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Mercedes-Benz Italia, alla ricerca di artisti contemporanei

April 22, 2013 Leave a comment

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Mercedes-Benz Italia alla ricerca di artisti contemporanei
Lo potevo fare anche io…
La mostra “Novecento mai visto”, che fino al 30 giugno espone per la prima volta in Italia al Museo Santa Giulia di Brescia i capolavori della Daimler Art Collection, è l’occasione ideale per lanciare un nuovo concorso che svela il lato artistico che c’è in ognuno di noi.. Al centro dell’iniziativa, un’inedita piattaforma web che permette, attraverso un editor semplice ed intuitivo, di dare sfogo alla propria creatività con un’unica musa ispiratrice: la Stella. Le creazioni generate dagli utenti, che coinvolgono il mondo social attraverso un’applicazione sviluppata per Facebook ed Instagram, saranno esposte online nella galleria virtuale del sito e la più votata riceverà in premio un viaggio a Brescia per visitare la mostra “Novecento mai visto”. La porta d’ingresso per gli aspiranti Warhol è a portata di un click: www.novecentomaivisto.it/cart.
Mercedes-Benz, va a caccia di nuovi talenti e, in occasione della mostra “Novecento mai visto” che fino al 30 giugno espone i capolavori della Daimler Art Collection al Museo Santa Giulia di Brescia, invita tutti i talenti inespressi a liberare la propria creatività attraverso un contest online che si avvale anche di un’App realizzata per Facebook e Instagram.
Per partecipare al concorso è sufficiente fotografare il proprio universo ispirato al mondo della Stella e caricare le immagini su www.novecentomaivisto.it/cart. Una volta online, un editor semplice e intuitivo combinerà gli scatti, trasformandoli in affascinanti opera d’arte.
Le creazioni, esposte nella galleria virtuale del sito, saranno votate dal pubblico e la più apprezzata sarà premiata con un viaggio a Brescia per visitare la mostra “Novecento mai visto”.
Fino al 30 giugno, il Museo Santa Giulia di Brescia ospita i capolavori della Daimler Art Collection per la prima volta in Italia. Nell’ambito di “Novecento mai visto” sono raccolte 230 opere firmate da 110 artisti internazionali, dal 1909 ad oggi: una selezione di grande valore che parte dai classici del Costruttivismo e dell’Arte Concreta, passando per il Minimalismo e le Tendenze Concettuali. Tra le opere esposte anche installazioni, fotografie e video di noti artisti contemporanei.
L’esposizione è, inoltre, arricchita dalla presenza di due nuovi lavori di Nic Hess e Luca Trevisani e un ulteriore percorso interamente dedicato all’arte italiana, da De Chirico a Cattelan. Con “Novecento mai visto”, Mercedes-Benz Italia conferma il proprio impegno ad andare oltre la vocazione commerciale attraverso iniziative concrete sul territorio. Per questo motivo, la Casa con la Stella supporta in diverse forme la mostra “Novecento mai visto”, integrandola nelle proprie attività di comunicazione. A meno di un mese dall’avvio della mostra sono già 108 le classi e 2.220 gli studenti che hanno prenotato una visita ed i laboratori didattici, grazie anche al servizio navette messo a disposizione da EvoBus Italia, società del Gruppo Daimler dedicata al settore autobus. Ulteriori informazioni su media.mercedes-benz.it e media.daimler.com

