Archive

Posts Tagged ‘Città Del Vaticano’

“Lux in Arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela”, evento dal valore scientifico e mediatico a Città del Vaticano

March 26, 2012 Leave a comment
Sarà la prima e forse unica volta nella storia che valicheranno i confini della Città del Vaticano. E lo faranno per essere accolti ed esposti nelle splendide sale dei Musei Capitolini di Roma. Si tratta di 100 originali e preziosissimi documenti scelti fra i tesori che l’Archivio Segreto Vaticano da secoli conserva e protegge.
La mostra organizzata in occasione del IV Centenario dalla fondazione dell’Archivio Segreto Vaticano vuole spiegare e raccontare che cos’è e come funziona l’Archivio dei Papi e, nel contempo, rendere visibile l’invisibile e permettere di accedere ad alcune meraviglie finora custodite nei circa 85 km lineari di scaffali dell’Archivio Segreto Vaticano; verranno infatti esposti documenti di straordinaria valenza storica, che coprono un arco temporale che va dall’VIII secolo d.C. fino al XX secolo.
Il titolo “Lux in arcana” comunica il principale obiettivo della mostra: la luce che filtra nei recessi dell’Archivio illumina una realtà preclusa ad una conoscenza superficiale, ma fruibile solo attraverso il contatto diretto e concreto con le fonti dell’Archivio, che per la prima volta apre le porte alla scoperta della storia, a volte inedita, raccontata nei documenti. La mostra verrà arricchita da allestimenti multimediali, guidati da una rigorosa quanto coinvolgente narrazione storica, per permettere al visitatore di assaporare alcuni famosi eventi del passato e di “rivivere” i documenti, che si animeranno con il racconto dei retroscena e dei personaggi coinvolti.
I 100 documenti – scelti tra codici e pergamene, filze e registri e manoscritti – rimarranno in esposizione per circa sette mesi, dal 1° marzo a settembre 2012, ai Musei Capitolini.
Una prestigiosissima sede, prescelta per ospitare questo evento memorabile che sottolinea il profondo legame fra la città di Roma e il Papato fin dall’età medioevale; alla sensibilità per le arti di Sisto IV si legano infatti le origini di entrambe le istituzioni coinvolte nell’evento, ma allo stesso tempo la storia custodita nell’Archivio Segreto Vaticano si intreccia con la storia dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.
L’Archivio Segreto Vaticano costituisce un patrimonio culturale dell’umanità che ha come epicentro la città di Roma. È per questo che la mostra è stata realizzata in collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma e Zètema Progetto Cultura.
Questa memorabile mostra sta già creando un’enorme aspettativa, alimentata dal misterioso fascino che l’Archivio Segreto Vaticano genera nell’immaginario collettivo.
Tutto ciò farà di Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela un evento dal valore scientifico e mediatico senza precedenti.
GIORNI E ORARI
È possibile visitare la mostra Lux in Arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela tutti i giorni tranne il lunedì.
Dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 20.00. Ingresso consentito fino alle ore 19.00.
Per informazioni contattare il numero +39 060608.
BIGLIETTI
Biglietto integrato Museo + Mostra: € 12,00 intero, € 10,00 ridotto, € 2,00 ridottissimo.
Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): € 11,00 intero – € 9,00 ridotto – € 2,00 ridottissimo.
Come da disposizione di delibera comunale n.32 del 26/03/2009 e data la straordinarietà della manifestazione, in occasione della mostra Lux in Arcana anche le categorie aventi diritto a gratuità dovranno munirsi di un biglietto ridottissimo del costo di € 2,00.
La gratuità è prevista per bambini sotto i 6 anni, gruppi di scuole elementari e medie (inferiori), portatori di handicap e accompagnatore e possessori della RomaPass
e Roma&Più Pass.
PRENOTAZIONI
Contattare il numero +39 06 0608
Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 21.00
Acquisto online: www.omniticket.it
GRUPPI (max 30 partecipanti): è disponibile un servizio di visite guidate, tra percorso museo e/o percorso mostra. È previsto un costo addizionale per la prenotazione di € 25,00.
SCUOLE (max 30 partecipanti): è disponibile un servizio di visite guidate; è richiesta la prenotazione del turno di ingresso.
La prenotazione per singoli visitatori è possibile solo con il pre-acquisto online del biglietto di ingresso.
Con la prenotazione è possibile evitare la fila presentandosi direttamente alla cassa.

