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Posts Tagged ‘Nasa’

NASA, discorso adeguato di supporto familiare per allerta catastrofi

“Vorrei solo qualche minuto per parlare a tutti voi nella famiglia della NASA sulla preparazione per le emergenze. Quella della NASA è un’organizzazione assolutamente unica. Siamo l’unica organizzazione nel governo federale che è responsabile per la sicurezza ed il benessere della gente non solo qui sulla Terra ma anche fuori da questo pianeta. Nella mia esperienza alla direzione degli astronauti, e nella mia esperienza come Marine in attività, abbiamo sempre parlato dell’importanza della preparazione delle famiglie, e di avere un adeguato programma di supporto familiare. E io temo che il nostro programma non sia valido quanto dovrebbe esserlo. Quindi chiedo a tutti voi della famiglia della NASA, sia che abitiate sulla West Coast, …sulla costa Est, sulla costa del Golfo, sui Grandi Laghi, pensate ai disastri naturali che potrebbero avvenire nella vostra zona, pensate ad attacchi come l’11 settembre, che possano arrivare da forze esterne, e parlate con le vostre famiglie dei vostri compiti, e di quello che loro debbono fare per prepararsi ad eventi imprevisti. Mettete a punto un piano di preparazione familiare, in casa vostra. Pensate ad una strategia di comunicazione per la famiglia. Dove possiamo riunirci tutti, se arriva un’emergenza e ci troviamo tutti in punti diversi della città? Cosa faremo? Ci chiameremo fra di noi con il cellulare? Pensate a cose del genere. Se avete animali pensate ad un piano di emergenza per gli animali. Come fare a garantire che qualcuno pensi a loro, se vi trovate tutti sparpagliati in luoghi diversi? Se poi qualche membro della vostra famiglia ha delle necessità speciali, preparatevi anche per quelli. La cosa più importante per noi, al fine di portare al termine con successo la nostra missione, è che la nostra gente, le nostre famiglie soprattutto, vengano protette, in modo da poter venire al lavoro tranquilli che nel caso di una emergenziale nostre famiglie saranno protette. Quindi torno a chiedervi di riunire le vostre famiglie e pensare a cosa dovreste fare in una situazione di emergenza. Spero che adotterete il programma di preparazione delle famiglie, mentre tutti ci prepariamo al meglio per affrontare queste emergenze. Sappiate quello che fate. Sappiate che cosa farete, che cosa vorrete che faccia la vostra famiglia nel caso di una emergenza. Ma soprattutto siate preparati.“Il mio consiglio è: rendersi il più autosufficienti possibile dal punto di vista dell’energia, dell’acqua e del cibo. Questo vale a maggior ragione dato che è ormai ovvio che i costi dell’energia stanno salendo inesorabilmente (e non si fermeranno) e questa crisi economica sta peggiorando la situazione. Inoltre molto del cibo che compriamo è di dubbia provenienza e qualità (come gli OGM), tenta di ingannare il nostro gusto con addittivi ed esaltatori di sapidità, ma la qualità delle nostra vita ne risente molto”.

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Luna Gigante, grande effetto visivo sui cieli del mondo

