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Marocco, massacro in vista per i cani magredini

January 23, 2013 Leave a comment

chien

Una legge assurda, criminale, votata in poche ore alla Camera dei Rappresentanti, sta mettendo in pericolo di vita migliaia di cani considerati“pericolosi“. L’assurdità di  questa legge è che non è ancora stato  chiaritoquali siano queste presunte razze “pericolose” e tutti i cani presenti sul territorio sono a rischio. Sono anni che mi batto per cercare di salvare tantissimi cani randagi, dopo aver constatato l’iniquità delle varie associazioni presenti in Marocco che si limitano a praticare l’eutanasia. Ho avuto modo di sperimentare personalmente la poca se non inesistente professionalità delle suddette associazioni, salvo un paio di rarissimi casi gestiti da persone europee che, privatamente cercano di salvare, a livello famigliare, cani e altri animali abbandonati. Alcune volte ho rischiato grosso, devo ammetterlo, ma davanti ai soprusi che si attuano quotidianamente sugli animali qui in Marocco non posso e non voglio acconsentire. Penso a Petra, a Africa, a Birba, a Selvaggia, a Domenica, a Martedì…cani e gatti ridotti alla fame, malati,  e salvati in estremis..Vi propongo, per capire meglio, un intervista al Presidente di una associazione detta “degli animali da compagnia” che mi trova d’accordo su alcuni punti ma rabbrividisco su altrettante assurde considerazioni. La mancanza di una “civiltà per il benessere animale” è lampante in questo paese dove il cane è ancora considerato dalla maggioranza delle persone come “animale impuro“; dopo un contatto con il cane la persona è tenuta a lavarsi sette volte le mani cosi come sette volte devono essere lavati gli oggetti che vengono a contatto con l’animale. Medioevo, con la speranza che qualcosa cambi. Io, continuerò la mia battaglia cercando di coinvolgere più persone possibili, persone sensibili a questo disumano trattamento che quotidianamente verifico sul campo. Grazie se firmerete la petizione  nel link in basso, dopo l’intervista.
La legge 56/12 relativa ai cani  ”pericolosi” è stata votata alla Camera dei Rappresentanti, senza nessuna concertazione con i professionisti del settore. Le Associazioni di protezione degli animali in Marocco (poche e disorganizzate) si sono riunite in un collettivo per apportare la loro esperienza in vista di una modifica di questa legge discriminatoria con l’obbiettivo di migliorare la situazione sanitaria. Il Prof. Hassan Bouyard, Presidente dell’Associazione degli “animali da compagnia” ha rilasciato un intervista alla Nouvelle Tribune; ve la propongo intergralmente per capire una situazione che, fatto salvo un emendamento, provocherà l’uccisione di migliaia di cani e nel contempo l’abbandono di tanti cani da parte di proprietari preoccupati dalle sanzioni, sia penali che civili.
La Nouvelle Tribune : Cosa pensate della legge  56-12 ?
Prof. Bouayad :  È  un bene avere una legge legata alla popolazione canina perchè è un settore in via di espansione in Marocco ed esiste una grande confusione. C’è il problema dell’allevamento, dell’esportazione, del commercio clandestino, ma nello stesso tempo è stata promossa una legge che fa  acqua da tutte le parti, in un modo brusco e senza la consultazione con i professionisti e le associazioni legate ai cani. Come Presidente dell’Associazione marocchina degli Animali da Compagnia, non sono mai stato consultato e oggi abbiamo creato un collettivo che ragruppa 10 associazioni per la protezione degli animali che associa molti veterinari, tecnici, toelettatori e allevatori.
Perchè questa legge fa paura ? Fa paura perchè sono previste delle ammende sino a 5.000 euro e carcere sino a 5 anni per un morso di cane. Prendiamo l’esempio di un proprietario di pastore tedesco  tenuto come scopo di sorveglianza: il cane difende i beni del proprietario e se dovesse mordere un ladro il proprietario finirà in prigione o pagherà un ammenda. Questa è pura difesa, ma la legge non ha specificato questo caso abbastanza frequente. Tutti sono scontenti e scandalizzati da questa legge che raggruppa tutte le razze canine sullo stesso piano.
Cosa contestate a questa legge ?   I cani detti pericolosi non sono mai pericolosi perchè sono i proprietari che rendono loro agressivi attraverso l’addestramento. Bisogna agire contro gli esseri umani non contro i cani; ho visto pitbull giocare con dei conigli, uccelli e topini; è l‘essere umano che li addestra per l’attacco, per i combattimenti e noi siamo contro tutto questo e vogliamo una legge che tratti questi pericoli ma adattata ad ogni razza. Chiediamo di ripartire i cani in due categorie; per la prima, che diciamo volgarmente “fa paura”, chiediamo la sterilizzazione, la castrazione, la vaccinazione e il divieto di riproduzione e di commercio. Alcune razze devono estinguersi in dolcezza, ma in primis niente eutanasia. Sono questi i cani che hanno generato problemi e ci sono stati diversi casi, a Rabat, Salè e a Casablanca e parliamo sempre della stessa razza che chiamiamo molossoidi. Noi chiediamo di prendere le misure necessarie per proteggere l’essere umano quindi l’obbligatorietà della museruola e del guinzaglio nei luoghi pubblici. La seconda categoria sono i cani da compagnia e i cani d’appartamento. Cani inoffensivi per i quali chiediamo di poter instaurare delle regole sia per loro  che per i proprietari. Non siamo obbligati ad uccidere tutti i cani del Marocco e per questa categoria chiediamo la vaccinazione obbligatoria, un carnet di vaccinazioni aggiornato oltre all’identificazione elettronica per può informarci sul cane e il suo proprietario. Il problema che si pone sono i cani “del bled” (della campagna) che sorvegliano le case e le greggi. Questi cani non sono facilmente vaccinabili. Questa legge non può essere generalizzata per questa categoria. Come possiamo allora trattarli senza doverli uccidere perchè sono cani di utilità per i contadini? Quello che proponiamo è che ci siano delle campagne di vaccinazione  che avranno come scopo quello di identificare i cani randagi ed eliminarli. Se questa legge sarà adottata al 100% tutti i proprietari di cani avranno paura e velocemente si sbarazzeranno dei loro animali abbandonandoli in strada. Questo aumenterà in modo esponenziale i cani randagi non vaccinati, senza proprietario identificato, che potranno far esplodere epidemie di rabbia mentre siamo ad un buon punto nello sradicamento di questa malattia con l’aiuto del governo, grazie ad alcune campagne di sensibilizzazione. Siamo per una legge più dolce, devono consultarci per poter discutere gli articoli di questa legge.
Secondo voi, chi ha spinto il governo a depositare un tale progetto di legge ? Penso che questa legge è stata redatta su diversi antecedenti riguardanti alcune razze. Questo a spinto il ministro dell’Interno a proporre un fermo ministeriale per eliminare questi cani pericolosi. Questo è già stato attuato a livello comunale a  Casablanca in un preciso momento storico, ma non è stato attuato su tutti i cani. Poi hanno depositato una legge senza consultarci per poter redigere una legge più modulata. Normalmente le autorità sanno che noi esistiamo e il Ministero disponde di una lista di tutte le associazioni, non capisco perchè nessuno ci ha interpellato.
Voi avete cercato di contattarli ? Personalmente ho contattato un parlamentare prima del voto a livello della prima camera. Ho depositato tutti i documenti con tutti gli emendamenti richiesti ma il voto è stato rapidissimo. Oggi, sono in contatto con un parlamentare, membro della seconda camera. Abbiamo depositato degli emendamenti con quello che chiediamo mantenendo certi punti di questa legge che crediamointeressante. Sosteniamo la più parte degli articoli ad eccezione di alcuni che sono assolutamente da rettificare. Qui la petizione: http://www.avaaz.org/fr/petition/Bloquer_la_loi_5612/?cIigZcb