“Una luce d’ombra”, retrospettiva di Carlo Mattioli a Città del Vaticano

October 4, 2011 Leave a comment

Città del Vaticano – Roma e il Vaticano celebrano Carlo Mattioli nel centenario della nascita. Lo fanno con una ampia retrospettiva che sarà ospitata dal 16 settembre al 13 novembre nel Braccio di Carlo Magno.
Per Mattioli sarà un ritorno all’ombra di San Pietro visto che qui è stato tra i protagonisti, giusto 34 anni fa, della storica mostra “Gli artisti contemporanei a Paolo VI” che aveva dato vita alla sezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani.
L’esposizione, coordinata da Giovanni Morello e curata da Maurizio Calvesi, Antonio Paolucci, Antonio Natali, Gloria Bianchino, Augusta Monferini, Anna Zaniboni Mattioli, Marcella Mattioli e Micol Forti, celebra uno dei grandi del Novecento italiano, un artista che dimostrando sensibilità modernissima e attenzione alle nuove tendenze, ha, con assoluta coerenza, perseguito una poetica ed una tecnica che non hanno mai abbandonato i mezzi tradizionali della “pittura”.
Carlo Mattioli è nato a Modena l’8 maggio 1911. Nel 1925 si trasferisce con i genitori a Parma dove studia all’Istituto d’arte Toschi ove si diploma ed inizia ad insegnare.
Alla fine degli anni Trenta sempre a Parma, incontra un gruppo di giovani intellettuali tra i quali Mario Luzi, Oreste Macrì, Attilio Bertolucci, Ugo Guanda e in quell’ambito matura l’interesse per i capolavori della letteratura italiana ed europea che costituirà una chiave di lettura del suo intero percorso artistico.
Durante tutto l’arco della sua attività si rivelerà molto forte il rapporto di Mattioli con i letterati e soprattutto con i poeti, che diventeranno, per sua consapevole scelta, i veri interpreti delle sue opere.
La sua vastissima e profonda cultura figurativa (che spazia dal Romanico padano e, attraverso il manierismo, Rembrandt e Goya approda a Fautrier e all’Espressionismo tedesco) si arricchirà con l’incontro fondamentale sia sul piano artistico che umano con Roberto Longhi che proporrà alla sua attenzione e al suo studio nuove aree artistiche prima neglette dalla critica.
Coerentemente mai schierato in nessuna corrente o movimento artistico, convinto della propria libertà ed autonomia rispetto ad ideologie culturali e politiche e a scelte di convenienza di mercato, ha preferito vivere e lavorare a Parma senza per questo chiudersi alla “modernità”, anzi, rimanendo fortemente aperto alle principali questioni artistiche che hanno accompagnato il suo tempo, come la dialettica fra figurazione ed astrattismo e l’Informale.
Nel 1943, su sollecitazione di Ottone Rosai, tiene la sua prima personale alla Galleria del Fiore di Firenze con presentazione di Alessandro Parronchi, mentre esporrà continuativamente alle Biennali di Venezia dal ’48 al ‘56 anno questo in cui riceve dalla giuria presieduta da Roberto Longhi il premio per il Disegno.
La natura e la “storia dell’arte” (intesa però come storia della pittura in sé, creazione dell’immagine e del suo carattere metamorfotico, svincolata da ogni ideologia e relazione teorico-filosofica) rimarranno sempre al centro della sua meditazione e della sua attività artistica.
Dai primi anni Sessanta all’opera grafica si affianca sempre più quella pittorica. Nascono i nudi, i ritratti e le nature morte. L’artista procede per cicli che, pur avendo caratteri propri, tuttavia non sono mai chiusi ma confluenti, collegati gli uni agli altri, in un gioco di rimandi e rielaborazioni.
Negli anni Settanta una rinnovata attenzione al paesaggio lo porta a dipingere I notturni, i cieli e le spiagge; e ancora i campi di papaveri, i campi di lavanda, le ginestre e gli alberi.
Nel 1983 lo CSAC dell’Università di Parma riceve dall’artista un’imponente donazione: quaranta opere ad olio, duecentocinquanta tecniche miste e centocinquanta grafiche acquerellate. Sono tra le opere che Mattioli considerava il culmine espressivo della propria produzione e che intendeva lasciare alla all’Università perché fossero esposte e godute dalla comunità.
Carlo Mattioli si spegne a Parma il 12 luglio 1994.
Si sono occupati di Carlo Mattioli le maggiori personalità della critica d’arte del XX sec: Alessandro Parrocchi, Roberto Longhi, Marcello Venturoli, Marco Valsecchi, Enzo Carli, Valerio Zurlini, Gian Alberto Dall’Acqua, Luigi Carluccio, Giovanni Testori, Renzo Zorzi, Carlo Ludovico Ragghianti, Pier Carlo Santini, Arturo Carlo Quintavalle, Licisco Magagnato, Antonello Trombadori, Lorenzo Mondo, Vittorio Sgarbi, Roberto Tassi, Erich Steingreber, Severino Dianich, Crispino Valenziano, Giorgio Soavi.
Dalla metà degli anni Sessanta sono numerosissime le esposizioni personali ospitate nelle sedi più prestigiose in Italia e all’estero tra cui: Palazzo Strozzi, Firenze (1965), Pilotta di Parma (1970), Accademia di Carrara (1971), Showroom Olivetti, Venezia, (1979) Palazzo Reale di Milano (1984), Palazzo Te a Mantova e Palazzo dei Diamanti a Ferrara (1986), Musèe Rimbaud, Charleville Mézières (1986), Fondazione Magnani Rocca (1995), Museo della Cattedrale di Barcellona e Palazzo del Governatore Lussemburgo (1998), Galleria Nazionale di Parma (2004-2005). Sin qui i dati di una biografia fatta di riconoscimenti, successi e infinito lavoro.
Ma al di là delle parole e delle date a parlare del vero Mattioli sono le sue opere: tele, tavole, carte che raccontano la straordinaria quotidianità di un grande artista e di un fine intellettuale. Opere che, come cartine tornasole mutano tavolozza con il progredire delle stagioni della vita, trapassando ad un bianco e nero assoluti da cui solo il sorriso di una bimba, l’amata nipote, farà riemergere per un attimo i colori d’un tempo, ormai sopiti.
“Dove mi porti mia arte?/In che remoto/ deserto territorio / a un tratto mi sbalestri?”: l’interrogativo che Mario Luzi, amico di una vita, gli coniuga, ben rappresenta l’unicità di Mattioli uomo e Mattioli straordinario, intenso pittore. Di lui si è scritto come dell’anti-Morandi. Per i diversi stili di vita, per la forza dei colori, forse. Non certo per l’assoluto che l’arte è stata nella vita di entrambi.
Informazioni:
Carlo Mattioli “Una luce d’ombra” – Citta’ del Vaticano, Braccio di Carlo Magno, 16 settembre – 13 novembre 2011. Mostra a cura di Maurizio Calvesi, Giovanni Morello e Anna Zaniboni Mattioli. Comitato Scientifico: Maurizio Calvesi, Giovanni Morello, Anna Zaniboni Mattioli, Antonio Paolucci, Antonio Natali, Marcella Mattioli, Augusta Monferini, Gloria Bianchino, Micol Forti.
Ente Organizzatore: Associazione Culturale Carlo Mattioli, Parma.
Coordinamento: Artifex S.r.l. – Comunicare con l’Arte in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù.
Orario: 10:00 – 18:00
Chiuso il mercoledì
Informazioni e prenotazioni:Artifex S.r.l. – comunicare con l’arte,
tel: 06 68193064 – e-mail: info@artifexarte.it

