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Posts Tagged ‘Londra’

Kate Middleton, primo ritratto ufficiale in mostra al National Portrait Gallery di Londra

January 11, 2013 Leave a comment

Kate Middleton, primo ritratto ufficiale in mostra al National Portrait Gallery di Londra

Svelato in mostra presso il National Portrait Gallery di Londra l primo ritratto ufficiale di Kate Middleton, autore l’artista Paul Emsley, il quale ha impiegato diversi mesi per completarne l’opera e conservare la bellezza espressiva della giovane donna. La duchessa di Cambridge si è prestata per ben due volte posando per l’occasione, lo scorso maggio nello studio del pittore e lo scorso giugno a Kensington Palace. La critica stronca negativamente l’operato, in effetti l’immagine sembra evincere un’età leggermente più avanzata dell’attuale anagrafica, ma lei si ritiene soddisfatta esclamando: “E’ strepitoso”.

“David Bowie is”, prossima retrospettiva per il camaleontico Duca Bianco al Victoria&Albert Museum di Londra

September 8, 2012 Leave a comment

E’ sicuramente una leggenda della musica pop degli anni 70 e 80 che ha segnato gli stili di vita di molti giovani. David Bowie, il camaleontico Duca Bianco, la prossima primavera sarà il protagonista di una mostra dal titolo “David Bowie is” che sarà allestita al Victoria&Albert Museum di Londra. Durante la mostra saranno esposti più di 300 oggetti, tra cui canzoni scritte a mano, costumi originali, strumenti e album. La mostra sarà inaugurata il 23 marzo e sarà visitabile fino al 28 luglio.  Sul versante moda – Bowie ha attraversato numerosi stili e ha avuto molte collaborazioni con il mondo fashion – saranno esposti i costumi di Ziggy Stardust realizzati da Freddie Burretti, quelli indossati durante il tour di Aladdin Sane disegnati da Kansai Yamamoto, ma anche foto di moda realizzati da Herb Ritts, Helmut Newton e John Rowlands.

Fonte: VM-Mag

National Portrait Gallery, 60 anni di ritratti per la regina Elisabetta II d’Inghilterra

May 15, 2012 Leave a comment

Il 2 giugno la regina Elisabetta II entrerà nel suo 60esimo anno di regno e per l’occasione la National Portrait Gallery di Londra ha organizzato una mostra dedicata alle innumerevoli maniere in cui l’arte e la comunicazione hanno ritratto Sua maestà britannica. E l’esito è un’esposizione intensa, dove alla ritrattistica ufficiale si affiancano prove d’avanguardia, quando non veri e propri sfregi, come quello, leggendario, dei Sex Pistols. “Negli anni Cinquanta – spiega Paul Moorhouse, conservatore del museo – c’erano immagini molto formali della regina. Negli anni Sessanta comincia a essere rappresentata come una madre”. Ma è nel decennio successivo che le cose cambiano radicalmente, con l’irruzione del punk e delle nuove tendenze dell’arte. E così ecco i ritratti pop e le opere di arte visuale che giocano sulla controversa relazione con la nuora Lady D. Fino allo straordinario lavoro di Lucian Freud, dove la sovrana appare in tutta la propria umanità. In mostra anche un potente ritratto di Elisabetta ad occhi chiusi, firmato da Chris Levine. “Io ho ritratto molte popstar – spiega l’artista – ma lei trascende la celebrità. Volevo ottenere una vera espressione di serenità, le ho chiesto di riposarsi un attimo mentre posava e per magia si è prodotto questo momento”. Non solo dissacrazione dunque, e il giubileo della regina si apre anche con la benedizione dell’arte contemporanea.

