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Posts Tagged ‘Elisabetta Pieroni’

“Metamorfosi, mostra interattiva di Elisabetta Pieroni e Laura Zuccarello a Barasso

February 4, 2013 Leave a comment

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Che cos’è un’opera d’arte? Quando un oggetto può diventare tale?
Queste sono le domande che fin dagli inizi del Novecento si sono posti critici, filosofi e uomini di cultura senza mai trovare una risposta univoca e una definizione condivisa.
Queste sono le domande che lo stesso pubblico davanti ad espressioni artistiche originali e stravaganti spesso si pone smarrito e confuso, provocato e stimolato nello stesso tempo a riflettere sul concetto di arte e su quanto ormai esso comprenda forme e linguaggi diversi.
A queste domande non c’è una risposta deterministica né tantomeno univoca: di certo conta l’abilità tecnica dell’artista, pittore o scultore che sia, ma di sicuro conta più l’idea che è stata motore dell’atto artistico.
In questo senso le opere di Laura ed Elisabetta ne sono un esempio vivace e concreto.
I quadri di Laura, infatti, nascono dall’interesse per oggetti comuni o desueti, abbandonati e scartati che spesso ispirano l’artista e ne diventano il punto focale intorno a cui costruire il resto dell’opera.
Al contrario, talvolta, nasce in primis l’idea e poi, solo in un secondo tempo quando l’artista ha trovato tutti gli elementi necessari, il quadro.
In ogni caso, comunque, le opere di Laura sono l’espressione di esperienze vissute, di emozioni provate, di speranze future…l’artista non prende le distanze dalle sue opere, ma ne è, al contrario, partecipe. Così in “Di lago e di vento” i vetrini smussati sullo sfondo azzurro rappresentano il ricordo di una piacevole gita famigliare al lago, oppure i petali di rosa trafitti da piccoli chiodini di ferro in “Petali trafitti” diventano il simbolo di una notizia dolorosa che ha generato tristezza e malinconia.
Al contrario, invece, Elisabetta elabora opere ricche di significati simbolici universali, che richiamano le attese profonde dell’uomo e i valori religiosi che ogni cristiano costruisce nel suo percorso di vita.
Ne è un esempio “Rinnovamentoil cui soggetto principale è una fiammella dai vivaci colori giallo-arancio-rosso che allude a quegli episodi biblici in cui Dio si è rivelato all’uomo tramite il fuoco o la luce. Ugualmente in “Verso il cielo” e “Protezione” diventa sempre più evidente la riflessione dell’artista sulla Fede e sul dualismo fra bene e male nel mondo. Nella prima opera, infatti, protagonista è un’aquila, animale ascensionale per eccellenza e simbolo dell’evangelista Giovanni, mentre nel secondo caso l’impugnatura della spada scolpita richiama volutamente un TAU capovolto, emblema francescano di redenzione e salvezza. Gli ultimi lavori di Elisabetta sono ricchi di significato, ma anche di materiali poiché aggiunge alla ceramica smaltata frammenti di specchio, fogli di rame e lustrini dorati o argentati….in una continua sperimentazione operativa di fine artigianato artistico.
Proprio come nei quadri di Laura l’oggetto viene nobilitato, diventa parte integrante e fondamentale dell’espressione creativa. Esso non è più una semplice aggiunta, ma costituisce l’elemento più originale ed esclusivo dell’opera stessa.
Questo infatti può dirsi il filo sottile che lega le due artiste: in entrambi i casi vi è l’attenzione per la realtà e per ciò che ci circonda…in entrambi i casi si attingono dalla realtà quegli elementi/oggetti che andranno poi a realizzare il quadro.
Laura ed Elisabetta fanno così vivere la materia, la fanno parlare al pubblico, in una forma d’arte che mischia la pittura alla scultura, la bidimensionalità alla tridimensionalità, in un’antitesi che qui diventa connubio e completa armonia.
Ecco quindi la risposta alle nostre domande, la soluzione ai precedenti dubbi: la materia, intesa come materiale o come oggetto, può diventare un’opera d’arte?
Sì! Fino a quando ci saranno artiste come Laura ed Elisabetta che, con abilità tecnica e fantasia, sapranno trasformare il tangibile in poesia figurata.
Raffaella Bardelli 
METAMORFOSI
Mostra interattiva di Elisabetta Pieroni e Laura Zuccarello 
A cura di Raffaella Bardelli e Simona Gasparini 
Dal 9 al 24 Febbraio 
Orari e giorni d’apertura: 
Giovedì 14 e 21 Febbraio
dalle 17.00 alle 19.00
Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 12.00 e
dalle 16.00 alle 19.00
Inaugurazione: 
Sabato 9 febbraio
Ore 17.00
P.zza San Martino
(ex Banca Intesa)
Barasso
Ingresso libero
Per informazioni:
Elisabetta Pieroni:(+39) 349 2832988 
Laura Zuccarello:(+39) 335 5874719 
Raffaella Bardelli: rbardelli@libero.it 
Simona Gasparini: gasparini.simona@gmail.com

