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Biennale di Venezia, regista Paul Schrader presidente della Giuria Orizzonti

June 11, 2013 Leave a comment

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la Biennale di Venezia / Paul Schrader Presidente della Giuria Orizzonti /
Il suo nuovo film The Canyons sarà presentato Fuori Concorso
Il regista e sceneggiatore statunitense Paul Schrader è il Presidente della Giuria internazionale della sezione Orizzonti alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013), che assegnerà il Premio Orizzonti per il miglior film e gli altri premi ufficiali.
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.
Paul Schrader, cineasta tra i più importanti e apprezzati della generazione che diede vita alla Nuova Hollywood, ha diretto, per non citare che i suoi film più famosi, Blue Collar (1978), American Gigolo (1980), Il bacio della pantera (1982), Mishima (1985), Affliction (1997, presentato a Venezia nella sezione Mezzanotte). Ha sceneggiato Yakuza (1974) di Sidney Pollack, Obsession – Complesso di colpa (1976) di Brian De Palma e Taxi Driver (1976), Toro scatenato (1980), L’ultima tentazione di Cristo (1988) e Al di là della vita (1999) di Martin Scorsese.
Schrader ha praticato con continuità l’esercizio dell’intelligenza al servizio del cinema e della sua costante necessità di rinnovarsi – ha dichiarato il Direttore della Mostra Alberto Barbera – In virtù del suo riconosciuto interesse per le personali forme di espressione cinematografica, potrà contribuire in maniera significativa a valorizzare la funzione specifica di una sezione come Orizzonti, attenta ai nuovi autori e alla ricerca di nuovi linguaggi, capaci di indicare prospettive inedite per il cinema contemporaneo”.
In omaggio a Paul Schrader, sarà presentato a Venezia, fuori concorso, il suo nuovo film The Canyons, scritto da Bret Easton Ellis, con Lindsay Lohan e James Deen, realizzato con i fondi raccolti sulla piattaforma web Kickstarter. “La Mostra è lieta di offrire alla platea internazionale l’anteprima di un film lungamente atteso, lucida riflessione sulla Hollywood contemporanea e insieme modello di un nuovo modo per produrre i film”, ha dichiarato Alberto Barbera. “The Canyons è onorato dell’abbraccio della Gran Dama dei festival”, ha detto Paul Schrader.
La Giuria internazionale di Orizzonti, presieduta da Paul Schrader e complessivamente composta da 7 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i premi:
– Premio Orizzonti per il miglior film
– Premio Orizzonti per la migliore regia (nuovo riconoscimento)
– Premio Speciale della Giuria Orizzonti (nuovo riconoscimento)
– Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo
– Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio
La sezione Orizzonti comprende un Concorso internazionale riservato a un massimo di 20 lungometraggi, dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale, con particolare riguardo per gli esordi, gli autori emergenti e non ancora pienamente affermati, le cinematografie minori e meno conosciute, ma anche opere che si misurano con i generi e la produzione corrente con intenti d’innovazione e di originalità creativa. All’interno della sezione Orizzonti è ospitata una selezione competitiva di cortometraggi della durata massima di 20 minuti, scelti in base a criteri di qualità e originalità linguistico-espressiva. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi e i cortometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale.

 

Biennale di Venezia, William Friedkin, Leone d’oro alla carriera alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

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70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
(28 agosto – 7 settembre 2013)
William Friedkin Leone d’oro alla carriera
E’ stato attribuito al regista statunitense William Friedkin il Leone d’oro alla carriera della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013).
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera.
Nella presentazione al Cda della proposta di Leone d’oro alla carriera, Alberto Barbera scrive che William Friedkin “ha contribuito, in maniera rilevante e non sempre riconosciuta nella sua portata rivoluzionaria, a quel profondo rinnovamento del cinema americano, genericamente registrato dalle cronache dell’epoca come la Nuova Hollywood. Dopo aver scardinato le regole del documentario con alcuni lavori televisivi impostisi per lo sguardo asciutto, spietato e imprevedibile, Friedkin ha rivoluzionato poi  due generi popolari come il poliziesco e l’horror, inventando di fatto il blockbuster moderno con Il braccio violento della legge (1971, premiato con cinque Oscar, tra cui miglior film e miglior regia) e L’esorcista (1973, nominato a dieci Oscar). E’ stato poi autore di film in anticipo sui tempi come Il salario della paura (Sorcerer, 1977), Cruising (1980), Vivere e morire a Los Angeles (1985) e Jade (1995, presentato alla Mostra di Venezia in Notti veneziane), alcuni dei quali solo in seguito ampiamente rivalutati come autentici capolavori”.
Friedkin ha ottenuto di recente un grande successo di critica e pubblico alla Mostra di Venezia 2011 con Killer Joe, presentato in Concorso.
“Venezia, specialmente durante la Mostra, è una casa spirituale per me – ha dichiarato William Friedkin -. Il Leone d’oro alla carriera è qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ma sono onorato di accettarlo con gratitudine e amore”.
William Friedkin riceverà il riconoscimento durante la 70. Mostra di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013), dove presenterà il restauro de Il salario della paura (Sorcerer, 1977), appositamente realizzato dalla Warner Bros.
Approccio originale a Vite vendute (Wages of Fear) di Henri-Georges Clouzot (anch’esso adattamento del romanzo di Georges Arnaud scritto nel 1950), Il salario della paura sposta gli immancabili scenari urbani di Friedkin nella profondità della giungla sudamericana, dove la passione del regista per il realismo, e il suo inappuntabile istinto per la suspense, convergono con magistrale effetto nella leggendaria, angosciante scena dell’attraversamento del ponte. Produzione già difficile di per sé, Il salario della paura è stato un film molto discusso quando uscì (una settimana dopo Guerre stellari di George Lucas). Da allora è diventato uno dei titoli di Friedkin più acclamati dalla critica e uno dei meno facili da riuscire ad ammirare sul grande schermo. “Considero Il salario della paura il mio film più personale e il più difficile da realizzare – ha dichiarato Friedkin -. Sapere che sta per avere una nuova vita al cinema, è qualcosa di cui sono profondamente riconoscente.  Il fatto poi che il film abbia la sua prima mondiale alla Mostra di Venezia, è qualcosa che attendo con grande gioia. E’ una vera resurrezione di Lazzaro”.
Il restauro de Il salario della paura da parte della Warner Bros. è cominciato con una scansione in 4K del negativo originale in 35mm. Il progetto di restauro è stato completato sotto la guida di William Friedkin assieme al colorista Bryan McMahan, che ha lavorato con Friedkin sin dal 1994, e a Ned Price della Warner Bros., che supervisiona i progetti di restauro per lo Studio. “Ero stupefatto della brillantezza della fotografia originale – ha dichiarato Ned Price –. Finora avevo visionato solo copie cinematografiche in 35mm di bassa qualità provenienti da duplicati negativi con sottotitoli. Avendo lavorato con il negativo originale, si permetterà finalmente al pubblico di apprezzare l’impatto visivo di questo film”.
Nella motivazione del premio, Alberto Barbera scrive inoltre che Friedkin ha manifestato negli anni “una fedeltà rischiosa ai propri ideali che, allontanandolo dal centro del cinema hollywoodiano, lo ha spinto a cercare nel cinema indipendente quella libertà necessaria a perseguire la ricerca di un linguaggio fatto di spiazzamenti continui, di istinto visivo folgorante, visionario, allucinatorio, eppure insaziabilmente affamato di realtà anche quando sembra perdersi nel delirio cinetico, astratto e perfezionistico delle prepotenti sequenze d’azione e d’inseguimento che caratterizzano la sua opera in maniera emblematica. William Friedkin rappresenta ancora oggi l’esempio di un cinema esigente, intellettualmente onesto, emotivamente intenso, programmaticamente avventuroso ed erratico: un antidoto potente e generoso al crescente livellamento del cinema contemporaneo”.
E’ stata pubblicata da pochi giorni negli Stati Uniti la sua autobiografia, The Friedkin Connection (HarperCollins), che Bompiani sta traducendo in italiano e che presenterà a Venezia in anteprima.

Biennale di Venezia, 48 eventi collaterali della 55. Esposizione Internazionale d’Arte

