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“Manolo: The Boy Who Made Shoes for Lizards”, première del film in 10 Corso Como Milano

December 18, 2017 Leave a comment

Manolo- The Boy Who Made Shoes for Lizards

première del film
“Manolo: The Boy Who Made Shoes for Lizards” diretto da Michael Roberts, 2017
Sottotitoli in inglese.

“Spero che chiunque veda il film ne sia piacevolmente intrattenuto e senta il collegamento con l’immaginario visivo e con le molte persone che vi hanno preso parte. Il pubblico avrà un piccolo quadro della mia vita e un’occasione per apprezzare la visione e l’inimitabile umorismo di Michael Roberts.” Manolo Blahnik

“Manolo: The Boy Who Made Shoes for Lizards” film su Manolo Blahnik diretto da Michael Roberts, verrà presentato in 10 Corso Como Milano, mercoledì 20 dicembre 2017 in due proiezioni alle ore 17.00 e alle ore 19.00.

Il film è un ritratto di Manolo Blahnik, leggendario designer della calzatura, che con il suo straordinario impegno professionale ha dettato lo stile per celebrità, stilisti e professionisti della moda. Con un quadro intimo della sua vita e del suo lavoro, questo video-documentario ricostruisce anche alcuni episodi emblematici della sua infanzia.

Michael Roberts, regista e giornalista di moda, ha realizzato con uno sguardo originale un documentario (il cui titolo rimanda alla passione che Manolo ha avuto sin da bambino, di disegnare scarpe … per le lucertole!), in cui “sbircia” dietro le quinte del mondo geniale, intellettuale e romantico che ha dato origine alle amatissime scarpe “Manolo”.

Una carriera lunga 45 anni scorre attraverso i racconti e gli aneddoti di Anna Wintour, André Leon Talley, Paloma Picasso, Charlotte Olympia, Iman, Rihanna, Naomi Campbell, John Galliano, Sofia Coppola, David Bailey, Isaac Mizrahi, Joan Burstein, Mary Beard, Colin McDowell, André Leon Talley, Penelope Tree, Gioacchino Lanza Tomasi, Rupert Everett, Karlie Kloss e naturalmente Manolo Blahnik stesso.

MANOLO: The Boy Who Made Shoes for Lizards Premiere italiana in 10 Corso Como
Film diretto da Michael Roberts, 2017
89 minuti, sottotitoli in inglese

Il film è prodotto da Nevision UK.
Neil Zeiger, Gillian Mosely and Bronwyn Cosgrave, producers Line Producer, Zoe Loizou Executive Producers James Cabourne, Tiggy Maconochie, Ralph Shandilya e Anne Morrison. È distribuito in Italia da DNC Entertainment.

Mercoledì 20 dicembre 2017 in 10 Corso Como due proiezioni alle ore:
17.00
19.00

“Marc Chagall. Una retrospettiva: 1908-1985”, catalogo della mostra ospitata al Palazzo Reale di Milano

June 6, 2015 Leave a comment

Marc Chagall Una retrospettiva- 1908-1985

Marc Chagall

Una retrospettiva: 1908-1985

Il libro della mostra dedicata a Marc Chagall ospitata a Milano, Palazzo RealeClaudia Beltrami Zevi raccoglie per la prima volta in Italia dai più importanti musei del mondo le opere dell’artista russo, un percorso dalle origine San Pietroburgo al soggiorno francese in particolare in Costa Azzurra. La pittura moderna russa rappresentata dai dipinti del pittore che raccontano il suo amore con la moglie Bella, il secondo conflitto mondiale e il soggiorno in America.

220 opere – prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cui Chagall realizzò il suo primo quadro, ”Le petit salon”, fino alle ultime, monumentali opere degli anni ’80 – che guideranno i visitatori lungo tutto il percorso artistico di Marc Chagall, accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, il Centre Pompidou, oltre a 50 collezioni pubbliche e private che hanno generosamente collaborato.

All’interno di un rigoroso e completo percorso cronologico, la mostra si articolerà in sezioni, partendo dalle opere degli esordi realizzate in Russia; durante il primo soggiorno francese, e il successivo rientro in Russia fino al 1921; con l’autobiografia scritta da Chagall al momento del suo definitivo abbandono della Russia, si aprirà il secondo periodo del suo esilio, prima in Francia e poi, negli anni ’40, in America dove vivrà anche la tragedia della morte dell’amatissima moglie Bella; con il rientro in Francia e la scelta definitiva di stabilirsi in Costa Azzurra Chagall ritroverà il suo linguaggio poetico più disteso, rasserenato dai colori e dall’atmosfera del Midi.

