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Posts Tagged ‘Grecia’

Grecia, vittoria per la destra pro-euro

June 18, 2012 Leave a comment

Le proiezioni ufficiali del voto in Grecia mostrano che il partito conservatore Nea Democratia (Nd) è in vantaggio rispetto alla coalizione di sinistra radicale Syriza. Nd si attesta infatti al 29,5% con 128 seggi, mentre Syriza è al 27,1% e otterrebbe 72 seggi. Terzo posto per Pasok con il 12,3% e 33 seggi, ma un’alleanza dei socialisti con Nea Democratia potrebbe avere comunque la maggioranza in Parlamento. Per formare un governo di maggioranza, una coalizione ha bisogno di almeno 151 seggi sui 300 dai quali è composto il Parlamento. Il leader di Nea Democratia, Antonis Samaras, ha proposto di formare una coalizione di governo pro-euro e ha detto che gli elettori hanno scelto “politiche che porteranno lavoro, crescita, giustizia e sicurezza”. Alexis Tsipras, leader di Syriza, ha ammesso la vittoria dei conservatori  e ha detto di essersi congratulato con Samaras.

Fonte: La Presse

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Giorgio Napolitano, ottimista… Italia diversa dalla Grecia

February 11, 2012 Leave a comment
A Helsinki, il capo dello Stato assicura pure sull’accordo con i sindacati. Senza proteste.
Nonostante la temperatura resti sempre ben al di sotto dello zero, a Helsinki il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non deve sciogliere alcun gelo con gli altri sette colleghi europei incontrati in questa due giorni informale di discussioni sul futuro dell’Europa. Anzi. Il capo dello Stato riparte per Roma “confortato”, così dice ai cronisti, dalle “espressioni di apprezzamento” ricevute per gli sforzi italiani in materia di crisi economica.
Accanto a lui, nella conferenza stampa finale del meeting del cosiddetto ‘Arraiolos Group’ (dal nome della città portoghese dove si riunirono per la prima volta nel 2003), il presidente tedesco Christian Wulff lo dice chiaramente: “Nutro grande rispetto per le misure adottate dall’Italia”. Nella sala stampa dell’hotel Kalastajatorppa, su uno degli squarci di mare ghiacciato di Helsinki, è evidente che molti occhi sono puntati sull’Italia. E molte sono le domande per Napolitano anche da parte della stampa estera. La preoccupazione diffusa è che dopo la Grecia, tocchi a noi confrontarci con il baratro della crisi. Ma il capo dello Stato reagisce che una buona dose di ottimismo.
“L’Italia non è la Grecia”, dice rispondendo in inglese ad una cronista finlandese. Il nostro paese “ha sì considerato le richieste avanzate dalle istituzioni europee, le stiamo affrontando”. Alla base, continua, c’è la consapevolezza che comportano “sacrifici”, ma “sappiamo che non ci sono alternative”. Un concetto che approfondirà rispondendo alla domanda della delegazione italiana.
I partiti politici possono bloccare le riforme proposte dal governo Monti? Anche qui il capo dello Stato non ha dubbi. “Io faccio forte affidamento sul senso di responsabilità che le forze politiche italiane stanno già dimostrando nella discussione dei decreti del governo Monti”, sottolinea. E poi: “Non ho motivo per ritenere che stiamo per rovesciare il tavolo e per mettere in crisi il governo e a rischio il clima politico, non sarebbe nè nell’interesse del paese nè delle stesse forze politiche che stanno autonomamente concentrando il loro impegno su riforme istituzionali su cui il governo in quanto tale non era in grado di impegnarsi”.
E ancora: c’è il rischio che anche in Italia si scatenino scontri e manifestazioni violente come in Grecia? In questo caso, l’ottimismo di Napolitano arriva a coprire anche il difficile confronto in corso tra governo e sindacati sulle riforme del mercato del lavoro. E così, pur “preoccupato dalle forti manifestazioni di malessere sociale” della Grecia, Napolitano esprime la sua fiducia sul raggiungimento di un “accordo” tra esecutivo e parti sociali. Accordo di fronte al quale, confida, non ci sarà “una protesta, seppur ordinata e legittima, tanto meno delle proteste che escono dal solco della legalità e che non potrebbero essere tollerate”.
La due giorni a Helsinki si chiude in positivo. Napolitano guarda al delicato vertice europeo di marzo, dedicato ai temi della crescita economica. “Faccio affidamento sul nostro impegno per avere decisioni appropriate a Bruxelles a marzo”, si raccomanda con gli altri colleghi europei incontrati in Finlandia. Per vincere la crisi e assicurarsi un futuro, l’Europa ha bisogno che il rigore si accompagni alla “solidarietà” verso i paesi con maggiori problemi.