Fonte: TMNews

Londra, imperante Big Ben sprofonda nel Tamigi

January 24, 2012 Leave a comment

Il leggendario simbolo di Londra, insieme al palazzo di Westminster, si sta pericolosamente inclinando sotto il peso degli anni. Serve un miliardo di sterline per la ristrutturazione. Come recuperarlo? Gravare sul popolo britannico o vendere tutto?
Il Big Ben di Londra come la nostra torre di Pisa? In realtà non è proprio esatto, in quanto se da una parte il celebre monumento di Piazza dei Miracoli si mantiene in equilibro nonostante la pendenza, la famosa Clock Tower, simbolo più emblematico di Londra, rischia addirittura di sprofondare nel Tamigi con l’adiacente palazzo di Westminster, sede del Parlamento inglese.
La torre dell’orologio di Londra, infatti, si sta pericolosamente inclinando sotto il peso degli anni, 150, e soprattutto del blocco campanario, 13,5 tonnellate. Al momento la pendenza è di circa un quarto di grado verso nord ovest – 18 pollici (circa 46 cm). Per la ristrutturazione dell’intero edificio – Big Ben incluso – servono circa un miliardo di sterline. Come se non bastasse la struttura è a rischio esplosione, a causa della presenza di alcune caldaie vecchie quasi quanto la torre stessa, la cui manutenzione è da escludere. Nel palazzo, tra l’altro, sono presenti elevatissime quantità di amianto.
Vendiamo il Big Ben ai cinesi o ai Russi!
Urge dunque una ristrutturazione. Un investimento che  però molti considerano eccessivo, considerati i problemi economici che attanagliano il Regno Unito, fomentati anche dal recente strappo in occasione del vertice dell’Unione Europea. Peraltro le operazioni sarebbero tutt’altro che veloci: cinque anni di lavori, con la stessa Camera dei comuni chiusa per almeno due anni e i deputati costretti a i trasferirsi in uffici temporanei per un lungo periodo.
Gli stessi parlamentari della Houses of Parliament, secondo quanto scrive il tabloid Mail on Sunday, tramite il portavoce dei Comuni John Bercow ,hanno fatto notare che «secondo i contabili è illogico spendere un miliardo di sterline per un complesso che vale un miliardo. Ma l’amara scelta sarebbe dunque o spendere questi soldi e fare la figura degli stravaganti o abbandonare uno dei palazzi più famosi al mondo e venderlo ai russi o ai cinesi».
La terza ipotesi
Una decisione non semplice da prendere. Gravare sul popolo il costo della ristrutturazione oppure far finire un edificio d’immensa importanza storica per i cittadini britannici nelle mani di un altro Paese? Ma c’è anche la terza ipotesi, avanzata dallo stesso Bercow «lavarsene le mani, vendere tutto per un miliardo di sterline e costruire un nuovo Parlamento, più funzionale, per 500 milioni. Con buona pace della storia».

Fonte: Fanpage

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Internet, assuefazione stupefacente per il cervello

January 13, 2012 Leave a comment

Secondo una ricerca inglese, la materia cerebrale viene alterata in modo simile a quanto accade con alcol e droghe.
L’assuefazione a Internet cambia il cervello in modo molto simile a quanto accade con sostanze quali alcol, cocaina e cannabis. E’ l’allarme emerso da uno studio dell’Imperial College di Londra citato dall’Independent.
Il numero di “drogati” da Internet – cioè non in grado di controllarne l’utilizzo – varia dal 5% al 10% degli utenti: la maggior parte usa la rete per giocare, sia in giochi di ruolo che di azzardo, spesso per ore di fila e a scapito di qualunque altro contatto emotivo. Seppure la maggior parte della popolazione trascorra un tempo più lungo su Internet rispetto al passato, lo studio sottolinea che ciò si deve alle moderne richieste del lavoro e delle reti sociali, e non necessariamente a un’ossessione.
Le tac effettuate in Cina su alcuni pazienti hanno mostrato un’alterazione nella materia bianca del cervello simile a quella riscontrata nell’uso di altre droghe: tuttavia, lo studio non è stato effettuato in modo controllato ed è possibile che l’uso di caffeina o alcol abbia contribuito cambiamenti osservati.