Nella giornata di oggi, verso sera, si potrà assistere ad un avvenimento particolare di grande effetto visivo, l’arrivo della cosiddetta Luna Gigante. Secondo i calcoli  astronomici effettuati dalla Nasa, il nostro piccolo satellite pallido apparirà più grande del 14 per cento e più luminoso del 30 per cento, grazie alla posizione raggiunta nel suo perielio, il punto più vicino alla Terra nella sua orbita ellittica di rivoluzione attorno al pianeta, per una distanza di circa 356.955 chilometri, e al plenilunio, la presenza ricorrente della luna piena che, in questa occasione insolita, si mostrerà in tutto il suo bagliore per essere acclamata e ricordata come la più luminosa dell’anno, offrendo uno spettacolo altamente suggestivo soprattutto nel momento dell’alba lunare poiché, bassa sulla linea dell’orizzonte, manifesterà l’illusione ottica di apparire più enorme del solito. L’effetto si concretizza dalla presenza di un’orbita del satellite non perfettamente circolare. Reduce da convinzioni ataviche provenienti dal nostro passato, la grande Luna é sempre stata ritenuta responsabile di catastrofi naturali, nonostante non sia stato confermato alcun riscontro scientifico in merito, se non che provocherà un accentuazione delle maree dovuta alla forza gravitazionale maggiore generata dalla distanza ridotta tra i due corpi celesti. L’ultima apparizione della Super Luna é stata osservata nel mese di marzo dell’anno scorso riscontrando una posizione più vicina al nostro pianeta di quanto lo sarà in giornata, in precisione 356.577 chilometri. Gli esperti garantiscono che il fenomeno naturale non provocherà nessun effetto devastante sulla superficie terrestre né fenomeni catastrofici allarmanti, ma si renderà protagonista di un interessante  scenario suggestivo.

Marius Creati

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Super tempesta solare, intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia

April 2, 2012 Leave a comment
L’intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia
ARRIVA LA SUPER TEMPESTA SOLARE
Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare potentissima, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d’anni, all’età del Medio Evo.
Secondo quanto riporta il settimanale britannico New Scientist, un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana a gennaio conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dall’elettricità e dalla tecnologia. «Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro», ha dichiarato Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell’università del Colorado e presidente della commissione della Nasa che ha redatto il rapporto.
Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attività del Sole, come si prevede potrà essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un’ondata particolarmente violenta di vento solare. A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l’esperto, da far saltare le linee elettriche. L’ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici. In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando fosse giorno ed invece erano le due del mattino. Ma il mondo non era ancora così industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non erano state particolarmente gravi.
Oggi invece le cose andrebbero in maniera molto diversa. Telefoni cellulari e internet potrebbero avere problemi di collegamento, così come la radio e potrebbero esserci problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua. Senza elettricità le pompe di benzina non funzionerebbero così come le centrali nucleari e a carbone, e l’intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia. Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d’anni. Una tempesta solare, afferma Paul Kintner, fisico della Cornell University di Ithaca, New York, farebbe danni almeno dieci volte superiori ad una tragedia meteorologica come quella dell’uragano Katrina.
21/04/2009
Fonte: Il Tempo
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Nasa, i diamanti della volta celeste in straordinaria congiunzione

March 12, 2012 Leave a comment

Venere e Giove affiancati nel cielo occidentale: massimo avvicinamento domani alle 19:00

