Archive

Posts Tagged ‘India’

India, grave inondazione per lo straripamento del Brahmaputra

July 5, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Un’intensa fase di maltempo si sta abbattendo in questi giorni nel nord-est dell’India, ove è in atto una fase di pioggia intensa collegata alla stagione dei monsoni. Inondazioni e smottamenti hanno causato circa 80 vittime tra la fine di Giugno e i primi giorni di Luglio, secondo le autorità locali e più di 2 milioni sono stati sfollati dalle proprie abitazioni.
Lo Stato di Assam sta effettivamente sperimentando la peggiore inondazione degli ultimi otto anni, con la stagione monsonica che ha subito una brusca accelerazione proprio in concomitanza dell’ultima settimana di Giugno. Il fiume Brahmaputra e più di 40 affluenti hanno rotto gli argini e migliaia di case, per lo più costruite in bambù e paglia, sono state completamente spazzate via dalle piogge torrenziali.
Pesanti piogge che hanno inoltre determinato l’interruzione della corrente elettrica a seguito dell’abbattimento di alcuni pali dell’elettricità e il grande quantitativo di pioggia ha anche invaso strade e ponti, creando disagi notevoli.
Anche se ora le condizioni del tempo sono migliorate, l’allerta inondazioni resta alta per via del deflusso dell’acqua, che risulterà presentarsii estremamente notevole. Di seguito ecco le foto dell’inondazione che ha colpito il nord-est dell’India.

Fonte: Meteo Portale Italia

Categories: Cronaca, Warning Tags: , ,

India, aggiornata sentenza d’appello per la miniera Vedanta

April 20, 2012 Leave a comment


Torna sotto i riflettori una delle miniere più controverse al mondo dopo che in centinaia hanno protestato contro i tentativi di far riaprire gli scavi sulle colline di Niyamgiri, in India.
I Dongria Kondh e i sostenitori di Niyamgiri hanno espresso pubblicamente la loro “sentenza” nello stato di Orissa, confermando la propria determinazione a non permettere attività minerarie sulla loro montagna sacra.
Il meeting della tribù si è tenuto in concomitanza con data fissata per la sentenza dell’appello inoltrato alla Corte Suprema di Delhi dai fautori della miniera, con l’obiettivo di capovolgere il verdetto con cui, nel 2010, fu vietato alla compagnia Vedanta Resources di aprire una miniera di bauxite a cielo aperto sulle colline di Niyamgiri.
Tuttavia, l’udienza è stata aggiornata dalla Corte Suprema dell’India a data da destinarsi.
Appena dopo l’annuncio del rinvio, l’attivista indiano Prafulla Samentra, dell’Alleanza Nazionale per i Movimenti dei Popoli, ha parlato con Survival: “Spero che la Corte Suprema confermi la decisione precedente del Governo di non aprire la miniera a Niyamgiri. È nell’interesse della protezione delle risorse naturali e dei popoli tribali.”
A chilometri di distanza, sulle colline di Niyamgiri, due anni dopo la storica sconfitta inflitta a Vedanta dai Dongria Kondh, i manifestanti continuano a sostenere la loro posizione in modo molto chiaro.
“Quelli che combattono per i loro diritti vengono picchiati e incarcerati. Ma ora noi Dongria siamo qui tutti uniti per resistere. Stiamo combattendo per il nostro popolo, per la nostra terra ancestrale, per Niyamgiri” ha detto Dodhi Sikaka, un anziano Dongria.
“Rinviando ancora la decisione, i giudici della Corte Suprema lasciano pendere una spada di Damocle sulla testa dei Dongria” ha dichiarato Stephen Corry, direttore generale di Survival International. “Ma domenica i Dongria hanno espresso la loro propria sentenza, nel corso di una riunione pubblica durante la quale hanno promesso di proteggere la montagna sacra. Qualunque cosa deciderà la corte di Delhi, nelle colline di Niyamgiri la decisione dei Dongria è già presa, ed è molto chiara.”

