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“Ai tempi di Degas”, mostra dedicata al grande maestro a Palazzo delle Esposizioni di Roma

April 13, 2017 Leave a comment

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“Dal finestrino del tram in viaggio, i volti dei passanti apparivano sfocati.

Degas si rendeva conto che la vita moderna era vita in movimento”

Il Palazzo delle Esposizioni ospita, dal 18 marzo al 27 agosto 2017, nello Spazio Fontana la mostra su Ai tempi di Degas, il nuovo albo illustrato di Samantha Friedman e Cristina Pieropan sull’artista francese Edgar Degas realizzato in occasione della mostra Edgar Degas: A Strange New Beauty e pubblicato quest’anno da MoMA – FATATRAC dopo i successi di Il giardino di Matisse e La piccola Charlotte filmmaker.

Il Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni, grazie alla collezione dello Scaffale d’arte, biblioteca specializzata in editoria internazionale d’arte per ragazzi, diviene luogo ideale di approdo per la mostra delle opere di Cristina Pieropan, illustratrice del libro. Oltre alle tavole originali che compongono il libro, sono esposte veline e schizzi, lastre di zinco e una serie di acqueforti con prove di stampa che ci accompagnano alla scoperta della tecnica dell’incisione e dell’acquaforte. L’allestimento immersivo ci riporta nell’atmosfera della Parigi di fine Ottocento mostrando come l’idea del libro abbia preso corpo poco a poco dalle sapienti mani dell’illustratrice.
Nel libro, l’opera di Degas viene interpretata con sensibilità dal testo di Samantha Friedman, curatrice del MoMA, e dalle eleganti incisioni di Pieropan, raccontando pagina dopo pagina il passaggio del maestro dalla fase iniziale, improntata di forte classicismo, a quella che ha lo reso poi indiscutibilmente famoso grazie allo sguardo attento con cui osservava le persone: dalle stiratrici al pubblico delle gare dei cavalli, fino alle ballerine dell’Opera.

Arricchisce la mostra un ricco calendario di laboratori che conducono scuole e famiglie nelle strade e negli interni della Parigi del tempo. Visite in mostra e laboratori per approfondire le tecniche dell’incisione, scoprire il funzionamento degli strumenti calcografici, dal torchio al bulino e alle sgorbie presenti in mostra.

info
Spazio Fontana – Palazzo delle Esposizioni

via Milano 13 – Roma

domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10.00 alle 20.00

venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 – lunedì chiuso


Edgar Degas (1834-1917) pittore, disegnatore, stampatore e scultore. Considerato uno dei massimi esponenti dell’Impressionismo preferiva però autodefinirsi realista, perché basava la propria opera sull’osservazione diretta della quotidianità. Negli anni Settanta dell’Ottocento cominciò a dipingere scene di vita della città moderna. Questi nuovi soggetti richiesero nuove tecniche, come il monotipo e la fotografia.

Samantha Friedman lavora come assistente curatrice presso il MoMA di New York. Recentemente ha curato le mostre Henri Matisse: The Cut-Outs, Van Gogh, Dalí and Beyond: The World Reimagined e molte altre prestigiose esposizioni. Oltre a essere l’autrice degli albi Il giardino di Matisse e Ai tempi di Degas, ha scritto diversi saggi per i cataloghi del MoMA.

Cristina Pieropan lavora come illustratrice e creativa free-lance. Ha pubblicato oltre una ventina di album illustrati, la sua tecnica di lavoro privilegiata è la calcografia (acquaforte, acquatinta, ceramolle, linoleumgrafia) che infine colora ad acquerello.
Ha esposto in Italia e all’estero. Collabora con musei, gallerie d’arte, biblioteche, librerie proponendo corsi e work-shop creativi. Una sua incisione fa parte della Royal Collection di Buckingham Palace, Londra. Il libro Tu grimpes drôlement bien aux arbres! di Edition Notari è stato segnalato fra i migliori 200 al mondo da IYL, White Ravens, Francoforte 2016. Ad aprile 2017 ritirerà un premio negli Emirati Arabi per il libro La bambina che ascoltava gli alberi pubblicato da Edizioni Corsare. Ha pubblicato per MoMA-Museum of Modern Art, New York; Royal Collection Trust, Buckingham Palace, Londra; Editions Notari, Genève; Rizzoli; Salani e molte altre case editrici in Italia e all’estero.

