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Julian Schnabel, personale al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno

Julian Schnabel, personale al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno

Foligno – Il 20 aprile 2013 è stata inaugurata al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno una importante mostra personale di Julian Schnabel con 14 grandi capolavori dell’artista in gran parte mai esposti in Italia.
Julian Schnabel è uno degli artisti americani più famosi sulla scena internazionale sia per la produzione pittorica che per quella cinematografica, vive e lavora a New York. Esponente di spicco di un neoespressionismo che risente delle influenze europee e anche della Transavanguardia italiana, Schnabel ha elaborato una ripresa della pittura in assoluta indipendenza tecnica e contenutistica.
Classe 1951, laureato nel 1973 in Belle Arti all’Università di Houston, ha allestito la sua prima mostra nel 1976 al Contemporary Arts Museum di Houston. Nel 1979 presenta due mostre personali alla famosa Galleria Mary Boone di New York, realizzando dipinti a cera e su lastra. I critici celebrano il suo lavoro definendolo “il ritorno alla pittura”. Il 1980 vede la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia, dove conosce Francesco Clemente. Comincia a sviluppare una pittura “selvaggia” e gestuale per cui i critici coniano l’espressione neo-espressionista. E integra nei suoi quadri oggetti rinvenuti, usati, esposti alle intemperie, che divengono elemento essenziale del suo lavoro. Le sue opere di pittura e di scultura – su tela cerata, fondi di teatro giapponese, rivestimenti di pavimenti di ring da pugilato, tutti materiali “con una storia”, spesso di dimensioni gigantesche come la serie realizzata nel 1990 –  sono conservate nei musei e nelle collezioni di tutto il mondo, dal MoMA di New York al Guggenheim di Bilbao, al Museo Pecci di Prato.
Genio eclettico anche nel linguaggio filmico, nel 1995 realizza un film sul suo amico pittore di Brooklyn Jean Michel Basquiat, il primo artista nero della Street Art, scomparso a soli 28 anni e oggi riconosciuto a livello internazionale. Nel 1999 dirige Prima che sia notte sulla vita dello scultore cubano esiliato Reinaldo Arenas, che vince nel 2000 il Gran Premio della Giuria e la coppa Volpi per il miglior attore, Javier Bardem, al Festival del cinema di Venezia; nel 2007 realizza il suo terzo film Lo Scafandro e la farfalla, tratto dal romanzo di Jean Dominique Bauby, con cui vince il premio per il miglior regista al Festival di Cannes. Alla 64° edizione della Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia fa parte della Commissione del  Venice Movie Stars Photography Award.
In Italia ha esposto nel 1996 in una grande retrospettiva alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, nel 2004 alla Galleria Cardi & Co di Milano e nel 2007 in due grandi mostre personali a Roma e Milano, dove si presenta alla conferenza stampa di apertura in pigiama di seta, divenuta la sua cifra stilistica. Recentemente l’artista ha tenuto una grande personale nella sede di Los Angeles della Galleria Gagosian. La mostra al Centro Italiano Arte Contemporanea di questo celebre artista, curata e presentata in catalogo da Italo Tomassoni, si propone come una irripetibile occasione per la conoscenza della pittura contemporanea internazionale.