Costituzione Europea, il rispetto delle regole non conforma il razzismo

February 18, 2013 Leave a comment

europa2

Quanto sta accadendo è un fatto negativo e molto pericoloso, economicamente parlando, e non c’entrano nulla bandiere, razze o provenienza. L’Italia, da sempre,  ha accolto tutti. Io poi, personalmente, amo tutti i paesi del Mondo e vorrei che interagissero ancor di più.
Allora ti spiego, ancora una volta, un principio banale quanto però fondamentale:
i Cinesi non sottostanno al regime fiscale e lavorativo degli Europei,
queste aziende pagano il 5% di tasse e 5 euro al mese gli operai. Se non vi sono “calmieri” di mercato tra il loro e il nostro Paese, quelli che un tempo si chiamavano dazi doganali,  il mercato non è più libero ma corrotto dalla concorrenza sleale. In termini legali e COSTITUZIONALI si parla di turbativa di mercato nei principi comunitari sulla concorrenza. La Costituzione Italiana prevede questa protezione, la Costituzione Europea e tutte le altre Costituzioni Occidentali prevedono questi concetti ovvi e banali già stabiliti 60 anni fa, ma i Governi degli ultimi 20 anni hanno provocato il caos, hanno lasciato che si sviluppasse un Mercato Globale senza promulgare leggi che lo regolamentassero. Il Cinese della situazione fa più danni di un evasore totale;  può permettersi prezzi e condizioni che i concorrenti non posso sostenere e per questo sono costretti a chiudere e a essere licenziati.  Zara produce sulle navi fuori dalle acque territoriali della Cina, se lo facesse in Spagna o in Italia, questo colosso verrebbe fermato, ma lo fa in Cina e in acque internazionali, creando per le imprese italiane una vera e propria guerra di prezzi che le conduce alla chiusura, con relativi licenziamenti e ricorso alla cassa integrazione, ergo, lo Stato incassa meno soldi e ha più costi e così aumenta le tasse. Sino a quando i Governi non ristabiliranno condizioni di concorrenza libera è necessario BOICOTTARE i beni prodotti a tali condizioni economiche o l’Italia fallirà.
Immagina, ad esempio, cosa accadrebbe se alle Olimpiadi gli atleti dovessero rispettare le leggi sul doping vigenti nel loro paese di origine: sarebbe una competizione sportiva? No, sarebbe una truffa e poco dopo gli atleti italiani scomparirebbero, ed alcuni di questi andrebbero a vivere in Cina per allenarsi li e drogarsi liberamente. Questo ti ricorda qualcosa in economia? (Fabrizio Politi)

Fonte: VM-Mag

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Italia, marocchini in crisi emigrano all’estero

February 1, 2013 Leave a comment

photo-immigrati

La crisi economica che attanaglia l’Europa e l’Italia è sotto gli occhi di tutti. I marocchini che abitano nel nostro paese appartengono alle categorie più fragili della popolazione. Davanti alla disoccupazione molti di loro decidono di partire per la Francia o il Belgio, altri ancora raggiungono le loro famiglie in Marocco. L’Italia sta conoscendo una ondata migratoria di nuova generazione, potremmo dire al contrario. Queste considerazioni, numeri alla mano, sono state approfondite da Bichri Hamis, presidente di una associazione marocchina in Italia, l’Organizzazione Marocchina per lo Sviluppo, la Solidarietà e i Diritti in Italia (OMSSDI). ”I marocchini d’Italia lavorano molto per le piccole aziende  che dipendono dalle grandi società. Quando queste grandi società entrano in crisi anche l’indotto ne soffre ed è obbligato a licenziare. Molti altri lavorano nel settore alberghiero, prevalentemente in piccole strutture famigliari, ed in caso di sofferenza economica sono i primi a dover lasciare il lavoro“, ha dichiarato Hamid Bachri. . ”I marocchini che hanno ottenuto la nazionalità italiana dopo almeno 10 anni di soggiorno, o per via di un matrimonio, in quanto il diritto del suolo (ius soli) non esiste in Italia, partono verso la Francia o il Belgio dove il più delle volte hanno degli agganci parentali o amicali“, racconta ancora Hamid. Molti, come nei primi tempi della’loro migrazione lasciano le loro famiglie in Italia e si trasferiscono in altri paesi del nord Europa per trovare lavoro. Per tutti quei marocchini che non hanno nazionalità e sono in situazioni sia di regolarità che no, il cammino è inverso. Molti padri di famiglia che sono disoccupati decidono di tresferire le loro famiglie, donne e bambini, in Marocco, perchè la situazione economica è diventata insostenibile e questa decisione non è senza conseguenze per la famiglia; al ritorno nel loro paese trovano una situazione molto simile se non peggiore. Anche se il costo della vità è inferiore all’Italia i costi diventano doppi perchè bisogna comunque pagare un affitto anche in Italia e assicurare un minimo di entrate alla famiglia e, per un padre di famiglia, la situazione è terribilmente sfiancante. Poi ancora il problema della scuola per i bambini ; molti di loro, nati in Italia, non parlano l’arabo e devono integrarsi in un sistema scolare, quello marocchino, totalmente differente, dove i programmi non sono gli stessi. In Italia, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, una legge ha autorizzato le imprese che assumono lavoratori stranieri in situazioni di irregolarità a chiedere la loro regolarizzazione. Per i lavoratori è bastato fornire un contratto di lavoro e il passaporto ma alcuni Consolati, come quello di Bologna, ha concesso loro i passaporti in cambio di una carta di soggiorno italiana. Ridicolo, il  serpente che si morde la coda. Avere un passaporto per un marocchino, come per tutti, è un diritto inalienabile che non ha nulla a che fare con la situazione attuale in Italia. Questa decisione è stata motivata dal fatto che consegnare un così enorme numero di passaporti, biometrici, in poco tempo,  avrebbe generato molto, troppo, lavoro per gli impiegati dei consolati. A Bologna, il consolato moldavo in quel periodo apriva la struttura alle 8.30 chiudendo alle 19.30, il Consolato marocchino ha continuato a chiudere all‘una del pomeriggio. Risultato : soltanto 9.573 richieste di regolizzazione sono state depositate dai marocchini, un numero decisamente inferiore al numero dei lavoratori clandestini marocchini in Italia.

