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World Sacred Music Fès 2012, reincantare il mondo

May 18, 2012 Leave a comment

Si può considerare oggi che il muro della ragione pura, sul quale si basa la modernità, si sta crepando e minaccia di affondare?  In una maniera sorprendente il razionalismo consegnato a se stesso pare che abbia tramato nel corso del tempo, in parallelo con  una straordinaria inventiva teconologica,  uno strano totalitarismo efficace quanto invisibile. Da mesi, dopo “l’orrore economico”, si parla con insistenza di una dittatura finanziaria che ci tocca quotidianamente, senza comprendere bene le sue leve. Sempre più persone sono disposte a considerare tutto questo come una fatalità, chiamata mondializzazione, con la quale i politici devono rassegnarsi ad accettare, senza speranza di superarla. Perchè la fatalità qui non è solo economica; è una conseguenza sociale, culturale e umana, che non si può disconoscere.  Reincantare il mondo è vedere le possibilità di nuovi rapporti dove la fatalità, e quindi la dittatura di fatto compiuta, non ha più spazio. È riprendere la ripulitura dei processi attuali di delegittimazione per restituire il posto dell’Uomo, della Cultura, della Spiritualità; svincolarsi dal diktat dell’economia e ritrovare la libertà dello spirito. Questo potrà essere il frutto di una prossima ondata di indignazione globale che sommergerà quelle già avvenute. Qui la poesia, la quiete della Bellezza, l’art de vivre, che bisogna tenere in considerazione come livello di Vita, come una ricchezza materiale, laddove  esiste, del vivere insieme riprendendosi tutti i diritti. Come iniziare una tale epopea alle volte individuale e collettiva senza incappare nelle mille trappole tese dalle diverse forme di ricerca del potere, sia materialista o idealista, politico o fondamentalista?  Sono frammenti di insegnamenti che potranno ispirarci; frammenti di un personaggio fuori dal comune e in un certo modo, fuori dal tempo. Omar Al Khayyam, poeta, uomo di scienza, filosofo, spirito libero, che da più di dieci secoli ispira con la sue Rubyat (quartine); folgore poetica che ha tanto da insegnarci. Il Festival di Musiche Sacre dal Mondo di Fès, dedica la sua 18a edizione, dall’8 al 16 giugno,  al poeta filosofo, e vedrà quest’anno la partecipazione di innumerevoli artisti tra cui Bjork, Mory Djely Kouyaté, l’Ensemble Gipsy Sentimento Paganini dall’Ungheria, Anuj Mishra con la sua danza Kathrak dall’India, l’Ensemble Nour dall’Iran, Sanam Marui dal Pakistan, Archie Sheep e il Gospel Blues Ensemble dagli Usa, Joan Baez, Cantica Symphonia con il Mito Settembre Musica dall’Italia, Cherifa dal Marocco, Wadie El Safi dal Libano, Lofti Bouchnak dalla Tunisia, Terra Maïre dalla Francia, e molto altri ancora. Momenti di alta spiritualità in un contesto magico come quello della medina medievale di Fès, concentrato puro di anime raccolte per qualche giorno alla ricerca dell’essenza umana. Un Forum con innumerevoli ospiti dal titolo “Un anima per la mondalizzazione” vedrà diverse tavole rotonde tra cui “Il poeta e la città, “Dopo la Primavera Araba, che avvenire”, “Spiritualità e Impresa” e “Crisi finanziaria o crisi di civilizzazione?”.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Fès, splendore in similitudine con le favelas di Rio de Janeiro