  • Collana: Cataloghi mostre GAmm
  • Traduttore: Tania Gargiulo, Lidia Filippone
  • Curatore: Claudia Beltramo Ceppi Zevi
  • Autore introduzione: Tamara Karandasheva
  • Dimensione: 28x30cm
  • Lingua: Italiano
  • ISBN – EAN: 9788809798786
  • Data di pubblicazione: 2014
  • Prima edizione: settembre 2014

“Bettina”, esposizione presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

August 28, 2014 Leave a comment

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BETTINA

Icona indiscussa, modella fra le più celebrate e ricercate da stilisti e fotografi degli anni Quaranta e Cinquanta, Bettina è un emblema della moda francese. Musa di Jacques Fath, è testimone privilegiata degli anni folgoranti che attraversano la moda a Parigi: da Jacques Costet a Lucien Lelong, da Hubert de Givenchy a Christian Dior fino a Coco Chanel. Nata nel 1925 e cresciuta in Normandia, Bettina sognava di diventare disegnatrice di moda e nel 1944 si trasferisce a Parigi, dove incontra Jacques Costet, giovane stilista che aveva appena aperto un piccolo atelier per presentare alcuni suoi bozzetti. Costet, affascinato dalla sua bellezza, termina l’incontro chiedendole di indossare un suo abito. Inizia da quel momento una straordinaria carriera di musa e modella: “guanti, cappelli, veli – era quell’epoca: mi piaceva posare, era un istinto e un piacere” (Fashion memoir, Thames and Hudson,1998).

Dopo Costet, Bettina lavora per un breve periodo con Lucien Lelong e nel 1947 si lega a Jacques Fath diventando la sua musa. Ammirato da Bettina, Fath disegna una collezione di abiti che “solo lei può indossare con naturalezza ed eleganza”, creando un nuovo stile. Nasce così il fenomeno “Bettina “ e il suo nome diventa sinonimo di modernità e stile. Contesa dalle più importanti riviste di moda, è in breve tempo “la francese più fotografata di Francia”(Paris Match). Per strada, sulla spiaggia, nelle dimore più lussuose, tra i quadri di un atelier, nella semplice cornice di un fondale bianco, i più affermati fotografi realizzano immagini che hanno fatto la storia della fotografia di moda.

Nel 1952 incontra Hubert de Givenchy e lo aiuta ad aprire la sua maison nel doppio ruolo di modella e responsabile delle relazioni pubbliche. Givenchy le dedica la blusa “Bettina” immortalata dal famoso disegno di René Gruau. In questi anni viaggia molto in Europa ma anche negli Stati Uniti, Brasile, Argentina e stringe amicizia con intellettuali, attori, registi e scrittori: Georges Simenon, Jean Genet, Jacques Prévert, Greta Garbo, Elizabeth Taylor, Gregory Peck, the Bogarts, Ava Gardner, John Huston, Irving Shaw, Charlie Chaplin, Truman Capote and Gary Cooper. Continua a posare per le riviste di moda con abiti di Christian Dior, Madame Grès, Balenciaga, Balmain e raggiunge l’apice della carriera nel 1955, anno in cui decide di allontanarsi dalla scena della moda.

Nonostante il suo ritiro, Bettina continua a lavorare nella moda, nel 1963 è “ambasciatrice di charme” della rivista Elle, per essere fotografata con “gli abiti più belli di Parigi” in Africa, dalla Valle dei Templi, al deserto del Sinai, alle falde del Kilimangiaro.

Nel 1967 torna a sfilare per la collezione di Coco Chanel a lei ispirata, in seguito è direttrice couture per Emanuel Ungaro e responsabile relazioni pubbliche per Valentino. Nel 2010 è nominata Chevalier des Artres et des Lettres dall’allora ministro francese Frédéric Mitterrand. Bettina ama la moda, la segue e la precede, la sua figura e personalità è ancora oggi presente e influente fra gli stilisti e i fotografi contemporanei: Azzedine Alaia, Yohji Yamomoto, Pierre et Gilles, Mario Testino.