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la Biennale di Venezia 55. Esposizione Internazionale d’Arte
Il Palazzo Enciclopedico 
48 gli Eventi Collaterali della 55. Esposizione Internazionale d’Arte 
Venezia, 10 aprile 2013 – Saranno 48 gli Eventi Collaterali della 55. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Il Palazzo Enciclopedico (erano 37 nel 2011), curata da Massimiliano Gioni e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta (vernice 29, 30 e 31 maggio 2013), aperta al pubblico dal 1 giugno al 24 novembre 2013.
Gli Eventi Collaterali ammessi dal curatore e promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro, sono organizzati in numerose sedi della città di Venezia e propongono un’ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la mostra di Venezia.
Così commenta il Presidente Paolo Baratta:
“Con questo si completa il numero di soggetti che fuori dai confini della Mostra sono presenti nella città di Venezia e che concorrono, insieme a un buon numero di Paesi partecipanti non dotati di padiglione all’interno dei Giardini e dell’Arsenale, a diffondere la 55. Esposizione facendola diventare un fenomeno urbano, tale da coinvolgere ogni angolo della città.”
Per ulteriori informazioni Ufficio stampa Arti visive
la Biennale di Venezia T +39 041 5218 – 849/846/716 infoartivisive@labiennale.org 
ww.labiennale.org 
Facebook: La Biennale di Venezia
Twitter: la_Biennale
25%: Catalonia at Venice 
Otto persone disoccupate sono state scelte per coprire il più ampio spettro sociale possibile (un senegalese senza documenti, un’architetta giovane e superqualificata, una ricercatrice scientifica, un operaio sopra i 50 anni) per essere fotografate da Francesc Torres durante un periodo di convivenza in cui l’artista descrive le loro vite quotidiane. Oltre alla documentazione visiva del loro quotidiano, Torres fa ad ognuno un ritratto ufficiale. Dopo questa prima fase in cui vengono documentate la vita di ogni giorno e la situazione economica dei personaggi, la cineasta Mercedes Álvarez filma le opinioni dei personaggi sul ruolo dell’arte nella loro vita. E le otto persone disoccupate diventano così i soggetti attivi della mostra.
Cantieri Navali, Castello 40 (San Pietro di Castello) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Institut Ramon Llull 
http://www.llull.cat 
About Turn: Will Gill & Peter Wilkins, Terranova a Venezia 
About Turn presenta nuovi corpi di opere di Will Gill e Peter Wilkins, artisti contemporanei che lavorano a Terranova, in Canada. La mostra è stimolata da esplorazioni complementari di narrazioni sul mondo. L’opera, il cui orizzonte include video, fotografia e pittura, gioca abilmente nell’ambito dei confini dell’astrazione e della narrativa. Il riconoscibile e l’intangibile. Le opere di Gill mescolano un’ingenuità pretesa con il controllo formale, sollevato dalla vita familiare e dai sogni fugaci. Le immagini di Wilkins creano un ponte tra l’arte storica e contemporanea, utilizzando astrazioni distillate e sottili, per durata e forma.
Galleria Ca’ Rezzonico, Dorsoduro 2793 
29 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: Terra Nova Art Foundation 
http://www.tnaf.ca 
Ai Weiwei – Disposition 
Ai Weiwei presenta Straight, il primo progetto sviluppato utilizzando lunghe barre di armatura recuperate nelle scuole crollate durante il terremoto di Sichuan del 2008. Questo lavoro, di cui una prima versione è stata presentata all’Hirshhorn Museum di Washington D.C. nel 2012, viene installata in scala maggiore presso lo Spazio Progetto Zuecca. Ai Weiwei è internazionalmente conosciuto per il suo lavoro che riflette la Cina dei nostri giorni e la sua preoccupazione per i diritti dell’uomo e la libertà d’espressione. Questa installazione su larga scala, realizzata appositamente per il sito in occasione della 55. Esposizione Internazionale d’Arte presso lo Spazio Progetto Zuecca, si presenta con un immediato senso del dramma per un evento che sottende allo sviluppo contradditorio della Cina contemporanea.
Zuecca Project Space/Complesso delle Zitelle, Giudecca 32 (Fondamenta delle Zitelle) 
29 maggio – 15 settembre 
Organizzazione: Zuecca Project Space 
http://www.zueccaprojectspace.com 
A Remote Whisper (Un Sussurro lontano) 
Pedro Cabrita Reis, uno dei maggiori artisti portoghesi della sua generazione, presenta un’installazione dal titolo A Remote Whisper in uno spazio espositivo di 700 metri quadri del piano nobile di Palazzo Falier. Un sussurro lontano fluisce attraverso le sale, abbraccia le pareti, le porte e i pavimenti con tubi di alluminio, luci fluorescenti e cavi come disegni nello spazio. Si tratta di una costruzione semi-precaria, grezza e tuttavia quasi architettonica che integra frammenti di opere provenienti dal suo studio, un tempo da lui abbandonati, materiale documentale, fotografie, disegni e dipinti insieme a relitti e ciarpame trovati in città.
Palazzo Falier, San Marco 2906 
29 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: Direção-Geral das Artes 
http://www.pedrocabritareis-palazzofalier.org 
Art and Knowledge – The spirit of the place in the Platonic Solids 
Nella Sala Monumentale della prestigiosa Biblioteca Nazionale Marciana (Piazza San Marco) Lore Bert presenta 5 sculture di specchio in un environment di carta accanto a 11 opere di grande formato, in una mostra dal titolo Art and Knowledge – The spirit of the place in the Platonic Solids. I 5 Solidi Platonici stanno per i 5 elementi: terra, acqua, fuoco, aria e universo. Lore Bert studia all’Accademia Belle Arti di Berlino. Realizza oltre 200 mostre e 125 environments in più di 26 Paesi del mondo, fra cui 40 mostre personali in musei. Numerose pubblicazioni, fra cui 38 monografie, documentano il suo lavoro che fa parte di molte collezioni internazionali.
Biblioteca Nazionale Marciana, Piazza San Marco 
29 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: van der Koelen Foundation for Arts and Science 
http://www.marciana.venezia.sbn.it 
http://www.zkw.vanderkoelen.de 
Back to back to Biennial – Free expression 
L’arte contemporanea, dal dopoguerra a oggi, ha teorizzato e spiegato che ci sono diversi e tanti modi di esprimersi. I Writers rappresentano un movimento artistico fenomenale che parte dalla società fortemente urbanizzata, dove le periferie sono considerate dei ghetti e dove l’urbanesimo viene visto come una grande tavolozza su cui esprimere la propria interpretazione della realtà. Il progetto Back to Back to Biennale è un evento per certi aspetti collettivo e generazionale, ed è caratterizzato dalle performance che gli artisti eseguiranno, non c’è nessun filtro curatoriale o tematico, l’espressione è libera, così come recita il sottotitolo.
Campo Sant’Agnese, Dorsoduro 809 
Ca’ Bonvicini, Santa Croce 2161 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Associazione Arte Eventi 
http://www.bb2biennale.com 
Bedwyr Williams: The Starry Messenger – il Messaggero Sidereo 
Che un poeta osservi attraverso un microscopio o un telescopio, egli vedrà sempre la stessa cosa (Gaston Bachelard). The Starry Messenger (Il Messaggero Sidereo) di Bedwyr Williams prende il nome da uno studio pubblicato da Galileo Galilei sulle sue scoperte attraverso il telescopio. In una serie di sale e corridoi di Santa Maria Ausiliatrice (Ludoteca) questo nuovo lavoro ripensa all’esplorazione dello spazio sia infinito che minuto: la veglia notturna di un astronomo oppure la ricerca di un devoto nelle lucide galassie dal terrazzo sotto ai suoi piedi.
Santa Maria Ausiliatrice (Ludoteca), Castello 450 (Fondamenta San Gioacchin) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Cymru yn Fenis / Wales in Venice 
http://www.walesvenicebiennale.org.uk 
Breath 
Shirazeh Houshiary presenta Breath (Respiro), un video a quattro canali realizzato la prima volta nel 2003, ora rimasterizzato e parte di una nuova e unica installazione fissa. In Respiro (2013), i canti evocativi di preghiere Buddiste, Cristiane, Ebraiche e Islamiche sono diffusi da quattro schermi video. Il suono diventa coreografia, con le immagini che catturano il respiro ritmato dei cantanti. L’installazione è un recinto rettangolare rivestito di feltro nero, vi si accede attraverso uno stretto passaggio che porta a un interno bianco illuminato da une luce fioca. Quattro schermi sono sospesi ad altezza d’uomo, da questi si diffondono e si attenuano i canti delle diverse tradizioni, si gonfiano e si disperdono in un coro inquietante che riempie le sale e oltrepassa le pareti. Se all’interno c’è unicità, all’esterno tutto è molteplicità.
Arsenale di Venezia, Torre di Porta Nuova 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation 
CultureMindBecoming 
CultureMindBecoming è una mostra di un gruppo di eccellenti artisti cinesi il cui obbiettivo è di sovrapporre l’impatto culturale di appropriazione, riflessione e reinvenzione che esiste nella cultura cinese attraverso la lente della globalizzazione. In un periodo in cui in genere gli artisti riflettono sull’empirismo individuale come corpus sostanziale della loro prassi artistica, gli artisti cinesi sono tornati al loro patrimonio culturale dopo avere acquisito la conoscenza dell’arte occidentale. Grazie a una continua sperimentazione ed evoluzione promuovono un terreno comune in un contesto creativo e unico. Gli artisti cinesi sono influenzati a vari livelli dalla cultura occidentale in diversi momenti della loro vita. Vivendo in una società dalla cultura diversa, sono ispirati a ridefinire e reinventare la loro componente comune – l’esperienza culturale orientale – che si manifesta attraverso le presentazioni artistiche.
Palazzo Mora, Strada Nuova 3659 (San Felice) 
Palazzo Marcello, San Marco 3699 (Rio Terà degli Assassini) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Global Art Center Foundation 
http://www.globalartcenter.org 
Future Generation Art Prize @ Venice 2013 
Il Future Generation Art Prize @ Venice presenta la seconda edizione del primo concorso artistico globale con 21 artisti provenienti da quasi tutti i continenti e da 16 diversi paesi. Le opere di 21 artisti indipendenti, tra cui la vincitrice del primo premio, Lynette Yiadom-Boakye, e i vincitori dei premi speciali Ryanne Tabet, Marwa Arsanios, Jonathas de Andrade, Micol Assaël e Ahmet Öğüt, delineano un ampio spettro di posizioni artistiche che permettono di scoprire e mappare tendenze future e innovative di una nuova generazione di artisti.
Palazzo Contarini Polignac, Dorsoduro 874 (Accademia) 
29 maggio – 1 settembre 
Organizzazione: Victor Pinchuk Foundation; PinchukArtCentre 
http://www.pinchukartcentre.org 
http://www.pinchukfund.org 
Glasstress, White Light / White Heat 
Agli artisti invitati si chiede di rispondere sul tema della luce e del calore, i componenti del fuoco, l’elemento distruttivo/creativo legato alla formazione dell’universo e della materia primordiale del caos. L’energia dei raggi solari fornisce la luce e il calore, essenziali a tutte le forme di vita e alla sopravvivenza su questo pianeta. La luce e il calore sono fondamentali per la fabbricazione del vetro: la luce è parte integrante della nostra percezione del vetro, mentre il calore è necessario a plasmarlo.
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti, Campo S. Stefano 2847 
Berengo Centre for Contemporary Art and Glass, Campiello della Pescheria, Murano; 
Scuola Grande Confraternita di San Teodoro, San Marco 4810 
31 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: LCF-London College of Fashion 
http://www.fashion.arts.ac.uk 
I libri d’acqua 
Nocera ha spesso posto al centro del suo lavoro aspetti cruciali riguardanti i diritti fondamentali dell’essere umano. Con il progetto I libri d’acqua l’artista focalizza l’attenzione sul tema della migrazione come fenomeno sociale totale. Al centro della sua riflessione è posta l’importanza della mobilità umana come espressione di una libertà fondamentale di movimento e aspirazione all’emancipazione, che l’artista esprime simbolicamente attraverso il viaggio. I Libri di Antonio Nocera sono taccuini di viaggio senza parole, racconti non scritti che si susseguono, protetti dalle pagine, e si dischiudono al nostro sguardo. Libri che sembrano scaturire, come divini oggetti di mitologica memoria, dall’acqua.
Monastero di San Nicolò, Riviera San Nicolò 26, Lido di Venezia 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: EIUC – European Inter-University Centre For Human Rights and Democratisation 
http://www.eiuc.org 
http://www.ilibridacqua.it 
Imago Mundi 
La mostra presenta la collezione, costituita da più di un migliaio di opere, di piccoli quadri (tutti in formato 10×12 centimetri) che Luciano Benetton ha raccolto a partire dalle esperienze fatte nel corso dei viaggi che ha compiuto in ogni parte del mondo. Sono presentate le opere raccolte in Australia, India, Corea, Stati Uniti, Giappone. La collezione è simile a un inventario aperto in grado di contribuire a dimostrare come siano mutevoli i modi in cui il mondo viene visto, interrogato e rappresentato dagli artisti, e come le loro esperienze possano contribuire a comprendere meglio la ricchezza custodita in tutto ciò che di diverso e lontano il mondo offre alle nostre interpretazioni.
Fondazione Querini Stampalia, Castello 5252 (Santa Maria Formosa) 
27 agosto – 27 ottobre 
Organizzazione: Fondazione Querini Stampalia onlus 
http://www.querinistampalia.it/ 
In Grimani 
In Grimani è la prima mostra di arte contemporanea costruita per le sale del museo, già residenza cinquecentesca di una potente famiglia veneziana. I lavori in vetro di Ritsue Mishima sono il frutto di una lunga frequentazione del palazzo. L’artista, residente a Venezia dal 1989, si esprime utilizzando la millenaria cultura artigianale della fornace e i maestri vetrai muranesi danno forma alle sue idee, come testimonia il lavoro fotografico di Rinko Kawauchi, cui è dedicata una sala, permettendoci una visione poetica del misterioso lavoro esecutivo in fornace.
Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, Castello 4858 (Ruga Giuffa) 
30 maggio – 29 settembre 
Organizzazione: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza speciale per il patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare 
http://www.palazzogrimani.org 
Ink Brush Heart, XiShuangBanNa 
“Alla fine del 2012 fui invitato a visitare la foresta pluviale di XiShuangBanNa, nel sud della Cina. Mentre mi intrattenevo nella serena quiete della foresta pluviale, mi sentivo sempre più colpito dalla supremazia della natura. Se i colori del mio ambiente quotidiano sbiadivano ogni giorno di più verso il grigio, qui i colori vibravano lucenti e vitali. Osservavo gli alberi che raggiungevano i 90 metri di altezza, un’altezza paragonabile a quella della maggior parte dei nuovi edifici delle città cinesi. Per essere così alti gli alberi dovevano avere radici profondissime. Mi resi conto che la nostra società, per soddisfare i bisogni più elevati doveva approfondire e legarsi alle sue tradizioni. Le foglie degli alberi formavano una composizione intrigante con le penne del pavone il quale, avendo una coda su cui spiccano cento occhi, era considerato la manifestazione terrestre della Fenice. Secondo la tradizione del Feng Shui è considerato l’animale celeste del sud della Cina che rappresenta il potere e la bellezza” (Simon Ma).