September 10, 2011 Leave a comment

La splendida Fès è allo stremo. Hay Aounates El Hajjaj è un quartiere che sul piano della sicurezza ha delle similitudini con le favelas di Rio, senza avere la stessa architettura. Quando ci si avvicina assomiglia a tanti quartieri sparsi nelle varie città marocchine, dal nord al sud. Le costruzioni che nascono a vista d’occhio sono del tipoR+3 o R+4 (3/4 piani), seguendo il modello catastale nazionale in uso nelle città. Ma, a tutti gli effetti, le costruzioni periferiche sono in realtà un muro perimetrale che circonda una città selvaggia dove regna l’anarchia. In seguito alle dimissioni delle autorità, un grupppo di islamici hanno costituito una banda armata con coltelli e spade; questo permette ai suoi membri di affrontare la deliquenza ma anche di imporre le loro ideologie malate. Un fenomeno, che era totalmente sparito dopo gli avvenimenti del 2003, prolifico oggi a causa dell’inesistenza delle autorità preposte e che giornalmente guadagna terreno. I quartieri di Hay 45-Bab Sifr, vicino a Ben Dabab, Hay Chicane a Ben Souda, Hay Laayoune, Zankat Azziate, Sidi Boujida, Hay Wandou-Bab Fthou, Hay Ain Boufaouz, Inane Al Kadiri…queste le zone ad alto rischio abbandonate e conquistate dai trafficanti di droga e dai gangster. Nate senza autorizzazioni, le costruzioni si accumulano in questi quartieri, spogli di ogni struttura culturale, sportiva o di attrazione. Anche gli alberi e i giardini sono rari. “La povertà di tutte le campagne che circondano Fès spinge i giovani demuniti a spostarsi nei quartieri selvaggi della città. Davanti a questa situazione tutti hanno paura. I responsabili non vogliono prendere nessuna iniziativa che rischierebbe di provocare degli scontri che creerebbero grossi problemi ai loro superiori”, ha dichiarato un poliziotto sotto aninimato a Aufait Maroc. Gli abitanti di Fès si sono costituiti in una Associazione, Fès Cultura e Patrimonio dell’Umanità. Il suo presidente, Mohammed Sanhaji, sta combattendo un ardua battaglia con le inesistenti autorità, per ridare nuovo slancio alla splendida città medioevale e imperiale. Mohammed Azhari, presidente di un altra associazione, l’Associazione Fassi per l’ambiente e lo Sviluppo, conferma l’assenza totale dei responsabili davanti al degrado sociale e ambientale della città. Abdenbi Errifi, abitante di Hay Narjis dichiara a Aufait che “in tutta la città di Fès oggi è molto difficile camminare di notte e, di giorno, bisogna essere sempre in guardia. A Aouniate El Hajjaj anche la polizia ha paura di entrare. Sovente si assiste ad aggressioni davanti ai poliziotti stessi che non fanno alcun gesto per difendere le vittime”. L’urbanizzazione selvaggia del Marocco non è altro che lo specchio della corruzione e dell’incompetenza che regna sovrana. Si costruisce di notte, sono ben organizzati e non si sa da dove sbucano, pertanto le zone delle bidonville e gli altri quartieri insalubri si vendono a prezzi alti perchè commercialmente validi per lo spaccio di droga. Come nelle favelas di Rio il crimine si è sviluppato e organizzato al punto di fare paura alle autorità stesse che non osano più, da tempo, avventurarsi in queste zone di non-diritto. Il rischio rimane quello degli islamisti che si installano in quelle zone e si ergono a protettori della popolazione demunita che non puo’ traslocare in luoghi più vivibili. Come a Rio, ci si chiede, la sola soluzione sarà quella di inviare i militari per occupare questi quartieri? La politica di riassorbimento delle bidonville è effettivamente reale solo nelle cifre. Ma non si stanno creando delle periferie calde ovunque attorno alle città del Marocco, cementificando illegamente per produrre niente altro che giovani prigionieri di questi muri? Si rimpiazziano le bidonvilles con dormitori senza anima, senza cultura, senza lavoro, senza educazione, senza spazi verdi degni di questo nome. I candidati alle prossime legislative di novembre inseriranno tutte queste problematiche nei loro programmi e relative soluzioni, dimenticandole velocemente. Comme d’habitude!, dicono i cittadini onesti..