Fonte: My Amazighen

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Islam, cultura islamica e Occidente nei secoli

September 17, 2012 Leave a comment

Tra il VII° e il X° secolo  l’Occidente cristiano venne profondamente scosso dagli ultimi epigoni della conquista araba, anche se quel mondo, come abbiamo visto in seguito, venne solo marginalmente toccato dall’ondata saracena, in particolare la Spagna, l’Italia del sud (solo in parte quella del nord) e la Gallia meridionale. All’inizio l’Occidente confuse queste incursioni incessanti con le molte altre invasioni barbariche di cui era stato oggetto. Questa confusione resta ancora oggi ed è proprio da questa originaria esperienza di aggressione che la coscienza medioevale formò la sua immagine dell’Islam. Le cose cambiarono quando l’Europa cristiana, attraverso le Crociate, superò  i limiti del proprio territorio e si proiettò all’esterno. Bisogna a questo punto distinguere tra la visione dell’Islam nel mondo popolare e quella della filosofia scolastica. La prima era nutrita dalle Crociate e si svillupava a livello dell’immaginario, la seconda si nutriva del confronto islamico-cristiano in Spagna e si sviluppava a livello razionale. Nella letteratura popolare i musulmani erano visti come pagani e il Profeta Maometto era considerato un “mago corrotto“, a capo di un popolo di “infedeli“; gli eruditi invece conoscevano l’apparato dottrinale dell’Islam in quanto esisteva una traduzione del Corano a cui attingere e capire. Se l’Islam venne riconosciuto per le sue conquiste scientifiche e per le sue filosofie, venne contemporaneamente negato in quanto religione e morale. L’Occidente si dissociò  dall’apporto del pensiero arabo congiunto al  giudizio sul valore morale dell’Islam. Si formò dunque una visione intellettuale che dal XII° secolo si prolungò sino al XVIII° secolo e si potrebbe dire, per certi elementi in causa, sino all’epoca coloniale in modo praticamente identico. Questa visione si basa in primo luogo su una profonda collera contro il Profeta che spense l’evoluzione dei popoli verso il cristianesimo; il Profeta non solo abusò della credulità della folla, ma la sua vita divenne esempio di sensualità e violenza, secondo i canoni occidentali. Il suo messaggio venne considerato un messaggio umano e il Corano non sarebbe stato che un insieme deformato di leggende prese a prestito dalla Bibbia. L’Islam era considerato come un elemento perturbatore, un ultimo arrivato, senza elaborazione dottrinale e in ultima analisi semplicistico, che pretendeva di collocarsi sullo stesso piano del cristianesimo. Da qui ne deriva una visione dell’anima musulmana, che scaturisce dal comportamento del suo pseudo-profeta,  che è l’antitesi del comportamento di santità fondata sulla repressione degli istinti. L’Islam aveva, e a tutt’ora, una concenzione del Paradiso “carnale” e materiale, ammette la poligamia e veniva visto quindi come religione del sesso, della licenza, dell’istinto che prevale sulla ragione. Ci si può domandare se all’origine di questa visione (eccessivamente negativa) non ci fosse stata l’ossessione del sesso che abitava quel piccolo mondo intellettuale. Accanto alla sessualità, il secondo tema sviluppato dalla visione medievale occidentale era quello della violenza e dell’aggressione. Violenza musulmana percepita all’unanimità e proiezione sull’Islam della propria violenza. Gli autori che esprimono il loro pensiero in modo razionale fanno un confronto tra il Cristianesimo che si diffuse attraverso la conversione e il sacrificio degli Apostoli e l’Islam, che all’inizo si diffuse con la conquista armata. L’esistenza di un Islam autonomo e nello stesso tempo che si richiamasse ad una tradizione comune, apparve come una sfida al totalitarismo cristiano che non conobbe l’esperienza del pluralismo religioso della società, come invece successe con l’Islam. Questa visione così polemica non serve comunque a conoscere l’Islam, forse serve a capire la mentalità di certi ambienti intellettuali del Medio Evo, pregiudizi che si sono talmente insinuati nell’inconscio collettivo dell’Occidente che ci si chiede se mai potranno essere estirpati. Molti sono stati poi i  volti dell’Europa moderna: l’Europa del Rinascimento e della Riforma, l’Europa illuminista, l’Europa colonialista dalla seconda metà del XIX° secolo. All’interno di ogni Europa si trovavano diversi punti di vista: quello religioso, commerciale, intellettuale liberista e via dicendo. Nel XVI° e nel XVII° secolo il mondo religioso non polemizzava più con l’Islam, a volte lo ignorava, ma in ogni caso non riconobbe mai nella religione musulmana una religione “rivelata“. Rimase diffuso un sentimento di superiorità che coincise con una coscienza  di supremazia politica e di civiltà. E l’Islam ritornò alla barbarie, non venne nemmeno più considerato, come nel Medio Evo un avversario teologico. Nel mondo laico le cose andavano ‘ diversamente. Sul piano politico l’Islam venne identificato con l’Impero Ottomano e i rapporti tra queste due realtà politiche obbedirono in primis alla razionalità diplomatica. Gli intellettuali guardarono all’Oriente con uno sguardo più sereno e obiettivo; la visione popolare oscillava tra l’immagine di un Oriente splendido e meraviglioso e quella di un Oriente lascivo e crudele, caratterizzato da una religione fanatica, aggressiva, elementare. Nel XVIII° secolo, l’entusiasmo, l’ottimismo e l’universalismo dell’Europa gettarono le basi per una maggiore comprensione dell’Islam. Secondo il pensiero illuminista le diverse culture avevano e hanno uguale potenzialità. Nella seconda metà del XIV° secolo apparve però il fenomeno del colonialismo, prodotto dallo sviluppo industriale e dall’emergente classe borghese. Il mondo non europeo si trovava ad essere svalorizzato, privato di dignità e l’arsenale polemico medievale nei riguardi dell’Islam risorse. L’eurocentrismo affiorò chiaramente nei gruppi impegnati ideologicamente, sia cristiani o marxisti. Il cristiano era attirato dalla spiritualità dell’Islam, ma preferiva come interlocutore  il non credente; il marxista era sensibile solo alle dimensioni moderne dell’Islam e volle ignorare la sua cultura più profonda legata al passato. L’umanesimo cristiano coltivò la differenza, il marxista, per contro, la sola universalità riconosciuta valida, cioè il marxismo stesso. Si potrebbe dire che l’uomo più libero è quello che non condivide nessuna ideologia e meno cose si conoscono dell’Islam più si avrà la possibilità di percepirlo con obbiettività e simpatia. Il concetto dell’Islam come totalità lo ha infatti inventato l’Europa che ancora oggi fa riferimento a quel concetto, quando oramai il mondo musulmano si è politicamente differenziato e l’Islam stesso può’ essere ricondotto alla sua sola funzione religiosa.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Italia, oltre mille movimenti tellurici dal primo luglio

