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Posts Tagged ‘Europa’

Allarme Terra, escalation di eventi naturali estremi mentre la scienza non si pronuncia

Specialmente nell’ultimo decennio a livello globale stiamo assistendo ad una vera e propria escalation di eventi naturali estremi, fra tornado, uragani, terremoti, maremoti ed altro ancora. Qualcuno ha azzardato l’ipotesi che possa trattarsi semplicemente del fatto che l’informazione in questo periodo ha incrementato la sua visibilità, ma tale analisi è vera solo in parte, infatti è vero che l’informazione mediatica ha raggiunto livelli impensabili ma è pur vero che gli eventi estremi ed alquanto insoliti ci sono e si stanno realmente verificando. Al di là di ogni possibile e becero quanto insano allarmismo, c’è da considerare che uragani e tornado ad esempio, non si sono mai verificati a memoria d’uomo in zone come la Polonia, la Francia e la Germania, infatti tali eventi sono tipici di zone situate in ben altre latitudini come l’America centrale e meridionale. Dunque, cosa sta succedendo? Semplicemente con molta probabilità accade che la Terra sia coinvolta in un processo di mutazione del Cosmo e del proprio sistema solare. Tutti sanno, anche i bambini che il movimento dei pianeti è indiscutibilmente causa di diverse manifestazioni naturali sul globo terrestre, come ad esempio le fasi lunari capaci di determinare le maree così come il movimento del magma dei vulcani. Di questi movimenti planetari ne parlava anche Raffaele Bendandi, lo studioso e ricercatore osannato prima e discreditato poi fino ai nostri giorni. Certo, soltanto uomini di scienza possono enunciare una teoria che sia credibile e sostanzialmente valida ma il problema sta proprio in questo, cioè che la scienza ufficiale tace, discrimina gli altrui studi e soprattutto tende a minimizzare. Rimane il fatto che questi eventi estremi si stanno realmente manifestando, uccidono le persone, radono al suolo colture e le città e sterminano il bestiame con il risultato che i danni all’agricoltura, all’economia globale e alle popolazioni sono ingenti. Basterebbero e, come al solito quasi sempre non si fanno, delle accurate operazioni di prevenzione e basterebbe che la scienza ufficiale la smettesse di occultare cause a lei già in parte conosciute. Un altro aspetto odioso della questione è determinato dal fatto che in occasione di devastanti terremoti, alcuni Stati, fra cui in primis l’Italia, mentono sulla reale magnitudo probabilmente per non risarcire completamente i danni arrecati alle popolazioni e del dopo-catastrofe, spesso non se ne parla, come ad esempio accade per le zone alluvionate lo scorso anno, della Sicilia, della Liguria e della Toscana. Si tace, si tende a sottacere e a zittire, quando però a gran voce, i governi si appellano al senso di responsabilità dei propri cittadini allorquando c’è da pagare le tasse e a sottostare alle voglie maniacali ed altrettanto devastanti del sistema monetario mondialer e delle banche. Rimane da chiedersi in tutto questo dov’è che sta il senso di responsabilità dei governi in questione? Polemiche a parte anche se dovute e necessarie, l’ultimo degli eventi naturali straordinari che ha colpito l’Europa riguarda la Polonia. Un tornado molto forte d’intensità e alquanto distruttivo ha colpito lo scorso 14 luglio la zona della Pomeriana nel nord-ovest del Paese, nelle vicinanze del Mar Baltico. Il tornado ha provocato la morte di un uomo ed il ferimento di altre 10 persone e decine di famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Il forte mulino di vento ha sradicato centinaia di grossi e pesantissimi alberi e mandato in tilt il traffico per qualche ora. Nel video pubblicato su YouTube è possibile notare la violenza del Tornado: http://youtu.be/bOdnltliCeA. La gente deve sapere, non è la solita populista frase fatta, ma è così che dovrebbe andare. Le persone hanno il diritto di avere delle risposte esaustive e responsabili dalla scienza ufficiale che in tutto questo, col suo mutismo, sta facendo soltanto la parte dell’idiota di turno. Questo è l’appello alla responsabilità necessario e dovuto alle popolazioni di tutto il mondo, prima ancora dei processi economico-mediatici contro quei paesi che stanno alla canna del gas come la Grecia. Il senso di responsabilità è ben altro che strozzare economicamente i popoli, è determinato invece da una delle più belle e mai apprezzate virtù: la coscienza umana.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