Saranno due grandi serate quella di stasera e di domani per gli appassionati di astronomia e di fotografia celeste. Subito dopo il tramonto, nel cielo occidentale, sarà possibile osservare una delle più belle congiunzioni del firmamento tra Venere e Giove. I due pianeti, distanti centinaia di milioni di Km tra loro, saranno molto vicini prospetticamente, a soli tre gradi di distanza nella costellazione dell’Ariete. I due pianeti già visibili da giorni, continueranno ad esserlo anche nei prossimi, ma in queste due serate la loro distanza prospettica sarà al minimo, che culminerà domani sera alle 19:00. La NASA in un recente comunicato ha dichiarato che il fenomeno è fisiologicamente interessante, e a quanto pare non aveva tutti i torti. I due pianeti luminosi, già soprannominati i diamanti della volta celeste, sembrano ispirare la creatività dei fotografi e degli appassionati di tutto il mondo. C’è chi li ritrae tra monumenti antichi, chi sullo sfondo delle proprie mani, e chi addirittura tra le orecchie di un gatto. La straordinaria visione gratuita della natura riunisce tanti gruppi nelle osservazioni, occasione per trascorrere delle serate indimenticabili. Se gli antichi potessero osservare questo fenomeno penserebbero ad un messaggio degli Dei, o a presagi di sventure. Oggi sappiamo che quei due punti luminosi non sono stelle o messaggeri celesti, ma pianeti, con condizioni superficiali infernali.
Il più basso è Venere, la cui osservazione con un piccolo telescopio mostra già le sue fasi (Magnitudine -4.4). Venere è perennemente coperto da una fitta coltre di nubi, e le sue condizioni superficiali sono ciò che noi immaginiamo per l’inferno. Temperatura prossima ai 500°C, pressione atmosferica pari ad una profondità di 1000 metri nei nostri oceani, continui rombi di tuono, visibilità scarsa e piogge di acido solforico. Le sonde non resisterebbero oltre un paio d’ore prima di esplodere. Il suo nome, ispirato alla dea della bellezza, deriva infatti dalla visione nella volta celeste, ma i nostri antenati non potevano sapere cosa nascondesse quel bellissimo punto luminoso al crepuscolo. Il pianeta in alto, leggermente meno luminoso, sarà invece Giove (magnitudine -2.1), il gigante del sistema solare. Giove è caratterizzato da una superficie gassosa, e un nucleo roccioso. Lassù imperversano tempeste inimmaginabili, vaste anche molte volte la nostra Terra e presenti senza mai dissolversi da centinaia di anni.  Un piccolo telescopio o un binocolo mostreranno i principali satelliti del pianeta scoperti daGalileo Galilei con il suo piccolo cannocchiale. Ma nonostante la tecnologia abbia fatto passi da gigante, il fascino della visione ad occhio nudo è ancora vivo, e lo spettacolo offertoci dal firmamento non può passare inosservato. Per una notte lasciamo alle spalle la vita quotidiana e apprezziamo l’universo di cui facciamo anche noi parte. Non ne resteremo delusi.

Fonte: MeteoWeb

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2012DA14, nuovo imminente asteroide in prossimità della Terra

L’allarme è stato lanciato da alcuni scienziati americani, secondo i quali l’asteroide 2012DA14, fra l’altro il più grande osservato fino ad oggi, passerà a circa 27mila km dalla Terra il 15 febbraio 2013. In realtà le probabilità che l’asteroide colpisca il nostro pianeta, stando agli studi dei ricercatori, sono pari a una su 4550, ma ciò come giustamente alcuni hanno già osservato, non garantisce affatto che tale corpo celeste non colpisca la Terra. Per altro, il percorso orbitale dell’asteroide potrebbe nel frattempo subire anche delle sostanziali variazioni, quindi o dirigendosi direttamente verso il nostro pianeta oppure allontanandosi in maniera definitiva. A questo dilemma gli scienziati non sanno dare una risposta. La grande roccia denominata 2012DA14, ha un diametro di circa 45 metri anche se gli studiosi della NASA messi a confronto con altri loro colleghi, pare che non siano d’accordo sia sulle previsioni della traiettoria e sia sulle dimensioni dell’asteroide. Infatti alcuni ricercatori sostengono che il corpo celeste non ha alcuna probabilità di colpirci ed in nessun caso potrebbe generare eventuali cataclismi derivanti dall’impatto. Nel video pubblicato su YouTube, è visibile il grafico e la traiettoria dell’asteroide, cliccando sul link: http://youtu.be/so6W1KjMnuM

Fonte: AGS Cosmo

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Sonda UARS, notizie discordanti sulla caduta del satellite

