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Diego Dalla Palma a colloquio con Marius Creati

Diego Dalla Palma, icona importante del made in Italy, è una figura artistica tra le più conosciute e stimate nel mondo. Scrittore e noto esperto di immagine, nato a Enego nel 1950, inizia il suo ampio percorso artistico a Venezia, dove plasma doti e affinità culturali, per spostarsi successivamente a Milano, dove collabora, nel ruolo di costumista e scenografo, con la Rai e altri teatri rinomati. Personaggio carismatico, dotato di notevole intensità e professionalità scrupolosa, ha saputo ben conciliare i vari aspetti della consulenza mediatica nel mondo dello spettacolo, della moda e del management, rivelandosi un prestigioso image maker. Il suo lavoro testimonia il fascino della bellezza e dell’estetica per eccellenza, rimarcando i suoi ampi concetti di stile e di seduzione. In seguito intraprende un nuovo percorso culturale legato esclusivamente al mondo della scrittura, esperienza che lo porta inizialmente a pubblicare libri proprio sulla stessa bellezza infusa intorno a se, per poi sfociare in una visione più introspettiva dell’esperienza editoriale ritraendo spunti interessanti sul sentimento e sull’emozione intessendo in tal modo un nuovo sembiante intorno a se molto più intimista. Nell’editoria è rimarchevole il suo ultimo libro “A Nudo”, una nuova testimonianza dei suoi recenti percorsi votati all’interiorità e all’introspezione mediante il quale, attraverso spunti di riflessione legati all’esperienza diretta, rievoca racconti di momenti particolari e fasi cruciali della sua vita, sovente segnati da vicende toccanti e drammatiche che, attraverso il dolore, alimentano una spinta progressiva verso l’emersione del propria identità. Fedele ai suoi modelli di espressione è divenuto uno dei volti più rimarchevoli della televisione italiana, presente in svariate trasmissioni televisive in qualità di conduttore, altresì ospite di molti programmi noti, e testimonial di successo per prodotti di largo consumo e pubblicazioni legate all’orientamento del costume e del valore estetico del bello. Le foto riportate nell’articolo sono una realizzazione del fotografo Marco Marré Brunenghi.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Come è nato il desiderio di scrivere? C’é un meccanismo interiore che improvvisamente si é messo in movimento?

Diego Dalla Palma: Anzitutto, Marius, lasciami dire che tu hai il dono di formulare domande che racchiudono già una sorta di risposta. Diciamo che “senti” la risposta che il tuo interlocutore ti darà. Mi è sempre piaciuto scrivere. Ho iniziato a scrivere libri, legati alla sfera più tecnica del mio lavoro, in concomitanza con i miei esordi nel campo decorativo  poiché allora sentivo l’esigenza creare una situazione nuova ancora inesistente in Italia . Ho curato e tuttora curo delle rubriche su riviste settimanali e mensili. Gli argomenti erano esclusivamente tecnici, poiché il mio campo d’azione era volutamente indirizzato verso il make up. Da un po’ di tempo a questa parte ho sentito l’esigenza di diversificare la mia professione, apportando nuovi contenuti, e di raccontare la realtà come la sento, come l’ho sentita e l’ho vissuta.

M.C.: Da osannato cultore del fascino a brillante scrittore… come si é evoluta la tua professione nel corso di questi ultimi anni? Nel complesso in te qualcosa é cambiato?

Diego Dalla Palma: Sì, hai colto nel segno. Dopo anni e anni trascorsi a occuparmi esclusivamente di bellezza e quindi di qualcosa di assolutamente leggero, ho sentito l’esigenza di prendere in considerazione la bellezza interiore poiché mi sono reso conto che il mio percorso di vita poteva indirizzarmi verso nuovi percorsi.

M.C.: Il tuo nuovo libro “A Nudo” racchiude esperienze di una cornice realistica vissuta prima del successo, ma  il concepirlo nasce da un’esigenza pressoché inestirpabile?

Diego Dalla Palma: Proprio perché, come giustamente osservi l’esperienza che racconto nel libro è reale, ovviamente la genesi parte proprio da lì, dall’adolescenza, dalla gioventù e quindi dal prima del successo.

M.C.: In esso sei slanciato verso una crudezza leale, una sincerità viscerale… ma tracciarne una superficie ti ha permesso di esternare qualcosa di più penetrante?

