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Maya, calendario più antico contraddice i suoi predecessori

June 21, 2012 Leave a comment

Non poteva essere altrimenti: nell’anno, il 2012, in cui ci si aspetta il verificarsi della profezia Maya sulla fine del mondo, gli archeologi hanno scoperto quelle che sono considerate le più antiche tavole astronomiche dei Maya. Ci trorveremo dentro la conferma dell’apocalisse prossima ventura?
E’ decisamente l’anno dei Maya. Dopo tanto parlare e negare la profezia che vorrebbe la fine del mondo calcata nel 2012 da parte degli studiosi Maya, ecco spuntare da un sito archeologico del Guatemala una serie di tavole astronomiche che risalirebbero al Nono secolo avanti Cristo, molto più antiche di qualunque altro esempio del genere scoperto fino a oggi. Queste tavole sono dipinte sulle mura di una abitazione esattamente nella località di Xultun. Tali resti furono scoperti nel 1912, ma nonostante ciò  gran parte delle rovine è tutt’oggi inesplorata. In particolareè stato scoperto un edificio che era rimasto interrato con tre delle quattro mura quasi perfettamente conservate. Su di un muro ecco la scoperta straordinaria: un sistema astronomico che riprende anche Marte, Venere e le eclissi lunari. Sul muro, iscrizioni e calcoli con diverse correzioni, come se quel muro fosse stato una specie di lavagna usata per calcoli astronomici.
Dunque siamo davanti al calcolo definitivo della fine del mondo? Non esattamente Secondo gli studiosi che stanno analizzando la scoperta, i Maya invece avevano calcolato che il mondo sarebbe continuato a esistere per altri 7mila anni proprio a partire dal 2012. I Maya nei loro studi volevano proprio dimostrare come il mondo sarebbe andato avanti così come loro lo conoscevano: niente sarebbe dovuto cambiare. Di chi dobbiamo fidarci adesso? Dei Maya che prevedono la fine del mondo o dei Maya che hanno fiducia in un allunga e prospera esistenza del nostro pianeta?

Fonte: Yahoo! Notizie

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Maya, rinvenuto antico calendario lunare a Xultún

May 26, 2012 Leave a comment

 

Avviso a tutti i terrestri: la fine del mondo non è poi così vicina. Possiamo tirare un sospiro di sollievo, e tornare piuttosto a interessarci delle soprendenti conoscenze astronomiche del popolo Maya, a cui è dedicato un articolo su Science firmato dal team di William A. Saturno, archeologo dell’Università di Boston. Che, studiando il più antico calendario Maya finora ritrovato, ci conferma tra le altre cose che questa popolazione americana non pensava affatto che la storia si dovesse fermare al 31 dicembre 2012. Le previsioni catastrofiche sulla fine della civiltà umana non si trovano in nessun loro artefatto o disegno, ma sarebbero l’ennesima leggenda metropolitana. Capiamo perché.
Circa un secolo fa è stata scoperta una grande città costruita dal popolo Maya e, di recente, gli archeologi ne stanno svelando i segreti più profondi. Scavando nel vasto e tentacolare complesso di Xultún, in Guatemala, gli studiosi hanno portato alla luce il laboratorio di uno scriba, risalente agli inizi del nono secolo d.C., i cui muri erano adornati da dipinti ancora ben conservati e da centinaia e centinai di numeri scarabocchiati. Molti di questi sono calcoli relativi al calendario Maya.
Su uno dei muri di quella che si pensa sia una casa sono stati trovati strani segni neri, come dei glifi, mai visti prima nei siti archeologici. Alcuni di questi sembrano rappresentare i diversi cicli del calendario Maya, basati su calcoli astronomici. Sappiamo, infatti, che il calendario non contava solo i 365 giorni dell’anno solare, ma anche i 260 giorni del calendario delle cerimoni, i 584 giorni del ciclo del pianeta Venere e i 780 giorni di quello di Marte.
William Saturno spiega che si è trovato davanti ad una grande lavagna dove i matematici Maya studiavano i cicli della loro vita, del mondo e dell’Universo. Nonostante le credenze popolari, nei calendari Maya non ci sarebbero segni evidenti di una previsione della fine del mondo nel 2012, ma soltanto la fine di uno dei loro cicli. Saturno, nel suo studio, paragona i calendari Maya al contachilometri di un auto che, raggiunta una certa cifra, ricomincia da zero.
Più interessante, allora, è ricordare che questo è di gran lunga il più antico calendario Maya sinora ritrovato (tutti gli altri sono di epoche decisamente più vicine), e che potrà quindi aiutare gli archeologi a ricostruire come si sono evolute nel tempo le conoscenze astronomiche di questo popolo.
Lo studio è stato pubblicato online su Science Journal e uscirà sul National Geographic nel mese di giugno.
Per saperne di più: http://m.sciencemag.org/content/336/6082/714

Eleonora Ferroni

Fonte: Nemesis Project Research

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