Europa, tracce di civiltà sul satellite di Giove eclissate nel silenzio

April 27, 2012 Leave a comment

Questa intervista, fatta all’astrofisico russo Boris Rodionov, apparve sul quotidiano “La Stampa” il giorno 30 gennaio 1998. I quesiti furono posti da Giulietto Chiesa. Chissà perchè non se ne parla più. 
Quando ho mostrato quelle foto agli ingegneri che costruiscono i nostri oleodotti e gasdotti, la reazione e’ stata unanime: ma sono sistemi di oleodotti sotto una coltre di ghiaccio. Non avevo detto loro da dove venivano quelle foto. Pensarono che fossero foto da un satellite della Siberia, con risoluzione di nove chilometri“. Boris Rodionov, professore di micro e cosmofisica dell’Istituto Mifi (Ingegneria Fisica dell’Universita’ di Mosca), racconta la sua ” scoperta” con aria divertita. Le foto sono quelle della sonda americana Galileo, che sta ancora girando attorno a Giove, fotografando ad ogni passaggio le lune del gigante del nostro sistema solare: Io, Europa, Ganimede, Callisto. E quelle che hanno attirato l’attenzione di Rodionov, e non solo la sua, mostrano la superficie di Europa. “Strane, troppo strane per non far pensare – dice il professore -. Basta esaminarle con attenzione per escludere subito che si tratti di fessure naturali, di incrinature di tipo geologico“. Rodionov confuta in questo modo la tesi di molti planetologi, che interpretano quei segni come fratture causate dalle forze di marea esercitate da Giove: da queste fratture, secondo la tesi che Rodionov nega, uscirebbe acqua allo stato liquido, che poi si rapprenderebbe rapidamente. Quali altre ipotesi rimangono in piedi? “Due soltanto – replica Rodionov – una tecnogenetica, l’altra biogenetica. La seconda mi sembra fantastica, perche’ condurrebbe alla conclusione che quell’intricata rete di tubi e’ il sistema circolatorio di un essere vivente. La prima e’ da verificare, ovviamente, ma sta in piedi: quelle straordinarie vie di comunicazione (uso termini approssimativi per farmi capire) sono il prodotto di una civilta’. Per giunta di una civilta’ molto piu’ evoluta della nostra“. Europa e’ una delle lune di Giove. Il suo diametro e’ all’incirca di 3000 chilometri, poco piu’ piccola della nostra Luna, dunque. Non ha quasi atmosfera. La sua superficie e’ coperta da una lastra di ghiaccio che dovrebbe essere spessa fino a parecchie centinaia di metri. E qui cominciano le stranezze notate dal professore russo. La prima e’ che le altre tre lune di Giove sono crivellate di crateri, come lo e’ la nostra Luna, e anzi molto di piu’ perche’ l’enormita’ di Giove e’ tale da attrarre un sacco di spazzatura planetaria, centinaia di volte di piu’ della Luna e della Terra messe assieme. Europa invece presenta solo (nella parte coperta dalle foto di Galileo) tre crateri grandi e nove piccoli. Non c’e’ spiegazione per questa differenza. Guardando meglio si vede che il ghiaccio di Europa non e’ dappertutto maculato dagli urti di milioni di meteoriti che, indubbiamente, colpiscono la superficie del satellite come quella delle altre lune di Giove. Vi sono zone dove il ghiaccio appare liscio e lucente. Come se venissero svolti in continuazione “lavori di riparazione”. La fittissima rete di condotte che emerge dalle foto, sebbene