La mostra ripercorre la sua carriera attraverso oltre cento immagini firmate dai più grandi fotografi di quegli anni: Erwin Blumenfeld, Henri Cartier-Bresson, Jean-Philippe Charbonnier, Henry Clarke, Louise Dahl-Wolfe, Georges Dambier, Robert Doisneau, Nat Farbman, Horst P. Horst, Arik Nepo, Gordon Parks, Irving Penn, Willy Rizzo, Emile Savitry, fratelli Seeberger, Maurice Zalewski.

Bettina sarà presente all’inaugurazione alla Galleria Carla Sozzani, martedì 16 settembre 2014.

Il catalogo Bettina, edito da Carla Sozzani Editore accompagna l’esposizione.

in mostra da mercoledì 17 settembre al 2 novembre 2014

tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30

mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia

tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080

press@galleriacarlasozzani.org

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Charlotte Perriand, mostra dell’artista presso Galleria Carla Sozzani di Milano

March 28, 2014 Leave a comment

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CHARLOTTE PERRIAND
fotografa e designer
a cura di Jacques Barsac e Enrica Viganò
inaugurazione sabato 5 aprile 2014
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
in mostra dal 6 aprile al 4 maggio 2014
tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
In collaborazione con il Museo Nicéphore Niépce (Chalon-sur-Saône), Charlotte Perriand Archives (Parigi), Admira (Milano) e Cassina.
CHARLOTTE PERRIAND
fotografa e designer
Architetto, urbanista, progettista collaboratrice di Le Corbusier, viaggiatrice solitaria e instancabile, unica per ingegno e anticonformismo, Charlotte Perriand è stata una protagonista del design del Ventesimo secolo e ha influenzato il modo di abitare contemporaneo.
Nel corso degli anni ’30 parallelamente alla sua attività di designer, si dedica alla fotografia, attraversa l’Europa realizzando immagini che poi diventano fonte d’ispirazione per i suoi progetti, elementi d’arredo, ma anche vere e proprio opere d’arte.
I soggetti si susseguono in un gesto di scelta intuitiva: registra, annota, imprime le forme (e le idee) che catturano la sua attenzione. E così la struttura metallica di un ponte, la trama della rete di un pescatore, un sasso diventano punti di partenza per la creazione dei suoi tavoli, librerie e poltrone.
La scoperta di alcune centinaia di negativi, conservati negli Archivi di Charlotte Perriand, è stata l’occasione per presentare e indagare, in maniera ampia e articolata, il suo lavoro fotografico. Questa mostra si propone di far conoscere il suo lavoro fotografico, meno noto al grande pubblico ma che ha svolto un ruolo importante nella costruzione del suo immaginario creativo. La fotografia, a cui Perriand dedica diversi anni della propria carriera, è stata il laboratorio della sua ricerca visiva e filosofica e il manifesto del suo impegno politico. Accanto ad alcune delle sue opere di design, vintage e moderne, diventate vere icone del XX secolo, la Galleria Carla Sozzani presenta una selezione di 55 fotografie provenienti dal Museo Nicéphore Niépce e dall’archivio di Charlotte Perriand.
La sua ricerca fotografica s’iscrive all’interno del movimento delle avant-garde, in cui pittori, architetti e fotografi lavorano fianco a fianco in un clima di condivisione e dove ogni espressione si arricchisce dello “sguardo” dell’altro. E’ con questo spirito e grazie all’amicizia con Fernard Lèger e Pierre Jeanneret che Perriand inizia a collezionare e a fotografare gli oggetti che trova nella natura: ossa, scheletri, rocce, radici, pietre…
“I nostri zaini – come lei stessa scrive – erano pieni di questi tesori…che noi battezzammo con il nome Art  Brut ». Tra il 1933 e il 1937 porta avanti la sua sperimentazione fotografica, con la serie “Art Brut” e “Objets Trouvés”, rifacendosi all’idea di un ritorno alla natura intesa come bellezza primordiale, purezza delle linee e forza della materia.
un viaggio in Giappone.
Charlotte Perriand non ha mai esposto o pubblicato il suo lavoro fotografico, ad eccezione di alcuni fotomontaggi realizzati su commissione pubblica. Le sue fotografie come espressione di una peculiare creatività, sono state rivelate in parte nella mostra retrospettiva al Centre Pompidou a Parigi nel 2005 e nella mostra “Modernism, Designing a New World, 1914-1939” al Victoria and Albert Museum a Londra nel 2006; e successivamente nella mostra “Charlotte Perriand, de la photographie au design” al Petit Palais di Parigi nel 2011 e infine nel 2012 “Charlotte Perriand, la photographie pour un autre monde” presso il Musée Nicéphore Niépce a Chalon sur Saône, Francia.
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080
press@galleriacarlasozzani.org
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“Erwin Blumenfeld – Blumenfeld Studio – New York 1941-1960”, mostra dell’artista presso Galleria Carla Sozzani di Milano

