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Kirk Douglas, muore una grande leggenda di Hollywood

February 7, 2020 Leave a comment

Kirk Douglas_la promenade

Il leggendario attore e produttore, padre di Michael che ha dato la notizia, si è spento a 103 anni. Ha lavorato con tutti i più grandi, da Kubrick in giù

Era il decano degli attori hollywoodiani, il più anziano di tutti, capostipite di una dinastia. Aveva 103 anni Kirk Douglas, padre di Michael che ha dato l’annuncio della sua scomparsa: era malato da tempo e non si vedeva più da aprile. E si è spento . Ed è morto Spartacus, il sindacalista della Roma imperiale. È morto Ulisse, il globe trotter della Grecia omerica. È morto Van Gogh. Sono morti il cinico giornalista dell’«Asso nella manica», il boxeur che nel «Grande campione» non sa accettare la sconfitta, il cacciatore di pelli della vecchia frontiera del «Grande cielo», il produttore senza pietà del «Bruto e la bella» con Lana Turner. È morto l’ufficiale francese pacifista che si oppone alla follia bellica di «Orizzonti di gloria» di Kubrick, è morto il primo cow boy, il Doc Holliday di «Sfida all’OK Corral», e l’ultimo, quello che si scontra col cavallo contro le auto in «Solo sotto le stelle».

È morto con Kirk Douglas l’uomo senza paura di quasi 90 film, un metro e 80 della Hollywood dei sogni. Ed anche il patriarca della dinastia con la fossetta nel mento: se egli vinse solo un Oscar alla carriera nel ‘96, dopo averlo perso per tre volte (tanto che la seconda moglie Anne gliene regalò uno falso), il figlio Michael (gli altri sono Eric, Joel e Peter), a sua volta attore e produttore, ha legato la fama a «Un giorno di ordinaria follia», «Wall street», «Basic instinct». Douglas, con i suoi caratteri ambiziosi e tormentati, è l’esempio classico del “self made actor”, ha servito a tavola per mantenersi agli studi; ha lottato, non solo metaforicamente, prima di affrontare lo show business, cominciando dalla radio e dal teatro (se ne sentiranno gli echi in «Il lutto si addice ad Elettra» di O’Neill e «Zoo di vetro» di Williams). All’anagrafe risultava Issur Danielovitch Demsky, nato ad Amsterdam (New York) il 9 dicembre 1916 da una famiglia poverissima di emigrati ebrei russi, in cui il papà straccivendolo doveva sfamare 7 figli. Altro che cinema. Il peso delle origini (e la riscoperta, in vecchiaia, dopo un pauroso incidente, della fede in Mosè e nella Torah) gli ha fatto inaugurare, nel secondo tempo della sua vita, il lavoro creativo dello scrittore, con un libro di memorie («Il figlio del venditore di stracci») e altri romanzi («The devil’s dance», «The gift», «Last tango in Brooklyn», editi da Sperling & Kupfer. Nei libri trasferisce giusti dubbi, rivendicando le mezze tinte di alcuni suoi personaggi non sempre senza macchia e senza paura. Anzi. Così come rivendica impegni sociali, ideologici ed ecologici contro la guerra e i razzismi di ogni ordine e grado.

Fu bellissimo quando, nel ‘69, diretto da Elia Kazan, recitò il pubblicitario in crisi del «Compromesso», titolo doppiamente biografico in cui sono riassunti i dilemmi esistenziali dell’America ‘70. Ma per la gente Douglas è l’eroe che, in cinemascope e technicolor, lotta contro il mondo intero e spesso soccombe, un ruolo in cui l’attore mette un tocco di moderna ironia: il fiocinatore di «20.000 leghe sotto i mari» di Verne più Disney e il guerriero vichingo Einat cui cavano un occhio, mentre Van Gogh si tagliava l’orecchio, in «Un magnifico ceffo da galera» aveva una gamba sola e nell’«Uomo senza paura» era pieno di cicatrici: sadomasochismi e pene del contrappasso cinematografico. E’ Ulisse nel ‘54 per Camerini con una doppia Mangano (Circe e Penelope), primi tempi della Hollywood sul Tevere; e poi Spartacus (fu l’unico a girare con Kubrick due coraggiosi capolavori), che interpretò, produsse e protesse dagli attacchi isterici della Hollywood della caccia alle streghe, difendendo la sceneggiatura di Dalton Trumbo, nome della “black list” in odor di comunismo, ma licenziando Anthony Mann, che aveva iniziato le riprese. Ha parlato di cinema, col cinema, in compagnia del suo regista di fiducia Minnelli, che lo colorò con le migliori tinte del melodramma «fiction to fiction» nel «Bruto e la bella» e in «Due settimane in un’altra città», dove è un attore sul viale del tramonto a Roma.