ricoperta dai ghiacci, e’ talmente regolare, con interconnessioni parallele del tutto geometriche, da escludere il caso. Si tratta – dice Rodionov – di tubi, o canali della lunghezza di centinaia di chilometri, di profili diversi e diametri che possono arrivare a 200 metri, a piu’ piani. Che non si tagliano l’uno con l’altro ma si scavalcano. Sono tunnel, autostrade, abitazioni, impianti industriali? “Non lo sappiamo, ma ripeto – dice Rodionov con calma olimpica – che chiunque analizzi quelle foto concludera’ che sono prodotti artificiali“. Solo una civilta’ molto antica ed evoluta, molto piu’ della nostra, puo’ permettersi di vivere in quelle condizioni. Le uniche possibili, del resto, perche’ solo sotto uno spesso riparo di ghiaccio si puo’ evitare il bombardamento dei meteoriti e quello non meno esiziale della potente radioattivita’ che promana da Giove. Ma quelle “riparazioni” lascerebbero pensare che quella civilta’ e’ ancora in vita, non si e’ estinta. E’ cosi’? Rodionov non esita a rispondere affermativamente. Sono io che esito a porre la domanda successiva: ma allora come mai non hanno mai tentato di uscire all’esterno? In fondo, penso, noi appena abbiamo avuto i mezzi tecnici siamo andati fuori, nello spazio, dove le condizioni non permettono la vita. E noi stiamo da sempre interrogandoci sulla vita fuori dalla Terra. Boris Rodionov interrompe la disquisizione: “Le foto dimostrano che loro escono fuori, come lei dice. Quelle riparazioni sono fatte con acqua calda, che esiste in abbondanza nelle viscere del satellite. In secondo luogo, per quanto riguarda la loro curiosita’…forse ci conoscono gia’ abbastanza...”. Rodionov non ha l’aria di scherzare, crede negli Ufo, evidentemente, ma non e’ questo il punto. Qui a Mosca, nel suo istituto, sulla sua ipotesi nessuno ride o scherza. Nei prossimi giorni un seminario speciale sara’ dedicato alla sua analisi. Rodionov ha inviato tre cartelline di spiegazione anche a Edward Stone, direttore del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena e ha ricevuto una risposta interlocutoria: la Nasa sta anch’essa analizzando le foto e trova ” interessante” l’ipotesi dello scienziato russo. Si puo’ andare oltre, sulla base dei dati esistenti? Rodionov ha un piano. Cercare di stabilire un contatto laser. Sono gia’ stati elaborati diversi linguaggi nell’eventualita’ di un contatto. Siamo dentro il sistema solare e, quindi, in condizioni molto vantaggiose. “Ma – aggiunge il professore russo – il contatto potrebbe comunque non esserci. Ricordi le formiche. Allora ci puo’ servire moltissimo Galileo. Che ha ancora due anni di vita. Ci saranno altre foto, in altri momenti, da altre angolazioni. Potremo ottenere le carte in rilievo e confrontare le eventuali variazioni alla superficie delle zone lucide. Cioe’ se vi sono stati nel frattempo altri risanamenti delle ferite meteoriche. Insomma con opportune correzioni del programma scientifico di Galileo potremmo ricavare un’immensa quantita’ di informazioni. Per ora abbiamo foto di circa la meta’ di Europa. Potremo avere un quadro piu’ preciso di gran parte della sua superficie. Ma, in attesa di tutto cio’, quello che gia’ vediamo e’ sufficiente a concludere che lassu’ c’e’ una vita intelligente“.

