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Moussem, manifestazioni culturali del Marocco

February 23, 2013 Leave a comment

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Se esiste qualcosa di comparabile ad un Moussem potremo immaginare una nostra sagra in onore di un Patrono; una festa sicuramente religiosa per onorare un Santo ma anche una grande festa paesana, una fiera, commerciale e di scambi, un modo per ritrovarsi dopo un anno di lavoro, magari isolati in qualche villaggio sperduto. Piccoli, limitati a delle piazze nei villaggi o molto grandi, ormai reputatati a livello internazionale come il Moussem dei fidanzamenti a Imilchil o come quello delle rose a Kealaa T’Mgouna, i Moussem si succedono durante tutto l’arco dell’anno specialmente nel sud del Marocco, zone famose per queste tradizioni, ricche di Zaouie (Santuari) che hanno avuto e hanno ancora una grande influenza nell’insieme del mondo arabo. La Zaouia è un centro spirituale Soufidove vengono effettuate le pratiche spirituali e dove sono sepolti i Santi fondatori dellaConfraternita che occupa il centro. Fondata da un uomo religioso, rispettato e saggio, un Sidi, che viene celebrato durante il Moussem. Questo Sidi (trad. Signore) può anche essere sovente un Marabout, ma non è obbligatorio. Il  Marabout è un uomo di fede a cui Dio ha donato dei poteri che si manifestano attraverso dei miracoli come la guarigione dei malati ecc…Sepolto in un monumento che viene chiamato per estensione Marabout, continua dopo la sua morte a proteggere la sua comunità e a miracolare. Un altra ragione per proclamare un Moussem è semplicemente per fare delle feste. Queste ultime sono sovente luoghi di circoli agricoli, feste della mietitura o dei raccolti, che trovano il suo culmine nella festa dei datteri a Erfoud o nella festa delle rose a Kela T’Mgouna. I Moussem per tutte le popolazioni anticamente nomadi sono l’occasione, a volte unica nel corso dell’anno, per ritrovarsi, per scambiarsi informazioni, per ricostituire i circoli familiari, per trovare una moglie, sentirsi parte di una comunità. E per gli stanziali è l’occasione di incontrare gli amici o i parenti  lontani che vedono raramente. Di fianco a queste celebrazioni tradizionali molti Moussem più  moderni, senza storicità alcuna, sono nati come semplici manifestazioni culturali come le Sinfonie nel Deserto a Ouarzazate, il Festival della Fantasia di Meknes o il Festival di musica Gnawa a Essaouira. Queste manifestazioni sono ovviamente di grande qualità e offrono il meglio in termini di cultura marocchina.
Il primo Moussem che tratto oggi è quello dei Ceri a Salé o Moussem di Sidi AbdallahBenhassoun; una tradizione ancestrale che celebra l’Aid Al Mawlid caratterizzata dall’organizzazione di attività culturali e pedagogiche oltre ad una cerimonia religiosa chiamata delle Chorfas Hessounyine. Questo Moussem riveste un aspetto religioso, artistico, culturale di beneficienza ed è  l’occasione per commemorare la vita del profetaMohammed, la sua nascita, i suoi miracoli, la sua fede, i suoi atti e in primis la grandezza dell’Islam. La città di Salé vive per una settimana intera al ritmo di questo  Moussem che ha come clou  la processione dei ceri, l’evento più spettacolare; ceri che sono presenti ovunque nella città dopo la preghiera di Al Asr (11 Rabii) in direzione del Mausoleo Sidi Abdallah Benhassoun. Il corteo segue un ordine protocollare secolare, molto rigido: in testa marciano i Chorfa Assouniyine (confraternita) in compagnia degli Oulema, dei Fouquarae degli adepti della Zaouia Hassounya, seguono i ceri, le confraternite religiose e in finale il folklore locale. In questi anni molteplici attività culturali e sociali sono stati previste come mostre fotografiche sui monumenti di Salé, serate musicali al Mausoleo e una veglia religiosa nel corso della quale vengono recitati versetti del Corano e panegirici. Fu il mistico e grande soufi Sidi Abdallah Benhassoun (1515-1604) designato dal Sultano saadita Ahmed El Mansour Addahabi, l’iniziatore della processione dei ceri, e per vegliare sul buon sviluppo del Moussem diventato, per la maggior parte, ad appannaggiò della sua discendenza.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Aït Ameur, Moussem dei fidanzamenti a Imilchil