Fonte: TMNews

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“Leonardo da Vinci. Painter at the court of Milan”, evento imperdibile alla National Gallery di Londra

January 5, 2012 Leave a comment

La mostra “Leonardo da Vinci. Painter at the court of Milan” promette di essere un evento imperdibile per gli appassionati e gli studiosi del grande e poliedrico artista toscano.
Curata da Luke Syson e Arturo Galansino, è incentrata sul periodo che il maestro passò a Milano alla corte di Ludovico il Moro, tra il 1482 e il 1499, uno dei più interessanti per la comprensione della suacarriera artistica, e si sviluppa in sei sale, secondo una divisione che è al contempo tematica e cronologica. La visione dei capolavori dell’artista trova completamento grazie alla presenza dei suoi disegni e delle opere degli allievi che mostrano le modalità di ricezione delle innovazioni introdotte dal maestro.
Nella prima sala è il Ritratto di musico della Pinacoteca Ambrosiana, che si guadagna la scena. Qui si intende approfondire lo studio dell’artista sull’anatomia umana e, in particolare, la fisiognomica e la costruzione della scatola cranica, su cui si concentra l’artista, che ritrae il suo soggetto a tre quarti nel tentativo di superare la ritrattistica tradizionale, che proponeva di riprendere il soggetto di profilo. Il Ritratto di giovane del Boltraffio mostra come la posa a tre quarti scelta dal maestro fu subito adottata dall’allievo.
Nella seconda sala si fronteggiano due ritratti femminili di suprema bellezza e raffinatezza esecutiva. Da un lato, Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro, ritratta nella Dama con l’ermellino, dall’altro la Belle Ferronière, opera in cui la perfezione geometrica sfida la bellezza frutto della natura. I disegni nella medesima sala testimoniano lo studio intrapreso prima della redazione delle sue opere. Si segnala in particolare lo Studio di mani, forse preparatorio per il ritratto di Cecilia Gallerani, che mostra come esse possano essere state tratte dal vero e successivamente rielaborate in un processo di idealizzazione.
La terza sala ospita il non finito San Gerolamo penitente(1488-90) e una serie di disegni che permettono di scoprire l’interesse di Leonardo per le proporzioni umane e per l’anatomia muscolare.
Ma è la quarta sala che lascia senza fiato: le due versioni della Vergine delle
rocce esposte una di fronte all’altra. La prima, eseguita poco dopo l’arrivo dell’artista nella capitale del ducato; la seconda, successiva, che ebbe un forte impatto sulla cultura figurativa milanese, dove si vede la mano degli allievi. Completano la visione dei due capolavori i disegni preparatori dell’artista e, soprattutto, risultano interessanti le tavole di Ambrogio de’ Predis e dell’altro collaboratore del maestro, che dovevano far originariamente parte della pala d’altare per la chiesa di San Francesco Maggiore a Milano.
Nella quinta sala la controversa Madonna Litta e le Madonne degli allievi, Marco d’Oggiono e Giovanni Antonio Boltraffio. Interessanti gli studi di panneggi, che mostrano l’elevata qualità e tenuta stilistica che potevano raggiungere gli allievi di Leonardo.
La novità attributiva introdotta nella mostra si trova nella sesta sala, ove è esposto il recentemente restaurato Salvator Mundi, su cui il consenso degli studiosi converge verso il genio toscano, e che fu forse dipinto per il re di Francia Luigi XII, dopo l’invasione   francese e la conseguente fuga di Ludovico il Moro da Milano nel 1499. Accanto vi è il cartone di Sant’Anna, opera già conservata alla National Gallery e la Madonna dei Fusi, in cui si legge la mano del maestro, attivo insieme agli aiuti.
Al secondo piano del museo, nella Sunley Room, è allestita la sala dedicata all’Ultima Cena, il capolavoro milanese del refettorio di Santa Maria delle Grazie, di cui è esposta la copia del Giampietrino, risalente al 1520 circa, che si ritiene sia la più fedele all’originale, insieme a tutti i disegni preparatori dell’artista, che mostrano le ricerche compiute da Leonardo per esprimere i moti dell’animo. Nel complesso, una mostra che fa luce sugli studi e le innovazioni compiute durante il periodo milanese dall’artista, con un contributo attributivo nuovo e la possibilità di ammirare capolavori del maestro uno accanto all’altro per la prima volta.