Fonte: My Amazighen

 

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Marocco, nuovi arresti contro il terrorismo

January 21, 2013 Leave a comment

terroristi

Le autorità marocchine hanno confermato ieri di aver smantellato una nuova cellula di recrutamento di Al Qaida nel Marocco, la quinta dallo scorso autunno, qualificando come “fonte di inquietudine” la proliferazione di questi reseaux nel reame marocchino. I membri della Brigata Nazionale della Polizia Giudiziaria (BNPJ), in coordinamento con la direzione generale della Sorveglianza del territorio nazionale, hanno arrestato diversi elementi che lavoravano all’arruolamento di giovani marocchini, si legge in una nota del Ministero dell’Interno trasmessa all’agenzia MAP. L’oggetto dei responsabili di questa cellula smantellata a Tangeri e a Meknès, era quella di inviare questi giovani a compiere la djhad in seno all’organizzazione terrorista legata ad al Qaida. Gli investigatori hanno permesso di determinare che 40 giovani marocchini erano già stati inviati ad alcune fazioni legate ad Al Qaida e si è saputo che due dei soggetti arrestati erano degli ex detenuti nel campod i Guantanamo (USA) a Cuba. La proliferazione dei reseaux terroristi si attiva nell’arruolamento di  giovani marocchini impregnati di idee jihdaiste e costituisce oramai una fonte di inquietudine, a livello della sicurezza nazionale, importante, ha sottolineato il Ministero dell’Interno. A fine dicembre, le autorità marocchine avevano smantellato una cellula nella regione di Fès, un mese dopo aver annunciato l’arresto di diverse persone che formavano giovani jihadisti per i combattimenti in Sahel. Il Marocco, così come l’Algeria, ha autorizzato il sorvolo dei suoi spazi aerei agli aerei francesi operanti in Mali contro i gruppo islamisti armati. La Francia ha espresso un giudizio molto positivo del ruolo di Rabat nella crisi maliense. Alcuni dignitari salafisti marocchini hanno, al contrario, denunciato l’intervento militare di Parigi, qualificandolo come una “crociart”, condannando come peccatori tutti i musulmani che partecipano direttamente o indirettamente al conflitto in Mali.

Fonte: My Amazighen

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Mali, conflitto e possibili rischi per il Marocco

