Archive

Posts Tagged ‘Minneapolis’

Prince, muore uno dei più talentosi artisti della musica mondiale

April 23, 2016 Leave a comment

Prince-628x378

Addio a Prince, non vi sono segni di ferite sul corpo

Aveva 57 anni. Da oltre trent’anni uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale

E’ morto Prince. Da oltre trent’anni uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale: Prince Rogers Nelson, in arte Prince, era nato il 7 giugno 1958. Cantante, musicista, attore, regista e produttore, il genietto di Minneapolis dalla fine degli anni Settanta ha frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando con disinvoltura al jazz, al pop e al rock psichedelico, conquistandosi una folta schiera di fedelissimi fan che seguono ossessivamente le sue gesta, impegni e intemperanze.

Il corpo senza vita di Prince e’ stato ritrovato in un ascensore degli studio di Chanhassen, dove l’artista registrava le sue canzoni: a dirlo la polizia che per ora non ha dettagli sulle cause della morte.

E’ stata completata l’autopsia sulla salma di Prince, ha reso noto l’ufficio del medico legale, specificando che l’esame è durato quattro ore e che il corpo della popstar sarà restituito alla famiglia in giornata. E’ stata inoltre convocata una conferenza stampa a breve dalle autorità a Minneapolis. E’ stato tuttavia sottolineato che non verranno diffusi dettagli sull’esito dell’autopsia.

Non vi sono segni di ferite sul corpo di Prince. Nessun segno che possa trattarsi di suicidio». Lo ha dichiarato Jim Olson, sceriffo della contea di Carver, in Minnesota, durante una conferenza stampa sulla morte del cantante Prince.

Migliaia di canzoni inedite, sufficienti per un album all’anno per cento anni: è il tesoro che sarebbe custodito in una cassaforte nel seminterrato di Paisley Park, il compound-studio di Prince al quale nessuno ha accesso. Secondo Cnn, che cita una vecchia intervista a un suo collaboratore, il 70% della sua musica non è stata pubblicata e anche se ha venduto oltre 100 milioni di copie. Sembra che la sua musica migliore sia custodita nella famoso ‘vault’. Resta il mistero su chi erediterà il tesoro, visto che non aveva né moglie né figli.

Una settimana fa – sostiene Tmz – Prince era stato ricoverato in ospedale per una overdose di oppiacei e non per una banale influenza come invece dichiarato dal suo manager.  Il 15 aprile scorso, l’aereo privato di Prince aveva fatto un atterraggio d’emergenza in Illinois, di ritorno da un concerto ad Atlanta, e l’artista era stato ricoverato d’urgenza. Lo stesso Tmz in quell’occasione parlò, citando il suo manager, di un ricovero di qualche ora dovuto al peggioramento di un’influenza con la quale Prince era alle prese da qualche giorno. Invece, sostiene il sito di gossip, Prince fu sottoposto ad un trattamento urgente (tecnicamente il ‘save shot’) per una overdose da oppiacei. I medici avrebbero voluto trattenerlo in ospedale per qualche giorno, sostiene ancora Tmz, ma non essendo disponibile una stanza privata l’entourage del cantante ha chiesto di farlo dimettere.

Un talento omaggiato niente di meno che da Miles Davis, che con Prince ha collaborato in diversi momenti, paragonandolo a Duke Ellington (e facendo infuriare Wynton Marsalis).

Da For You, album di debutto del 1978, Prince ha sempre attirato l’attenzione dei fan e dei media: come quando nel 1987 pubblico’ The Black Album, il cui autore doveva restare ignoto ma che, poco prima dell’uscita, fu ritirato e le sue copie mandate al macero. Non si e’ mai capito se Prince non fosse soddisfatto del risultato, se fosse rimasto infastidito della fuga di notizie riguardo alla titolarita’ dell’opera o se fosse stato snobbato dalla Warner Bros. Comunque alla fine il cd usci, ma nel 1993.