“Essenze”, mostra di Elisabetta Pieroni e Debora Germanò al Sacro Monte di Varese

March 31, 2012 Leave a comment

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ESSENZE, questo il titolo della mostra di Elisabetta Pieroni e Debora Germanò
che verrà presentata lunedì 9 aprile al Sacro Monte di Varese presso la chiesa sconsacrata dell’Annunciata.
Un titolo semplice ma nello stesso tempo ricco di significato, scelto dalle artiste per comunicare che in questa esposizione c’è proprio l’essenza della loro arte cioè l’espressione di sé, dei loro pensieri, del loro vissuto, delle loro speranze. Una ricerca insomma che viene portata alla luce attraverso due tecniche completamente diverse, la scultura per Elisabetta e la pittura per Debora, ma con immagini spesso  ricorrenti.
Ad esempio in entrambe vi è il rifiuto della linea netta e rigida per dare spazio a forme più sinuose e arrotondate come si vede nei nudi e nelle composizioni astratte di Debora e negli alberi di Elisabetta che spesso si aprono in ampie fronde dai rami flessuosi e dalle radici forti e robuste.
L’albero di Elisabetta è solitamente quello d’ulivo, simbolo di una spiritualità che l’uomo cerca lungo il cammino della sua vita e che solo con l’esperienza di tutti i giorni, passo dopo passo, riesce a trovare. Elisabetta interpreta questo tema in chiave cristiana, utilizzando spesso un archetipo antico, il cerchio, come simbolo di un tempo infinito e di una Perfezione universale che solo Dio può avere e può donare all’uomo avvolgendolo e proteggendolo in un abbraccio confortante e assoluto.
Ma il cerchio ricorre anche in alcuni nudi di Debora, questa volta come simbolo del creato, elemento con cui l’uomo, nella filosofia buddista, è in piena comunione.
Emblematica, in questo senso, è l’opera Firmamento, in cui la donna rappresenta non solo Debora, ma anche tutti noi, di fronte a quel cosmo infinito da cui siamo nati, di cui facciamo parte e nel quale, secondo i buddisti, continueremo a riciclarci fino al raggiungimento del nirvana.
La figura femminile dipinta da Debora e modellata da Elisabetta è un altro elemento che ricorre nelle opere in mostra, ma, mentre per Elisabetta in Cronos o in Enydros è la personificazione della natura, per Debora in Donne in giardino, Sguardo, Pensieri, Vita-passione-mondo, è la rappresentazione di se stessa, della propria storia, delle varie fasi di vita che ha attraversato.
É insomma l’arte di Debora sicuramente più autobiografica rispetto a quella di Elisabetta che vuole invece esprimere dei valori universali di fede, proiettando nelle immagini e nei simboli la visione di un domani più chiaro e positivo.
Questa fondamentale differenza è ciò che distingue le due artiste e che rende assolutamente interessante e curiosa questa mostra che presenta opere strutturalmente differenti, con immagini più volte reiterate, seppur interpretate diversamente, in relazione al pensiero e alle esperienze di vita di ciascuna.
Al di là dei significati simbolici, l’esposizione di Debora ed Elisabetta può essere letta anche in chiave tecnica, come l’evoluzione di due artiste autodidatte che negli anni sono cresciute sperimentando nuove modalità di rappresentazione artistica.
Ad esempio Elisabetta negli ultimi suoi lavori si cimenta in sculture polimateriche aggiungendo alla  ceramica altri materiali come specchi, ferro, rame, ottone. L’Enydros in mostra ne è una dimostrazione, poiché i frammenti di specchio in cui il visitatore può riflettere la propria immagine sono aggiunti a coronamento della scultura e diventando un modo molto concreto e immediato per farci entrare nel quadro.
Debora invece, pur rimanendo nell’ambito della pittura, in alcune opere unisce l’olio all’acrilico e con lo stesso acrilico crea effetti di colore lucido in rilievo sulla tela.
In entrambe comunque c’è la voglia di aggiungere al proprio stile elementi di originalità non casuali, ma volti ad impreziosire quei dettagli dell’opera che possano costituire per lo spettatore lo spunto visivo di una riflessione estetica e simbolica.
“ESSENZE”
Mostra di Elisabetta Pieroni e Debora Germanò a cura di Raffaella Bardelli
Dal 9 al 15 aprile 2012
Inaugurazione: lunedì 9 aprile alle ore 17.00
Chiesa dell’Annunciata
Sacro Monte di Varese
Ingresso libero
Orario: sabato 14 e 21 aprile 14.30 – 19.00
Domenica 15 aprile 10.00 – 12.30 e 14.30 – 19.00
Per informazioni:
http://www.elisabettapieroni.it