July 28, 2012 Leave a comment

Dal primo luglio ad oggi sono 1.116 i terremoti registrati in Italia dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Parte di questi eventi sismici sono concentrati nell’area emiliana colpita dai terremoti del 20 e 29 maggio ma il maggior numero di terremoti rimane concentrato nell’area appenninica centrale da L’Aquila fino a San Marino. Interessata da numerosi eventi anche la Sicilia Orientale da Siracusa fino a Nord dello Stretto di Messina e la Calabria, a Sud di Reggio Calabria e a Nord nel Pollino. Interessata da eventi sismici anche la catena alpina al confine con la Pianura Padana dal Piemonte al Friuli-Venezia Giulia.
Nei primi 28 giorni di luglio sono stati registrati 915 terremoti inferiori a M 2.0, 133 terremoti di M fra 2.0 e 2.4, 52 terremoti fra M 2.5 e 2.9, 10 terremoti fra M 3.0 e 3.4, 2 terremoti fra M 3.5 e 3.9 e 4terremoti maggiori del quarto grado di cui il più importante la scorsa notte di M 4.9 nei Balcani Bosniaci.
Possiamo tuttavia dire che questa attività rientra nella media dei terremoti che vengono registrati quotidianamente sul territorio nazionale ma che in questi ultimi mesi vanno a confermare lo stress cui sono sottoposte le nostre catene montane appenniniche ed alpine.