Fonte: Survival

Categories: Civiltade Tags: , ,

India, nessuna censura per le comunicazioni interattive

February 15, 2012 Leave a comment

Il ministro delle Comunicazioni Kabil Sipal assicura: nessun governo indiano avrà mai intenzione di oscurare i social media. Che dovranno però obbedire alle leggi nazionali per la rimozione di contenuti blasfemi
Roma – “Voglio dirlo una volta per tutte, senza alcun dubbio, nessun governo dell’India censurerà mai i social media”. Parola di Kapil Sibal, attuale ministro delle Comunicazioni nel governo di Nuova Delhi. Intervenuto nel corso di un summit sull’IT a Mumbai, Sibal ha negato con fermezza l’intenzione di oscurare le grandi piattaforme del web.
“Non ho mai voluto censurare i social media – ha continuato Sibal – e nessun governo vuole farlo. Ma come accade per la stampa e i media elettronici, devono obbedire alle leggi della nostra nazione”. Il riferimento è alla recente ordinanza con cui un giudice di Nuova Delhi ha costretto società come Google e Facebook a far sparire contenuti ritenuti blasfemi.
Dunque, le autorità indiane non hanno intenzione di oscurare – in stile cinese, come effettivamente ammesso in precedenza – social network e piattaforme di blogging. I responsabili di aziende come Yahoo! e Google hanno già provveduto all’eliminazione di materiale in spregio ai principi religiosi dei vari credo.

Fonte: Punto Informatico

Terra, probabili antiche popolazione di giganti vissute sul pianeta

La notizia è apparsa negli utlimi giorni sul sito: www.express-news.it riportante quella che viene ancora definita una leggenda da parte della scienza ufficiale, che riguarda la popolazione dei giganti vissuti sulla Terra fino a circa 12000 anni fa. Di questo argomento se ne è occupata anche la trasmissione scientifica ‘Voyager’ di RAI2 e in quella occasione sono state date notizie di storie tramandate dai popoli più antichi fino ai nostri giorni. In realtà pare che esistano delle prove inconfutabili, facilmente rintracciabili sul web, dell’esistenza di questi colossi umani, alti fra i 2,50cm ai 3 metri e più. Di recente impressione è stata anche la notizia di una gigantesca, è il caso di dirlo, orma, impressa in una roccia rinvenuta in Sud Africa, è stata già denominata come ‘l’impronta di Golia’. Tale orma di gigante è stata trovata in un bosco al confine fra lo Swaziland e lo Stato Sud africano e nel video che segue, lo scrittore Michael Tellinger, mostra con orgoglio l’impronta ritrovata: http://www.express-news.it/misteri/in-tempi-remoti-la-terra-era-popolata-da-giganti/

È stato calcolato che l’impronta misuri ben 120cm di lunghezza ed è impressa in una roccia di granito e secondo la attuali teorie, tale tipo di roccia si è formata sulla Terra, tra i 200mila ed i 3 miliardi di anni fa. Nell’immagine impressa si notano distintamente le cinque dita e la conformazione di un piede umano, ma non solo, in questo caso l’alluce mostra una maggiore forza d’impressione così come accade nelle normali orme umane quando si cammina ad esempio a piedi nudi sulla sabbia o su di un qualunque terreno morbido. Alcuni ricercatori concordano sul fatto che impronte simili sono state ritrovate in altre parti del nostro pianeta, come ad esempio in India e Australia. La scienza ufficiale vuole come al solito liquidare la questione dando una spiegazione piuttosto fuorviante, asserendo che tali formazioni sono spiegabili con i movimenti delle placche tettoniche e che quindi in una lastra di granito, scivolando su rocce più dure, può rimanere scolpita in modi che appaiono a volte straordinari.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo


Categories: Archeo Tags: , , ,

Pavone nell’Islam, bellezza della natura

January 4, 2012 Leave a comment

I miei primi pavoni sono arrivati al Bled Taous (trad. Fattoria dei Pavoni) e resto incantato ad ammirarli in tutta la loro magnificienza e regalità. Scrivo di loro oggi perchè sono affascinato dalla loro storia e dal loro legame, a volte profondo, con l’Islam. Il pavone è originario dell’India ma si trova in natura anche nelle foreste dello Sri Lanka, nelle vicinanze di sorgenti d’acqua. Venne, nell’antichità, importato in Grecia e in seguito in tutta l’Europa. Tutti riconoscono il pavone per la sua bellezza senza pari, la sua spettacolare ruota coloratissima composta da oltre 150 piume e il suo aristocratico portamento. In arabo è chiamato Taous. Si racconta che vada alla ricerca di cibi avvelenati ed è per questo che anticamente i ricchi lo allevassero nei loro palazzi per scongiurare complotti omicidi. Nel reame marocchino si racconta che la Terra è un pavone e il Marocco è la sua coda perchè nel pavone non vi è nulla di più bello della coda che brilla di 1000 colori. Alcuni oulemas (teologi islamici) dicono che Iblis faceva parte degli angeli e che era il pavone degli angeli, il più bello, devoto e pio, prima di diventare diavolo. Importante ricordare che in Marocco tutti cercano le ceramiche dette “Tawss coda di pavone”. Si tramanda la storia che fu Alessandro il Grande ad importare dall’India, dove venne ferito, altri dicono dall’Iran, queste preziose ceramiche colorate. Le portò con se quando compì il suo periplo di guerra, dopo la Macedonia sino alla sua sepoltura a Baghdad, in Irak. Vinse tutte le potenze dell’epoca, sempre accompagnato da questi preziosi manufatti che ricordavano il pavone. In generale, il pavone simbolizza il potere e l’eternità  perchè le sue piume vengono rinnovate ogni anno. Nella simbologia alchimistica  musulmana quando il pavone fa la ruota, simbolizza l’universo, la luna o lo zenith. Esiste una relazione tra la danza rotatoria dei dervisci di Jalal Dine Arroumi (Mewlana) e questa ruota.  I sufi dicono che i suoi colori rappresentano la vanità e l’orgoglio di questo mondo e la sua coda a ventaglio rappresenta lo spirito. Una leggenda racconta che Dio fece uscire il gruppo che partecipò al Peccato originale di Adamo inviandoli sulla Terra: Adamo atterrò in India e pianse per 100 anni i suoi peccati mentre Eva si trovò a Jedah, in Arabia Saudita, il serpente poi a Ispahan in Iran con  l’angelo-pavone che aiutò Satana ad entrare in Paradiso (secondo Al Azzawi nel 1935 e Lescot nel 1938). Dio tolse la voce al pavone, inibì il suo movimento e distrusse la luminosità del suo piumaggio. Dopo, l’angelo-pavone si pentii dei suoi peccati piangendo per 7.000 anni bruciando sul fuoco dell’Inferno. Pavone è anche il termine usato per identificare gli inventori delle false religioni, Tawawiss, mentre gli angeli sono chiamati Nawamiss (sing. Napouss). Il pavone venne dipinto e scolpito su molti supporti tra le due rive del bacino meditteraneo ed è sempre stato identificato come l’uccello del Buddha Amithaba in Tibet, simbolo di immortalità in India così come tra i musulmani Moghol che regnarono in India e che fondarono la capitale attuale Delhi. È  simbolo di pace e di prosperità in Cina e in Vietnam. Tra i buddisti del Nepal è legato alla dea Mahama Yuri che protegge i viaggiatori contro gli otto pericoli del viaggio, tra cui il serpente. Il legame con il numero 12 deriva dai 12 disegni che rappresentano il pavone e tutti i 12 anni era prevista una danza con un sacrificio umano, un serpente, una rondine e un piccione, gettati nel fuoco.  Raffigurazioni del pavone si trovano nell’arte bizantina legato all’idea del potere ( a Palermo), ma il pavone si erge a simbolo dell’eternità, a lato della croce oltre ad essere citato nella Bibbia con il re Salomone. Tra i libici è considerato come un animale sacro mentre è considerto tra i greci come l’animale sacro di Giunone. In Siria si trova rappresentato su alcuni manufatti del XII° secolo e tra la setta degli Yazid, di etnia curda, il pavone venne adottato come simbolo nel XII° secolo, ma i sunniti li tacciarono di essere adoratori del Dio Pan che è un diavolo.  Questa setta è presente in Irak, in Turchia, in Siria, in Armenia e in Iran e furono proprio gli adepti di questa setta  che misero sulla tomba di Addi ben Mossafir un pavone come segno di rispetto e di riconoscenza. L’angelo-pavone è chiamato dagli yazdani Pak o l’Essere Supremo. Dall’epoca in cui l’Iran diventò Sasanide questo uccello rappresenta il potere con il Drago-Pavone mentre in letteratura è Vizir. L’iraniano Faid Addine Al Attar nel suo libro “Dialogo degli uccelli” considera il pavone come l’uccello del Paradiso. Gli iraniani lo citano nei loro poemi con Elias Mahdi. Nell’interpretazione dei sogni secondo Ibn Sirin, il pavone rappresenta un Re nobile ma non arabo. Tante storie, leggende, racconti, che accompagnano da secoli la vita di questo splendido e prezioso animale, simbolo di vanità  e affascinante esempio di come la natura abbia forgiato in un uccello la sintesi della Bellezza.