“Emozioni”, personale di Elisabetta Pieroni allo spazio d’arte Corte dei Brut di Gavirate

December 6, 2011 Leave a comment

Varese – Dal 1 dicembre al 10 gennaio 2012, lo spazio d’arte Corte dei Brut di Gavirate (VA) ospiterà la prossima personale di Elisabetta Pieroni, nota scultrice varesina impegnata da alcuni anni in una ricerca personalissima in ambito ceramico; un’artista che ha scelto di dare voce alla propria espressività creativa intraprendendo un percorso autonomo, necessariamente moderno, sempre e comunque nel solco e nel rispetto di una tradizione artigianale che, a distanza di secoli, continua a mantenere inalterato il proprio fascino. La mostra, dal titolo “EMOZIONI”, presenterà i lavori più recenti, sculture e altorilievi raffiguranti paesaggi idilliaci e dimensioni oniriche, figure antropomorfe e animali fantastici, alberi maestosi e città immaginarie che sembrano appartenere ad un fiabesco medioevo. Rifiutando qualsiasi forma di idealismo o di metafisica a favore di un profondo esistenzialismo, l’artista focalizza la propria ricerca sul valore specifico dell’esistenza individuale umana e sul suo carattere precario, riscoprendo la forza persuasiva delle metafore e la suggestiva aura dei simboli. I paesaggi antropizzati costituiti da ponti, torri, vicoli tortuosi, irte scalinate e case accoglienti vanno quindi interpretati come l’emblema dell’esperienza umana, colta nei momenti cruciali di passaggio, nello sforzo richiesto dal superamento delle difficoltà e nella cura degli affetti familiari. Significativa è, in questo senso, la raffigurazione dell’ulivo, albero spirituale per antonomasia, protagonista di molti dei lavori di Pieroni: caratterizzato da robuste radici, si erge in maniera sinuosa e contorta, quasi sofferente, ma animato da una ferma e fiduciosa volontà che lo spinge a perseguire la propria realizzazione. L’apparente semplicità dei soggetti raffigurati è forse il segreto dell’immediatezza con cui l’artista riesce a trasmettere il proprio messaggio, ma a questa semplicità fa da contrappunto uno studio attento e meticoloso del materiale scelto come medium artistico; la ceramica, infatti, non lascia spazio all’improvvisazione ma richiede notevoli competenze manuali, tecniche, fisiche e chimiche; competenze che Elisabetta Pieroni ha acquisito in molti anni di esperienza, iniziando a lavorare giovanissima. Nelle sue composizioni sembra definire lo spazio come a voler costruire una “geografia dell’anima”, invitando lo spettatore a calarsi nell’opera e a riconoscere all’interno della composizione archetipi universali e simboli appartenenti alla cultura cristiana, fusi in una visione serena e luminosa dell’esistenza. Su un repertorio iconografico personale ormai consolidato, ultimamente Elisabetta Pieroni ha imbastito un’appassionata ricerca tecnica e polimaterica; le iridescenze date dai nuovi smalti impiegati dialogano con materiali estranei all’ambito ceramico come frammenti di specchio, inserti di rame e ottone, supporti in plexiglass trasparente e aeree spirali realizzate con il filo di ferro. Nelle suggestive sale della Corte dei Brut saranno esposte anche le più recenti opere di design: vasi, ciotole e lampade in ceramica, vere e proprie sculture luminose, che sottolineano un infaticabile sperimentalismo tecnico, stilistico e materico di cui, in futuro, sarà interessante seguire gli sviluppi.
info:
“EMOZIONI”
Mostra personale di Elisabetta Pieroni
a cura di Emanuela Rindi
Dal 1 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012
Inaugurazione: giovedì 1 dicembre, ore 19.00
Spazio d’arte Corte dei Brut
Via Campi Leoni, 1
Groppello di Gavirate – Varese
INGRESSO LIBERO
ORARI
Feriali: 19.00 – 23.00
Festivi: 12.00-14.00 | 19.00 – 23.00
(Visitabile con l’artista su appuntamento)
http://www.elisabettapieroni.it
http://www.cortedeibrut.org