Il cinema in realtà lo scoprì col marchio Paramount e su raccomandazione di Lauren Bacall in un ottimo giallo-melò con Barbara Stanwyck «Lo strano amore di Martha Ivers», Hollywood nera del ‘46. Segue una carriera che, senza soste, affronta tutti i generi, in prevalenza l’azione, scegliendo spesso il cinismo dell’uomo senza scrupoli, ma anche la commedia («Lettera a tre mogli» di Mankiewicz, ‘49), la biografia d’arte («Brama di vivere») e quella jazz («Chimere» di Curtiz su Bix Beiderbeck con la Bacall e Doris Day), il film da corsa («Destino sull’asfalto»); il dramma dell’ispettore fanatico in («Pietà per i giusti» di Wyler) del maggiore americano che nella «Città spietata» fa assolvere quattro reclute accusate di stupro. Ha lavorato con i maggiori registi, ciascuno si è fidato e ha vinto: alla grande Billy Wilder col film più spietato sul giornalismo da scoop («L’asso nella manica»); ma anche Frankenheimer che lo pose nel complotto fantapolitico di «7 giorni a maggio» come il colonnello fedele agli States ma scontento di se stesso.

Per il western ebbe una ricambiata passione intinta di senso del nevrotico: non solo fu uno splendido, tisico e alcolizzato Doc in «Sfida all’OK Corral» dichiarando eterna amicizia virile all’amico Burt Lancaster (con cui girò 7 film, fino a «Due tipi incorreggibili» dell’86), ma diresse con gusto anche «I giustizieri del West» nel ‘75. E nel curriculum della prateria non si possono dimenticare il bandito dell’«Occhio caldo del cielo» di Aldrich e il ladro del superbo «Uomini e cobra» di Mankiewicz, variazione sull’avidità dell’uomo. Tema che fu caro a Douglas, tanto che in finale di carriera, oltre ad alcune cose modeste tipo export girate anche in Italia, recitò un feroce zio ricco in «Greedy» con Michael J. Fox, oltre ad apparire in alcuni tv movies e progettare film con i figli, con cui stabilì un solido patto patriarcale, anche se non aveva un carattere facile, nè in famiglia nè sul set. «Mi hanno accusato di volere far sempre il regista» disse al momento di dirigere il suo primo film «almeno questa volta sapranno subito chi è il colpevole».

di Maurizio Porro

Fonte: Corriere Della Sera

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Tom Cruise, star più retribuita di Hollywood

July 25, 2012 Leave a comment

Secondo l’ultima classifica stilata dalla rivista americana Forbes, Tom Cruise, il neo single ora alle prese con il suo divorzio milionario con Katie Holmes, sarebbe la star più pagata di Hollywood.
Per conoscere i sucessi del celebre personaggio, basta pensare che solo la saga Mission Impossible, dal 2011 ad oggi, ha incassato oltre 750 milioni di dollari, che equivale a dire il doppio di Leonardo Di Caprio e Adam Sandler.
Per questo, e per molti altri suoi record di incassi, l’affascinante Tom Cruise ha presieduto dunque il primo posto delle star più pagate di Hollywood su Forbes, seguito da Di Caprio e dal noto Dwayne ”The Rock” Johnson.
Secondo i media americani, però, la notorietà di Tom Cruise potrebbe essere presto offuscata dal suo divorzio con la Holmes, visto che le cose tra i due sono note al mondo intero e, a quanto pare, lui in fatti di comportamenti non sia proprio il massimo.

Fonte: GoLook.it

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Sage Moonblood Stallone, muore il secondogenito dela grande star di Hollywood

