Archive

Posts Tagged ‘Codice Dresda’

John Major Jenkins, profezie del Codice Dresda

November 28, 2011 Leave a comment

2012? La fine del mondo? La risposta sembra essere nel Codice di Dresda, uno dei quattro codici maya sopravvissuti alla furia distruttiva spagnola. In esso troviamo delle immagini emblematiche: dalle fauci di un drago fuoriescono zampilli d’acqua, una vecchia dea manda sulla Terra un’inondazione; la Terra è al buio, l’oscurità vince la luce. Ma secondo molti ricercatori sarà solo la fine di un Ciclo e l’inizio di una nuova Era.

Nel 2009 durante un Convegno sul 2012, ho avuto il piacere di ospitare uno dei più famosi ricercatori sul 2012, il Dr. John Major Jenkins autore di Maya Cosmogenesis 2012. Con John abbiamo parlato molto sul 2012, oltre al fatto di aver toccato anche il discorso più triste, ovvero quello dei cataclismi che avrebbero colpito il nostro pianeta entro la data fatidica, che avevano profetizzato i Maya. In effetti questo popolo non ha mai profetizzato nulla e il perchè lo abbiamo capito dopo. I Maya esperti astronomi, avevano calcolato che la nostra Galassia effettua un giro completo ogni 26 mila anni e dopo questo giro (ciclo), di cui il prossimo terminerebbe il 21 Dicembre 2012, ne sarebbe iniziato uno nuovo. Dal centro della Galassia, prima della fine di questo ciclo, sarebbe fuoriuscita una potente energia dal centro galattico che i Maya chiamavano Hunab KU, la Farfalla Cosmica, da dove tutto ha origine: la Vita. Ma la scienza ha scoperto che al centro della Galassia esiste un Buco nero che viene chiamato Sagittarius A. Senbrerebbe che da questo Buco nero qualcosa sia fuoriuscito e la scienza ufficiale non ne sa dare una spiegazione plausibile. Rammento che Hunab Ku, come simbolo, viene generalmente associato al dio sole della cultura Maya, e simboleggia l´equilibrio e la vita (ricorda molto in questo il simbolo dello Ying e Yang, di cui richiama anche l´aspetto).

Sagittarius A l’ho definito una sorta di StarGate o portale. Infatti proprio da Sagittarius A e fuoriuscita la misteriosa energia che la scienza ufficiale ha registrato sotto forma di Radiazioni o Raggi Gamma. I Maya sapevano già di questa Energia e a loro volta, ne avevano previsto la fuori uscita al termine di ogni ciclo galattico. Le rilevazioni che le sonde spaziali hanno registrato, era quello che vedevano i Maya migliaia di anni fa. Si tratta di due strutture che si dipartono dal centro della Galassia e che emettono raggi gamma, cioè radiazione ad altissima energia. La loro natura è ancora piuttosto misteriosa. Le due bolle coprono circa metà del campo visibile da Terra e potrebbero essersi originate milioni di anni fa. I ricercatori dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge in Massachusetts (USA) le hanno scoperte analizzando i dati delle osservazioni fatte con il telescopio spaziale Fermi e che sono disponibili pubblicamente a chiunque voglia farne uso per le sue ricerche.

Le due bolle erano rimaste finora invisibili, occultate in quella specie di nebbia di raggi gamma che pervade il cosmo. Che cosa abbia originato queste gigantesche strutture, per gli scienziati non è chiaro, ma le ipotesi non mancano. Forse si tratta del residuo di un’antica esplosione del buco nero che occupa il centro della nostra Galassia, oppure l’origine potrebbe essere una zona ad alta intensità di formazione di stelle che ha generato ammassi stellari molto massicci milioni di anni fa. Come abbiamo già detto sopra, il centro galattico è situato nella regione astronomica chiamata Sagittarius A, a 26 gradi e 45 primi rispetto alla longitudine zodiacale del Sagittario. Il centro galattico è calcolato a circa 26.000 anni luce dalla Terra. Un anno luce equivale a circa 9 miliardi di chilometri, ponendo così il centro galattico a circa 240 quadrilioni di chilometri dalla Terra. Ne consegue che la luce, i raggi X, i raggi Gamma e le onde radio impiegano 26.000 anni per arrivare dal centro della galassia alla Terra. Dato che anche un ciclo completo della precessione degli equinozi è di circa 26.000 anni, possiamo vedere un’importante sincronicità. Le due bolle di energia che oggi vediamo emanare dal centro della galassia, risalgono sicuramente all’ultimo allineamento del Sole con il centro galattico al solstizio d’inverno, esattamente un ciclo di 26.000 anni fa. Le bolle di energia hanno quasi invaso il nostro sistema planetario e gli effetti si sono già registrati e quindi fatti sentire attraverso misteriosi terremoti in tutto il mondo. Le irradiazioni di questa bolla gigantesca, non saranno visibili fisicamente ma si percepiranno a livello di coscienza e il tutto si concentrerà proprio il 21/12/2012, data in cui appunto questa energia si diffonderà su tutto il pianeta, resettando così le armoniche del DNA, dove è insita la coscienza dell’Uomo. Al termine di questo ciclo (fine Era) ci saranno cambiamenti tali da poter indicare che l’umanità è sul punto di compiere un “salto quantico” nell’evoluzione della coscienza.