January 21, 2013 Leave a comment

alqaida

Il conflitto che è attualmente in corso nel nord del Mali tra gli islamisti armati e una colazione internazionale sembra molto lontano dal Marocco. Ma dal momento che Al Qaida serra le sue linee con i raggruppamenti estremisti allineati al suo credo, il recrutamento attivo dei djihadisti marocchini si rivela pericolosamente alto alle frontiere del reame. Nel dicembre scorso, la  polizia giudiziaria marocchina ha smantellato una cellula di Al Qaida a Fez. Lo scopo del gruppo era di arruolare e recrutare dei giovani marocchini che abbracciavano le idee djihadiste per inviarli nei campi di Al Qaida nel Maghreb islamico (AQMI). Il Marocco non condivide certamente nessuna frontiera comune con il Mali, ma questo non ha impedito al MUJAO, gruppo affiliato ad Al Qaida, ad interessarsi di eventuali combattenti potenziali in Marocco. Al Qaida nel Maghreb islamico (AQMI) e altre organizzazioni terroristiche regionali, hanno intensificato le loro attività destinate adattentare la stabilità del Marocco, ha confermato qualche giorno fa il ministero degli Interni marocchino. “AQMI e i suoi alleati, il Movimento per l’Unicità e le jihad in Africa dell’Ovest (MUJAO), costiutiscono oramai una attrattiva per i giovani marocchini impregnati della filosofia di Al Qaida”, ha dichiarato il ministero in un comunicato pubblicato la settimana scorsa. Le inchieste svolte dalla polizia giudiziaria e dalla Direzione generale della sorveglianza del territorio (DGST) hanno “provato” che i gruppi terroristici sono alla ricerca costante di nuove leve sul territorio. Questi commenti del governo marocchino arrivano in risposta ad una ondata di operazione di sicurezza che hanno permesso di smantellare diverse cellule terroriste in un mese soltanto di controlli. Il 26 dicembre scorso, 27 sospetti terroristi di Casablanca, Layoune, Nador, Guercif e Kelaat Sraghana, sono stati accusati di aver inviato oltre trenta ragazzi nei campi di addestramento di Al Qaida e del MUJAO nel nord del Mali. Un cittadino del Mali era uno dei sospetti di questa cellula di AQMI in Marocco. Un mese dopo, il Marocco ha smantellato un altra cellula terorrista; otto membri di un nuovo gruppo affiliato ad Ansar al-Sharia sono stati arrestati a Rabat e in altre città per avere pianificato degli attentati contro edifici pubblici e siti turistici.  Battezzata Ansar al-Sharia nel Maghreb islamico, questa cellula cerca di ottenere un sostegno logistico in Marocco  ai suoi alleati di Al Qaida nel nord del Mali, precisò a suo tempo il Ministero degli Interni marocchino. In questo gruppo si trova un ex  prigioniero salafista jihadista e militante legato ad Al Qaida, conosciuto per la sua abilità con gli esplosivi. Quattro giorni dopo, la polizia arresta un altra cellula terrorista; i nove membri che la componevano avevano lo scopo di attuare degli atti terroristici contro le autorità pubbliche. Questa cellula aveva creato a suo tempo un campo di addestramento sulle montagne del Rif e i sospettati prevedevano di finanziare i loro attacchi rubando e vendendo droga. Non è la prima volta che il Marocco smantella delle cellule o dei reseaux attivi incaricati di reclutare dei djihadisti locali; durante la guerra in Irak, molti giovani vennero recrutati per combattere al fianco di Al Qaida e nel caso della regione del Sahel, sotto controllo di Al Qaida, si assiste allo stesso scenario. Il Marocco sta rischiando di vedere innalzata l’attività terroristica sul suo territorio grazie a diverse cellule; centri di reclutamento, convertite alsalafismo djihadista. La situazione geostrategica del Marocco costituisce per Al Qaida una base di retrovia ideale e alternativa all’Afganistan per consolidare i suoi progetti terroristici nel Maghreb e in Europa. Inoltre, considerata la situazione della regione sahelo-sahariana, toccata dal sottosviluppo, dalla povertà e dalla desertificazione, il Marocco risulta un terreno adatto agli scopi di questi terroristi.  