Chiesa di San Stae, Campo San Stae, Santa Croce 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Museo di Arte Contemporanea, Shanghai 
Katya 
Katya è una mostra di lastre fotografiche di collodio e vetro argentato e sculture in bronzo presentate in uno spazio buio appositamente organizzato. Il progetto racconta la storia personale di una ragazza russa scoperta a Mosca dall’artista americano. Il viaggio di Katya, che passa da una rigorosa vita monastica ortodossa che dura 10 anni dai 3 ai 13 anni, alla vita underground di Mosca, è un reticolo di storie impresse sulla pelle del viso e del corpo. La sua forma è stampata e impressa sul vetro e in una scultura di bronzo che descrive il viaggio di Katya e l’archetipo del mitico crocevia, il tema principale del lavoro di Dorsa.
Dorsoduro 417 (Fondamenta delle Zattere) 
29 maggio – 15 settembre 
Organizzazione: Moscow Museum of Modern Art (MMOMA) 
http://www.mmoma.ru 
LAWRENCE WEINER: THE GRACE OF A GESTURE 
THE GRACE OF A GESTURE, un’opera d’arte di Lawrence Weiner, costituisce il pezzo centrale di una mostra organizzata dalla Written Art Foundation e presentata al pianterreno di Palazzo Bembo nei pressi del ponte di Rialto. Un elemento centrale sarà l’installazione del THE GRACE OF A GESTURE (la grazia di un gesto) che apparirà su cinque dei maggiori sistemi di trasporto della città di Venezia, i vaporetti. Trasporteranno l’opera lungo il Canal Grande, l’Arsenale, i Giardini e oltre. L’opera sarà mostrata in cinque lingue diverse, dal cinese al giapponese, dall’arabo all’ebraico. Incluse nella mostra a Palazzo Bembo altre quattro opere di Weiner, originariamente create per la sua mostra Displaced al Dia Center for the Arts di New York nel 1991.
Palazzo Bembo, San Marco 4793, (Riva del Carbon) 
2 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Written Art Foundation 
http://www.writtenartfoundation.de 
Le Retour de l’enfui 
Le retour de l’enfui non propone associazioni e interpretazioni certe e inamovibili, ma evidenzia la possibilità di percorsi paralleli e traiettorie di fuga. La mostra si basa sulla tesi, formulata da Aby Warburg, di un raccordo tra epoche differenti: un nuovo modello di temporalità denominato sopravvivenza. Nell’esposizione dialogano opere d’arte primitiva, antica, moderna e contemporanea, creando scarti culturali, formali e temporali che interrogano e sospendono le certezze. L’obiettivo è ritrovare uno sguardo nuovo su ciò che le immagini dei libri di storia dell’arte ci hanno reso familiare, su ciò che la storia politica e sociale ha decretato come visione normalizzata.
Gallerie dell’Accademia, Dorsoduro 1050 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Espace 251 Nord 
http://www.e2n.be 
Lost in Translation 
Lost in translation è una mostra di oltre cento opere di arte contemporanea russa degli ultimi quaranta anni che prende in esame gli aspetti storici, politici, sociali ed economici del processo di “traduzione” di un’opera d’arte nell’età della globalizzazione. La mostra presenta quei lavori che sono particolarmente difficili da decifrare per un pubblico che non ha familiarità con il “contesto russo” nel quale queste opere si sono formate e al quale rimandano. Tutti i lavori sono esposti insieme alla loro “traduzione allargata” che individua e spiega i riferimenti essenziali a ottenere una migliore comprensione del messagio racchiuso.
Università Ca’ Foscari, Dorsoduro 3484 
29 maggio – 15 settembre 
Organizzazione: Moscow Museum of Modern Art (MMOMA) 
http://www.mmoma.ru 
Love me, Love me not” Contemporary Art from Azerbaijan and its neighbours 
Prodotto e supportato da YARAT – un’organizzazione non-profit dedicata al sostegno e alla comprensione dell’arte contemporanea in Azerbaijan e alla creazione di una piattaforma per l’arte azera sia a livello nazionale che internazionale – Love Me, Love Me Not offrirà nuove prospettive sulle diverse e culturalmente ricche culture dell’Azerbaijan e dei suoi vicini. Attualmente curiosità e pregiudizio convivono ancora in questa regione; le opere in mostra daranno una visione penetrante delle dinamiche di ogni nazione, portando alla luce aspetti dimenticati o sconosciuti della storia e dimostrando l’ampiezza della visione e della creatività in gioco entro i loro confini.
Arsenale Nord, Tesa 111 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: YARAT Contemporary Art Organisation 
http://www.loveme-lovemenot.com 
http://www.yarat.az 
Mind Beating 
“Mente” significa pensiero e coscienza in senso psicologico, ed è come il cervello, un grande hub centralizzato per ricevere e classificare le informazioni. Lo scopo della mostra è considerare la mente come un contenitore, ed estendere il tutto al sistema pensiero, esplorando le relazioni tra creazione visiva e mondo multidimensionale attraverso il “cuore”, l’organo di ricezione delle informazioni comune a tutti gli uomini, la sua frequenza, il suo battito. Sebbene parole come “globalizzazione” e “transfrontaliero” siano molto utilizzate, Mind Beating analizzerà gli ultimi lavori e le idee dei loro creatori a partire da prospettive simili prima di trovare parole più adatte.
Arsenale Novissimo, Spazio Thetis; Castello 925 
31 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: Nanjing Sanchuan Modern Art Museum 
http://www.sanchuanmuseum.com 
Nell’acqua capisco 
Protagonista del progetto è l’acqua e racconta relazioni, comunicazioni, sentimenti e aspirazioni che passano attraverso questo elemento come veicolo per esprimere uno stato d’animo. L’acqua è il tratto comune di tutte le opere in mostra, nel suo fragore c’è il tentativo di nascondere stati di disagio, nell’acqua ci si immerge per recuperare tutto ciò che è fuori da essa. Ma l’acqua è anche un elemento di condivisione, interprete di messaggi inclusivi, in essa c’è la possibilità di riconversione di un bene comune nei suoi aspetti più produttivi. Tutto questo è raccontato attraverso opere di artisti che con l’acqua hanno saputo creare un dialogo, mai scontato, a volte gioioso spesso doloroso ma sempre riflessivo.
Ateneo Veneto, San Marco 1897 (Campo San Fantin) 
Procuratie Vecchie, Piazza S. Marco 153/A 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: CIAC – Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea Castello Colonna; The Hart Foundation 
http://www.castello-colonna.it/ciac 
http://www.the-hart-foundation.org 
Noise 
A cent’anni da L’arte dei Rumori di Luigi Russolo, Noise propone una riflessione sul rumore quale condizione necessaria e parte integrante di ogni processo comunicativo. Una delle possibilità dell’arte è di rendere significante quella parte della comunicazione che solitamente sfugge alla codificazione e alla comprensione, per tornare a un essenziale principio di indeterminatezza. Adottando un modus operandi legato all’ascolto e all’immersione, gli artisti in mostra pongono la processualità in una posizione privilegiata rispetto alle esigenze di rappresentazione e individuano, in quello che potremmo definire errore, una condizione essenziale per rendere conto della complessità dell’esistente.
Ex Magazzini di San Cassian, Santa Croce 2254 (Calle della Regina, Campo San Cassian) 
1 giugno – 20 ottobre 
Organizzazione: De Arte Associazione 
http://www.dearteassociazione.org 
Otherwise Occupied 
Otherwise Occupied presenta due artisti palestinesi noti internazionalmente, Bashir Makhoul e Aissa Deebi. Entrambi gli artisti sono nati nell’ambito dei confini del 1948, ai margini di un altro stato nella loro patria e all’esterno della Cisgiordania occupata e dei centri della cultura palestinese contemporanea. Sono emigrati per diventare cittadini di altri stati che operano in un mondo artistico globale. Si considerano ancora palestinesi e sono alla ricerca di nuovi modi per immaginare la nazione, anche se ne sono fisicamente lontani. L’arte riesce a occupare gli spazi culturali che altrimenti sono inaccessibili o invisibili. Otherwise Occupied descrive altri modi per immaginare la nazione all’esterno e oltre il conflitto; è quindi un’occasione per ripensare in modo artistico e critico la de-territorializzazione della Palestina.
Liceo Artistico Statale di Venezia, Palazzo Ca’ Giustinian Recanati, Dorsoduro 1012 (Accademia) 
29 maggio – 30 giugno 
Organizzazione: Al Hoash 
http://www.alhoashgallery.org 
OVERPLAY 
OVERPLAY focalizza in modo interdisciplinare il rapporto tra arte e crisi. Partendo da una ricognizione storica della storia dell’arte (Caporali, Correggio, Jordaens, Guardi, Rousseau, von Stuck, Schifano, Vedova, Santomaso) ci accompagna verso la “criticità del senso” presente nell’installazione di Emiliano Bazzanella, ove l’iPad diventa la voce inquietante di infinite domande senza risposta create da un software, oppure verso tentativi di fuga, ribellione, sublimazione immaginaria e riconversione, presenti in un folto gruppo di importanti artisti contemporanei.
Associazione Culturale Italo-Tedesca, Palazzo Albrizzi, Cannaregio 4118 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Associazione Culturale Italo-Tedesca 
http://www.acitve.it/ 
Pabellon de la urgencia: rebuilding utopia 
Sono passati quarant’anni. Quando ha cominciato a cambiare il mondo? Nel 1973? Nel 1989? Quando è morta la “imagination au pouvoir”, nel 1968 o nel 2012? O solamente il 1° Gennaio 2013?
Teatro Fondamenta Nuove, Cannaregio 5013 
1 giugno – 10 novembre 
Organizzazione: MAC (Museo de Arte Contemporaneo de Santiago de Chile); Fundacion CorpArtes; 
http://www.mac.uchile.cl 
http://www.corpartes.cl 
http://www.emergencypavilion.org 
Passaggio nella Storia: 20 Anni di Biennale di Venezia e Arte Contemporanea Cinese 
Il 2013 segna il ventesimo anniversario della partecipazione degli artisti cinesi contemporanei alla Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia; ricorrono, inoltre, i venti anni di scambi culturali e artistici tra Cina e Occidente. In questo periodo si è registrato un cambiamento negli atteggiamenti accettati verso la cultura cinese e la sua identità internazionale nel mondo occidentale, come pure verso il contributo della Cina all’arte contemporanea, soprattutto nella pittura. Il tema della mostra, passaggio nella storia, deriva appunto da questo. In effetti, si vede chiaramente che gli sforzi congiunti degli artisti e dei critici cinesi contemporanei, sia in Cina sia all’estero, così come gli sforzi dei curatori occidentali con una passione per l’arte, hanno reso possibile questo prezioso periodo della storia dell’arte cinese.
Arsenale Nord, Nappa 89 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Museum of Contemporary Art, Chengdu 
http://www.chengdumoca.org/en/index.php?do=show&id=261 
PATO.MEN PAlace Theatre Of Memory ENcyclopaedic 
Questo progetto di installazione d’arte incoraggia una riflessione sulle informazioni e le conoscenze, la sua disposizione ordinata o meno, e la sua manipolazione. Dall’Arca di Noè al Rinascimento, dal Teatro della Memoria di Giulio Camillo, al Teatro della Memoria di Steve Jobs, la causa è il Palazzo Enciclopedico di Marino Auriti. Molti Teatri del Mondo si contendono il primato nel Teatro Globale, e tuttavia c’è ancora posto per l’Etica. In PATO.MEN & Women le donne sono una minoranza ma tuttavia in numero molto significativo. Sono strani esseri, molto ordinati e spiritosi, quasi edonisti, che praticano l’Etica. Questa installazione d’arte sarà essenzialmente in bianco e nero.
Arsenale, Castello, 2126/A (Campo della Tana) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Civic and Municipal Affairs Bureau of Macao (IACM); The Macao Museum of Art (MAM) 
http://www.iacm.gov.mo 
http://www.mam.gov.mo 
PERSONAL STRUCTURES 
La mostra presenta una straordinaria combinazione di opere d’arte che offrono una vasta gamma di approcci individuali sui temi del Tempo, dello Spazio, dell’Esistenza. Opere d’arte che si presentano con sincerità e con grande impatto all’interno di ogni spazio e allo stesso tempo creano la complessità della mostra. Ogni sala dovrà dare allo spettatore delle informazioni su ogni opera in mostra, sul progetto o sull’idea dal punto di vista dell’artista.
Palazzo Bembo, San Marco 4793, (Rialto, Riva del Carbon) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: GlobalArtAffairs Foundation 
http://www.personalstructures.org 
http://www.globalartaffairs.org 
http://www.palazzobembo.org 
Perspectives by John Pawson 
John Pawson rivela una nuova prospettiva della Basilica di San Giorgio Maggiore. Perspectives offre al visitatore una vista unica sulla bellezza del capolavoro architettonico di Andrea Palladio. La combinazione tra un menisco di cristallo concavo Swarovski e un emisfero riflettente e più grande, crea un’esperienza ottica che porta nuova luce all’interno della famosa basilica benedettina. La missione della Fondazione Swarovski è promuovere la creatività e l’innovazione grazie al lavoro svolto insieme agli architetti, gli artisti e i designer. Questo evidenzia il suo impegno verso la comunità artistica e non solo.
Isola di San Giorgio Maggiore, Basilica di San Giorgio Maggiore 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Swarovski Foundation 
http://www.swarovskifoundation.org 
Rhapsody in Green 
Nel 1924, quando George Gershwin componeva la sua Rhapsody in Blue, Huang Tu-Shui (1895-1930), il primo artista modernista Taiwanese, fondeva il suo bronzo In the Outskirts che rappresentava un bue e le gru, un paesaggio molto comune nei campi di riso dell’Asia meridionale. Il colore verde, semanticamente ambiguo per la tradizione cinese e assente dal bronzo fuso, è tuttavia ovviamente implicito nella creazione di Huang, e costituisce il punto di partenza della Rhapsody in Green. Questa mostra analizza come tre artisti taiwanesi contemporanei, Tsan-Hsing Kao (1945), Ming-Chang Huang (1952) e Yu-Cheng Chou (1976), reagiscano artisticamente al colore verde, sia con un approccio visivo, che intersoggettivo, in altre parole concettuale, ricordandoci il suo GIUSTO posto nel nostro ambiente di oggi.
Istituto Santa Maria della Pietà, Castello 3701 
1 giugno – 31 agosto 
Organizzazione: National Taiwan University of Arts 
http://portal2.ntua.edu.tw/enntua/index.htm 
RHIZOMA (Generation in Waiting) 