Diego Dalla Palma: Mi ha consentito di capire e di imparare che il dolore può anche essere un motore che aiuta a rialzarti. Ci si può infangare nella vita, ci si può sfracellare, ma c’è modo di trovare strade diverse.

M.C.: C’é un tema particolarmente toccante che hai ritenuto opportuno descrivere tra le sue pagine?

Diego Dalla Palma: Ce ne sono diversi ma ognuno, a seconda della sua sensibilità, può cogliere e ritenere più toccante un capitolo piuttosto che un altro. 

M.C.: Quattro libri importanti sinonimo di quattro grandi successi, l’ultimo editato pochi mesi fa… Esiste un possibile comune denominatore tra loro che, in un certo senso, li equipara e li congiunge?

Diego Dalla Palma: Sì tutti e quattro appartengono a questo mio percorso i cui temi fondamentali sono: l’amore, la morte, il dolore, il perdono. Mi sono abituato ad ascoltare le mie emozioni e questo mi dà grande consapevolezza sulla vita e sulle persone che incontro. Più passa il tempo, più mi accorgo di essere sensitivo.

M.C.: Quattro temi divulgati in quattro differenti pubblicazioni in rappresentanza di diverse esternazioni della tua interiorità. Esiste un messaggio univoco inveterato che germoglia in te?

Diego Dalla Palma: Se vogliamo si possono intendere come un messaggio d’amore dedicato a mio padre e a mia madre.

M.C.: L’amore trionfa sempre dinnanzi alle avversità della vita?

Diego Dalla Palma: La ragione o, meglio, l’amore ragionato trionfa sempre sulle avversità della vita.

M.C.: Dolore e sconfitta intesi come preamboli di un conflitto esistenziale, ma come la débâcle di una vita si trasforma in trionfo? E’ davvero possibile?

Diego Dalla Palma: Direi di sì e la prova è questo libro. Ho avuto una vita molto dolorosa ma sono grato a Dio per tutto ciò che mi ha dato.

M.C.: E’ stato così facile raccontarsi, mettersi a nudo senza incorrere nella reticenza profusa dal peso della notorietà?

Diego Dalla Palma: Sono stato assolutamente me stesso e ho raccontato esclusivamente Diego.

“A Nudo” di Diego Dalla Palma, Sperling & Kupfer

pagg. 200/ euro 17,00 / 2010

978882004961
Postfazione di Gian Antonio Stella

DIEGO DALLA PALMA SI RACCONTA “SENZA VELI”.

LA SUA FORZA E’ NELLA SINCERITA’ CON CUI SA APRIRSI E SVELARE LA PROPRIA INTIMITA’, SENZA IPOCRISIE O RETICENZE

L’AUTORE

Diego Dalla Palma, tra gli esperti d’immagine più famosi del mondo, nasce a Enego (Vicenza) nel 1950 e si forma artisticamente a Venezia. Dal 1968, a Milano, ha operato come costumista e scenografo in Rai e in teatro. Nel 1978 ha diversificato la propria attività, creando una linea di prodotti per il trucco, rivoluzionaria nella concezione. Da allora ha scritto sui più autorevoli mensili e settimanali italiani; ha condotto trasmissioni radiofoniche e televisive; ha pubblicato libri sulla bellezza e una serie di video su immagine, stile e seduzione. Negli ultimi anni si è imposto come originale opinion leader e scrittore molto amato dal pubblico, con tre libri, tutti usciti per Sperling & Kupfer con grande successo: La bellezza interiore (2006), Per amarsi un po’ (2007) e Accarezzami, madre (2008), di cui A nudo rappresenta il seguito ideale.

IL CONTENUTO

Da alcuni anni Diego Dalla Palma ha iniziato un dialogo intenso con i lettori, offrendo nei suoi scritti molti spunti di riflessione, provocazioni e punti di vista anticonvenzionali, che nascono sempre dall’esperienza diretta, dal racconto di momenti e fasi cruciali della sua vita. Accade anche in A nudo, forse il suo libro più crudo, scabroso, ma anche il più sincero e viscerale. Un percorso autobiografico in cui, partendo dall’infanzia, rievoca vicende toccanti e drammatiche, fondamentali per la sua esistenza, cogliendo nel dolore che spesso le ha segnate la spinta decisiva per rialzare la testa e andare avanti. Per non arrendersi nemmeno nei momenti più cupi, quando vivere sembra una parola priva di significato. Non è stato facile riemergere dal baratro, per Diego: le cadute, le umiliazioni, i tradimenti lo hanno ferito, marchiato a fuoco, eppure ogni volta, con sofferenza e insieme determinazione, ha resistito, ha fatto appello alle sue risorse interiori e, sostenuto da una sua particolare forma di fede, ha creduto fino in fondo nell’amore. La sconfitta può tramutarsi in un trionfo se sappiamo imparare dai nostri errori.