Fonte: Centro Ufologico Taranto

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Stretto di Suez, Iran sfida Europa con navi da guerra nel Mediterraneo

February 18, 2012 Leave a comment

Si tratta di una notizia di cui pochi, quasi nessuno sta parlando, forse perché fa paura o forse perché gli iraniani ci hanno spesso abituato a varie intemperanze poi sempre sistematicamente rientrate. Ma l’annuncio dell’Ammiraglio Habibollah Sayyari, comandante della Marina della Repubblica Islamica, lascia nello sconcerto. Infatti l’Ammiraglio subito dopo che le navi da guerra iraniane avevano superato lo Stretto di Suez, ha dato l’annuncio che parte della loro flotta si trova ora nel Mar Mediterraneo. Ancora non si conoscono i particolari della situazione e l’esatta ubicazione di questi colossi belligeranti dei mari. Intanto le uniche notizie fin’ora trapelate, parlano di due navi iraniane, un cacciatorpediniere e una nave d’appoggio, che avrebbero superato lo Stretto di Suez grazie al consenso del governo egiziano. Non resta che attendere e sperare che non si verifichino fatti più gravi.

Fonte: AGS Cosmo

Mario Monti, copertina sul ‘Time’… uomo più importante in Europa

February 10, 2012 Leave a comment

 

L’uomo più importante in Europa: nelle sue mani c’è il destino dell’economia mondiale. Questa la presentazione riservata dal settimanale ‘Time’ al presidente del Consiglio, Mario Monti, oggi a Washington per incontrare il presidente americano, Barack Obama. Il volto di Monti, fotografato da Paolo Pellegrin, appare sulla copertina dell’edizione europea (ma anche di quella asiatica) del magazine, che si domanda: “Può quest’uomo salvare l’Europa?”.
A prima vista, si legge nell’articolo firmato da Michael Schuman, sembra impossibile che il destino dell’economia mondiale sia nelle mani di Monti, un uomo rivestito dell’aura di un nonno distinto, dai modi educati, la voce dolce, gli occhi sorridenti. Non il duro capo di cui l’Italia ha disperatamente bisogno per fuggire dalla pericolosa e lunga crisi del debito. Monti parla nel lungo, preciso linguaggio tecnico di un economista accademico, quale era fino a quattro mesi fa. Non usa la consueta retorica dei politici.

Fonte: TMNews

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Nicolas Sarkozy, misure forti e giuste da Mario Monti

January 31, 2012 Leave a comment

“Europa non è più sul bordo dell’abissso”
In Italia il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha preso “misure forti e giuste” per contrastare la crisi economica. Lo ha detto il presidente francese, Nicolas Sarkozy, in diretta tv e in contemporanea su sei canali francesi, sottolineando che “la crisi economica si sta placando e l’Europa non è più sul bordo dell’abisso”.

Fonte: TMNews

Europa, in arrivo il passaporto europeo

December 31, 2011 Leave a comment

Secondo le stime dell’UE, entro il 2020 serviranno 16 milioni di professionisti disposti a trasferirsi nei vari paesi dell’Europa e ci sarà dunque necessità di riconoscere le loro qualifiche professionali in tutti gli Stati. Bruxelles ha lanciato dunque l’idea di un passaporto europeo al fine di esercitare la propria professione dovunque nei Paesi dell’Unione Europea. Il commissario per il mercato interno, Michel Barnier a tal proposito ha dichiarato: “Per coloro che dispongono delle necessarie qualifiche, sarà più facile trasferirsi dove si prospettano offerte di lavoro e l’idea di una tessera professionale europea, sotto forma di certificato elettronico, consentirà di semplificare ed accelerare, le procedure di riconoscimento per i professionisti disposti a trasferirsi per lavoro”. La proposta dell’UE prevede anche l’aggiornamento dei requisiti minimi di formazione ad esempio per i medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, veterinari ed architetti e la possibilità di introdurre un quadro di formazione e di verifiche professionali comuni.

Fonte: AGS Cosmo

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Clima, cambiamenti climatici complici inconsapevoli di nuove epidemie

I cambiamenti climatici che si stanno verificando soprattutto negli ultimi anni, rischiano di divenire complici inconsapevoli di nuove epidemie di malaria nel mondo. Infatti il clima modificato sta favorendo l’arrivo di zanzare-vettrici dell’infezione anche in quelle zone precedentemente ritenute sicure come l’Europa ed altri Paesi occidentali. L’allarme è stato dato a Ginevra nell’ambito di un incontro organizzato dalla Sigma-Tau e la Fondazione Medicines for Malaria Venture, che hanno accuratamente descritto l’attuale drammatica situazione che si sta verificando soprattutto in Africa dove la Malaria uccide un bambino ogni 45 secondi. Il cambiamento del clima potrebbe presto favorire lo sbarco del virus in Europa ed in particolar modo in quelle nazioni che confinano con l’Africa.

