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LS3, nuovo amico delle forze armate da DARPA

November 6, 2012 Leave a comment

Mentre il mondo si stupisce delle potenzialità dei nuovi tablet e smartphone, la DARPA, agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare, ha creato il Legged Squad Support System (in sigla LS3), ovvero l’innovazione del trasporto di rifornimenti per i militari.
Lo scopo
“La visione per LS3 è quello di combinare le capacità di un mulo da soma con l’intelligenza di un animale addestrato.”
Così lo descrivono gli scienziati della DARPA. Infatti la nuova creazione sembrerebbe effettivamente un cane, o un mulo, se preferite. Per realizzare l’intero progetto ci sono voluti ben 32 milioni di dollari. È stato progettato innanzitutto per alleggerire le truppe di terra, in modo da farle agire velocemente. In questo modo la forza complessiva dell’esercito aumenta notevolmente. Inoltre è in grado di suggerire ostacoli e strade alternative durante le battaglie.
Capacità
È in grado di percorrere fino a 32 chilometri in completa autonomia, su terreni accidentati e portando sulle sue spalle d’acciaio 181 chilogrammi di materiale, senza sbilanciarsi né cadere neanche se viene urtato. È molto stabile sulle gambe, ma se dovesse ribaltarsi per qualche ragione, può automaticamente mettersi diritto, alzarsi e andare avanti. LS3 ha anche la capacità di seguire un leader umano in un terreno boscoso. Questo gioiello della robotica riesce ad accelerare e rallentare gradualmente, passando dal passeggio, alla modalità a passo svelto fino ad arrivare alla corsa. Valuta il terreno con vari sensori e adatta la camminata. Per guidarlo i soldati utilizzano un tablet touchscreen collegato al robot senza fili. Ma LS3 riconosce e obbedisce anche a una serie di ordini base (per esempio corri, siediti, fermati) impartiti a voce. Inoltre è talmente silenzioso che si può avere una conversazione in sua prossimità senza avere bisogno di alzare il tono della voce.
Uno sguardo al futuro…
Da sempre è risaputo che le tecnologie migliori sono dapprima sviluppate in campo militare per poi passare all’uso civile dopo qualche tempo, proprio come è successo col sistema di posizionamento globale (GPS), di cui oggi quasi nessuno ne sa fare a meno. Se si prova a pensare ad un futuro non lontano, in cui macchine del genere saranno libere di circolare per le strade cittadine, ci si rende conto che queste potrebbero facilitare la vita di tutti, ma farebbero correre il rischio di un innalzamento della pigrizia con un aumento dei problemi associati ad essa. Voi che ne pensate? Credete che tecnologie del genere debbano rimanere solo in campo militare o essere condivise poi con tutti?
Se non riuscite a dare una risposta alla domanda consiglio a tutti la visione del film “Wall-e” della Disney. Guardandolo rifletterete molto su questo tema, ve lo assicuro!

Antonio Carbone

Fonte: Tasc

2045 Avatar Project: progetto incredibile per diventare immortali

October 18, 2012 Leave a comment

Avete mai sognato di diventare immortali? Il miliardario russo Dmitry Itskov non si è limitato a sognarlo ma si è messo in testa di far diventare la razza umana immortale iniziando a lavorare ad un nuovo progetto, chiamato 2045 Avatar, che ha lo scopo di giungere ad una tale condizione nei prossimi trent’anni. L’argomento farà discutere per molto tempo e i dibattiti saranno innumerevoli, ma a prescindere dall’opinione favorevole o contraria che ognuno di noi ha, sul fatto se sia giusto o sbagliato rendere l’uomo immortale, vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Le fasi dello sviluppo
2015-2020: il primo passo consiste nel creare un androide chiamato “avatar”, controllato da un “brain-computer” e cioè da un’interfaccia neurale. L’uomo potrà controllare direttamente dalla sua mente il suo alter ego che sarà in grado di svolgere lavori in ambienti pericolosi, eseguire operazioni di salvataggio, viaggiare in situazioni estreme, e molto altro. L’Avatar potrà essere utilizzato anche in ambito medico per la riabilitazione di pazienti totalmente o parzialmente disabili per recuperare i sensi perduti.
2020-2025: il passo successivo consiste nel creare un autonomo sistema di supporto vitale per il cervello umano collegato all’androide che dovrebbe essere in grado di salvare le persone il cui corpo è completamente danneggiato in maniera irreversibile. Ogni paziente con un cervello sano, potrebbe essere in grado di tornare ad una vita normale con un corpo nuovo.
2030-2035: la sovrapposizione di sistemi elettronici e biologici sarà sempre maggiore fino ad arrivare ad un modello digitale di cervello e coscienza umana che sarà possibile se si riuscirà a “decodificare” il cervello per capirne il funzionamento. Una volta traferita la coscienza individuale su un supporto digitale si avrà l’immortalità cibernetica ed il risultato di questa operazione potrebbe essere una vera e propria rivoluzione nella comprensione della natura e delle prospettive dell’uomo. Pensate, ad esempio, che conseguenze avrebbe la possibilità di ripristinare un ricordo perduto.
2035-2045: l’ultima fase del progetto è, ovviamente, quella di trasferire la nuova mente digitale all’interno dell’androide che diventerà quindi un “super uomo” immortale, a propria immagine e somiglianza, capace di fare qualsiasi cosa, dal momento che il suo corpo potrà avere ogni forma, anche quella di un ologramma in grado di attraversare la materia.
Gli elementi chiave e la fase preliminare
Per dare la spinta al progetto 2045 e farlo conoscere in tutto il mondo, sono già state previste alcune attività preliminari quali ad esempio l’avvio di un laboratorio di ricerca e sviluppo di micro-neuro-interfacce per completare la fase preliminare di progettazione, la creazione di infrastrutture per una fondazione di beneficenza in Russia e negli Stati Uniti, la creazione del social network chiamato “Immortal.me”, l’organizzazione del Future Global Congress 2045 prevista a New York per il prossimo anno, l’organizzazione di seminari, corsi e congressi di neuroscienze, robotica e teoria dell’intelligenza artificiale, la realizzazione di un documentario sulla strategia “2045″ e molte altre ancora.
Obiettivi
Il sito ufficiale del progetto 2045.com, parla di tre obiettivi principali che avatar intende realizzare. Essi sono:
la creazione di una nuova visione dello sviluppo umano
la realizzazione della possibilità di un’estensione radicale attraverso la tecnologia cibernetica
la creazione di una nuova cultura associata a questa tecnologia
Per realizzare tutto ciò, Dmitry Itskov si è rivolto a moltissimi miliardari, con lo scopo di ottenere un finanziamento per il suo progetto e, al momento, l’agenzia DARPA (che lavora da tempo per l’esercito americano) ha già stanziato circa cinque milioni di euro per far sviluppare interfacce che consentano ai soldati di guidare dei robot che combattano al loro posto.
Conclusioni
Se Avatar 2045 venisse davvero realizzato, nessuno può dire quali potrebbero essere le conseguenze e se queste siano positive o negative. Ad ogni modo, vi consiglio di guardare questo bel video per capire meglio in cosa consiste il progetto e quali sono tutte le sue fasi.

Fonte: Tasc

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