Edge of Arabia è un’associazione artistica indipendente che si occupa di promuovere l’arte contemporanea araba con particolare attenzione verso l’Arabia Saudita. La mostra proposta per la 55. Esposizione Internazionale d’Arte, RHIZOMA (Generation in Waiting), a cura di Sara Raza e del poeta e artista Saudita Ashraf Fayadh, trae ispirazione da una generazione di artisti giovani. Congiungendo le arti visive alla filosofia naturale e alle scienze, la mostra presenterà un network emergente di artisti all’interno dell’Arabia Saudita. Come è spiegato dalla curatrice Sara Raza “il titolo e il concetto che stanno dietro l’esposizione hanno un diretto riferimento a un rizoma: radice di una pianta che invece di sviluppare le proprie radici lateralmente le allunga verso l’alto. Si crea così una metafora per la fiorente generazione Saudita del giorno d’oggi“.
Magazzino del Sale, Dorsoduro 262 (Fondamenta delle Zattere) 
30 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: Edge of Arabia 
http://www.edgeofarabia.com 
Salon Suisse 
Il Salon Suisse, programma collaterale ufficiale della partecipazione svizzera alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte, comprende dibattiti e letture pubbliche ma anche iniziative sperimentali come performance audiovisive, la ricostruzione di una mostra e conferenze-performance. L’edizione di quest’anno è dedicata al retaggio dell’Illuminismo europeo nel mondo artistico contemporaneo. Il suo curatore, Jörg Scheller, ha invitato teorici e artisti internazionali a intavolare un dibattito sull’Illuminismo in un’ottica multiprospettica. Gli eventi, gratuiti e accessibili a tutti, si svolgono sempre nello storico Palazzo Trevisan degli Ulivi.
Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro 810 (Campo Sant’Agnese) 
1-2 giugno; 13-15 giugno; 12-14 settembre; 17-19 ottobre; 21-23 novembre 
Organizzazione: Swiss Arts Council Pro Helvetia 
http://www.prohelvetia.ch 
http://www.biennials.ch 
Scotland + Venice 2013 Sworn / Campbell / Tompkins 
La mostra presenta un nuovo lavoro di tre artisti significativi che operano oggi in Scozia. Corin Sworn crea installazioni che esplorano il modo in cui gli oggetti circolano, diffondono e creano storie. Duncan Campbell produce film con materiale d’archivio e sue riprese, rimettendo in questione le informazioni presentate. Hayley Tompkins realizza oggetti dipinti che trasformano oggetti familiari e banali come coltelli, martelli, cellulari o pezzi d’arredamento. La mostra è curata e organizzata dal Common Guild, Glasgow. Scotland + Venice è un partenariato tra Creative Scotland, British Council Scotland e le Gallerie Nazionali di Scozia.
Palazzo Pisani (Santa Marina), Cannaregio 6103 (Calle delle Erbe) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Scotland + Venice 
http://www.scotlandandvenice.com 
Steel-Lives, Still-Life 
Una donna fissa intensamente il suo sguardo energico sullo spazio della vita e lo trapassa. Cosa c’è dall’altra parte? L’acciaio residuo scintilla con potente ridondanza; un residuo che ha mancato l’obiettivo di rendere la vita come l’avrebbe potuta rendere. Un flusso cinematografico permea la temporalità stessa del lavoro fotografico di Norayr Kasper, lontano sia dalla nostalgia sia dal reportage fotografico. Ciò che è in ballo in queste opere non è la scomparsa ma l’existance. Steel-Lives, Still-Life è una narrazione messa tra parentesi in un luminoso contesto palladiano. La donna stessa sa di essere stata messa tra parentesi dal mondo che è andato avanti senza di lei. Questa è ancora vita (“still life”), ma una vita che deve scioccare la realtà.
Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena, Loggia del Temanza, Dorsoduro 1602 (Corte Zappa) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena 
http://www.steel-lives.com 
The Dream of Eurasia. 987 Testimonials 
The Italian Attitude 
L’installazione condensa in sé due aspetti: il linguaggio artistico di Omar Galliani che attinge alla grande tradizione rinascimentale italiana, e la capacità di instaurare un dialogo fra le culture europee e asiatiche. La metafora da cui partire per comprendere questa nuova configurazione è il frattale, l’ovale del viso di Eurasia che rappresenta milioni di volti, su cui si radica la colonna: la diversità morfologica e culturale si riconosce nell’appartenenza a un valore nuovo che scaturisce dall’unione di differenze. Per attuare il progetto, l’artista e i curatori, in sinergia con le realtà di impresa italiane, coinvolgeranno 987 testimonial la cui presenza sarà documentata attraverso scatti fotografici e riprese video.
Palazzo Barbarigo Minotto, San Marco 2504 (Fondamenta Duodo o Barbarigo) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Fondazione Antonio Mazzotta 
http://www.eurasiadream.org 
http://www.mazzotta-as.com 
The Grand Canal 
Il Canal Grande di Cina, un patrimonio culturale vivente, è il tema di questa mostra collaterale. Esso è stato ricavato per aprire gli scambi di risorse umane e materiali e ha portato a una diffusione enciclopedica dell’arte, delle idee e della cultura coerenti con la globalizzazione di oggi. La mostra evidenzia la fusione di arte cinese contemporanea, storia, tradizione e mondo materiale. In un’esplorazione del significato pratico e culturale del Canal Grande, gli artisti cinesi affrontano le dicotomie complementari come fatto a mano/naturale, tradizionale/contemporaneo, maschio/femmina e materiale/spirituale.
Museo Diocesano, Sale espositive, Castello 4312 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: National Youth Center of the Chinese Central Government Organs; China Grand Canal Application for World Heritage List Office in Yangzhou; West Lake International Artists Association; Jiangdu District Government of Yangzhou, Jiangsu Province (China) 
http://www.grandcanalart.org 
The Intimate Subversion 
“Se non cambiamo direzione, è probabile che finiremo esattamente dove siamo diretti”. Proverbio cinese. Che cosa possiamo fare? Questa domanda è il corpo fondamentale del progetto, ma è necessario compiere una sintesi: probabilmente le azioni che possiamo portare a termine per instaurare una civiltà sostenibile devono essere collegate ai nostri sentimenti e pensieri più intimi, le aree del pensiero creativo e affettivo cariche di energia e di difficile distruzione. Sappiamo, invece, quanto le aree che riguardano i beni materiali siano deboli, così come lo sono gli stati d’animo che dipendono dal consumo. Non ci resta quindi che provare con gli affetti, anche perché non ci resta altro che L’intima sovversione.
Scuola di San Pasquale, Castello 2786 (San Francesco della Vigna) 
1 giugno – 30 settembre 
Organizzazione: MUSAC. Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León 
http://www.musac.es 
The Joycean Society 
Dora Garcia è vincitrice del Premio Internazionale di Arte Contemporanea della Fondazione Principe Pierre di Monaco (PIAC), per la sua opera The Deviant Majority (2010), nominata dal curatore Agustin Perez Rubio. Per il 2013 Garcia propone la realizzazione di un nuovo lavoro, The Joycean Society (2012-2013), che considera il terzo lavoro di una serie. Quest’opera, una video installazione, trae ispirazione da gruppi di lettura e club letterari, nello specifico coloro che leggono in pubblico le opere di James Joyce. In questo lavoro l’artista osserva e documenta i momenti in cui i membri di una comunità si impegnano a comprendere un linguaggio letterario in rapporto alla narrazione e alle storie tradotte in una scrittura.
Punch Space, Giudecca 800/o 
30 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: Fondation Prince Pierre de Monaco 
http://www.fondationprincepierre.mc 
The Museum of Everything 
Il Museum of Everything è il primo museo itinerante del mondo per artisti autodidatti, ignorati e sconosciuti dei nostri tempi. Dal 2009 ad oggi ha accolto piú di 500.000 visitatori, attratti dalle sue apprezzate installazioni in Inghilterra, Francia, Italia, Turchia e Russia. Il Museum of Everything collabora con scrittori, pensatori, curatori e artisti ed è una presenza trainante della storia dell’arte del diciannovesimo, ventesimo e ventunesimo secolo.
Serra dei Giardini Viale Giuseppe Garibaldi, Castello 1254 
29 maggio – 28 luglio 
Organizzazione: The Museum of Everything 
http://www.musevery.com 
http://www.musevery.it 
This Is Not A Taiwan Pavilion 
La mostra esprime, attraverso l’identità dello straniero, le preoccupazioni diffuse attorno al tema pressante della coesistenza nel mondo odierno. I tre progetti realizzati da Bernd Behr, Chia-Wei Hsu e Katerřina Šedá + BATEŽO MIKILU colgono le relazioni di natura politica tra immaginazione e realtà, indagando il modo in cui la critica che può nascere dalla soggettificazione o dallo straniamento possa essere utilizzata per la percezione di una nuova varietà di possibili forme di identità culturale.
Palazzo delle Prigioni, San Marco, Castello 4209 (San Marco) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Taipei Fine Arts Museum of Taiwan 
http://www.tfam.museum 
http://www.venicebiennaletaiwan.org 
Thomas Zipp – Comparative investigation about the disposition of the width of a circle 
Il progetto dell’artista Thomas Zipp ha due riferimenti: uno è The Width of a Circle, composta da David Bowie nel 1970 come manifestazione del suo rapporto con il “demone della droga” e ispirata a Così parlò Zarathustra di Nietzsche; l’altro è l’espressione ‘l’arc de cercle’, metafora delle reazioni dei pazienti messi sotto ipnosi dallo psichiatra Jean-Maria Charcot (1825-1983). L’installazione di Zipp rappresenta un istituto di ricerca, espressione dell’isteria e della dualità (schizofrenia) di un individuo, artista, medico e paziente. Zipp esplora le manifestazioni dell’inconscio, tematizzando inoltre droghe, heavy metal, religione, filosofia e zone recondite della psichiatria e della psicopatologia.
Palazzo Rossini-Revedin, San Marco 4013 (Campo Manin) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Arthena Foundation 
http://www.kaistrasse10.de 
Transitions 
Nonostante i loro background diversi, i mezzi artistici e la separazione geografica, l’opera d’arte di Victor Matthews e Paolo Nicola Rossini condivide un’analisi del tema di Transition e nel fare questo racconta le loro storie. Entrambi gli artisti affrontano temi universali come la vita, i ricordi, il sogno e il subconscio, la realtà, il tempo e lo spazio, la transizione di un momento o di un’idea ad un altro. Tuttavia, nell’allontanarsi dallo stesso punto di partenza, arrivano entrambi a destinazioni molto diverse. Questi due artisti presentano la visione della realtà come da loro percepita e si interrogano sulla percezione del paesaggio intorno a noi e su che cosa vediamo. Sfidano questa immagine con la sua transizione esternandola con la loro pittura e fotografia.
Dorsoduro 453 (Rio Terà San Vio) 
1 giugno – 29 giugno 
Organizzazione: Nuova Icona 
http://www.nuovaicona.com 
United Cultural Nations 
United Cultural Nations è una creazione di Mi Qiu. Questo termine deriva dal suo mantra quotidiano per momenti seri e momenti di divertimento. Tempo, luogo e ora, nulla sarà importante, anche se vi saranno persone meravigliose e vino dolce. Siamo liberi dai sentimenti concreti e materiali.
Palazzo Bacchini delle Palme, Santa Croce 1959-1961 (San Stae) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Tongli Academic Exchange Center Foundation 
Voice of the Unseen Chinese Independent art 1979/today 
Chi sono, dove sono e che cosa fanno gli artisti cinesi i quali, da quando la nuova arte cinese è apparsa nel 1979 con lo storico evento dell’esposizione sul “muro della democrazia” di Xidan a Pechino, hanno dato vita in Cina alla corrente sempre più diffusa e autorevole dell’arte contemporanea indipendente? Voice of the Unseen è il tentativo finora più ambizioso di rispondere in modo esaustivo a queste domande, mettendo in luce la storia dell’arte cinese degli ultimi trent’anni attraverso il lavoro di oltre cento artisti che hanno creato, a partire dalla Post-Avanguardia degli anni ’80-’90, il movimento dell’arte cinese non ufficiale, o indipendente.
Il corpo, la famiglia, il villaggio, il paesaggio, le rovine, la povertà, la magia, la memoria, la storia: i nove temi che la mostra approfondisce sono narrati attraverso opere, recenti o realizzate appositamente, nei diversi media: pittura, scultura, installazione, fotografia, video, performance. Nel cuore dell’esposizione sarà allestita la più grande biblioteca di cultura cinese finora realizzata nell’ambito di una mostra d’arte.
Arsenale, Tesa alle Nappe n. 91, Tese di San Cristoforo n. 92-93-94 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Guangdong Museum of Art 
http://www.gdmoa.org 
http://www.voiceoftheunseen.org 
http://www.unive.it/confuciovenezia 
Who is Alice? 
Who is Alice? È una mostra tematica speciale che presenta la collezione permanente del Museo Nazionale di Arte Contemporanea in Corea. La mostra presenta 30 opere di 16 artisti coreani che trascendono le limitazioni dello spazio fisico e del tempo per coprire concetti e forme che attraversano i confini della ‘realtà e non-realtà, e dei ‘sogni e la realtà’. Il pubblico è invitato a un viaggio nel tempo attraverso lo spazio-tempo, come Alice nel Paese delle Meraviglie quando iniziò il suo viaggio facendo un salto nella tana del coniglio. Il pubblico farà un percorso onirico in uno spazio misterioso di realtà e immaginazione, e diventerà il protagonista nella rappresentazione ombra delle sue storie.
Spazio Light Box, Cannaregio 3831 (San Felice) 
31 maggio – 24 novembre 
Organizzazione: National Museum of Contemporary Art, Korea 
http://www.moca.go.kr 
Woman’s Universe 
L’artista ha realizzato molte opere, anche di natura religiosa, per la Marina Militare e sviluppato un percorso artistico che – cresciuto in gioventù alla “Scuola” di Pericle Fazzini e Emilio Greco – lo ha portato a rappresentare l’uomo e il mistero della vita attraverso “fisicità e volume”. Il percorso su cui si sviluppa il tema della mostra è appunto “la fisicità e il volume per la comprensione e la descrizione dell’anima delle donne”.
Museo Storico Navale, Castello (Calle San Biagio/Fondamenta Arsenale) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: Marina Militare 
http://www.marina.difesa.it 
http://www.lilianaconsoli.blogspot.com 
‘You(you).’ – Lee Kit, Hong Kong 
You (you).‘ Continua la sua analisi nella realtà quotidiana. Formata interamente da nuove commissioni, la mostra è concepita come il ricordo di momenti personali e collettivi. ‘You (you).‘ prende l’entità suggerita dal suo stesso titolo universale e tuttavia non esistente come punto di partenza, osservando il concetto di assenza che si riflette sulla costruzione dei ricordi, del tempo e dei luoghi. Lee incorpora vari elementi: immagini in movimento, oggetti quotidiani e suono per suggerire le tracce di dialoghi resi immateriali, che permettono di evocare la trama del quotidiano.
Arsenale, Castello 2126 (Campo della Tana) 
1 giugno – 24 novembre 
Organizzazione: M+, Museum for Visual Culture; Hong Kong Arts Development Council 
http://www.venicebiennale.hk 
http://www.wkcda.hk/en/museum/ 
http://www.hkadc.org.hk