“Non c’è dolore che non trovi nell’amore la sua soluzione. Sono ancora convinto che l’amore, qualsiasi forma d’amore, sia il motore di queste nostre brevi, fragili esistenze.”

Da anni Diego Dalla Palma intesse un dialogo intenso con i lettori, ricco di riflessioni, provocazioni e punti di vista anticonvenzionali, tutti scaturiti dalle sue esperienze di vita. Questo è forse il suo libro più crudo, scabroso, ma anche il più sincero e viscerale. Un percorso autobiografico in cui, partendo dall’infanzia, rievoca vicende toccanti e drammatiche, fondamentali per la sua esistenza, cogliendo nel dolore che spesso le ha segnate la spinta decisiva per rialzare la testa e andare avanti. Per non arrendersi nemmeno nei momenti più cupi, quando vivere sembra una parola priva di significato. Non è stato facile riemergere dal baratro, per Diego: le cadute, le umiliazioni, i tradimenti lo hanno ferito, marchiato a fuoco, eppure ogni volta, con sofferenza e insieme determinazione, ha resistito, ha fatto appello alle sue risorse interiori e, sostenuto da una sua particolare forma di fede, ha creduto fino in fondo nell’amore. La sconfitta può tramutarsi in un trionfo se sappiamo imparare dai nostri errori e ogni volta crescere, maturare: non è una lezione – a Dalla Palma non interessa fare il maestro. Piuttosto, è una confessione a cuore aperto, un esporsi “senza veli né trucchi” (lui, grande esperto dell’immagine) davanti al mondo e, più ancora, davanti alla sua coscienza. Il risultato è in queste pagine, dove la tenerezza, la passione, l’ardore si alternano al tormento e alla rabbia in un cammino verso l’instancabile ricerca della propria verità.

Fonte: Sperling & Kupfer

“Accarezzami, madre” di Diego Dalla Palma, Sperling & Kupfer

2008
pp. 200
978882004603
Pag. 200

Euro 16,00

Uscita: 7 ottobre 2008

LE PAROLE CHE OGNI FIGLIO  VORREBBE DIRE A SUA MADRE. LE PAROLE CHE OGNI MADRE  VORREBBE ASCOLTARE DA SUO FIGLIO.

CONTENUTO

In questo libro Diego Dalla Palma compie un percorso a ritroso nel tempo, rievocando la figura della madre Agnese e il suo rapporto con lei. Un legame intenso, in cui al reciproco, profondo affetto si sono intrecciati contrasti e conflitti, spesso generati dalla mancanza di quella tenerezza di cui Diego ha sempre sentito il bisogno e che invece Agnese – per carattere ed educazione – gli ha più volte negato. Negli anni, tuttavia, lui ne ha rivalutato gli insegnamenti e la preziosa lezione morale, comprendendo che una madre può amarti moltissimo, anche se non ti accarezza. E soprattutto imparando, grazie al suo esempio, a tenere duro, specialmente di fronte alle prove più difficili e dolorose, e a guardare avanti, con coraggio e dignità. Una testimonianza toccante, in cui l’autore racconta di sé senza reticenza o falsi pudori, conducendoci per mano nel mondo semplice di un bambino – e poi di un ragazzo – cresciuto sui monti dell’Altopiano di Asiago, tra fatiche e sacrifici, ma con la voglia di realizzare i suoi sogni. Diego ce l’ha fatta, sostenuto anche dall’incoraggiamento della madre, che gli ha così regalato la sua «carezza» più lunga e incancellabile.

Diego Dalla Palma, compiendo un percorso a ritroso nel tempo, rievoca la figura della madre Agnese e il suo rapporto con lei. Un legame intenso, in cui al reciproco, profondo affetto si sono intrecciati contrasti e conflitti, spesso generati dalla mancanza di quella tenerezza di cui Diego ha sempre sentito il bisogno e che invece Agnese, per carattere ed educazione, gli ha più volte negato. Negli anni, tuttavia, lui ne ha rivalutato gli insegnamenti e la preziosa lezione morale, comprendendo che una madre può amarti moltissimo, anche se non ti accarezza. E soprattutto imparando, grazie al suo esempio, a tenere duro, specialmente di fronte alle prove più difficili e dolorose, e a guardare avanti, con coraggio e dignità.

