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“Io ci voglio credere” di Francesco Gabriele, recensione di Nadia Turriziani

Io ci voglio credere
di Francesco Gabriele
Casa editrice: Rupe Mutevole Edizioni
Collana: La quiete e l’inquietudine
Numero pagine: 288
Prezzo: 15,00 euro

“Io ci voglio credere” è il romanzo d’esordio di Francesco Gabriele giovane scrittore pontino.
Francesco nasce a Chieti il 15 Settembre del 1987, arriva a Latina che ha solo due mesi, cresce nel capoluogo pontino e fin dalle scuole medie comincia a coltivare l’interesse per il cinema e lo sport, attività che si trasformeranno in una vera e propria passione durante gli anni del liceo.

Durante il suo primo anno universitario inizia a mettere nero su bianco tutti i suoi sogni nel cassetto, le idee, le emozioni. Per più di un anno conduce una vita parallela, vivendo con gli occhi del protagonista non appena riesce ad evadere dalla realtà che lo circonda, scrivendo, il più delle volte, durante le ore notturne.

Così, nel febbraio del 2009, il suo primo romanzo vede finalmente la luce.
Il titolo, profondamente sentito e ostinatamente voluto, rappresenta un messaggio per tutti coloro che, a dispetto delle difficoltà e dei fallimenti subiti, ancora credono nella possibilità che i sogni possano realizzarsi. “Io ci voglio credere”.

È la storia di un gruppo di giovani alla vigilia degli esami di maturità. I loro umori, le idee, gli slanci, le paure, i sogni, la passione per il cinema, i problemi scolastici, di cuore e di amicizia.

Ambientato all’inizio dell’estate, proprio nel periodo di limbo fra l’ inizio della vacanza e la fine degli studi, tra un giro in moto e una serata all’aperto, una marinata di scuola e le interminabili ore in classe, un amore che finisce e uno che comincia e poi e-mail, chat, sms, video e un indimenticabile viaggio in macchina. Gli adolescenti e i loro umori, le idee, gli slanci, le paure, i sogni, la passione per il cinema, i problemi scolastici, di cuore e di amicizia, sono i temi di punta di questo romanzo la cui prefazione è stata curata da un autore leader del genere: Federico Moccia.

Written by Nadia Turriziani

Fonte: Oubliettemagazine

Categories: Lectio Tags:

Intervista di Alessia Mocci a Francesco Gabriele ed al suo “Io ci voglio credere”

“Io ci voglio credere”, edito nel 2009 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è un romanzo che vede come protagonista un ragazzo di nome Frik ed i suoi ultimi giorni di scuola prima della maturità classica. L’autore, Francesco Gabriele (1987), evidenzia nel testo come durante la gioventù si possano fare degli errori senza volerlo, ma trasportati dalla curiosità della novità e dell’amore della conoscenza.
“Io ci voglio credere”, oltre una fitta trama, ha la caratteristica di un linguaggio giovane e fresco che i linguisti dovrebbero prendere come studio per continuare la comprensione del “giovanilese”.
Francesco è stato molto disponibile nel rispondere a qualche domanda. Buona lettura!

A.M.: Cosa provi oggi se pensi a “Io ci voglio credere”?

Francesco Gabriele: A distanza di due anni dall’uscita del mio primo romanzo, è confortante e piacevole sfogliarne le pagine e sorridere nel rileggere frasi che appartengono a una fase della mia vita che appare oggi così lontana. È confortante per tanti aspetti; in primo luogo ti rendi conto di quanto sia importante scrivere, scrivere e basta! Senza rimandare, senza paura che l’ispirazione in quel momento non sia abbastanza forte da essere all’altezza delle tue idee. Perché il pericolo maggiore è farsi bloccare dalla paura di “non riuscire”…ma nel frattempo la vita scorre…e la tua visione delle cose inevitabilmente cambia. Così avrai perso per sempre l’opportunità di scrivere qualcosa che rappresenta la “tua” visione in quel momento!