March 6, 2012 Leave a comment

Molte notizie incoerenti e discordanti, hanno visto protagonista il satellite UARS. Notizie di cui ancora non siamo venuti a capo ancora circolano in rete, nessuna certezza a riguardo, solo voci contraddittorie della NASA che lo vogliono disintegrato sul Pacifico o sul Canada, ed i pezzi sarebbero poi caduti proprio in una località precisa di quest’ultimo; ma non dovevano spargersi per almeno 800 km? In realtà non esiste alcuna prova che esso sia precipitato, che si sia distrutto, e che i pezzi siano arrivati al suolo, parole della NASA; infatti la NASA in un comunicato molto contraddittorio diramato sulle pagine Facebook e Twittere della NASA stessa, ha fatto delle dichiarazioni folli, tre per l’esattezza in dieci righe, tutte ognuna in contraddizione con le altre, cosa che fa pensare ad un comunicato fatto di fretta per accontentare le persone. Adesso si comincia a parlare di un nuovo satellite che deve cadere, questa volta tedesco, e che potrebbe cadere prima della metà di ottobre; nel mentre, si vocifera di un satellite inglese che potrebbe seguire a ruota. Nessuno si pone però le giuste domande, quanti satelliti avete sentito che dovevano cadere negli ultimi anni? Quanti di essi non hanno seguito cadute pilotate? Quanti non si sono disintegrati ed incendiati al rientro? Quanti di questi hanno accelerato improvvisamente o addirittura decelerato fino a 200 km orari? (dichiarazione di un altro comunicato NASA sul satellite UARS); inoltre, perché allarmismi inutili? Tipo l’annuncio della protezione civile italiana di tenere chiuse le pompe di benzina e gli stabilimenti chimici in alcune aeree della Liguria, consigliando ad i cittadini di non uscire di casa nelle ore che si presumeva cadessero i frammenti del satellite? Oppure di non toccare i componenti che si presumeva cadessero nel nord Italia? Si è parlato di Idrazina un acido tossico e cancerogeno che si diffonde anche per via aerea per qualche metro dall’oggetto contaminato. Benissimo per prima cosa se andate a cercare Idrazina scoprirete che essa brucia totalmente con le alte temperature (vi ricordo che in ingresso in atmosfera gli oggetti bruciano a migliaia di gradi) e che si tratta di una sostanza comune nelle missioni spaziali, Wikipedia infatti dice: “L’idrazina (o diammide, o diammina, o idruro di azoto) è un composto dell’azoto di formula brutaN2H4 (formula di struttura NH2-NH2): a temperatura ambiente è un liquidoincolore e dall’odore pungente. È una sostanza corrosiva,tossica e cancerogena: la soglia di contaminazione dell’ariaè di 1 ppm, mentre la soglia olfattiva (oltre la quale l’odore è avvertibile) è di 3-5 ppm: già a 20 °Ci vapori possono raggiungere tali concentrazioni. Oltre i 38 °C, se i vapori non vengono dispersi, la miscelaaria-vapori di idrazina può raggiungere concentrazioni tali da essere esplosiva. Chimicamente è una base medio forte e un fortenucleofilo; reagisce violentemente con altri ossidanti, con molti metallim e ossidi. L’idrazina si decompone a temperature elevate in presenza di ossigeno liberando azoto e acqua: viene perciò usata come additivo nell’acqua delle caldaie ad alta pressioneper deossigenarla ed evitarne la corrosione delle pareti. Alcuni aerei militari, ad esempio gli F-16 in dotazione all’aeronautica militare italiana, usano piccoliturboreattori, EPU (Emergency Power Unit) a idrazina (H-70: miscela di idrazina/acqua 30%/70%) comegeneratore elettrico e idraulico di emergenza in caso di avaria dei generatori principali. È il liquido più ricco di idrogeno che si conosca: per questo viene impiegato come combustibile per missili e per razzi di controllo orbitale e d’assetto, nei satelliti artificiali, nello Space Shuttle come pure nella fabbricazione