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Peter Mayhew, muore l’amato Chewbecca di Star Wars

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L’attore britannico aveva 74 anni. Alto 2,21 metri, ha interpretato il peloso co-pilota di Han Solo in cinque film della saga, dal 1977 al 2015. Il ricordo degli amici e colleghi, da George Lucas “Era l’essere umano più vicino a un Wookiee”, a Mark Hamill “Era il più gentile dei giganti”

È morto, a 74 anni in Texas, Peter Mayhew, l’attore che ha indossato i panni di Chewbecca – o Chewbacca in lingua originale – in cinque film della saga di Star Wars. Chewbe (come veniva affettuosamente chiamato) era il peloso co-pilota di Han Solo, interpretato da Harrison Ford, sin dal primo film del 1977.

Lo ha reso noto la famiglia via Twitter, precisando che il decesso è avvenuto il 30 aprile e che l’attore era circondato dai suoi cari. “La famiglia di Peter Mayhew – si legge nel tweet – con profondo amore e tristezza, si rammarica di condividere la notizia che Peter è scomparso. Ci ha lasciato la sera del 30 aprile con la sua famiglia al suo fianco nella sua casa del Texas settentrionale”.

L’amato Chewbecca, protagonista di Star Wars

Chewbecca è uno dei personaggi più amati della saga: l’enorme essere peloso è un misto tra un orso, un cane e un umano. Nell’universo creato da George Lucas, Chewba è un Wookiee, originario del pianeta arboreo Kashyyyk dove si parla lo Shyriiwook (lingua del popolo degli alberi).

A bordo del Millennium Falcon, Han Solo è l’unico a capire perfettamente i grugniti inarticolati del fedele compagno e copilota. Per i suoni emessi da Chewba, l’inventore degli effetti sonori della saga di Star Wars, Ben Burtt, ha messo insieme i versi di un tricheco e di un orso, ma l’espressività e i gesti di Peter Mayhew sotto l’imponente travestimento (si pensa fatto con i capelli di yak) hanno contribuito al successo del suo personaggio.

Peter Mayhew, il cuore gigante nel costume da Chewbecca

Nato a Londra nel maggio del 1944, Peter Mayhew era alto 2,21 metri, il che gli permise di sbarcare il suo primo ruolo cinematografico nel 1976 nelle riprese di Sinbad e l’occhio della tigre, in cui interpretava un minotauro. L’anno seguente, è stato scelto da Lucas per interpretare Chewbacca nel primo film di Star Wars (Episodio 4 – Una nuova speranza) e ha continuato a recitare nei panni del famoso Wookie fino a Episodio 7 – Il risveglio della Forza (2015), prima di essere sostituito a causa di problemi di salute. Rimase, tuttavia, un “consulente” per consigliare il suo successore nel ruolo di Chewbecca, il giocatore di basket finlandese Joonas Suotamo (2.09 metri). Dopo il ritiro Mayhew, che aveva perso molta mobilità, ha continuato a dedicarsi ai fan della saga e ha partecipato a molti raduni in tutto il mondo.

Amici e colleghi ricordano Peter Mayhew e il suo Chewba

Il primo Chewbecca sarà celebrato il 4 maggio in occasione dello Star Wars Day, ma sui social tra i messaggi di amici e colleghi i fan dedicano un pensiero con decine di foto scattate con Mayhew. “Era il più gentile dei giganti, un uomo alto con un cuore ancora più grande che non mancava mai di farmi sorridere, un amico leale che amavo profondamente” ha scritto Mark Hamill su Twitter. In molti riportano le parole di George Lucas: “Peter era un uomo fantastico. Era l’essere umano più vicino a un Wookiee: grande cuore e animo gentile. Ho imparato a lasciarlo sempre vincere. Era un buon amico e sono triste per la sua scomparsa”. Harrison Ford lo ricorda come “una persona gentile, con una grande dignità e un nobile carattere. Ha portato in Chewbecca questi aspetti della sua personalità, in aggiunta al suo senso dell’umorismo e alla sua grazia. Siamo stati colleghi nei film e amici nella vita per oltre 30 anni e gli volevo bene”.

La produttrice Kathleen Kennedy, che ha lavorato agli ultimi film della saga di Star Wars, da Il risveglio della forza (2015) all’ultimo in arrivo, Star Wars: The Rise of Skywalker, ha scritto: “Dal 1976, l’iconico ritratto di Peter del leale e amabile Chewbecca è stato assolutamente parte del successo del personaggio, e di tutta la saga stessa di Star Wars“. Billy Dee Williams, interprete del personaggio di Lando Calrissian, ha invece scritto sul social: “Era molto più di Chewie per me, il mio cuore è in pena, mi mancherai caro amico mio”. Joonas Soutamo, nuovo interprete di Chewbecca dal 2015, ha pubblicato un’immagine che riprende una sua lettera: “Il caldo benvenuto di Peter quando sono salito a bordo come suo sostituto nel Risveglio della Forzaha significato molto per me. È sempre stato un compito spaventoso studiare il personaggio che lui aveva aiutato a creare, ma fu reso semplice dai suoi consigli e dalla sua gentilezza. Mentre tutto l’universo di Star Wars piange per la terribile perdita i miei pensieri e le mie preghiere vanno a sua moglie Angie, alla sua famiglia e a tutti i fan sui quali ha avuto una grande influenza. State sicuri che la sua eredità continuerà a vivere e lo spirito che ha dato al personaggio quando indossò per la prima volta il costume non sarà mai dimenticato. Riposa in pace amico mio”. Il regista J.J. Abrams lo ricorda come una persona “gentile e paziente, solidale e incoraggoiante”.

