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“Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara”, mostra a Palazzo dei Diamanti a Ferrara

December 7, 2012 Leave a comment

Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara

I capolavori del Museo Boldini e delle altre raccolte d’arte moderna e contemporanea di Palazzo Massari saranno in mostra a Palazzo dei Diamanti dal 13 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013.
Un’ampia selezione di opere di Boldini, Previati, Mentessi, Minerbi, Melli, Funi e De Pisis, ovvero dei più importanti artisti ferraresi dell’Ottocento e del Novecento, verrà presentata assieme ad un nucleo di opere di altri grandi maestri italiani come Gemito, Boccioni, Carrà e Sironi, patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.
L’idea della mostra è stata sollecitata dalla chiusura del complesso di Palazzo Massari, che ospita le collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, in seguito al sisma che nel maggio scorso ha colpito l’Emilia-Romagna. Fino a quando non verranno eseguiti importanti lavori di consolidamento dell’edificio, i tesori d’arte che esso custodiva non saranno fruibili. Di qui la decisione di dare loro visibilità, sia pure temporanea, in una mostra a Palazzo dei Diamanti, per sottolineare l’importanza e la qualità del patrimonio di Palazzo Massari ma anche per sensibilizzare alla salvaguardia di questo e di altri beni artistici danneggiati dal terremoto.
Nelle intenzioni del Comune di Ferrara e di Ferrara Arte, i capolavori in mostra diventeranno l’emblema della città: si sta infatti studiando una loro presentazione, dopo questa “prima” ferrarese, in altre sedi espositive italiane.
Per dar spazio a questa rassegna, la mostra su Michelangelo Antonioni, già programmata per il prossimo autunno, è stata posticipata alla primavera 2013.
Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara riunisce un’ottantina tra dipinti, sculture e opere su carta che raccontano oltre centocinquant’anni di produzione artistica locale, ma anche nazionale e internazionale. Il percorso si apre con le testimonianze della civiltà figurativa ferrarese della prima metà dell’Ottocento che costituirono la sezione moderna della Pinacoteca Municipale: dalle prove d’ispirazione purista di Giovanni Antonio Baruffaldi e Giovanni Pagliarini, centrate su temi letterari o religiosi, alle opere di interpreti del fervore romantico, quali Girolamo Domenichini, Massimiliano Lodi e Gaetano Turchi, che rievocano la grandezza del passato estense o danno forma alle tensioni e alle speranze del periodo risorgimentale. Dopo la metà del secolo, la fortuna di generi come il ritratto, la veduta e il paesaggio è spesso legata a personalità attive anche fuori Ferrara, tra tutti Giovanni Boldini, che sarà figura di spicco del rinnovamento della pittura italiana e internazionale della seconda metà del secolo, prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti. Un ampio nucleo di capolavori di Boldini testimonierà il suo ruolo di indiscusso protagonista della Belle Époque e, al tempo stesso, la nascita del museo a lui dedicato che fu istituito nel 1935: icone della sua ritrattistica come il Ritratto del piccolo SubercaseauxFuoco d’artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa, ma anche interni d’atelier, nature morte e vedute.
Nel corso del Novecento le collezioni si arricchirono di opere di altri maestri locali che raggiunsero la fama fuori Ferrara: dalPonte di Charing Cross di Alberto Pisa, alla Pace di Giuseppe Mentessi, fino al Trafugamento del corpo di Cristo di Gaetano Previati. Un capolavoro simbolista di Previati come Paolo e Francesca ed altri suoi dipinti divisionisti saranno presentati assieme ad opere di ispirazione secessionista e futurista di Arrigo Minerbi, Aroldo Bonzagni, Umberto Boccioni, Roberto Melli e Annibale Zucchini, a sottolineare il ruolo anticipatore del pittore e l’importanza della sua lezione per la generazione successiva. L’animato clima artistico italiano tra le due guerre sarà poi evocato da un lato dalla pittura tonale di Roberto Melli, legata alla vena espressionista della “Scuola Romana”, dall’altro dal moderno classicismo di uno dei massimi esponenti di “Novecento”, Achille Funi, che verrà accostato a pionieri del “ritorno all’ordine” e delle poetiche arcaiste, quali Carlo Carrà e Mario Sironi.
In un ambito internazionale s’iscrive invece la vicenda artistica di Filippo de Pisis, cui sono intitolate le raccolte del Novecento. Grazie soprattutto all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta è possibile ripercorrere l’intera parabola creativa del ferrarese, dalle nature morte marine di ispirazione metafisica (Le cipolle di Socrate) agli esiti della sua “stenografia pittorica” che caratterizzano, ad esempio, le vedute parigine, dalle penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro ai lirici, commoventi capolavori della maturità quali La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio.
Come già accaduto per altre importanti rassegne, la mostraBoldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte nei musei ferraresi sarà accompagnata da un progetto didattico rivolto al mondo delle scuole e alle famiglie, che prevede anche la pubblicazione di un libro per bambini, realizzato da Ferrara Arte grazie al sostegno di ENI. Il progetto, ideato al fine di avvicinare i ragazzi al patrimonio artistico della propria città e all’arte dell’Otto e del Novecento, è particolarmente significativo per Ferrara che in questo momento di grande difficoltà intende dare un forte segnale, sottolineando come la “ricostruzione” debba partire proprio dall’educazione dei più giovani.
Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 13 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013
Mostra a cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi, organizzata da Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.