Fonte: My Amazighen

Categories: Araba Tags: , ,

Albero di Natale, simbolo cosmico

December 16, 2011 Leave a comment

Questa volta la facciamo facile, facile… Non è un mistero per nessuno che l’albero rappresenti un simbolo e non è un’idea di un qualche assessore all’urbanistica. Gli alberi, infatti, fortunatamente sono comparsi su questo pianeta molto prima degli assessori. E, anche se ci stiamo impegnando a distruggerli, finiranno molto dopo…
L’Albero è da considerarsi una sorta di “cattedrale” delle culture animiste più antiche e il suo culto è tuttora piuttosto diffuso. Presente in tutte le religioni arcaiche, è l‘albero cosmico della mitologia germanica (e la tradizione del nostro abete natalizio prende piede proprio dai germani), ma anche l’albero indiano dei Veda, l’albero della Vita persiano e biblico, e così via…
D’altronde, si tratta di un elemento che si presta: rappresenta la vita, dà alimento e rifugio, purifica l’aria che respiriamo, collega terra e cielo, ha a che fare con tutti e quattro gli elementi, affonda solide radici nella Terra Madre e si eleva, con una struttura piramidale, verso le gerarchie celesti (e le conifere si prestano perfettamente a tale lettura).
Chi ha viaggiato nell’India del Nord, in Asia Centrale, in Cina, in Tibet, in Siberia e in diversi Paesi africani, avrà sicuramente notato che alcuni alberi – in genere i più antichi o maestosi – sono oggetto di culto: vengono legati sottili fili intorno al tronco per accendervi incensi e infilarvi ghirlande di fiori; alla base dell’albero vengono deposti fiori, cibo, lumi accesi. Una tradizione ancor viva un po’ in tutto il mondo.
Su una tavoletta babilonese molto antica (1850 a.C.) è raffigurato un albero stilizzato, ai cui rami sono appese delle losanghe che raffigurano gli astri mentre, alla sommità, è raffigurato il Sole, che domina. Si tratta certamente del più antico albero di Natale finora rinvenuto (ricordiamo che a Babilonia il Dio Sole Samash era festeggiato il 25 dicembre). Si sa comunque che i babilonesi usavano anche decorare l’albero appendendovi diverse varietà di frutti.
Celti, Sassoni, Normanni portavano alberi in casa per tener lontani gli spiriti cattivi, gli Egiziani vi portavano le palme e i Romani gli abeti. Come segno di venerazione verso gli alberi consacrati, gli antichi erano soliti appendere mele e altri frutti come offerte alle divinità. La tradizione era estesa in tutto il nord Europa: per ringraziare la terra della sua generosità, e in segno di buon auspicio per i successivi raccolti, i contadini appendevano sugli alberi i frutti dei loro raccolti. Gli antichi Germani appendevano anche pietre ai rami delle querce, per far tornare gli spiriti fuggiti con la caduta delle foglie. Successivamente, gli alberi si arricchirono di frutti colorati, ghirlande, e candeline.
La prima ripresa di questa antica usanza viene documentata a Strasburgo, in Germania, nel 1539, ma pare che fino all’Ottocento sia rimasto un semplice fenomeno locale. In questo secolo, fabbricanti germanici e svizzeri cominciarono a produrre ninnoli di vetro soffiato, gli americani successivamente aggiunsero l’idea delle lampadine. Poi, nel 1840, la duchessa di Orléans, imitando l’ambasciatore asburgico, fece addobbare un enorme albero nel giardino delle Tuilleries a Parigi, e la moda dilagò così tra tutte le corti europee.

Fonte: Adea Edizioni

Climate Summit for a Living Himalayas, accordo per il clima

November 28, 2011 Leave a comment

Si sono incontrati al “Climate Summit for a Living Himalayas” di Thimphu
Paesi del tetto del mondo insieme per collaborare ad un accordo sul clima: in assenza di un patto globale India, Bangladesh, Nepal e Bhutan hanno concordato di lavorare insieme per affrontare gli effetti nocivi dei cambiamenti climatici nella regione
I quattro paesi si sono incontrati al “Climate Summit for a Living Himalayas” di Thimphu (Bhutan) per discutere insieme importanti questioni come sicurezza alimentare e risorse idriche. Per India, Bangladesh, Nepal e Bhutan risulta infatti fondamentale per l’irrigazione e il sostentamento alimentare, l’apporto di acqua dato dalla fusione dei ghiacciai himalayani: un processo che a causa dei cambiamenti climatici, come riporta il New Scientist, dovrebbe subire una drastica riduzione entro il 2050.
Per cercare di arginare il problema, al vertice i quattro paesi hanno sottoscritto un piano di cooperazione regionale su più punti: sicurezza energetica, tecnologie alternative, protezione dei sistemi naturali di acqua dolce, sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza, protezione della biodiversità e uso sostenibile.