Da ricordare che molti di questi volontari frequentarono nel 2011 i campi di addestramento in Libia prima di essere inviati nel nord del Mali, portando con loro tutto un arsenale di arme rubate nei depositi del regime di Keddafi. I giovani marocchini recrutati vennero poi chiamati a lottare contro il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azaouad (MNLA), una sorta di “riscaldamento” prima di dover affrontare le forze armate africane e europee. La situazione di Al Qaida e delle sue cellule terroristiche deve essere presa in seria considerazione dal Marocco in quanto l’AQMI è riuscita nel tempo a creare nel Sahel un centro per tutti questi giovani salafisti djihadisti, grazie anchealla fluidità della circolazione e alla mancanza di coordinamento frontaliero tra i paesi della regione. Nessuno può ignorare che le orde di salafisti djihadisti di diverse nazionalità circolano liberamente nel gran Sahara, prendendo in ostaggio stranieri e commerciando in attività illecite; questi centri di estremisti costituiscono un problema per il Marocco perchè i leaders di Al Qaida sono molto vicini al suo territorio. La minaccia terrorista è oramai permanente, ma in primis più pericolosa grazie al fatto che l’aiuto e il sapee dei comandanti di Al Qaida è perfettamente impiantato e ripartito nella regione del Sahel africano. È lampante immaginare che Al Qaida nel Maghreb islamico e i suoi alleati cerchino di destabilizzare il Marocco, come ha dichiarato il ministro dell’Interno il mese scorso, ma secondo ilpolitologo Sami Khairi, le forze di sicurezza del reame sono in gradi di rispondere a questa seria minaccia. Vero è che la politica di sicurezza nel Marocco ha dato i suoi frutti e la cooperazione tra i diversi servizi interni ha permesso in pochi mesi di smantellare numerose cellule terroristiche.

Credits: Magharebia – AuFait Maroc

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Marocco, salafisti marocchini contro la crociata francese

January 17, 2013 Leave a comment

Omar Haddouchi

Alcuni ”dignitari” salafisti in Marocco hanno vivamente denunciato ieril’intervento militare della Francia nel nord del Mali, qualificando questo atto una “ crociata” e chiedendo a tutti i musulmani ”implicati” direttamente o indirettamente di non collaborare. “Nessun stato islamico deve fornire facilitazioni, come l’utilizzo degli spazi aerei, a degli stati non musulmani contro uno stato musulmano. E’ formalmente proibito dall’Islam”, ha scritto Omar Haddouchi, un celebre sceicco marocchino, sulla sua pagina ufficiale di Facebook. L’Algeria e il Marocco hanno autorizzato il sorvolo dei loro territori agli aerei militari francesi che sono presenti in Mali da una settimana. “Chiunque fornisca aiuto ai non musulmani è considerato impuro”, ha ancora affermato il barbuto Haddouchi. Un altro salafista, lo sceicco Mohamed Rafiki, ha scritto sulla sua pagina che “non è il caso di sostenere le forze occupanti nella loro aggressione contro dei paesi musulmani”. “Nessun straniero ha il diritto di immischiarsi negli affari interni di uno stato musulmano qualsiasi sia il pretesto”, ha rincarato Hassan Kettani, un salafista-terrorista tra i più conosciuti in Marocco.  Questo signore è stato condannato a 30 anni di reclusione per incitazione alla violenza dopo gli attentati di Casablanca nel maggio 2003 che costò la vita a 45 persone tra cui 12 kamikaze, ma ad oggi a piede libero per via di una grazia reale (!). Secondo il politologo Mohammed Darif, “bisogna distinguere il salafismo tradizionale da quell jiadista che è molto violento. Il primo è finanziato dall’Arabia Saudita e dal Qatar mentre il secondo è strettamente legato ad Al Qaïda”. Oltre all’autorizzazione al sorvolo aereo del suo territorio dalle forze di aviazione francesi, il Marocco ha espresso senza indugi e mezzi termini la sua solidarietà al Mali. “Il Marocco esprime la sua solidarietà (…) contro questi movimenti separatisti che minacciano la pace e la sicurezza non soltanto del Sahel ma in tutto il Maghreb e ovunque”, ha dichiarato all’ONU il ministro delegato agli Affari Stranieri e la cooperazione, il marocchino Youssef Amrani.

