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Aïd el Kébir 2015, festa del sacrificio in Marocco

September 17, 2015 Leave a comment

preghiera Aïd el Kébir

L’Aïd el Kébir (festa del sacrificio) si svolgerà in Marocco entro il 23 e il 24 settembre 2015 (fasi lunari permettendo). Questa festa ha la durata di alcuni giorni ed è la più importante in assoluto per l’Islam, simbolo di sottomissione totale di Abramo e, per estensione, di tutti i credenti in Dio (Allah). Ha luogo il 10° giorno del Dhou al Hijja, ultimo mese del calendario musulmano e segna la fine del pellegrinaggio alla Mecca. Secondo il CoranoAbramo, inviato di Dio, obbedendo ad un comandamento divino, si apprestò a sacrificare il suo unico figlio, Ismaele, nato dalla sua unione co Hajar, una ex serva della sua prima moglie Sarah, quando l’Arcangelo Gabriele sostituì, nel momento dell’uccisione, un montone a Ismaele. Questo avvenimento è situato in prossimità della Mecca e, per sottomissione a Dio, Abramo è considerato come il migliore dei musulmani (secondo la Bibbia invece, Abramo è un discendente di Noè). Obbedendo a Dio si apprestò a sacrificare il figlio Isacco, nato dalla sua prima moglie Sarah, e tre erano gli angeli presenti.  L’intervento di Dio salvò poi Isacco e l’avvenimento è situato a Gerusalemme. L’animale da sacrificare (il montone) non deve essere ucciso all’istante ma dissanguato. Secondo la legge islamica, questa operazione spetta al capofamiglia, che può delegare un sacrificatore riconosciuto, e deve essere compiuta dopo la preghiera dell’Aïd, venti minuti circa prima dell’alba, annunciata da un Imam. Il montone deve essere poi diviso in tre parti uguali; una per la famiglia, una per i vicini e amici e l’ultima, composta dai pezzi più prelibati, deve essere donata i poveri. Nel Maghreb e in Egitto si utilizza il nome Aïd el Kébir (grande festa) per distinguerla dall’Aïd el Seghir (piccola festa), che segna la fine del Ramadan. In diversi paesi dell’Africa come il Mali, il Niger, il Senegal e il Benin la festa dell’Aïd El Kebir è chiamata Tabaski, mentre  per una parte degli Amazighs (berberi) dell’Africa del nord è chiamata Tafaska. In Arabia Saudita e negli altri Paesi musulmani è chiamata Aïd el AdhaPosterò in seguito sugli aspetti socialiculturali e folcloristici di questa festività, importante e spettacolare, che può  essere poco tollerata dai turisti occidentali in quanto sono  momenti abbastanza forti e violenti; si calcola che oltre 5 milioni di montoni vengono sgozzati nella mattina del Aïd in Marocco. Quindi a tutti gli animalisti e alle persone estremamente sensibili,  consiglio di non raggiungere il Marocco ( e comunque i Paesi musulmani) in quei giorni.

Fonte: My Amazighen

Aïd el Kébir 2012, la grande festa del Marocco

October 18, 2012 Leave a comment

L’Aïd el Kébir (festa delsacrificio) si svolgerà in Marocco, con probabilità,  il 27 ottobre 2012, ma sarò più preciso tra qualche giorno, in quanto, come tutte le feste religiose islamiche, è strettamente correlata alcambio della luna. Questa festa ha la durata di alcuni giorni ed è la più importantedell‘Islam, simbolo di sottomissione totale diAbramo e, per estensione, di tutti i credenti in Dio (Allah). Ha luogo il 10° giorno delDhou al Hijja, ultimo mese del calendario musulmano e segna la fine delpellegrinaggio alla Mecca. Secondo il Corano, Abramo, inviato di Dio, obbedendo ad un comandamento divino, si apprestò a sacrificare il suo unico figlio, Ismaele, nato dalla sua unione conHajar, una ex serva della sua prima moglie Sarah, quando l’ArcangeloGabriele sostituì, nel momento dell’uccisione, un montone a Ismaele. Questo avvenimento è situato in prossimità della Mecca e, per sottomissione a Dio, Abramo è considerato come il migliore dei musulmani. Secondo la Bibbiainvece, Abramo è un discendente di Noè. Obbedendo a Dio si apprestò a sacrificare il figlio Isacco, nato dalla sua prima moglie Sarah, e tre erano gli angeli presenti. Abramo cacciò nel deserto la sua serva Hajar e il loro figlioIsmaele. L’intervento di Dio salvò poi Isacco e l’avvenimento è situato aGerusalemme. L’animale da sacrificare (il montone) non deve essere ucciso all’istante ma dissanguato. Secondo la legge islamica, questa operazione spetta al capofamiglia, che può delegare un sacrificatore riconosciuto, e deve essere compiuta dopo la preghiera dell’Aïd, venti minuti circa prima dell’alba, chiamata da un Imam. Il montone deve essere poi diviso in tre parti uguali; una per la famiglia, una per i vicini e amici e l’ultima, composta dai pezzi più prelibati, deve essere donata i poveri. Nel Maghreb e in Egittosi utilizza il nome Aïd el Kébir (grande festa) per distinguerla dall’Aïd el Seghir (piccola festa), che segna la fine del Ramadan. In diversi paesi dell’Africa come il Mali, il Niger, il Senegal e il Benin la festa dell’Aïd El Kebir è chiamata Tabaski, mentre  per una parte degli Amazighs (berberi) dell’Africa del nord è chiamata Tafaska. In Arabia Saudita e negli altri Paesi musulmani è chiamata Aïd el Adha. Posterò in seguito sugli aspetti sociali,culturali e folcloristici di questa festività, importante e spettacolare, che può  essere poco tollerata dai turisti occidentali in quanto sono  momenti abbastanza forti e violenti; si calcola che circa 5 milioni di montoni vengonosgozzati nella mattina del Aïd in Marocco. Quindi a tutti gli animalisti e alle persone estremamente sensibili,  consiglio di non raggiungere il Marocco( e comunque i Paesi musulmani) in quei giorni.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Aïd el Kebir, speculazioni da record