Fonte: TMNews

Grecia, disperazione delle madri per affidamento figli a chiese e scuole

I fatti vengono raccontati in un reportage della BBC. Quello che sta accadendo in Grecia a causa della crisi economica ha dell’assurdo, straziante e paradossale. Le famiglie sono costrette ad affidare i loro piccoli a chiese e scuole per l’impossibilità di sostentarli. La causa naturalmente risiede della crisi economica che sta colpendo il Paese, in cui molti genitori si ritrovano da un giorno all’altro senza più lavoro ed in condizioni di povertà assoluta. Nel reportage, Antonios, un giovane prete ortodosso, racconta di quando ha accolto nella sua chiesa due gemelli neonati che all’epoca erano ricoverati in ospedali e affidatigli dalla madre che era talmente malnutrita che non riusciva nemmeno ad allattarli. Scene di un’Africa alla fame, come purtroppo si è abituati a vedere, solo che stavolta, l’Africa affamata si chiama Grecia ed è dietro l’angolo, a poche centinaia di chilometri da casa nostra. Antonios, parla alla telecamera e narra anche di quando gli è stata affidata Natasha, una piccola bimba di soli due anni la quale madre è letteralmente sparita prima che fossero compiuti tutti gli iter per l’affidamento. Il religioso ortodosso racconta: “Nell’ultimo anno, abbiamo ricevuto centinaia di casi di genitori che hanno voluto lasciare a noi i loro figli perché ci conoscono e si fidano. Dicono di non avere più soldi, non hanno un riparo né cibo per i loro figli. Noi cerchiamo di dar loro quello che occorre”. Scene come queste si potrebbero vedere in Paese da terzo mondo flagellato da guerre, regimi dittatoriali e carestie, invece succede in Europa, nella civile, evoluta, tecnologica, commerciale ed industriale Europa. La politica internazionale pare sia completamente cieca davanti alle drammatiche condizioni del popolo greco e si affretta solo ad intimare al governo del Paese ellenico, di varare manovre di risanamento economico, tralasciando, forse anche volutamente, quelle che poi sono le conseguenze che inevitabilmente la popolazione è costretta a subire, come quella appunto di dover abbandonare i propri figli negli orfanotrofi e di vivere per strada a causa della mancanza totale di lavoro e di denaro. Fortunatamente su internet ancora l’informazione è abbastanza libera e quindi tali notizie possono circolare senza essere sottoposte al cover-up voluto dai probabilmente dalla classe politica europea. Il fatto è che sono in molto oggi come oggi a chiedersi se effettivamente l’Unione Europea abbia salvato gli Stati oppure stia contribuendo a portarli inesorabilmente alla rovina. Certo è che il sistema monetario europeo così come è concepito attualmente non è sicuramente un’arma di sopravvivenza per le popolazioni del vecchio continente, poiché se questo sistema permette alle persone di morire di fame e di dover abbandonare i propri bambini che sono in definitiva il futuro di ogni nazione, evidentemente e senza alcuna ombra di dubbio contiene in sé qualcosa di molto marcio e con una certa sicurezza, il marcio in questione è determinato dagli interessi dei colossi bancari e delle banche centrali. Da anni, vari economisti avvertono che tutto il mondo è messo in scacco matto dalle banche e dagli interessi economici di pochi a scapito di tutti gli altri, ma fino ad ora non si vede un barlume di ragionevole coscienza che spinga una volta per tutte, i governi delle varie nazioni a ripudiare tale sistema. Gli interessi sono ancora molti, troppi, per poter veramente aspirare ad un reale ed immediato cambiamento e intanto, gli imprenditori si suicidano, così come gli anziani che spesso vanno a rovistare nell’immondizia dei mercati e supermercati, o sorpresi a rubare nei negozi di alimentari, intanto le madri che devono allattare continuano ad essere malnutrite, i bimbi abbandonati dove si può, i padri gettati in strada abbandonati a sé stessi e in tutto questo proliferano enormemente i flagelli come prostituzione, spaccio di droga e criminalità varia. Questo sistema finanziario, criminale e mafioso, che pensa solo ed esclusivamente a sé stesso e ad i propri amici preferiti, sta portando le persone, quelle che lavoravano e si guadagnavano da vivere ogni giorno, a delinquere pur di sopravvivere e tristemente c’è da constatare che più andremo avanti e più la situazione della mancanza di lavoro si allargherà a macchia d’olio, portando l’Europa sull’orlo di un baratro dal quale non si potrà mai più risalire. È necessario scindersi dai ricatti del mercato delle banche, ogni Stato, ogni governo dovrebbe fin d’adesso impegnarsi in questo e solo ripudiando tale ricatto l’Europa potrà forse salvarsi, altro che manovre economiche, è necessario un radicale, totale, immediato cambiamento.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

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Crisi… esodo di un momento difficile o solamente inizio di un gioco

December 20, 2011 Leave a comment

Scontato oramai parlare di crisi, in virtù del fatto che la stiamo oltrepassando da diversi anni, accentuandosi in questi giorni proprio a fine 2011. Ma sarà solo l’esodo di un momento difficile o solamente un inizio di gioco?
Non abbiamo certezze sicure verso un futuro precario e carico di Borse altalenanti, disaccordi e dissapori per la stragrande maggioranza della UE. Nessuno vuole l’Italia come una terra di debitori, poco affidabili con un debito pubblico da “emorragia”. Ma perché siamo arrivati a tanto? Di chi è la colpa?
Vorremmo tanto credere che qualcuno possa rappresentarci all’Estero, forse si tratterebbe solo di spedizioni “punitive”?…Chi può dirlo, ma il risultato è chiaro, fare solo sacrifici che non ci porteranno che alla totale disperazione. Forse le risoluzioni potrebbero trovarsi in tante piccole cose che non sfiorano nemmeno nell’idea coloro che hanno la mente di condurre un’equa economia, quella su cui abbiamo perso la fiducia. Tagli di qua, aumenti di là, insomma tutto un sistema di rincari immotivati solo per far diventare sempre più modesto il povero e più agiato il ricco. Dove potrebbe invece trovarsi una soluzione è nel potere d’acquisto della moneta, conferendo minor potere e aumentando, o meglio, rapportando gli stipendi al giusto caro vita. Fare norme atte ad equiparare e non a “rovinare” un essere umano, portandolo alla più totale disperazione. Una rovina vera e propria raffigurata come in Grecia da un popolo ridotto al suicidio! Non possiamo e non dobbiamo arrivare a tal punto! Non si può permettere una situazione di regressione in una società evoluta, illogicamente infangata da un qualcosa di ingiusto, impercettibile quanto inammissibile. Una potenza mondiale, una posizione di coalizione europea consolidata da un sano mercato, rovinato da qualcuno che non riesce a gestire e, o, fa del tutto per poter dilaniare l’immagine di una nobile società come quella italiana, rinomata e stimata nel mondo. Sarebbe un abominio ed un fallimento per ognuno di noi., perché perseguire verso una strada errata ed errante quanto potrà metterci ancora in condizione intervenire nella parità di stipendi tra pubblici e privati?
Non si può tornare al vecchio regime restrittivo quasi dittatoriale, tale da soffocare l’essere umano, come purtroppo sempre più spesso accade nei posti di lavoro precari, a progetto e sottopagati a meno di 5 euro l’ora.
L’idea della schiavitù e ben lontana ed improponibile nel 2012. Consideriamo e riflettiamo sul prossimo futuro per evitare corsi e ricorsi storici di malsane guerriglie fra poveri e rampanti aspiranti futuri ricconi.

Gianluca Pilolli

Fonte: AGS Cosmo

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Grecia, in arrivo aiuti per 8 miliardi di euro

December 1, 2011 Leave a comment

Si tratta della sesta fase di aiuti approvati alla Grecia per lo stato di dissesto economico in cui questo Paese si trova. Approvati aiuti per un totale di 8 miliardi di euro in questa fase e lo ha reso noto il Ministro belga delle Finanze, Didier Reynders tramite il suo account di Twitter. L’accordo su questa porzione consistente di aiuti è arrivato a seguito di una lettera inviata a Bruxelles dal governo greco in cui viene garantito che saranno rispettati tutti gli impegni presi ad Atene con l’Unione Europea fra tutti i partiti maggiori che attualmente governano lo Stato ellenico.

Fonte: AGS Cosmo

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