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“Parli come” di Federico Li Calzi

Parli come

“Parli come
pioggia di sera.
Come un lento mormorare,
sui tetti e le case,
la tua voce.
Come l’ansa del mare
che erode la costa,
tu parli di pioggia.
Lieve formicolio
sulle acque e sui pini.
Tu parli come la notte
vicini,
come la pioggia terrestre,
il profumo agreste
della campagna lontana.
Tu parli strana,
come le ore di gioco,
nella stanza deserta.
Come il mattino,
tu parli vicino,
come il vento
che incespica la fratta,
tu parli distratta
e la smorfia nei visi
è lo specchio
delle parole che dici.
La sera di pioggia
tu parli
come un lento
mormorare sulla città
barocca.
Tu parli, di notte
come pioggia.”

tratta da Poetica Coazione

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Poetica Coazione di Federico Li Calzi, recensione di Diego Romeo

Di seguito la recensione di Diego Romeo ne “La mosca” di Milano. Diego Romeo è un docente universitario, giornalista e critico multimediale.

“Federico Li Calzi, ventottenne “poeta compulsivo”, possiede, insieme al padre, un’avviata fabbrica di infissi; eppure il “bene-stare” anche stavolta è rimasto contagiato dal ritornante “male di vivere”, dalle sempre ineludibili “fragen” heiniane che lo portano a rimestare e anche fuggire lontano dalle bolle economiche, dai consunti capitalismi, da impossibili comunismi e cristianesimi; e lo dimostrano questi versi inconsueti che potrebbero appartenere ad uno “scapigliato” o a poeti dalla vita scomposta o emarginata di un Sandro Penna o di un Valentino Zeichen che oggi abita una capanna sulla sponda del Tevere. Se lo vedi, Federico è un “picciotto” compito ed elegante, parco di parole e felice di mettersi in discussione, di offrirsi sotto forma di poesia…

Un “beau geste” offerente ma che reclama un’afferenza che non puoi eludere o rimandare. Perché la “coazione poetica” è lì, ti investe come un’onda e non ammette vie di fuga. Alternativamente, ho rapportato queste poesie all’immagine sempre presente dell’ “Impero delle luci” di Magritte e del “Concetto Spaziale” di Fontana con quel blu illusorio e ossessivo martirizzato da quei tagli di lame implacabili. A cos’altro pensare, infatti, quando leggi versi come ”Tu sei la parola non detta di una triste opinione, un ciglio al crepuscolo” oppure “ Essere vivo o morire non conta, è questa la fortuna che mi hai dato”? E significativi appaiono anche questi altri, che citiamo in sequenze frammentate:

“Narcotici i tuoi occhi spensero la Ragione che qui rimase a giocarmi gli eventi”; ” Ho ricordato che tutto fu possibile una sera, una sera di luna e di notte profonda”; “E’ inutile badare a ciò che avvenne una volta, se poi non torna”; ”… a noi che siamo soli, risultante di materia, nonostante ci chiamiamo, affinché rimanga una presenza”; “Solleviamo palazzi con le mani, spostiamo le vie con le parole, camminiamo senza fine, persi per sempre, ipnotizzati in noi”; “Ma ora mi chiedo se tu esisti, se pensi all’esistenza, se esiste il già esistito, o se è tutto nell’essere”; “Quanti uomini han toccato quel corpo, quanti hanno sussurrato parole da stupidi”; “Non riesce facile a te che sei luce, restare chiusa in una cassa”.

Le poesie del libro, scritte tra il 2005 e il 2009, s’acquietano, all’ultima pagina, nella saggezza di un’Arcadia pensata e implorata nel “bisogno di due occhi giovani e due braccia forti… per saper organizzare il lavoro (che è quello che conta) e sfruttare quel ponte, per far fiorire un giorno, forse, la terra nel lavoro di oggi”. C’è forse, in questo corposo volume,un ritorno ad un’Arcadia-Utero? Ad un’Arcadia politico-imprenditoriale originaria? Ad un rigenerante riformismo? Ed ancora: quel “lei” e quel “tu” sono vissuti come opposizioni alla degradazione della storia? Sono segnali lessicali su un paesaggio fisico e metafisico? O cos’altro sono?

Li Calzi non fa e non vuol fare la fine delle Silvie Plath e dei Michelstaedter. La sinestesia poetica stavolta interpella, richiede, esige risposte dalla presunta “divina indifferenza”. In un mondo, si spera, popolato non più da “indifferenti”.”