Fonte: My Amazighen

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Mali, guerra… massima allerta in Marocco

January 15, 2013 Leave a comment

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Le fonti mediatiche nazionali riportano che in previsione di eventuali attacchi da parte dei terroristi algerini dell’ AQMI e dei loro seguaci inMarocco, il governo ha dato ordine di massima allerta a tutti i servizi di sicurezza sia d’azione che di intelligence in Marocco. Principale causa, l’attacco francese in corso sulle postazioni dei gruppi islamisti algerini e sahélieni nel nord del Mali e le  rivendicazioni sugli stranieri presenti nel Maghreb. In questi ultimi giorni sia la capitale del Reame, Rabat, che la capitale amministrativa del paese, Casablanca, oltre a tutte le altre città imperiali, sono controllate al metro quadrato per evitare che si possano verificare degli atti terroristici. Tutte le strade nazionali e statali sono constantemente monitorate da centinaia di posti di blocco della Gendarmerie Royal e dalla Polizia di Stato e tutte le auto sospette sono bloccate e perquisite.   Ambasciate, consolati, missioni culturali straniere, centri religiosi e rappresentazioni di organismi internazionali nel paese sono stati messi in sicurezza, circondati dalla vigilanza più assoluta. In Mali, l’ambasciatore del Marocco a Bamako, Hassan Nacir, ha annunciato l’attivazione di una cellula di crisi per vigilare sulla sicurezza degli espatriati marocchini Il diplomatico, a questo proposito, ha riunito nell’ambasciata marocchina diversi rappresentanti della comunità marocchina stabilitasi in Mali, per informarli sugli ultimi sviluppi della situazione nel paese e sulle misure prese dall’ambasciata per vigilare sulla loro sicurezza. I marocchini residenti in Mali sono stati pregati di osservare scrupolosamente tutte le misure avviate dalle autorità maliensi, in primis lo stato di emergenza. I marocchini in Mali sono 380 iscritte al servizio consolare dell’ambasciata e lavorano principalmente nelle banche, nel settore tecnico telefonico e nella gestione di Hôtels.

Fonte: My Amazighen

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Velo in televisione, scelta personale o imposizione…

