Archive

Posts Tagged ‘Fondazione Sozzani’

“Masahisa Fukase, Private Scenes”, mostra retrospettiva presso Fondazione Sozzani a Milano

January 17, 2019 Leave a comment

1_fukase_seriesagame_sasuke1983

Masahisa Fukase Private Scenes

a cura di Foam Fotografiemuseum Amsterdam
in collaborazione con Tomio Kosuga, direttore di Masahisa Fukase Archives

Inaugurazione

Sabato 19 gennaio 2019 Ore 15.00 – 20.00

In mostra

20 gennaio – 31 marzo 2019
Tutti i giorni, 10.30 – 19.30 Mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00

Sabato, domenica e festivi Ingresso 5 € Ridotto 3 € (6-26 anni) Ingresso libero da lunedì a venerdì

La Fondazione Sozzani presenta “Masahisa Fukase, Private Scenes” la prima mostra retrospettiva italiana dedicata al grande fotografo giapponese, a cura di Foam Fotografiemuseum di Amsterdam in collaborazione con Tomio Kosuga, direttore di Masahisa Fukase Archives.

L’opera del fotografo giapponese Masahisa Fukase (Hokkaido, 1934-2012) è rimasta in gran parte inaccessibile per oltre vent’anni, in seguito a una tragica caduta che lo aveva lasciato con gravi danni cerebrali permanenti. Dopo la sua morte, gli archivi furono gradualmente aperti, rivelando un ampio materiale che non era mai stato mostrato prima. In questa ampia retrospettiva presentata in autunno al Foam di Amsterdam sono esposte stampe originali dagli archivi di Masahisa Fukase a Tokyo, oltre al suo corpus di lavori “Ravens” (corvi), importanti serie fotografiche, pubblicazioni e documenti che risalgono dagli anni ’60 al 1992.

Fukase ha incorporato la sua lotta personale contro il senso della perdita e la depressione nel suo lavoro in modo sorprendentemente giocoso. I suoi soggetti sono personali e molto intimi: nel corso degli anni, la moglie Yoko, il padre morente e l’amato gatto Sasuke comparivano regolarmente in narrazioni visive talvolta comiche, talvolta sinistre. Verso la fine della sua vita, rivolgeva la macchina fotografica sempre più verso di sé. L’enorme numero di autoritratti – quasi dei proto- selfie – testimonia il modo singolare, quasi ossessivo in cui l’artista si metteva in relazione con ciò che lo circondava e con sé stesso.

Fukase ha lavorato quasi esclusivamente con delle serie fotografiche, alcune nate nel corso di diversi decenni. Divenne celebre per i suoi “Ravens” (i corvi) (1975-1985), un racconto visivo atmosferico e associativo concepito durante un viaggio nella sua nativa Hokkaido.
Il libro Ravens è stato pubblicato nel 1986 e considerato come il miglior libro fotografico degli ultimi 25 anni dal British Journal of Photography nel 2010. Gli stormi dei corvi, quasi un presagio del destino, erano una sorta di metafora del suo stato d’animo di Fukase per il suo matrimonio con Yoko che stava finendo. Meno noto è il fatto che Fukase ha fotografato i corvi anche a colori.

Le rare polaroid della serie “Raven Scenes” (1985) sono esposte in Italia per la prima volta.

La sopravvivenza e il dolore personale sono diventati temi ricorrenti in Fukase per lunghi anni. Nella mostra Kill the Pig (1961), Fukase aveva presentato studi sperimentali sulla moglie incinta e sul bambino nato insieme a fotografie scattate in un macello: una riflessione insieme giocosa e macabra sull’amore, la vita e la morte. In Memories of Father (1971-1987) Fukase mostrava la vita, la decadenza e infine la morte di suo padre in un tenero omaggio e un commovente “memento mori”. I ritratti familiari di famiglia (1971-1989), a volte divertenti e talvolta seri, per i quali l’artista ha ritratto la sua famiglia nello studio fotografico dei suoi genitori, anno dopo anno, formano un’eccezionale cronaca familiare.

L’ esasperata idiosincrasia, la sua non accettazione verso sé stesso, e la continua sperimentazione, culminano negli autoritratti e nelle scene di “Private Scenes” (1990-1991), “Hibi” (1990-1992) e “Berobero” (1991) che documentano il vagabondaggio di Fukase per le strade e la vita notturna di Tokyo. Tre mesi prima della sua fatale caduta, le opere vennero esposte nella mostra “Private Scenes” (1992), insieme a Bukubuku (1991): una serie di autoritratti dell’artista nella vasca da bagno. Le stampe sono datate con il timbro digitale che Fukase aveva iniziato ad utilizzare negli ultimi anni della sua attività. Insieme queste opere costituiscono un diario che scandisce i giorni, i mesi e gli anni in cui Fukase ha vissuto, lavorato e giocato in totale isolamento.

2

“Sarah Moon. Time at Work”, personale presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

September 13, 2018 Leave a comment

Sarah Moon. Time at Work audrey_1998

Sarah Moon Time at Work

Sarah Moon sarà presente all’inaugurazione della mostra

Inaugurazione

Martedì18 settembre 2018 Ore 18.00 – 21.00

In mostra

19 settembre – 6 gennaio 2019 Tutti i giorni, 10.30 – 19.30 Mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00

Sabato, domenica e festivi Ingresso 5 € Ridotto 3 € (6-26 anni) Ingresso libero da lunedì a venerdì

 

Milano rende omaggio a Sarah Moon, artista e fotografa che abita i territori dell’arte e dellafotografia, con due mostre che avranno luogo presso la Fondazione Sozzani e Armani/Silos.

