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“Impressionismo : Parigi e modernità”, mostra al CCBB di San Paolo e di Rio de Janeiro e al Fundación Mapfre di Madrid

September 14, 2012 Leave a comment

Mentre la Parigi vecchia scompare sotto l’influsso del barone Haussmann, i pittori Jongkind e Lépine, Manet e Degas, Monet e Renoir, Pissarro e Gauguin, si appassionano per la città e la sua trepidante vita. Nuovi soggetti si offrono agli artisti, boulevard, strade e ponti animati da un movimento incessante, giardini pubblici, mercati coperti e all’aperto brulicanti sotto il sole, ritratti sotto il cielo grigio, ma anche grandi magazzini e vetrine, illuminati a gas o a elettricità, stazioni, caffè, teatri e circhi, corse di cavalli, senza poi dimenticare i balli e le serate mondane…
Assieme a questi luoghi, gli artisti raffigurano altresì tutti i ceti sociali: austere famiglie borghesi nelle tele di Fantin-Latour, borghesia più elegante, che frequenta le località alla moda, ragazze della buona società che suonano il pianoforte nei dipinti di Renoir, prostitute che battono il marciapiede e sulle quali artisti come Degas, Toulouse-Lautrec o Steinlen rivolgono uno sguardo privo di ogni giudizio moralista che diventa addirittura empatico come nel caso di Toulouse-Lautrec.
Tuttavia, anche il richiamo della natura, il desiderio di fuggire dalla città, si manifestano con tanto impeto… Sono gli artisti stessi a rivolgere la loro attenzione verso soggetti più “naturali”, nelle vicinanze di Parigi (Monet, Bazile, Renoir, Sisley a Fontainebleau, Monet ad Argenteuil, Pissarro a Pontoise…). La ricerca di nuove avventure pittoriche spingono gli artisti a trovare rifugio nel sud della Francia (Van Gogh, Gauguin e Cézanne) o in Bretagna (Gauguin, Bernard), mentre i Nabis preferiscono l’intimità di universi interiori. 4 agosto 2012 – 25 maggio 2013

San Paolo, CCBB dal 4 agosto al 7 ottobre 2012
Rio de Janeiro, CCBB, dal 22 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013
Madrid, Fundación Mapfre, dal 6 febbraio al 25 maggio 2013

Museo del Prado, esposizione Gioconda gemella a Madrid

February 22, 2012 1 comment


La copia viene attribuita a uno degli allievi di Leonardo, creata parallelamente, come confermano anche le stesse correzioni apportate sul dipinto.
Da ieri è esposta al pubblico nella Sala 49 del Museo del Prado a Madrid la ormai celebre Gioconda «gemella« riscoperta nelle ultime settimane dopo un sorprendente lavoro di restauro che ha rivelato come sia stata dipinta da un discepolo sotto gli occhi dello stesso Leonardo mentre il maestro nella bottega di Milano creava l’opera originale, oggi icona mondiale e «regina» del Louvre.
La «gemella» spagnola, attribuita dagli esperti del Prado a uno dei due allievi preferiti di Leonardo, Andrea Salaino, che poi divenne l’amante del maestro, o Francesco Melzi, ha subito attirato una folla non minore di quella che circonda la gemella «francese». Decine di persone hanno stretto d’assedio la tela, al centro della Sala 49 del museo madrileno, spinte dalla fortissima curiosità suscitata dalla notizia della spettacolare riscoperta, che in pochi minuti il primo febbraio ha fatto il giro del mondo.
La «copia» del Prado è nota da secoli. Ma tutto lo sfondo della tela, attorno alla figura della Monna Lisa, era coperto da una vernice scura, probabilmente aggiunta verso il XVIII secolo. E’ stato effettuando uno studio su richiesta del Louvre, che la chiedeva in prestito per la mostra leonardiana dedicata all’ultima opera del maestro, La «Santa Anna» prevista dal 29 marzo prossimo, che gli esperti del Prado hanno scoperto, grazie agli infrarossi, che sotto la brutta vernice c’era esattamente lo stesso sfondo di montagne e laghi dell’originale. Rivelata l’opera nella versione originale, esami chimici, stilistici e riflettografici hanno permesso di determinare che è stata creata con ogni probabilità nella bottega di Leonardo, in contemporanea con il capolavoro del maestro. «Non e’ una copia posteriore» spiega il vicedirettore del Prado Gabriele Finaldi, » è un quadro dipinto mentre Leonardo dipingeva il suo, con le stesse correzioni in opera. E’ una esecuzione parallela, sincronica, probabilmente realizzata sul cavalletto a fianco di quello del maestro».
Alcuni esperti italiani non hanno escluso che l’autore della «copia in opera» sia stato un allievo spagnolo di Leonardo, forse Fernando Yanez de la Almedina, che pure si trovava a Milano al momento della creazione della Gioconda verso il 1503-1505. Molti dettagli, letti agli infrarossi, secondo la restauratrice Ana Gonzalez Mozo confermano la creazione parallela delle due opere. Gli stessi tratti di matita in nero o in rosso per la bozza, le stesse correzioni in opera, la testa ‘abbassata’ prima da Leonardo poi dall’allievo, il seno e la scollatura «corretti» nello stesso modo. Il restauro della Gioconda del Prado mostra, pensano al Prado, come sarebbe l’originale del Louvre se fosse restaurato. Una decisione che pero’ nessuno al momento prevede di prendere. Finaldi ha citato l’esempio della treccia, apparsa ora sul lato destro del volto della Monna Lisa spagnola dopo il restauro. ‘«Su quella del Louvre non si vede, non perche’ non c’e’, ma perche’ e’ coperta da strati di vernice ossidata’». Insomma, perche’ la ‘vera’ Gioconda, dopo mezzo millennio di viaggi e peripezie forse e’ ‘sporca’. Fra un mese le due gemelle saranno di nuovo riunite, a pochi metri una dall’altra al Louvre.