Fonte: Fondazione Giuliani

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Italia, nuova catena montuosa al posto dell’Adriatico

June 22, 2012 Leave a comment

L’evoluzione geologica del mediterraneo nei prossimi 200 milioni di anni riserverà grandi sorprese. La curiosa forma a stivale dell’Italia sarà solo un ricordo. L’Italia stessa non sarà più una penisola.
Come spiega Alfonso Bosellini, docente di Geologia presso l’Università di Ferrara, nel libro “La storia geologica d’Italia” (Zanichelli, 2005), “La rotazione dell’ Italia in senso antiorario e la conseguente collisione con la parte più settentrionale della regione balcanica corrispondente all’ ex Jugoslavia farà scomparire il Mar Adriatico e genererà una nuova catena montuosa: la nostra penisola sarà un tutt’ uno con la Croazia, l’ Albania e la Grecia“.
Senza scomodare scienziati, partendo da questo presupposto, si può notare anche ad una sommaria osservazione della cartina del Mediterraneo,  che la costa dell’ex-Jugoslavia è affiancata da numerose isole dalla forma allungata. Sono nate proprio dalla scontro della zolla Africana con quella Eurasiatica che risultano “incernierate” tra di loro allo Stretto di Gibilterra. Il fondale del Mediterraneo sollevato dallo scivolamento delle zolle, l’una sotto l’altra, si corruga e “lascia emergere” terre in superficie. La stessa particolarità geografica si nota nelle coste frastagliate della Grecia.
Non a caso la recente sequenza sismica in Grecia, Turchia, Egitto che in alcuni ha destato stupore dopo i terremoti che hanno colpito l’Emilia il 20 e 29 maggio 2012. E’ necessario avere un quadro più ampio del movimento tettonico in corso. I terremoti sono allo stesso tempo collegati e scollegati. Dipendono l’uno dall’altro nell’ottica ampia della tettonica Africa-Eurasia, ma sono indipendenti se si osserva nel dettaglio la faglia emiliana.
Nonostante l’Africa si avvicini di 7 centrimetri l’anno all’Europa, il sollevamento delle Alpi si è già esaurito e d’ora in poi prevarrà l’erosione. La caratteristica forma appuntita ed irregolare diventerà man mano più simile ai Monti Urali.
Al contrario la catena appenninica è ancora attiva. L’Adriatico andrà restringendosi progressivamente sino a scomparire.
Che ne sarà del fiume Po (e degli affluenti)? Privo di un mare in cui gettarsi si dirigerà verso il Tirreno (si presume nella zona dell’attuale Liguria). Anche in questo caso va considerato in termini di tempo “geologico”. Non sarà un cambio di direzione repentino ma sarà preceduto da milioni di anni di erosione in direzione sud-ovest.
Il Tirreno stesso non avrà più le sembianze che ora conosciamo. La Corsica e la Sardegna non saranno più isole. Sollevate anch’esse dal fondale diventeranno “colline” su una vasta “pianura” che corrisponderà all’attuale Tirreno settentrionale.
Tutto questo continuerà finchè la forza della zolla Africana sarà sufficiente ad infilarsi sotto a quella Eurasiatica. Solo a quel punto cesseranno movimenti e terremoti.
Si calcola il tempo in centinaia di milioni di anni. Dobbiamo ricordarci che il tempo umano non ha nulla a che vedere con quello geologico.
L’uomo popola il nostro pianeta da “soli” 250 mila anni e, va ricordato, altro non è che unospite, fugace ed impotente.

Fonte: SocialPost

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Italia Futura, corruzione in posizione scomoda per l’Italia

In una classifica stilata da ‘Italia Futura’, è risultato che il nostro Paese, in quanto a corruzione, si troverebbe al 69esimo posto fra Stati come il Ghana e la Macedonia. La classifica è stata determinata attraverso il Global Corruption Barometer di Transparency International che misura i livelli di corruzione in tutti i Paesi del mondo. L’Italia è classificata al posto numero 69 fra un totale complessivo di 183 Stati analizzati.