PROFEZIE DEL CODICE DRESDA

A quanto pare ciò che era stato profetizzato dal Codice Dresda dei Maya, si sta manifestando. Infatti in molte parti del mondo si stanno verificando inondazioni spaventose, con distruzioni di Quello che sappiamo per certo è che i Maya conferivano una grande importanza alla fine di ogni età.
La loro cosmologia prevedeva 5 grandi ere cosmiche, ognuna della durata di 5125 anni. Ogni era ha visto l’ascesa, lo sviluppo e il declino di una diversa razza.
Quattro ere sono già trascorse, concludendosi in grandi cataclismi: l’era dell’Acqua, l’era dell’Aria, l’era del Fuoco, l’era della Terra.

La quinta, l’era dell’Oro, quella in cui vivevano i Maya e quella nella quale viviamo e vivremo noi, ancora per pochissimo tempo, è l’ultima era di 5125 anni: è iniziata nel 3113 a.C. e terminerà nel 2012 d.C.
Per fine del mondo, i Maya quindi intendono la fine della quinta era. Il Lungo Computo ci dice che l’età dell’Oro terminerà al volgere del baktun 12, nel giorno del solstizio d’inverno, quando il Sole sarà allineato con il centro della Via Lattea, un evento molto raro che si verifica ogni 25.625 anni.
Contemporaneamente, in quello stesso giorno, si verificherà un altro evento rarissimo, che si ripete ogni 25.920 anni: la Terra terminerà un giro precessionale completo intorno al suo asse, nel giorno in cui l’età dell’Oro volgerà al suo termine.
Che cosa succederà allora? Grandi cataclismi segneranno la fine della quinta era come avevano già in passato segnato la fine delle ere precedenti?
La risposta sembra essere nel Codice di Dresda, uno dei quattro codici Maya sopravvissuti alla furia distruttiva spagnola.
In esso troviamo delle immagini emblematiche: dalle fauci di un drago fuoriescono zampilli d’acqua, una vecchia dea manda sulla Terra un’inondazione; la Terra è al buio, l’oscurità vince la luce.
In questi anni le acque dei nostri ghiacciai si stanno sciogliendo a ritmi preoccupanti e poi ancora il grande tsunami del 26 dicembre 2004 in Indonesia e la catastrofe di New Orleans del 2005, non ultimo il terremoto-maremoto che ha colpito il Giappone.


Il 21 dicembre del 2012 l’età dell’Oro si chiuderà sotto la violenza di una serie di inondazioni?
Siamo solo all’inizio dei mutamenti climatici che porteranno a degli sconvolgimenti su scala planetaria?
E’ forse questa la profezia dei Maya?
I Maya hanno definito gli ultimi 20 anni del Lungo Computo “il tempo del non tempo”, un periodo nel quale non è né giorno né notte, nel quale l’odio e la paura prevalgono. E fin qua si potrebbe in qualche modo essere d’accordo con loro.
Eppure la fine di questa era rappresentava per loro anche una possibilità, una possibilità di rinascita perché ogni ciclo che finisce lascia spazio al successivo.
E’ importante a questo punto stabilire un ulteriore parallelismo: il nostro calendario, il calendario gregoriano, ha come punto di riferimento la venuta al mondo di un grande uomo, Gesù, la cui nascita segna l’anno zero; il calendario maya regola il suo andamento prendendo come suo parametro l’universo, qualcosa che trascende l’uomo ma che lo contiene anche. Ciò che è catastrofico nella visione del singolo può non esserlo in una visione più ampia.
Narra il Popol Vuh che la linea nera della Via Lattea rappresenta l’entrata dell’aldilà. Ed è esattamente con quella zona della galassia che il Sole e la Terra, non  a caso, si allineeranno il 21 dicembre 2012.
Questo raro allineamento, che abbiamo visto essere tanto importante per i Maya al punto da fissarne la data e scolpirne la memoria perché attraversasse il lungo e faticoso cammino dei secoli, è fondamentale come è fondamentale tutto ciò che appartiene alle nostre più profonde radici.
Tutte le profezie Maya cercano di spingere la mente dell’uomo verso un cambiamento giacché l’Universo sta generando tutti questi processi affinché l’umanità si espanda per la galassia e comprenda così l’integrità fondamentale con tutto ciò che esiste. Per preparare l’umanità a fare questo passo finale, un passo verso il Quinto Ciclo e l’Era del Sesto Sole”.

Massimo Fratini

Fonte: Segnali dal cielo