Sono esposti quattordici lavori di grandi dimensioni che esemplificano il lavoro dell’artista dal 1985 sino al 2008otto opere appartengono al grande gallerista Gian Enzo Sperone, che conosce profondamente Schnabel, suo vicino di casa a New York e così lo descrive: “Con Julian Schnabel, che ho conosciuto parecchio tempo fa in un ascensore di West Broadway che portava da Leo Castelli, ho incominciato un discorso che non si è ancora esaurito. Strano parecchio, perché la grande parte egli artisti che ho esposto, amato e sostenuto, non li vedo più…La persona è debordante per energia e stazza, non si sottrae al dialogo, anzi lo esige, non elude e richiede molta attenzione…Come pittore, Julian ha una capacità d’intonazione fuori dal normale, con slanci e finezze talvolta in controcanto con il resto, magari cupo, del quadro: mai retorico…Il quadro, alla fine, incombente o sbilenco che sia, funziona sempre e mantiene negli anni il forte slancio che ne ha caratterizzato la genesi: una freschezza impressionante…La sua pittura picchia duro, su telacce d’accatto, formati vertiginosi, colore non steso, ma spalmato con le mani. Scritte insolenti, a volte ovvie a volte fulminanti, mai tremolanti” (dal volume Julian SchnabelDipinti 1976-2007, Skira).
Gli altri sei lavori, sempre di grandi dimensioni, appartengono a un collezionista milanese che ha accettato di prestare le sue opere al CIAC per completare il percorso della mostra. Tre opere sono state esposte a Roma a Palazzo Venezia nella mostra del 2007, le tre altre non sono mai state esposte.
Tra questi sei lavori l’opera-capolavoro JMB realizzata dopo la tragica morte per overdose dell’amicoBasquiat, esposta una sola volta a Toronto e richiesta a New York per la fine dell’anno, che rappresenta, scrive Italo Tomassoni : “il culmine del suo linguaggio e della sua accorata testimonianza. Emozione, visionarietà, passione ed evocazione potente e tragica. La tensione spirituale dell’artista si misura in quest’opera  trasfigurando il ricordo con il  tragico quotidiano che  trova nella tela un memoriale d’oltretomba che trascorre incessante dal qui all’altrove”.
“In Schnabel l’intero bagaglio iconografico dell’Espressionismo – continua Tomassoni – viene sottoposto a una manipolazione radicale che scarta ogni grammatica e spinge la materia dentro la sua opulenza, nella finitezza della sua caotica fenomenologia, tracciando percorsi indeterminati in cui lo smarrimento dell’identità e dell’autobiografia si presentano come l’unica esperienza autentica. In questo senso Schnabel, in linea con l’orizzonte culturale dell’eclettismo nuovayorkese, azzera storia e geografia, stabilizzandosi in un asse che è tanto più forte quanto più è antropologico, materiale e inaccessibile a una traduzione definita”.
Una occasione dunque unica per apprezzare la potenza poetica e cromatica di un grande artista sempre alla ricerca di nuovi stimoli e suggestioni da riportare nelle sue opere grandiose, che hanno segnato in modo indelebile l’arte contemporanea internazionale degli ultimi cinquant’anni.
La mostra resterà aperta sino al 23 giugno 2013.
Informazioni CIAC:
Via del Campanile, 13 – Foligno, tel. 0742 357035 – 0742 621022
http://www.centroitalianoartecontemporanea.com
Apertura e orari mostra: Venerdì, Sabato e Domenica 10.00-13.00 – 15.30-19.00
Ingresso gratuito

