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Posts Tagged ‘Dna’

“DNA. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica”, mostra in onore del genio a Palazzo delle Esposizioni di Roma

April 13, 2017 Leave a comment

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10 febbraio – 18 giugno 2017

a cura di Bernardino Fantini, Telmo Pievani, Sergio Pimpinelli, Fabrizio Rufo

Comitato scientifico: Garland Allen, Werner Arber, Guido Barbujani, Sydney Brenner, Rodolfo Costa, Ernesto Di Mauro, Denis Duboule, Kent Golic, Thimothy Hunt, Thomas C. Kaufman, Giorgio Manzi, Helga Nowotny,  Carlo Alberto Redi, Stefano Rodotà, Michele Stanca, Mariachiara Tallacchini, Giuseppe Testa, Eric F. Wieschaus, Ada E. Yonath

Mendel, un genio incompreso nato “troppo presto” in Moravia, dopo la sua morte diventerà il padre della genetica, una scienza che ha trasformato per sempre il nostro modo di intendere la natura. Gregor Mendel è uno dei protagonisti del nostro viaggio in un mondo per lo più microscopico e invisibile, alla scoperta delle leggi dell’ereditarietà, delle storie dei grandi scienziati che, come Watson e Crick, ci hanno permesso di comprendere la struttura e la funzione del DNA, delle nuove frontiere della genomica, delle applicazioni pratiche di queste discipline e di come influenzano e influenzeranno sempre di più la nostra vita e il nostro ambiente, delle terapie geniche personalizzate, della vita sintetica, di caccia al colpevole tramite il DNA, di passato presente e futuro, e di molto altro ancora.

La mostra presenta una prima parte storica, dove vengono ripercorse tutte le tappe fondamentali di questa avventura scientifica, presentando sia le scoperte sia le storie umane degli scienziati protagonisti: Mendel e le leggi sull’ereditarietà dei caratteri, Morgan e i moscerini della frutta – fondamentali per capire cosa fossero i geni e i cromosomi -, le “derive” razziste dell’eugenetica, fino ai lavori di Watson, Crick e Rosalind Franklin per la struttura a doppia elica del DNA. Nella seconda parte si affrontano, invece, il presente e il futuro, presentando i temi della clonazione, della medicina personalizzata, dell’ingegneria genetica, della biologia sintetica, con uno speciale focus dedicato alla genetica forense e allo studio del DNA di specie estinte.

L’esposizione presenta una miscela coinvolgente di linguaggi differenti. Una narrazione testuale sintetica e suggestiva che accompagna il visitatore nelle sette sezioni della mostra, alternandosi alla contemplazione di reperti originali emozionanti e inediti in Italia. Fra gli altri: le parti del modello originale che Watson e Crick usarono per descrivere la struttura del DNA a doppia elica; la vera pecora Dolly, il primo animale ottenuto per clonazione; documenti e reperti ottocenteschi appartenuti a Mendel; strumenti storici relativi alla storia perturbante dell’eugenetica, un cranio fossile originale di Neanderthal da cui si sta provando ad estrarre il DNA. A questo corredo di reperti da tutto il mondo si affiancano numerosi exhibit interattivi appositamente ideati per il progetto, video inediti, apparati iconografici, ricostruzioni spettacolari, il tutto nella cornice di un allestimento di museologia scientifica immersiva e interattiva.

La mostra si propone come un eccellente strumento didattico per affrontare in modo approfondito ma non tecnico, semplice ma non banale tutte le tematiche relative alla genetica e alla genomica, e per fornire ai ragazzi gli strumenti per comprendere l’impatto che le scoperte in questi campi avranno sulla società del futuro.