di alcuni esplosivi a base liquida chiamatiastroliti.” Tiriamo le somme su ciò che abbiamo appena letto: Poniamo che il satellite era ricco di Idrazina, essendo che al contatto con la parte alta dell’atmosfera sarebbe bruciato, l’idrazina si sarebbe dissolta con il satellite, aumentandone persino la distruzione, le particelle di idrazina si sarebbero dissolte, e si sarebbero formate particelle di azoto ed acqua, se il satellite fosse arrivato nella parte più bassa dell’atmosfera con idrazina ancora a bordo, sarebbe esplosa al contatto con l’ossigeno, ed avremmo assistito ad una bella esplosione che avrebbe polverizzato comunque il satellite. Stiamo naturalmente parlando di una sostanza combustibile associata all’idrogeno, anch’esso altamente instabile, una combinazione altamente esplosiva. Quindi, come sarebbe stato possibile trovare idrazina sui frammenti del satellite? A me sembra tutta una manovra per non fare avvicinare i curiosi. Un altro fatto interessante. Perché gli americani hanno da subito messo le carte in tavola, dicendo che un trattato internazionale firmato all’ONU, prevede che solo il proprietario di un satellite o apparato messo in orbita ne è proprietario e quindi ne può recuperare i pezzi, o addirittura entrarvi in contatto; altrimenti si incorre in un reato federale internazionale contro la proprietà di un altro stato. Anche questa affermazione mi sembra atta a scoraggiare i curiosi, infatti obiettivamente in un satellite vecchio di oltre 30 anni e superato tecnologicamente (pure dai paesi che non fanno esplorazione spaziale), sembra soltanto superflua ed inutile, tranne se non si trattava di altro e non di un satellite. Un’altra incongruenza dei comunicati NASA: La NASA non sapeva dove sarebbe caduto il satellite, in tutto il mondo si leggevano articoli che sostenevano cadesse nella loro nazione, soprattutto in Messico, poi un trafiletto NASA dichiara che questo forse sarebbe caduto in nord Italia o centro Europa, sparpagliano pezzi per 800 km. Certo che ci prendono per stupidi. Per prima cosa la NASA sa esattamente dove si trovano tutti i satelliti in qualsiasi momento, in secondo luogo quelli che non sono più attivi vengono comunque monitorati in qualità di spazzatura spaziale, questi quando raggiungono la fase di rientro (o viene indotto ad una fase di rientro), viene costantemente seguito, e la traiettoria viene diligentemente calcolata per far cadere gli oggetti in mare aperto in aree ben circoscritte dall’US NAVY, che ne garantisce l’assoluta sicurezza, impedendo di fatto la navigazione ed il sorvolo dell’area interessata. Un esempio di rientro pilotato è quello dell’ex stazione spaziale russa MIR. Adesso andiamo a valutare altri fattori. Poniamo soltanto per un attimo che alla NASA non abbiano realmente potuto fare i dovuti calcoli e preparativi, l’US Air Force americana (ma anche altri paesi per es. la Cina), posseggono satelliti o apparati anti satellite, armati di sofisticati laser solidi, capaci di distruggere satelliti in orbita e velivoli o satelliti orbitali e sub orbitali, fino a quota zero (ovvero livello terreno). In sostanza avrebbero comunque potuto eliminarlo. In conclusione: Se ci fosse stata l’idrazina, vorrebbe dire che vi era propellente di manovra, questo avrebbe potuto mettere su una giusta rotta di rientro e caduta il satellite UARS. Come fa un oggetto in caduta a decelerare a 200 km orari o a aumentare la velocità arrivando con 4 ore di anticipo sulla scaletta NASA? Tutto in questa faccenda è oscure e per nulla chiaro. Per me si tratta chiaramente di insabbiamento di qualcosa che poco ha in comune con la caduta di un satellite, per non parlare del fatto che in questi giorni di oggetti ne cadono davvero tanti ed in tutto il mondo.