Biennale di Venezia, 55. Esposizione Internazionale d’Arte – “Il Palazzo Enciclopedico”

March 5, 2013 Leave a comment

Logo Biennale logo Venezia55. Esposizione Internazionale d’Arte – “Il Palazzo Enciclopedico”
curatore Massimiliano Gioni
dal 1° giugno al 24 novembre 2013
Il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, accompagnato dal Curatore della 55. Esposizione Internazionale d’Arte, Massimiliano Gioni, ha incontrato oggi a Ca’ Giustinian i rappresentanti dei Paesi invitati, dei quali 8 partecipano per la prima volta: Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Costa d’Avorio e Nigeria, Paraguay. Era inoltre presente all’incontro il vice Presidente del comitato promotore del padiglione della Santa Sede alla Biennale Arte 2013.
La 55. Esposizione Internazionale d’Arte si svolgerà dal 1° giugno al 24 novembre 2013 ai Giardini e all’Arsenale (vernice 29, 30 e 31 maggio 2013), nonché in vari luoghi di Venezia.
“La Biennale d’Arte si ripropone ancora una volta nella forma “duale” definita nel 1998: una grande Mostra Internazionale diretta da un curatore scelto a tal fine e le Partecipazioni nazionali.” Così Paolo Baratta ha introdotto la 55. Esposizione Internazionale d’Arte, ricordando che “i padiglioni dei paesi sono una caratteristica molto importante della Biennale di Venezia. Una formula antica di presenza degli stati eppure viva e vitale più che mai. Preziosa in tempi di globalizzazioni, perché ci dà il tessuto primario di riferimento sul quale possono essere osservate e meglio evidenziate le autonome geografie degli artisti, sempre nuove, sempre varie. Ci si può chiedere in che misura questi Padiglioni portino con sé, per quanto ampia sia l’autonomia lasciata ai curatori, anche desideri di rappresentazione del Paese che li organizza. Ognuno ha la sua storia e il suo stile. Possiamo senz’altro dire che in essi i Paesi rivelano il ruolo attribuito all’arte contemporanea quale messaggera del loro presente e della loro ricchezza culturale. Ma dai Padiglioni vengono anche rivelazioni su realtà e ricchezze più profonde di quelle delle pretese o consuete immagini ufficiali e stereotipate.”
Il titolo scelto da Massimiliano Gioni per la 55. Esposizione Internazionale d’Arte è: Il Palazzo Enciclopedico.
Massimiliano Gioni ha introdotto la scelta del tema evocando l’artista auto-didatta italo-americano Marino Auriti che “il 16 novembre 1955 depositava presso l’ufficio brevetti statunitense i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità, collezionando le più grandi scoperte del genere umano, dalla ruota al satellite. L’impresa di Auriti rimase naturalmente incompiuta, ma il sogno di una conoscenza universale e totalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanità e accumuna personaggi eccentrici come Auriti a molti artisti, scrittori, scienziati e profeti visionari che hanno cercato – spesso in vano – di costruire un’immagine del mondo capace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza. Queste cosmologie personali, questi deliri di conoscenza mettono in scena la sfida costante di conciliare il sé con l’universo, il soggettivo con il collettivo, il particolare con il generale, l’individuo con la cultura del suo tempo.”
“Oggi, alle prese con il diluvio dell’informazione, questi tentativi di strutturare la conoscenza in sistemi omnicomprensivi ci appaiono ancora più necessari e ancor più disperati – spiega Gioni.
“La 55. Esposizione Internazionale d’Arte indagherà queste fughe dell’immaginazione in una mostra che – come il Palazzo Enciclopedico di Auriti – combinerà opere d’arte contemporanea e reperti storici, oggetti trovati e artefatti.”
Al centro dell’esposizione sarà “una riflessione sui modi in cui le immagini sono utilizzate per organizzare la conoscenza e per dare forma alla nostra esperienza del mondo.” Ispirandosi a quello che lo studioso Hans Belting ha definito una “antropologia delle immagini”, la Biennale Arte 2013 curata da Massimiliano Gioni avvierà “un’indagine sul dominio dell’immaginario e sulle funzioni dell’immaginazione. Quale spazio è concesso all’immaginazione, al sogno, alle visioni e alle immagini interiori in un’epoca assediata dalle immagini esteriori? E che senso ha cercare di costruire un’immagine del mondo quando il mondo stesso si è fatto immagine? Fino a dove si estende il dominio dell’immaginario, quando ancora si lotta in nome delle immagini?”
“Come nei teatri della memoria progettati nel Cinquecento dal veneziano Giulio Camillo – cattedrali interiori in cui ordinare il sapere in immagini – l’esposizione “Il Palazzo Enciclopedico” cercherà di delineare – conclude Gioni – la cartografia di un’immagine-mondo, componendo un bestiario dell’immaginazione.”
La 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia presenterà, come di consueto, le Partecipazioni nazionali con proprie mostre negli storici Padiglioni ai Giardini, oltre che nel centro storico di Venezia.
Anche per questa edizione si prevedono selezionati Eventi collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la 55. Esposizione.

Biennale di Venezia, regolamento 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

February 20, 2013 Leave a comment

image001la Biennale di Venezia / 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (Lido di Venezia, 28 agosto – 7 settembre 2013)
Il Regolamento della 70. Mostra di Venezia: nuovo Gran Premio della Giuria due nuovi Premi per la sezione Orizzonti confermata la sezione Venezia Classici

Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, ha approvato il Regolamento della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto – 7 settembre 2013), secondo le indicazioni del Direttore Alberto Barbera.
Queste le principali novità del Regolamento:
per il Concorso Venezia 70. viene introdotto un nuovo riconoscimento, il Gran Premio della Giuria (e viene soppresso il Premio per il miglior contributo tecnico)
per la sezione Orizzonti vengono introdotti due nuovi premiPremio Orizzonti per la miglior regia e Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo
viene confermata e formalizzata l’introduzione della sezione Venezia Classici dedicata ai restauri e ai documentari sul cinema, già presente nella scorsa edizione della Mostra
viene fissato a 9 il numero dei componenti per la Giuria del Concorso per il Leone d’oro (in precedenza era da 7 a 9) e viene fissato a 7 quello per la Giuria Orizzonti e per la Giuria del Premio “Luigi De Laurentiis” Opera Prima (in precedenza da 5 a 7)
Sezioni, Giurie e Premi
Selezione ufficiale
Venezia 70
Concorso internazionale di un massimo di 20 lungometraggi in prima mondiale.
Fuori Concorso
Sono presentate Fuori Concorso alcune opere significative dell’anno, per un massimo di 12 titoli, in particolare quelle firmate da autori affermati che abbiano già partecipato, in Concorso, alla Mostra di Venezia. o film nei quali la dimensione spettacolare si accompagna a forme di originalità espressiva o narrativa. Nella fascia oraria di Mezzanotte sono inoltre ospitati alcuni film Fuori Concorso, le cui caratteristiche convengano a questo particolare orario di proiezione. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale.
Orizzonti
Concorso internazionale riservato a un massimo di 20 film dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale, con particolare riguardo per gli esordi, gli autori emergenti e non ancora pienamente affermati, le cinematografie minori e meno conosciute, ma anche opere che si misurano con i generi e la produzione corrente con intenti d’innovazione e di originalità creativa. All’interno della sezione Orizzonti è ospitata una selezione competitiva di cortometraggi della durata massima di 20 minuti, scelti in base a criteri di qualità e originalità linguistico-espressiva. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi e i cortometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale.
Venezia Classici
La sezione ospita una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo, impegnate nella conservazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico e nella riscoperta di opere del passato trascurate o sottovalutate. A completamento della sezione, possono essere presentati documentari sul cinema e su singoli autori di ieri e di oggi, in grado di offrire innovativi elementi di valutazione storica e/o critica.
Venice Film Market
Nell’ambito della Mostra è organizzato per il secondo anno il Venice Film Market, che mette a disposizione di produttori, venditori e compratori internazionali le proprie strutture e sale di proiezione, anche per la compravendita di film non ufficialmente invitati alla Mostra. La partecipazione al Venice Film Market si svolge secondo uno specifico regolamento.
Sezioni autonome e parallele
Settimana Internazionale della Critica (SIC)
Rassegna di un massimo di 8 film – opere prime – autonomamente organizzata da una commissione nominata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) secondo un proprio regolamento.
Giornate degli Autori
Rassegna di un massimo di 12 film autonomamente promossa dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici (ANAC) e dall’Associazione 100 Autori secondo un proprio regolamento.
Giurie e Premi
Venezia 69
Una Giuria Internazionale, composta da 9 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, con esclusione di quante abbiano collaborato alla creazione delle opere invitate o siano interessate alla loro distribuzione, assegnerà per i lungometraggi i premi seguenti:
– Leone d’Oro per il miglior film
– Leone d’Argento per la migliore regia
– Gran Premio della Giuria
– Premio Speciale della Giuria
– Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
– Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
– Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
– Premio per la migliore sceneggiatura
E’ esclusa la possibilità di attribuire degli ex aequo, con la sola eccezione delle Coppe Volpi e del Premio Marcello Mastroianni. Inoltre, uno stesso film non può ricevere che uno solo dei premi previsti dal Regolamento. Tuttavia, in casi particolari e sentito il parere del Direttore della Mostra, la Giuria potrà premiare con la Coppa Volpi e con il Premio Marcello Mastroianni anche attori o attrici di film premiati con il Leone d’Argento, il Gran Premio della Giuria, il Premio Speciale della Giuria, il Premio per la migliore sceneggiatura.
Orizzonti
Una Giuria Internazionale, composta da 7 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, con esclusione di quante abbiano collaborato alla creazione delle opere invitate o siano interessate alla loro distribuzione, assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i premi:
– Premio Orizzonti per il miglior film
– Premio Orizzonti per la migliore regia
– Premio Speciale della Giuria Orizzonti
– Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo
– Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio
Premio “Luigi De Laurentiis” per un’Opera Prima
Tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) concorrono all’assegnazione del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Una Giuria Internazionale composta da 7 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, tra i quali un produttore, assegnerà senza possibilità di ex-aequo un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore.
Leone d’Oro alla Carriera
Il Direttore proporrà al Presidente e al Consiglio di Amministrazione l’assegnazione di un Leone d’Oro alla Carriera (in casi eccezionali i Leoni potranno essere due).
Consulenti, esperti e corrispondenti
Per il suo lavoro di selezione, il Direttore della Mostra Alberto Barbera si avvale dei seguenti Consulenti ed espertiGiulia d’Agnolo Vallan, Bruno Fornara, Mauro Gervasini, Oscar Iarussi, Nicola Lagioia, Marina Sanna.
I  Corrispondenti della Mostra dal mondo sono: Giulia d’Agnolo Vallan (Usa, Canada), Violeta Bava (Sudamerica), Elena Pollacchi (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud), Paolo Bertolin (Filippine, Thailandia, Indonesia, Malesia), Petr Shepotinnik (Russia), Mohammad Atebbai (Iran).

Biennale di Venezia, 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

February 13, 2013 Leave a comment

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la Biennale di Venezia / 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
(Lido di Venezia, 28 agosto – 7 settembre 2013)
Il Regolamento della 70. Mostra di Venezia:
nuovo Gran Premio della Giuria
due nuovi Premi per la sezione Orizzonti
confermata la sezione Venezia Classici
Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, ha approvato il Regolamento della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto – 7 settembre 2013), secondo le indicazioni del Direttore Alberto Barbera.
Queste le principali novità del Regolamento:
per il Concorso Venezia 70. viene introdotto un nuovo riconoscimento, il Gran Premio della Giuria (e viene soppresso il Premio per il miglior contributo tecnico)
per la sezione Orizzonti vengono introdotti due nuovi premi: Premio Orizzonti per la miglior regia e Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo
viene confermata e formalizzata l’introduzione della sezione Venezia Classici dedicata ai restauri e ai documentari sul cinema, già presente nella scorsa edizione della Mostra
viene fissato a 9 il numero dei componenti per la Giuria del Concorso per il Leone d’oro (in precedenza era da 7 a 9) e viene fissato a 7 quello per la Giuria Orizzonti e per la Giuria del Premio “Luigi De Laurentiis” Opera Prima (in precedenza da 5 a 7)
Sezioni, Giurie e Premi
Selezione ufficiale
Venezia 70
Concorso internazionale di un massimo di 20 lungometraggi in prima mondiale.
Fuori Concorso
Sono presentate Fuori Concorso alcune opere significative dell’anno, per un massimo di 12 titoli, in particolare quelle firmate da autori affermati che abbiano già partecipato, in Concorso, alla Mostra di Venezia. o film nei quali la dimensione spettacolare si accompagna a forme di originalità espressiva o narrativa. Nella fascia oraria di Mezzanotte sono inoltre ospitati alcuni film Fuori Concorso, le cui caratteristiche convengano a questo particolare orario di proiezione. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale.
Orizzonti
Concorso internazionale riservato a un massimo di 20 film dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale, con particolare riguardo per gli esordi, gli autori emergenti e non ancora pienamente affermati, le cinematografie minori e meno conosciute, ma anche opere che si misurano con i generi e la produzione corrente con intenti d’innovazione e di originalità creativa. All’interno della sezione Orizzonti è ospitata una selezione competitiva di cortometraggi della durata massima di 20 minuti, scelti in base a criteri di qualità e originalità linguistico-espressiva. Sono ammessi alla selezione solo i lungometraggi e i cortometraggi proposti alla Mostra in prima mondiale.
Venezia Classici
La sezione ospita una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo, impegnate nella conservazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico e nella riscoperta di opere del passato trascurate o sottovalutate. A completamento della sezione, possono essere presentati documentari sul cinema e su singoli autori di ieri e di oggi, in grado di offrire innovativi elementi di valutazione storica e/o critica.
Venice Film Market
Nell’ambito della Mostra è organizzato per il secondo anno il Venice Film Market, che mette a disposizione di produttori, venditori e compratori internazionali le proprie strutture e sale di proiezione, anche per la compravendita di film non ufficialmente invitati alla Mostra. La partecipazione al Venice Film Market si svolge secondo uno specifico regolamento.
Sezioni autonome e parallele
Settimana Internazionale della Critica (SIC)
Rassegna di un massimo di 8 film – opere prime – autonomamente organizzata da una commissione nominata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) secondo un proprio regolamento.
Giornate degli Autori
Rassegna di un massimo di 12 film autonomamente promossa dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici (ANAC) e dall’Associazione 100 Autori secondo un proprio regolamento.
Giurie e Premi
Venezia 69
Una Giuria Internazionale, composta da 9 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, con esclusione di quante abbiano collaborato alla creazione delle opere invitate o siano interessate alla loro distribuzione, assegnerà per i lungometraggi i premi seguenti:
– Leone d’Oro per il miglior film
– Leone d’Argento per la migliore regia
– Gran Premio della Giuria
– Premio Speciale della Giuria
– Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
– Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
– Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
– Premio per la migliore sceneggiatura
E’ esclusa la possibilità di attribuire degli ex aequo, con la sola eccezione delle Coppe Volpi e del Premio Marcello Mastroianni. Inoltre, uno stesso film non può ricevere che uno solo dei premi previsti dal Regolamento. Tuttavia, in casi particolari e sentito il parere del Direttore della Mostra, la Giuria potrà premiare con la Coppa Volpi e con il Premio Marcello Mastroianni anche attori o attrici di film premiati con il Leone d’Argento, il Gran Premio della Giuria, il Premio Speciale della Giuria, il Premio per la migliore sceneggiatura.
Orizzonti
Una Giuria Internazionale, composta da 7 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, con esclusione di quante abbiano collaborato alla creazione delle opere invitate o siano interessate alla loro distribuzione, assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i premi:
– Premio Orizzonti per il miglior film
– Premio Orizzonti per la migliore regia
– Premio Speciale della Giuria Orizzonti
– Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo
– Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio
Premio “Luigi De Laurentiis” per un’Opera Prima
Tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele) concorrono all’assegnazione del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Una Giuria Internazionale composta da 7 personalità del cinema e della cultura di diversi Paesi, tra i quali un produttore, assegnerà senza possibilità di ex-aequo un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore.
Leone d’Oro alla Carriera
Il Direttore proporrà al Presidente e al Consiglio di Amministrazione l’assegnazione di un Leone d’Oro alla Carriera (in casi eccezionali i Leoni potranno essere due).
Consulenti, esperti e corrispondenti
Per il suo lavoro di selezione, il Direttore della Mostra Alberto Barbera si avvale dei seguenti Consulenti ed esperti: Giulia d’Agnolo Vallan, Bruno Fornara, Mauro Gervasini, Oscar Iarussi, Nicola Lagioia, Marina Sanna.
I  Corrispondenti della Mostra dal mondo sono: Giulia d’Agnolo Vallan (Usa, Canada), Violeta Bava (Sudamerica), Elena Pollacchi (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud), Paolo Bertolin (Filippine, Thailandia, Indonesia, Malesia), Petr Shepotinnik (Russia), Mohammad Atebbai (Iran).