Fonte: Ansa

 

San Teobaldo Roggeri, rinvenuto a Minneapolis

November 23, 2011 Leave a comment

C’è una tradizione che a Vicoforte risale addirittura al 1711, anche se non viene praticata da quarant’anni: quella che vede i vicesi recarsi fino al Duomo di Alba, per onorare le spoglie del loro patrono. Un pellegrinaggio sulle orme di San Teobaldo Roggeri, a cui Vicoforte diede i natali. Oggi però, proprio quando la Pro loco ha deciso di riprendere la tradizione (in concomitanza con il terzo centenario del primo pellegrinaggio), viene alla luce una notizia che ha dello sconvolgente: il busto reliquiario d’argento di San Teobaldo, scomparso da decenni, si trova a… Minneapolis. Nello Stato del Minnesota, USA, nientemeno.
Lì, in una teca protetta e con tanto di targhetta: «I am St. Theobald of Alba – si legge –, canonized after my death for my great humility». Sono San Teobaldo da Alba, fatto santo dopo la mia morte a causa della mia grande umiltà. Il busto fa parte di una sezione del “Mia” (Minneapolis Institute of Arts) chiamata “Face to face”, faccia a faccia, che pone il visitatore davanti alle figure di nove «straordinari individui» (recita il catalogo), con tanto di installazioni interattive che descrivono la vita e le vicende del personaggio storico come se fossero narrate “in prima persona”, in uno stile autobiografico, nonché la natura dell’opera d’arte. E infatti, la scheda del busto recita: «Questo contenitore fu realizzato per conservare i resti del mio volto come reliquie, così che i fedeli potessero venerarmi». Peccato che i fedeli fossero abituati a farlo nel Duomo di Alba. Cos’è accaduto?
Stando a quanto racconta il sito, il busto (composto da testa in argento e base in rame) sarebbe un dono di tale Bruce B. Dayton, filantropo statunitense appassionato soprattutto di reperti dell’antica Cina, che ha donato al Museo di Minneapolis circa duemila opere. Come sia possibile che quel busto sia finito fin nelle mani di mr. Dayron, però, resta un mistero.
La storia delle reliquie del santo ciabattino (in vita fu calzolaio, e ne è tuttora il patrono) è ben descritta dal can. Pozzetti nel volume “San Teobaldo patrono di Vicoforte”, un allegato al bollettino parrocchiale vicese del maggio 1967. Una data speciale: infatti, anche se i pellegrinaggi vicesi iniziarono nel diciottesimo secolo (oltre a quello del 1711 si ricordano quelli del 1736, del 1761 e del 1786), San Teobaldo Roggeri fu eletto patrono di Vicoforte solo nel 1966. E nel maggio del ‘67 fu proprio questo busto (che contiene la testa del Santo) a giungere a Vico, portato in corteo da Alba e passando per tutti i paesi della bassa Langa.
Quel busto, insieme a tutti gli altri resti, fino agli anni ‘60 era esposto ad Alba (nella cappella del Santissimo Sacramento o in quella della Sacra Famiglia). Le reliquie furono rinvenute ad Alba nel 1429 dal vescovo beato Alerino Rembaudi, il quale «mosso da ispirazione – si legge su una lapide in Duomo – si portò alla cattedrale e quivi in compagnia e alla presenza dell’arcidiacono, del diacono, dell’arciprete e di pochi altri, dopo fervorosa preghiera, fece zappare sotto l’altare dedicato al Santo. E dopo alquanto faticoso lavoro si rinvenne il nobile sepolcro». Una reliquia fu concessa ai vicesi nel 1604 (il braccio), mentre tutte quelle che rimasero ad Alba furono deposte in una cassa collocata nell’arca che sormonta l’altare. Tutte tranne una: la testa del Santo, appunto, racchiusa dallo stesso beato Alerino in quel pregiato busto di argento. L’ultima volta che i vicesi lo videro fu nel 1969: poi, i pellegrinaggi si interruppero.
Le notizie del busto si fermano qui: la reliquia sparì, probabilmente fu trafugata (come riportato su un catalogo di una mostra del 2001) e non se ne seppe più nulla. Fino a oggi: ora è riapparsa, e fa bella mostra di sé in una teca in un corridoio bianco della galleria del “Mia”. «I pellegrini tennero traccia di una lunga serie di miracoli che avvennero sulla mia tomba», recita ancora la scheda tecnica. Chissà che non ne avvenga un altro: far tornare il busto a casa.

Marco Turco

Fonte: L’Unione Monregalese