Fonte: Corriere Fiorentino

Spagna, elezioni in mano al centrodestra

November 22, 2011 Leave a comment

Il partito Popolare di Mariano Rajoy ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti nel Congresso dei deputati di Madrid. La Spagna del dopo Zapatero è dunque ora in mano al centrodestra. Il partito Socialista di Alfredo Rubalcaba ha invece ottenuto solo il 28,7% delle preferenze ed è il peggior dato nella storia della compagine politica dalla disfatta del regime Franchista. Mentre il partito Popolare ha ottenuto 186 seggi su 350 complessivi. È una vittoria storica per il partito di Rajoy che ha ottenuto il miglior risultato mai conquistato prima d’ora. Il nuovo premier spagnolo ha dichiarato che il suo sarà un mandato molto complesso a causa dei problemi economici e lavorativi in cui attualmente versa il Paese con il 40% dei giovani disoccupati.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

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Hiv, virus possibilmente declassato a infezione cronica minore

October 3, 2011 1 comment

Il virus Hiv potrebbe avere finalmente i giorni contati; dopo aver deliberatamente annientato migliaia di vite umane per diversi anni, ora potrebbe essere declassato a infezione cronica minore. La cura in atto, sviluppata da un’equipe spagnola del Centro Nazionale di Biotecnologie di Madrid guidati dal prof. Mariano Esteban, è già stata sperimentata su alcuni pazienti sani riscontrando risultati soddisfacenti che hanno del miracoloso.

L’Hiv potrebbe essere trattato diagnosticamente come un herpes e quindi curabile, ragion per cui potrebbe essere definito come virus patogeno non più letale. Il vaccino, l’MVA-B, è stato testato su persone sane raffrontando risposte davvero incoraggianti. Infatti ben il 92% dei test ha sviluppato una risposta immunitaria al virus dell’Hiv, considerando che su 24 cavie che hanno scelto di sottoporsi al trattamento sperimentale, 22 di essi hanno riportato un ottimo riscontro positivo alla terapia infondendo grande speranza per il prossimo futuro, specialmente per quelle persone che ne vivono il dramma quotidianamente.

La prossima delicata fase sperimentale sarà quella di testare il vaccino su persone già infette con il virus Hiv verificandone i possibili effetti terapeutici in modo da diminuire la possente carica virale. E tutti noi incrociamo le dita sperando per l’esito miracoloso.