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“Canti e Discanti – Umbria World Fest”, in attesa della undicesima edizione del festival a Foligno

June 7, 2012 Leave a comment

“Canti e Discanti – Umbria World Fest”
XI edizione – Foligno (18-27 luglio 2012)

Si terrà a Foligno dal 18 al 27 luglio 2012 e ospiterà artisti di fama nazionale ed internazionale (tra cui Al Di Meola, nella foto): musicisti, fotografi, registi, ballerini, viaggiatori, scienziati, giornalisti) per affrontare il tema “Madre Terra”
Spicca anche il nome di Foligno nell’elenco delle città, insieme alle più grandi capitali di tutto il mondo, che saranno toccate da un grande evento musicale. Al Di Meola, annoverato fra i migliori chitarristi del mondo, regalerà infatti alla città umbra una delle sue rarissime performance italiane.
Ormai quindi è ufficiale. Ad arricchire il cartellone dell’11esima edizione di “Canti e Discanti – Umbria World Fest” ci sarà l’esibizione di Di Meola, prevista per il 26 luglio 2012 alle ore 21.30. Suggestiva anche la location, visto che l’esibizione sarà presso la corte di Palazzo Trinci (prevendite sui circuiti abituali e su http://www.ticketitalia.com).
Questa nuova edizione del festival, che dal 18 al 27 luglio 2012 affronterà il tema “Madre Terra”, intende così stimolare ed arricchire la riflessione sulle trasformazioni ambientali, culturali e paesaggistiche che investono il pianeta. Attraverso le diverse forme di espressione artistica, saranno legati insieme diversi luoghi del mondo, con esperienze e storie che verranno proposte in anteprima in Umbria. Artisti di fama nazionale ed internazionale (musicisti, fotografi, registi, ballerini, viaggiatori, scienziati, giornalisti ecc…), che saranno presentati prossimamente, porteranno per dieci giorni il mondo a Foligno e ci racconteranno appunto la “Madre Terra”.
A suo modo, attraverso le note magiche della sua chitarra, la saprà racconterà benissimo anche Di Meola. Dopo un tour in Marocco, il chitarrista ha deciso di espandere la sua World Music con la nuova formazione “New World Sinfonia”. Ed Al Di Meola New World Sinfonia è il nome della formazione con la quale il notissimo chitarrista americano da qualche anno si accompagna, da quando egli stesso l’ha fondata e con la quale, anche quest’anno, ha affrontato un’impegnativa tournèe girando tutto il mondo, da Beirut a Seul, da Londra a Betlemme, da Bucharest a New York, da Chicago a Monaco, da Bilbao a Zurigo.
Gran parte della critica non ha dubbi nel definire Al Di Meola, uno dei migliori chitarristi viventi. L’artista 57enne, nato in New Jersey, ma originario della provincia di Benevento, calca dagli anni ’70 i palchi di tutto il mondo.
Esploratore e precursore del genere jazz, la sua musica è un’avanguardia continua che richiama a sé la world music, il tango nuevo rubato a Piazzolla, il flamenco, le ascendenze brasiliane, la musica africana e medio orientale, e ovviamente il  alla Di Meola.
La celebrata carriera musicale di Di Meola ha raccolto e sperimentato un vasto spettro di emozioni in un unico stile che comprende molteplici influenze. Si passa dalla velocità impressionante dei suoi primi assoli alla sfida e al trionfo del “Guitar Trio” formato da Al Di Meola, John Mclaughlin e Paco De Lucia; dalle esplorazioni brasiliane di “Cielo e Terra” e “Soaring Through A Dream” al romanticismo globale e al richiamo al Tango del gruppo acustico di Al Di Meola “World Sinfonia”.
Robert Lynch, storico della chitarra, ha scritto: “Nella storia della chitarra, nessuno ha contribuito in modo così decisivo a far progredire lo strumento nell’approccio tecnico come Al Di Meola. Una tecnica pulita e morbida sulle corde nonostante l’impressionante rapidità di esecuzione. Sicuramente il più veloce chitarrista in assoluto nell’uso del plettro.”
È stato premiato più di una volta anche dalla rivista “Guitar Player Magazine” come miglior chitarrista jazz ed ha collaborato con autentiche star come Phil Collins, Carlos Santana, Chick Corea, John Mclaughlin, Paco de Lucia, Herbie Hancock e Stenie Wonder, Frank Zappa, solo per citarne alcune.
Prevendite sui circuiti abituali e su: www.ticketitalia.com Per info:www.cantiediscanti.net
Al Di Meola sarà in concerto a Foligno per “Canti e Discanti – Umbria World Fest”,  festival che per la sua 11esima edizione ospiterà dal 18 al 27 luglio anche altri artisti di fama nazionale ed internazionale (musicisti, fotografi, registi, ballerini, viaggiatori, scienziati, giornalisti) per affrontare il tema “Madre Terra”. 
Il grande chitarrista si esibirà il 26 luglio alle ore 21.30 presso la corte di Palazzo Trinci.
Annoverato fra i migliori chitarristi al mondo, regalerà una delle sue rarissime performance italiane accompagnato dalla New World Sinfonia.

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