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“Novecento mai visto: From Albers to Warhol to (now)”, mostra dei capolavori dalla Daimler Art Collection al Museo Santa Giulia di Brescia

February 13, 2013 Leave a comment

 

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Al Museo Santa Giulia di Brescia i capolavori dalla Daimler Art Collection
Novecento mai visto: From Albers to Warhol to (now)
Dall’8 marzo al 30 giugno, il Museo Santa Giulia di Brescia ospita i capolavori della Daimler Art Collection per la prima volta in Italia. Nell’ambito di “Novecento mai visto”, la mostra curata dalla dott.ssa Renate Wiehager, saranno raccolte 230 opere firmate da 110 artisti internazionali, dal 1909 ad oggi: una selezione di grande valore che parte dai classici del Costruttivismo e dell’Arte Concreta, passando per il Minimalismo e le Tendenze Concettuali. Tra le opere esposte anche installazioni, fotografie e video di noti artisti contemporanei. L’esposizione sarà, inoltre, arricchita dalla presenza di due nuovi lavori di Nic Hess e Luca Trevisani e un ulteriore percorso interamente dedicato all’arte italiana, da De Chirico a Cattelan. Con “Novecento mai visto”, Mercedes-Benz Italia conferma il proprio impegno ad andare oltre la vocazione commerciale attraverso iniziative concrete sul territorio. Per questo motivo, la Casa con la Stella supporterà in diverse forme la mostra “Novecento mai visto”, integrandola nelle proprie attività di comunicazione. Inoltre, gli allievi delle scuole e degli istituti superiori di Brescia e provincia potranno visitare la mostra grazie al servizio scuolabus organizzato in collaborazione con EvoBus Italia, società del Gruppo Daimler dedicata al settore autobus.
Dal Modernismo Classico della scuola tedesca Bauhaus all’Arte Concettuale e il Ready-made di Andy Warhol: dall’8 marzo al 30 giugno “Novecento mai visto”, curata dalla dott.ssa Renate Wiehager, porterà nel Museo Santa Giulia di Brescia i capolavori della Daimler Art Collection. Una mostra di 230 opere di 110 artisti internazionali: da Josef Albers a Berni Searle, con una speciale sezione dedicata all’automobile quale musa ispiratrice.
La mostra, articolata attraverso un percorso che pone in risalto i principali movimenti artistici dell’ultimo secolo, prevede anche un ampio programma educativo per gli allievi delle scuole e degli istituti superiori di Brescia e provincia, che sarà sviluppato in collaborazione con il dipartimento educativo del museo. Il programma coinvolge, infine, gli artisti Nic Hess e Luca Trevisani che collaboreranno con gli istituti d’arte di Brescia. Scopo del programma è quello di esaminare e approfondire il contenuto dell’esposizione, le opere e gli artisti nell’ambito di lezioni o studi. Agli studenti verrà distribuito uno specifico catalogo sulla mostra, elaborato dal dipartimento della Daimler Art Collection. Il programma educativo comprende anche una visita guidata della mostra. Nel periodo precedente all’apertura, dipendenti del museo, insegnanti, professori e studenti di storia dell’arte saranno istruiti per fornire al giovane pubblico informazioni chiave e numerosi interessanti dettagli. È inoltre previsto un servizio di scuolabus gratuito, organizzato grazie al supporto di EvoBus Italia. Un’iniziativa che testimonia l’impegno sul territorio del gruppo Daimler in Italia.
Con questo progetto dedicato alle scuole e agli istituti superiori di Brescia, la Daimler Art Collection intende offrire un contributo fondamentale e sostenibile all’educazione artistica. Inoltre, il programma educativo aggiungerà al curriculum scolastico temi legati all’arte contemporanea europea e internazionale, dagli inizi del XX secolo fino ad oggi, concentrandosi su tendenze astratte, l’arte legata alle automobili, l’arte fotografica e la video arte contemporanea, trattando tematiche critiche di grande attualità. Un programma educativo che, per molti bambini e adolescenti, sarà la prima occasione di contatto le tendenze del XX secolo e dell’arte contemporanea.
Novecento mai visto: From Albers to Warhol to (now)