July 14, 2012 Leave a comment

Sage Moonblood Stallone, secondogenito di Sylvester Stallone, è stato trovato cadavere nella sua casa di Hollywood: aveva 36 anni. Ancora da accertare le cause del decesso, risalente a ieri: stando a quanto riferito dagli inquirenti, nella villa non sono stati riscontrati segni di scasso nè di violenza.
Il giovane cineasta, una vita trascorsa nell’ingombrante ombra del padre, secondo fonti non identificate, citate dal sito on-line di gossip sullo show-business ‘Tmz’, avrebbe ingerito una dose eccessiva di non meglio specificate pillole, ma non è chiaro se l’overdose sia stata intenzionale ovvero accidentale. In un comunicato diramato dalla sua agente Michelle Bega, il protagonista di ‘Rambo’ si dice “distrutto e sopraffatto dal dolore per l’improvvisa perdita del figlio”, un vuoto che “si farà sentire per sempre; un “rottame”, definisce con malagrazia le condizioni del 66enne attore-regista italo-americano lo stesso ‘Tmz’.
A scoprire il corpo è stata una governante, che avrebbe subito dato l’allarme chiamando non solo la polizia ma anche un’ambulanza, giunta comunque quando ormai da tempo non c’era più nulla da fare. La vittima, che sembra fosse di ritorno a Los Angeles da San Diego, dove aveva visitato ‘Comic-Con’, l’annuale esposizione che costituisce una sorta di stati generali del fumetto mondiale, era nato dal primo matrimonio di Stallone, conclusosi peraltro dopo dieci anni nel 1985: con Sasha Czack, alla quale nella nota l’ex marito rivolge “la propria pietà e il proprio pensiero”.
Sage aveva esordito sul grande schermo proprio al fianco del genitore nel 1990, in ‘Rocky V’, dove interpretava il ruolo del figlio, già toccato in precedenza al fratello maggiore Sergheo. Insieme al padre aveva recitato sei anni più tardi in ‘Daylight – Trappola nel tunnel’, un autentico flop al botteghino. In tutto aveva partecipato come interprete a una quindicina di pellicole, producendone tre tra le quali ‘Vic’, di cui nel 2006 curò anche regia e sceneggiatura oltre a comparirvi in prima persona, ottenendo il premio per il migliore esordiente al Boston Film Festival. “Era un giovane di grande talento, una persona meravigliosa”, il commento finale di Stallone senior.

Fonte: Agi

Charles Durning, muore il re dei caratteristi di Hollywood

January 30, 2012 Leave a comment

Charles Durning, muore il re dei caratteristi di Hollywood

Muore il famoso attore hollywoodiano Charles Durning all’età di 89 anni nel giorno della vigilia di Natale nella sua casa di New York, considerato il re dei caratteristi di Hollywood. Due volte nominato all’Oscar, per la performance in ‘Il più bel casinò del Texas’ nel ruolo di un governatore corrotto e in ‘Vogliamo vivere!’ nel ruolo di un ufficiale nazista, non che una nomination ai Golden Globe per l’interpretazione del tenente di polizia in ‘Quel pomeriggio di un giorno da cani’.
La carriera ha inizio negli anni Sessanta e ha il suo decollo teatrale con il ruolo di sindaco di una cittadina nella commedia ‘That Championship Season ‘ nel 1972. L’anno seguente assume il ruolo di agente di polizia corrotto nel film ‘La stangata’ e da qui una serie di ritratti caratteristici, tra cui quello del Papa Giovanni XXIII.

Marius Creati

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Antartide come una nuova Hollywood

August 24, 2010 Leave a comment

Mentre molte persone si stanno godendo il caldo afoso dell’estate, magari in spiaggia a prendere la tintarella, è curioso pensare che c’è chi queste belle giornate le sta passando a -84,6°C.

I membri del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide, residenti alla Base Italo-Francese Concordia nel cuore del Polo Sud, ne sanno qualcosa di temperature impossibili, ma il freddo non sarà mai abbastanza per scoraggiare l’entusiasmo. Questi ragazzi, hanno festeggiato il Midwinter (la giornata di metà inverno nota per essere in assoluto la più fredda) organizzando numerosi giochi e gare all’aperto, compensando la temperatura facendo un bagno caldo in una vasca (sempre all’aperto) allestita per l’occasione, alla faccia del freddo! Qui il diario della giornata. Adesso, è iniziata l’alba e i sei lunghi mesi di buio stanno per lasciare il posto ad altrettanti mesi di giorno nel deserto bianco.

Tra una pausa lavoro e l’altra, c’è chi trova il tempo addirittura per girare un film. In occasione del 2010 Antarctic International Winter Film Festival, un’iniziativa che vede coinvolte tutte le basi del Polo Sud nella realizzazione di brevi cortometraggi, visualizzabili al seguente link, Boris ha preso le redini della regia e ha girato una parodia horror insieme ai suoi collaboratori. Il corto è un’elogio a grandi classici del Cinema Hollywoodiano ed è il diario di Daniele, uno spietato omicida che non si sa come mai, se per follia o per noia, inizia a uccidere e a schiavizzare i suoi compagni nella base chiamata Discordia, che è poi il titolo dell’opera. Potete leggere l’articolo relativo nel diario di Concordia a questo indirizzo.

Fonte: Noisymag

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