Fonte: AGS Cosmo

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Europa, vasti oceani di acqua liquida sotto il satellite di Giove

November 18, 2011 Leave a comment

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I dati della missione Galileo della NASA hanno dimostrato agli scienziati quello che sembra essere un corpo di acqua allo stato solido sotto la superficie ghiacciata di Europa, pari in volume, ai grandi laghi del Nord America. I dati suggeriscono l’esistenza di un notevole scambio tra il guscio di ghiaccio di Europa e l’oceano sottostante. Queste informazioni potrebbero sostenere l’argomento che la superficie dell’oceano globale di Europa rappresenta un habitat potenziale per la vita al di fuori del nostro pianeta. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature. “I dati aprono alcune possibilità interessanti“, ha detto Mary Voytek, direttore del Programma di Astrobiologia della NASA presso la sede dell’agenzia a Washington. “Tuttavia, gli scienziati di tutto il mondo vorranno dare un’occhiata da vicino a questa analisi e alla revisione dei dati, prima di poter apprezzare appieno le implicazioni di questi risultati.” La sonda Galileo della NASA, lanciata dalla navetta spaziale Atlantis su Giove nel 1989, ha prodotto numerose scoperte e ha fornito agli scienziati per decenni dati da analizzare. Galileo ha studiatoGiove, che è il pianeta più massiccio del nostro sistema solare, e alcune delle sue numerose “lune”. Una delle scoperte più significative è stata la conclusione di un oceano di acqua salata globale sotto la superficie di Europa. Questo mare è profondo abbastanza da coprire tutta la superficie di Europa e conterrebbe più acqua liquida di tutti gli oceani della Terra messe insieme. Tuttavia, essendo lontano dal Sole, la superficie dell’oceano è completamente ghiacciata. Molti scienziati pensano che questa crosta di ghiaccio sia spessa decine di chilometri. “Un parere della comunità scientifica dice che se il guscio di ghiaccio dovesse essere così spesso, non è un fattore positivo per la biologia. Questo potrebbe significare che la superficie non comunica con l’oceano sottostante“, ha detto Britney Schmidt, autore principale dello studio e borsista post-dottorato presso l’Istituto di Geofisica, all’Università del Texas ad Austin. Schmidt e il suo team si sono concentrati su alcune immagini in particolare inviate dalla sonda Galileo.  Sulla base di processi simili visti sulla Terra, su piattaforme di ghiaccio e sotto i ghiacciai sovrastanti i vulcani, hanno sviluppato un modello in quattro fasi per spiegarne alcune caratteristiche. Il modello risolve diverse osservazioni contrastanti. Alcuni sembravano suggerire che il guscio di ghiaccio fosse spesso. Altri suggerivano il contrario. Queste analisi recenti mostrano come le caratteristiche caotiche sulla superficie di Europa possano essere costituite da meccanismi che coinvolgono un notevole scambio tra il guscio di ghiaccio e il lago sottostante.

Questo fornisce un meccanismo o un modello per il trasferimento di nutrienti e di energia tra la superficie e il vasto oceano globale già dedotto di esistere al di sotto del guscio di ghiaccio. Grazie a queste simulazioni la potenzialità di ospitare la vita aumenta. Gli autori dello studio hanno buone ragioni per credere che il loro modello sia corretto, sulla base di osservazioni di Europa da parte di Galileo e dalla Terra. La deduzione è che i laghi siano situati a parecchi chilometri sotto la superficie, e l’unica vera conferma della loro presenza potrebbe arrivare da una missione di veicoli spaziali del futuro progettati per sondare il guscio di ghiaccio. Tale missione è stata classificata come la seconda missione di alta priorità dal Consiglio Nazionale delle Ricerche del Planetary Science Decadal Survey ed è allo studio da parte della NASA. “Questa nuova comprensione dei processi su Europa non sarebbe stata possibile senza il fondamento degli ultimi 20 anni di osservazioni su lastre di ghiaccio della Terra e piattaforme di ghiaccio galleggianti”, ha detto Don Blankenship, un co-autore e ricercatore presso l’Istituto di Geofisica, dove conduce studi radar aerei di lastre di ghiaccio del pianeta. Galileo è stata la prima sonda a misurare direttamente l’atmosfera di Giove e a condurre osservazioni a lungo termine del sistema gioviano. La NASA ha esteso la missione per sfruttare le funzionalità di Galileo, e il veicolo spaziale è stato messo in rotta di collisione con l’atmosfera di Giove nel settembre del 2003 per eliminare qualsiasi possibilità di alterare qualche parametro su Europa.