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“Memorie liquide”, mostra fotografica di Mustafa Sabbagh al Museo Giovanni Boldini di Ferrara

May 29, 2012 Leave a comment

Ferrara – dal 20 maggio al 30 settembre 2012, il Museo Giovanni Boldini – Palazzo Massari, ospita “Memorie liquide”, mostra fotografica di Mustafa Sabbagh. Sedici fotografie e due installazioni, nati dall’incontro con l’opera pittorica di Giovanni Boldini, celebre ritrattista della Belle Époque, e in serrato dialogo con gli spazi di Palazzo Massari che ne ospitano il museo monografico.
Sede: Museo Giovanni Boldini – Palazzo Massari, Corso Porta Mare 9 – Ferrara; Orari:da martedì a domenica: 9.30-13.00 / 15.00-18.00; Tariffe: intero euro 6,00; ridotto euro 3,00.Gratuito fino a 18 anni.

“Violence. L’arte interpreta la violenza”, rassegna d’arte per la XV Biennale Donna al Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara

April 18, 2012 Leave a comment
XV Biennale Donna
Violence. L’arte interpreta la violenza
Padiglione d’Arte Contemporanea, 22 aprile – 10 giugno 2012
Continuando il percorso iniziato nelle precedenti tre edizioni, la Biennale Donna ancora una volta si prefigge il compito di individuare ed esplorare tematiche legate a problemi socioculturali, identitari, comportamentali e geopolitici, interpretati grazie all’acuta creatività di alcune delle più note voci femminili dell’arte contemporanea.
Curata da Lola Bonora e Silvia Cirelli, l’esposizione propone il percorso di sette artiste già affermate a livello internazionale e la cui ricerca è da tempo incentrata sul tema della violenza, una questione purtroppo ancora oggi molto attuale. Naiza H. Khan, Yoko Ono, Loredana Longo, VALIE EXPORT, Regina José Galindo, Lydia Schouten e Nancy Spero raccontano realtà ed esperienze estremamente diverse l’una dall’altra, indagando la pratica della violenza nelle sue accezioni più ampie e disparate: da quella individuale a quella familiare, da quella culturale a quella politica fino ad arrivare a quella sociale.
Senza limitazioni di genere o identità, la rassegna rivela confronti a volte urlati altre soffocati, presentati con una molteplicità di linguaggi espressivi come sculture, fotografie, disegni, videoarte e installazioni, anche realizzate appositamente per la Biennale.
La mostra è organizzata dal Comitato Biennale Donna dell’UDI (composto da Lola Bonora, Anna Maria Fioravanti Baraldi, Anna Quarzi, Ansalda Siroli, Dida Spano, Antonia Trasforini, Liviana Zagagnoni) e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, ed è sostenuta da Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara e Regione Emilia-Romagna.
XV Biennale Donna – VIOLENCE. L’arte interpreta la violenza
Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea, 22 aprile – 10 giugno 2012
Orari
Aperto da martedì a domenica 9.30 – 13.00 / 15.00 – 18.00 
Aperto anche 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno 2012
Ingresso
intero € 4,00
ridotto € 2,00 (giovani dai 18 ai 30 anni titolari della Carta Giovani, over 65 anni, studenti universitari, categorie convenzionate)
gruppi (almeno 10 persone, gratuito per un accompagnatore) € 2,00 
gratuito per i gruppi scolastici
Contatti
Padiglione d’Arte Contemporanea
Corso Porta Mare 5, Ferrara
Per informazioni:
Call Center Ferrara Mostre e Musei
tel. +39 0532 244949 
fax +39 0532 203064
diamanti@comune.fe.it
www.artemoderna.comune.fe.it 
UDI – Unione Donne in Italia
tel. +39 0532 206233 
fax +39 0532 247440
udi@udiferrara.it 
www.biennaledonna.it

“SOROLLA. Giardini di luce”, esposizione di Joaquín Sorolla al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