A.M.: La maturità. Che ne pensi?

Francesco Gabriele: Ora che mi trovo qui a Los Angeles per continuare a coltivare quella passione che aveva alimentato il romanzo, non posso far altro che sfogliare le pagine e rileggere con occhi commossi ed il sorriso sulle labbra, di una fase così bella della vita che accompagna tutti noi: gli anni del liceo. Un momento di svolta quello dell’esame di maturità, la fine del “domani non entro così non mi interroga” che cede il passo alla responsabilità del “se oggi non seguo i corsi, non supererò mai l’esame”. In qualche modo sancisce la fine di una fase, di un percorso “rassicurante” che lascia spazio alla libertà di poter scegliere cosa fare “da grandi”. Trovare il proprio posto nel mondo, è questo quello di cui è alla ricerca Federico, il protagonista del romanzo. Non tanto “il posto”, o “quel posto”, ma la ricerca della felicità che lo fa sentire vivo nel percorso stesso.

A.M.: Chi è Federico, protagonista di “Io ci voglio credere”?

Francesco Gabriele: Lui è un sognatore, così come i suoi amici Giulia, Alfie, Giorgio e Francesca. Tutti siamo un po’ sognatori in quella fase, e forse proprio per questo motivo un velo di malinconia si impadronisce di noi nel rileggere dei tempi in cui si sognava ad occhi aperti. Perché con gli anni la visione del mondo diventa più disincantata verso tanti aspetti…ma bisognerebbe riuscire a recuperare quell’ingenuità che caratterizza gli anni del liceo. Recuperare quella voglia di credere ancora in qualcosa e non aver paura di raggiungerla, perché non è mai troppo tardi.

A.M.: Cosa rappresenta per te “Io ci voglio credere”?

Francesco Gabriele: “Io ci voglio credere” è stato terapeutico per me. Mi sono rifugiato nella sue pagine e mi ha dato la forza di reagire e provare davvero a vivere la vita che ho sempre sognato. Ho trovato un messaggio nella sue pagine che era nascosto dentro di me, di forte speranza e grande ottimismo…Mi ha reso chiaro che la vita la filtri in base al tuo stato d’animo! Un racconto che rappresenta una preziosa testimonianza di quell’età, senza le pretese di insegnare nulla ma semplicemente nato dalla voglia di condividere i sogni e le emozioni di ragazzi alla vigilia dei loro esami di maturità; scritto “a quell’età”, su “ragazzi di quell’età”. Anche nella confusionaria situazione di precarietà che caratterizza i nostri giorni, è possibile trovare un lato fortemente positivo: ora che non esiste più un mestiere “sicuro”, a maggior ragione vale la pena di provare ad inseguire i propri sogni. D’altronde, per accontentarsi di qualcosa, c’è sempre tempo. E poi, ogni grande uomo, ha cominciato con un sogno…..

A.M.: Come ti sei trovato con la casa editrice Rupe Mutevole?

Francesco Gabriele: Con Rupe Mutevole spero che il nostro rapporto si sviluppi e possa portare vantaggi e soddisfazioni ad entrambi.

A.M.: Hai qualche nuovo progetto per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

Francesco Gabriele: Progetti…SI! Ma sono molto scaramantico purtroppo. Dopo anni in cui avevo perso ispirazione e motivazioni…finalmente questa esperienza americana mi sta arricchendo di tanti di quegli stimoli che ho ritrovato la voglia di scrivere e soprattutto il bisogno di raccontare una storia. Probabilmente occorre un certo periodo di tempo per metabolizzare certe esperienze, occorre superare delle crisi che ti aiutano poi a capire meglio dove vuoi andare e che certamente rappresentano una ricchezza, e un terreno fertile, da cui attingere verità, idee ed emozioni.