Papa Giovanni Paolo II, riconoscere una vita per la santità

Città Del Vaticano, 1° Maggio 2011 – Papa Giovanni Paolo II torna nuovamente sulla piazza di San Pietro dopo sei anni dal suo grandioso funerale solenne con la sottile differenza, rispetto alla circostanza precedente che lo accompagnava verso la tomba, di essere acclamato come se discendesse direttamente dal cielo, rappresentato dalla sua maestosa imponente effigie illuminata dalla luce sul capo, riverso sulla moltitudine di gente disposta sull’ampio piazzale giunta da tutte le parti del mondo per infondere un nuovo commiato spirituale al Santo Padre, manifesto sul balcone centrale della grande basilica vaticana. Soltanto alcuni anni prima su quello stesso immenso spiazzo furono versate lacrime di sconforto e di dolore da un folla immensa, circa tre milioni di persone, riunite tutte insieme per porgere l’ultimo memore commiato alla salma di Karol Józef Wojtyła, uno dei più grandi papi di cui la storia abbia rimarchevole rimembranza. La scorsa domenica circa un milione di fedeli ha versato nuove lacrime di speranza quali inno alla gioia vissuta per rinnovare un voto di ampia solidarietà e di comunione in segno di ringraziamento per le opere suggellate da un uomo straordinariamente altruista.

Beatificazione è il giudizio ufficiale espresso dalla Chiesa Cattolica, un passo in avanti verso la santificazione, un chiaro riconoscimento simbolico per una vita eroica dedicata alla salvezza degli uomini in circa ventisette anni di pontificato, senza eludere ovviamente gli anni di una vita intera spesi per infondere la parola di Dio, attraverso cui ha contratto vittorie reali, simboliche e spirituali a difesa dell’umanità intera, quale paladino della sacralità di ciascuna vita umana e difensore, non che evangelizzatore, di tutte le anime, impegnato ad affrontare la morte dell’oscurità con coraggio, dignità e pacificazione fino al giorno del suo ultimo respiro.

“Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo! “, disse un giorno l’acclamato pontefice… parole impresse nella memoria, un motto stiacciato sui muri sgretolati delle incertezze più inique, una limpida  promessa scolpita sulle pareti della fede universale, un grido esultante come una facella decisa sgomitante tra una miriade di pensieri confusi.

Una testimonianza chiave permeata di fede, amore e coraggio quella della vita vissuta da Karol Józef Wojtyła, un uomo pio corredato da un grande carisma che ha saputo infondere l’ideale di libertà e l’indole della verità nel modo più semplice elargito a chi che sia, una profonda testimonianza di profonda amorevole benevolenza.

a cura di Marius Creati