Vi lascio il link della biografia di Federico Li Calzi:

http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/

Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

http://www.federicolicalzi.it/

http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

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Booktrailer Poetica Coazione di Federico Li Calzi

La poesia è l’arte che maggiormente materializza con una sola parola un’intera vita trascorsa ad immaginare. Per sua definizione la poesia trasmette immagini al lettore. Come poteva quindi la poesia non apprezzare l’incontro con il video e, con la possibilità di mostrare una visuale per poi contorcersi nuovamente a se stessa con la sua complessità di animo?

Il booktrailer è così un invito a fare conoscere il libro, la carta stampata e non, come un vantaggio visivo e con un punto di vista da prendere in considerazione. Un punto di vista da approvare, da contraddire, da condividere, da confutare.

Il booktrailer della raccolta di poesie “Poetica Coazione”, edita nel 2009 dalla casa editrice Tra@art e scritta da Federico Li Calzi, è un ottimo esempio di “punto di vista”. Saranno poi i fruitori ad approfondire appena poco più di un minuto di immagini e parole, frasi che riportano alla riflessione non solo sul libro presentato ma sulla poesia in toto.

“Cosa accade quando la poesia incarna il ritmo dei ricordi…

…e quando i ricordi sono legati a dei luoghi?

Un messaggio lasciato in questi luoghi…

…che diventano luci e colori.

Dal creatore di suoni nelle parole, Federico Li Calzi…

…una storia senza tempo e di sentimenti universali.”

Ricordi e luoghi senza tempo che si accavallano senza la possibilità di allineamento statico. Le parole compaiono nello schermo mentre una giovane donna cammina sfiorando con i suoi piedi nudi la sabbia, dietro una vastità d’acqua. Non è importante chi sia questa figura, il suo movimento ondeggiante ricorda il trascorrer del tempo ed il passaggio delle correnti stilistiche.

“Poetica Coazione” è una sorpresa invitante per il lettore. La musicalità delle parole delle liriche presenti nella raccolta sbalordisce per la sua naturalità e per l’estrema forza espressiva e visiva. Sentimenti che ricordano un foulard bordeaux che slegatosi dal collo di una bella donna vola via per la strada, in uno scandaglio di movenze corredate di fascino e stile. Ogni verso, in questo modo, è come uno spostamento che costruisce la lirica con il suo andamento fluido e circolare.

È possibile veder il booktrailer di “Poetica Coazione” sul sito youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=FJdIOd5YKys

Il booktrailer è stato realizzato dalla Faster Keaton Produzioni (faster.keaton@gmail.com) che ha realizzato per lo stesso autore anche una poetrytrailer (video poesia) “Narcotici i tuoi occhi” (http://www.youtube.com/watch?v=a450Oua9hmo&feature=related).

Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

http://www.federicolicalzi.it/

http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di “Poetica Coazione”

Fonte: Oubliettemagazine

Pagina 24 di “Poetica Coazione”, poesia di Federico Li Calzi

Dalla silloge  “Poetica Coazione” di Federico Li Calzi

“Ho ricordato che tutto fu possibile una sera,una sera di luna e di notte profonda.
Fuori era il vento e le vie deserte,ma anche il freddo giocava con le tue parole.
Possibile era il tuo sguardo, i tuoi capelli,il tuo cappotto nella sera d’inverno.
Ma ora che tu esisti,cos’è che pensi di quelle sere?
Dalla stanza ci arrivava una musicache nel buio disegnava le tue movenze.
Cosa farai ora la mattinaquando sola ti sveglierai?Quale l’odore che salirà le tue scale?Il rumore di parolestanche come lo sguardo dei tuoi occhi?
Nulla s’è formato e nulla s’è distrutto da allora.
Tutto fu possibile una sera,una sera che non sapevamo d’esistere in fondo.
Fuori era il vento e le vie desertema anche il vento giocava con i tuoi capelli.”

 

– Se vuoi scaricare GRATUITAMENTE “Poetica Coazione” di Federico Li Calzi vai nel sito dell’autore:
http://www.federicolicalzi.it/
Facebook: http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

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Poetica Coazione, di Federico Li Calzi, Tra@art, 2009

