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Posts Tagged ‘Galleria Carla Sozzani’

“The Archive Box”, images of Marina Faust at Galleria Carla Sozzani of Milan

November 10, 2017 Leave a comment

 

Each Archive Box contains a unique choice of 10 images of Marina Faust’s nearly 20-year collaboration with Martin Margiela. The images are re-appropriations of her photo-series done on assignment between 1990 and 2008. She looks at her material again today with a fresh and new point of view. The sources are photo prints, negatives, contact sheets, Polaroids, photocopies and digital material. Marina Faust was the only photographer having worked with Margiela throughout his whole career, which, besides other considerations, makes her archive unique.

She was invited by MOMU Belgium in 2016 to photograph the Hermes archive pieces for the book that accompanies the exhibition ‘Margiela, the Hermes Years’, in March 2017 in Antwerp. Photos out of her archive are also part of the book as well as of the exhibition that is now traveling to other museums.

The Archive Box is an edition of 30.

A signed and numbered certificate comes with each box.

Each print is signed on the back and the season of the collection is specified.

The prints are inkjet prints on acid free silk tissue paper lying on white mat acid free paper.

26 ottobre 2017 – 11 febbraio 2018

Milano

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10, 20154 Milano
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“Hippy Revolution Storie e avventure della Summer of Love”, presentazione del libro presso Galleria Carla Sozzani di Milano

April 13, 2017 Leave a comment

Cover Hippy Revolution

presentazione del volume
Hippy Revolution
Storie e avventure della Summer of Love 1967-2017 di Matteo Guarnaccia

Mercoledì 19 aprile 2017, Matteo Guarnaccia e Michela Gattermayer, vicedirettore moda
di Gioia! presentano il libro Hippy Revolution – Storie e avventure della Summer of Love 1967- 2017 pubblicato da 24 ORE Cultura, alla Galleria Carla Sozzani alle ore 18.30.
Il maestro Riccardo Sinigaglia stende un tappeto sonoro di stratificazioni melodiche minimali avvolgenti ancestrali, con “flautesi” per flauto a becco barocco soprano e tenore con eco looper.

Nell’estate del 1967 a San Francisco, i media scoprono la filosofia hippy, un mix di creatività e ottimismo che conquista subito i cuori dei giovani che aspirano a cambiare il mondo e, a seguire, le hit parade, la moda, il cinema e il design. Dopo gli esordi eversivi, questo curioso movimento antisistema diventerà uno dei più amati generi della storia contemporanea, e si ritroverà a giocare un ruolo costante nella comunicazione. Pace e amore, gioia e fiori nei capelli, arcobaleni e pop festival, non violenza e ritorno alla natura, magia e rivoluzione sessuale, sono le coordinate di una felice utopia che non smette di incantare ancora oggi.

In occasione del cinquantesimo anniversario della leggendaria Summer of Love, un libro da collezione interamente dedicato al look, ai luoghi e ai simboli dell’intramontabile sogno hippy. Questo libro-oggetto ne traccia la storia con testi e illustrazioni inedite, alcune delle quali da colorare, ritagliare e montare. I luoghi (Woodstock, Kathmandu…), i protagonisti (Jimi Hendrix, Jefferson Airplane…), i costumi (kaftani, gilet ricamati, jeans sfrangiati…), il look (capelli lunghi e piedi scalzi) e gli oggetti di scena (incensi, sacchi a pelo, cupole geodesiche) sono gli ingredienti per permettere agli appassionati di rappresentare la propria versione della rivoluzione psichedelica, restando comodamente seduti a casa.

Matteo Guarnaccia artista e storico del costume, è attivo nel campo dell’arte, della moda, del design, della musica e della curatela di mostre. Autore di numerosi saggi dedicati alle avanguardie del Novecento, scrive sulle pagine culturali di riviste italiane e straniere, ed è docente presso il dipartimento di Fashion Design NABA di Milano. Per 24 ORE Cultura ha pubblicato “Pirati”, “Fiorucci”, “Fashion Sabotage” e curato la collana di play-book dedicati a Bob Dylan, David Bowie e al mondo del punk.

