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“Natural Traces”, mostra di Andreas Senoner e Zachari Logan presso Isolo17 Gallery di Verona

January 18, 2019 Leave a comment

natural traces by zachari logan e andreas senoner

by Zachari Logan e Andreas Senoner
a cura di Jessica Bianchera e Sotirios Papadopoulos

Dal 05 gennaio al 28 febbraio 2019
Opening: 05 gennaio ore 18

Isolo 17 Gallery presenta Natural Traces, bi-personale degli artisti Zachari Logan e Andreas Senoner, entrambi impegnati in una ricerca che intreccia corpo e natura seppur con media differenti: rispettivamente il disegno e la scultura.
La ricerca di Logan veicola attraverso il disegno una particolare attenzione per le tematiche del corpo, del rapporto uomo-natura e della metamorfosi, prospettandoci una singolare fase dell’evoluzionismo umano in piena controtendenza rispetto alla totale sopraffazione che la nostra specie sta perpetuando nei confronti della natura. Assistiamo così a una singolare metamorfosi in cui i corpi – umano e vegetale – si fondono e si confondono, mutano l’uno nell’altro, recano le tracce di una vita simbiotica. Nella serie di pastelli blu, tra i petali di fiori scopriamo occhi che ci osservano e ai boccioli si sostituiscono piedi, dalle radici di forme erbacee si evolvono braccia e dalle loro foglie emergono bocche. I lavori di Logan sembrano fogli di un erbario fantascientifico, il frutto di lunghi e minuziosi studi su nuove specie mutanti; un racconto, una narrazione estremamente sottile e poetica.
Il lavoro di Senoner si legge, invece, nella terza dimensione: le sue figure, caratterizzate da una forte tensione emotiva, raccontano un’umanità smarrita nel mondo contemporaneo eppure intrisa di una ieraticità che le carica di un senso antico ed eterno. Le opere di Senoner veicolano una misurata metamorfosi delle forme, che nella scultura trova un mezzo privilegiato, e indagano una memoria biologica e neurologica che trascende la finitezza del corpo facendo propri gli studi del biologo e neurologo Richard Semon sulle tracce che ogni evento esterno lascia nella memoria cellulare di ogni individuo e sulla possibilità che queste si possano trasmettere di generazione in generazione. Non a caso il materiale prediletto dall’artista per le sue realizzazioni è il legno. Il legno è infatti l’elemento di natura, il luogo in cui si accumula la memoria, in cui è possibile leggere le tracce del tempo, prima, durante e dopo il processo artistico. (J.B.)
Affinché l’arte non diventi un paravento dietro cui rifugiarsi, affinché le verità si rivelino attraverso i segni che l’artista devoto alla sua Arte lascia nel nostro subconscio, esiste la speranza di un domani carico di conoscenza e ottimismo. Natural Traces è il risultato dell’instancabile ricerca interiore di due artisti che, ognuno a suo modo, hanno respinto le strade dell’errore e del caso per dedicarsi pienamente al proprio pensiero. Un pensiero insieme lucido e appassionato che investiga temi universali: la natura, la personalità, la passione, la metamorfosi. Sono queste le tracce che Zachari Logan e Andreas Senoner lasciano, elaborando i propri sentimenti attraverso l’unicità irripetibile dell’esperienza individuale sotto il segno indelebile dell’eleganza e della bellezza senza tempo. (S.P.)

ISOLO 17 Gallery
Via XX Settembre 31/b
37129 Verona
http://www.isolo17.gallery

” The left hand in the space oddity”, personale di Mattia Sinigaglia presso Isolo17 Gallery di Verona

December 14, 2018 Leave a comment

mattia senigallia verona

Sabato 15 dicembre, alle ore 18, inaugura presso Isolo17 Gallery la mostra personale di Mattia Sinigaglia The left hand in the space oddity. Il progetto, a cura di Eva Comuzzi e nato in collaborazione con Myhomegallery, che ha selezionato l’artista nel corso del Premio Ora (https://www.premio-ora.it/2017/ ), vedrà l’allestimento di una ventina di lavori fra dipinti e disegni, che riflettono attorno al tema della tensione e dualità. Il titolo fa infatti riferimento alla sindrome della mano aliena, una patologia rara che può insorgere in seguito a danni del lobo frontale, incapace di mettere in dialogo gli emisferi cerebrali. Ci si ritrova così con una delle due mani (solitamente la sinistra), che agisce in maniera autonoma e, nella maggior parte dei casi, violenta o autolesionista. Questa situazione diviene pertanto metafora per l’artista per rappresentare i forti conflitti inconsci generati dalle lesioni che continua a subire – e che ci infligge – la società in cui viviamo. “Così come esiste una sindrome della mano aliena per l’individuo”, afferma Sinigaglia, “anche la collettività sembra poter soffrire di questa duplice realtà”. Una condizione che provoca un forte senso di ambiguità, spaesamento, sospensione, incomprensioni, presente nelle opere in mostra.

“Il lavoro di Mattia Sinigaglia ci ha colpito per l’immediatezza del messaggio e la forte impronta personale che ritroviamo nelle sue opere. Mattia utilizza un linguaggio che racchiude in sé la classicità ma la riscrive in modo imprevedibile, con effetti che per certi versi possono sembrare ‘psichedelici’. Ci ha affascinato molto la profondità con cui un artista così giovane riesce ad affrontare e raccontare temi di grande spessore e ci piaceva l’idea di coinvolgere un artista che si è formato a Venezia, per portarlo nella nostra città, Verona.” (Myhomegallery)

Mattia Sinigaglia è nato a Sirmione nel 1989, vive e lavora a Venezia.
Ha studiato Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia laureandosi nel 2018, sotto la guida del Prof. Carlo Di Raco. Fa parte del collettivo FONDAZIONE MALUTTA.
Una parte fondamentale che caratterizza il suo lavoro più recente consiste nel rielaborare alcuni aspetti di grandi opere del passato a lui più affini. Dipinti che lo affascinano per la loro visione introspettiva ma al contempo statuaria e solenne e che rispecchiano in maniera semplice e profonda una situazione umana al di là di epoche e costumi, e quindi sempre attuali. Le figure, decontestualizzate e sospese in nuovi scenari metafisici, trasmettono quel senso del mistero e dell’ambiguità propri delle antiche conoscenze ermetiche. Gli occhi, soggetto costante degli ultimi lavori, simbolo per molte culture del Sole e della Luna, vengono rievocati, anche metaforicamente, nelle figure di Adamo ed Eva e nei volti enigmatici ed androgini che rimandano alla figura del rebis e alla sua doppia natura che ha saputo mettere in dialogo attraverso un processo di trasformazione.

Mattia Sinigaglia – The left hand in the space oddity
16.12.2018_03.01.2019

ISOLO17 GALLERY
Via XX Settembre, 31B
37129 Verona