August 19, 2011 Leave a comment

Se esiste qualcosa di comparabile ad un Moussem potremo immaginare una nostra sagra in onore di un Patrono; una festa sicuramente religiosa per onorare un Santo ma altresì una grande festa paesana, una fiera, commerciale e di scambi, un modo per ritrovarsi dopo un anno di lavoro, magari isolati in qualche villaggio sperduto. Piccoli, limitati a delle piazze nei villaggi o molto grandi, ormai reputatati a livello internazionale come il Moussem dei fidanzamenti a Imilchil o come quello delle rose a Kealaa T’Mgouna, i Moussem si succedono durante tutto l’arco dell’anno specialmente nel sud del Marocco, zone famose per queste tradizioni, ricche di Zaouie (Santuari) che hanno avuto e hanno ancora una grande influenza nell’insieme del mondo arabo. La zaouia è un centro spirituale Soufi dove vengono effettuate le pratiche spirituali e dove sono sepolti i Santi fondatori della Confraternita che occupa il centro. Fondata da un uomo religioso, rispettato e saggio, un Sidi, che viene celebrato durante il Moussem. Questo Sidi (Signore) può anche essere sovente un Marabout, ma non è obbligatorio. Un marabout è un uomo di fede a cui  Dio ha donato dei poteri  manifestati attraverso dei miracoli come la  guarigione dei malati ecc…Sepolto in un monumento che viene chiamato per estensione Marabout, continua dopo la sua morte a proteggere la sua comunità e a compiere dei miracoli. Un altra ragione per proclamare un Moussem è semplicemente per fare delle feste. Queste ultime sono sovente luoghi di circoli agricoli, feste della mietitura o dei raccolti, che trova il suo culmine nella festa dei datteri a Erfoud o nella festa delle rose a Kela T’Mgouna. I Moussem per tutte le popolazioni anticamente nomadi sono l’occasione, a volte unica nel corso dell’anno, per ritrovarsi, per scambiarsi informazioni, per ricostituire i circoli familiari, per trovare una moglie, sentirsi parte di una comunità. E per gli stanziali è l’occasione di incontrare tutti gli abitanti lontani che vedono raramente. Di fianco a queste celebrazioni tradizionali molti Moussem piu’ moderni, senza storicità alcuna, sono nati come semplici manifestazioni culturali come le Sinfonie nel Deserto a Ouarzazate, il Festival della Fantasia di Meknes o il Festival di musica Gnawa a Essaouira. Queste manifestazioni sono ovviamente di grande qualità e offrono il meglio in termini di cultura marocchina.

Aït Ibrahim e Aït Yaaza erano due fazioni della tribù degli Aït Hadiddou, in guerra uno contro gli altri. Ma, dice la leggenda, una giovane ragazza della fazione Aït Yaaza, si innamorò follemente, ricambiata, di un bellissimo ragazzo della fazione Aït Ibrahim. Romeo e Giulietta dell’Alto Atlas che conobbero il medesimo destino tragico di morire senza vedere coronato il loro sogno di amore. Morirono d’inedia e piansero tutte le loro lacrime che diedero vita a due laghi gemelli, Isli (l’innamorata) e Tislit (l’innamorato). Alla loro morte i parenti si pentirono amaramente del loro stolto comportamento e decisero che, una volta all’anno, i ragazzi e le ragazze avrebbero potuto scegliere liberamente durante il Moussem la loro metà, senza alcuna ostruzione alla loro unione. Fu così che da allora, ogni anno si tiene il Moussem dei fidanzamenti, a Imilchil, piu’ precisamente a Aït Ameur, a fine agosto. E’ la grande festa della tribù degli Aït Hadiddou che comprende ancora numerosi nomadi e, nei tre giorni del Moussem tutti gli avvenimenti familiari come la circonsione dei bambini, fidanzamenti e matrimoni, vengono eseguiti in pubblico. Il Moussem di Imlchil è situato in un paesaggio straordinario e vale la pena esserci. Quest’anno si svolgerà dal 15 al 17 settembre.

Fonte: My Amazighen

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