Hippy Revolution
Storie e avventure della Summer of Love 1967-2017 a cura di Matteo Guarnaccia
Cartonato,19 x 25 cm, 160 pagine interamente illustrate Pubblicato da 24 ORE Cultura €19,90

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia tel +39 02 653531 fax +39 02 29004080

 

“Liquid Walls – Broken Forest”, personale dell’artista Kris Ruhs presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

April 3, 2017 Leave a comment

KRIS RUHS

Liquid Walls Broken Forest

Inaugurazione

Lunedì 3 aprile 2017, ore 19.00

In mostra da sabato 1° aprile a lunedì 1° maggio 2017 tutti i giorni, 10.30– 19.30
mercoledì, giovedì 10.30 – 21.00

Aperture speciali – Salone del Mobile 2017

4 – 9 aprile 2017 cocktails 19.00 – 21.00

Galleria Carla Sozzani

Liquid Walls – Broken Forest, inaugura alla Galleria Carla Sozzani lunedì 3 aprile 2017 alle ore 19.00, alla presenza dell’artista.

In linea con le precedenti installazioni ambientali di Ruhs, le pareti liquide sperimentano qui un nuovo ambiente luminoso riflesso in cui la luce, di solito una parte inconscia del nostro mondo di tutti i giorni, assume un ruolo di primo piano come “oggetto” nello spazio creato.

La sala è stata costruita appositamente per la Galleria. Si entra in un rettangolo alterato di tre metri per quattro interamente ricoperto da lastre di vetro intensamente lavorate. Lavorare i materiali in modo aggressivo con tecniche innovative è da sempre una caratteristica distintiva del lavoro di questo artista. Qui, attraverso l’introduzione di inchiostro sulle superfici complesse delle pareti di vetro, Ruhs crea una serie di ostacoli visivi, quasi delle forme organiche che rendono la luce che filtra attraverso il vetro una componente attiva, piuttosto che un elemento passivo della nostra esperienza.

È l’effetto di entrare e immergersi in una foresta di frammenti rotti. Questa è la luce che si prova nelle immersioni subacquee e attraverso cui non si riesce a passare. Lo spazio include lo spettatore nell’opera, come se lui stesso fosse una flora esotica in mostra.

Al centro di questo ambiente luminoso in cui ci troviamo, c’è una piccola scatola rettangolare, un altro degli elementi totemici di Ruhs. Qui le sculture richiamano l’ area liminale dei nostri sogni, le fantasie subacquee che non hanno nome e che tuttavia riconosciamo subito con il cuore.

biografia

Artista, scultore, e designer, Kris Ruhs è nato nel 1952 a New York, ha studiato alla School of Visual Arts, con diverse mostre personali a New York e Los Angeles all’inizio della sua carriera, prima di trasferirsi in Italia, nel 1996. Installazioni su ampia scala, come “Falling to Earth” al Wapping Hydraulic Station di Londra (2012), e “Hanging Garden” alla Galleria Azzedine Alaïa di Parigi (2016) sono una piccola parte della sua opera.

Inaugurazione: lunedì 3 aprile 2017, ore 19.00

In mostra dal 4 aprile al 1°maggio 2017
Orari: tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30; mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00

Orari speciali Design Week: 4 – 9 aprile 2017, ore 19.00 – 21.00

Read more at http://www.mymi.it/liquid-walls-broken-forest/#dQzsiY5eijRRQXFS.99

“Pierre Cardin. Les Sculptures Utilitaires”, personale del grande maestro presso Galleria Carla Sozzani di Milano

April 3, 2017 Leave a comment

Pierre Cardin. Les Sculptures Utilitaires

Pierre Cardin sarà presente all’inaugurazione della mostra

Inaugurazione lunedì 3 aprile 2017 dalle ore 18.00 alle ore 22.00

In mostra da martedì 4 aprile a lunedì 1° maggio 2017 Tutti i giorni, 10.30 – 19.30
Mercoledi e giovedì, 10.30 – 21.00

