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Posts Tagged ‘Assiri’

Gli Assiri (parte II)

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Il copricapo è una caratteristica predominante nel costume assiro, dalla linea cilindrica prettamente semplice o vagamente elaborata, confezionato in varia forma e materiale da indossare secondo l’esigenza. La tiara reale, il kirbase, si distingue dal modello complementare per la forma diversa a cono tronco, provvisto o meno di tesa risvolta sul davanti, con un puntale in cima. Con il trascorrere del tempo, tuttavia, la forma cilindrica dell’antico cappello assiro viene soppiantato da un morbido berretto di feltro, probabilmente precursore del fez moderno.

Le acconciature sono particolarmente riconoscibili nello stile e nelle pettinature rispetto alle civiltà precedenti, nonostante le varie similitudini nelle conformazioni di base. Le chiome sono lunghe sino alle spalle, spesso arricciate, e la barba anch’essa composta di riccioli, questa un caratteristica fondamentale del modello assiro, per il quale in realtà capelli, barba, e baffi erano finti e finemente intessuti con lana arricciata e fili aurei per conferirne il tipico aspetto visibile in tutte le varie testimonianze rinvenute. Orecchini, collari e bracciali ad anello o braccialetti con rosetta o con stella applicata sono i tipici ornamenti preziosi, simboleggianti l’amore accentuato per la natura, mediante i quali l’uomo assiro preferisce adornare il suo corpo.

Profumi e incensi erano usati assiduamente e spesso venivano importati dai paesi dell’Arabia.

Le calzature rispecchiano l’evoluzione delle fogge e dello stile dell’abbigliamento. Da semplici calzari dei periodi precedenti si trasformano in vere scarpe confezionate, sovente in cuoio, mentre di pelle morbidissima per i dignitari, chiuse a scarponcino con la punta in avanti leggermente ribaltata all’insù o aperte come sandali, traforati o semplici, trattenuti da legacci. Il modello più diffuso, quello delle persiche,  lasciava intravedere il piede nella sua interezza sul davanti, simile ad un moderno infradito, con o senza occhiello per l’alluce, per coprirne completamente il tallone con un copritallone nella parte posteriore, stringato sulla parte del collo o allacciato con passante per consentirne la calzatura. Il simbolo del rango è dato dal colore della pelle, tenue e delicato per i nobili mentre rosso e giallo per la classe media. I motivi stilizzati di fiori e di disegni geometrici, come quadrati, rombi, spirali, semicerchi e righe, disposti singolarmente o alternati tra loro vistosamente visibili sui tessuti preziosi, sono spesso riportati anche sulle calzature arricchendole di colore e fantasie variopinte. Per le milizie i vistosi calzari sono sostituite da alti stivali stringati sino al polpaccio.

Dai ritrovamenti archeologici rinvenuti nel corso dei secoli sono pervenute scarse testimonianze in merito al costume delle donne della civiltà assira, ragion per cui si presuppone che lo stile femminile non era molto dissimile da quello maschile, probabilmente più ricco nei dettagli e nei disegni esornativi dei tessuti, probabilmente ingioiellate con una vasta gamma di pietre preziose e raffinatezze di varia natura, probabilmente adornate con mitre, il copricapo altamente cerimoniale esclusivo delle regine, e tiare incastonate con preziosi di rara bellezza. E’ interessante notare che, in quel periodo, una legge assira obbligava le donne sposate ad indossare pubblicamente il velo, un precetto sopravvissuto in tempi moderni adottante la medesima usanza ancora osservata in molti paesi di origine musulmana.

Dalla statua rinvenuta della regina Ashur-Sharrat, moglie di Assurbanipal, è possibile notare un tipico esempio del modo di vestire prettamente femminile. La regina, appartenente ad un rango prettamente superiore rispetto al popolo, era considerata al di sopra della legge, ragion per cui poteva permettersi il lusso di variare lo stile generico prefigurato dalla consuetudine, riscontrabile nei piccoli cambiamenti delle fogge rispetto al costume tipico. Le lievi differenze sono riscontrabili nelle maniche più lunghe sino a metà avambraccio rispetto alla media e nel presunto mantello sciallato avvolgente l’intero il corpo e cascante sulla spalla destra senza l’ausilio di un fermaglio. L’acconciatura, trattenuta da un diadema finemente ingioiellato, imita le pettinature maschili con capelli lunghi arricciati lasciati cadere sulle spalle.

a cura di Marius Creati

 

Gli Assiri (parte I)

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Il declino della supremazia babilonese nel territorio mesopotamico assiste all’avvento di una nuova civiltà, la quale in breve ne prenderà il posto, mi riferisco al popolo degli Assiri, e in concomitanza di siffatto cambiamento storico si nota il medesimo mutamento anche nel vestiario.

Anche il sovrano babilonese Marduk-nâdin-akhkhê, vissuto nell’ultimo periodo della dominazione del suo popolo, adotta una foggia prettamente assira.

Tuttavia una delle figure più autorevoli da cui attingere una piena visibilità del costume tipico è il re assiro Assurnasirpal II, vissuto nel IX secolo a.C.

Sin dai primordi l’indumento di base è costituito da una tunica aderente lunga fino alle caviglie che lascia completamente visibile il collo del piede, con le maniche corte e anch’esse alquanto aderenti. Era solitamente confezionata con un tessuto prettamente sfarzoso e caratterizzato da un’impronta assolutamente rigida e austera. Il nome generico usato per definire questo indumento è kandis, una veste abilmente cucita con frange e ornamenti vari, disposti in particolar modo sul fondo dell’abito.

Al di sopra, lo stile del momento preferiva l’uso di un drappo particolare, kaunace o kaunakès, usato a guisa di mantello, una sorta di scialle frangiato e riccamente decorato, con decorazioni più evidenti del l’indumento sottostante, avvolgente completamente i fianchi e sostenuto da una fascia ricamata nel quale venivano infilati sul davanti i due pugnali. Inoltre, si riscontra spesso l’utilizzo di più scialli sovrapposti tra loro indossati al di sopra della veste sottostante, forse per protezione o per semplice appariscenza.

Il tessuto impiegato nell’uso delle frangiature cucite sulle vesti o sui drappi come una moderna applicazione di passamaneria è solitamente la lana, che in quel tempo probabilmente era l’unica fibra che, abilmente lavorata, riusciva a conformarsi al modello desiderato. Ma con il trascorrere del tempo, i tessuti in generale impiegati nel confezionare le vesti e gli scialli diventano sempre più lavorati e ricchi di ornamenti, prerogativa che intensifica il consecutivo sviluppo degli accessori complementari.

Tra il IX secolo a.C. e il VI secolo a.C. il costume assiro si divide in tre modelli particolari: cerimoniale, militare e venatorio, ma piuttosto che dare particolare attenzione alla linea, bisogna considerare la  stretta funzionalità.

Il costume militare adotta lo stesso stile delle classi nobili con l’uso della tunica di base sottostante, ma dalle lunghezze ridotte, non oltrepassanti il ginocchio, in modo da permettere maggiore libertà nei movimenti, e maniche corte aderenti. Al posto dello scialle si adottano particolari drappi più grossolani, probabilmente con funzione protettiva.

Durante il regno di Assurbanipal, 668-629 a.C., si assiste ad un cambiamento del vestire tramite una lieve modifica dal modello finora conosciuto: l’innovazione marginale prevede che la tunica principale, rimasta lunga fino alla caviglia, sia indossata privata dell’ostentazione dei vistosi scialli, ma con il conseguente incremento delle ricche decorazioni dei tessuti e della varietà dei colori adoperati nelle tessiture.

Il popolo vestiva possibilmente seguendo la foggia principale, ma con l’impiego di tessuti meno sontuosi e ovviamente meno ricchi di decorazioni sgargianti.

a cura di Marius Creati