Biennale di Venezia, 14. Mostra Internazionale di Architettura – Fundamentals

February 13, 2013 Leave a comment

image001la Biennale di Venezia/ 14. Mostra Internazionale di Architettura / Fundamentals
curata da Rem Koolhaas
Venezia (Arsenale e Giardini), 7 giugno – 23 novembre 2014
(vernice 5 e 6 giugno 2014)
Il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, accompagnato dal Curatore della 14. Mostra Internazionale di Architettura, Rem Koolhaas, ha incontrato oggi a Ca’ Giustinian i rappresentanti di 40 Paesi partecipanti alla 14. Mostra, che si svolgerà dal 7 giugno al 23 novembre 2014 ai Giardini e all’Arsenale (vernice 5 e 6 giugno) nonché in vari luoghi di Venezia.
Il tema scelto da Rem Koolhaas per la 14. Mostra Internazionale di Architettura è
Fundamentals
Rem Koolhaas ha dichiarato:
“Fundamentals sarà una Biennale sull’architettura, non sugli architetti. Dopo diverse Biennali dedicate alla celebrazione del contemporaneo, Fundamentals si concentrerà sulla storia – sugli inevitabili elementi di tutta l’architettura utilizzati da ogni architetto, in ogni tempo e in ogni luogo (la porta, il pavimento, il soffitto, etc.) e sull’evoluzione delle architetture nazionali negli ultimi 100 anni. In tre manifestazioni complementari – che si svolgeranno al Padiglione Centrale, all’Arsenale e nei Padiglioni Nazionali – questa retrospettiva darà luogo a una rinnovata comprensione della ricchezza del repertorio di fondamenti dell’architettura, che attualmente sembra essere esaurito.
Nel 1914 aveva senso parlare di architettura “cinese”, architettura “svizzera”, architettura “indiana”. Cent’anni dopo, sotto la pressione di guerre, regimi politici diversi, molteplici condizioni di sviluppo, movimenti architettonici nazionali e internazionali, talenti individuali, amicizie, traiettorie personali casuali e sviluppi tecnologici, le architetture che un tempo erano specifiche e locali sono diventate intercambiabili e globali. Sembra che l’identità nazionale sia stata sacrificata sull’altare della modernità.
Grazie al decisivo vantaggio di poter avviare i lavori con un anno di anticipo rispetto al consueto programma della Biennale, speriamo di utilizzare questo tempo in più per introdurre un certo livello di coordinamento e coerenza tra le Partecipazioni Nazionali. Idealmente ci piacerebbe coinvolgere tutti i Paesi rappresentati su un unico tema – Absorbing Modernity: 1914-2014 – e indurli a mostrare, ciascuno a modo proprio, il processo di annullamento delle caratteristiche nazionali a favore dell’adozione su scala quasi universale di un singolo linguaggio moderno all’interno di un singolo repertorio di tipologie.
La prima guerra mondiale – l’inizio della globalizzazione moderna – funge da punto di partenza delle diverse narrazioni. La transizione verso ciò che sembra essere un linguaggio architettonico universale è un processo più complesso di quanto solitamente riconosciuto, poiché coinvolge significativi incontri tra culture, invenzioni tecniche e modalità impercettibili di restare “nazionali”. In un’epoca di universale utilizzo di google research e al tempo stesso di appiattimento dalla memoria culturale, è essenziale per il futuro dell’architettura far riemergere e mostrare questi racconti.
Raccontando in modo cumulativo la storia degli ultimi 100 anni, le mostre che si svolgeranno all’interno dei Padiglioni Nazionali daranno luogo a una panoramica globale dell’evoluzione dell’architettura verso un’unica estetica moderna e, allo stesso tempo, sveleranno all’interno della globalizzazione la sopravvivenza di caratteristiche e mentalità nazionali uniche che continuano ad esistere e fiorire all’interno delle culture individuali, anche con l’intensificarsi della collaborazione e dello scambio internazionali…”.
Il Presidente Paolo Baratta ha fatto il punto sull’evoluzione della Biennale Architettura e di conseguenza sulla scelta di Rem Koolhaas:
“Siamo universalmente riconosciuti come il più importante appuntamento del mondo per l’Architettura; siamo il luogo dove l’Architettura parla di se stessa e incontra la vita e la società civile. Proprio per questo negli ultimi anni siamo partiti dalla constatazione della separatezza e del divario tra la “spettacolarizzazione” dell’architettura da un lato, e della scarsa capacità di esprimere domanda ed esigenze da parte della società civile dall’altro. Gli architetti sono stati chiamati prevalentemente a realizzare opere stupefacenti e l’«ordinario» è alla deriva, verso la banalità quando non lo squallore: una modernità mal vissuta.
Al culmine di questo percorso abbiamo chiesto a Rem Koolhaas di impegnarsi su questo terreno con una ricerca originale.
La Mostra evolve anche nelle sue modalità organizzative. Nata ad “imitazione” della Mostra d’Arte e sviluppata per “inviti” ad architetti a portarci le loro istallazioni, così come si fa per l’Arte, si evolve verso una grande Mostra-ricerca condotta direttamente dal curatore (che è per l’appunto nominato direttore del settore Architettura della Biennale). Ai paesi viene offerta l’opportunità di meglio inserirsi nell’ambito di questa ricerca. La Mostra si arricchisce sempre più di attività lungo tutto il periodo della sua apertura, con workshop, laboratori e seminari che la integrano come Mostra-attiva. Per questo abbiamo deciso di anticipare l’apertura al giorno 7 giugno e di dare una durata alla Mostra pari a quella della Mostra d’Arte (circa 6 mesi).”
La 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia presenterà inoltre, come di consueto, le Partecipazioni nazionali, con proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia.
Anche per questa edizione si prevedono selezionati Eventi collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la 14. Mostra.
Sito web ufficiale della 14. Mostra: http://www.labiennale.org
Per ulteriori informazioni
Ufficio Stampa Architettura della Biennale di Venezia

Biennale di Venezia, tre progetti di Biennale College – Cinema

February 13, 2013 Leave a comment

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la Biennale di Venezia / Scelti i 3 progetti di Biennale College – Cinema che accedono alla fase di realizzazione del film:
Memphis (Usa), Tim Sutton (regista) e John Baker (produttore)
The Year of June (Thailandia), Nawapol Thamrongrattanarit (regista) e Aditya Assarat (produttore)
Yuri Esposito (Italia), Alessio Fava (regista) e Max Chicco (produttore)
Sono stati scelti i 3 progetti che accedono alla seconda fase di Biennale College – Cinema, consistente nel workshop che apre la possibilità della realizzazione vera e propria di un film a mini-budget, tramite un contributo di 150.000 euro ciascuno.
I  3 progetti, scelti al termine del primo workshop fra 15 progetti già selezionati da tutto il mondo (e proposti da team di un regista e un produttore), sono:
Memphis (Usa), Tim Sutton (regista) e John Baker (produttore)
The Year of June (Thailandia), Nawapol Thamrongrattanarit (regista) e Aditya Assarat (produttore)
Yuri Esposito (Italia), Alessio Fava (regista) e Max Chicco (produttore)
Da questi progetti saranno presentati 3 lungometraggi, opere prime o seconde, alla prossima 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.
Biennale College è un’esperienza innovativa e complessa che integra tutti i Settori della Biennale di Venezia, promuovendo i giovani talenti e offrendo loro di operare a contatto di maestri, per la messa a punto di “creazioni”.
Biennale College – Cinema è un laboratorio di alta formazione per lo sviluppo e la produzione di opere audiovisive a micro-budget, che è stato lanciato alla 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 2012. A seguito di un bando internazionale, sono stati inizialmente 433 i progetti pervenuti da 77 Paesi di tutto il mondo. Tra questi sono stati scelti 15, i cui team (un regista e un produttore) hanno partecipato al primo workshop a Venezia dal 7 al 17 gennaio 2013.
Biennale College – Cinema è un’iniziativa realizzata dalla Biennale di Venezia in partnership con Gucci. Ha il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema – e della Regione del Veneto, ed è svolto in collaborazione con IFP di New York, Festival Internazionale del Cinema di Dubai e TorinoFilmLab.
Il secondo workshop di Biennale College – Cinema per i 3 team selezionati (composti stavolta da un massimo di 5 persone) si terrà dal 18 febbraio al 6 marzo 2013 a Venezia (Direttore Alberto Barbera, Head of Programme Savina Neirotti). Si tratterà di un laboratorio intensivo dedicato alla regia e alla pre-produzione, per esplorare gli aspetti visivi dei 3 progetti. Ogni squadra lavorerà con un regista mentore e un certo numero di tutori/trainer delle differenti aree, per assicurare che alla fine del workshop le squadre siano pronte a partire, a girare e a montare il film nei successivi cinque mesi, supervisionati dal team di Biennale College – Cinema.
Un’area del sito web della Biennale, www.labiennale.org, è dedicata al racconto delle attività di Biennale College – Cinema, seguirà le fasi di realizzazione dei 3 progetti ammessi alla seconda fase e permette la presenza online a tutti i 15 team selezionati per la prima fase.
I 12 progetti che non partecipano al secondo workshop potranno comunque usufruire di un follow-up online, e si potranno per loro aprire possibilità di trovare coproduttori in collaborazione con IFP di New York, con il Festival Internazionale del Cinema di Dubai e con il TorinoFilmLab.
Questo il concept dei 3 progetti ammessi alla seconda fase di Biennale College – Cinema:
Memphis (Usa) – Tim Sutton (regista) e John Baker (produttore): stabilendo un proprio ritmo interno grazie ad uno sguardo meditativo, Memphis segue la trasformazione di Ezra Jack da amatissimo cantante di soul a estatico contemplatore. Immerso in etereo folklore, musica soul, decadimento urbano, e i ritmi astratti della vita e della morte, Memphis è una storia che sottilmente posa il suo sguardo su un uomo che raggiunge l’oscurità nella speranza di trovarvi la salvezza e la rinascita.
The Year of June (Thailandia) – Nawapol Thamrongrattanarit (regista) e Aditya Assarat (produttore): un “adattamento digitale” di un anno della vita di un’anonima studentessa attraverso i suoi status di Twitter. La ragazza si “de-costruisce” in centinaia di frammenti, e i filmmaker li “ri-costruiscono” in una storia. Il risultato è una fantastica, veloce e divertente avventura di una ragazzina di Bangkok.
Yuri Esposito (Italia) – Alessio Fava (regista) e Max Chicco (produttore): un uomo vive in una situazione di perenne lentezza, senza motivo. Un team decide di seguirlo per un anno per fare un documentario su di lui. Tutto si complica quando sua moglie resta incinta.

Biennale di Venezia, 15 progetti per il primo workshop di Biennale College – Cinema