Aperture speciali – Salone del Mobile 2017

3 – 9 aprile 2017 cocktails 19.00 – 21.00

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080 press@galleriacarlasozzani.org http://www.galleriacarlasozzani.org

“I miei mobili sono sculture. Mi piace lavorare come uno scultore, è la mia vita, la mia passione, la mia felicità e la mia gioia. La ragione del mio lavoro.” Pierre Cardin

In occasione del Salone del Mobile 2017, la Galleria Carla Sozzani presenta Pierre Cardin. Les Sculptures Utilitaires.
La mostra rende omaggio a Pierre Cardin, straordinario precursore di forme e idee attraverso i progetti di design che negli anni Settanta hanno definito la visione del grande couturier.

Le “Sculptures Utilitaires” sono arredi e luci in cui Pierre Cardin, lo scultore della moda, traduce le sue figure geometriche, i tagli simmetrici, le curve, nell’arredo quotidiano. «Ragiono come uno scultore, creo una forma. È un procedimento per cui ciò che conta è la creazione di una linea che non c’era prima. E che è destinata a durare».

Da questo percorso nascono forme futuristiche che conciliano le tecniche della lacca tradizionale e dell’ebanisteria con le geometrie elementari. L’intuizione innovativa di Pierre Cardin diventa struttura e componente estetica.

Dice Pierre Cardin: «Volevo dar forma a mobili come a sculture da poter guardare da diverse angolazioni come i corpi che vesto».

Mobili spaziali, lampade lunari, oggetti funzionali come armadi, cassettiere, scaffali, sono progettati da più prospettive e la loro funzionalità viene quasi nascosta dalla superficie laccata.

Con le parole di Maurice Rheims de l’Académie française «Una vera evoluzione si verifica nel design di Pierre Cardin, là dove l’idea di un mobile dà luogo a un’immagine scolpita. Di rado nelle arti decorative abbiamo potuto percepire come l’artigiano fosse toccato dalla grazia».

Pierre Cardin, 1922, di origine italiana e di formazione francese, è stato il primo designer
a creare il prêt-à-porter nel 1959 sfilando dai grandi magazzini Printemps; il primo a creare la collezione moda per l’uomo nel 1960; il primo ad andare in Giappone, in Cina e in Russia aprendo boutiques; il primo ad applicare le licenze nella distribuzione di prodotti che non fossero solo abbigliamento, il primo ad allestire mostre e il primo a vestire ogni ambito del vivere, dagli occhiali ai ristoranti, dalle navi agli aerei.

Profondamente attratto dal mondo del teatro e del cinema, Cardin ha lavorato con Jean Cocteau e Jeanne Moreau, fino ad aprire nel 1970 a Parigi, l’Espace Pierre Cardin, dedicato
al teatro, al cinema e alla danza, e a fondare nel 2000 il Festival Château Lacoste in Provenza.

Nel 2006 ha disegnato le coreografie di Marco Polo per l’Opera di Pechino. Nel giugno 2016 Pierre Cardin ha prodotto Dorian Gray al Teatro La Fenice di Venezia e ha disegnato i costumi. Nel novembre dello stesso anno ha luogo la sfilata Pierre Cardin per settanta anni di Design all’Institut de France a Parigi. Nella primavera 2017 presenterà il libro «Seventy Years

of Design» di Jean-Pascal Hesse, Assouline editore.

Tra i molteplici riconoscimenti, i tre Gold Thimbles dalla Haute-Couture di Francia nel 1977, 1979, 1982; la Legione d’onore nel 1982, la nomina ad Ambasciatore Onorario dall’Unesco nel 1991 e a Membro dell’Académie des Beaux Arts nel 1992, Goodwill Ambassador FAO nel 2009, il Legend Award della città di New York nel 2010, il Leone d’Oro della Regione Veneto nel 2012, l’ Ordine dell’Amicizia della Federazione Russa nel 2014.