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Pier Paolo Pasolini, full retrospective at the MoMa – The Museum of Modern Art of New York

December 14, 2012 Leave a comment
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More than two decades after its 1990 retrospective of Pier Paolo Pasolini, MoMA once again joins with Luce Cinecittà and Fondo Pier Paolo Pasolini/Cineteca di Bologna to present a full retrospective of Pasolini’s cinematic output. Many of these celebrated films will be shown in recently restored versions, and all are presented in newly struck prints. Much of this painstaking restoration work was performed by Cineteca di Bologna, alongside several of Pasolini’s former collaborators. Pasolini’s cinematic legacy is distinguished by an unerring eye for cinematic composition and tone, and a stylistic ease within a variety of genres—many of which he reworked to his own purposes, and all of which he invested with his distinctive touch. Yet it is Pasolini’s unique genius for creating images that evoke the inner truths of his own brief life that truly sets his films apart—and entices new generations of cinephiles to explore his work.
Pasolini’s cinematic works roughly correspond to four periods in the socially and politically committed artist’s life. The National Popular Cinema commenced with his debut, Accattone (1961), which immediately made a name for him as a filmmaker of prodigious talent and fury. This was followed by Mamma Romaand a number of episodic comic films containing warm, honest portraits of people living on the fringes of society, culminating in the masterful The Gospel According to Matthew. Marking him as a provocative thinker and audacious artist with an uncompromising vision, Pasolini’s middle period, often termed The Unpopular Cinema, features excoriating depictions of the bourgeoisie that lend a passionate immediacy to films like Teorema, Porcile, and a modern interpretation of Medea.
The Trilogy of Life—The Decameron, The Canterbury Tales, andArabian Nights—produced between 1971 and 1974, is a triumphant reinterpretation of classic tales and fables that retain their universality despite being interpreted by thoroughly modern means. As Pasolini himself noted, he focused on the past precisely because it reflects the present most profoundly. Sometimes referred to as The Abjuration of the Trilogy of Life,the director’s utterly despairing final film, Salò or the 120 Days of Sodom, was held up for years due to censorship issues, and it remains a shockingly raw and profoundly disconcerting experience. Salò was completed in 1975, the year of Pasolini’s mysterious murder.
A series of supplemental events pay tribute to Pasolini’s multifaceted career. An evening of recitals by well-known Italian and American actors highlights Pasolini’s accomplishments as an acclaimed essayist and beloved poet; MoMA PS1 hosts two programs: a day of performances inspired by Pasolini and an installation comprising three of Pasolini’s films screening continuously throughout the run of the retrospective; a roundtable discussion about his artistic legacy takes place at New York University; a selection of Pasolini’s paintings and drawings is exhibited at Location One; and a seminar hosted by the Italian Cultural Institute launches a new publication featuring materials drawn from Pasolini’s archives.


Co-produced by The Museum of Modern Art, New York and Luce Cinecittà, Rome.
The exhibition is organized by Jytte Jensen, Curator, Department of Film, The Museum of Modern Art, and by Camilla Cormanni and Paola Ruggiero, Luce Cinecittà; with Roberto Chiesi, Cineteca di Bologna; Fondo Pier Paolo Pasolini, Bologna; and Graziella Chiarcossi. Presented in association with the Ministry of Culture of Italy. Special thanks to The Italian Cultural Institute, New York.
The exhibition is supported by Gucci and by The International Council of The Museum of Modern Art.

Cindy Sherman, mille volti in mostra al MoMA di New York

February 29, 2012 Leave a comment

Il MoMA di New York celebra Cindy Sherman con una grande esposizione che copre il lavoro dell’artista-fotografa dagli anni Settanta a oggi. In mostra, nel tempio della contemporaneità, 180 fotografie, tra le quali spiccano i celebri “autoritratti in maschera”, che hanno usato gli stereotipi dell’iconografia maschilista proprio per ribaltare ogni stereotipo discriminatorio. La curatrice dell’esposizione, Eva Respini.”I personaggi che Cindy ha creato nell’arco della sua carriera – spiega la studiosa – vanno davvero da certi tipi femminili ispirati al cinema, come la casalinga annoiata o la vamp, arrivano a ironizzare sulle donne e gli uomini degli antichi dipinti fino ai personaggi più recenti, ispirati a una società ossessionata dalla giovinezza e dallo status sociale, e alle donne che la rappresentano”.Nata nel 1954, Cindy Sherman è diventata lo scorso anno la fotografa più quotata del mondo, con un suo scatto battuto all’asta per quasi quattro milioni di dollari. E nel suo lavoro c’è un’indagine intellettuale molto acuta, sebbene mediata dall’ironia, sulla società contemporanea. “Se pensate alla fama che si acquisisce con Facebook, YouTube o la tv – aggiunge Respini – vedete che questa ansia per il proprio status e il modo in cui noi assumiamo diverse personalità, talvolta nello stesso giorno, è un meccanismo profondo del comportamento umano. E io credo che la cosa più importante del lavoro di Cindy è che lei ha individuato esattamente come la fotografia oggia sia complice nella costruzione delle identità”.La mostra del MoMA, con il suo carico di suggestione e riflessione, resterà aperta al pubblico fino all’11 giugno.

Fonte: TMNews