Credits Interviste: Aufait Maroc

Fonte: My Amazighen

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Fès e il suo Festival di Musica Sacra

June 1, 2011 Leave a comment

Fès, splendida e ospitale, non lascia trasparire immediatamente i suoi segreti. Dalle sommità delle sue colline dove sembrano dormire le tombe della necropoli merinide, si estende un mare di tetti tenuti  alti dai muri colorati dalla luce, fermi, stabili, dietro al loro anonimato di patrimonio che non chiede altro che tempo per svelarsi ai viaggiatori. Fès, che fu per secoli la capitale politica e intellettuale del Marocco, è ora un centro di incontri e di scambi. Nelle cronache storiche si racconta che Silvestro II (Gerbert d’Aurillac), Papa dal 999 al 1003, soggiorno nella sua giovinezza per compiere degli studi che gli diedero l’opportunità di  introdurre le cifre arabe in Europa. Maimonide, medico e filosofo ebreo, insegno’ alla prestigiosa Università  Qaraouine. L’opera di questo filosofo è una meravigliosa illustrazione della simbiosi della cultura giudeo-islamica che prevalse in Andalusia e trovo’ un eco simile a Fès. Il Festival di Musiche Sacre del Mondo, creato nel 1994, si iscrive nella tradizione dei sapienti, degli artisti e nella spiritualità della città.  Il Festival di Fès venne proclamato dall’ONU, nel 2001, come uno degli avvenimenti più importanti e fondamentali per il dialogo delle civiltà. Parallelamente al Festival, si è svillupato un réseau internazionale  di sostegno e di mediatizzazione; è nata cosi’ negli USA l’Organizzazione “Spirit of Fès” che organizza ogni due anni un programma del Festival e degli Incontri di Fès attraverso 20 città americane.  Una tournée venne organizzata durante il mese di ottobre e novembre 2006 in diverse città americane con un concerto finale al Carnagie Hall di New York. La diffusione, attraverso queste manifestazioni, dello “Spirito di Fès”, è servito ad irradiare cultura e interscambio in diversi luoghi del mondo.

Molte altre città come Milano, Londra o Madrid, hanno voluto un interscambio con Fès, per prolungare il messaggio del Festival e degli Incontri di Fès, in primis per creare un dialogo di spiritualità attraverso la musica, creando una cultura di pace favorita da una mondalizzazione pluralista, rispettosa dei valori etici e religiosi.  Il filo d’Arianna che attraversa tutta la programmazione del Festival di Musiche Sacre di Fès, quest’anno, nelle sue diverse declinazioni, è quello della creazione e dell’innovazione. Nel corso di una avventura che festeggia quest’anno i 17 anni del Festival, l’impressione che si ha di questa manifestazione è che abbia raggiunto progressivamente la sua età matura. Non è soltanto un luogo dove si consuma della cultura ma è quello della creazione e dell’esperienza, con la complicità di artisti importanti  per scoprire insieme l’Oriente e l’Occidente.  Lo “Spirito di Fès” diventerà una sorta di label dove si ritroveranno le tracce e i ragionamenti dei differenti paesi del mondo. Il Forum, una “Davos spirituale”, è un luogo privilegiato per osservare il mondo in mutazione che apporta dei nuovi  sguardi emananti culture e saggezze, insieme alla serenità e alla comprensione. E’ stato ben capito  lo “spirito di Fès”, anch’esso in perenne evoluzione, segno tangibile di una vitalità e di una capacità che continua a sorprendere ad ogni  tappa delle sue nuove esplorazioni  sociali, intellettuali o artistiche della nostra cultura.

