelle attività cosiddette Educational della Biennale. Quelle attività cioè volte a sviluppare la conoscenza diretta e la familiarità dei giovani con l’arte, e in genere con il mondo della creazione artistica.

Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia

Biennale di Venezia / 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Vivan las Antipodas! di Victor Kossakovsky secondo film della serata d’apertura

la Biennale di Venezia / 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Vivan las Antipodas! di Victor Kossakovsky è il secondo film della serata d’apertura (Fuori Concorso)

Il nuovo film del grande documentarista russo Victor Kossakovsky, Vivan las Antipodas!, è il secondo film della serata d’apertura (Fuori Concorso) della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (31 agosto-10 settembre 2011), diretta da Marco Mueller e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

Vivan las Antipodas! sarà proiettato in prima mondiale in Sala Grande (Palazzo del Cinema) mercoledì 31 agosto alle ore 22 per il pubblico e tutti gli accreditati della Mostra. Il film è scritto e diretto da Victor Kossakovsky, prodotto da Heino Deckert, coprodotto da Leontine Petit, Joost de Vries, Marleen Slot, Gema Juarez Allen, Juan Manuel Egaña. Gli assistenti alla regia sono Saskia Heyden e Derek Howard. Le musiche sono di Alexander Popov, il suono di Michel Schöpping.

Per questo suo nuovo documentario, Victor Kossakovsky ci trascina in un singolarissimo viaggio intorno al mondo: nei pochi posti del globo situati esattamente uno all’opposto dell’altro. Con un montaggio di immagini di particolare effetto, Kossakovsky affronta un argomento inusuale come quello degli antipodi, realizzando “un poema sul mondo multipolare”. La storia è ambientata in quattro coppie di luoghi opposti sulla terra: Argentina-Cina, Cile-Russia, Hawaii-Botswana, Nuova Zelanda-Spagna. Si racconta di un pescatore solitario in un villaggio argentino e di una donna che vende pesce in una rumorosa strada di Shangai, di un guardiano del faro cileno a Capo Horn e di un ufficiale di bordo sul lago Baikal. Le loro storie sono antitetiche e simili allo stesso tempo.

Vivan las Antipodas! è anche un ritorno intelligente al film ‘planetario’ alla Godfrey Reggio (il documentarista statunitense autore di Koyaanisqatsi, Anima mundi e Naqoyqatsi, gli ultimi due presentati a Venezia nel 1991 e 2002), sull’enumerazione delle contraddizioni culturali e ambientali del nostro pianeta, attraverso rigorose e affascinanti dicotomie, che si sviluppano per mezzo di un montaggio particolarmente creativo di immagini documentaristiche, scandite da musiche suggestive.

“Un giorno viaggiando in Argentina – ha dichiarato Victor Kossakovsky – vidi un uomo che pescava da un piccolo ponte in un piccolo villaggio. Nella luce del tramonto, quel posto così semplice mi è sembrato il più meraviglioso al mondo. Ho pensato: cosa accadrebbe se tirassi ben più in fondo quel filo della canna da pesca, attraverso il centro della terra? Cosa avrei visto esattamente dall’altra parte? Ho controllato, e avrei trovato una delle città più popolate, movimentate e rumorose del pianeta, Shanghai. Poi ho imparato che da quando la maggior parte del pianeta è ricoperta dall’acqua, esistono solo poche terre abitate che hanno agli antipodi altre terre. Ad esempio, in tutta l’Europa solo la Spagna ha un paese agli antipodi, la Nuova Zelanda. Gli Stati Uniti hanno solo uno stato, le Hawaii, che ha agli antipodi il Botswana, a sua volta l’unico paese africano ad avere una terra agli antipodi. Abbiamo inoltre filmato nella coppia di luoghi secondo me più belli e cinegenici, il Lago Baikal e Capo Horn. Qualche volta accade che hai una buona idea per un film ma poi, quando davvero la realizzi, capisci che l’idea era migliore della realtà. In Vivan las Antipodas! accade invece che gli opposti coesistano. L’idea era buona, ma cosa realmente ho trovato è qualcosa di incredibile e sorprendente”.

Victor Kossakovsky è uno dei cineasti russi più conosciuti e apprezzati, ed è uno dei maggiori documentaristi al mondo. Realizza documentari dal 1989 e ha ricevuto più di 100 premi in festival nazionali e internazionali. Inoltre, retrospettive del suo lavoro sono state presentate nei più prestigiosi centri culturali, fra cui il MOMA a New York e il Centro Pompidou a Parigi.

Kossakovsky ha ottenuto la notorietà nel 1992 col suo documentario Belovy (60’), che descrive la vita di un contadino russo e di suo fratello. Il film ha vinto il Premio Ioris Ivens all’IDFA, ed è stato giudicato dai critici olandesi uno dei migliori documentari del ventesimo secolo.

Nel 1997 ha realizzato il documentario Wednesday 19.07.1961, che ritrae tutte le 74 persone nate a Leningrado nello stesso giorno, come lo stesso Kossakovsky. Il film ha vinto il Premio FIPRESCI alla Berlinale nel 1997.

Nel 1998 ha fatto seguito Pavel e Lyala – The Jerusalem romance, sui due suoi insegnanti di regia che adesso vivono in Israele, sul loro amore l’uno verso l’altro e sulla loro disputa sulla morte, che è diventata la prima parte della successiva trilogia I Loved You… (2000), realizzata in collaborazione con la BBC e produzioni tedesche. Il film ha ricevuto il premio per il miglior documentario al Festival di Montreal.

Il suo film del 2003, il tragicomico Tishe!, è uno sguardo fuori dalla finestra del suo appartamento di San Pietroburgo, nell’anno della preparazione della città per il trecentesimo anniversario. Per questo lavoro, Kossakovsky è stato paragonato a Buster Keaton e il film è stato nominato per ricevere il premio dell’European Film Academy e il premio Ioris Ivens, ed è stato distribuito nei cinema e sui canali televisivi di tutto il mondo.

Nel 2006 ha realizzato il documentario breve Svyato, 33 minuti dedicati all’argomento del riconoscimento di se stessi. Viene osservato un bambino di due anni, che riconosce il suo riflesso nello specchio per la prima volta. Il film ha vinto il Centauro d’oro al Festival di San Pietroburgo.

Vivan las Antipodas! è il suo nuovo progetto internazionale pensato per i cinema e le televisioni di tutto il mondo.