La Fondazione Sozzani con la mostra “Sarah Moon. Time at Work” mette in evidenza il percorsoartistico dell’artista, dal 1995 al 2018. Circa novanta opere, accompagnate da uno storico film documentario di Sarah Moon su Lillian Bassman (“There is something about Lillian”, 2001) e dal cortometraggio “Contacts” (1995), saranno esposte negli spazi della Galleria Carla Sozzani.

In parallelo, Armani/Silos espone “From one season to another”, una raccolta di oltre 170 opere –a colori e in bianco e nero – che offre uno sguardo trasversale sul lavoro di Sarah Moon, accostando opere inedite e meno conosciute alle sue evocative immagini di moda.

Artista francese tra le maggiori fotografe contemporanee, Sarah Moon da molti anni indaga la bellezza e lo scorrere del tempo con un linguaggio proprio e inconfondibile, con cui ha saputo leggere un mondo onirico, in equilibrio tra fiaba e fantasia.

Scrive Sarah Moon: “Time at Work. Questa è la storia del tempo che passa e cancella. Qui e ora, la storia che racconto non è completamente mia, è la storia di queste fotografie prima che scompaiano. È il tempo al lavoro. Per caso ho ritrovato queste immagini in positivo da polaroid che non ho terminato; alcune erano inaspettate, altre solo rovinate, molte sbiadite poco a poco. Le ho raccolte e unite con alcuni lavori recenti.”

Con le sue visioni, in una forma volutamente evanescente, l’artista evoca momenti, sensazioni e coincidenze provenienti da una realtà immaginaria, filtrata dal ricordo e dall’inconscio.

Le sue fotografie sono così misteriose, così cariche di tensione drammatica e tuttavia riservate, rappresentano un intero mondo visto attraverso uno spiraglio luminoso.

Fondazione Sozzani
Sarah Moon. Time at Work.
Dal 19 settembre 2018 al 6 gennaio 2019

Sarah Moon ha iniziato la sua carriera come fotografa di moda nel 1970 e dal 1985 ha continuato a sviluppare un percorso artistico più intimo e personale. Le sue foto sono apparse su molte riviste e sono state oggetto di numerosi libri fotografici, tra cui “Now and then”, “Coïncidences”, “Circuss”, “L’Effraie”,“Le Fil Rouge”, “La Sirène d’Auderville” e “Le petit Chaperon Noir”.

Nel 2008 il libro “1.2.3.4.5” ha ricevuto il Prix Nadar.

Nel 2015 una sua ampia retrospettiva “Now and Then” è stata presentata alla Deichtorhallen Hamburg.
Nel 2003 una grande mostra personale è stata alla Maison Européenne de la Photographie, in tour a Mosca, Shanghai e Pechino, al Kyoto Museum of Contemporary Art (2002) e al Royal College of Art di Londra (2008).

A partire dal 1982, l’opera di Sarah Moon è stata presentata in numerose istituzioni pubbliche e private, come: Galerie Delpire (Parigi), Centre National de la Photographie (Parigi), Galerie Camera Obscura (Parigi),Maison Européenne de la Photographie (Parigi), Rencontres Internationales de la Photographie d’Arles, Muséum National d’Histoires Naturelles (Parigi), Festival International de la Mode et de la Photographie(Hyères), Hôtel des Arts de Toulon, L’Isle sur la Sorgue, Le Botanique (Bruxelles), Michael Hoppen Gallery(Londra), Royal College of Art (Londra), Fotografia Europea (Reggio Emilia), Galleria Carla Sozzani (Milano), Palazzo Fortuny (Venezia), Palazzetto Eucherio Sanvitale, Parma, Deichtorhallen (Amburgo), Fotografie Forum (Francoforte), Camera Work (Berlino), Maison de la Photographie (Mosca), Foto Art Festival (Bieslsko-Biala, Polonia), Fotografiska (Stockholm, Suède), ICP, The International Center of Photography (New York), Howard Greenberg Gallery (New York), Koch Gallery (San Francisco), Weinstein Gallery (Minneapolis), Fotogaleria del Teatro San Martin (Buenos Aires), Navio Museum of Art (Osaka), Kahitsukan Museum (Kyoto), Akio Nagasawa Gallerie (Tokyo), Musée des Beaux Arts de Shanghaï, Musée National de Pekin (Beijing), Seoul Arts Center (Seoul).

Sarah Moon ha diretto numerosi video e film, tra cui il lungometraggio “Le montreur d’images”, “Mississippi One”, e film storici su fotografia e fotografi su “Henri Cartier-Bresson” e “Lillian Bassman”. Ha lavorato a cinque cortometraggi ispirati ai racconti di Hans Christian Andersen e Charles Perrault, tra cui: “Circuss”,“L’Effraie”, “Le Fil Rouge”, “La Sirène d’Auderville” e “Le petit Chaperon Noir”.

Tra i numerosi premi e i riconoscimenti, il premio DADA a New York nel 1972; il leone d’argento per i filmpubblicitari nel 1989 a Cannes; il premio libri per l’infanzia a Bologna con “Le petit Chaperon rouge” nel1986; il Leone d’oro per i film pubblicitari a Cannes con Cacharel; il Grand Prix de la Société allemande de photographie, GMBPH, Berlino e il Prix Nadar a Parigi nel 2008; Grand Prix de la Photographie, Parigi nel 2005.

Fondazione Sozzani

La Fondazione Sozzani è un’istituzione culturale costituita a Milano da Carla Sozzani nel 2016
per la promozione della fotografia, della cultura, della moda e delle arti. La Fondazione ha assunto il patronato della Galleria Carla Sozzani e intende proseguire il percorso dell’importante funzione pubblicache la galleria svolge da 28 anni.