9 novembre 2011 –  5 febbraio 2012

Fonte: Noisymag

Londra, polacca seppellita viva scampata alla morte

December 27, 2011 Leave a comment

Il fatto è avvenuto nel bosco dello Yorkshire, vicino Londra. Una donna di origini polacche sarebbe stata sepolta viva dal proprio fidanzato, chiusa in una scatola di cartone. Autore del folle gesto è Marcin Kasprzak, processato e ritenuto colpevole di tentato omicidio. Avrebbe seppellito viva la propria compagna, madre del loro figlio, perché lo annoiava. L’uomo si è difeso dicendo che voleva solo spaventarla e non ucciderla. La donna, Michelina Lewandowska di 27 anni, sarebbe riuscita a scampare alla terribile morte riuscendo a liberarsi scavando con l’anello di fidanzamento che le aveva regalato il suo stesso carnefice. La Lewandowska è riuscita a liberarsi dal cartone che l’avvolgeva e da vari metri cubi di terra sotto la quale era stata seppellita, scavando con le mani e rompendo il cartone grazie all’anello. I fatti sono stati ricostruiti in tribunale durante il processo che ha visto imputato prima e condannato poi, il compagno della donna il quale l’aveva legata ed imbavagliata e poi chiusa in uno scatolone con del nastro adesivo per pacchi, per poi gettarla nel bosco e ricoprendola con del terriccio, foglie e rami secchi, ma l’autore del gesto si è sempre dichiarato innocente asserendo di non aver avuto alcuna intenzione di ucciderla, ma solo di spaventarla. Michelina Lewandowska, dal canto suo, nel raccontare come è riuscita a liberarsi dalla tomba in cui era stata sepolta viva, ha dichiarato: “Temevo che sarei morta in quella scatola o che, se fossi mai riuscita a uscire, lui sarebbe stato lì ad aspettarmi. Ogni notte sogno che tornerà per uccidermi. Spero solo che capisca quel che ha fatto e capisca che era molto sbagliato Soltanto Il pensiero di mio figlio mi ha dato la forza di salvarmi”.

Fonte: AGS Cosmo

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“Postmodernism: style and subversion 1970-1990”, collettina al Victoria & Albert Museum di Londra

December 27, 2011 Leave a comment

Postmodernism al Victoria & Albert Museum
A fine settembre presso Victoria & Albert Museum di Londra inaugura Postmodernism: Style and Subversion 1970-1990, a cura di Jane Pavitt e Glenn Adamson, una retrospettiva sulla cultura e l’estetica di questi ultimi decenni, un’indagine attraverso l’arte, la musica, il design, l’architettura, il cinema, la moda, la grafica che guarda al passato più recente, per tentare di definire un futuro possibile.
Nella mostra si potranno ammirare le grafiche di Peter Saville e Neville Brody, i dipinti di Robert Rauschenberg ed Andy Warhol, i busti in acciaio inossidabile di Luigi XIV di Jeff Koons, le opere anticonsumistiche di Jenny Holzer.
Per il design, progetti del Gruppo Memphis di Sottsass e Mendini e lavori di Studio Alchimia, i costumi di scena di David Byrne, leader dei Talking Heads, e di Grace Jones, musa androgina degli anni 80.
A completare la mostra, foto e video di Jean-Paul Goude, Jonathan Demme e Derek Jarman.
Dal 24 settembre 2011 il Victoria & Albert Museum di Londra inaugura la mostra Postmodernism: style and subversion 1970-1990; un percorso dedicato ad uno dei movimenti più controversi del secolo scorso. Mentre i modernisti volevano aprire una finestra nuova nel mondo, i postmodernisti all’opposto creavano una rappresentazione della realtà multi-sfaccettata.
I punti cardine di questa nuova filosofia erano contraddizione e complessità, due concetti che si sono infusi nelle discipline artistiche apportando nuove forme di libertà espressiva nella ricerca di nuovi stili personali. Compreso nel periodo che va dal 1970 al 1990, il postmodernismo abbraccia tematiche come il progresso, la perfezione, il consumismo e il potere dei soldi e il senso dell’apocalisse (ottimamente rappresentata dal film Blade Runner di Ridley Scott).
E si diffonde nel lifestyle con la tendenza New Wave: un tripudio di colori, esagerazioni ed effetti teatrali nella musica e nella moda, che ha profondamente influenzato anche la nascita di un nuovo modo di fare i giornali di tendenza. La mostra proseguirà fino al 12 gennaio 2012.
Per maggiori info: http://www.vam.ac.uk