January 15, 2013 Leave a comment

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Il Marocco è oggi il solo paese arabo musulmano dove il velo è proibito nelle televisioni di Stato. È vero che l’abito non fa il monaco (la monaca in questo caso) ma è certo allora che è l’apparenza che fa il giornalista. In un contesto dove i canali televisivi degli altri paesi arabi accettano donne velate a condurre i tg o ad animare programmi, le marocchine si ritrovano private di questo diritto e completamente allontanate dalla scena mediatica. Ad oggi sono sempre più numerose le giornaliste con il velo e basta avvicinarsi all’Istituto Superiore dell’Informazione e della Comunicazione (ISIC), principale scuola pubblica che forma i futuri giornalisti marocchini, per verificarlo. Il direttore dell’ISIC, in un intervista al settimanale riformista TelQuel, nella sua edizione del 7 marzo 2012, dichiarò che “quasi un terzo delle mie studentesse indossano il velo”. Cosa ne sarà allora di tutte queste future giornaliste, una volta laureate? Si può dire che potranno optare per la carta stampata o scrivere sulle piattaforme mediatiche ma molte di loro hanno il grande sogno di entrare in un canale televisivo e come sarà possibile quindi conciliare la loro tradizione religiosa con il lavoro?  La spiegazione data per giustificare questa scelta è perlomeno curiosa: in una conferenza stampa, un responsabile dei media pubblici affermò quanto segue: “Una donna con il velo è meno bella e rappresentativa di una donna che non lo indossa”. Risposta direi offensiva ancor più se si guarda le giornaliste di Al Arabia o Al Jazeera che sono donne piacevolissime da guardare oltre ad essere delle brave professioniste. Vista dal di fuori questa politica adottata dai patrons della televisione nazionale è contradditoria e fuori luogo dal momento in cui il governo filo islamico in carica ha nominato ministro unadonna velata. Perchè lei si e le altre no?  E perchè il governo non ha pensato di rimediare a questa situazione? Ci ha pensato, ma solo in forma teorica: davanti alle accuse e alle denuncie delle giornaliste velate, il ministro della Comunicazione, Mustapha El Khalfi, ha affermato che “nessuna discriminazione e nessun giudizio bastato sull’abito di una giornalista dovrà essere ammesso implicitamente o esplicitamente nei luoghi di lavoro o durante l’esercizio delle attività professionali”. In realtà niente è stato fatto. Le giornalste marocchine continuano a soffrire nel quotidiano di una discriminazione dovuta al fatto di indossare un velo islamico che nasconde i capelli e il collo.

Fonte: My Amazighen

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Marocco, psicosi attentati – massima allerta nelle città turistiche del reame marocchino

December 27, 2012 Leave a comment

Marocco, psicosi attentati - massima allerta nelle città turistiche del reame marocchino

L’allerta è massimo in tutte le città turistiche del reame marocchino.  I cervelli dei servizi di sicurezza sapranno giustificare il perchè di tutte le misure eccezionali e preventive messe in atto in questi giorni e riportate da tutta la stampa nazionale? A Casablanca, il direttore generale della sicurezza nazionale ha predisposto due riunioni nello spazio di 15 giorni con tutti i responsabili per la messa in opera di un dispositivo di massimo controllo  della città. Tutte le richieste di vacanze dei poliziotti sono state sospese sino alla fine della festività di Capodanno mentre crescono posti di blocco e controlli di veicoli, ronde della polizia in moto in diversi punti nevralgici, sia di notte che di giorno; controlli serrati nelle vicinanze di luoghi di culto siacristiani che ebraici oltre al pattugliamento 24/24 nelle stazioni, nei luoghi turistici, negozi di lusso, caffè e ristoranti e night-club; tutti i luoghi quindi che accolgono visitatori stranieri in numero importante. A Marrakech, che ospita in questo periodo diverse personalità di spicco e tantissimi turistici l’allerta è in codice rosso e gli effettivi della polizia sono stati affiancati da unità provenienti da altre regioni ritenute a basso rischio. Ci si chiede a questo punto il perchè del ricorso a queste misure straordinarie che si vedono molto raramente. Sembrerebbe che il motivo è dovuto non aspecifiche minacce ma allo smantellamento in queste settimane di importanticellule terroristiche che gravitano nella nebulosa Al Qaeda nel Maghreb islamico, che toglierebbero il sonno ai responsabili della sicurezza nazionale nei quattro angoli del paese. Altro fatto allarmante è la liberazione imminente di diversi soggetti implicati negli attentati del maggio 2003 a Casablanca che costò  la vita a decine di persone.  Raddoppiando gli sforzi e moltiplicando i controlli, le forze dell’ordine marocchine stanno arrestando molte persone ricercate per reati comuni abbassando così il tasso di criminalità sempre più evidente nel paese, registrando successi inaspettati, grazie anche all’investimento pressochè raddoppiato in mezzi e strutture idonee. La tensione è alta e palpabile, quindi si presume che tutte queste misure non siano semplicemente degli esercizi di routine ma rilevano dei presupposti molto seri sull’eventualità di un attacco terroristico, sempre possibile e mai prevedibile, come accadde a Marrakech sulla Place Jemaa el Fna il 28 aprile dell’anno scorso, uccidendo molte persone innocenti al Caffè Argana.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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“Marocco: cinema e turismo”, rassegna in programma al Palazzo Morando di Milano

