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La mia Jihad… campagna di sensibilizzazione musulmana e non contro la violenza

February 8, 2013 Leave a comment

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Adam non aveva che quattro anni quando morì, in seguito ad alcune complicazioni della sindrome di Hunter ; era il 2009. Non passò giorno che sua madre, la trentacinquenne Emara di Naperville nello stato dell’Illinois, non ne soffrisse in un silenzio lancinante. Nel dicembre scorso decise di condividere la sua sofferenza pubblicamente, più esattamente sui lati di un bus. Il manifesto rappresentava Angie con i suoi tre bambini tra le braccia, il più giovane dei tre teneva nelle mani una foto dello scomparso Adam. Si leggeva : ”La mia Jihad, è di andare avanti malgrado la morte di mio figlio. Quale è la vostra ? “.  La sua storia è stata illustrata con cinque manifesti affissi su 25 bus di trasporto pubblico di Chicago, il dicembre scorso, e dopo il 28 gennaio 2013 la pubblicità è stata estesa alle stazioni del metrò di Washington DC. Emara, Angie per gli amici, e la sua commovente storia personale fanno parte di una campagna che ha come traguardo quello di far entrare nei discorsi pubblici una definizione più larga e più soft del termine ”djihad“. Il termine arabo, sovente mal tradotto dalla espressione ”guerra santa” che riporta agli attacchi terroristici in nome dell’Islam deviato, è nella sua origine un sinonimo di ”sforzo“. ”Davanti alla scelta di una via facile e quella della giustizia, si tratta di scegliere quella della giustizia“, afferma Ahmed Rehab di Chicago, fondatore della campagna. ”E’ un termine positivo, termine che adotto con gioia e non evito. Sono dell’avviso che significhi lottare per un mondo migliore. Non può e non deve significare per me e per quelli che praticano la mia religione nel quotidiano, che dobbiamo prendere un arma o degli ostaggi“. Rehab, amministratore del Consiglio delle relazioni americane e islamiche a Chicago, ha avuto questa idea dopo aver conosciuto i manifesti della madre affissi sui bus di Chicago e si rese conto di quanta gente, musulmana e non, pensano che la violenza è inerente alla djihad islamica. Scandalizzato poi dagli islamisti, quegli  islamisti che pretendono di definire il termine djihad sostituendosi a 1,2 miliardi di persone sulla Terra.
Adottando una definizione più ampia del termine Rehab ha pubblicato su FB che la sua djihad consiste nel combattere la discriminazione e educare la gente. ”Quale è la vostra djihad“, si domanda.  È stato sommerso dalle risposte e la gente ha pubblicato i suoi propri combattimenti come quello diperdere peso, di riuscire al meglio nelli studi o ancora di facilitare la comunicazione tra le differenti persone nella loro comunità. Un grande sostegno a Rehab è stato dato da Emara e dalla fotoreporter di ChicagoSadf  Syed; entrambe hanno offerto il loro sostegno e in poco tempo hanno dato vita al coordinamento di un hastag su Twitter, della pagina FB, video su Youtube, rendendo partecipi un grande numero di volontari, ricercando fondi per la campagna. Qualche immagine, eloquente, le potete vedere in questo post. Rehab afferma che la campagna è stata ferocemente criticata dai due opposti; dai musulmani estremisti e da tutte quelle persone che soffrono di una paura irrazionale dell’Islam. Emara, che è coordinatrice del volontariato, ha affermato che sta lavorando per estendere il programma ad altre città, tra cui New York. Una frase riassume lo spirito di questi musulmani d’oltre oceano : ”Non abbiamo bisogno che altri ci dicano che cosa è essere musulmani“.

Fonte: My Amazighen

 

NATO, ex militari accusano menzogne per la guerra contro Iraq e Afghanistan

June 4, 2012 Leave a comment

Durante il vertice NATO a Chicago, sotto lo sguardo della polizia antisommossa, diverse dozzine di ex combattenti della guerra di Iraq e Afghanistan hanno gettato le loro medaglie e presentato le loro scuse.
“Non c’è nessun onore in queste guerre – ha commentato tra gli altri Alejandro Villatoro, ex sergente dell’esercito americano – c’è solo vergogna”.
« Non ho parole per qualificare questa guerra globale al terrorismo, una vergogna. »
“Quando mi sono arruolato ero convinto di farlo perché stavamo dalla parte del giusto – racconta ad esempio Graham Clumpner, 27 anni, dallo stato di Washington – Ora non ci credo più, ne ho viste troppe: vite violate, soldi buttati, abusi inutili. Tutto per far guadagnare le aziende che incassano profitti con la guerra, mentre a noi davano 1.500 dollari al mese per farci sparare addosso”.
« Avrei dovuto liberare delle persone, ma ho liberato solo campi di petrolio. »
« Nessuna medaglia, nessun nastro, nessuna bandiera possono nascondere la somma della sofferenza umana causata da questa guerra. »
« Sono soprattutto dispiaciuto. Sono dispiaciuto per voi, mi dispiace… »
« L’esercito è in crisi, i soldati soffrono di traumatismi sessuali, di stress post traumatici, di traumatismi celebrali, e non ricevono nemmeno i trattamenti che meritano e di cui hanno bisogno. »
I manifestanti affermano che la guerra in Iraq e in Afghanistan sono basate su menzogne e su delle politiche destinate a fallire. Queste guerre hanno un costo di centinaia di migliaia di vite e di miliardi di dollari che sarebbero potuti, secondo gli ex militari, essere consacrati al finanziamento di scuole, di cliniche e di programmi sociali negli Stati Uniti.

Dioni – Fonte: Voltairenet

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Fermilab di Chicago, particella misteriosa un primo passo verso leggi fisiche sconosciute

Un gruppo di fisici del Fermilab di Chicago, mentre erano alla ricerca della cosiddetta ‘Particella di Dio’ che altrimenti conosciuta anche con il nome di bosone di Higgs, hanno incontrato qualcosa di totalmente inaspettato, ossia una particella misteriosa che ha messo in subbuglio il mondo scientifico poiché potrebbe essere il primo passo verso la scoperta di leggi fisiche ad oggi sconosciute. Il programma di ricerca Collider Detector at Fermilab è coordinato da Giovanni Puzi e uno staff di 70 ricercatori dell’INFN tutti italiani fra i 520 che lavorano al programma. Il Presidente di INFN, Roberto Petronzio ha dichiarato: “Sono molto contento come fisico percheé, se si tratta di una particella completamente sconosciuta, è probabile che si tratti di nuova fisica. La particella è venuta fuori per caso. Mentre cercavamo eventi relativi al bosone abbiamo visto un tipo di particella che non avrebbe dovuto esserci. Di sicuro sappiamo che non e’ il bosone di Higgs e che potrebbe essere qualcosa di completamente nuovo. Nel mondo dei fisici c’è una grandissima eccitazione”.

Carla Liberatore

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