January 27, 2012 Leave a comment

Dal 17 marzo Palazzo dei Diamanti ospita, per la prima volta in Italia, l’opera di Joaquín Sorolla (1863–1923), straordinario interprete della pittura spagnola moderna.
Esponente di spicco della Belle Epoque, celebrato ritrattista accanto a Sargent e Boldini, Sorolla fu un maestro nel restituire sulla tela l’incanto della luce, con una pittura sapiente e allo stesso tempo immediata, che guarda alla lezione di Velázquez e all’impressionismo.
L’esposizione di Ferrara presenta un momento cruciale della parabola creativa dell’artista: gli anni della piena maturità e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione per il tema del giardino e dall’incontro con l’Andalusia, nelle quali si afferma un linguaggio ricco di risonanze simboliste.
Una selezione di circa 60 dipinti ed un nucleo di disegni e di preziosi documenti, provenienti da collezioni pubbliche e private, permetteranno al visitatore di accostarsi al raffinato universo pittorico di uno dei protagonisti della storia dell’arte tra Otto e Novecento.
SOROLLA. Giardini di luce
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 17 marzo – 17 giugno 2012
Mostra a cura di Tomàs Llorens, Blanca Pons-Sorolla, María López Fernández e Boye Llorens, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con il Patronato de la Alhambra y Generalife di Granada, il Museo Sorolla e la Fundación Museo Sorolla di Madrid.
Aperto tutti i giorni, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00.
Aperto anche Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno.

“Lo sguardo di MICHELANGELO. ANTONIONI e le arti”, personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

January 5, 2012 Leave a comment

Nato a Ferrara nel 1912, Michelangelo Antonioni è uno dei padri della modernità cinematografica che ha oltrepassato i confini della settima arte. La sua opera è stata profondamente ispirata dalle arti figurative ed ha esercitato a sua volta un notevole ascendente sull’arte e sul cinema di ieri e di oggi.
A questo protagonista della cultura del Novecento, Ferrara Arte e le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, dedicano una grande mostra in cui l’opera del maestro ferrarese verrà indagata alla luce del rapporto con le altre discipline artistiche, dalla musica alla fotografia, dalla pittura alla letteratura, attraverso l’accostamento delle sue creazioni alle opere che lui ha ammirato, che ha scelto di far apparire nei suoi film o che egli stesso aveva collezionato.
L’esposizione è a cura di Dominique Païni, già direttore della Cinémathèque Française e verrà inaugurata nel giorno in cui si celebra il centenario della nascita di Antonioni, il 29 settembre 2012.
Michelangelo Antonioni ha contribuito, al pari di Roberto Rossellini, al passaggio dalla vocazione realista del cinema italiano alla sua ambizione di farsi pensiero, come testimoniano opere quali Cronaca di un amoreLa signora senza camelie e Il grido, contraddistinte da una scrittura cinematografica fatta di rotture e di misteri, di disgregazione e fallimento. La trilogia in bianco e nero, costituita da L’avventuraLa notteL’eclisse, la sperimentazione cromatico-narrativa di Deserto rosso, i capolavori della maturità quali Blow-UpZabriskie Point,Professione: reporter e Identificazione di una donna, formano una costellazione di opere la cui forza non è stata ancora scalfita. Con film come questi egli ha sondato l’animo umano con sguardo innovatore, radiografando le inquietudini del mondo contemporaneo senza mai abbandonare eleganza e seduzione.
La mostra percorrerà la parabola creativa di Antonioni attraverso l’accostamento dei suoi lavori a opere di altri artisti e cineasti, in un inedito e suggestivo dialogo tra film, pittura, letteratura e fotografia. Il fulcro dell’esposizione sarà costituito dallo straordinario fondo di oggetti e documenti relativi alla vita e all’opera del regista di proprietà del Comune di Ferrara. Si tratta di oltre 47.000 pezzi: film e documentari, fotografie di scena, sceneggiature originali, la biblioteca e la discoteca di Antonioni, l’epistolario intrattenuto con i maggiori protagonisti della vita culturale del secolo scorso (da Roland Barthes a Luchino Visconti, da Andrei Tarkovsky a Giorgio Morandi), premi, oggetti personali e molti altri materiali, che permetteranno di documentare, con rara esaustività, la vita e l’arte di uno dei più grandi cineasti del Novecento.
Ordinato in 11 sezioni tematico-cronologiche, il percorso espositivo sarà scandito da contrapposizioni che segnano la poetica del maestro: il periodo “del bianco e nero” e quello “del colore”, la bellezza notturna della Bosè e la solarità della Vitti, le nebbie della nativa pianura padana e i deserti aridi e polverosi dei lungometraggi della maturità, il leitmotiv dell'”eroe malato” e il tema della vitalità della gioventù pop degli anni Sessanta, il fascino degli angoli nascosti dei parchi pubblici e quello dei rilievi misteriosi delle montagne incantate.
Lo sguardo di MICHELANGELO. ANTONIONI e le arti
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 30 settembre 2012 – 6 gennaio 2013
Mostra a cura di Dominique Païni, organizzata da Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara-Museo Michelangelo Antonioni in collaborazione con la Cineteca di Bologna
Info
Call Center Ferrara Mostre e Musei, tel. 0532 244949
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

“Sorolla – Giardini di luce”, personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

January 2, 2012 Leave a comment

La mostra che Palazzo dei Diamanti ha in programma per la primavera 2012 presenterà per la prima volta nel nostro paese l’opera di Joaquín Sorolla (1863–1923), straordinario interprete della pittura spagnola moderna.
Esponente di spicco della Belle Epoque, celebrato ritrattista accanto a Sargent e Boldini, Sorolla è oggi considerato una delle personalità più affascinanti del panorama artistico spagnolo in quel periodo cruciale, tra Ottocento e Novecento, segnato dalla diffusione delle poetiche impressioniste e simboliste.
Ferrara Arte rende omaggio al maestro valenciano con una mostra organizzata in collaborazione con il Museo de Bellas Artes dell’Alhambra di Granada e il Museo Sorolla di Madrid, che la ospiteranno dopo l’esordio italiano, e curata da un comitato di esperti quali Tomás Llorens, Blanca Pons-Sorolla, María López Fernández e Boye Llorens.
L’esposizione mette a fuoco un momento cruciale della parabola creativa del pittore: gli anni della piena maturità e, in particolare, le opere nate dalla fascinazione per il tema del giardino e dall’incontro con l’Andalusia. In questa fase della sua vita, nonostante il successo e gli incarichi ufficiali, Sorolla continua a riflettere sulle possibilità della propria pittura e sviluppa una produzione originale caratterizzata dalla poetica del silenzio e dell’intimità e da un linguaggio raffinato, che rivelano sorprendenti assonanze con la sensibilità simbolista e modernista del suo tempo. La rassegna indaga per la prima volta questo processo di introspezione e questa ricerca di essenzialità, gettando nuova luce sulla personalità artistica di Sorolla. Sarà, inoltre, l’occasione per approfondire il rapporto intercorso tra l’artista spagnolo e Giovanni Boldini.
Ad aprire la mostra sarà un’importante serie di ritratti della famiglia del pittore nella cornice di giardini con fontane del 1906-07: capolavori come María vestita da contadina valencianaSaltando con la corda o Guardando i pesci, nei quali le figure si fondono nell’atmosfera sfavillante di pennellate di colore puro o disegnano sagome sinuose su lucenti specchi d’acqua, in un gioco di corrispondenze tra il soggetto e il paesaggio che preannuncia la modernità dell’ultima produzione di Sorolla.
Di fondamentale importanza nell’evoluzione del suo percorso artistico è la scoperta dell’Andalusia dove il pittore soggiorna ripetutamente tra il 1908 e il 1918. La suggestione che riceve da quei luoghi è tale da segnare profondamente lo stile della sua tarda maturità, nel quale si coglie un progressivo passaggio dal naturalismo alla ricezione di risonanze simboliste. La mostra ricostruisce le tappe dell’incontro con quella terra e con quella cultura millenaria, a partire dal grandioso paesaggio della Sierra Nevada che offre materia per visioni liriche e cristalline, fino allo studio di soggetti andalusi come nella visione raccolta di Joaquína la gitana o nel più spettacolare Patio de artistas del Café, interpretazioni originali lontane dagli stereotipi del folklore locale.
Ma ad ispirare Sorolla in Andalusia sono soprattutto i patii e i giardini islamici dell’Alhambra di Granada e dell’Alcazar di Siviglia, come dimostra la straordinaria serie di dipinti che l’artista dedica a questi temi nel corso di un decennio, restituendo tutto il fascino di quei luoghi appartati e solenni, che avevano esercitato una profonda influenza anche sulla poesia e sulla musica spagnola dell’epoca. In queste composizioni, da cui è bandita la presenza umana, le architetture vegetali, i marmi, le ceramiche, le fontane, la luce e i colori danno vita a una polifonia sensoriale ricca di risonanze. Il pennello dell’artista si sofferma sui riflessi dell’acqua, sulla luce che sembra dissolvere le geometrie architettoniche e sul mosaico cromatico dei giardini, protagonisti di una pittura che parla una lingua sempre più pura e raffinata.
L’esperienza andalusa impone una profonda metamorfosi all’opera di Sorolla che culmina nelle opere ispirate al giardino della nuova casa di Madrid. L’anziano pittore aveva dedicato molte energie alla costruzione di questo luogo, che fu concepito sul modello degli angoli verdi di Siviglia e Granada, arrivando perfino ad importare dall’Andalusia fontane, ceramiche, colonne, statue, alberi da frutto e piante ornamentali, con una passione che ricorda quella profusa da Monet nel suo stagno di ninfee. E come Monet a Giverny, Sorolla trova nel proprio giardino una fonte inesauribile di spunti per tradurre sulla tela la lezione di essenzialità e lirismo appresa in Andalusia.
Nelle sale di Palazzo dei Diamanti si svilupperà un racconto avvincente, intessuto di rimandi all’esperienza biografica di Sorolla e alla cultura contemporanea, attraverso una selezione di circa 60 dipinti ed un piccolo nucleo di disegni e di preziosi documenti, provenienti da collezioni pubbliche e private, tra le quali spicca il Museo Sorolla.
17 marzo – 17 giugno 2012
Orari di apertura
Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso:
9.00-19.00 orario continuato
Aperto anche: Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno
(la biglietteria chiude 30 minuti prima)
Palazzo dei Diamanti: Corso Ercole I d’Este, 21 – 44121 Ferrara
Call Center Ferrara Mostre e Musei
tel. 0532.244949 fax 0532.203064 e-mail diamanti@comune.fe.it
Servizi in mostra
Accesso e servizi per disabili, deposito zaini, borse ingombranti e ombrelli gratuito, audioguide, bookshop a ingresso libero
Contatti: e-mail: diamanti@comune.fe.it

Ferrara, interdizione al lancio delle palle di neve

November 24, 2011 1 comment

Attenzione a lanciare palle di neve. A Ferrara, puo’ costare caro. Il divieto di ”lanciare pietre, palle di neve, frutta o qualunque altro oggetto possa risultare di pregiudizio” e’ nella bozza del nuovo regolamento di polizia urbana in discussione. Divieto anche di ”coricarsi nei luoghi erbosi o recintati”. Inoltre la citta’ che ospita il festival internazionale dei buskers, impone ai suonatori di strada di non esibirsi per piu’ di quindici minuti in uno stesso luogo e mai oltre le 22.

Fonte: Ansa

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“ART FALL ’11”, prima personale di Invernomuto nel Padiglione d’Arte Contemporanea a Ferrara

November 22, 2011 Leave a comment

Ferrara – Le Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e Xing presentano ART FALL ’11 Ferrara Contemporanea.
Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione presenta Simone, la prima personale di Invernomuto in uno spazio istituzionale. La mostra rappresenta un momento importante in un percorso ormai ricco e stratificato. Proprio per questo motivo, Simone da una parte guarda verso la produzione degli ultimi anni del duo, dall’altra apre e anticipa nuovi sviluppi.
L’esposizione si dispiega sui due piani del Padiglione d’Arte Contemporanea e prevede la presentazione di tre opere inedite che danno vita ad un paesaggio audiovisivo e sinestesico che rappresenta al meglio la poetica e l’universo di Invernomuto.
L’intero piano terra è dedicato a Wax, Relax (2011, cera, dimensioni variabili, soundtrack di Hieroglyphic Being), che – allestita sotto forma di scultura nella mostra Terre Vulnerabili presso Hangar Bicocca nel 2011 – si configura al PAC come una nuova opera dinamica. Una grotta in cera bianca – una copia di una copia della grotta di Lourdes a Vernasca, il paese di provenienza di Invernomuto – viene investita da un fascio di luci, mentre nell’ambiente viene diffusa una colonna sonora. L’insieme dà vita ad un’improbabile attrazione paesana son et lumière, appositamente ricreata per gli spazi del Padiglione.
Boomeria è invece un film in 16mm (10’, 2011) proiettato al piano superiore del PAC e realizzato in California fra inverno e primavera del 2011. Progetto ideato da anni e finalmente girato sulle montagne di Santa Cruz, il film è una sorta di ritratto di un personaggio e del luogo a cui ha dato vita: il signor Boomer è un insegnante di chimica e di fisica che da più di quarant’anni vive a Boomeria – un castello di 100 m2 interamente autocostruito e dotato di labirinti, sotterraneo e di bizzarri sistemi di gestione, difesa e allarme elettrotecnici. Il film Boomeria – che potrebbe essere definito un documentario sperimentale borderline – continua una modalità linguistica di indagine su un luogo e sui suoi molteplici strati iniziata nel 2007 con il video Black Cross Bowl (2007).
Sempre al secondo piano l’opera inedita Negus (2011>12) si configura come la prima versione di un’installazione che anticipa un nuovo capitolo nella ricerca di Invernomuto. Negus riprende l’interesse per la reintepretazione di schermi e di sistemi di diffusione delle immagini, in cui i confini fra scultura, installazione e dispositivo schermico cinematografico finiscono per dissolversi. Un’opera densa e stratificata che risale ad un curioso modo di dire locale e che a sua volta si spalanca su fatti storici, fantasmi culturali, scenari politici del passato, condensati in riti musicali e performativi di oscure tradizioni territoriali.