Punto di partenza dell’esposizione “Novecento mai visto” sono alcuni capolavori del Modernismo Classico, con importanti lavori della scuola tedesca Bauhaus, del Costruttivismo e dell’Arte Concreta come, ad esempio, Josef Albers, Willi Baumeister e Max Bill, i principali artisti della collezione. Altri nomi rappresentativi di quei tempi sono Adolf Hölzel, Oskar Schlemmer, Adolf Fleischmann, Jean Arp, Richard Paul Lohse, Herrmann Glöckner e Georges Vantongerloo. Nelle sezioni storico-artistiche iniziali l’esposizione presenterà capolavori del tempo affiancati da posizioni contemporanee che riferiscono, riflettono o sono correlate a questi predecessori artistici. Questa esposizione vuole creare un dialogo referenziale tra i lavori e rivelare collegamenti discorsivi tra idee formali individuali e argomenti nel tempo.
La seconda parte della mostra è dedicata alla ZERO avantgarde europea. Questo movimento è legato ad artisti come Heinz Mack, Enrico Castellani, Dadamaino, Getulio Alviani, François Morellet, Jan Schoonhoven, Klaus Staudt e Jan Henderikse. Fondato nel 1957 da Heinz Mack e Otto Piene come un’associazione di artisti, “Zero” divenne un movimento europeo negli anni Sessanta. Mettendo in discussione le basi della produzione, ricezione e presentazione artistica in generale, gli artisti ridefinirono in modo radicale il concetto tradizionale di opera d’arte, ponendo le basi per l’Arte Concettuale e il Minimalismo in Europa.
La seconda sezione espositiva ospita i classici del movimento Minimal Art dal Nord America e dalla Germania, tra cui lavori di Donald Judd, Sol LeWitt, Ulrich Rückriem o Charlotte Posenenske, tutti risalenti agli anni Settanta. L’esposizione dimostra che esistono connessioni vitali tra la pittura strutturale-costruttiva europea e le tendenze americane dell’arte minimalista, rappresentate nei lavori di Peter Roehr, Hanne Darboven e Franz Erhard Walther. Si mostra chiaramente che il Minimalismo è un tratto caratteristico di molti lavori di artisti di periodi e nazionalità differenti. Le tendenze di un Minimalismo internazionale sono attualmente sviluppate da artisti come Natalia Stachon, Lasse Schmidt Hansen o Jonathan Monk.
Nell’ambito dell’arte contemporanea, “Novecento mai visto” pone in evidenza movimenti artistici come l’Arte Concettuale e il Ready-made, nonché cinque ampie presentazioni monografiche firmate da artisti di fama internazionale. Questi gruppi di lavori firmati da Andy Warhol, John M Armleder, Sylvie Fleury, Philippe Parreno e Martin Boyce sono stati acquisiti negli ultimi 25 anni e rappresentano oggi il nucleo concettuale della Daimler Art Collection.
Dal 2000 la collezione ha esteso i suoi confini internazionali con lavori di alto calibro di artisti provenienti da Australia, Sud Africa, Asia, India e Stati Uniti. “Novecento mai visto” ospiterà alcune di queste recenti sfaccettature: in una sezione sarà discussa l’importanza dell’idea del Ready-made sviluppata da Duchamps agli inizi del XX secolo, con opere di Mathieu Mercier, Haim Steinbach, John Nixon e John M Armleder.
Un’altra sezione sarà dedicata alle tendenze concettuali dagli anni Sessanta ad oggi. La vicinanza intellettuale e fattuale dei lavori di Joseph Kosuth, Marcia Hafif, Daniel Buren, Bojan Šarčević, Alicja Kwade e Liam Gillick consente al visitatore di ripercorrere i momenti fondamentali dell’Arte Concettuale: la sua enfasi su sistema e serie, dematerializzazione e processualità, razionalità/irrazionalità dell’idea di opera, parametri dell’opera d’arte, il coinvolgimento dell’osservatore e l’arte come linguaggio – il linguaggio come arte.
Un altro nuovo ambito d’interesse della Daimler Art Collection è rappresentato dalla New Media Art, che comprende fotografia, video e installazioni multimediali spesso incentrate su tematiche socio-critiche, politiche e culturali della società contemporanea come, ad esempio, le opere di Berni Searle, David Goldblatt, Pamela Singh, Sigalit Landau, Alfredo Jaar e Santiago Sierra.
La sezione finale della mostra è dedicata a lavori commissionati sul tema dell’automobilismo. Nel 1986, in occasione del 100esimo anniversario dell’invenzione dell’automobile, la Daimler-Benz chiese a Andy Warhol di guardare il motivo di un’auto come un’icona di mobilità. Per la serie “Cars” furono programmate 80 opere, ma solo 35 immagini e 12 disegni furono completati prima della morte di Warhol nel 1987.
Questo complesso costituisce l’origine per altri lavori legati alle automobili commissionati dalla Daimler a Robert Longo, Simone Westerwinter o Sylvie Fleury. Quest’ultima produsse una serie di sei formidabili video per il nuovo Mercedes-Benz Center di Parigi. In ciascuna delle sue proiezioni a 3 canali, l’artista fonde il fascino delle leggendarie vetture Mercedes-Benz con le ultime idee contemporanee dal mondo dell’arte e della moda, in un approccio tanto enigmatico quando elegante. Questa sezione sarà completata con altre sculture, oggetti e video legati alle automobili, firmati da Richard Hamilton, David Hockney, Kirsten Mosher e Vincent Szarek.
Daimler Art Collection
Fondata nel 1977, la Daimler Art Collection vanta circa 2.000 opere incentrate sull’avanguardia astratta, giovani artisti operanti sui nuovi media e lavori commissionati su temi automobilistici ed include 30 sculture in larga scala in diversi luoghi accessibili al pubblico. La collezione si concentra sull’area dell’Arte Astratta del XX secolo: dalla cerchia di artisti che si stringe intorno ad Adolf Hölzel a Stoccarda agli inizi del secolo scorso, al Bauhaus, al Costruttivismo, all’Arte Concreta, alla Zero Avantgarde europea, al Minimalismo, a Tendenze concettuali e Neo Geo, fino alla più recente arte contemporanea. La collezione è stata fino ad oggi ammirata in mostre temporanee in musei internazionali, tra cui a Singapore e San Paolo, Tokyo, Cape Town, Johannesburg, Buenos Aires e Vienna e giunge oggi per la prima volta in Italia.
All’inizio del 2012 il Museo Mercedes-Benz ha stretto una partnership strategica con il Museo Mille Miglia di Brescia con l’intento di sottolineare la comune passione per la cultura automobilistica. In seguito, nella primavera 2012 il Museo Mille Miglia ha ospitato l’esposizione “Mercedes-Benz Champions”, mentre il 9 ottobre 2012 è stata inaugurata la mostra “Mille Miglia – Passione e rivalità”. La collaborazione prevede anche attività congiunte con il Museo Santa Giulia, la principale istituzione artistica bresciana. L’idea di partenza è evidentemente quella di dare risalto, a Brescia, ad alcune importanti opere d’arte della Daimler Art Collection e sottolineare così il ruolo attivo di Mercedes-Benz come perfetta interprete dell’automobile contemporanea.
Il Museo Santa Giulia
Recentemente iscritto nella lista dei patrimoni mondiali dell’UNESCO, il Museo Santa Giulia è situato all’interno del complesso storico di un ex monastero e, grazie ad una superficie espositiva di 14.000 m², offre un viaggio nella storia, nell’arte e nella spiritualità di Brescia, dalla preistoria ai giorni nostri.
Gli artisti di “Novecento mai visto: From Albers to Warhol to (now)” 
Max Ackermann (D), Saâdane Afif (F), Josef Albers (D), Jane Alexander (ZA), Getulio Alviani (I), Ian Anüll (CH), John M Armleder (CH), Kirstin Arndt (D), Jean Arp (F), Richard Artschwager (USA), Robert Barry (USA), Willi Baumeister (D), Max Bill (CH), Zander Blom (ZA), Ilya Bolotowsky (USA), Madeleine Boschan (D), Sarah Browne (IRL), Daniele Buetti (CH), Daniel Buren (F), Ian Burn (AUS), Andre Cadere (PL), Enrico Castellani (I), Dadamaino (I), Hanne Darboven (D), Eckhard Schene (D), Adolf Fleischmann (D), Sylvie Fleury (CH), Andrea Fraser (USA), María Freire (UY), Liam Gillick (GB), Hermann Glöckner (D), David Goldblatt (ZA), Camille Graeser (CH), Dan Graham (USA), Marcia Hafif (USA), Richard Hamilton (GB), Jan Henderikse (NL), Nic Hess (CH), Albert Hien (D), Ester Hiepler (D), David Hockney (GB), Adolf Hölzel (D), Alfredo Jaar (RCH), Donald Judd (USA), Bernhard Kahrmann (D), Joseph Kosuth (USA), Alicja Kwade (PL), Sigalit Landau (IL), Maria Lemmé (UA), Sol LeWitt (USA), Verena Loewensberg (CH), Richard Paul Lohse (CH), Robert Longo (USA), Heinz Mack (D), Marcellvs L (BR), Mathieu Mercier (F), John McLaughlin (USA), Otto Meyer-Amden (CH), Jonathan Monk (GB), François Morellet (F), Kirsten Mosher (USA), John Nixon (AUS), Keneth Noland (USA), Rupert Norfolk (GB), David Novros (USA), Patrick Fabian Panetta (D), Giulio Paolini (I), Phillipe Parreno (DZ), Henk Peeters (NL), Charlotte Posenenske (D), Martial Raysse (F), Peter Roehr (D), Ulrike Rosenbach (D), Ulrich Rückriem (D), Robert Ryman (USA), Tom Sachs (USA), Michael Sailstorfer (D), Pietro Sanguineti (D), Oskar Schlemmer (D), Andreas Schmid (D), Lasse Schmidt Hansen (DK), Jan J. Schoonhoven (NL), Berni Searle (ZA), Roman Signer (CH), Pamela Singh (IND), Monika Sosnowska (PL), Jesus-Rafael Soto (VE), Ferdinand Spindel (D), Natalia Stachon (PL), Klaus Staudt (D), Haim Steinbach (IL), Katja Strunz (D), Elaine Sturtevant (USA), Vincent Szarek (USA), Carmelo Tedeschi (I), Jean Tinguely (CH), Luca Trevisani (I), Georges Vantongerloo (BE), Michel Verjux (F), Friedrich Vordemberge-Gildewart (D), Franz Erhard Walther (D), Andy Warhol (USA), Simone Westerwinter (D), Georg Winter (D), Andrea Zittel (USA), Heimo Zobernig (A).
Ulteriori informazioni su media.mercedes-benz.it media.daimler.com

Brescia, boato nella notte nei cieli del bresciano

Pochi giorni prima del tremendo boato avvertito nelle zone di Orzivecchi, Pompiano e Roccafranca in provincia di Brescia, un anziano agricoltore aveva avvistato un UFO di forma triangolare in pieno giorno nella contrada di Bagolino e il boato stesso ha fatto pensare ai testimoni della vicenda, che si potesse trattare di una correlazione con tale avvistamento. Il rumore del boato è stato talmente forte da riuscire a svegliare gli abitanti delle contrade in piena notte, facendo tremare i vetri delle finestre e i muri delle abitazioni. Il rumore che è durato qualche minuto, pare che provenisse dal cielo ed è stato seguito da un altrettanto improvviso quanto forte bagliore per poi far ripiombare la zona nel completo silenzio. Giusto tre mesi prima di questo episodio, un altra situazione analoga si è verificata nella zona di Urago d’Oglio, in cui un tremendo boato notturno è stato avvertito anche nei paesi di Cividate, Calcio e Romano e gli studiosi nonostante le continue ricerche e rilevamenti, non sono ancora riusciti a capire la natura di questi assordanti rumori. Episodi simili si stanno verificando in tutta Italia e in varie parti del mondo sia con analogie di questo tipo e sia con connotazioni diverse. Ma per tornare agli ultimi episodi avvenuti nella zona della provincia di Brescia, a parte le varie teorie dei complottisti, catastrofisti, ufologi improvvisati, ecc… Qualcuno ha avanzato l’ipotesi almeno in questo caso ed un po’ più razionale, che possa trattarsi di botti provocati dall’onda d’urto generata da oggetti che viaggiano a velocità superiori a quella del suono, come ad esempio alcuni aerei militari.

Fonte: AGS Cosmo

Categories: Mysterium Tags:

Sercol di Nuvolera, ritrovamento megalitico in provincia di Brescia

April 13, 2012 Leave a comment

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Cadaveri trovati nelle vicinanze, pietre megalitiche e studiosi all’opera. La Stonhenge italiana? È subito mistero! Scoperta recentemente da due ragazzi di Desenzano in Provincia di Brescia, si infittisce il mistero riguardo la sempre più famosa Stonhenge italiana. Ribattezzata come “Sercol” ecco un perfetto cerchio di pietre in cima al Monte Cavallo. Il luogo ha da sempre avuto una connotazione misteriosa: spesso evitato per leggende secolari, ecco che ora vi si trova questa preziosa novità. E’ grazie al programma satellitare Google Earth che ne potrete avere una visione più netta: anche in Italia ecco quindi un cerchio di pietre bianche, del diametro di circa 40 cm, corredate da un cumulo di massi centrale. Ci troviamo non molto in alto: quota 420 metri. Sul posto ora una struttura in evidente stato di abbandono: la vegetazione ha fatto il suo corso e i massi creano suggestioni davvero incredibili. Di che si tratta? Opera sicuramente umana, non si comprende del tutto quale possa essere stato il suo scopo. Potrebbe trattarsi di un luogo per rituali o di una fortezza dell’età del bronzo. Il dott. Alberto Pozzi, studioso della Società Archeologica Comense, tra i massimi esperti tra Italia ed Europa per conoscenza di strutture megalitiche e architetture sacrali preistoriche, ha dato la sua sentenza: ci troviamo di fronte ad un vero e proprio caso di Stonehenge italiano. Raro per il nostro Paese, sembra quindi si trattasse di una comunità cospicua e con un’economia abbastanza forte. Ecco che il mistero crea il passaparola e subito l’attenzione mediatica diviene nazionale. Pare che alla luce delle fiaccole antichi sacerdoti recitassero preghiere e venissero compiuti sacrifici pur di augurarsi i raccoltimentre una folla attendeva fuori cantando il cerimoniale. Ma non è solo questa zona della collina a riservare sorprese a quanto pare…non si esclude la presenza dinecropoli nelle vicinanze:infatti resti di corpi umani sono stati trovati non a grande distanza. È stata forte la risonanza di tale scoperta, considerando anche i non pochi casi che sono avvenuti nel bresciano rispetto ad omicidi et similia….Presto anche ilmistero del Sercol avrà una connotazione più definita:per ora l’indagine è aperta!

Fonte: Libero Viaggi

Categories: Archeo Tags:

“Roberto Capucci e l’Antico”, omaggio alla Vittoria Alata a Brescia

November 9, 2011 Leave a comment

Mentre è ancora esposta alla Venaria Reale di Torino “Oceano”, una delle splendide creazioni di quel genio creativo quale è Roberto Capucci, che sarebbe troppo riduttivo definire stilista, (qui il mio articolo sulla mostra) sta per inaugurare la mostra Roberto Capucci e l’antico: omaggio alla Vittoria Alata presso il Museo di Santa Giulia a Brescia. Esposizione in cui le sculture di stoffa dialogano con l’antico, con l’architettura, le stagioni, gli elementi naturali e infine con la scultura della Vittoria Alata: una statua in bronzo del I secolo d. C. simbolo della Città di Brescia, conservata nel museo stesso, che ricorda la Nike di Samotracia esposta al Louvre di Parigi. Roberto Capucci ha realizzato una personale versione della statua: una creazione unica in georgette in tre toni di verde e mauve, con cinta e sottogonna in mikado dello stesso colore, che recupera le suggestioni cromatiche dei residui mauve che coprono il bronzo antico.

La mostra inaugurerà il sabato 19 Novembre e resterà aperta fino al 18 marzo, per far ammirare ai visitatori 30 abiti scultura, veri propri gioielli di sartoria nella loro matericità, nell’uso vivido e ammaliante del colore e nella resa tridimensionale delle superfici. Oltre agli abiti saranno esposti anche una decina di bozzetti inediti. Il percorso espositivo è a cura di Massimiliano Capella e Francesca Morandini. Interessante l’ idea del dialogo tra abito e arte antica, in particolare la statuaria ellenistica, tanto cara a Roberto Capucci per i panneggi degli abiti sul corpo nonché per il movimento e il dinamismo che caratterizzano le sue creazioni.

Fonte: Noisymag

Setta di Brescia, liberata una donna ridotta in schiavitù

October 26, 2011 Leave a comment

Il fatto è avvenuto lo scorso 23 agosto, quando Emanuela Saretti è stata liberata grazie ad un blitz dei Carabinieri. La donna era da tempo tenuta segregata e schiavizzata da alcuni esponenti dell’ormai nota setta ‘della porta accanto’, di cui il capo spirituale è una sedicente stregona che asserisce di essere la reincarnazione della Vergine Maria, di nome Fiorella Tersilla Tanghetti. I Carabinieri hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti della Tanghetti e di altre 11 persone, all’interno della casa in cui è stata trovata la Saretti. Il reato contestato pare sia proprio quello di riduzione e mantenimento in schiavitù, in quanto nel decreto viene ipotizzato che Emanuela Saretti, invalida al 100% è stata oggetto di soggezione continuativa che l’avrebbe portata ad un totale annichilimento mediante brutali punizioni corporali. Secondo l’accusa, inoltre, i membri della setta e con la Tanghetti a capo, avrebbero fornito alla Saretti delle false informazioni su ciò che avveniva all’esterno della comunità in cui era rinchiusa e questo bombardamento di false informazioni con tutte le violenze conseguenti, si sarebbe perpetrato per diversi anni. L’intento dei membri della setta e della Tanghetti era quello di non farla parlare con nessuno di tutto quello che avveniva all’interno della struttura. La Saretti, oltre a tutto il resto, pare fosse costretta a lavorare per 15 ore al giorno non retribuita. Questa ennesima vittima della setta di Brescia pare che fosse stata affidata alla comunità della Tanghetti grazie ad una consulenza tecnica depositata presso il giudice tutelare, in cui sembra che falsamente si affermava che la Saretti fosse stata oggetto di abusi sessuali da parte del proprio padre, facendo sì che la sistemazione all’interno della struttura della setta apparisse la più idonea a lei.

Carla Liberatore

“Meeting People” di Sara Rossi alla Galleria dell’Ombra di Brescia

Brescia – Inaugura sabato 25 giugno 2011 presso la Galleria dell’Ombra di Brescia la mostra personale di Sara Rossi dal titolo “Meeting People”, che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 25 luglio.
L’esposizione nasce dal più ampio progetto di collaborazione tra la Galleria bresciana e Arte Laguna nell’ambito del Premio Internazionale Arte Laguna, che ha visto la giovane artista perugina vincitrice del Premio Speciale “Galleria dell’Ombra” dell’ultima edizione del concorso.
“Meeting People” è un progetto nato nel 2006 a NYC, con la serie di fotografie a sogetto di porte e citofoni, dove l’intento è di cercare un punto d’unione tra chi c’è dietro questi scenari e chi osserva, un ponte dove poter immaginare e scoprire altri individui.
Le ampie superfici nere e bianche, si caricano di forza espressiva, mentre gli interventi a collage esprimono tutta la forza del soggetto.
L’argento assume carattere simbolico rappresentando il fulcro della composizione.
Questa ricerca formale basata sull’interazione tra vari media, assume la funzione di filtro e mezzo di contatto espressivo.
Sara Rossi nasce a Perugia nel 1974.
Si diploma all’ Istituto d’Arte “Bernardino di Betto” 1993. Nel 1999 si Diploma Accademia Europea di Effetti Speciali diretta dal Maestro Carlo Rambaldi. In questo periodo realizza varie installazioni e scenografie per spettacoli teatrali ed eventi.
Dal 2000 ad oggi si occupa di comunicazione multimediale, prima come Art Director in importanti agenzie del centro Italia, e ora come freelance.
Vive e lavora a Perugia.

Sara Rossi – Meeting People
Inaugurazione: SABATO 25 GIUGNO 2011 ore 19.00
Durata della mostra: dal 25 Giugno al 25 Luglio 2011

GALLERIA DELL’OMBRA
Via Nino Bixio 14/a, 25122 Brescia
Tel. +39 030 2403319
http://www.galleriadellombra.it

Fonte: Artevista

Mostra mercato MADE IN VINTAGE in provincia di Brescia

Fervono i preparativi per la manifestazione che dal 6 all’8 maggio verrà ospitata nella prestigiosa sede dei Musei Mazzucchelli a Ciliverghe di Mazzano (BS), in oltre 800 mq di gallerie della splendida costruzione neo-palladiana, sede di collezioni permanenti, tra le quali il Museo della Moda e del Costume, una raccolta di abiti antichi e accessori, diretto da Massimiliano Capella, storico della Moda e del Costume, nonché curatore di tutti gli eventi espostivi realizzati presso i Musei.

Ventuno tra i più importanti vintagisti italiani hanno aderito all’iniziativa, ed esporranno e venderanno una prestigiosa scelta di articoli esclusivamente vintage: abiti, accessori, articoli da viaggio, libri, occhiali, ecc.

Fonte: BlogModa

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