Marius Creati

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Parigi, il sole della gioventù splende e si ribella

La voce degli ‘Indignados’ è arrivata fino in Francia, precisamente a Parigi dove Piazza della Bastiglia è stata occupata da un gruppo di giovani attivisti. Piazza della Bastiglia è il luogo simbolo della Rivoluzione Francese e quasi sicuramente la scelta di quel luogo da parte dei giovani francesi non è stato un caso. Si sono accampati da 4 giorni in risposta ai loro coetanei spagnoli che da molto più tempo hanno occupato Puerta del Sol a Madrid con un picchetto permanente per protestare contro la mancanza di lavoro e di sicurezza per il futuro, coccolati e accolti dagli abitanti della zona e dai negozianti che forniscono loro, in maniera totalmente gratuita, ogni genere di conforto e necessità. Una curiosità che non tutti hanno notato, nell’ambito della rivolta pacifica spagnola è che uno degli slogan utilizzati è stato ispirato allo slogan utilizzato dai ‘rivoltosi’ aquilani sfollati durante il G8 che si tenne nella città colpita dal sisma nel 2009. Infatti a Madrid così come a L’Aquila, sono comparsi grossi striscioni con la scritta ‘Yes We Camp’, un chiaro rimando alla battuta utilizzata da Barak Obama durante la sua campagna elettorale a Presidente degli USA. Quasi un modo per dire che ‘tutto il Mondo è Paese’, ma forse più semplicemente è un modo per dire che ormai davanti a tutto un sistema di cose economico, sociale e lavorativo, la gente non ne può più di essere sempre soggiogata e portata alla fame e agli stenti. Soprattutto i giovani che potrebbero dare molto di più a questa società con la loro forza, freschezza e presenza d’animo, vengono sempre di più segregati in ‘lavoretti’ senza senso e purtroppo anche senza futuro, in Spagna, come in Francia, così in Italia, come dappertutto. La nuova rivoluzione o ‘nueva rivolution’ è iniziata a Parigi giovedì scorso 19 maggio 2011 ed è un movimento spontaneo di solidarietà ai rivoltosi madrileni fra l’altro nato spontaneamente e diramatosi alla velocità del web su Facebook. I ragazzi francesi si sono radunati tutti dapprima davanti l’ambasciata spagnola, per poi spostarsi nei pressi del Teatro dell’Opera di Parigi, dunque in piazza della Bastiglia e sempre grazie al più famoso social network del mondo, la protesta francese si sta allargando a macchia d’olio anche in altre città. Fra gli altri uno degli slogan più taglienti è quello che cita: “Spanish revolution, people of Europe rise up” che significa: Rivoluzione spagnola, popolo d’Europa sollevati. Piuttosto eloquente come segnale di un malcontento dilagante e a questo punto c’è da giurare che prima o poi la febbre rivoluzionaria spagnola arrivi anche in Italia, anzi, c’è proprio da augurarselo perché scene così belle di protesta pacifica ed in piena armonia con il resto della popolazione e dell’ambiente non se ne sono mai viste prima nel nostro continente e ciò riempie di bellezza e speranza anche tutti coloro che ormai così giovani non lo sono più. I pacifici rivoluzionari madrileni e parigini, oltre ad avere un ottimo rapporto con i loro vicini fra abitanti ed esercenti, si preoccupano innazitutto di non sporcare laddove bivaccano ma anche di fare le pulizie per mantenere l’ambiente più ospitale possibile. Nulla da dire, tanto di cappello dunque a questa nuova generazione che si sta risvegliando da un incubo voluto dai padri di una certa politica ed industria che hanno insozzato, sfruttato e violentato non solo questo pianeta ma anche compromesso la sopravvivenza dell’umanità al di sotto delle loro caste e il futuro e i sogni delle generazioni presenti e future. Questi giovani hanno detto: “Basta”! Ed ora il coraggio di dirlo ed appoggiare la loro protesta spetta a noi quarantenni, cinquantenni ed oltre che in alcuni casi abbiamo avuto la fortuna di poter programmare un futuro, ma che in molti altri casi siamo stati i precursori di un precariato economico e lavorativo che preannunciava lo sfacelo del nuovo millennio.