Galleria Carla Sozzani

corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080 press@galleriacarlasozzani.org http://www.galleriacarlasozzani.org

“Mimmo Rotella. Erotique”, personale dell’artista alla Galleria Carla Sozzani di Milano

October 7, 2016 Leave a comment

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Mimmo Rotella. Erotique

La Galleria Carla Sozzani presenta la mostra “Mimmo Rotella. Erotique” dall’8 ottobre al 13 novembre 2016. L’esposizione è parte della rassegna “Mimmo Rotella 2016” che coinvolge Cardi Gallery, Fondazione Marconi, Galleria Carla Sozzani, Robilant + Voena di Milano.

Le opere selezionate per “Mimmo Rotella. Erotique” hanno come tema l’erotismo e presentano una panoramica di alcune delle tecniche meno conosciute nella produzione dell’artista, come il riporto fotografico ottenuto riportando un’immagine su una tela emulsionata e il frottage realizzato cospargendo su pagine di riviste un solvente al nitro che ne “trasferisce” le immagini su un foglio.

L’esecuzione di questi lavori è strettamente legata al periodo compreso tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, quando l’artista vive prevalentemente a Parigi e contemporaneamente viaggia prima a New York – dove risiede presso il Chelsea Hotel – e poi in Costa Azzurra: qui, si lascia coinvolgere dall’atmosfera mondana e internazionale che si respira a Gassin, Ramatuelle e Saint-Tropez. Dopo il Sessantotto la cosiddetta rivoluzione sessuale aveva scardinato la morale borghese: si teorizzava la ‘liberazione dell’eros’, intesa come emancipazione della propria sessualità e veicolo per lo sprigionamento di energie creative, prima condizionate dai codici sociali. Rotella è sensibile all’analisi e all’esplorazione delle dinamiche erotiche: “Accanto al mio lavoro, tengo molto da conto la mia vita erotica che non tralascio mai, perché serve anche come ispirazione e, forse, per il lavoro nello stesso tempo. Su questo fatto è imperniata la mia vita, su queste avventure, erotiche, che poi a un certo momento, sono di base per il mio lavoro futuro e presente”.

Questi elementi si ritrovano nelle opere esposte alla Galleria Carla Sozzani, come La dolce conquista (1972), L’amplesso (1975), e Other scenes, realizzato nel 1968 a partire da una fotografia scattata durante un lungo soggiorno al Chelsea Hotel o nel frottage intitolato Erotique (1971) in cui il bianco e nero sottolinea la carica allusiva delle immagini.

“Mimmo Rotella 2016” è una rassegna legata al decennale della scomparsa dell’artista cui partecipano altre gallerie e istituzioni milanesi, a testimonianza del rapporto intercorso tra Rotella e la città in cui ha lavorato e vissuto negli ultimi anni della sua esistenza. La rassegna è realizzata in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute, nato per volontà di Inna e Aghnessa Rotella nel 2012 con lo scopo di realizzare il catalogo ragionato e di promuovere a livello nazionale e internazionale la conoscenza e la tutela della figura e dell’arte di Mimmo Rotella. Il Mimmo Rotella Institute è diretto da Antonella Soldaini con il supporto scientifico di Veronica Locatelli.

Terminati gli studi di Belle Arti a Napoli, Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006) nel 1945 va a Roma dove lavora come grafico al Ministero di Poste e Telecomunicazioni. Nel 1951 espone alcune pitture astratte in occasione della sua prima personale alla Galleria Chiurazzi e ottiene una borsa di studio della Fullbright Foundation che gli consente di frequentare la Kansas City University negli Stati Uniti. Nel 1953 realizza i primi décollages. Nel 1960 entra a far parte del gruppo del Nouveau Réalisme. Nel 1964 partecipa con una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia e si trasferisce a Parigi. Negli anni Ottanta si trasferisce a Milano, mentre nel 2000 istituisce la Fondazione Mimmo Rotella, attualmente presieduta da Rocco Guglielmo e diretta da Piero Mascitti. Nel 2005 apre la sua casa-museo a Catanzaro, chiamata Casa della Memoria. Ancora in piena attività, scompare a Milano l’8 gennaio 2006.

Mimmo Rotella. Erotique – Galleria Carla Sozzani
in collaborazione con Mimmo Rotella Institute
8 ottobre – 13 novembre 2016
tutti i giorni, 10.30 -19.30 /mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00

“Sarah Moon Qui e Ora. Ici et Maintenant”, personale dell’artista al Palazzetto Eucherio Sanvitale di Parma

September 15, 2016 Leave a comment

17 settembre 2016 – 15 ottobre 2016

Sarah Moon Qui e Ora Ici et Maintenant

La mostra Sarah Moon. Qui e Ora – Ici et Maintenant, curata da Carla Sozzani in occasione del premio annuale di Mercanteinfiera, e grazie al Comune di Parma, inaugura la nuova sede per la fotografia a parma a Palazzetto Eucherio Sanvitale.

“Sarah Moon. Qui e Ora – Ici et Maintenant” racconta un incontro d’autore, inatteso e intenso con gli affreschi rinascimentali e le sculture di Palazzetto Eucherio Sanvitale nel Parco Ducale di Parma e apre un dialogo inedito con la fotografia contemporanea.

Sarah Moon, artista francese tra le maggiori fotografe contemporanee, da molti anni indaga la bellezza e lo scorrere del tempo.
Il titolo “Qui e Ora – Içi et Maintenant” è stato scelto da Sarah Moon per aprire un dialogo tra le sue opere e palazzetto Eucherio Sanvitale a Parma.

L’amicizia e l’affinità tra Sarah Moon e Carla Sozzani risalgono alla fine degli anni Settanta quando iniziano a collaborare insieme per Vogue Italia e poi Elle Italia.
La prima mostra alla Galleria Carla Sozzani è nel 1996, “120 fotografie” curata dal Centre National de la Photographie di Parigi, a cui è seguita la mostra ” Fotografie” nel 2002 e infine la mostra “fil rouge” nel 2006.

L’alfabeto segreto della Moon rimanda alla sfera dell’emotività, dell’intimo, e mette in scena una realtà immaginaria, filtrata dal ricordo e dall’inconscio. Il suo linguaggio antinarrativo evoca momenti, sensazioni, coincidenze e bellezza.

Le visioni di Sarah Moon spesso schiudono un universo magico di immagini poetiche. Di lei si sa poco. Raramente parla di sé, nascosta dietro il suo eterno berretto che sembra proteggerne la timidezza fragile e delicata. Come dice lei stessa, le sue immagini parlano di lei. Le sue fotografie sono così misteriose, così cariche di tensione drammatica e tuttavia riservate, che sembrano un intero mondo visto attraverso uno spiraglio luminoso.

“Sin dall’inizio ho sempre voluto sfuggire al linguaggio codificato del glamour. Quello che cercavo era più intimo, erano le quinte ad interessarmi, un diaframma sospeso prima che il gesto si compia, un movimento al rallentatore…come quello delle donne che si allontanano di spalle.” – scrive Sarah Moon nel libro Coincidences, pubblicato da Delpire nel 2001.

A cura di Carla Sozzani

In occasione del premio 2015 Mercanteinfiera a Carla Sozzani. Con il patrocinio del Comune di Parma.

Inaugurazione

venerdì 16 settembre 2016, ore 18.00 Palazzetto Eucherio Sanvitale

Parco Ducale di Parma

In mostra

da sabato 17 settembre fino a sabato 15 ottobre 2016

da martedì a venerdì, ore 13.00 -19.00
sabato e domenica, ore 10.30 -13.00 e 15.00 -18.30

Ingresso libero

Palazzetto Eucherio Sanvitale

via J.F. Kennedy, 12
Parco Ducale 43100 Parma

“David Seidner”, personale del grande fotografo alla Galleria Carla Sozzani di Milano

September 2, 2016 Leave a comment

In occasione dei 25 anni di 10 Corso Como, la

 presenta per la prima volta in Italia una mostra inedita di David Seidner, uno dei massimi esponenti della fotografia di moda degli anni ‘80 e ‘90.
La mostra prevede un corpus di cinquanta fotografie provenienti dall’International Center of Photography di New York, che ripercorrono la sua ricerca fotografica in oscillazione continua tra la moda, il ritratto e la storia dell’arte.