Fonte: Ansa

Categories: Green Peace Tags: , , ,

India, stroncato dai critici il film su Hitler e Gandhi

Si tratta dell’opera prima di Rakesh Ranjan Kumar, regista di Bollywood che ha realizzato il tanto contestato film su Adolf Hitler in quanto tacciato dall’opinione pubblica come un simpatizzante delle teorie naziste. Il film che s’intitola ‘Gandhi to Hitler’ è ambientato durante la seconda guerra mondiale ed ispirato a due lettere che Gandhi inviò al Fuhrer. Uno dei siti specializzati in critica cinematografica lo ha così definito: “Vorrebbe essere un inno alla pace nel mondo ma è soltanto una farsa con una trama confusa”.

Carla Liberatore

Antichi manoscritti indiani, foglie di palma svelano leghe metalliche sconosciute

Prima che la scrittura stampata si divulgasse nel mondo, ogni cultura aveva il suo modo di conservare la conoscenza passandola da una generazione all’altra. In India, il sistema più comune era quello di scrivere sulle foglie di palma.
Questo metodo era utilizzato per comunicare diversi argomenti pertinenti a tutti i differenti rami della conoscenza.
In anni recenti, una qualificata minoranza di ricercatori indù si è dedicata a cercare, raccogliere e tradurre antichi testi. Uno di questi ricercatori, lo scrittore e studioso di sanscrito Subramanyam Iyer, ha passato molti anni della sua vita decifrando le antiche collezioni di foglie di palma trovate in un villaggio della sua zona natale di Karnataka nel sud dell’India. Alcuni anni fa, scoprì alcuni antichi testi che descrivevano differenti leghe (con proprietà sconosciute alla scienza moderna) e le loro applicazioni per la costruzione delle fusoliere del velivolo Vedico vimana. Pensando alla possibilità di applicare queste formule nella moderna industria aeronautica, S. Iyer ha scritto al C.S.R. Prabhu, il Direttore Tecnico del Centro Informatico Nazionale, il dipartimento del governo indiano che si dedica alla traduzione di antichi testi e alla ricerca per le applicazioni delle tecnologie riportate su di essi. Nella sua risposta del maggio 1991, Prabhu informò Iyer che aveva iniziato uno studio dei differenti Shastras (testi scientifici Vedici) registrati su foglie di palma e che era già riuscito a preparare alcuni dei materiali descritti. Essi erano leghe metalliche con proprietà molto promettenti applicabili alla moderna scienza e tecnologia.
Così, già nel 1991, esemplari di queste leghe venivano sperimentati ed esibiti, e furono resi disponibili a chiunque fosse interessato ad esse. Secondo i risultati iniziali, sembrava che molti dei materiali fossero sconosciuti ma, avendo proprietà uniche, potevano avere applicazioni in aeronautica, nella tecnologia aerospaziale e nella difesa.
Nel settembre 1992 un giornale nazionale indiano pubblicò un articolo che confermava che gli antichi testi in sanscrito, scoperti un anno prima in un villaggio in Karnataka, una volta tradotti dimostrarono di essere un compendio completo di formule per fabbricare super-leghe con proprietà sconosciute nei tempi moderni.
L’articolo citava C.S.R. Prabhu del Centro Informatico Nazionale che affermava di aver preparato cinque differenti leghe descritte nei testi e stava lavorando su altre. Ogni lega aveva caratteristiche uniche, con precise applicazioni nella moderna metallurgia. Secondo Prabhu, era necessaria ben più che una semplice traduzione per comprendere i testi: dovevano essere decifrati.
Parte del linguaggio usava un sanscrito pre-classico, ma dato che molte delle parole venivano trovate in testi Ayurvedici, fu possibile completare l’interpretazione. Prabhu assicurò che, fino ad allora, testi di quel tipo non erano stati ritrovati in nessuna parte dell’India, e infatti le informazioni che contenevano provenivano da una ricca tradizione orale, probabilmente esistita migliaia di anni prima di venir iscritta su foglie di palma.