Fonte: My Amazighen

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Marocco, giugno di cultura a Fès

May 20, 2011 Leave a comment

La città di Fès, capitale religiosa del Marocco, si appresta a vivere, dai primi giorni di giugno, una serie di importanti eventi che avranno come comune denominatore la cultura, in ogni suo aspetto. Tra concerti, dibattiti, esposizioni, proiezioni di film, installazioni sceniche e audovisive, la scenaculturale fassì  farà una rentrée estiva degna del suo nome. Si inizierà il 3 giugno con il celebre Festival di Fès della Musica Sacra del Mondo, avvenimento che da 17 anni, rende la città internazionale, in una missione di pace e di incontro tra i popoli. Questa edizione, titolata “Saggezze del mondo”, avrà come filo condutture il confronto tra eredità tradizionale e  contemporanea. Nove giorni durante i quali i festivalieri non avranno che l’imbarazzo della scelta davanti ad un cartellone artistico superlativo, che avrà come scenografie le piccole strade della medina, le mederse, i foundouks, palazzi e fontane della città, di giorno come di notte. Sempre nella cornice del sacro, la città ospiterà per tutto il mese di giugno, due esposizioni inedite, che incroceranno lo sguardo di due fotografi professionisti: Albert Huber, fotografo di Strasburgo, che poserà il suo sguardo sul sacro nel cuore della città idrisside, e il fotografo fassi Thami Benkirane. L’Istituto francese di Fès, iniziatore di queste esposizioni, proporrà anche, dal 3 al 10 giugno, una installazione audiovisiva e scenografica nel sontuoso palazzo di Dar Batha, intitolata “Magazan o l’acqua del cielo”. Una sintesi di immagini e di suoni raccolte nel 2009 nella cisterna portoghese di El Jadida e  alcune interviste realizzate nel 2010 nella stessa città. Questa installazione di Laurent Mulot e Thierry Poquet, si presenta sotto forma di otto pozzi con immagini e suoni, due schermi, quattro attori, quattro musicisti, un coro di voci bianche e due artisti circensi, in complicità con la scuola di musica Al Mawcily Academia di El Jadida e la scuola nazionale del Circo Shemsy di Salé. La settima arte sarà onorata con dei lungo metraggi, realizzati tra il 2009 e il 2010, e verranno proiettati durante tutto il mese di giugno, presso l’Istituto culturale francese. Due film sono attesi: “Un poison violent” di Katell Quillévéré, che è stato selezionato nella “quinzaine” dei registi di Cannes 2010, e “Venti di sabbia, donne di roccia” di Nathalie Borgers, selezionato al Festival internazionale del film di Pusan 2009. L’Istituto Cervantès, altro attore che ha contribuito all’animazione della scena culturale locale, accoglierà sino al 19 giugno un esposizione dell’artista Diego Diaz, sotto il segno della libertà. Sarà la giornata del 18 giugno, detta “la giornata dello spagnolo” o “El Dia E”, sotto i riflettori, con un programma di attività culturali che festeggeranno la lingua spagnola, parlata da oltre 500 milioni di persone nel mondo. Se siete in Marocco nel mese di giungo non fatevi mancare qualche giornata nella splendida città di Fès, che per l’occasione sarà ancora più bella e luminosa.

Fonte: My Amazighen

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Fès riflette sull’avvenire dell’Umanità

April 21, 2011 Leave a comment

L’Accademia del reame marocchino ha invitato centinaia di personalità, tra cui 300 premi Nobel, per riflettere sull’avvenire dell’umanità. Punto d’incontro: Fès, dal 1 al 3 maggio 2011. Il Marocco accoglierà i Nobel per riflettere sullo sviluppo sociale e umano del domani sotto l’egida della prestigiosa Accademia reale ospitando, tra gli altri, Bill Clinton, Lula da Silva, Abdoulaye Wade, Tony Blair, Henry Kissinger e Dominique Strauss-Kahn. Appuntamento di prestigio per Fès, capitale spirituale del reame marocchino e centro turistico internazionale grazie alla sua splendida e medioevale medina, che sarà la scenografia più bella per un incontro socio-culturale di livello mondiale.

Fonte: My Amazighen

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