Fonte: MeteoWeb

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Satellite Nasa Uars, la fine di un incubo

September 24, 2011 Leave a comment

Il satellite americano Uars è rientrato nell’atmosfera terrestre in una zona che si trova sull’oceano Pacifico, risparmiando cosi’ l’Italia e l’Europa, al contrario delle previsioni fatte fino a ieri dalla Nasa e dalle altre agenzie spaziali di tutto il mondo. Al termine di una notte durante la quale il satellite aveva improvvisamente cambiato rotta, alle prime ore del mattino e’ precipitato sull’Oceano Pacifico, forse distruggendosi completamente nell’impatto con l’atmosfera terrestre. La conferma dell’avvenuto rientro e’ arrivata ufficialmente dalla Nasa e dal Centro Interforse per le Operazioni Spaziali della base californiana di Vandenberg, che ha individuato l’ora del rientro fra le 5,23 e 7.09 di questa mattina (ora italiana). Intorno la mezzanotte il cambio di traiettoria del satellite, che aveva rallentato la sua discesa, modificando le ipotesi sulla zona di atterraggio. Veniva cosi’ subito escluso il pericolo che potesse cadere sull’Italia e sull’Europa, ma facendo rientrare nella zona a rischio per la caduta di detriti il Canada, l’ Africa, e vaste zone degli oceani Atlantico e Indiano.
Questa mattina, infine, la conferma da parte della Nasa dell’avvenuto rientro sul Pacifico anche se sui frammenti c’è ancora incertezza. Non è da escludere che alcuni siano arrivati al suolo, in Canada. Ma non hanno provocato danni, in quanto non ci sono notizie di “pioggia” di detriti spaziali. Grande quanto un autobus, L’Upper atmosphere research satellite era stato in orbita intorno alla Terra 20 anni fa per raccogliere dati sulla fascia di ozono che protegge il Pianeta dai raggi ultravioletti.

L’incubo, quindi, è finito. “Questa vicenda ci ha insegnato qualcosa?” Da giorni monitoriamo in diretta, col fiato sospeso, la traiettoria di un satellite vagante nell’universo e nell’orbita della Terra, con la paura che ci possa cascare addosso. E già sappiamo che tra meno di un mese ne cadrà un altro…

Peppe Caridi

Fonte: MeteoWeb

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Internet Revolution, satellite per internet in tutta Europa

Rete internet per l’intera Europa e per i paesi del Medio Oriente e Mediterraneo. Ka-Sat è il primo satellite che permetterà di accedere alla banda larga anche nelle zone più remote nelle quali oggi è impossibile collegarsi alla rete web. Fautrice del progetto è l’Eutel Sat e il progetto è stato presentato in contemporanea in Italia, Irlanda, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Francia e Grecia. Renzo Turatto, Capo del Dipartimento della Funzione Pubblica per l’Innovazione Teconologica ha affermato: “L’arrivo di Internet via satellite è una promessa anche per l’Italia, dove ‘il vero problema sono i servizi online della pubblica amministrazione a livello locale, nei quali siamo in evidente ritardo. In Italia, il 10% della popolazione non ha accesso alla rete e questo problema è diffuso ovunque nel Paese, dalla Pedemontana Veneta a decine di Comuni lombardi, alla Sicilia. Quasi tutte le regioni sono toccate”.

Carla Liberatore

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