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Posts Tagged ‘Barack Obama’

Bob Dylan, alta onorificenza Usa con la Medal of Fredoom

La nomina è stata fatta direttamente dal presidente Barack Obama, un premio di particolare prestigio che va aggiunta alla sua enorme bachea. Bob Dylan, icona della cultura musicale degli anni 60 e finora ancora in attività, nominato dal presidente Barack Obama per la “Presidential Medal of Freedom”, la più alta onorificenza riconosciuta a chi negli anni ha contribuito alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, alla diffusione di ideali di fratellanza e di pace nel mondo o a significativi impegni a carattere culturale, insieme ad altri tredici candidati, a rendere noti i nominati  un comunicato ufficiale della Casa Bianca. Obama: “I destinatari nominati provengono da contesti e percorsi di vita diversi ed eterogenei, ma omogenei nell’aver contribuito alla salvaguardia e alla diffusione dell’immagine americana nel mondo”. Robert Allen Zimmerman in arte Bob Dylan classe 1941, è una delle figure più importanti negli ultimi  cinquant’anni nel campo musicale. Può vantare un Premio Oscar 2001  per la miglior canzone originale “Things Have Changed”, dal film Wonder Boys, e un Premio Pulitzer con menzione speciale nel 2008. La  Presidential Medal of Freedom sarà consegnata verso la fine della primavera.

 Emilio Di Iorio

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Mick Jagger, serata blues celebrativa alla Casa Bianca

February 23, 2012 Leave a comment

Per celebrare il mese dedicato alla storia afroamericana

Mick Jagger alla Casa Bianca. Lo scorso 21 Febbraio, il cantante dei Rolling Stones si é esibito davanti al presidente, Barack Obama, e alla moglie Michelle. L’occasione é stata la serata blues per celebrare il mese dedicato alla storia e alla cultura afroamericana (Black history month).
“Ho incontrato il presidente, che è rimasto ad ascoltare alcune canzoni durante le prove” ha scritto Jagger su Twitter. Jeff Beck, B.B. King, Buddy Guy e Keb Mo sono tra gli altri artisti che si sono esibiti nella East Room.

USA, soldatesse si baciano al ritorno dall’Iraq

December 29, 2011 Leave a comment

È una tradizione consolidata quella secondo cui quando una nave della Marina statunitense rientra in porto, le mogli e le compagne bacino i propri marinai. In questo caso, il marinaio in questione si chiama Marissa Gaeta, sottufficiale che è stata impegnata per diversi mesi in Iraq a bordo della nave da guerra USS Oak Hill. Marissa appena scesa a terra nel molo in Virginia, ha abbracciato la sua compagna, Citlanic Snell, baciandola davanti a tutti. Il fatto curioso è che anche Citlanic a sua volta è un sottufficiale della Marina americana. Questo bacio saffico è stato già definito storico ed è stato reso possibile dopo che Barack Obama ha fatto sì che si chiudesse definitivamente il ‘Don’t ask don’t tell’, principio imposto dall’esercito che non consentiva ai militari in servizio di dichiarare la propria omosessualità.

Fonte: AGS Cosmo

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Stati Uniti d’America, pronti ad attaccare l’Iran

December 27, 2011 Leave a comment

Nel caso in cui Obama scegliesse l’opzione attacco, la Difesa americana annuncia di avere già tutto pronto.
Potrebbe accadere in qualsiasi momento. Basterebbero pochi minuti da un eventuale ordine di attacco per mettere in moto tutta la macchina da guerra americana. L’obiettivo uno dei nemici storici degli Stati Uniti, l’Iran, che con il suo programma nucleare tiene sul chi va là tutti i governi occidentali. «Se il Presidente Barack Obama dovesse dare l’ordine, noi saremmo pronti all’istante ad attaccare». A dichiararlo è il generale pluridecorato, Martin Dempsey, capo di stato maggiore congiunto dell’esercito americano.
Il numero uno nell’esecuzione militare lo ha rivelato alla Cnn in un’intervista sulle tensioni con l’Iran. «La guerra sarebbe una tragedia – ha affermato l’alto ufficiale che però ha aggiunto  – il non far nulla lo sarebbe ancor di più. Ogni tipo di sottovalutazione della minaccia nucleare iraniana potrebbe avere effetti devastanti su tutta la regione e sul mondo intero». Il generale ha poi confermato l’utilizzo di droni di ricognizione utilizzati dagli Stati Uniti per monitorare la situazione in Iran.
Per Dempsey sarebbe stato un errore imperdonabile non tenere sotto controllo i movimenti del governo di Mahmoud Ahmadinejad considerato comunque ostile agli Stati Uniti. Dempsey si è poi detto soddisfatto delle operazioni di preparazione di un eventuale attacco che garantiscono all’America uno stato di tranquillità e preparazione. «Stiamo esaminando una serie di opzioni ma al momento sono soddisfatto delle mobilitazioni che stiamo facendo. Se sarà necessario un attacco noi saremo pronti, sempre se il Presidente lo riterrà opportuno».
Di fatto la stessa linea dettata dal segretario alla Difesa, Leon Panetta, che pure non aveva escluso nessuna opzione. Una di queste è ormai chiaro sia quella dell’attacco all’Iran che creerebbe una crisi internazionale visto il ruolo centrale della nazione guidata da Ahmadinejad in Medio Oriente. Dempsey ha infine parlato dell’intelligence americana, visto che dalla primavera ad oggi sono state catturate 45 spie statunitensi in Iran, e della collaborazione  con Israele contro il nemico comune condividendo anche un reparto congiunto di spionaggio.

Fonte: Fanpage

Barack Obama, fine della guerra e inizio della nuova era

December 13, 2011 Leave a comment

Lo ha detto in conferenza stampa con premier iracheno al-Maliki…
Siamo qui per segnare la fine della guerra e cominciare una nuova era di relazioni tra le nostre nazioni. Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro iracheno Nouri al-Maliki ha voluto aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra Washington e Baghdad. Maliki è stato ricevuto alla Casa Bianca a meno di tre settimane dalla fine del ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq e dopo oltre otto anni dall’inizio dell’invasione condotta senza l’avallo delle Nazioni Unite per rovesciare il regime di Saddam Hussein.
“L’Iraq è una nazione sovrana, autonoma e democratica. Quando mi sono insediato 150.000 soldati americani erano di stanza in Iraq. Ora ne sono rimaste solo alcune migliaia. È la stagione dei ritorni a casa. Ora vogliamo una relazione a tutto tondo con l’Iraq”, ha detto Obama sottolineando come entro la fine del mese faranno ritorno negli Stati Uniti anche le ultime truppe americane.
“Quando mi sono insediato avevo detto che avrei portato a termine il conflitto responsabilmente, così è stato – ha spiegato il presidente – non avremo nemmeno una base in Iraq; manterremo una forte presenza diplomatica e continueremo a lavorare per stringere alleanze militari ed economiche simili a quelle che abbiamo con altri Paesi. Abbiamo interesse a garantire la libertà di commercio e alcuni interessi nel campo dell’antiterrorismo. Ma quel che stiamo facendo oggi è normalizzare la relazione tra i due Paesi”.
Ciononostante, il presidente ha evidenziato come “la presenza americana nel Medio Oriente non verrà meno”. Parlando dopo Obama, Maliki ha detto che l’Iraq sta facendo affidamento sulle proprie forze di sicurezza ma ha evidenziato come il Paese continua ad avere bisogno dell’aiuto americano, in particolare per quanto riguarda l’intelligence e la lotta al terrorismo: “la nostra relazione con gli Stati Uniti non terminerà quando l’ultimo soldato americano lascerà l’Iraq”.
La guerra in Iraq ebbe inizio nel 2003. Da allora, nel conflitto costato oltre 1.000 miliardi di dollari hanno perso la vita decine di migliaia di iracheni e 4.474 truppe americane. Dopo la conferenza stampa, Obama, Maliki e il vice presidente americano Joe Biden hanno deposto una corona di fiori durante una cerimonia per commemorare i caduti americani in Iraq. Proprio oggi, il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha anche annunciato ufficialmente che la missione di addestramento dell’Alleanza nel Paese mediorientale terminerà il 31 dicembre, data della scadenza del mandato.

Fonte: TMNews

Casa Bianca, protesta per bacio campagna Benetton

November 18, 2011 Leave a comment

La campagna pubblicitaria di Benetton che ritrae il presidente Usa Barack Obama che bacia due leader mondiali sulla bocca ha suscitato la reazione critica della Casa Bianca.
“La Casa Bianca mantiene da tempo una politica di disapprovazione per l’uso del nome e dell’immagine del presidente per scopi commerciali”, ha detto il portavoce della Casa Bianca Eric Schultz.
La campagna “Unhate” della marca di abbigliamento trevigiana raffigura diversi leader mondiali mentre si baciano, tra i quali proprio Obama mentre bacia il presidente cinese Hu Jintao e il venezuelano Hugo Chavez, uno dei presidenti più critici con Washington.
La Casa Bianca custodisce gelosamente l’immagine di Obama e già si oppose lo scorso anno quando un’azienda di abbigliamento trasformò una sua foto, che lo ritraeva con uno dei suoi giubbotti invernali duranta un viaggio in Cina, in un cartellone pubblicitario che si affacciava su Times Square a New York. La pubblicità fu successivamente rimossa.
Schultz non ha chiarito, però, se la Casa Bianca abbia o meno intenzione di contattare direttamente Benetton per esprimere le proprie riserve.
Nella campagna sono raffigurati, sempre nella stessa posa, anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, così come Papa Benedetto XVI mentre bacia un imam.
Benetton ha ritirato la pubblicità con il Pontefice dopo la protesta di ieri del Vaticano, che ha intrapreso vie legali per fermare la diffusione dell’immagine.

Fonte: Reuters Italia