A completare la mostra è prevista, in occasione del finissage l’11 dicembre alle 18, una serata di proiezione del corpus di opere in video e pellicola realizzate dal 2007 da Invernomuto e sinora mai presentate insieme.
In occasione di Art Fall ’11 verrà realizzato un catalogo.
Invernomuto nasce nel 2003 dall’unione di Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi. Ponendo l’accento sul collasso e la commistione di linguaggi l’operato del gruppo si concretizza in produzioni fuori formato come il progetto editoriale ffwd_mag, ricerca che si espande nella produzione di video, nella progettazione di live-media performance e nella curatela di eventi e progetti speciali. http://www.invernomuto.info
Invernomuto ha partecipato a mostre collettive e festival internazionali, tra cui Domus Circular (Milano, 2005), Netmage 07 (Bologna, 2007, per cui ha curato l’art direction e il progetto Bissera), Invisible Miracles (Viafarini, Milano, 2007), Fair_Play (Lugano, 2008), Biennale Architettura 11 (Venezia, 2008, con Perspectives on Archive: CheckIn Architecture), Hors Pistes 2009 (Centre Pompidou, Parigi, 2009), No Fun Fest (New York, 2009), Kubla Khan (Arte Contempo, Lisbona, 2009), Nothing But a Show (Castello Sforzesco, Milano, 2009), Ars artists residence show (Fondazione Pomodoro, Milano, 2010), Beyond the Dust (De Vleeshal, Middelburg; Fabbrica del Vapore, Milano; Fondation Ricard, Parigi, 2010-2011) Talenti Emergenti 2011 (CCC Strozzina, Firenze, 2011) e Terre Vulnerabili (Hangar Bicocca, Milano, 2011). Nel 2007 ha preso parte alla residenza promossa dalla Dena Foundation for Contemporary Art, Parigi, nel 2010 a Ville Matte, Villasor (CA) e nel 2011 alla Mountain School of Arts, Los Angeles. Nel 2008 e 2009 ha presentato il progetto Village Oblivia presso Raum (Bologna), Crisalide (Forlì), Netmage 09 (Bologna) e LAP Lambretto Art Project (Milano); nel 2009 la performance Holedigger (Giardino dei Lauri, Perugia); nel 2011 Culiarsi (Primaluna, LC). Mostre personali: Whalesland (C/O careof, Milano, 2006), Teastas Mor (Galerie Patricia Dorfmann, Parigi, 2008), B.O.B. (Galleria Patricia Armocida, Milano, 2010), Dungeons and Dregs (Grimmuseum, Berlino, 2010).
Art Fall ’11 è a cura di Xing ed è organizzato dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara in collaborazione con Xing
Xing è un network nazionale basato a Bologna che progetta, organizza e sostiene eventi, produzioni e pubblicazioni contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi. http://www.xing.it

13 novembre – 11 dicembre 2011, opening 12 novembre ore 18 – Padiglione d’Arte Contemporanea

Informazioni:
Padiglione d’Arte Contemporanea
Corso Porta Mare 5, Ferrara
aperto da martedì a domenica, 9-13 / 15-18
intero euro 4 / ridotto euro 2 / gratuito fino a 18 anni
Call Center Ferrara Mostre e Musei
tel. +39 0532 244949
diamanti@comune.fe.it http://www.artemoderna.comune.fe.it

“PAINTERS NEW GENERATION part 1”, mostra allo Spazio UBUNTU Project di Ferrara

October 4, 2011 Leave a comment

Ferrara – Nuova Mostra allo Spazio UBUNTU Project in occasione dell’Internazionale Festival a Ferrara (30 Sett/2 Ott 2011), in collaborazione con Misael verrà presentata una selezione di giovanissimi Artisti che prediligono dipingere con gli effetti del computer piuttosto che del pennello: Dorian Rex, Ferruccio Lipari e Chiara Fersini i protagonisti della Mostra “PAINTERS NEW GENERATION part 1” (sono in programma diverse esposizioni) che descriverà l’illusionistico Mondo del nuovo “Surrealismo digitale“. La Mostra che inaugurerà ufficialmente il 1 Ottobre alle ore 18:00 presso la sede di Misael  a Ferrara presso UBUNTU Project Store in via Palestro, rimarrà visibile al pubblico con ingresso libero fino al 15 Novembre.