“…Unire i nostri fatti è un/ bersaglio che dobbiamo,/ un responso che manchiamo.// A noi che siamo un giorno/ in più, o uno in meno, mutilati,/ multistrati desiri orgiastici.// Ripensare a ciò che avvenne ora,/ è fatto che non dà prova,/ effetto che riprova/ l’esito finale.”
Esiti finali, la lirica sottopone il lettore a dura prova nel suo contorcersi all’interno di se e dei suoi versi. L’andamento poetico rivela due soggetti distanti fra loro, due soggetti che si affaticano per ritrovarsi e per, nello stesso tempo, allontanarsi. L’accezione temporale è scissa e rivela la realtà e l’impossibilità di questa nel pensiero a posteriori di ciò che avviene nel presente.
“Poetica Coazione”, edito nel 2009  dalla casa editrice Tra@art, è il debutto in letteratura dell’autore Federico Li Calzi. Federico ha dimostrato con questa prima pubblicazione di voler cambiare le regole del gioco e di poter essere al passo con i tempi. Infatti, “Poetica Coazione” ha tutti i diritti riservati all’autore, e questo ha fatto in modo di operare in modo diverso rispetto alle altre pubblicazioni in Italia. Federico ha donato ben 500 copie alla Biblioteca di Palermo e ha disposto il download gratuito della silloge direttamente dal suo sito internet.
Qualcuno si potrebbe chiedere il perché questa scelta che pare di primo acchito molto ardita? Il perché è semplice: conoscere il mondo internettiano permette la promozione diretta, cioè dare la possibilità agli utenti di conoscere il versificare dell’autore senza dover obbligatoriamente comprare il libro.
“Poetica Coazione” consta di una curatissima prefazione a cura di Nuccio Mula, il quale molto formalmente riesce a pennellare i graffi poetici dell’autore con similitudini dotte ed interessanti di altri poeti che nel corso della storia della letteratura hanno inciso avanguardie e stili, e la silloge che vede una novantina di liriche che intraprendono un percorso temporale ben preciso, dal 2005 al 2009.
La silloge è velatamente divisa in tre parti fluide. La prima parte vede un forte rapporto sentimentale ormai caduto da tempo immemore, la seconda racconta di un amore giovanile, e nella terza si riprende con il primo rapporto che pare aver istinto di se ma non in presenza.
“Non c’è più alito/ sul quel corpo.// Non c’è più gioco/ che sveli/ come dei capelli/ si svolga la magia.//
Non è fantasia del giorno/ è un piacere al tramonto,/ parlare sui prati.// L’uomo che ignora/ quel corpo/ (che pure ha una carne/ e un respiro)/ non sa di avere davanti/ una donna/ dai fianchi più forti,/ che potrebbe/ tirare a sé ogni uomo,/ più che la forza/ delle sue braccia/ possenti.//…”
La percezione delle giornate segue ostinatamente le movenze della luce, sia questa del Sole o della Luna. L’ io poetico raggiunge un’elevazione di solitudine in absentia dell’oggetto desiderato secondo un ciclo diacronico che facilita al lettore la comprensione delle capacità di Federico.
“L’aspetto è tranquillo laggiù,/ del complesso industriale.// Bambini vi giocano ogni sera/ allo schiarire del giorno.// Il vento ne evapora/ gli odori di tutta un’epoca.// La strada è cinta da siepi,/ come un filo spirale.// La pioggia ne infanga la via/ pregnante di argille.// Mancavi tu con la tua casa:/ e inizia la pioggia/ con il suo colloquio.// L’ aspetto è tranquillo laggiù/ la tua famiglia modesta.// È arrivato il Sole, esci sul terrazzo,/ con la mano tieni il tuo bambino.// Mancavi tu in giorni come questi:/ non bastava la pioggia,/ col suo odore/ e i suoi fanghi di argille.// Mancavi tu, con la tua fronte/ e i tuoi anni,/ la tua storia incredibile vicenda/ rimasta inerte.// Per viverci mancavi tu,/ e i tuoi fanghi di argille/ in questo giorno di pioggia.”

Vi lascio il link di un’intervista rilasciata da Federico Li Calzi:
http://www.express-news.it/cultura/intervista-di-alessia-mocci-a-federico-li-calzi-ed-al-suo-%E2%80%9Cpoetica-coazione%E2%80%9D/
Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione”:
http://www.federicolicalzi.it/
Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

Fonte: Oubliettemagazine

 

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“Narcotici i tuoi occhi”, di Federico Li Calzi, tratta da “Poetica Coazione”, recensione

“È un volersi dimenticare
l’amore tra noi.
È sciogliersi di gocce
lungo il fiato,
lo schermo delle tue labbra.
Discutere sulle sequenze,
sulle girandole efficaci

delle parole.
Ma non entra la storia
a far parte di noi.
Non scuote respiri
la parola fra noi.
Narcotici i tuoi occhi
spensero la Ragione,

che qui rimase
a giocarmi gli eventi.
Dimentica la verità,
fai che tutto sia
come allora.
È una stretta libera
lo scandaglio delle parole.”

“Poetica Coazione”, edito nel 2009 dalla casa editrice Tra@art, è la prima raccolta di poesie di Federico Li Calzi (1981, Agrigento). Federico ha deciso di rendere, la sua silloge poetica, libera dalle ragioni di mercato optando per il download gratuito direttamente dal suo sito web.

La raccolta è introdotta dalla prefazione di Nuccio Mula, il quale analizza la poetica di Li Calzi sottolineando lo stile maturo e definito dell’autore, seguono novanta liriche.

Le poesie di Federico Li Calzi non presentano un titolo per scelta stilistica. “Narcotici i tuoi occhi” non è altro che un verso della stessa lirica, che si trova nella pagina 14 della raccolta.

“È un volersi dimenticare/ l’amore tra noi.”

“Narcotici i tuoi occhi” sin dal primo verso presuppone con la copula iniziale “È” un evento immobile che non si lascia attraversare da motivi diacronici, un evento sensoriale che trascina in una dinamica di souvenir mentali ed emozionali. Non si ha dunque una certezza di ubicazione temporale . Il “noi” presuppone due soggetti, un lei ed un lui, il loro rapporto è di carattere sentimentale ma, non essendo inserito in un preciso strato temporale, è come se “l’amore tra noi” vivesse ciclicamente in uno stadio aeriforme, in autonomia rispetto ai due personaggi della lirica.

“È sciogliersi di gocce/ lungo il fiato,/ lo schermo delle tue labbra./ Discutere sulle sequenze,/ sulle girandole efficaci/ delle parole.”

Due elementi, aria ed acqua si intersecano nella visione di un volto. Abbiamo così gocce, fiato, labbra in una costruzione di dislocazione a sinistra, cioè la posposizione del soggetto sulla sinistra del verso. La posposizione è una figura linguistica fortemente amata e ricercata da Li Calzi che denota la sua empatia verso un concetto primario di struttura poetica.

“Ma non entra la storia/ a far parte di noi./ Non scuote respiri/ la parola fra noi.”

I versi centrali di “Narcotici i tuoi occhi” non professano alcuna speranza per il “noi” in un crescendo malinconico di negazioni come se la relazione non fosse mai accaduta, come se non fosse mai entrata nella storia personale dei due e, dunque, nessun ricordo riuscisse a sformare il respiro.

“Narcotici i tuoi occhi/ spensero la Ragione,/ che qui rimase/ a giocarmi gli eventi./ Dimentica la verità,/ fai che tutto sia/ come allora.”

La figura retorica della donna dai narcotici occhi che riesce a fermare la Ragione – personificata – ed a sostare nella mente dell’io, sino a prender vita negli eventi giornalieri, è un’immagine di tagliente bellezza, una figurazione che nasconde la sua origine senza dar parametri di conoscenza. La stessa Ragione, come conseguenza, incita l’io a trattenersi in un tempo remoto definito “allora”.

“È una stretta libera/ lo scandaglio delle parole.”

Gli ultimi due versi della poesia riprendono ritmicamente, e dunque strutturalmente, i primi due in un’armonia unificatrice di significati indicata dalla copula iniziale e dalla rima imperfetta in consonanza “amore – parole”. Federico Li Calzi lascia dunque una sorta di mappa semantica d’intensa articolazione tra lo scritto ed il non scritto, come se ci fosse una sub-struttura di morsa slegata, di una “stretta libera”.

Fonte: Oubliettemagazine

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“Poetica Coazione” di Federico li Calzi, recensione di Teodora Mastrototaro

COAZIONE:

1) Limitazione della libertà altrui ottenuta con la forza. Costrizione.

2) Forma di nevrosi che si manifesta con tendenze ossessive.

3) C. elastica: in meccanica, stato di un solido in cui esistono tensioni interne non sollecitate dall’esterno.

(da: Il Dizionario Della Lingua Italiana)

POETICA COAZIONE: Libertà che si manifesta quando le tensioni interne … si trasformano.. in poesia. (di Teodora Mastrototaro)

Il giovane poeta Federico Li Calzi, con un salto temporale, non appena si inizia a leggere la sua raccolta di poesie “POETICA COAZIONE”, teletrasporta il lettore, come se fosse questi una particella di luce, alla stagione più calda ed apparentemente più gioiosa dell’anno: l’estate.

Il lettore, da qualsiasi luogo stia leggendo, riappare sulla superficie di un pianeta lontano ed assolato. Il lettore “salta” la stagione che sta vivendo e non intendo solo stagione come periodo che divide l’anno ma anche come metafora della vita.

La calda estate che ci presenta il poeta diventa metafora delle stagioni della vita.

Immagini che sanno di sole, che sanno di caldo. L’atmosfera e l’aria che si respirano durante la lettura delle prime poesie della silloge sono presentate attraverso una scrittura malinconica.

Esiste una differenza tra ciò che è descritto ed il come.

La stagione più bella è la mano malinconica del poeta. Che l’estate sia in verità un addio? D’altronde: “L’estate è una cosa che m’hai dato”, “è riflesso di cose morte”, “come estate finita, d’una infanzia perduta”, “l’estate persa sulle tue parole”.

Il poeta entra a punta di piedi nella nostra stagione più malinconicamente bella mettendoci a conoscenza della sua.

Il poeta si rivolge a noi e lo fa attraverso la sua amata.

La poesia italiana ha da sempre avuto come ispiratrice la figura femminile. Questa è stata trattata diversamente a seconda della mano dell’autore ma per lo più per i poeti è sempre stata il simbolo della loro soggettiva visione della vita e della loro personale poetica. Ricordiamo Beatrice, Laura, Angelica, Silvia. E le donne dei poeti Saba, Montale, Campana. L’importanza della donna per questi ed altri autori fa comprendere quanto la figura femminile in poesia fosse fondamentale perché su di lei i poeti facevano congiungere i sentimenti ed i loro pensieri, come se tra le braccia della donna l’uomo con il suo tutto si senta protetto e beato. Anche per il giovane Federico Li Calzi la figura femminile diviene il carnale mezzo che muove la sua poesia.

Una figura, la donna che ritroviamo in “Poetica Coazione”, che a poco a poco ci appare. Prima è evanescente poi sempre più chiara. Una figura femminile che cambia la sua forma. È donna ma è anche cielo “le nuvole si fanno cielo e il cielo diventa te.” , è custode di vita “la vita è un ricordo chiuso nel tuo foulard”. La donna diventa la dolce causa per cui la notte soffre perché rimasta senza le stelle “Misera la notte ha perso anche te”, la notte non è più. La notte non è più nulla. “la notte ha perso il suo fascino” perché non basta più a quella stessa donna che era “la chiusa campagna, l’aperta speranza, il greto imbrunito sotto l’albero di noci.”

Il poeta affianca la figura della sua donna che impariamo a conoscere durante la lettura, alla notte. Come se lei fosse un dolce vampiro che succhia il sentimento dalla penna del nostro giovane autore.

Il ripetuto riferimento alla notte rende ossessiva l’immagine della sera e sarà questa stessa a rifiutare la Lei che con tanta passione il poeta le cuce addosso. La notte, così, cancella il volto dell’amata, diventa vuoto e il poeta in quel vuoto cerca di dimenticare l’amore.

Fin dalle prime poesie diventa riconoscibile lo stile dell’autore. La sua mano leggera, il suo continuare ad entrare in punta di piedi non solo nel singolo lettore e nella sua estate ma anche ritornare a punta di piedi e delicatamente all’interno di una storia ambientata in una notte.

Che questa sia non soltanto uno spazio di tempo tra il sole che muore e il sole che sorge ma anche uno spazio di tempo della nostra vita?

L’estate e la notte poi si congiungono “La notte ci ha mancato, sorpresi a redimere il tuo peccato.//L’estate muta sulla tua fortuna, lascia volto nell’aperta campagna” per lasciare spazio all’arrivo dell’inverno e all’ancora presente notte.

Con l’inverno subentra anche una visione più distaccata del poeta nei confronti di ciò che lui stesso osserva e mette in poesia. Il TU che inizialmente aveva permesso a noi di prendere a cuore la meravigliosa storia d’amore, diventa “LA DONNA” . Il TU nei confronti della quale ci eravamo affezionati perché quasi adottata lei come simbolo dell’amore e delle stagioni, diventa ERMINIA, diventa una RAGAZZA CURIOSA. Il poeta si distacca dal suo intimo per poetare una passione che non gli appartiene direttamente ma che forse diventa ricordo attraverso il corpo di sconosciuti.

“La notte il ragazzo cammina lungo il viale marino/… / Lei indugia il suo passo, pensa al ragazzo/…/ più tardi si guardano uguali/…/ la stretta è carnale./…”

“Al crepuscolo due ragazzi rimangono in spiaggia. Soli all’abbaglio del mare si guardano uguali, mentre il vento respira nei corpi.”

La malinconia nei confronti di quegli sguardi che hanno la capacità di ridurre l’intero tempo un minuscolo ed intenso tempo di felicità. Si riappropria l’autore del suo tempo. Si riappropria il poeta della sua felicità, anche se sottoforma di un ricordo. “A noi che siamo un giorno in più, o uno in meno, mutilati, multistrati desideri orgiastici”.“Cosa taglia in due la sorte di noi?” . Forse la realtà è la speranza. …

La sua donna continua ad esistere, a scavare dentro la sua mente e l’unico modo che il poeta ha per renderla immortale è la poesia e grazie alla poesia lui stesso diventa immortale: “la Musa impedisce di morire; la Musa lo fa beato in cielo” (Orazio)

E se la poesia esiste è perché esiste la parola. Parola, termine molto presente all’interno di questo libro. Termine presente nella maggior parte delle composizioni.

La parola parla di ciò che il poeta con le parole ci vuole parlare. Questo gioco è un mio omaggio per sottolineare l’importanza del termine per il nostro autore. E lui stesso scrive:

“Ho scritto parole per te/…/ parole riluttanti, tenere, pronunciate/…/le parole voluttuarie han scritto bendaggi per te./…/ Ho continuato a scrivere parole inutili per te/…/ parole danno vita alle memorie./… Scriverò ancor parole per te/… scriverò parole sul tessuto dei tuoi capelli./…”

“La parola è un ala del silenzio” dice il poeta Pablo Neruda, e Federico Li Calzi risponde :”…. Parole// Così un’ala che fugge dalla palizzata.”

Durante la lettura seguiamo una storia attraverso i versi. Come quando unendo i nei sul corpo della propria amata l’uomo traccia una mappa su quel corpo che lo condurrà all’amore o all’abbandono, così Federico Li Calzi traccia sul corpo della sua ispirazione la mappa che lo porta alla consapevolezze che : “Ma tu sei un capriccio che più non importa” “Anche le tue forme sono svanite nell’ansito della mente” “Le immagini scolorano il presente più del passato, e i ricordi, … dissolvono il passato più del presente.”

Notte, estate, campi, terre, pini, fiume, albero, acqua, frutti, vento, mari, sapore di legna, cielo, nuvole, la foce dei Platani, pioggia, notte, inverno, campagna, spiaggia, selciati, questi e altri termini, ripetuti ed alternati tra di loro nelle diverse composizioni, ambientano la poesia in un giardino incantato, una sorta di atmosfera fatata. E’ questa l’impressione che avverto leggendo e rileggendo “Poetica Coazione”. Atmosfera che però contrasta con la realtà della vita che qui è decritta in versi e ancora più forte si fa la differenza tra ciò che è descritto ed il come. Questo rende riconoscibile l’autore, anche, cioè, per le atmosfere che evoca nelle sue composizioni.

Federico Li Calzi scrive “Dobbiamo lasciarci le sere in cui il mondo svanisce” e mi chiedo se lui ha lasciato se stesso ora che il suo mondo d’amore è svanito dentro i suoi versi.

Written by Teodora Mastrototaro

Vi lascio il link della biografia di Federico Li Calzi:

http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/

Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

http://www.federicolicalzi.it/

http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

Fonte: Oubliettemagazine

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“Poetica Coazione”, di Federico Li Calzi, recensione di Pietro Seddio

Di seguito la recensione di Pietro Seddio ne “Il Convivio” di Catania. Pietro Seddio è un regista teatrale, saggista, romanziere, poeta ed è stato inoltre tra i fondatori del Gruppo T. M. 17, del Piccolo Teatro Pirandelliano di Agrigento e della Cooperativa Piccolo Teatro “Italo Agradi” di Pavia.

“La connotazione poetica si avvale di una caratura umana ed intellettuale con aggrovigliati sentimenti di passione, di vita, di morte, espressioni di un mondo interiore che l’autore utilizza e canalizza in forme espressive liriche di notevole pregio. Il mondo altalenante che lo circonda viene a presentarsi come “oggetto” di riflessione e nell’analisi conseguente egli è capace di immergere le sue mani per toccare e conoscere la materia, quella stessa che sotto certi aspetti sembra informe e fissata nel tempo.

Ma la sensibilità di Federico Li Calzi, riesce a smuovere questo “oggetto incriminato” per renderlo vivo e palpitante infondendo la sua anima e la sua così spiccata sensibilità che alla fine sono a valorizzare il suo essere “poeta”. Non uno d’occasione, sprovveduto, pronto per l’uso, ma profondo in quanto quella materia si affastella, nel prosieguo delle composizioni, anche di colori, di vita, di sensibilità; di tutti i sentimenti che sono dotazione imprescindibile di ogni essere umano.

È del tutto scontato che le poesie sono formate di parole e proprio queste assumono un significato del tutto particolare perché vengono inserite nel contesto della composizione poetica come tante tessere in un mosaico. Si potrebbero citare una infinità di esempi, ma si consiglia una attenta lettura così come consiglia la prefazione profonda e determinata del prof. Nuccio mula che dà una connotazione letteraria di assoluto spessore facendo sì che l’opera del Nostro acquisisca più determinata identificazione pregiandosi di un così conosciuto prefatore.

Molto giustamente, coerente con la sua formazione artistica, in “quarta di copertina” fa riferimento al concetto di Poesia (quella vera) che deve ritrovare (stante la continua inflazione per la nascita indiscriminata di “poeti” da non leggere) la forza di tornare ad essere l’epicentro della vita culturale della società che non può fare a meno di questa meravigliosa forma d’espressione che da sempre accompagna il cammino dell’uomo.

Nella sintesi che vuole evidenziare il nucleo della completezza lirica e della conseguente capacità di tradurre la Parola in Poesia si può affermare che il libro di Li Calzi “Poetica Coazione” può essere annoverato a ragione ben veduta come una esperienza (la sua prima dal punto di vista editoriale) assai positiva e come ha sollecitato il prof. Mula, si consiglia una approfondita lettura per il piacere di immergersi in questo ricco mondo sensitivo e palpitante per poterne avvertire i profumi, sentire la melodie, respirare quell’aria salubre che aiuta a guardare con fiducia all’avvenire in un momento di caos dove i valori si sono persi e dove le coscienze si sono ottenebrate.

Un momento di vera letteratura, di espressione lirica che merita i complimento e la sollecitazione a continuare per avere l’opportunità di leggere altri pregevoli testi che saranno ad arricchire il nostro patrimonio culturale.”

Vi lascio il link della biografia di Federico Li Calzi:
http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/
Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:
http://www.federicolicalzi.it/
http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172
Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

Fonte: Oubliettemagazine

 

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“Poetica Coazione”, di Federico Li Calzi, recensione di Pietro Seddio

Di seguito la recensione di Pietro Seddio ne “Il Convivio” di Catania. Pietro Seddio è un regista teatrale, saggista, romanziere, poeta ed è stato inoltre tra i fondatori del Gruppo T. M. 17, del Piccolo Teatro Pirandelliano di Agrigento e della Cooperativa Piccolo Teatro “Italo Agradi” di Pavia.

“La connotazione poetica si avvale di una caratura umana ed intellettuale con aggrovigliati sentimenti di passione, di vita, di morte, espressioni di un mondo interiore che l’autore utilizza e canalizza in forme espressive liriche di notevole pregio. Il mondo altalenante che lo circonda viene a presentarsi come “oggetto” di riflessione e nell’analisi conseguente egli è capace di immergere le sue mani per toccare e conoscere la materia, quella stessa che sotto certi aspetti sembra informe e fissata nel tempo.

Ma la sensibilità di Federico Li Calzi, riesce a smuovere questo “oggetto incriminato” per renderlo vivo e palpitante infondendo la sua anima e la sua così spiccata sensibilità che alla fine sono a valorizzare il suo essere “poeta”. Non uno d’occasione, sprovveduto, pronto per l’uso, ma profondo in quanto quella materia si affastella, nel prosieguo delle composizioni, anche di colori, di vita, di sensibilità; di tutti i sentimenti che sono dotazione imprescindibile di ogni essere umano.

È del tutto scontato che le poesie sono formate di parole e proprio queste assumono un significato del tutto particolare perché vengono inserite nel contesto della composizione poetica come tante tessere in un mosaico. Si potrebbero citare una infinità di esempi, ma si consiglia una attenta lettura così come consiglia la prefazione profonda e determinata del prof. Nuccio mula che dà una connotazione letteraria di assoluto spessore facendo sì che l’opera del Nostro acquisisca più determinata identificazione pregiandosi di un così conosciuto prefatore.

Molto giustamente, coerente con la sua formazione artistica, in “quarta di copertina” fa riferimento al concetto di Poesia (quella vera) che deve ritrovare (stante la continua inflazione per la nascita indiscriminata di “poeti” da non leggere) la forza di tornare ad essere l’epicentro della vita culturale della società che non può fare a meno di questa meravigliosa forma d’espressione che da sempre accompagna il cammino dell’uomo.

Nella sintesi che vuole evidenziare il nucleo della completezza lirica e della conseguente capacità di tradurre la Parola in Poesia si può affermare che il libro di Li Calzi “Poetica Coazione” può essere annoverato a ragione ben veduta come una esperienza (la sua prima dal punto di vista editoriale) assai positiva e come ha sollecitato il prof. Mula, si consiglia una approfondita lettura per il piacere di immergersi in questo ricco mondo sensitivo e palpitante per poterne avvertire i profumi, sentire la melodie, respirare quell’aria salubre che aiuta a guardare con fiducia all’avvenire in un momento di caos dove i valori si sono persi e dove le coscienze si sono ottenebrate.

Un momento di vera letteratura, di espressione lirica che merita i complimento e la sollecitazione a continuare per avere l’opportunità di leggere altri pregevoli testi che saranno ad arricchire il nostro patrimonio culturale.”

Vi lascio il link della biografia di Federico Li Calzi:
http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/
Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:
http://www.federicolicalzi.it/
http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172
Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

Fonte: Oubliettemagazine

 

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Federico Li Calzi

February 12, 2011 Leave a comment

Federico Li Calzi è nato ad Agrigento il 28 Agosto 1981. Vive e lavora a Canicattì (AG) nella quale svolge la professione d’ imprenditore. Dopo i primi anni di Università, Federico preferisce dedicarsi e dunque proseguire l’attività di famiglia.
L’interesse per la letteratura nell’autore germoglia sin dall’infanzia, lo stesso Federico dichiarerà in un’intervista…

“La passione per la scrittura nasce con lo stesso scrittore. Sembra retorico ma passione e scrittore convergono sullo stesso piano.
Da bambino trascrivevo sulla carta emozioni, ricordi, (attingevo allora dalla musica, che insieme alle parole esercitavano nella mente uno stato evocativo di serenità) certo erano pensieri riferiti e non vissuti di persona.
Poi il tempo, l’autocritica, hanno lavorato la materia, distruggendo costantemente lo stile che di volta in volta nasceva sotto la mano, “scrivendo molto e strappando moltissimo”, fino a raggiungere la forma, il ritmo desiderato.”
L’autore frequenta diverse Associazioni Culturali e fa parte anche di un attivo “cenacolo” di poeti e scrittori.
Nel 2009 pubblica con la casa editrice Tra@art il suo primo libro di poesia: “Poetica Coazione”. La raccolta di poesie è preceduta da un’accurata prefazione di Nuccio Mula e le liriche sono state scritte in un arco temporale che va dal 2005 al 2009. Scrittura e studio, scrittura e ricerca della verso con la musicalità adatta per esprimere al meglio pensieri, ricordi, profumi, colori, sensazioni. “Poetica Coazione” è divisa in tre parti fluide. La prima parte vede un forte rapporto sentimentale ormai caduto da tempo immemore, la seconda racconta di un amore giovanile, e nella terza si riprende con il primo rapporto che pare aver istinto di se ma non in presenza.
Pietro Seddio scrive di “Poetica Coazione”: “Nella sintesi che vuole evidenziare il nucleo della completezza lirica e della conseguente capacità di tradurre la Parola in Poesia si può affermare che il libro di Li Calzi “poetica coazione” può essere annoverato a ragione ben veduta come una esperienza (la sua prima dal punto di vista editoriale) assai positiva e come ha sollecitato il prof. Mula, si consiglia una approfondita lettura per il piacere di immergersi in questo ricco mondo sensitivo e palpitante per poterne avvertire i profumi, sentire la melodie, respirare quell’aria salubre che aiuta a guardare con fiducia all’avvenire in un momento di caos dove i valori si sono persi e dove le coscienze si sono ottenebrate.”
Diego Romeo (docente universitario, giornalista e critico multimediale) espone il suo parere sull’autore e sulla raccolta di poesie notando alcuni particolari: “Le poesie del libro, scritte tra il 2005 e il 2009, s’acquietano, all’ultima pagina, nella saggezza di un’Arcadia pensata e implorata nel “bisogno di due occhi giovani e due braccia forti… per saper organizzare il lavoro (che è quello che conta) e sfruttare quel ponte, per far fiorire un giorno, forse, la terra nel lavoro di oggi”. C’è forse, in questo corposo volume,un ritorno ad un’Arcadia-Utero? Ad un’Arcadia politico-imprenditoriale originaria? Ad un rigenerante riformismo? Ed ancora: quel “lei” e quel “tu” sono vissuti come opposizioni alla degradazione della storia? Sono segnali lessicali su un paesaggio fisico e metafisico? O cos’altro sono?”
Federico Li Calzi ha in preparazione altre opere di poesia e narrativa e nel 2011 ci sarà una nuova pubblicazione della quale, però, l’autore preferisce non anticipare nulla.
Vi lascio il link di un’intervista rilasciata da Federico Li Calzi ed il link di due recensioni di “Poetica Coazione”:
http://www.express-news.it/cultura/intervista-di-alessia-mocci-a-federico-li-calzi-ed-al-suo-%E2%80%9Cpoetica-coazione%E2%80%9D/
http://www.teramani.net/public/post/poetica-coazione-di-federico-li-calzi-488.asp?d=20110201
http://www.scrivendo.it/bacheca/i-versi-di-%E2%80%9Cpoetica-coazione%E2%80%9D-di-federico-li-calzi-traart
Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:
http://www.federicolicalzi.it/
http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172
Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

Fonte: Oubliettemagazine

 

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