March 14, 2014 Leave a comment

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ERWIN BLUMENFELD
Blumenfeld Studio – New York, 1941-1960
a cura di Nadia Blumenfeld Charbit, François Cheval e Ute Eskildsen
inaugurazione sabato 15 febbraio 2014
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
in mostra dal 16 febbraio al 30 marzo 2014
tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
Mostra co-prodotta dal Museo Nicéphore Niépce, Chalon-sur-Saône e dal Museo Folkwang, Essen
Blumenfeld Studio – New York, 1941-1960
Erwin Blumenfeld è tra le figure più influenti e innovative della fotografia del ventesimo secolo. Un artista con una percezione dell’arte, della moda, della pubblicità unica nel suo genere, caratterizzata da una continua sperimentazione.
La mostra “Blumenfeld Studio – New York 1941-1960” si concentra sui lavori che realizza nel suo studio di Central Park a New York durante la Seconda Guerra Mondiale e i successivi anni del boom economico. Dalla fotografia di moda alle campagne pubblicitarie, dai ritratti di personalità, ai manifesti della propaganda, fino ai lavori sperimentali che oggi sono stati riconosciuti come significativi e determinanti per lo sviluppo della fotografia contemporanea.
Se la biografia europea di Erwin Blumenfeld è nota – l’origine ebraica, il suo soggiorno ad Amsterdam, l’esperienza delle avant-gardes parigine – si conosce poco del suo periodo americano e del suo studio di New York.
Dopo essere fuggito dalla Francia occupata nel 1941 e stabilitosi a New York, Blumenfeld inizia immediatamente a lavorare per la rivista Harper’s Bazaar e collabora con Carmel Snow e Diana Vreeland alla realizzazione di servizi di moda.
È proprio in questo clima di crescita economica e con una stampa in piena espansione, che il lavoro creativo, provocatorio e personale di Blumenfeld fiorisce. Dopo soli tre anni negli Stati Uniti, è già uno dei più famosi e ben pagati fotografi del settore, così lo definisce il New York Times “una guida eccezionale dell’immaginario fotografico”.
La sua collaborazione con Vogue e con l’allora direttore Alexander Liberman, durata 15 anni, segna il culmine della sua carriera in America. Realizza oltre cinquanta copertine per Vogue US tra cui i ritratti di modelle famose e donne dell’alta società del tempo, Babe Paley, Dovima, Jean Patchett e Carmen Dell’Orefice. Negli stessi anni lavora regolarmente con altre riviste americane come Life Magazine e Cosmopolitan (per la quale ritrae Grace Kelly nel 1955), inoltre realizza importanti campagne pubblicitarie per alcuni clienti, tra cui Dior, Elizabeth Arden, Max Factor, L’Oréal e Helena Rubenstein.
Profondamente inventivo, sperimentatore e spesso in opposizione ai codici convenzionali, Blumenfeld sviluppa uno stile proprio, utilizzando il fotomontaggio, la solarizzazione, le diapositive a colori e un’infinità di tecniche ibride.
Fin dall’inizio Blumenfeld è molto influenzato dall’idea della fotografia come arte. Volendo essere considerato come un artista d’avanguardia, piuttosto che come un fotografo di moda, introduce un “arte di contrabbando” nei progetti commerciali. Blumenfeld, infatti, traeva spesso ispirazione dalla storia dell’arte, dal suo interesse per la grafica, e trovava il modo di citare i grandi pittori, ad esempio reinterpretando con un tocco di modernità l’opera di Vermeer La ragazza con l’orecchino di perla per Vogue US, o rifacendosi all’opera di Manet Bar des Folies Bergères per un servizio pubblicato su Harper’s Bazaar nel 1941.
La mostra curata da Nadia Blumenfeld Charbit, François Cheval e Ute Eskildsen e originariamente concepita per il Musée Nicéphore Niépce di Chalon-sur-Saône, in Francia, presenta oltre un centinaio di stampe perfettamente restaurate nei colori, riviste originali e alcuni ritagli di pubblicazioni storiche.
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080
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Ecal Photography, mostra fotografica presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