December 11, 2012 Leave a comment

 Il-Marocco-un-paese-naturale-2

“Marocco: cinema e turismo” a palazzo morando
Milano, 11-14 DICEMBRE
Milano, 10 dicembre 2012 – “Marocco: Cinema e Turismo” è il nome della Rassegna in programma al Palazzo Morando in via Sant’Andrea 6, a Milano dall’11 al 14 dicembre prossimi, coordinata dal professore Giulio Martini, docente di Tecniche della Comunicazione  alla Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e promossa dal Comune di Milano, con la collaborazione dell’Ente Nazionale per il Turismo del Marocco.
Una rassegna ad ingresso libero che già nel suo titolo narra di un Paese, quello del Marocco, dall’aurea esotica, intriso di mistero e seducente fascino, che rappresenta uno dei più begli esempi di connubio tra Cinema e Turismo. Una sintesi paesaggistica ed emozionale raccontata in diverse pellicole che raccontano l’esperienza del viaggio in queste terre dove non manca la componente “on the road” e la ricerca costante di un “altrove”. Un viaggio che all’interno delle pellicole rappresenta l’elemento fisso che va ad accostarsi al già assodato tono dell’esotico, amplificando l’alone di fascino del Paese, invitando a conoscerlo di persona e a entrare in contatto in modo autentico con la cultura locale e la logica di rispetto e sostenibilità.
Il calendario prevede la proiezione di numerosi e celebri film girati e /o ambienti in Marocco, con una ricca scelta di kolossal, che hanno fatto sognare ed emozionare milioni di spettatori grazie a scenografie uniche dal punto di vista paesaggistico.
Alla Tavola Rotonda di Venerdì 14 dicembre alle ore 18.00, a Palazzo Morando saranno presenti autorità e personalità di spicco nel settore del turismo e del cinema e in particolare interverranno:
Mohammed Benali – Console Generale del Marocco
Ezio Marra Doc. Ordinario di Sociologia –  Corso Spec. in Turismo  dell’Università Statale Bicocca  Milano
Alessandro Furlotti – Resp.Marocco Hotelplan
Isa Abd al Hagg Benassi – C.O.R.E.I.S.
Giulio Martini – Coordinatore della mostra e critico cinematografico
Al termine: ‘‘buffet marocchino“
A tutti i presenti verrà donata la “Guida cine-turistica” del Marocco.
La rassegna “Marocco: cinema e turismo” prevede il seguente calendario:
Martedì 11
Ore 15.00 “Casablanca”
Ore 18: “Last minute Marocco”
Mercoledì 12
Ore 15.00 “Il vento ed il leone”
Ore 18.00  “Casablanca”
Giovedì 13
Ore 15.00  “Il te nel deserto”
Venerdì 14
0re 15.00 “Marrakech Express”
Credits:
Ente Nazionale per il Turismo del Marocco
Via Durini, 5 – 20122 Milano
Tel: 02.58303633
http://www.visitmorocco.com  –  http://www.marrakech.travel
info@turismomarocco.it
Informazioni sull’Ente Nazionale per il Turismo del Marocco (ONMT)
L’Ente Nazionale per il Turismo del Marocco è un istituto pubblico che cura l’attività di marketing per conto del Marocco quale destinazione turistica e si occupa di sviluppare attività strategiche volte alla promozione del Paese. L’Ente si propone di identificare mercati ad alto potenziale ed analizzarne le specificità al fine di cogliere il profilo, le preferenze e le abitudini d’acquisto dei potenziali turisti. Con questa attenzione ai mercati internazionali, l’Ente attua campagne pubblicitarie, iniziative stampa, public relations ed eventi per accrescere la conoscenza del Marocco quale brand e far sì che l’immagine del Paese raggiunga i vari target della popolazione. La sua azione, condotta in parallelo ed in stretta collaborazione con la distribuzione, è finalizzata a migliorare la quota di mercato mondiale detenuta dal Marocco nel segmento turistico. La sede centrale dell’Ente si trova a Rabat; i suoi 15 uffici rappresentativi sono distribuiti fra Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente.

