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“EYES. L’identità e lo sguardo” di Fabio Orefice, Albatros Il Filo

EYES. L’identità e lo sguardo

Fabio Orefice
Prezzo: €14.50
978-88-567-1989-5
Numero pagine: 209

…Quanto puoi imparare di te stesso, attraverso altri occhi? “Noi sentiamo con gli occhi, palpiamo con gli occhi, giudichiamo con gli occhi, camminiamo e ci orientiamo con gli occhi, e respiriamo anche con gli occhi. Ma se ciò non ci è più possibile, è come entrare nella tela di un ragno, ci sentiamo presi in un vicolo senza uscita, cieco, appunto. E allora, o ci lasciamo morire da dentro, accecati nella volontà come i sepolti vivi, o scendiamo a patti col buio e richiamiamo al dovere gli altri sensi. Per un adulto vaccinato e attaccato alla vita peggio di una lucertola come me, è proprio quest’ultima la soluzione. In breve, sopravvivere”. In un’Europa appiattita dall’imperante globalizzazione, l’Europa di domani, spaventosamente evolutasi mediante l’impiego del miracoloso Litium 14, tra Torino, Berlino e Londra si snoda questo originalissimo noir di Fabio Orefice. Protagonista è un pirata di informazioni cerebrali dedito al crackaggio illegale di ricordi e onde alfa. Sedotto in quello che sembra un gioco malizioso, irretito poi nel complesso meccanismo di una spy story, scoprirà molto di sé, del suo passato, del suo compianto amore… in un vorticoso succedersi di eventi che catturano il lettore come in una perpetua allucinazione.

Fabio Orefice è nato a Napoli nel 1979. Dopo aver frequentato l’Università Popolare dello Spettacolo, si è dedicato al teatro, alla radio e alla scrittura. Nel 2006 ha ricevuto una segnalazione speciale al premio di scrittura drammaturgica “Fara Nume” di Roma, con il copione noir Fino a Prova Contraria – Mind the Gap.Nel 2008 la rivista letteraria “Ellin Selae” ha pubblicato una sua poesia, Banalogye un mese dopo l’intera raccolta Piccolo Cuore Atomico è uscito per la vetrina online de “L’Espresso” e “La Repubblica”. Nel 2009 due suoi racconti sono entrati a far parte della mostra a tema “Fabularia”. Giunto infine tra i nalisti del concorso di scrittura “Sognando Hemingway”, attende di presentare al pubblico il testo teatrale Ali di Farfalla, favola musicale ispirata alla vita di Freddie Mercury.

Fonte: Albatros Il Filo

“La sua musica” di Fabio Orefice

La sua musica è in ascesa, tuoni di carne e misericordia fondono l’acciaio del mio cuore avverso per farne ali malleabili contro i cieli di piombo

La sua musica accoglie parole incompiute e versi in cammino per tenere tra le mani la mia volontà e propositi che sbocciano nella primavera di estasi da tacere ai più

La sua musica è una verità sbattuta in faccia che fa del walzer un tango e rende gladiatori gli amanti perché tra lacrime di vetro e sgomenti senza replica si ritrovino come cigni ammaccati su lenzuola liquide per annegare l’uno nell’altro

La sua musica disprezza i pronomi che demarcano e fa dei due Uno e di Uno Entrambi, due note suonate sulla stessa riga, la stessa chiave a dettarne il tono

La sua musica vede oltre i campi del futuro e rende il presente un eterno passato da succhiare amaro come un limone caduto da lasciare poi alle spalle quando la ferita prende a bruciare, Ché il fuoco arde l’istante ma offusca ogni prospettiva

La sua musica è un hip hop da sorseggiare con ghiaccio, da lasciar scivolare lento In da Club come una seduzione latina, come uno sguardo nero che scivola sulla pista e ti chiede di più, ti sfida al gioco, e lasciandoti a bruciare si traveste di zucchero e psichedelia invitandoti in un Candy Shop a far scempio d’ogni carezza come all’assedio di un harem

La sua musica fa di gambe tonanti e fianchi che arpeggiano note di ghiaccio e fa di me un maestro di piano e fa di noi un lungo viaggio verso New York, a scoprire che il frutto della redenzione e del sapore è tra quelle gambe, come in un Getsemani di sentori confusi di sale e pesca, dove non saprai mai se sarai dannato o redento, salvato o tentato

La sua musica batte forte come una English Summer Rain, grida forte di stanze buie e cicatrici mascherate d’amianto come l’urlo primordiale Inside All The People, per far di noi due satellite d’amore, Satellite of Love, e farmi tendere la mano cercando di Lei, Angie, A-Angie…

La sua musica grida con la discrezione del Sound Of Silence, nient’altro che la scomoda verità, e cosa farai ora, ora che hai sbattuto la faccia nel fango? Cosa, se non alzarti in piedi per lei? Per dirle Wish you were here?