January 16, 2014 Leave a comment

 Sozzani312

ECAL PHOTOGRAPHY
a cura di Alexis Georgacopoulos, Nathalie Herschdorfer, Milo Keller
scenografia di Adrien Rovero
in mostra dal 12 gennaio al 9 febbraio 2014
tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
in collaborazione con Ecal

Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531  fax +39 02.29004080
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ECAL PHOTOGRAPHY
Una scuola d’arte è una fabbrica dell’immagine.
Nuove generazioni d’artisti emergono ogni anno e fanno con successo il loro ingresso nel mondo delle esposizioni e delle pubblicazioni.
La scuola d’arte è così diventata un luogo particolarmente attraente per i giovani artisti.
Questa mostra presenta una selezione di lavori fotografici realizzati dagli studenti di una delle migliori scuole d’arte e design nel mondo: l’ECAL di Losanna, in Svizzera, che forma artisti visivi, grafici, designer, registi e fotografi. Qui, gli studenti possono creare LIBERAMENTE, mettere in discussione i generi tradizionali, esplorare nuovi territori e sperimentare nuovi mezzi di comunicazione.
Le opere esposte nella mostra “ECAL photography” e raccolte nell’omonimo libro, ripercorrono gli inizi di tecniche innovative nel campo della fotografia.
LIBRO
«ECAL Photography»
Edito da ECAL (sotto la supervisione di Alexis Georgacopoulos, Direttore dell’ECAL, Nathalie Herschdorfer, curatore independente e storica dell’arte, e Milo Keller, reasponsabile del corso di fotografia)
Direzione artistica di Julien Gallico & Olga Prader
Interviste di Nathalie Herschdorfer a fotografi e artisti: Adam Broomberg, Brice Dellsperger, Jason Evans, Thomas Mailaender, Paolo Roversi, Maurice Scheltens & Liesbeth Abbenes, Taiyo Onorato & Nico Krebs et Joachim Schmid.
Pubblicato da Hatje Cantz, 2013
296 pagine, 385 immagini
ECAL/Scuola d’arte e design di Losanna
Fondata nel 1821, Ecal è considerata una delle migliori scuole d’arte e design del mondo. Rilanciata a metà degli anni ‘90 da Pierre Keller e attualmente diretta da Alexis Georgacopoulos, la scuola offre programmi nei campi delle Belle Arti, Cinema, Grafica, Design industriale, Fotografia, Media & comunicazione design, Design per il lusso & artigianato.
Nel corso degli anni l’ECAL ha collaborato con molti istituti d’arte e design in tutto il mondo e con le principali aziende internazionali attive in differenti settori come Alessi, Audemars Piguet, Baccarat, Bernardaud, Cassina, Christofle, DuPont, Fondation de la Haute Horlogerie, Galeries Lafayette, Hansgrohe Axor, Hermès, Hublot, Mercedes, Nestlé, Nespresso, Rado, SIGG, Swarovski, Swiss International Air Lines, Vacheron Constantin, Vitra, Wallpaper *…
L’influenza della scuola a livello internazionale è dimostrata dai successi degli studenti, dagli innumerevoli articoli di giornale pubblicati regolarmente su riviste specializzate e a larga diffusione, e da un numero crescente di mostre in prestigiose istituzioni: Centro Culturale Svizzero (Paris), Centro Pompidou (Parigi), Cooper Union (New York), Design Days Dubai, Design September Bruxelles, Documenta (Kassel), Festival Internazionale di Moda e Fotografia (Hyères), Galleria Libby Sellers (Londra), Maison Européenne de la Photographie (Parigi), Musée de l’Elysée (Losanna), Salone Internazionale del Mobile (Milano) o swissnex (San Francisco, Boston, Shanghai) …

Berenice Abbott, personale presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

November 1, 2013 Leave a comment

Berenice Abbott

BERENICE ABBOTT
inaugurazione sabato 9 novembre 2013
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
cocktails
in mostra dal 10 novembre 2013 al 6 gennaio 2014
martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
lunedì, ore 15.30 – 19.30
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531  fax +39 02.29004080
press@galleriacarlasozzani.org
www.galleriacarlasozzani.org

