Archive

Posts Tagged ‘Louvre’

Louis Vuitton e Marc Jacobs, mostra creativa al Museo des Art Decoratifs del Louvre a Parigi

Parigi, il famoso museo des Art Decoratifs del Louvre apre le porte all’esposizione Louis Vuitton – Marc Jacobs, dal 9 marzo al 16 settembre 2012, introducendo un piccolo segnale creativo di provenienza italiana, mediante gli speciali manichini ‘articolati’ del marchio Bonaveri. Al primo piano del maestoso museo verranno esposti al pubblico i celebri bauletti di Louis Vuitton accompagnati dai sontuosi abiti realizzati dalla maison; mentre al secondo piano saranno presentate le collezioni dell’era Marc Jacobs disposte in 11 cabinets. Bonaveri ha prodotto per questa speciale sezione i manichini ‘articolati’, realizzati su un progetto creativo sviluppato direttamente dalla Louis Vuitton avvalendosi della grande esperienza e della notevole intraprendenza manifatturiera italiana per ottenere corpi unici e irripetibili. I manichini sono inoltre arricchiti da particolari ‘teste a tema’, ideate e realizzate esclusivamente dalla marchio francese. Bonaveri, fondata nel 1950 a Renazzo di Cento (FE), é senza dubbio una delle più importanti aziende al mondo nella produzione di manichini di alta gamma.
Marius Creati

Museo del Prado, esposizione Gioconda gemella a Madrid

February 22, 2012 1 comment


La copia viene attribuita a uno degli allievi di Leonardo, creata parallelamente, come confermano anche le stesse correzioni apportate sul dipinto.
Da ieri è esposta al pubblico nella Sala 49 del Museo del Prado a Madrid la ormai celebre Gioconda «gemella« riscoperta nelle ultime settimane dopo un sorprendente lavoro di restauro che ha rivelato come sia stata dipinta da un discepolo sotto gli occhi dello stesso Leonardo mentre il maestro nella bottega di Milano creava l’opera originale, oggi icona mondiale e «regina» del Louvre.
La «gemella» spagnola, attribuita dagli esperti del Prado a uno dei due allievi preferiti di Leonardo, Andrea Salaino, che poi divenne l’amante del maestro, o Francesco Melzi, ha subito attirato una folla non minore di quella che circonda la gemella «francese». Decine di persone hanno stretto d’assedio la tela, al centro della Sala 49 del museo madrileno, spinte dalla fortissima curiosità suscitata dalla notizia della spettacolare riscoperta, che in pochi minuti il primo febbraio ha fatto il giro del mondo.
La «copia» del Prado è nota da secoli. Ma tutto lo sfondo della tela, attorno alla figura della Monna Lisa, era coperto da una vernice scura, probabilmente aggiunta verso il XVIII secolo. E’ stato effettuando uno studio su richiesta del Louvre, che la chiedeva in prestito per la mostra leonardiana dedicata all’ultima opera del maestro, La «Santa Anna» prevista dal 29 marzo prossimo, che gli esperti del Prado hanno scoperto, grazie agli infrarossi, che sotto la brutta vernice c’era esattamente lo stesso sfondo di montagne e laghi dell’originale. Rivelata l’opera nella versione originale, esami chimici, stilistici e riflettografici hanno permesso di determinare che è stata creata con ogni probabilità nella bottega di Leonardo, in contemporanea con il capolavoro del maestro. «Non e’ una copia posteriore» spiega il vicedirettore del Prado Gabriele Finaldi, » è un quadro dipinto mentre Leonardo dipingeva il suo, con le stesse correzioni in opera. E’ una esecuzione parallela, sincronica, probabilmente realizzata sul cavalletto a fianco di quello del maestro».
Alcuni esperti italiani non hanno escluso che l’autore della «copia in opera» sia stato un allievo spagnolo di Leonardo, forse Fernando Yanez de la Almedina, che pure si trovava a Milano al momento della creazione della Gioconda verso il 1503-1505. Molti dettagli, letti agli infrarossi, secondo la restauratrice Ana Gonzalez Mozo confermano la creazione parallela delle due opere. Gli stessi tratti di matita in nero o in rosso per la bozza, le stesse correzioni in opera, la testa ‘abbassata’ prima da Leonardo poi dall’allievo, il seno e la scollatura «corretti» nello stesso modo. Il restauro della Gioconda del Prado mostra, pensano al Prado, come sarebbe l’originale del Louvre se fosse restaurato. Una decisione che pero’ nessuno al momento prevede di prendere. Finaldi ha citato l’esempio della treccia, apparsa ora sul lato destro del volto della Monna Lisa spagnola dopo il restauro. ‘«Su quella del Louvre non si vede, non perche’ non c’e’, ma perche’ e’ coperta da strati di vernice ossidata’». Insomma, perche’ la ‘vera’ Gioconda, dopo mezzo millennio di viaggi e peripezie forse e’ ‘sporca’. Fra un mese le due gemelle saranno di nuovo riunite, a pochi metri una dall’altra al Louvre.

Fonte: Corriere Fiorentino

Arte Islamica al Louvre di Parigi

January 5, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Come spinta dal vento, la strana vela in vetro e metallo fluttua nell’aria della corte Visconti, al Museo del Louvre di Parigi, che ha chiuso il 2011 con oltre 8,8 milioni di visitatori. Nel cuore del museo, nel nuovo padiglione delle Arti dell’Islam che aprirà le sue porte nell’estate 2012, vent’anni dopo l’audace e contestata Pyramide di Ieoh Ming Pei, si vedrà questa enorme vela, voluta dagli architetti Mario Bellini (milanese) e Rudy Ricciotti (francese, autore delle civiltà mediterranee di Marsiglia). Questo progetto, secondo l’inossidabile  patron del Louvre, Henry Loyrette, è nato da una constatazione: troppo a lungo è stata marginalizzata l’arte islamica in seno al Louvre, che era semplicemente presentata in una semplice sezione del dipartimento delle antichità orientali, senza disporre di sale proprie a valorizzare una delle più importanti collezioni al mondo. Un tesoro di oltre 18.000 opere tra grandi elementi di architettura, tappeti, oggetti in vetro, legni arabi intarsiati, ceramiche. Opere che percorrono l’age doré che percorre i secoli tra il VII° e il XIV°, dalla Spagna all’India, dalle civiltà andaluse passando ai mammelucchi e gli ottomani. Dopo cinque anni di lavori, il pubblico scoprirà una costruzione avant-gardiste nel bel mezzo degli angoli storici della corte viscontiana. La spettacolare vela a pannelli triangolari ondulata che ricopre, in trasparenza, 2.800 mq di spazi museografici situati su due livelli. Il costo globale dell’operazione è stato di oltre 100 milioni di euro, finanziato al 30% dallo Stato e dal Louvre. Altri donatori sono stati l’Arabia Saudita (17 milioni di euro), il Marocco, il Kuwait, l’Azerbaïdjan e il Sultanato dell’Oman. A questi si sono aggiunti alcuni mecenati di altre Fondazioni (Bouygues Construction, Lafarge, Orange, Total) ma ad oggi mancano ancora 10 milioni per chiudere l’operazione.

Fonte: My Amazighen