Diego Dalla Palma, tra gli esperti d’immagine più prestigiosi del mondo, nasce a Enego nel 1950 e forma la sua carriera artistica a Venezia. Nel 1968, a Milano, ha operato come costumista e scenografo in Rai e in importanti teatri. Nel 1978, ha diversificato la sua attività, inaugurando il Makeupstudio e creando una linea di prodotti per il trucco, rivoluzionaria nella concezione. Da allora ha scritto sui più autorevoli settimanali e mensili italiani; condotto trasmissioni radiofoniche e televisive; pubblicato libri sulla bellezza e una serie di video su immagine, stile e seduzione. Avendo differenziato il concetto di base legato alla sua professione, Diego Dalla Palma è diventato un significativo e singolare opinion leader, consultato e apprezzato dai principali mezzi di comunicazione. Per Sperling & Kupfer sono già usciti due suoi volumi di grande successo: La bellezza interiore (2006) e Per amarsi un po’ (2007).

Fonte: Sperling & Kupfer

“Per amarsi un po'” di Diego Dalla Palma, Sperling & Kupfer

Un libro di riflessioni sulla felicità, l’amore e il lavoro, le relazioni: brevi densi capitoli che senza salire in cattedra mostrano come sia possibile vivere un’esistenza autentica.

Diego Dalla Palma riflette sul rapporto con noi stessi e con gli altri, allo scopo di migliorarlo e vivere con maggiore serenità e consapevolezza. Per riuscirci bisogna imparare ad amarsi un po’: solo così, infatti, saremo in grado di voler più bene ai nostri simili, rispettare la natura, orientare le nostre scelte in armonia con il bene comune, trasmettere valori positivi alle future generazioni. Queste considerazioni si snodano lungo numerosi, brevi capitoli, dedicati ciascuno a un tema che gli sta particolarmente a cuore e, spesso, basati su esperienze personali. Perché Dalla Palma non sale certo in cattedra impartendo lezioni di vita, ma si mette in gioco direttamente, raccontando di sé, dei propri errori, delle proprie piccole (e grandi) vittorie, delle proprie delusioni e soddisfazioni.

2007
pp. 216

978882004292

Fonte: Sperling & Kupfer

“La bellezza interiore” di Diego Dalla Palma, Sperling & Kupfer

Una riflessione sul potere della bellezza di dare gioia, ma anche un’autobiografia dell’anima che racconta il percorso di uno degli esperti d’immagine più prestigiosi.

Famosissimo guru dell’immagine e del glamour, Diego Dalla Palma intraprende in questo libro una riflessione sulla bellezza: forte dell’esperienza che gli deriva dal dialogo ininterrotto con le migliaia di lettrici delle sue rubriche su importanti riviste, Diego ha scritto “un viaggio alla pari. Per tentare di conoscerci e conoscere. Per amarci un po’ di più. Per cercare quella bellezza interiore che tanto idealizzo e sostengo sempre (quasi maniacalmente)”. Dalla paura di invecchiare al disagio di chi si sente sempre “inadeguato”, dalle manie delle diete alla dipendenza dai modelli televisivi, dall’indifferenza verso i più poveri e deboli a chi spreca denaro per rifarsi la faccia (e il resto)¿ il volume propone numerosi quesiti su temi che coinvolgono la sensibilità comune e altrettante considerazioni che Diego offre, richiamandosi al proprio vissuto umano e professionale.