BERENICE ABBOTT
“La fotografia non potrà mai crescere fino a quando imiterà le altre arti visive.
Deve camminare da sola; deve essere se stessa”.
Berenice Abbott

La Galleria Carla Sozzani presenta la mostra Berenice Abbott con una selezione di fotografie che svelano l’unità e la ricchezza del suo lavoro e l’influenza che il suo stile ha avuto nei campi della ritrattistica, del panorama urbano e della fotografia scientifica.
Berenice Abbott è una delle figure più influenti della fotografia americana del ventesimo secolo. Ha dedicato la sua lunga carriera alla fotografia, esplorando nozioni di fotografia documentaria e di realismo fotografico. In opposizione al pittorialismo di Alfred Stieglitz, le immagini di Berenice Abbott sono precise rappresentazioni del mondo reale – visibile e invisibile – realizzate con esattezza e precisione scientifica.
Nata in Ohio nel 1898, abbandona la facoltà di giornalismo presso l’Università dell’Ohio e si trasferisce a New York City per studiare scultura.
Nei primi anni ’20 si trasferisce nuovamente, questa volta a Parigi dove si unisce al circolo degli intellettuali d’avanguardia. Diventa assistente di Man Ray che le insegna le tecniche della camera oscura e la introduce al lavoro del fotografo francese Eugène Atget.
Nel 1926 apre il suo studio di fotografia e raggiunge rapidamente il successo con una serie di ritratti di scrittori, drammaturghi e artisti: James Joyce, Eugène Atget, Marcel Duchamp, Man Ray, Jean Cocteau, Sylvia Beach, André Gide, Tsuguharu Foujita, Max Ernst, e Marie Laurencin, sono alcuni dei personaggi che hanno posato davanti al suo obiettivo.
Di ritorno a New York nel 1929, Berenice Abbott progetta e realizza il suo lavoro più conosciuto e influente Changing New York. Concepito come una documentazione su New York e come interpretazione artistica, Abbott coglie i cambiamenti di una metropoli in evoluzione dopo la Grande Depressione. Il contrasto fra il passato, il presente e l’adattamento alla modernità è accentuato dall’alternarsi di uno stile documentario, diretto e frontale ad una nuova visione estetica caratterizzata da una particolare attenzione ai dettagli e dalle prospettive audaci.
Come la stessa Abbott ha dichiarato riferendosi a questo lavoro, “Nel caso particolare di New York – i contrasti, i cambiamenti veloci mi hanno ispirato. Lo sguardo di una città in movimento necessita di una dettagliata trama e prospettiva”.
Nel 1939 Berenice Abbott inizia il suo più ambizioso progetto: fotografare i fenomeni scientifici. In qualità di photo-editor della rivista Science Illustrated conduce una serie di ricerche e sviluppa nuovi apparecchi fotografici e metodi di illuminazione. Alla fine degli anni ’50, realizza per il Massachusetts Institute of Technology una serie di illustrazioni sui principi della meccanica e della luce. Rifacendosi ai suoi esperimenti parigini degli anni ’20, in particolare alla tecnica del rayogramma di Man Ray, produce delle immagini che ancora oggi sono un raro esempio di come un meticoloso lavoro documentario al servizio della ricerca e della scienza possa raggiungere, attraverso inedite forme astratte, altissimi livelli artistici.
“Innanzitutto definiamo cosa non è una fotografia. Una fotografia non è un dipinto, una poesia, una sinfonia, una danza. Non è solo una bella immagine, non un virtuosismo tecnico e nemmeno una semplice stampa di qualità. È o dovrebbe essere un documento significativo, una pungente dichiarazione, che può essere descritto con un termine molto semplice: selettività “.
Berenice Abbott nel 1951 tratto da “Universal Photo Almanac”

“TONY VIRAMONTES, trasgressivo, bello e dannato”, mostra presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

