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Widmann e Hagen Quartet, quintetto in prima nella Sala Teatro del LAC di Lugano

January 17, 2018 Leave a comment

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WIDMANN E HAGEN QUARTET: UN QUINTETTO IN PRIMA ESECUZIONE SVIZZERA
Giovedì 25 gennaio 2018

LuganoMusica propone giovedì 25 gennaio, alle ore 20.30, nella Sala Teatro del LAC di Lugano, un nuovo appuntamento con la musica contemporanea e con una delle sue personalità attualmente più interessanti: il compositore e clarinettista tedesco Jörg Widmann.

A lui LuganoMusica ha commissionato – insieme ad altre prestigiose istituzioni musicali, come il Centro Nacional de Diffusion Musical di Madrid, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Essen, la Carnegie Hall di New York, la Strijkkwartet Biennale di Amsterdam, la Cité de la Musique di Paris e la Mozartwoche di Salisburgo – un quintetto per clarinetto ed archi che verrà eseguito per la prima volta in Svizzera proprio al LAC.

Per questa prima esecuzione svizzera, l’altro grande protagonista della serata insieme a Widmann sarà il celebre quartetto Hagen, composto dai fratelli Hagen, Lukas e Clemens, che suonano due Stradivari, Veronika, che suona una viola Maggini, e da Rainer Schmidt.

Il mio quintetto è un singolo adagio di circa 40 minuti – commenta Widmann -. Il primo tempo Lento potrebbe funzionare per l’intero pezzo. Ad eccezione di alcune esplosioni, l’intero lavoro si posiziona nell’affascinante e pericolosa area intermedia di statica e flusso, la musica scompare quasi completamente e poi torna a suonare in sfere più alte o più basse, a galleggiare. O almeno è quello che spero. Suonare, galleggiare, amare: in quasi nessun altro pezzo mi sono dedicato a questi topoi in modo così libero come in questo mio quintetto per clarinetto”.

Oltre al quintetto composto da Widmann, il concerto prevede l’esecuzione del capolavoro di Mozart, il Quintetto per clarinetto e archi in la maggiore, KV581.

Alle ore 19.00 si terrà un incontro pre-concerto nella Sala Refettorio del LAC (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria).

Modalità di ingresso 

Biglietti: Fr. 77.- / 13.20

Per informazioni: http://www.luganomusica.chinfo@luganomusica.ch – Tel. +41 ( 0) 58 866 42 85

Prevendita biglietti presso la biglietteria del LAC, online su http://www.luganomusica.ch, presso tutti i punti vendita Ticket Corner (uffici postali, Manor, stazioni FFS) e online su http://www.ticketcorner.com

Orari biglietteria LAC: martedì-domenica: 10.00–18.00.

Info biglietteria Tel. +41 (0)58 866 42 22 (ma-do 12.00-18.00)

 

“Miti e misteri. Il Simbolismo e gli artisti svizzeri”, esposizione al Museo Cantonale d’Arte e del Museo d’Arte di Lugano

October 9, 2013 Leave a comment

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Le sale del Museo Cantonale d’Arte e del Museo d’Arte ospitano in autunno una grande mostra dedicata al tema del Simbolismo che nasce da un’intensa collaborazione con il Kunstmuseum di Berna, dove la mostra viene presentata in primavera. Curata da Valentina Anker, l’esposizione offre uno straordinario viaggio nell’immaginario simbolista a cavallo tra Otto e Novecento attraverso le opere dei principali protagonisti elvetici in dialogo con quelle dei loro colleghi europei. Saranno presenti tra gli altri Arnold Böcklin, Augusto e Giovanni Giacometti, Johann Heinrich Füssli, Ferdinand Hodler, Giovanni Segantini, Carlos Schwabe, Albert Trachsel, Félix Vallotton, Albert Welti ma anche Edoardo Berta, Adolfo Feragutti Visconti, Filippo Franzoni, Luigi Rossi così come Jean-Joseph Carriès, William Degouve de Nuncques, Fernand Khnopff, Gustave Moreau, Gaetano Previati, Odilon Redon, Auguste Rodin, Franz von Stuck, Hans Thoma, Jan Toorop. Realizzata grazie al sostegno di Credit Suisse, partner sia del Museo d’Arte che del Kunstmuseum di Berna, l’esposizione indagherà tematiche quali il sogno, il subconscio, l’ibrido, la violenza e la morte, la natura sublime e inquietante, la figura femminile angelica e al tempo stesso demoniaca, il cosmo e l’infinito, offrendo al visitatore la possibilità di scoprire i diversi linguaggi con i quali gli artisti, durante un periodo ricco di cambiamenti, hanno dato forma alle loro speranze e aspettative, ma soprattutto ai loro fantasmi e alle loro inquietudini.
MITI E MISTERI. Il Simbolismo e gli artisti svizzeri.
Orari: Museo Cantonale d’Arte Martedì: 14-18; dal Mercoledì alla Domenica 10-18. Per il MUSEO CANTONALE D’ARTE
Orari: Museo d’Arte Villa Malpensata dal Martedì alla Domenica 10-18; il Venerdì 10-21. Chiuso il Lunedì. Per il MUSEO D’ARTE
Aperture straordinarie: 31 dicembre ore 10-16; 1 gennaio ore 14-18; 6 gennaio ore 10-18.
Ingresso: Tariffe due musei: 16 CHF; ridotto 12CHF . Fino ai 16 anni gratuito. Un museo: 12 CHF, ridotto 8 CHF. Fino ai 16 anni gratuito.
ENTRATA GRATUITA PRIMA DOMENICA DEL MESE.
Il 22 ottobre 2013 al Museo d’arte conferenza di Paolo Repetto “la musica e il simbolismo” ore 18,30 info via e-mail: mediazione@lugano.ch
Catologo in quattro lingue (italiano, tedesco, francese e inglese) a cura di Valentina Anker, edito da Somogy. Altri contributi critici: Pierre Rosenberg, Michel Draguet, Jean-David Jumeau-Lafond, Alexander Klee, Annie-Paule Quinsac, Sharon Latchaw Hirsh, Jacques Tchamkerten, Albert Levy, Cristina Sonderegger, Mathias Frehner, Laurence Madeline, Beat Stutzer e Marco Franciolli. 45 CHF.
Museo Cantonale d’Arte
Via Canova 10
Ch -6900 Lugano
Svizzera
tel. 0041 (0) 91 910 4780 – fax. 00 41 (0)91 910 4789

“Giancarlo Ossola Interni del secolo breve”, personale alla Galleria d’arte La Colomba di Lugano

November 24, 2011 Leave a comment

Lugano (CH) – Giancarlo Ossola (Milano, 1935) è alle sue origini artistiche un giovane di talento che con originalità e certa immaginifica visione – tra paesaggio di natura e artificio urbano si inscrive nella corrente neoinformale degli anni Sessanta. Si riscatta in itinere dall’imprinting dei maestri dell’ultimo naturalismo lombardo, guardando, nella sua città, all’avventura figurativa in solitario di Franco Francese e all’esperienza del ‘realismo esistenziale’ – in particolare Vaglieri e Guerreschi – e, in Europa, ai grandi figurativi critici: Bacon, Giacometti, Freud.
Ciò che decide del destino artistico di Ossola e della sua generazione è il definitivo esilio degli oggetti dalla loro origine di materia e di manufazione come atto, sia pure via via ridotto, di creazione. Nell’esilio dell’oggetto, nella sua fluttuazione sradicata, è la fine del residuo senso, della residua creatività e storia del lavoro umano. E dei luoghi del lavoro. Così il lavoro umano giunge al grado zero alla fine del processo di estraniazione e alienazione. La pop art – habitat degli oggetti di serie e di consumo – propone un universo oggettuale svincolato da qualsiasi origine e una quotidianità ‘liberata’ dalle stratificazioni della memoria, dalla Storia. Il secolo breve finisce sancendo l’assenza di senso del lavoro (manuale, intellettuale) e l’inutilità della memoria (fine della Storia). Ossola aggredisce questa condizione generale, attento piuttosto alla predicazione classista e terzomondista degli artisti e degli oggetti dell’arte povera (antagonista della pop art) e orienta la sua pittura non solo a rappresentare l’enigma dell’esilio degli oggetti, ma il vuoto dei luoghi della manufazione, la rovina del lavoro e dei luoghi del lavoro. Gli spazi desolati, in cui la presenza umana è cancellata, che il secolo nel suo declino ci consegna. Le grandi cascine svuotate di una civiltà contadina estinta – gigantesche architetture prive di senso, oggetti mostruosi – le grandi fabbriche svuotate della fine della civiltà industriale e della crisi, geometrie urbane senza funzione. Grande artista del nostro tempo, egli riscatta e intercetta – in questi vuoti e ambiti desolati – voci e tracce dell’umanità collettiva che vi ha transitato. Migrazioni, un’epica. Spazi del lavoro, ma anche della contenzione, della costrizione (le carceri del ‘Lissandrino’, l’amato Magnasco ne sono un dichiarato antefatto). Remoti, eco di presenze e di umane catastrofi nel secolo delle grandi guerre e dei lager, transiti e porte carraie per una realtà altra da noi, oltre noi. Le sue tele fremono di presenze appena estinte, di tracce di materia e del lavoro dell’uomo, di resti e residui, di fantasmi. Interni che ne sono colmi. Vuoti che lo raccontano. Spazi che ci appartengono, restituiscono un senso, un racconto, figurano la Storia del secolo breve da cui veniamo, fanno da prefazione – da porta – al millennio della Krisis verso cui andiamo.
Informazioni:
Giancarlo Ossola Interni del secolo breve, a cura di Piero Del Giudice. TELE, TEMPERE SU CARTA, DISEGNI 1962-2010
GALLERIA D’ARTE LA COLOMBA via al Lido, 9 – CH LUGANO tel. +41 91 972 21 81 orari: da martedì a sabato 14.00 – 18.30 domenica e giorni festivi 14.30 – 18.00
fino al 20 dicembre 2011
vernice sabato 12 novembre ore 17, 30