USA, possibile Dna universale tra esseri umani e alieni

June 21, 2012 Leave a comment

Siamo tutti “cugini” di ET, il tenero extraterrestre protagonista del celebre e omonimo film del 1982 diretto da Steven Spielberg. E’ il risultato di uno studio della McMaster University di Hamilton nell’Ontario in Usa che ha rivelato la possibile esistenza di un Dna universale tra gli esseri umani e gli alieni. La teoria considera che su venti sostanze chimiche standard che contengono il Dna che genera la vita umana, dieci possono essere fatte risalire a milioni di anni fa, elementi che sono stati spesso riscontrati nella maggioranza dei meteoriti. Si tratta di dieci composti chimici capaci di sopravvivere in ambienti ostili. “Strutture che possono considerarsi come le strutture universali del primo codice genetico sulla Terra come nello Spazio”, ha spiegato Ralph Purditz, autore dell’indagine, al DailyMail. “Codici primordiali che potrebbero essere custoditi nelle parti piu’ riscaldate e interne dei meteoriti di ampie dimensioni. Un’ipotesi da testare ma che mostra un enorme potenziale da una prospettiva termodinamica che potrebbe portarci alla decodificazione del primo Dna trasversale agli esseri viventi”, ha concluso.

Fonte: MeteoWeb

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XNA, primo DNA creato in laboratorio

April 28, 2012 Leave a comment
Si chiama l’Xna, il primo Dna creato in laboratorio, chiamato Xna (ossia Acido Xeno-Nucleico, a sottolineare la sua origine non naturale). E’ una sorta di parente del Dna, capace di immagazzinare informazioni e di evolversi come il Dna naturale, ma modificato in modo da avere un aspetto diverso. Descritto sulla rivista Science, il Dna artificiale è stato sintetizzato da un gruppo internazionale guidato dal britannico Medical Research Council, lo stesso laboratorio in cui nel 1952 Watson e Crick avevano scoperto la doppia elica del Dna. A differenza della cellula artificiale ottenuta nel 2010 dall’americano Craig Venter, nella quale il Dna era costruito in laboratorio ma era comunque una copia fedele del Dna naturale.
Gli scienziati stanno diventando sempre piu’ bravi a costruire polimeri genetici artificiali che possono andare ad interferire con il dna e poter manipolare le informazioni genetiche di ciascuno individuo, siamo all’alba di una nuova umanita’?E chi ci dice che questo non sia gia’ un processo in atto sperimentato sulla popolazione in modo clandestino con le scie chimiche?
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Aids, codice genetico Dna in grado di resistere al virus

January 27, 2012 Leave a comment

Nel Dna si nascondono dei pezzi di codice genetico che sono capaci di ‘resistere’ all’Aids, e di controllare la progressione della malattia. La scoperta arriva dai ricercatori di Guido Poli, responsabile dell’Unita’ di immunopatogenesi dell’Aids all’Istituto San Raffaele di Milano, ed e’ stata pubblicata su Journal of Infectious Diseases. La ricerca ha individuato ”nuovi marcatori genetici associati al controllo spontaneo della progressione di malattia in persone con infezione da virus Hiv”.

Fonte: Ansa

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Dna, studio sulle tracce dei geni di un’intelligenza ‘sempreverde’

January 20, 2012 Leave a comment

E’ nascosto nel Dna il segreto di un’intelligenza ‘sempreverde’, cioe’ che resti giovane e scattante anche in tarda eta’. Uno studio scozzese ha infatti messo gli scienziati sulle tracce dei geni che garantiscono lunga vita all’intelligenza. Secondo quanto riferito sulla rivista Nature, sono state individuate delle sequenze genetiche che garantiscono all’intelligenza che abbiamo da giovani di accompagnarci senza declinare anche in eta’ anziana.

Fonte: Ansa

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Bisturi molecolare, cura efficiente per le malattie genetiche