August 29, 2013 Leave a comment

TONY VIRAMONTES
TONY VIRAMONTES
trasgressivo, bello e dannato
“Cerco nuove idee, perché mi piace essere costantemente in uno stato di ansia creativa e di insicurezza. Se mi sento sicuro non posso essere creativo, cerco di rinnovarmi.”
Tony Viramontes
Trasgressivo, bello e dannato. Alla fine degli anni ‘70, Tony Viramontes esordisce nel mondo dell’illustrazione di moda con successo immediato. Riceve subito prestigiosi incarichi editoriali, solitamente assegnati ai fotografi da riviste come Vogue negli Stati Uniti, the Face in Inghilterra, Lei e Per Lui in Italia e ancora Jill Magazine, Marie Claire, Le Monde e City Magazine in Francia.
Il suo stile forte e diretto è in netto contrasto con le tonalità pastello degli anni ’70. Al momento della sua morte, nel 1988, gli era appena stata offerta la direzione creativa di Genius Group e aveva lavorato con alcuni dei nomi più celebri da Valentino a Jean Paul Gaultier a Hanae Mori. Viramontes ha disegnato anche per Givenchy, Yssey Miyake, Yves Saint Laurent, Pierre Cardin, Ungaro e Dior. Ha ritratto, tra gli altri, Isabella Rossellini, Paloma Picasso e Janet Jackson.
Viramontes disegnava ritraendo dal vivo i suoi modelli, che posavano anche per ore, coinvolgendoli nel suo processo creativo. Come Egon Schiele, uno degli artisti a cui si è più ispirato quando era studente d’arte a New York, Viramontes aveva approfondite conoscenze di anatomia. Non aveva bisogno di distorcere linee e forme, come molti artisti cercavano di fare, ma usava la sua spiccata capacità d’osservazione della realtà come punto di partenza per il suo lavoro.
Veloce ed elettrico, disegnava decine di schizzi rapidissimi per riuscire a catturare l’essenza di una posa. La bocca sensuale, i fianchi e le spalle pronunciate, l’impertinenza e la grinta graffiante sono i tratti distintivi delle sue opere. Ha disegnato gli uomini con la stessa sensuale insolenza che donava alle donne. Ha coraggiosamente esteso i confini dell’identità maschile, al punto che i suoi modelli (e amanti) posavano truccati, indossando gioielli e turbanti esotici.
Tony Viramontes è stato condannato dall’Aids, quando, negli anni ’80, quelli che erano giovani, belli e di talento erano amati e idolatrati, spesso da entrambi i sessi. Nelle discoteche hanno ballato, usato droghe, sperimentato una sessualità sfrenata, ma hanno anche saputo stimolare la creatività, ampliando le rispettive visioni e condividendone i processi, partecipando all’arte, alla moda e alla musica che hanno definito quel decennio.
Come si può riconoscere nel catalogo e nel corpus dei suoi lavori che viene presentato per la prima volta in Italia dalla Galleria Carla Sozzani. Dopo vent’anni, è possibile fare un passo indietro e riscoprire la cura meticolosa e la disciplina riposta in ogni suo disegno. Un talento superbo cresciuto in un ambiente pericoloso e insicuro. Ma proprio questa inquietudine era ciò di cui Viramontes aveva bisogno per raggiungere risultati spettacolari. Una realtà che finirà per ucciderlo.
Come Fran Lebowitz ha osservato nel documentario di Martin Scorsese, Public Speaking, 2010: “quelli che negli anni Ottanta vollero amare la bellezza e il talento più estremo, sono quelli che sono morti”. Condannati dalla loro bellezza, dal talento e dalla joi de vivre – dannati per tutte le ragioni sbagliate.
in mostra dal 6 settembre al 3 novembre 2013
martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
lunedì, ore 15.30 – 19.30
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531  fax +39 02.29004080
press@galleriacarlasozzani.org

Complicità sovrapposte – Nicolò Quirico, personale al Costantini Art Gallery di Milano