2006
pp. 224
978882004016

Fonte: Sperling & Kupfer

Diego Dalla Palma a dialogo con Marius Creati

Diego Dalla Palma, icona importante del made in Italy, è una figura artistica tra le più conosciute e stimate nel mondo. Scrittore e noto esperto di immagine, nato a Enego nel 1950, inizia il suo ampio percorso artistico a Venezia, dove plasma doti e affinità culturali, per spostarsi successivamente a Milano, dove collabora, nel ruolo di costumista e scenografo, con la Rai e altri teatri rinomati. Personaggio carismatico, dotato di notevole intensità e professionalità scrupolosa, ha saputo ben conciliare i vari aspetti della consulenza mediatica nel mondo dello spettacolo, della moda e del management, rivelandosi un prestigioso image maker. Il suo lavoro testimonia il fascino della bellezza e dell’estetica per eccellenza, rimarcando i suoi ampi concetti di stile e di seduzione. Nell’editoria è rimarchevole il suo ultimo libro “Accarezzami, Madre”, una testimonianza dei suoi recenti percorsi votati all’interiorità e all’introspezione, mediante il quale rievoca il rapporto materno tra contrasti, conflitti e sentimento in un mondo suddiviso tra sogni e sacrifici. Fedele ai suoi modelli di espressione è divenuto uno dei volti più rimarchevoli della televisione italiana, presente in svariate trasmissioni televisive in qualità di conduttore, altresì ospite di molti programmi noti, e testimonial di successo per prodotti di largo consumo e pubblicazioni legate all’orientamento del costume e del valore estetico del bello. Le foto riportate nell’articolo sono una realizzazione del fotografo Marco Marré Brunenghi.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Dopo aver acquisito enorme risonanza negli ambienti del lusso e dell’immagine, che cosa si prova nell’essere considerati una figura di enorme prestigio?

Diego Dalla Palma: Io non sono cambiato da com’ero un tempo. Certo, il mio intenso, vivido e complesso percorso mi ha portato dove mai mi sarei aspettato. Sono lieto di questo. Tengo a dire, però, che tutto ciò che ho vissuto mi è stato utile, mi ha arricchito e mi ha dato il senso delle cose. Forse è questo il vero motivo che mi ha permesso di restare con i piedi ben saldi per terra.

M.C.: Durante una consulenza o un allestimento hai mai avuto un barlume di incertezza, almeno per una volta, nella tua prestigiosa carriera?

Diego Dalla Palma: Sai che non mi ricordo… Sicuramente sarà accaduto, ma in genere sono sempre sicuro di ciò che faccio e quando agisco è perché già immagino il risultato. Aggiungo anche che sono istintivo e certe decisioni sono inconsce.

M.C.: Quale tra i ricordi del tuo passato ti spinge a riflettere sul tuo lungo percorso professionale? C’è un episodio che ti piace ricordare con enorme piacere e che non hai mai condiviso con il mondo, magari in attesa che un “mondo raro” giungesse fino alle soglie della tua riservatezza?

Diego Dalla Palma: Da bambino mi piaceva disegnare e sognavo di sviluppare quello che da tutti era considerato un singolare talento, ma purtroppo i miei non erano abbastanza ricchi per consentirmi di frequentare le scuole giuste e affinare le mie doti. Insomma, data la nostra povertà, ero destinato a fare il lavoro dei miei: il pastore. Questo mi rattristava immensamente e mi portava a chiudermi in me stesso, poiché capivo che non mi sarei mai adattato volentieri a quel mestiere. Ma a cambiare la mia sorte intervennero due straordinarie e provvidenziali persone: Maria Rosa Anglana, l’insegnante di disegno, entusiasta delle mie capacità artistiche, e Giovanni Scaramozzino, preside delle scuole medie che frequentavo, fiducioso e ottimista sul mio futuro d’artista. Furono loro due che convinsero i miei genitori a farmi frequentare un istituto d’arte.

M.C.: Essere promotori dello stile ha bisogno di una mescolanza di vari ingredienti permeati di emozioni ed elementi talentosi innati. Sei concorde con questa affermazione? Come si diventa grandi interpreti della cultura e della bellezza estetica?

Diego Dalla Palma: Direi che la definizione è esatta, quantomeno, corrisponde al mio pensiero. Come lo si diventa non lo so. Posso, però, dirti come è stato per me: sono sempre stato un curioso della vita e un estimatore del bello, nei diversi ambiti del nostro universo, anche se per me bello non ha il significato di perfezione, di eccellenza. Ho sempre filtrato tutto attraverso la mia visione artistica. Interpretare la cultura e la bellezza estetica per me significa leggere attraverso l’imperfezione, guardare oltre la mancanza, privilegiare l’atipicità.

M.C.: Come aiuti un nuovo personaggio a superare le insidie dell’antagonismo durante i primi passi verso il successo e, successivamente, a gestire le insicurezze e le varie frustrazioni dovute alla perfezione che il mondo delle celebrità “pretende” come stile di vita?

Diego Dalla Palma: Da diversi anni non mi occupo più di immagine e sono abbastanza lontano dal mondo dello spettacolo. Ho diversificato un po’ la mia professione, ora scrivo libri e tengo seminari sull’immagine. In ogni caso quando seguivo l’immagine di un personaggio, come anche quella di una persona normale, ho sempre cercato di far capire loro qual è la reale importanza della personalità e del fascino, che devono “venire fuori”, trasparire e che saranno quelle le doti che faranno la differenza.