January 2, 2012 Leave a comment

Come vi avevo accennato in un precedente articolo, al giorno d’oggi il fronte biomedico è in continua espansione; a seguire scopriremo l’unica cura efficace per le patologie genetiche, ovvero quell’insieme di patologie provenienti dai difetti del DNA.
DNA e malattie genetiche
Il nostro corpo, come saprete, è composto da cellule; all’interno del nucleo delle stesse secernono gli acidi nucleici: DNA e RNA. Il DNA è di fondamentale importanza poiché attraverso le informazioni genetiche che esso contiene, permette la produzione di molecole fondamentali per la formazione dell’organismo vivente (questo processo si chiama Biosintesi). Le sequenze di acidi nucleici danno luogo ai geni che sono in grado di convogliare lo sviluppo fisico/comportamentale di un essere vivente; l’insieme dei geni che compone il DNA si chiama Genotipo. Purtroppo il funzionamento di questi geni può essere compromesso attraverso anomalie quali mutazioni o alterazioni che impediscono una regolare produzione di proteine: è così che nei termini più comuni si parla di difetti nel DNA o più correttamente di malattie genetiche. Se queste alterazioni colpiscono le cellule germinali (che danno luogo all’ovulazione nelle donne e allo sviluppo di spermatozoi nell’uomo) allora si parla anche di malattie ereditarie. Tra queste cito l’emofilia, fibrosi cistica, ADA-scid e la distrofia muscolare.
Cure presenti
Le malattie di cui sopra in passato portavano alla morte mentre oggi, attraverso terapie, riescono ad essere alleviate. La difficoltà nel curarle si deve alla loro complessità cellulare: infatti gran parte dei vaccini  hanno il compito di sostituire il gene alterato nel nucleo con un altro gene modificato. La precisione però, ha sempre avuto un limite ed in molti casi il gene immesso si posizionava nel punto sbagliato della catena di DNA, rischiando l’alterazione di altre funzioni cellulari. Grazie ai virus contenuti nei vaccini, è stata possibile la cura dell’ADA-scid, malattia che priva le difese immunitarie, in 18 soggetti bambini. Questa terapia verrà offerta dai servizi sanitari entro breve.
Cure future
L’Istituto San Raffaele Telethon di Milano, attraverso il laboratorio sperimentale diretto da Luigi Naldini, che si occupa di terapie geniche, ha messo appunto una nuova cura, il bisturi molecolare, che vede come protagonista un legame chimico di enzima e metallo, capace di spezzare la parte danneggiata della catena dell’acido nucleico (DNA).
Il bisturi molecolare è costituito da un enzima combinato a molecole complesse, dette dito di zinco (contenenti metallo), che si legano esclusivamente ad una specifica sequenza delle basi di cui è formata la catena di DNA. Scegliendo il giusto mix di zinc finger, si può così far avvenire il taglio nel punto giusto del DNA. In questo modo la cellula con il genoma tagliato cercherà di riparare il danno, mentre noi gli forniremo una sequenza di DNA contenente il gene corretto, che verrà inserito nel punto esatto in cui serve.
Queste le parole del professor Naldini, rilasciate in una recente dichiarazione.
Opinione personale
Mi è capitato di confrontarmi con persone che diffidano da campagne come Telethon, in quanto dubbiosi dell’operato svolto. Il traguardo biomedico/biotecnologico di cui ho discusso in questo articolo, è la prova che le nostre donazioni non sono vane e che il futuro, potrebbe riservarci qualche altra sorpresa positiva per noi e per gli altri. Speriamo solo che anche il nostro governo abbia l’intenzione di investire maggiormente nell’istruzione e nella ricerca, poiché come abbiamo potuto osservare, i risultati possono arrivare. Manca solo la consapevolezza del ruolo che la ricerca svolge in un paese civile.

Stefano Campagna

Fonte: Skimbu

Australia, studi sul DNA dei coralli

September 2, 2011 Leave a comment

Uno studio condotto da alcuni scienziati australiani ha evidenziato che i coralli posseggono 28 cromosomi e lo stesso numero di geni del DNA umano. I ricercatori hanno completato la sequenza del DNA corallino del tipo Acropora Millepora detto anche ‘corna di cervo’ per la sua formazione che si dirama verso l’alto. La conoscenza del DNA di questo corallo avrà dunque delle importanti applicazioni nella medicina e nella bioteconologia oltre che ovviamente per la conservazione dell’ambiente. Il progetto di ricerca è stato realizzato dalla università di James Cook di Townsville ed è stata impiegata una teconologia che comprende un metodo di sequencing di nuova generazione in grado di produrre un grandissimo numero di letture in breve sequenza. Il progetto è partito anche perché la barriera corallina è una delle colonne dell’industria turistica australiana e la conoscenza del genoma del corallo contribuirà a dare agli scienziati nuove tecnologie per preservarla.

Carla Liberatore

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Luc Montagnier, proprietà elettromagnetiche del DNA

Il DNA si teletrasporta da cellula a cellula… È quanto dichiarato dallo scienziato premio Nobel Luc Montagnier. Dall’anno della scoperta della conformazione ad elica del DNA, per passare nel 1983 all’invenzione di Kary Mullis del PCR un sistema per riprodurre velocemente copie identiche di segmento del DNA, per andare a finire al 2001 allorquando è stato scoperto il sequenziamento del genoma umano, il 2011 potrebbe diventare l’anno della scoperta delle proprietà elettromagnetiche del DNA. La ricerca in tal senso sta dunque facendo enormi passi in avanti. Montagnier ha reso pubblici alcuni risultati della sua ricerca su come il DNA umano sarebbe in grado letteralmente di teletrasportarsi da una cellula ad un’altra tramite appunto le emissioni elettromagnetiche. L’ipotesi di Montagnier è che i singoli filamenti e probabilmente anche i singoli geni, pare siano in grado di emettere onde elettromagnetiche che si propagano attraverso la formazione di nanostrutture d’acqua. Questa proprietà permetterebbe di ad alcuni microorganismi di infettare le cellule a distanza con un processo che ricorda molto da vicino il principio del teletrasporto.

Carla Liberatore

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Progetto Genoma Umano, trovati geni extraterrestri in DNA umano

Trovati geni extraterrestri in DNA umano

Un gruppo di studiosi che stanno operando in seno al Progetto Genoma Umano e capitanati dal prof. Sam Chang, avrebbero effettuato quella che si rivelerebbe una sorprendente quanto sconcertante scoperta scientifica. Si tratta del fatto che i ricercatori pare siano convinti che le sequenze non codificanti del DNA umano, ovvero quella parte che veniva definita dagli scienziati come ‘junk’ – spazzatura – in realtà non sono altro che un codice genetico di forme di vita extraterrestri. Se ciò fosse vero e definitivamente dimostrato, significherebbe che gli alieni non sono altro che dei nostri ‘parenti stretti’ e che hanno un grande contributo alla evoluzione umana. Il prof. Chang ha dichiarato: “I pezzi alieni all’interno del DNA umano hanno delle proprie vene, arterie e proprio sistema immunitario che resiste con forza tutti i nostri farmaci anti-cancro. La nostra ipotesi è che una più alta forma di vita extraterrestre è stata impegnata nella creazione di una nuova vita e su pianeti diversi. La Terra è solo uno di loro. Forse, dopo la programmazione, i nostri creatori ci crescono allo stesso modo si cresce batteri in piastre di vetri,non possiamo conoscere le loro motivazioni. Se si trattava di un esperimento scientifico, o un modo di preparare nuovi pianeti per la colonizzazione, o si tratta di affari da tempo in corso di seminare la vita nell’universo. Se pensiamo in termini umani, questi programmatori extraterrestri, stavano molto probabilmente lavorando su un super codice composto da diversi progetti, e questi progetti avrebbero dovuto produrre varie forme di vita per altri pianeti. Sono state anche cercate diverse soluzioni. Questo Super Codice o Grande Codice, una volta eseguito, non possiede una funzione, ma modificandone le parti e aggiungendone di nuove, una volta eseguito ancora, si possono ottenere dei miglioramenti, via via che ogni volta se ne aggiugono delle parti. Dobbiamo fare i conti con l’idea incredibile che ogni vita sulla Terra porta con se un pezzo genetico di un parente o cugino extraterrestre e che l’evoluzione non è quello che pensiamo che sia”.

Carla Liberatore

DNA, gene segreto per cambiare sesso

August 5, 2011 1 comment

Sarebbe stato identificato nei topi maschi. In pratica basta cancellare un solo determinato gene nel DNA dei piccoli roditori di sesso maschile affinché si verifichi in loro la trasformazione dei testicoli in ovaie che indurrebbe al definitivo cambiamento di sesso nell’animale. La ricerca è stata effettuata da alcuni studiosi statunitensi dell’università del Minnesota ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature. Il gene ‘Sry’ in grado di determinare il cambiamento di sesso nei topolini maschi sarebbe l’arbitro del cromosoma Y e scambiando questo gene con il gene ‘Foxl2’, si può procedere alla ‘femminizzazione’ dell’animale maschio che avverrebbe in maniera del tutto naturale senza alcun bisogno di interventi chirurgici.

Carla Liberatore

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