Londra, crisi incombe sulla regina Elisabetta II

December 5, 2011 Leave a comment

La crisi colpisce anche la regina Elisabetta. I fondi destinati alla casa reale potrebbero infatti non aumentare fino al 2015, nell’ambito delle misure anti-crisi introdotte dal governo di Londra che negano anche contributi pubblici extra per la corte di William e Kate. Addio, dunque, ai tanto attesi lavori di ristrutturazione nei vari palazzi reali, ma non, pare, alla grande passione della sovrana, l’equitazione, nella quale Elisabetta pare ancora pronta ad investire. La regina ha infatti appena speso 500.000 sterline della sua fortuna stimata intorno a 300 milioni, per acquistare Memory, un purosangue che ha vinto 700 corse e che ora trascorrerà il resto dei suoi giorni a Sandringham a fare da stallone.
Ma, cavalli a parte, le cose non vanno affatto bene. E’ dal 2009 infatti, che gli introiti della regina stanno scendendo, ed ora, a causa delle nuove misure introdotte qualche settimana fa dal governo di David Cameron, potrebbero non salire fino al 2015. Il taglio è il risultato della sostituzione della civil list con il sovereign grant, secondo il quale i fondi destinati alla casa reale sono legati ai profitti generati dalle proprietà della corona, un portfolio immobiliare e terriero enorme che include tutta Regent’s Street a Londra e la maggior parte della costa britannica.
Secondo queste disposizioni, la regina riceverebbe il 15% dei guadagni che le sue proprietà hanno generato due anni prima. E l’austerity ha colpito anche i neo duchi William e Kate, i quali, nonostante le pressioni fatte dal ministro del Tesoro ombra Ed Balls, non potranno contare su fondi extra dei contribuenti per la loro corte, quando si trasferiranno a Kensington Palace.

Fonte: Ansa

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“Degas e la Danza: Immaginando il Movimento”, mostra alla Royal Academy of Arts di Londra

November 14, 2011 Leave a comment

Il 17 Settembre 2011 la Royal Academy of Arts presenterà una mostra storica incentrata sulla predilezione di Edgar Degas per il movimento, presentandolo come L’Artista della danza. Degas e la danza: Immaginando il movimento traccia lo sviluppo del linguaggio figurativo del balletto durante la carriera di Degas, dal carattere piu’ documentale degli anni intorno al 1870, all’espressività voluttuosa dei suoi ultimi anni.

La mostra sarà la prima a presentare il progressivo coinvolgimento di Degas, con la figura in movimento, in un contesto di progressi paralleli nel campo della fotografia e del cinema. L’artista infatti era profondamente consapevole di questi sviluppi tecnologici, con cui spesso era direttamente coinvolto.

La mostra comprenderà circa 85 fra dipinti, sculture, pastelli, disegni, stampe e fotografie di Degas, così come fotografie di suoi contemporanei e documentari di primi film. In esposizione inoltre sara’ una selezione di opere provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private in Europa e Nord America, comprese sia le opere celebri che quelle poco conosciute.

17 September – 11 December 2011

Royal Academy of Arts

Burlington House – Piccadilly Street -London W1J 0BD

Orario di apertura: 10.00-18.00 lunedì – giovedì (ultima entrata alle 17.30

Venerdi 10.00-22.00 (ultima entrata alle 21.30)