Il regista degli Ultimi Jedi, Rian Johnson, ha scritto: “Creare un personaggio amato con calore umano e comicità è il testamento dello spirito di ogni attore. Per farlo sotto mezza tonnellata di peli di yak ci vuole una vera leggenda”. L’attore Alan Tudyk, che ha interpretato il droide K-2SO in Rogue One: A Star Wars Story, ha aggiunto: “Peter Mayhew ha creato uno dei più grandi personaggi dei film di tutti i tempi. Chewbecca era divertente, coraggioso e premuroso. È riuscito a fare tutto ciò senza l’utilizzo della parola, solo versi e lamenti che un fan su cento sa fare molto bene solo quando è ubriaco”.

Fonte: Repubblica

George Lucas, vende la sua casa cinematografica per dedicarsi alla filantropia

November 5, 2012 Leave a comment

Secondo quanto ha dichiarato un portavoce della Lucasfilm  all’Hollywood Reporter, il noto regista George Lucas userà i $4,05 miliardi che riceverà dalla vendita della sua casa cinematografica Lucasfilm Ltd alla Disney a sostegno di una fondazione impegnata nel settore dell’istruzione: “George Lucas ha espresso la sua intenzione, qualora fosse stato raggiunto l’accordo, di donare gran parte del ricavato alle sue attività filantropiche”.
Lo scorso Martedì la società Disney ha annunciato di aver raggiunto l’accordo di rilevazione con il regista, assicurando di voler continuare la saga cinematografica con l’uscita di “Guerre Stellari 7”. George Lucas in un comunicato stampa ha rilasciato una dichiarazione scritta: “per 41 anni, la maggior parte del mio tempo e del mio denaro è finita nell’azienda. Ora che mi accingo a iniziare un nuovo capitolo della mia vita. E’ gratificante avere l’opportunità di spendere più tempo e risorse nella filantropia”.

Emilio Di Iorio

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“THX 1138”, prima prova fantascientifica di George Lucas, 1971

April 7, 2011 Leave a comment

Che George Lucas sia un grande regista è appurato da tempo. Ma è proprio questo “tempo” che ora andremo ad analizzare tra i suoi successi. Non è strano che uno dei suoi capolavori sia anche il suo primo lungometraggio.

George Lucas (1944) ha esordito come regista nel 1971 con il lungometraggio “THX 1138” è il primo lungometraggio di Lucas, il quale ne ha curato anche la sceneggiatura. Seguono nel 1973 “American Graffiti”, nel 1977 “Guerre stellari”, nel 1999 “Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma”, nel 2002 “Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni”, nel 2005 “Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith”.

“THX 1138” è conosciuto in Italia con il titolo “L’uomo che fuggì dal futuro”, è ispirato al cortometraggio del 1967 “Labirinto elettronico: THX 1138 4EB”. Il film è stato presentato nel 1971 alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes. Nel 2004 la pellicola è stata restaurata e rimontata.

Con “THX 1138” ci troviamo di fronte ad una realtà fantascientifica nella quale dopo una guerra nucleare l’uomo si è visto costretto ad instaurare un nuovo programma di vita. È il XXV secolo e l’umanità vive rifugiata in città sotterranee controllate dalle macchine. L’intento della nuova società è di tendere verso la perfezione, verso un diventare perfetto che non ammette sentimenti. Alla base ci stanno proprio i sentimenti frenati dell’umanità. Ogni essere umano è imprigionato in un meccanismo che non permette di compiere azioni non indotte dal programma giornaliero del lavoro. Per ottenere ciò l’umanità è costantemente sotto influsso di droghe molto forti che inibiscono completamente il ragionamento e che portano ad azioni prestabilite e controllate al secondo.

È un mondo diverso nel quale non è ammesso cogitare ed agire di propria iniziativa. La religione continua ad avere un ruolo importante nella vita dell’uomo, divenendo però anch’essa una macchina, le persone si rifugiano in stanze con l’immagine di Cristo ed un nastro registrato che ripropone sempre le stesse parole all’utente che si sfoga per il suo non essere completamente perfetto. Il controllo della mente avviene così senza che gli abitanti possano constatarlo. I sentimenti sono del tutto eliminati così come l’atto sessuale. La spersonalizzazione dell’individuo è altissima, non esistono i nomi propri che noi conosciamo ma sigle alfa numeriche che indicano la persona.

Protagonista del film è THX 1138 (interpretato da Robert Duvall). THX 1138 divide il suo appartamento con LUH 3417 (interpretata da Maggie McOmie). LUH 3417 è la prima ribelle della società, una sorta di autoconsapevolezza interna riesce a far sì che non siano più necessarie le pillole per vivere. LUH 3417 si rende conto dell’inganno della società e della falsa perfezione per la quale gli esseri umani sono diventati soltanto componenti di lavoro per la creazione di altre macchine che controllano la loro vita in ogni istante. La donna, scopertasi innamorata del suo compagno di stanza, cerca di liberare anche THX 1138 dalle pastiglie giornaliere. Riesce nell’impresa ed i due riscoprono l’atto sessuale. Ma ogni casa in ogni momento del giorno è controllata e la coppia sarà costretta a pagare questa ribellione.

I nomi dei due personaggi hanno una spiegazione, THX e LUH rappresentano il sesso e l’amore, una simbologia che ripercuote il sentimento della pellicola e la distanza dolorosa dei due dopo la scoperta del piacere.

Nel cast: Robert Duvall, Donald Pleasence, Don Pedro Colley, Maggie McOmie, Ian Wolfe, Marshall Efron, Sid Haig, John Pearce, Irene Forrest, Gary Alan Marsh, John Seaton, Eugene I. Stillman, Raymond Walsh, Johnny Weissmuller Jr.

Fonte: Oubliettemagazine

 

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