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“I gatti come gli angeli” di Marge Piercy

October 28, 2011 Leave a comment

I gatti come gli angeli

Gatti come angeli dovrebbero essere magri;
maiali come cherubini dovrebbero essere grassi.
La gente sta solitamente nel mezzo, un nodo
d’osso che spunta dal ginocchio che vorresti
imbottire, un rotolo di ciccia che penzola
dalla cintura. Ti auto-punisci.
una di quelle palle di gomma che hanno i bambini
che rimbalzano sempre sulla
paletta, ripicchiando sulla stessa superficie.
Vorresti essere snella e liscia
come una saetta.
Quando ero giovane
amavo uomini spinosi con ghigni ascetici
tutti gomiti e parole e cartilagini
costoluti come chiglie grigio-nebbia sulla riva,
facce taglienti che accecano
come lame lucenti, il mento
rivolto al saccheggio come una prora Egea.

Ora cerco uomini le cui pance serene
mostrano piacere per la carne e per la tavola,
uomini che vengono in cucina
e si siedono, che non pensano che a pelare patate
gli diventi piccolo; uomini con dita
larghe e palle violette come fichi,
uomini con rughe gualcite e l’aspetto
stropicciato adatto ai letti recentemente
usati bene.
Non ci è richiesto
di sembrare quattordicenni malnutriti
malgrado quello che impone
la moda. Tu sei fatto per tirare un carro,
per sollevare un carico pesante e reggerlo,
e trascinarlo su per la salita, e sono così
anch’io, corpi contadini, rustici, solidi
belle pentole d’argilla scura che sanno
stare al fuoco. Quando mettiamo le pance
insieme non facciamo rumori metallici
rimbalziamo sulla buona imbottitura.

Cats like angels

Cats like angels are supposed to be thin;
pigs like cherubs are supposed to be fat.
People are mostly in between, a knob
of bone sticking out in the knee you might
like to pad, a dollop of flab hanging
over the belt. You punish yourself,
one of those rubber balls kids have
that come bouncing back off their own
paddles, rebounding on the same slab.
You want to be slender and seamless
as a bolt.
When I was a girl
I loved spiny men with ascetic grimaces
all elbows
and words and cartilage
ribbed like cast up fog-grey hulls,
faces to cut the eyes blind
on the glittering blade, chins
of Aegean prows bent on piracy.

Now I look for men whose easy bellies
show a love for the flesh and the table,
men who will come in the kitchen
and sit, who don’t think peeling potatoes
makes their penis shrink; men with broad
fingers and purple figgy balls,
men with rumpled furrows and the slightly
messed look at easy of beds recently
well used.
We are not all supposed
to look like undernourished fourteen year
old boys, no matter what the fashions
ordain. You are built to pull a cart,
to lift a heavy load and bear it,
to haul up the long slope, and so
am I, peasant bodies, earthy, solid
shapely dark glazed clay pots that can
stand on the fire. When we put our
bellies together we do not clatter
but bounce on the good upholstery.

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