M.C.: E’ indispensabile che una persona si senta libera di indossare un desiderio, anche se non perfettamente consono al proprio aspetto, piuttosto che rimanere nel limbo della manchevolezza, oppure esiste una regola basilare che ci sospinge verso una scelta tacita e vagamente stereotipata?

Diego Dalla Palma: Tempo fa ero convinto che fosse meglio “indossare un desiderio” (sempre  con un occhio attento al proprio modo di essere) poiché ritenevo fosse importante il modo in cui questo desiderio avrebbe migliorato umore, autostima e benessere. Negli ultimi anni però, devo dire di aver cambiato opinione. Penso che sia meglio scegliere ciò che è più consono al proprio modo di essere ma che si mantenga entro certi limiti di credibilità, di stile e che consenta di avere un’immagine piacevole.

M.C.: Cosa pensi delle immagini stereotipate propagandate spesso dai trends più ricorrenti? Spesso le tendenze stimolano la cultura dell’eleganza oppure la costringono a seguire dettami diversi?

Diego Dalla Palma: Credo che le immagini più comuni e con cui tutti abbiamo familiarità siano purtroppo degli stereotipi. Magari la gente avesse il senso dell’eleganza e fossero sufficienti degli stimoli per raggiungere una “cultura” di questo tipo! E’ più un uniformarsi e un livellarsi sulle proposte senza usare senso critico.

M.C.: In base alla tua professionalità, ritieni che oggi un make-up assolutamente impeccabile evince la sensibilità della persona promuovendone una trasformazione benefica sulla sua psiche? Ed inoltre se bellezza e psiche sono diventati sinonimi contemporanei di amore e psiche, credi che sia possibile sollecitare le emozioni a tal punto da bilanciare l’armonia interiore di un individuo?

Diego Dalla Palma: Il make-up, da sempre, e non solo oggi, è d’aiuto a migliorare non solo l’aspetto ma, ovviamente, a influenzare positivamente la psiche. Cosa c’è di meglio per l’autostima che vedersi, e di conseguenza, sentirsi belle?

M.C.: Hai sempre amato la tua professione oppure hai vissuto un momento particolare nel quale hai pensato di gettare la spugna e tornare alla consuetudine di un mondo più ordinario?

Diego Dalla Palma: No, questo non mi è mai capitato. Non ho mai gettato la spugna, intendo, in nessun campo. Certo ho fatto della variazioni al tema, come ho avuto modo di dire poc’anzi, ma difficilmente mi fermo. Sono un combattente, amo le sfide, desidero sempre provare e vedere fino a che punto mi posso spingere.

M.C.: Credi che sia possibile ancora stupirsi tramite il “mondo dell’immagine” rispetto al passato, oppure oramai è stato tutto fatto?

Diego Dalla Palma: E’ stato fatto molto ma molto è ancora da fare. Dal mio punto di vista sarebbe necessaria una rieducazione, una specie di rehab per chi ha oltrepassato il limite. La creatività non ha mai fine, siamo noi a porre dei limiti, e i limiti attuali sono rappresentati dalla violenza, dalla volgarità dalla mancanza di espressione di emozione.

M.C.: Immagino probabilmente che tu abbia sofferto, almeno una volta, per una pena sentimentale. In tal caso, la passione riversata nel tuo lavoro è stata di grande supporto in quei momenti di sconforto oppure soltanto un mero strumento di evasione?

Diego Dalla Palma: Posso dire entrambe le cose?

M.C.: Cultura e benessere, eleganza ed esibizionismo. Quali di questi elementi, tra tendenze, valori e qualità specifiche, associ al culto della bellezza estetica? Possono inoltre coesistere tra loro liberamente?

Diego Dalla Palma: In questo momento, associo al culto della bellezza estetica esclusivamente l’esibizionismo, la plasticità, la finzione. Laddove cultura, bellezza ed eleganza appartengono alla bellezza interiore, alla bellezza dell’anima.

M.C.: Per finire, quanto può essere importante il valore della cultura? Cosa desideri consigliare ai giovani che spesso sembrano lasciarla in disparte?

Diego Dalla Palma: E’ fondamentale. Non ho mai conosciuto una persona “bella” e interessante che non avesse cultura. Cultura e preparazione sono già indici di fascino.

fonte: MondoRaro InsideLIfe