Link recensione “Io ci voglio credere”:

http://oubliettemagazine.com/2011/02/18/%E2%80%9Cio-ci-voglio-credere%E2%80%9D-di-francesco-gabriele-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

“Io ci voglio credere” di Francesco Gabriele, Rupe Mutevole Edizioni

February 18, 2011 Leave a comment

“ Solo in quel momento, ho capito davvero cosa provasse Catullo per la sua amata Lesbia: ODIO E AMORE!
La prima volta che lessi questa poesia mi era sembrata così assurda, così inverosimile che due sentimenti apparentemente opposti e palesemente contradditori, potessero convivere nello stesso istante, per di più nei confronti della stessa persona!”
Frik, il protagonista, inizia a conoscere l’amarezza dei rapporti sentimentali. L’amore giovanile, quello che spezza il cuore, quello immaturo ma che cela una forza al suo interno che riesce ad intenerire anche gli adulti che oramai sono avvezzi alle delusioni. Frik, è un ragazzo intelligente che riesce ad utilizzare i suoi studi classici nella vita di ogni giorno, che riesce a capire la differenza tra bene e male ed a rimediare ai suoi errori.
“Io ci voglio credere”, edito nel 2009 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è un romanzo di forte interesse linguistico e sociale. Il protagonista è Federico, meglio conosciuto come Frik, un ragazzo di 19 anni che sta per terminare la sua avventura al liceo classico. Una storia che va oltre il racconto adolescenziale del primo amore, una trama che rivela la maturità delle scelte e delle aspettative della vita. L’autore, Francesco Gabriele, riesce a descrivere la realtà irrequieta dei giovani, a stilizzarla immettendoci passioni, delusioni, inclinazioni artistiche e sentimentali. Il libro consta di 287 pagine e sei capitoli di lunghezza variabile, ogni capitolo è anticipato da una citazione (W. Shakespeare, Walt Disney, Catullo, anonimo, Luis Sepulveda, anonimo). La prefazione è stata scritta da Federico Moccia, il famoso autore dei romanzi d’amore fra adolescenti.
Frik ha un sogno: il cinema. “Io ci voglio credere” inizia proprio con un cortometraggio. Frik ed alcuni amici si recano, infatti, al mare per girare il primo corto, la prima idea di Federico: un horror. Proprio in questa occasione Frik ha un colpo di fulmine e s’innamora perdutamente di una ragazza, Francesca. L‘iniziale del nome in comune che creerà una forte connessione mentale fra i due.
“ 6 bella davvero… Nn come le modelle ke ritoccan le fotografie…Ho scritto una lettera x te così x sempre la leggerai! Ho scritto una lettera x te, così ogni tanto riderai, Xké l’amore fa ridere, lo sai?!”
Ed ecco come Francesco Gabriele interpreta il linguaggio giovanile, nel testo saranno frequenti i rimandi alla realtà odierna della lingua italiana, al giovanilese in primis. L’uso della citazione e della lingua inglese è abbastanza presente, troviamo per esempio “ti lovvo” per indicare “ti amo” e per estensione “ti voglio bene” (“ti lovvo” deriva dall’inglese “to love”). Troviamo anche l’abbreviazione, il modo di dire (per esempio “sgamare” nei suoi diversi significati). Un fattore importante è anche la presenza della musica (Vasco, Oasis, 883, Tiziano Ferro), i testi delle canzoni vengono utilizzati dai personaggi come normale comunicazione.
“ Sarebbe poco originale dirti che quando sono con te, mi fai sentire “3 metri sopra il cielo”, che ne ho conosciute di ragazze, ma “Come te nessuna mai”. Perché non esiste “Manuale d’amore”, che sarà mai in grado di spiegare le infinite sfumature di quello che sento. Insomma, quando ci sei tu, non faccio che chiedermi: “Che ne sarà di noi?” Perché ho una “Voglia di te”, che aumenta ogni attimo che trascorriamo insieme.”

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993
Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine