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Netta Barzilai, vincitrice dell’edizione Eurovision Song Contest 2018

May 13, 2018 Leave a comment

Netta Barzilai eurocontest 2018

È Netta Barzilai con Toy la vincitrice dell’edizione 2018 dell’Eurovision Song Contest. L’artista, in gara per Israele, ha avuto la meglio sugli altri 25 paesi/artisti concorrenti che hanno animato l’edizione di quest’anno del contest internazionale. Anche questa volta l’Eurovision non ha deluso chi si aspettava il maxishow, fatto soprattutto di effetti speciali, look stravaganti e performance al limite del trash – in certi casi anche oltre il limite. L’Italia ne esce con dignità: Ermal Meta e Fabrizio Moro, che dopo aver vinto il Festival di Sanremo hanno portato il tricolore – e la loro Non mi avete fatto niente – all’Altice Arena di Lisbona, si sono piazzati al quinto posto.

“È un palco che crea dipendenza perché in Italia siamo abituati a conquistarci le persone centimetro per centimetro il pubblico è esigente, qui invece è molto aperto, non ce lo aspettavamo”, ha commentato Fabrizio Moro, che ha lamentato l’assenza della tifoserie italiana: “Pochissime bandiere, pochi italiani, dovete partecipare di più”, ha detto l’artista romano. “Però i ragazzi sotto al palco cantavano con noi – ha aggiunto Ermal Meta – è stato emozionante”.

Nel corso della finale si sono esibiti 26 paesi-concorrenti, vale a dire i dieci che si sono qualificati nella prima semifinale, i dieci che si sono qualificati nella seconda semifinale e i 6 finalisti di diritto (il Portogallo, che è il paese che ospita l’edizione 2018 dopo la vittoria di Salvador Sobral dello scorso anno, e i cosiddetti “big five”, ossia i paesi che per primi hanno sostenuto economicamente l’Unione Europea di Radiodiffusione: l’Italia, il Regno Unito, la Germania, la Spagna e la Francia).

Grande tifo nell’Arena, bandiere sventolanti e cori da stadio delle varie “delegazioni” dei paesi concorrenti. Fra le punte di diamante della serata, la concorrente dell’Estonia, Elina Netšajeva, con un abito la cui base si allargava quasi a coprire tutto il centro del palco e sulla quale venivano proiettate immagini di grande effetto; Netta Barzilai, che poi sbaraglierà i concorrenti, con una bizzarra coreografia corredata da pupazzi cinesi che fanno ciao-ciao con la manina; Melovin, in gara per l’Ucraina, che si è esibito al piano mentre intorno a lui si accendevano alte fiamme.

Un colpo di rock con gli ungheresi AWS, molti tuffi negli anni Ottanta (vedi lo svedese Benjamin Ingrosso), qualche clone (un simil-Sheeran per la Germania, una simil-Shakira per l’Australia, arriverà ultima con 9 punti), gran dispendio di romanticismo come nel caso di Ieva Zasimauskaité, sul palco per l’Ucraina, che ha cantato seduta in terra con un lieve abito rosa e poiché la canzone si intitolava When we’re old intorno apparivano mesti ologrammi di anziane coppie danzanti, fino all’abbraccio finale con il marito, salito sul palco a fine esibizione.

Prima della proclamazione, la performance di Salvador Sobral, Portogallo, vincitore della passata edizione. Grandi applausi per il giovane artista che lo scorso dicembre è stato sottoposto a un intervento di trapianto di cuore e che con coraggio, dopo un lungo periodo di recupero, è tornato sul palco. Raggiunto poi da Caetano Veloso, leggenda della musica, con il quale ha eseguito Amar pelos dois, il brano con cui ha vinto Eurvision 2017.

Fonte: La Repubblica

Festival di Sanremo 2018, vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro

February 11, 2018 Leave a comment

meta moro

Il Festival di Sanremo 2018 ha i suoi due vincitori: Ermal Meta e Fabrizio Moro. Il duo “inedito” ha trionfato all’Ariston nella serata di ieri sera con il loro brano Non Mi Avete Fatto Niente che è stato al centro, nei giorni precedenti a quelli della finale, di un rischio eliminazione per via del fatto che il brano fosse già stato “parzialmente” eseguito in contesti pubblici.

A comporre il podio della kermesse anche Lo Stato Sociale (secondo posto) e Annalisa (terzo posto): fanalino di coda per classifica gli Elio e le Storie Tese il cui Arrivedorci non ha convinto pubblico e critica. Eppure la serata finale di Sanremo sarà ricordata per ben più delle semplici canzoni. Momento più alto e indimenticabile, il monologo La notte poco prima delle foreste dedicato al tema dell’emarginazione recitato da un eccezionale Pierfrancesco Favino: tolti i panni dello showman, Favino ricorda al pubblico dell’Ariston (e non solo) di essere uno dei migliori attori del nostro cinema regalando alla storia del Festival qualcosa da mettere nella bacheca dei grandi trofei.

Notevole anche l’esibizione di una guarita Laura Pausini che finisce per cantare il suo pezzo addirittura fuori dal teatro per la gioia della folla in delirio. E poi gli abiti scenografici di Michelle Hunziker e la sua simpatia, il ritorno di Fiorello anche solo in audio e tante sorprese che parlano di una televisione di altri tempi eppure così contemporanea. Ci domandiamo, a questo punto, perché nei tanti commenti che sono apparsi sul Festival nessuno abbia evocato una parola “grande varietà di prima serata”.

Forse perché evoca una televisione di altri tempi, antica e polverosa, mentre il Sanremo di Claudio Baglioni sembra essere quanto più di attuale e di ampio respiro ci possa essere. O forse perché, per la prima volta, qualcosa di innovativo nella nostra televisione è davvero accaduto. Certo non senza polemiche ed errori, ma è accaduto.

Fonte: Vogue.it