TESTO introduttivo di Angelo Cruciani:

“Inevitabilmente cambiano, cambiamo”.
Uomini d’Arte d’ogni secolo raccontano vecchie storie ma con vesti nuove.
Riflessione: dalla Clava alla Bomba Atomica, quando si parla di armi tutto diventa più chiaro ed efficace. Dal pennello di tasso all’aerografo, dalla bomboletta spray al Photoshop, anche i pittori si trasformano; continuano a dipingere, ma non solo con i classici mezzi. L’Arte è evoluzione, ma spesso proprio perchè travolgente rimane  difficile da digerire.
Nel Magico flusso delle Eree liquide, i canoni estetici si spostano su  scacchiere senza regole da infrangere, forse è arrivato il tempo di ricostruire.
Ci provano indispensabilmente i giovani, loro che non capiscono i linguaggi della lentezza,   parlano meglio il compiuteresco del dialetto appreso per imitazione.
Giovani senza valori costruiti a tavolino, tra le nebbie del tecnologico arrivismo, giovani con mille mezzi, abbandonati ad intrattenimenti pericolosi. Parlano via Skype, cercano via Facebook, si vendono via Myspace, cellulare incorporato, google map installato direttamente nella mano, applicazioni come braccialetti, la vita  “sembra” più facile:
le armi della solitudine nella guerra per salvarsi da tutto.
Creativi informi però cercan di plasmare le nebbie che regnan nelle anime dei nuovi tempi.
Vedono nascere paradisi che ci salvano da antichi inferni, creature di luce si muovono sui deserti industrializzati, siamo uno nessuno e centomila, ma anche di più ora la creatività ha soltanto la commissione di se stessa, artisti per amore, la professione rimane segreta.
Per il primo round  di quest’ Indagine Artistica scende in campo una combinazione già affiatata: Dorian Rex, Chiara Fersini e Ferruccio Lipari:tre sensibilità che spesso s’intrecciano e confondono una nell’altra, si completano e proseguono: assieme intonano  all’unisono. Sembran figli della Porcellana, che dal computer partoriscono cristallo, ma non sono fragili: semplicemente delicati e preziosi, senza sfarzo.
Sanno esser essenzialmente barocchi, nei virtuosismi degli infiniti dettagli che compongono le loro opere, centinaia di ore lavorative davanti allo schermo per trasformare qualcosa in un sogno, nella fotografia di una nuova realtà il ritratto di quel mondo incomprensibile che da sempre  l’uomo cerca di esplorare.

Info:
Artisti: Dorian Rex, Chiara Fersini, Ferruccio Lipari
a cura di Cruciani Angelo
30 Settembre/15 Novembre 2011
Vernissage/opening: 1 Ottobre 2011 h:18:00
FERRARA: Ubuntu Project Store+ Misael  Via Palestro 21 A/B

UBUNTU PROJECT SPACE
in collaborazione con Misael
Uff stampa:  ufficiostampa.misaelproject@gmail.com      
Resp Spazio Ferrara: Concetta Cimmino   concetta.cimmino@gmail.com

PAINTERS NEW GENERATION part 1
a cura di Angelo Cruciani
artisti: Ferruccio Lipari, Chiara Fersini e Dorian Rex
dal 30 Settembre al 15 Novembre 2011
apertura ufficiale: sabato 1 ottobre 2011 h: 18:00
Aperto da: Lunedì a sabato. Chiuso Giovedì pomeriggio
orario:9:30/12:30   pom  16:00 alle 20:00
website: www.ubuntuprojectstore.com
www.misael.eu

“Gli anni folli”, mostra dedicata al Palazzo dei Diamanti di Ferrara

September 29, 2011 Leave a comment

Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 11 settembre 2011 – 8 gennaio 2012

Gli anni folli narra la Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí, quando la città era capitale mondiale dell’arte, dalla fine della Grande Guerra ai primi anni Trenta.
Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Magritte e Dalí furono i principali protagonisti di un periodo di eccezionale vitalità artistica. Anni che furono definiti “folli”, in una capitale in pieno fermento, dal clima cosmopolita, dove teatri, i caffè, il jazz, le gallerie attraevano da ogni parte del mondo musicisti, scrittori, coreografi, cineasti e artisti in cerca di fortuna e celebrità. Nella ville lumière, novella mecca dell’arte, si respirava l’aria di una nuova era, contrassegnata da un senso di libertà e da un clima di rinascita che fa di Parigi il laboratorio internazionale della creatività, prima che l’ascesa del Terzo Reich in Germania cambiasse in maniera irreversibile il clima europeo.
Sollecitati dal fermento di quel crocevia internazionale, i più grandi artisti del tempo rimettono in gioco le loro ricerche, con una straordinaria energia creativa. Ne deriva uno stupefacente caleidoscopio di stili nel quale, in sintonia con i sentimenti del dopoguerra oscillanti tra incertezza ed euforia, convivevano la necessità di conquistare una nuova armonia per allontanare il ricordo del conflitto e la volontà di rompere con il passato per ripartire da zero e dar vita a un’arte completamente inedita.
Tutto questo è raccontato in Gli anni folli, a Palazzo dei Diamanti, dall’11 settembre 2011 all’8 gennaio 2012, nella mostra organizzata da Ferrara Arte e curata da Simonetta Fraquelli, Maria Luisa Pacelli e Susan Davidson che qui hanno riunito dipinti, ma anche sculture, costumi teatrali, fotografie, ready made, disegni, dai più importanti musei e collezioni private del mondo.
La mostra prende le mosse dalle opere di due maestri impressionisti ancora attivi ed influenti nel primo dopoguerra. Se la monumentale Fonte di Renoir rivelò a Picasso e ai suoi colleghi la forza di una rilettura moderna dell’arte classica e rinascimentale, opere rivoluzionarie di Monet come il Ponte giapponese scardinarono qualsiasi idea di rappresentazione naturalistica e prospettica, giungendo alle soglie dell’astrazione.
Ad incarnare il carattere cosmopolita e bohémien della vita artistica parigina sono i ritratti e i nudi della cosiddetta “Scuola di Parigi”, una variegata costellazione di giovani artisti stranieri – come Modigliani, Chagall, Van Dongen, Foujita o Soutine – accomunati da uno stile figurativo fortemente personale, coerente con il sogno di libertà che li aveva attratti nella capitale francese. Le forme piene e armoniose del Nudo di Modigliani sono anche rivelatrici di quell’aspirazione all’equilibrio cui daranno voce, in modi diversi, molte delle tendenze attive a Parigi negli anni Venti.
Capolavori come Mandolino, bicchiere e fruttiera di Picasso e Il tavolino rotondo di Braque testimoniano lo stile elegante e misurato sperimentato in questa fase dai padri del cubismo. In quegli anni il genio multiforme di Picasso si manifesta anche in altre direzioni. Egli fu tra i pionieri, assieme a Derain, a De Chirico e a Severini, di quel moderno classicismo che si impose negli anni Venti attualizzando temi tradizionali o tratti dalla commedia dell’arte: ne sono espressione un’icona come la Maternità di Picasso, così come i maestosi Nudo con gatto di Derain e Due figure mitologiche di De Chirico, o ancora il raffinatoPulcinella malinconico di Severini. A loro volta Matisse e Bonnard recuperano una vena naturalistica nelle sensuali figure create al sud e in Normandia ma esposte a Parigi, come i bellissimi Nudo disteso e Nudo su sfondo giallo. Sempre a Parigi, dal 1919, l’olandese Piet Mondrian diede alla luce le sue rivoluzionarie tele neoplastiche ispirate a un principio di ordine universale, che rappresentavano un’ulteriore risposta alle ansie e ai timori del periodo postbellico. A rappresentare questa fase cruciale della sua ricerca saranno due composizioni a griglie di colori puri, una del primo periodo parigino e una dei pieni anni Venti.
Il teatro rappresentò un’importante frontiera per gli artisti, che idearono costumi e scenografie per compagnie sperimentali come i Balletti Russi e i Balletti Svedesi portando sulla scena la genialità delle loro ricerche creative. Uno spettacolare allestimento di costumi, bozzetti e riproduzioni di apparati scenici di Matisse, Larionov, Léger e De Chirico restituisce la suggestione di quelle “opere d’arte totale” nate dall’incontro tra musica, coreografia e arti visive.
Con il dadaismo e il surrealismo irrompe sulla scena artistica parigina l’esuberanza creativa e lo spirito radicale dei movimenti d’avanguardia. Ironiche, provocatorie e iconoclaste, le opere dei dadaisti prendono di mira le convenzioni morali e culturali della società borghese. Ne sono esempi emblematici i ready made di Duchamp, Air de Paris o Fresh Widow, e di Man Ray, Cadeau, così come le “macchine inutili” di Picabia quale L’oeil. Caméra. In seguito, la nascita del surrealismo riaccende un progetto utopistico di portata universale: restituire al mondo un significato nuovo, che possa aprire la strada alla liberazione spirituale e materiale dell’umanità. La mostra si chiude con le tele e le sculture di Ernst, Miró, Masson, Magritte, Tanguy, Giacometti e Dalí, dense di immagini oniriche e perturbanti, come finestre aperte sul meraviglioso che invitano ad abbattere ogni inibizione e a risvegliare il desiderio e l’immaginazione.

La mostra, a cura di Simonetta Fraquelli, Maria Luisa Pacelli e Susan Davidson, è organizzata da Ferrara Arte.
Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00
Aperto anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
Info
Call Center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532 244949, fax 0532 203064
diamanti@comune.fe.it