Fonte: AGS Cosmo

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Italia centrale, oggetto non identificato di intenso bagliore nei cieli dell’Antiappennino laziale

Ieri sera intorno alle 21,10 numerosi testimoni hanno assistito allo spettacolo di una meteorite solcare il cielo dell’Italia centrale, nei monti  lepini, direzione est – nord.
La luminosità era molto intensa, per tanto è molto probabile che fosse molto più grande di un meteorite, forse un bolide spaziale.
La traiettoria era quasi orizzontale ed è stato possibile ammirarlo per almeno 3/4 secondi.
Purtroppo al momento non ci sono pervenute immagini a documentazione dell’evento, ma chi l’ha visto sostiene che si sia trattato di una visione molto affascinante.

Fonte: Express-news

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Sting, concerti in Italia nel prossimo luglio

February 25, 2012 1 comment

Il cantante suonerà a Piazzola sul Brenta, Taormina e Perugia.
Torna in concerto in Italia Sting. Il leggendario e istrionico cantante suonerà in tre suggestive località del nostro paese nel prossimo mese di luglio. L’ex leader dei Police, classe 1951, si esibirà il 10 all’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta (PD), il 13 al Teatro Antico di Taormina (ME) e il 15 al Parco Santa Giuliana di Perugia, in occasione dell’Umbria Jazz Festival.
Il musicista e attivista di Newcastle sarà accompagnato sul palco dal suo storico chitarrista Dominic Miller e da una band formata da David Sancious alle tastiere, Vinnie Colaiuta alla batteria, Peter Tickell al violino elettrico e Jo Lawry come seconda voce. Sting, che nel 2010 ha pubblicato “Symphonicities”, album in collaborazione con la Royal Philharmonic Orchestra, porterà sul palco il meglio dei suoi successi. Un altro modo per celebrare il 25esimo anniversario della sua carriera solista dopo l’uscita di “25 years”, il cofanetto raccolta dei brani più importanti della sua carriera.
I biglietti per i tre concerti italiani potranno essere acquistati dagli iscritti al fan club ufficiale di Sting, dalle 10 di sabato 25 alle 15 di lunedì 27 febbraio. La vendita libera partirà il 29 febbraio, dopo due giorni dedicati ai soci di My Live Nation.

Fonte: TMNews

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Iran, minacce taglio esportazione oro nero in altri paesi Unione europea

February 20, 2012 Leave a comment

Stavolta e’ ufficiale: l’Iran ha interrotto la vendita del suo oro nero alle compagnie petrolifere francesi e britanniche e minaccia di fare lo stesso anche per Italia, Portogallo, Spagna, Germania e Olanda: lo ha annunciato oggi il portavoce del ministero iraniano del Petrolio, Alizera Nikzad.
“La vendita di petrolio alle compagnie britanniche e francesi è stata arrestata”, ha detto il funzionario iraniano, aggiungendo che valutera’ di intraprendere la stessa misura drastica anche contro l’Italia e altri quattro paesi dell’Unione Europea.
La decisone e’ stata presa in rappresaglia alle sanzioni imposte all’Iran dall’Occidente. Le sanzioni Ue imposte a gennaio hanno l’obiettivo di obbligare Teheran a fornire piu’ informazioni sul suo programma nucleare.
I paesi occidentali ritengono che l’Iran abbia l’intenzione di produrre armi nucleari, assunzione che Teheran nega a tutti i costi, sostenendo di produrre energia a scopi civili.
La Repubblica islamica esporta 2,2 milioni di barili di greggio al giorno, il 18% dei quali si distribuisce nei mercati europei, secondo i dati dell’Amministrazione dell’Informazione di Energia degli Stati Uniti.
Il mondo consuma circa 89 milioni di barili di greggio al giorno. Gli analisti sostengono che la settimana scorsa se l’Iran avesse sospeso l’invio di petrolliere ad alcuni paesi europei, come sembrava dai primi report, l’impatto sarebbe stato immediato, facendo schizzare al rialzo i prezzi del petrolio.
Dopo la diffusione della notizia, il Brent di Londra e’ salito ai massimi di seduta a quota $121 al barile, mentre il contratto WTI si e’ attestato in area $105, a solo l’8% di distanza dai massimi post-recessione toccati il 2 maggio 2011 (poco sotto $115).
Intanto una squadra di ispettori dell’Onu e’ arrivata oggi a Teheran per colloqui sul contoverso programma nucleare. L’Unione europea ha irritato Teheran lo scorso mese quando ha deciso di imporre un embargo sul petrolio iraniano dal primo luglio.
Da parte sua l’Iran, il quinto esportatore di greggio al mondo, ha risposto minacciando di chiudere lo Stretto di Hormuz, la maggiore via di trasporto del greggio.

Fonte: Wall Street Italia