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ISON, novità dalla vagabonda cosmica dell’anno

October 10, 2013 Leave a comment

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Lo scorso 1 Ottobre la cometa ISON ha varcato l’orbita di Marte, dirigendosi a grande velocità verso la nostra stella. Questa vagabonda cosmica, attesa da circa un anno da astronomi e appassionati, sta cominciando a fornire una serie di indicazioni che potrebbero delinearne il futuro. Ma quali sono le possibilità più plausibili? ISON transiterà il prossimo 28 Novembre, data del perielio, a 1,2 milioni di Km dal Sole. Non è ancora chiaro se l’astro chiomato riuscirà a passarne indenne, ma le ultime indicazioni dopo il passaggio lungo la cosiddetta linea di gelo, dicono che C/2012 S1 non sarà sicuramente la cometa del secolo. Ciò non vuol dire che essa sarà un autentico flop, ancora non è dato saperlo, ma le previsioni ottimistiche di qualche mese fa sembrano ormai archiviate. ISON non brillerà come la Luna piena e non sarà visibile in pieno giorno. Gli astronomi sperano, tuttavia, che il suo passaggio indenne possa generare un avvenimento celeste ugualmente interessante. “Uno show spettacolare è certamente possibile, ma non sarà ciò che aspettavamo“, spiegano gli esperti. “E’ molto più probabile che ISON rappresenti una delle comete più brillanti degli ultimi anni, e grazie alla comunità astronomica mondiale, una delle più osservate nella storia“, dicono i ricercatori della campagna di monitoraggio CIOC.  Un altro punto a sfavore della cometa, sono le sue dimensioni. Nonostante alcune stime sostengano che il suo diametro sia di 5 Km, le ultime immagini suggeriscono un nucleo compreso tra 0,2 e 2 Km. Dimensioni che metterebbero a dura prova la sua esistenza al passaggio radente.  Ciò che è certo, e che si tratta di un corpo ben lontano dalle vagabonde giganti che in passato hanno interessato il sistema solare interno. Un esempio tra questi fu la cometa Hale Bopp, che con i suoi 30 Km di diametro illuminò i cieli notturni della Terra nel 1997.
UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER LA SCIENZA – ISON rappresenterà, a prescindere, una grande opportunità per la ricerca scientifica. La maggior parte delle comete radenti si rende visibile ai radar soltanto poche ore prima di tuffarsi nella calda atmosfera esterna solare, mentre C/2012 S1 permetterà di monitorarne l’evoluzione e conoscere la composizione di questi avanzi ghiacciati del sistema solare. Inoltre, ISON è al suo primo viaggio dalla nube di Oort, rappresentando una cometa radente dinamicamente nuova. Per usufruire di questa opportunità, il CIOC sta coordinando una campagna di osservazione globale che si avvale di una serie di attività sia terrestre che spaziale.
NESSUN PERICOLO PER LA TERRA – La cometa non rappresenta un pericolo per la Terra. La sia distanza dal nostro pianeta sarà di ben 64 milioni di chilometri, e se anche dovesse frammentarsi, i suoi resti continuerebbero il viaggio lungo la linea dell’orbita. “Durante una rottura, i frammenti di una cometa non volano in direzioni diverse, come accade sui set cinematografici“, spiega il video rilasciato dagli operatori del telescopio spaziale Hubble. “Essi si staccano, ma continuano a viaggiare lungo il percorso della cometa madre. Quindi tutti i frammenti rimarrebbero lontano da noi, a milioni di chilometri di distanza“.
In definitiva, ISON potrebbe rendersi visibile già a fine Ottobre attraverso l’ausilio di un binocolo. Un evento comunque interessante, in attesa di conoscerne le sorti al passaggio radente con il Sole. Non è ancora possibile stabilire se l’astro sarà poi visibile anche ad occhio nudo nel mese di Dicembre, ma se riuscisse ad esserlo, sarà visibile nel cielo occidentale subito dopo il tramonto. Gli osservatori dell’emisfero settentrionale avrebbero una visione nettamente migliore di quello australe. Ed è anche per questo che attenderemo con grande trepidazione i prossimi aggiornamenti.

Fonte: MeteoWeb

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ISON, recente scoperta di una nuova cometa possibilmente visibile a occhio nudo

September 27, 2012 Leave a comment

Sembra che il 2013 sarà un anno molto promettente per vedere delle comete ad occhio nudo, vista la recente scoperta di una nuova cometa che passerà molto vicino al Sole e potrebbe mettere in mostra una gigantesca coda di gas, polvere e ghiaccio, ben visibile anche senza telescopi. La cometa si chiama C/2012 S1 (ISON), dato che è stata scoperta dal team Russo del ISON (International Scientific Optical Network). Attualmente si trova circa alla distanza dell’orbita di Giove. Ma secondo le proiezioni dovrebbe arrivare a meno di 2 milioni di km dal Sole al suo perielio, il 28 Novembre 2013. Ernesto Guido e Giovanni Sostero, dell’Osservatorio Remanzacco, insieme al loro collega Nick Howes, dell’UK, hanno scattato immagini della cometa usando il telescopio RAS nel Nuovo Messico e hanno dichiarato che “Secondo la sua orbita, la cometa potrebbe diventare visibile ad occhio nudo nel periodo tra Novembre 2013 e Gennaio 2014. E potrebbe raggiungere un magnitudo negativo alla fine del Novembre 2013.”
Questa nuova cometa si aggiunge alla cometa C/2011 L4 PanSTARRS, che dovrebbe arrivare entro 45 milioni di km dal Sole il 9 Marzo 2013, e teoreticamente dovrebbe bastare per creare una chioma molto brillante. Questa cometa sarà visibile durante il passaggio a perielio,ma nell’emisfero sud del pianeta, mentre la cometa ISON dovrebbe essere visibile a quelli che si trovano nelle latitudini medie dell’emisfero nord.
In questo momento, la cometa ISON ha un magnitudo +18 e soltanto i telescopi molto grandi riescono a vederla. La grande domanda è ovviamente quando diventerà grande nel cielo e quando sarà visibile durante il giorno. Per queste domande bisognerà aspettare ancora. 2 milioni di km dal Sole però sono incredibilmente poco e se la cometa rimane intatta potrebbe raggiungere magnitudini negativi da -11 a -16. Per fare un paragone, il magnitudo massimo della Luna è -12.7!
Ma questo succederà soltanto se la cometa non andrà in frantumi. Le comete possono essere molto imprevedibili e altre che si sono avvicinate tanto al Sole, come la famosa Cometa Elenin nel 2011 o la Cometa LINEAR nel 1999, o la Cometa Kohoutek nel 1973, non sono riuscite ad arrivare neanche vicino alla luminosità e visibilità previste.
Dall’altro canto, abbiamo visto tutti come la Cometa Lovejoy, quest’anno, è riuscita a a sopravvivere ad un incontro due volte più ravvicinato con il Sole. Nel 2007 la Cometa McNaught diventò visibile ad occhio nudo anche di giorno (raggiunse il magnitudo -5.5) Ed era a ben 24 milioni di km dal Sole.
La scoperta della cometa C/2012 S1 (ISON) è stata fatta da Vitali Nevski, dalla Bielorussia e da Artyom Novichonok, di Kondopoga, Russia. Hanno usato un telescopio riflettore da 0.4 metri posizionato vicino a Kislovodsk, in Russia.

Fonte: Link 2 Universe

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