Leghe Impossibili

L’articolo continuava dicendo che ad un recente congresso in India, C.S.R. Prabhu fornì una relazione su queste leghe, sostenendo che i campioni preparati secondo le formule ritrovate avevano le stesse proprietà di quelle descritte, e che erano state collaudate non soltanto in India ma anche all’estero. Per esempio, l’Università di San Josè (California) stava conducendo prove con svariati prodotti.
Tra questi materiali, la tamogarbha loha, una lega al piombo, assorbì fino all’85 per cento della luce generata da un laser a rubino. La pancha loha, una lega di rame con piombo e zinco, mostrò una grande malleabilità ed un’ enorme resistenza alla corrosione all’acqua salata – una proprietà non osservata fino ad ora con alcuna lega contenente rame, ma che avrebbe un ovvio utilizzo nella costruzione delle chiglie delle navi.
L’araara tamra, un’ altra lega anticorrosiva, era fragile e molto leggera. Si è trovato che la chapala grahaka fosse un materiale ceramico di alta qualità che, con piccole modifiche, produceva un vetro molto soffice e resistente agli acidi e ai basici. Sinora, secondo l’articolo, sono state decifrate le modalità per fabbricare altri 14 prodotti, due dei quali sembravano essere molto promettenti: bhandhira loha, una lega a prova di suono, e vidyut darpana, un vetro capace di neutralizzare l’illuminazione.
C.S.R. Prabhu ha menzionato che i testi descrivono anche le sezioni di miniere in luoghi differenti e i tipi di minerali che possono essere trovati a differenti livelli, così come i metodi di estrazione e di purificazione. Apparentemente, alcuni dei testi sono stati scritti da Maharshi Bharadwaja, e indicano che la conoscenza dell’alta tecnologia era realmente in possesso degli antichi saggi indiani, ma si perdette nei tempi.
quando ricevetti una copia di questo articolo del 1992, scrissi immediatamente a C.S.R. Prabhu, chiedendogli di confermarmene il contenuto.
La sua risposta fu decisa, e mi informò che attualmente stava cercando di preparare un vetro capace di assorbire il calore solare, e una lega utilizzata nelle fusoliere del velivolo vimana per assorbire 1′eccesso di calore prodotto dall’attrito dell’aria alle alte velocità.
Secondo Prabhu, lui e altri suoi colleghi ricercatori intendono costituire un istituto di ricerca per produrre le differenti leghe menzionate nel Vymanika Sastra.
Essi pensano anche di decifrare i manoscritti relativi ad un altro Shastra, l’Amsu Bodhini il quale, secondo un testo anonimo del 1931, contiene informazioni sui pianeti; sui differenti tipi di luce, calore, colore e campi elettromagnetici; sui metodi utilizzati per costruire macchine capaci di attirare i raggi solari e di separare e analizzare le loro componenti energetiche; sulla possibilità di conversare con persone in località remote ed inviare messaggi via cavo; e sulla costruzione di macchine in grado di trasportare la gente su altri pianeti. Tutto ciò sembra confermare che la scoperta delle moderne tecnologie era già stata raggiunta.
In qualche modo, in qualche posto, queste conoscenze sono state registrate. Dipende da noi il ritrovarle – invece di sostenere che nessun’altra civilizzazione aveva mai raggiunto il nostro livello di superiorità.

(Questo articolo è stato pubblicato in Mas Alla de la Ciencia [Monografia no. 17, giugno 1996], il giornale spagnolo dedicato alle antiche tecnologie).

Robert Goodman

Fonte: Enrico Baccarini Enigma

Categories: Mysterium Tags:

Addio a Sai Baba, il guru più amato dell’India

Muore all’età di 85 anni il grande Sai Baba, celebre guru indiano del nostro tempo, recentemente ricoverato in ospedale da diverse settimane per gravi condizioni di salute. Una moltitudine immensa di fedeli presenti per rendere omaggio alla salma del famoso santone, ammirato da migliaia di persone in tutti i luoghi del mondo, osannato altresì da molte celebrities e leader politici, per molti considerato ovunque un vero e proprio semidio. Non a caso affermava di essere la vera reincarnazione del santo indù Sai Baba De Shirdi, deceduto nel 1918. Al grande profeta gli adepti fedelissimi hanno attribuito poteri sovrannaturali incredibili, i quali durante la sua vita sembra siano stati in grado di compiere miracoli,  materializzare oggetti, non che di curare malattie terminali in casi estremamente drammatici.

by Marius Creati