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Aïd el Kébir 2012, la grande festa del Marocco

October 18, 2012 Leave a comment

L’Aïd el Kébir (festa delsacrificio) si svolgerà in Marocco, con probabilità,  il 27 ottobre 2012, ma sarò più preciso tra qualche giorno, in quanto, come tutte le feste religiose islamiche, è strettamente correlata alcambio della luna. Questa festa ha la durata di alcuni giorni ed è la più importantedell‘Islam, simbolo di sottomissione totale diAbramo e, per estensione, di tutti i credenti in Dio (Allah). Ha luogo il 10° giorno delDhou al Hijja, ultimo mese del calendario musulmano e segna la fine delpellegrinaggio alla Mecca. Secondo il Corano, Abramo, inviato di Dio, obbedendo ad un comandamento divino, si apprestò a sacrificare il suo unico figlio, Ismaele, nato dalla sua unione conHajar, una ex serva della sua prima moglie Sarah, quando l’ArcangeloGabriele sostituì, nel momento dell’uccisione, un montone a Ismaele. Questo avvenimento è situato in prossimità della Mecca e, per sottomissione a Dio, Abramo è considerato come il migliore dei musulmani. Secondo la Bibbiainvece, Abramo è un discendente di Noè. Obbedendo a Dio si apprestò a sacrificare il figlio Isacco, nato dalla sua prima moglie Sarah, e tre erano gli angeli presenti. Abramo cacciò nel deserto la sua serva Hajar e il loro figlioIsmaele. L’intervento di Dio salvò poi Isacco e l’avvenimento è situato aGerusalemme. L’animale da sacrificare (il montone) non deve essere ucciso all’istante ma dissanguato. Secondo la legge islamica, questa operazione spetta al capofamiglia, che può delegare un sacrificatore riconosciuto, e deve essere compiuta dopo la preghiera dell’Aïd, venti minuti circa prima dell’alba, chiamata da un Imam. Il montone deve essere poi diviso in tre parti uguali; una per la famiglia, una per i vicini e amici e l’ultima, composta dai pezzi più prelibati, deve essere donata i poveri. Nel Maghreb e in Egittosi utilizza il nome Aïd el Kébir (grande festa) per distinguerla dall’Aïd el Seghir (piccola festa), che segna la fine del Ramadan. In diversi paesi dell’Africa come il Mali, il Niger, il Senegal e il Benin la festa dell’Aïd El Kebir è chiamata Tabaski, mentre  per una parte degli Amazighs (berberi) dell’Africa del nord è chiamata Tafaska. In Arabia Saudita e negli altri Paesi musulmani è chiamata Aïd el Adha. Posterò in seguito sugli aspetti sociali,culturali e folcloristici di questa festività, importante e spettacolare, che può  essere poco tollerata dai turisti occidentali in quanto sono  momenti abbastanza forti e violenti; si calcola che circa 5 milioni di montoni vengonosgozzati nella mattina del Aïd in Marocco. Quindi a tutti gli animalisti e alle persone estremamente sensibili,  consiglio di non raggiungere il Marocco( e comunque i Paesi musulmani) in quei giorni.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Marocco, distrutte alcune incisioni rupestri dai salafisti

October 17, 2012 Leave a comment

Alcune splendide incisioni su pietra risalenti a circa 8.000 anni fa sono state distrutte da un gruppo salafista sulle montagne dell’Alto Atlas, nel sud del Marocco, secondo un  responsabile di una ONG locale che ha verificato l’accaduto. Queste incisioni su pietra rappresentavano il sole e sono state distrutte alcuni giorni fa da un gruppo di seguaci salafisti non ancora identificati, notizia confermata dal quotidiano As-Sabah mercoledi’ scorso. Una di queste incisioni era chiamata e catalogata come “placca solare” ed è stata individuata la sua presenza nel periodo dei Fenici in Marocco. Si trovava in un sito archeologico comunosciuto coma la “piana di Yagour”, nei pressi di Marrakech, a 20 km dal Jebel Toubkal, la cima più alta del reame (4.167 mt). “Ci sono alcuni gruppi salafisti in questa regione e non è la prima volta che dei siti pre-islamici siano attaccati. Abbiamo inviato un informazione al Ministero della Cultura, ma senza risposta ad oggi” ha dichiarato Aboubakr Anghir, della lega Amazigh dei Diritti Umani (LADH).La rappresentazione del sole è considerata da alcuni movimenti estremisti come una rappresentazione di una divinità e quindi  idiolatria per l’Islam,contraria all’unicità di Dio. Segnali preoccupanti in questi mesi si accavallano in Marocco a causa di una alzata di testa di diversi gruppi estremisti  salafisti che fanno trasparire un futuro carico di insidie, tenendo conto che le autorità e il governo non muove un dito, essendo il governo in mano ai  filo-islamisti del PJD.

Fonte: My Amazighen

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