February 13, 2013 Leave a comment

image001la Biennale di Venezia / Presentazione dei 15 progetti che hanno partecipato al primo workshop di Biennale College – Cinema
La Biennale di Venezia annuncia la presentazione dei 15 progetti che hanno partecipato a Venezia, dal 7 al 17 gennaio 2013, al primo workshop di Biennale College – Cinema.
Introducono i lavori della giornata, giovedì 17 gennaio 2013 a Venezia nella sede della Biennale a Ca’ Giustinian (Sala delle Colonne), il Presidente Paolo Baratta e il Direttore del Settore Cinema Alberto Barbera.
Partecipano i 15 team (composti da un regista e un produttore) selezionati da un bando internazionale lanciato alla 69. Mostra di Venezia e provenienti da Brasile, Egitto, Filippine, Gran Bretagna, Israele, Italia, Libano, Ruanda, Spagna, Sudafrica, Thailandia, Usa. In due sessioni di lavoro, dalle ore 11.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 16.00, i 15 team presentano i loro progetti, raccontano brevemente i vari aspetti legati alla creazione delle loro storie, i loro percorsi personali, le loro particolari influenze e la loro visione del cinema. I 15 progetti sono descritti e raccontati sul sito www.labiennale.org.
“Stiamo compiendo con convinzione un passo molto coraggioso – ha dichiarato il Presidente della Biennale Paolo Baratta – Abbiamo dato inizio a quella che per molti aspetti è la più interessante e significativa iniziativa recente nel campo della formazione e del sostegno delle professionalità nel campo del cinema, che completa con orizzonte internazionale il sistema della formazione interno a ciascun Paese”.
“Si avvia a conclusione la prima tappa dell’inedito percorso di Biennale College – Cinema  – ha dichiarato il Direttore Alberto Barbera – con la scelta dei tre progetti che potranno accedere alla seconda fase, consistente nel workshop di preparazione che prelude alla realizzazione vera e propria del film, resa possibile dal finanziamento di 150.000 euro messi a  disposizione dalla Biennale e da Gucci. Prende forma, insomma (e nel modo migliore) la scommessa sulla quale si è puntato: consentire a tre giovani di talento di esordire nel lungometraggio. Il percorso è ancora lungo e certo non facile, ma sono state create le basi per un risultato all’altezza delle aspettative”.
Biennale College – Cinema, in partnership con Gucci, ha il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema – e della Regione del Veneto, ed è svolto in collaborazione con IFP di New York, Festival Internazionale del Cinema di Dubai e TorinoFilmLab.
Dopo questo primo workshop, il programma di Biennale College – Cinema prevede che 3 team siano invitati a un secondo workshop a Venezia di quindici giorni a cavallo tra febbraio e marzo, sostenuti ciascuno con 150.000 euro, per realizzare nei mesi successivi i loro progetti e presentare 3 lungometraggi alla 70. Mostra del Cinema di Venezia 2013.
Sono stati 433 progetti i pervenuti da 77 Paesi di tutto il mondo a seguito della Call internazionale. Ecco i titoli, i registi e i produttori dei 15 progetti selezionati, con una breve descrizione del lavoro proposto:
Abu Naim (Israele) – Mich’ael Zupraner (regista) e Naama Pyritz (produttore): la storia del fantastico Abu Naim – ebreo di nascita e arabo per scelta – ricostruita dai palestinesi. Un ibrido tra documentario e tecniche narrative; l’adattamento cinematografico di una vera leggenda della Cisgiordania.
A Case of the Dismals (Usa) – Kim Spurlock (regista) e Mai Spurlock (produttore): la delicata storia di un affiatato gruppo di madri degli Appalachi e delle loro giovani figlie, che scoprono attraverso il dolore e un po’ di magia che i legami familiari durano per sempre. Una riflessione sui fantasmi che ci perseguitano, e sull’ineluttabilità del tempo.
The Death of J.P. Cuenca (Brasile) – João Paolo Cuenca (regista) e Marina Meliande (produttore): un uomo misterioso ruba l’identità di J.P. Cuenca, prima di morire in una casa occupata abusivamente nel centro di Rio. Mentre la città si trasforma nel periodo pre-olimpico, seguiamo un puzzle di identità sbagliate e un enigma nel cuore del quartiere di Lapa.
I Dreamt of Empire (Egitto) – Kasem Kharsa (regista) e Moustafa Zakaria (produttore): 1980, Cairo. Il Professor Musa trova un modo per viaggiare indietro nel tempo per salvare suo figlio, che morì nel ’67 nella Guerra del Sinai. Ma quando torna indietro – nel momento e nel posto giusti – si ritrova nel corpo di un soldato israeliano, Ben. I due uomini si sono scambiati corpi e vite. Ogni volta che il Professore va nel passato per trovare suo figlio nel deserto, torna nel presente capendo che Ben sta sempre più prendendo il controllo della sua vita.
Into the Light (Gran Bretagna) – Rowland Jobson (regista) e Alastair Clark (produttore): un ragazzo tormentato dai sensi di colpa va alla ricerca del suo passato tra le strade della Londra dei senzatetto. Rifiutato dai suoi amici, incontra un giovane immigrato che lo porta verso la terribile verità che si nasconde dietro alle sue visioni distorte e ai suoi incubi
Memphis (Usa) – Tim Sutton (regista) e John Baker (produttore): stabilendo un proprio ritmo interno grazie ad uno sguardo meditativo, Memphis segue la trasformazione di Ezra Jack da amatissimo cantante di soul a estatico contemplatore. Immerso in etereo folklore, musica soul, decadimento urbano, e i ritmi astratti della vita e della morte,Memphis è una storia che sottilmente posa il suo sguardo su un uomo che raggiunge l’oscurità nella speranza di trovarvi la salvezza e la rinascita.
Nervous Translation (Filippine) – Shireen Seno (regista) e John Torres (produttore): una bambina di 8 anni, timida fino all’eccesso, che vive in un mondo tutto suo. Un giorno viene a conoscenza di una penna che “traduce” i pensieri e le emozioni delle persone nervose.
The Prefect (Gran Bretagna) – Dan K. Smyth (regista) e Marcie MacLellan (produttore): tutto ciò in cui il sedicenne Darren crede inizia a crollare quando il padre, un dottore molto rinomato, viene processato per omicidio di massa. I ricordi di Darren iniziano a perseguitarlo nel momento in cui tenta a fatica di liberarsi dalle colpe del padre. Un sottile dramma psicologico.
Room 0 (Sudafrica) – Jenna Cato Bass (regista) e David Horler (produttore): in questo social game cinematografico, il pubblico è ospite del misterioso Hotel Niemand. Assieme a Max, l’affascinante portiere dell’hotel, indaghiamo sull’omicidio di una donna del suo passato, e sul mistero profondo di come i nostri ricordi possano influenzare sia la vita che l’amore.
Slim Land (Ruanda) – Yves Montand Niyongabo (regista) e Lee Isaac Chung (produttore): quando una misteriosa epidemia si abbatte su un piccolo villaggio dell’Uganda, un giovane uomo di nome Kiiza si trova nel mezzo di un conflitto tra missionari bianchi e i suoi amici del villaggio.
Sorrow Demons, Joy Blizzards (Israele) – Tomer Bahat (regista) e Rotem Faran (produttore): la storia vera di Oren Barzilay, un musicista israeliano, che impara a convivere con il dolore delle svolte della sua vita: la sua veloce ascesa, il rifiuto del pubblico, la dipendenza, l’improvvisa paralisi e la riabilitazione, l’aver lasciato moglie e figlio. Tutte le sue paure e speranze raccontate attraverso la sua arte e la sua musica.
The Substance (Spagna) – Lluis Galter Sanchez (regista) e Sergi Moreno Castillo (produttore): le persone hanno bisogno di sapere le loro origini. Altrimenti dovrebbero scoprirle, e se non ce la fanno, devono inventarsele. Mr Cheng e Mr Yang, costruttori professionisti di una compagnia cinese, dovranno trovare la loro “sostanza” attraverso un viaggio bizzarro in uno dei più antichi villaggi europei, Cadaqués.
Tramontane (Libano) – Vatche Boulghourjian (regista) e Caroline Oliveira (produttore): Walid, un uomo cieco, viaggia attraverso le zone rurali del Libano per trovare testimonianze della sua stessa nascita. Incontra persone ai margini della società che gli raccontano le proprie storie, mettono in gioco ulteriori interrogativi, e gli danno piccoli indizi sulla sua identità che culmineranno con una scoperta devastante. Inoltrandosi nel vuoto alla base della propria esistenza, Walid incontra una nazione incapace di raccontare la sua e la propria storia.
The Year of June (Thailandia) – Nawapol Thamrongrattanarit (regista) e Aditya Assarat (produttore): un “adattamento digitale” di un anno della vita di un’anonima studentessa attraverso i suoi status di Twitter. La ragazza si “de-costruisce” in centinaia di frammenti, e i filmmaker li “ri-costruiscono” in una storia. Il risultato è una fantastica, veloce e divertente avventura di una ragazzina di Bangkok.
Yuri Esposito (Italia) – Alessio Fava (regista) e Max Chicco (produttore): un uomo vive in una situazione di perenne lentezza, senza motivo. Un team decide di seguirlo per un anno per fare un documentario su di lui. Tutto si complica quando sua moglie resta incinta.
Lavori di gruppo, sessioni con sceneggiatori, lezioni, incontri singoli e scambi di idee: questo il programma del primo workshop che si è tenuto a San Servolo (Venezia) dal 7 al 17 gennaio, curato da Alberto Barbera e dal Team di Biennale College – Cinema (Savina Neirotti Head of Programme, Jane Williams e Michel Reilhac Head of Studies). I team dei 15 progetti sono stati affiancati da figure di spicco del panorama cinematografico indipendente internazionale e italiano. Il fine è stato quello di discutere sui propri progetti e sulle esperienze del cinema low budget, confrontandosi direttamente con i tutor e con gli altri gruppi.
A seconda del loro incarico, i tutor e consulenti hanno avuto precisi incarichi e hanno lavorato in modo diverso con i registi, con i produttori o con i team al completo:
– 4 Group Leaders: Michel Reilhac, Gino Ventriglia ed Amy Dotson e Scott Macaulay
Ognuno ha lavorato con 5 progetti diversi, soprattutto con i registi e a volte con i team al completo. Ogni gruppo ha discusso nel dettaglio tutti gli aspetti del proprio progetto, dando e ricevendo consigli dagli altri team, e mettendo assieme tutte le idee ricevute nelle altre sessioni.
– 2 Producers Consultants: Mike Ryan and Tristan Goligher
Entrambi hanno lavorato singolarmente con un gruppo formato da 7 o 8 produttori, e qualche volta assieme con tutti e 15. Sono stati discussi gli aspetti produttivi di ogni progetto, sfruttando le conoscenze di ogni gruppo per condividere le esperienze e le pratiche migliori del cinema a micro-budget.
– 5 Script Consultants: Franz Rodenkirchen, Nicola Lusuardi, Anita Voorham, Marietta von Hauswolff von Baumgarten e Antoine Le Bos
Ognuno ha lavorato con 3 progetti. Ogni team ha avuto 3 sessioni singole di 1 ora e mezza con il proprio script consultant per discutere della sceneggiatura.
– 2 Esperti: Pierre Cattan e Jon Reiss
All’interno del proprio gruppo, i team hanno discusso gli aspetti legati al pubblico, alle potenzialità cross-mediali, alla gestione di una community e altri argomenti che riguardano la costruzione di un pubblico per il film.
– Pitching Trainer: Stefano Tealdi
In gruppi e in sessioni singole, ai team è stato dato un aiuto nel presentare il proprio progetto in pubblico, imparando a descrivere il nocciolo del progetto.
– 2 Ospiti: Nekisa Cooper and Tomas Leyers
Nekisa e Tomas hanno tenuto delle sessioni pomeridiane per tutti i team al completo, nelle quali hanno condiviso le loro esperienze per quel che riguarda il cinema a micro-budget e la distribuzione.
Nello specifico, il programma del workshop si è diviso in più momenti diversi, in cui i team hanno lavorato in gruppi o assieme:
– Lavoro di gruppo: si è lavorato in gruppi diversi (team, solo registi, solo produttori);
– Sessioni singole: principalmente con gli script consultants e i pitching trainer (team, solo registi);
– Case studies e lezioni: per tutti
– Incontri singoli con un altro team: a ogni gruppo ne è stato assegnato un altro per scambiarsi consigli
– Scrittura: momento di lavoro individuale o di discussione all’interno di ogni singolo team.

Biennale di Venezia, Rem Koolhaas direttore del Settore Architettura per la 14. Mostra Internazionale di Architettura 2014

February 8, 2013 Leave a comment

Rem Koolhaas

Biennale di Venezia /
Il CdA nomina Rem Koolhaas Direttore del Settore Architettura per la 14. Mostra Internazionale di Architettura 2014
Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, si è riunito oggi nella sede di Ca’ Giustinian, e dopo aver ringraziato ed aver espresso la sua gratitudine a David Chipperfield per gli ottimi risultati conseguiti con la 13. Mostra Internazionale di Architettura, ha nominato Rem Koolhaas Direttore del Settore Architettura, con lo specifico incarico di curare la 14. Mostra Internazionale di Architettura che si terrà nel 2014.
Al termine del CdA, il Presidente Paolo Baratta ha dichiarato:
“Le Mostre di Architettura della Biennale sono via via cresciute d’importanza e il mondo ce lo riconosce, ed è di per sé significativo che a questa prossima Biennale si possa impegnare Rem Koolhaas, una delle maggiori personalità tra gli architetti del nostro tempo, che ha impostato tutta la sua attività su un’intensa ricerca e che, celebrità riconosciuta, accetta ora di mettersi in gioco per un ulteriore esercizio di ricerca e, perché no, di ripensamento”
Da parte sua Rem Koolhaas ha affermato:
“Vogliamo dare uno sguardo nuovo agli elementi fondamentali dell’architettura – utilizzati da qualsiasi architetto, ovunque e in qualsiasi momento – per vedere se siamo in grado di scoprire qualcosa di nuovo sull’architettura”.
Leone d’oro alla carriera alla Biennale Architettura 2010 e Premio Pritzker nel 2000, Rem Koolhaas fonda OMA (Office for Metropolitan Architecture) nel 1975 con Elia e Zoe Zenghelis e Madelon Vriesendorp. Oltre alla progettazione di edifici in tutto il mondo con OMA, Koolhaas lavora a discipline non architettoniche – politica, editoria, media, moda e sociologia – attraverso il suo think tank ed unità di ricerca, AMO.
Dopo aver studiato all’Architectural Association di Londra, alla Cornell e all’Institute for Architecture and Urban Studies negli Stati Uniti, Koolhaas scrive Delirious New York (1978). Nel 1995 esce S,M,L,XL, un volume di 1.200 pagine che riassume il lavoro di OMA e ridisegna le pubblicazioni di architettura. Recentemente Koolhaas ha completato con OMA edifici come la nuova sede per la China Central Television (CCTV) a Pechino; la nuova sede per la Rothschild Bank di Londra; il Teatro Wyly a Dallas; Milstein Hall, ampliamento del Cornell college of Architecture. Gli edifici firmati OMA attualmente in costruzione includono il Taipei Performing Arts Centre; la nuova sede del marchio di moda G-star ad Amsterdam; la Borsa di Shenzhen; De Rotterdam, un edificio multiuso sul fiume Maas.