Gabriele Lombardo

Fonte: Ufo Disclosure

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Nasa, preoccupazione per imminenti tempeste solari

February 11, 2012 Leave a comment
Durante il 2012, secondo il calendario Maya, finirà un’era del Mondo. Il fatto di non conoscere se questa fine sarà di tipo positivo o negativo, per ovvi motivi, non fa altro che aumentare il fascino della data, nello specifico il 21/12/2012. Ad accrescere il mistero mancava soltanto l’annuncio della Nasa che, proprio di recente, ha diffuso un dossier di 145 pagine realizzato dalla Us Nationa Academy of Science che evidenzia un importante aumento delle attività solari che potrebbero causare disservizi e danni ai diversi sistemi elettronici terrestri.
Sistemi elettronici a rischio – Lo scenario rappresentato nella relazione, inevitabilmente, richiama alla memoria un intenso fenomeno magnetico verificatosi nel 1859. Se una tempesta solare di tale portata dovesse riverificarsi oggi, l’umanità potrebbe subire una regressione tecnologica senza precedenti. Per i più catastrofisti questo evento porterebbe ad una crisi economica di proporzioni incalcolabili, ben peggiore di quella che sta colpendo l’Europa e gli Usa. Ci sono poi gli ottimisti che, forti del fatto che una tempesta solare eccezionale si è già verificatasi tra il 22 ed il 23 gennaio 2012 senza particolari conseguenze, ritengono che le prossime ci scivoleranno sopra allo stesso modo.
La Nasa apre una sezione speciale sul proprio sito – Nonostante tutto, c’è da chiedersi in quale misura le prossime tempeste possano influenzare la nostra vita e la nostra società. La Nasa ha persino aperto una speciale sezione sul suo sito nella quale cerca di rassicurare l’opinione pubblica. Il portale, in poche ore, è stato preso d’assalto e inondato con oltre 5 mila messaggi inviati da persone preoccupatissime: alcune hanno persino domandato se fosse il caso di ricorrere al suicidio, banalmente singolo o spettacolarmente di massa. Cosa accadrà dunque nessuno sembra saperlo, neppure gli studiosi delle civiltà precolombiane, che non si sono mai messi d’accordo neanche sul preciso significato del calendario Maya.
Fonte: Tiscali
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Marocco, meteoriti precipitati dal cielo provenienti da Marte

February 10, 2012 Leave a comment

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Dopo accurati studi ed approfondite analisi arriva la conferma dagli scienziati, quei sassi precipitati dal cielo sul suolo del Marocco nel luglio scorso vengono da Marte. Non è la prima volta che una roccia viene dal pianeta rosso a “visitare” la Terra.
Cadute inaspettatamente lo scorso luglio in terra nordafricana, il loro volo verso il basso era stato testimoniato dai numerosi turisti che, assistendo casualmente all’evento, avevano catturato il momento grazie ad un video amatoriale; le rocce sono state scoperte e raccolte sul suolo soltanto un mese fa. La International Society of Meteoritics and Planetary Science, il gruppo ufficiale di oltre 950 scienziati, ha poi confermato che si tratta di meteoriti ed ha assegnato loro il nome Tissint.
L’organizzazione, che comprende anche molti studiosi della NASA, ha appurato che i frammenti raccolti, per un peso complessivo di 6.8 chilogrammi, provengono effettivamente dal pianeta rosso; il più grande di essi supera i 900 grammi. Fino ad ora, è appena la quinta volta che i ricercatori confermano che sassi originari di Marte siano giunti «in visita» sulla Terra: con una frequenza di circa cinquant’anni, il primo evento del genere si verificò nel 1815 in Francia, nel 1865 in India, nel 1911 in Egitto e, infine, nel 1962 in Nigeria.
Le più note rocce marziane, tuttavia, sono state ritrovate in Antartide e tra queste maggiormente famosa fu sicuramente ALH 84001: oltre un chilo di peso, salita agli onori della cronaca poiché ritenuta depositaria al suo interno di forme di vita aliene, osservazione successivamente smentita da analisi più accurate. Una delle ipotesi degli astronomi è che milioni di anni fa qualcosa di grande andò a scontrarsi con il pianeta rosso, creando dei frammenti che sarebbero andati ad infrangersi in varie zone del sistema del solare e, dunque, occasionalmente anche sulla Terra. Le «nuove arrivate» sono maggiormente apprezzate dagli studiosi, a differenza di quelle cadute milioni di anni fa, poiché queste ultime risultano alterate dal prolungato contatto con gli elementi e la vita terrestre e, dunque, meno pure.
Le buone conoscenze che la scienza può vantare del pianeta rosso, grazie alle numerose sonde che da anni informano sulle caratteristiche del suolo e dell’atmosfera, hanno permesso di determinare che Tissint provenga proprio da Marte. Sul pregio di questi frammenti alcun dubbio: già in passato collezionisti privati, università, musei e scienziati della NASA si sono contesi le rarissime rocce marziane. Il valore commerciale dei sassi piovuti dal cielo in Marocco oscilla tra gli 11 000 e i 25 000 dollari ad oncia, circa dieci volte più alto di quello dell’oro; eppure sono già stati quasi tutti venduti. Ma si sa, per la ricerca scientifica si fa questo ed altro.