June 15, 2013 Leave a comment

nicolo-quirico-stampa-fotografica-roma-eur

Milano – La Costantini Art Gallery presenta la personale dell’artista Nicolò Quirico.
L’artista rinnova la tradizionale ricerca della fotografia paesaggistica; la stampa fotografica è realizzata direttamente sopra un collage di vecchie pagine di libri che conferiscono all’immagine un sapore quasi fané, inoltre, avvicinandosi all’opera, si coglie meglio la texture creata dai caratteri tipografici e dalla sovrapposizione delle pagine.
L’utilizzo di tecniche diverse, è in stretta connessione con l’aspetto progettuale e concettuale dell’artista.
L’architettura e la letteratura sono da sempre tra gli elementi fondanti della storia, ed è proprio questa “complicità”, tra parole e immagini, che caratterizza le opere di quest’ultimo ciclo.
I testi selezionati, sotto le immagini, rappresentano la voce e i pensieri di chi ha vissuto e di chi vive i palazzi, infatti, sono traccia tangibile di un determinato vissuto storico che sull’opera crea un mormorio diffuso e generico della città.
E’ come se l’artista intendesse eseguire un aggiornamento delle icone architettoniche: edifici del passato ed edifici contemporanei, centro città e periferia come simboli e metafore degli aspetti sociali, culturali ed economici.
“(…) Ogni edificio è vita che si è scritta e si sta scrivendo; ogni pagina di libro è un mattone che costruisce un edificio della nostra cultura. (…)” (tratto da Le città visibili di Giacomo Ambrosi)
29 Maggio – 29 Giugno 2013 Inaugurazione Mercoledì 29 Maggio 2013 dalle ore 18,00
Costantini Art Gallery
Via Crema, 8 – 20135 Milano – Tel/Fax. +39 02 87391434
http://www.costantiniartgallery.com
Orario galleria: 10,00-12,30; 15,30-19,30 – chiuso lunedì mattina e festivi
Come arrivare: MM3 Porta Romana – Tram 9 – Bus 62

“A Glimpse At Photo Vogue”, mostra fotografica presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

June 12, 2013 Leave a comment

A Glimpse At Photo Vogue

“A GLIMPSE AT PHOTO VOGUE”
inaugurazione giovedì 13 giugno 2013 dalle ore 17.00 alle ore 21.00
cocktails
in mostra dal 14 giugno al 10 agosto 2013
martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
lunedì, ore 15.30 – 19.30
in collaborazione con Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531  fax +39 02.29004080
press@galleriacarlasozzani.org
www.galleriacarlasozzani.org
“A GLIMPSE AT PHOTO VOGUE “
Vogue Italia è da sempre particolarmente attento a sostenere l’eccellenza fotografica, in questa direzione nell’aprile del 2011 è nato Photo Vogue, un canale di Vogue.it pensato per promuovere il lavoro dei fotografi, professionisti e non, da ogni parte del globo.
Il funzionamento è molto semplice, chiunque infatti può caricare le proprie foto che prima di essere pubblicate dovranno passare il vaglio della redazione di Vogue.it sotto la supervisione di Alessia Glaviano, photo editor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue. Dal suo inizio a oggi Photo Vogue conta la presenza di oltre 55.000 fotografi, è inoltre online la piattaforma che concretizza la collaborazione tra Photo Vogue e Art+Commerce, la prestigiosa agenzia fotografica internazionale che rappresenta alcuni fra i più grandi fotografi contemporanei tra cui i contributors di Vogue Italia Steven Meisel, Craig McDean, Sølve Sundsbø, Tim Walker e Paolo Roversi. La collezione di Photo Vogue ospitata da  Art + Commerce è una library di immagini tutelate dal diritto d’autore e contiene le foto pubblicate su Photo Vogue. Un’iniziativa che garantisce ai fotografi di Photo Vogue di aumentare in maniera esponenziale visibilità e possibilità.
Questa seconda edizione di “A glimpse at Photo Vogue” alla Galleria Carla Sozzani vuole essere una naturale evoluzione del progetto dello scorso anno per cui saranno in mostra 25 artisti ognuno con quattro immagini per permettere una più approfondita conoscenza del loro lavoro.
I fotografi scelti sono una testimonianza dell’anima poliedrica di Photo Vogue, che sin dall’inizio è aperta a tutti i campi della fotografia, dal reportage allo still life, dalla moda all’architettura: così i ritratti pregnanti e ossimorici delle donne siriane che imbracciano le armi scattati dal neo premiato dal World Press Photo Sebastiano Tomada Piccolomini possono convivere insieme alle atmosfere onirico-vittoriane delle fotografia di moda di Paulina Otylie Surys, con i macro-still life di Kate Scott, e ancora con le atmosfere costruite in perfetto stile fiabesco di Kirsty Mitchell, a quelle rarefatte di Loreen Hinz, alle architetture raffinate e rigorose di Fabio Vittorelli, alla street photography di Toru Tanaka, ai ritratti anticonvenzionali di Billy Kidd e a quelli concettuali di Anna di Prospero.