Nato a Los Angeles nel 1957, a diciassette anni si trasferisce a Parigi per lavorare come fotografo e in breve tempo le sue foto sono pubblicate dalle più importanti riviste. Le sue collaborazioni con il mondo della moda iniziano a diventare sempre più fertili e le sue immagini presto documentano couturiers come Azzedine Alaïa, Chanel, Mme Grès, Jean Patou, Ungaro e Valentino.  Nel 1980 lavora su esclusiva per Yves Saint Laurent per due anni. David Seidner è scomparso prematuramente nel 1999 a soli quarantadue anni, lasciando una serie di opere che testimoniano la sua personale ricerca sulla fotografia e la storia dell’arte, dove cercava di apportare quella che considerava la propria “prospettiva filosofica”.

“Ciò che più mi interessa è evocare lo spirito della pittura attraverso la piega di un tessuto, la posizione di una mano, la qualità della luce sulla pelle”. 

Le immagini di Seidner sono ricomposizioni costruite con abilità attraverso riflessioni in frammenti di specchio o sovrapposizioni, collage, esposizioni multiple, manipolazione diretta delle stampe, utilizzo di luci dinamiche e flash. La musica di John Cage, il compositore della musica aleatoria e della “sinfonia dei cambiamenti” ispira molta della sua ricerca estetica. Nel 1977, mentre lo fotografa per il Los Angeles Times, cerca di correggere la distorsione del teleobiettivo, e così riprende John Cage dall’alto con cinque diversi scatti di sezioni del corpo. Inizia da quel momento a riprendere i suoi soggetti con scatti congiunti che poi ricompone nella figura intera.

Nel 1986 per il Musée de la Mode di Parigi fotografa i piccoli manichini di fil di ferro vestiti con mini abiti su misura dai grandi couturiers dell’epoca: Balenciaga, Jacques Fath, Lucien Lelong, Elsa Schiaparelli e Pierre Balmain creati nel dopo guerra per promuovere negli Stati Uniti la moda francese. Seidner li ritrae in set poveri, semi-abbandonati quasi per ricreare l’eco degli edifici bombardati e della guerra.

Le sue immagini sono apparse sulle riviste come Vogue (Italia, Francia, America), Harper’s Bazaar, Harper’s & Queen, The New York Times Magazine, Vanity Fair, e hanno influenzato la fotografia di moda per un intero decennio.

Un profondo interesse per il passato, la storia dell’arte e il ritratto lo avvicina allo studio dei ritratti dipinti a olio del pittore John Singer Sargent. Negli anni Novanta, inizialmente per un servizio su Vanity Fair, Seidner rintraccia i discendenti dei soggetti dipinti da Sargent, soprattutto aristocratici inglesi e americani, e li ritrae nei sontuosi costumi dei loro antenati. Con la serie dei ritratti di Sargent, David Seidner unisce le tecniche della fotografia contemporanea a colori con le caratteristiche convenzionali dei ritratti dipinti di fine Ottocento.

Per la rivista americana “Bomb”, come redattore scrive tra il 1990 e il 1993 molte conversazioni avute con artisti tra cui Richard Serra, Sonia Delaunay, Duane Michaels e Jane Heighstein. Documenta gli studi d’artista e i ritratti ad artisti come Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein e John Baldessari come parte rilevante nella sua ricerca.

Numerose le pubblicazioni tra cui Le theatre de la Mode: Fashion Dolls (1990); Lisa Fossangrives: Three Decades of Classic Fashion Photography (1996); The Face of Contemporary Art, (1998).

Le sue opere sono state esposte in varie istituzioni museali tra cui la National Portrait Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Whitney Museum di New York.  Nel 2008 la Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent gli ha dedicato una mostra personale. Il suo lavoro Paris Fashions, 1945 è stato presentato all’ICP, International Center of Photography di New York nel 2009.

David Seidner

Inaugurazione sabato 3 settembre 2016

Dalle ore 15.00 alle ore 20.00

In mostra da domenica 4 settembre a martedì 1 novembre 2016

Tutti i giorni, 10.30 – 19.30

Mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00