Fonte: Fanpage

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Yellowstone, rilevata attività geotermica anomala dalla NASA

La notizia è stata data il 19 dicembre scorso ma probabilmente non ha avuto la visibilità che merita. La NASA, che monitorizza vaste aree del globo con i propri satelliti, avrebbe notato che nel sottosuolo di Yellowstone si sta propagando un profondo calore, proveniente da circa 4000 miglia di profondità e ci sono delle zone in cui i livelli di energia stanno diventando irregolari. I rilevamenti vengono effettuati dal satellite Landsat il quale ha registrato risultati inaspettati anche al di fuori dei confini del famoso parco statunitense e nessuno degli scienziati che seguono l’evolversi della situazione, riesce a capire cosa sta effettivamente accadendo. Inoltre sempre attraverso il monitoraggio del suolo, il satellite sta rilevando che il terreno nei pressi del White Lake, si è rigonfiato di circa 25 centimetri e nell’area si sono registrati, nell’arco di tutto il 2010, qualcosa come 3200 scosse telluriche e nei primi 4 mesi si erano registrate già circa 2500 scosse di terremoto, ossia più terremoti del normale mai rilevati fino ad oggi con intensità fino a 3.8 gradi Richter e tutta questa serie di eventi sta seriamente facendo pensare agli studiosi che il vulcano di Yellowstone, sta diventando sempre più attivo e semmai dovesse eruttare, sarebbe il cratere più grande del mondo e porterebbe notevoli e distruttive conseguenze per l’ambiente e l’umanità.

Fonte: AGS Cosmo

Nasa, niente fine mondo su profezia Maya

January 17, 2012 Leave a comment

Ma negli Stati Uniti migliaia di persone acquistano bunker…
La minaccia, insistono coloro che credono alla “profezia” dei Maya su una imminente fine del mondo nel prossimo dicembre, viene dallo spazio, e chi meglio della Nasa può allora consigliare la maniera migliore di scampare al Giorno del Giudizio? Come riporta il tabloid britannico The Daily Mail, l’Agenzia spaziale statunitense ha infatti aperto una speciale sezione sul suo sito nella quale cerca di rassicurare l’opinione pubblica: sito inondato da oltre 5mila messaggi di persone preoccupate al punto di chiedere se era il caso di ricorrere al suicidio, banalmente singolo o spettacolarmente di massa.
Altre 5mila persone hanno invece preferito darsi un’ultima possibilità e prenotato i servizi del californiano Robert Vicino, astuto imprenditore impegnato nella costruzione di bunker di lusso: “E se le profezie fossero vere, da che lato della porta vorreste trovarvi?”, chiede il suo sito (senza specificare la data entro la quale dovrà essere corrisposto il dovuto pagamento).
In tutto ciò, i maya hanno omesso l’informazione più importante: che cosa dovrebbe succedere alla fine del Grande Ciclo del loro calendario: le teorie ovviamente abbondano, e vanno dal pianeta sconosciuto che dovrebbe impattare il nostro in un’abile carambola orbitale all’immancabile invasione extraterrestre.
Il fatto è che anche gli studiosi delle civiltà precolombiane si sono mai messi d’accordo sul preciso significato della fine del calendario: la scuola di pensiero dominante da un decennio a questa parte indica che la fine del tredicesimo ciclo di 144mila giorni (baktun) va interpretato semplicemente come un cambiamento di epoca da accogliere con gioia. Quanto meno, conclude il mail, questo è ciò che stanno facendo le comunità che vivono attualmente nell’antico territorio maya, che non sembrano affatto preoccupate dal ticchettio dell’orologio e anzio sperano in un boom del turismo.

Fonte: TMNews

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