Carla Libratore

Fonte: MondoRaro

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Pittura di storia e d’Oriente, Gerôme al Thyssen-Bornemisza a Madrid

Inaugura a Madrid la prima importante monografica dedicata a Jean-León Gerôme in Spagna (1824-1904), curata da Édouard Papet, che promette di rivelarsi un altro successo del Museo Thyssen Bornemisza. Si tratta di una versione riadattata e, in parte, ridotta della esposizione del Musée d’Orsay, tenutasi nel 2010.
Il percorso, diviso al contempo per temi e momenti cronologici, offre una prospettiva completa dell’opera del pittore francese erede di Ingres e Delaroche, e, quel che piú conta, una molteplicitá di spunti per approfondimenti successivi. Quest’artista, che difese l’Accademia a scapito dell’Impressionismo, si dedicó alla realizzazione di opere di soggetto storico o mitologico, con una rifinitura stilistica che rasenta la perfezione e la resa fotografica; purtroppo rischió di cadere nell’oblio alla fine del secolo diciannovesimo, e la sua figura fu riabilitata solo dalle mostre dedicategli negli anni Settanta in Francia e negli USA.
Colpisce, nella prima sezione della mostra, dedicata agli anni di formazione, l’opera Recuerdos de Italia, (1849), che propone il tema del lavoro nei campi, trattato con una delicatezza e un ricordo classico, percepibile nella figura del bambino nella braccia della madre, che evoca un putto greco. A questa tela seguono esposti alcuni ritratti che mostrano le doti del pittore e la sua capacitá di introspezione psicologica.
É la seconda sezione della mostra che ci offre uno dei primi capolavori, la Pelea de los Gallos, dove la estrema sensualitá delle figure si manifesta in una estetica neogreca. Apprezzabile è anche il naturalismo con cui viene raffigurata la lotta tra i due galli, osservati dai due giovani.
La terza sezione è dedicata a uno dei temi piú affascinanti nella produzione artistica di Gerome, l’Oriente, sognato, immaginato, ritratto, con i suoi colori caldi e le atmosfere esotiche. È cosí che El bardo negro, (1888) mediante la sua qualitá quasi fotografica, ci offre un forte contrasto cromatico che evidenza la profonditá dello sguardo del soggetto, circondato da elementi arabeggianti, come tappeti e azulejos.
Semplicemente ipnotica è la Mujer circassiana con velo, un capolavoro per ricchezza estetica e documentale, come anche el Vendedor de alfombras en El Cairo.

Come pittore di storia fu apprezzato e stimato; sua peculiaritá è la tendenza al racconto aneddottico e, nello specifico, alla rappresentazione dell’istante immediatamente successivo al titolo proposto per l’opera. Il suo talento si lascia ammirare in Pollice verso, (1872), ove accompagna l’azione il sapiente uso di prospettive di carattere fotografico e ove le luci sono condotte a evidenziare la narrazione, come anche ne La última oración de los martires cristianos, (1863). Straordinario è il Golgota (1867) dove l’azione è suggerita dalle ombre in primo piano delle tre croci, mentre il corteo romano si allontana.
Le immagini proposte da Gerôme, tanto quelle archeologiche, quanto quelle anelanti all’Oriente, pretendono di essere reali, e sono risultato dei suoi ripetuti viaggi in Siria, Palestina, Egitto; inoltre furono capaci di diventare parte di una cultura popolare che se ne nutrí, un mondo immaginario che necessita un corrispettivo estetico offerto dall’artista. Alcune delle sue scene furono addirittura prese a modello per creare corrispondenti cinematografici in Italia e a Hollywood nei primi decenni del Novecento.

L’ultima sezione offre uno spaccato del rapporto tra scultura e pittura nella produzione di Gerôme, che creó busti o vere e proprie sculture polimateriche realizzati in bronzo, cristallo e porcellana, come il Busto de Belona (1892) o Tanagra; il suo desiderio era ricreare la policromia delle opere antiche. Colpisce l’opera pittorica Pigmalione e Galatea, che si ispira al mito di Pigmalione, che, innamoratosi della perfezione di una statua che chiamó Galatea, ottenne che Afrodite, che ascoltó le sue suppliche, la trasformasse in una vera donna. L’opera rappresenta proprio questo momento di metamorfosi, quando il bianco candore del marmo si trasforma nella carne rosata della fanciulla.
La mostra sa appagare l’occhio dello spettatore con i colori e le narrazioni di questo grande del panorama artistico francese e non nasconde la sua natura problematica, lasciando aperti tanti interrogativi e proposte interpretative, che si muovono verso il cinema o la fotografia.

Jean-León Gerôme
Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid
15 febbraio 2011- 22 maggio 2011

Fonte: Noisymag