La sua musica è un arrangiamento minuzioso, un dettaglio sapiente che sbroglia la perfezione e porta con sé solo attenzione, con discrezione, come in un luogo rarefatto, dove distanze e impegni e promesse e affanni nulla di tutto questo conta, come se ci fosse Life On Mars

La sua musica è una mano a carte scoperte, ti fa posare a terra gli assi senza rendertene conto, fa scala per farti salire in alto, ma se affanni non chiede di meglio che raccoglierti e far ossigeno delle sue labbra per te, far nuvole dei suoi seni d’alabastro per lasciarti volare come un angelo imperfetto, e tu sei preso in una caccia d’anima e sangue, senza resa, senza armi, senza vincitori, senza sconfitta, perché All Is Full Of Love

La sua musica fa eco alla mia, dolce come i Beatles, sfrontata come gli Stones, tenera come un ricordo d’infanzia al sapore di Beach Boys, delicata da tener segreta a cuori senza orecchie come i Queen, sfacciata e brillante per nasconder furie e tormenti d’anima come gli U2, spumeggiante come Michael Jackson, ardente come Lauryn Hill, poetica come Totò, viscerale come i Pearl Jam, vulnerabile e acuta come John Lennon

La sua musica passa come il vento della Grazia attraverso i miei frutteti per restituirli alla primavera dopo inverni innevati di silenzi e sussurrarmi tra violini Tonight Tonight!

La sua musica è un tifo a squarcia gola per me, la sua musica mette insieme note stonate per darle ogni notte alle mie gote perché un sorriso schiuso renda loro ali per sopravvivere alla notte, è la resa è vittoria un Disarm

La sua musica è un pretesto sempre buono per lasciar tutto e correre in un deserto carico di sussulti

La sua musica è la mia Lullaby, è il nostro punto e a capo

La sua musica è serena, la sua musica sono Io

– Contatto Fabio Orefice:

http://www.eyesofthefuture.it/

Fonte: Oubliettemagazine

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“La sua musica” di Fabio Orefice

La sua musica è in ascesa, tuoni di carne e misericordia fondono l’acciaio del mio cuore avverso per farne ali malleabili contro i cieli di piombo
La sua musica accoglie parole incompiute e versi in cammino per tenere tra le mani la mia volontà e propositi che sbocciano nella primavera di estasi da tacere ai più
La sua musica è una verità sbattuta in faccia che fa del walzer un tango e rende gladiatori gli amanti perché tra lacrime di vetro e sgomenti senza replica si ritrovino come cigni ammaccati su lenzuola liquide per annegare l’uno nell’altro
La sua musica disprezza i pronomi che demarcano e fa dei due Uno e di Uno Entrambi, due note suonate sulla stessa riga, la stessa chiave a dettarne il tono
La sua musica vede oltre i campi del futuro e rende il presente un eterno passato da succhiare amaro come un limone caduto da lasciare poi alle spalle quando la ferita prende a bruciare, Ché il fuoco arde l’istante ma offusca ogni prospettiva
La sua musica è un hip hop da sorseggiare con ghiaccio, da lasciar scivolare lento In da Club come una seduzione latina, come uno sguardo nero che scivola sulla pista e ti chiede di più, ti sfida al gioco, e lasciandoti a bruciare si traveste di zucchero e psichedelia invitandoti in un Candy Shop a far scempio d’ogni carezza come all’assedio di un harem
La sua musica fa di gambe tonanti e fianchi che arpeggiano note di ghiaccio e fa di me un maestro di piano e fa di noi un lungo viaggio verso New York, a scoprire che il frutto della redenzione e del sapore è tra quelle gambe, come in un Getsemani di sentori confusi di sale e pesca, dove non saprai mai se sarai dannato o redento, salvato o tentato
La sua musica batte forte come una English Summer Rain, grida forte di stanze buie e cicatrici mascherate d’amianto come l’urlo primordiale Inside All The People, per far di noi due satellite d’amore, Satellite of Love, e farmi tendere la mano cercando di Lei, Angie, A-Angie…
La sua musica grida con la discrezione del Sound Of Silence, nient’altro che la scomoda verità, e cosa farai ora, ora che hai sbattuto la faccia nel fango? Cosa, se non alzarti in piedi per lei? Per dirle Wish you were here?
La sua musica è un arrangiamento minuzioso, un dettaglio sapiente che sbroglia la perfezione e porta con sé solo attenzione, con discrezione, come in un luogo rarefatto, dove distanze e impegni e promesse e affanni nulla di tutto questo conta, come se ci fosse Life On Mars
La sua musica è una mano a carte scoperte, ti fa posare a terra gli assi senza rendertene conto, fa scala per farti salire in alto, ma se affanni non chiede di meglio che raccoglierti e far ossigeno delle sue labbra per te, far nuvole dei suoi seni d’alabastro per lasciarti volare come un angelo imperfetto, e tu sei preso in una caccia d’anima e sangue, senza resa, senza armi, senza vincitori, senza sconfitta, perché All Is Full Of Love
La sua musica fa eco alla mia, dolce come i Beatles, sfrontata come gli Stones, tenera come un ricordo d’infanzia al sapore di Beach Boys, delicata da tener segreta a cuori senza orecchie come i Queen, sfacciata e brillante per nasconder furie e tormenti d’anima come gli U2, spumeggiante come Michael Jackson, ardente come Lauryn Hill, poetica come Totò, viscerale come i Pearl Jam, vulnerabile e acuta come John Lennon
La sua musica passa come il vento della Grazia attraverso i miei frutteti per restituirli alla primavera dopo inverni innevati di silenzi e sussurrarmi tra violini Tonight Tonight!
La sua musica è un tifo a squarcia gola per me, la sua musica mette insieme note stonate per darle ogni notte alle mie gote perché un sorriso schiuso renda loro ali per sopravvivere alla notte, è la resa è vittoria un Disarm
La sua musica è un pretesto sempre buono per lasciar tutto e correre in un deserto carico di sussulti
La sua musica è la mia Lullaby, è il nostro punto e a capo
La sua musica è serena, la sua musica sono Io

– Contatto Fabio Orefice:
http://www.eyesofthefuture.it/

Fonte: Oubliettemagazine

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