November 7, 2011 Leave a comment

E’ la Festa del Sacrificio….per il portafoglio! Tra i discorsi rassicuranti del Ministero dell’Agricoltura e della Pesca marittima e i prezzi esposti sul mercato, i consumatori diventano vittime. Vittime di una speculazione che li conduce ad indebitarsi per i loro obblighi religiosi. Nel momento in cui il Ministero annuncia che la disponibilità in ovini e caprini destinati all’abbattimento dell’Aïd sono stimati in 6 milioni di capi (4,4 milioni di ovini maschi, 1,6 milioni di agnelli e capre) e che la domanda si attesta sui 5,1 milioni di capi, il minimo dei prezzi sul mercato è di 2.500 dh a Rabat mentre a Casablanca le tariffe si avvicinano paurosamente ai 4.000 dh. La Grande Festa ha battuto quest’anno tutti i record in materia di prezzi e di ritorno sugli investimenti. Le transazioni sugli animali da macello in occasione dell’Aïd Al Adha 1432 permetteranno di realizzare una cifra d’affari che supererà i 7,8 miliardi di Dh, di cui la maggiorparte finirà (dicono gli economisti) nelle mani dei contadini e degli allevatori dei luoghi rurali del paese. Ho dei dubbi!

Credits: La Nouvelle Tribune

Fonte: My Amazighen

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Aïd El Kebir in pillole…

November 7, 2011 1 comment

L’Aïd El Kebir, chiamata anche Aïd al-kebir o Iad al-Adha, significa letteralmente « La Grande Festa » ed è considerata la più importante festa religiosa del mondo musulmano. In diversi paesi dell’Africa come il Mali, il Niger, il Senegal e il Benin la festa dell’Aïd El Kebir è chiamata Tabaski, mentre per una parte degli Amazighs (berberi) dell’Africa del nord è chiamata Tafaska. Secondo la storia questa festività religiosa  commemora la fedeltà verso Dio di Abramo (Ibrahim, considerato il primo musulmano) che non esitò a voler sacrificare il figlio Ismaele (Ismaël) e dimostrare così la sua sottomissione. La Grande Festa sancisce la fine del pellegrinaggio alla Mecca, chiamato Al Hajj, che ha luogo ogni anno il 10 del mese del Dhou Al Hjjja, ultimo mese del calendario musulmano. Il giorno della celebrazione di questa importante festa religiosa chiamata popolarmente ”la festa del montone”, per via del sacrificio di milioni di montoni in tutti i paesi di fede musulmana, varia geograficamente secondo la fase lunare quindi è possibile stabilire con precisione la data solo qualche giorno prima.  In Marocco è prevista per lunedi’ 7 novembre 2010. In seguito posterò su questa festa che coinvolge tutto il Reame e che dura generalmente dai 2 ai 4 giorni, con consigli di viaggio per chi ha in programma una visita. Lo sconsiglio già sin da ora agli animalisti in genere e ai deboli di stomaco.

Fonte: My Amazighen

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Aïd el Kebir, fortunati i negozianti

November 5, 2011 Leave a comment

Mancano due giorni all’Aïd el Kebir. I belati dei montoni risuonano da qualche giorno in tutti i quartieri della Medina medioevale. Gli odori forti trapassano le narici ad ogni angolo di strada per ricordarci la data del grande giorno. L’Aïd Al-Adha è la festività che necessita in assoluto di più preparazione. La febbre degli acquisti raggiunge il suo massimo in questa settimana: oltre al mitico montone che si dovrà  poi nutrirlo a casa serve acquistare le spezie, i tajine per cuocerlo, le corde, il carbone, nei nuovi coltelli e portare ad affilare quelli vecchi. Poi, cosa importante, è necessario fare acquisti alimentari per almeno un a settimana perchè tanti commercianti nella medina chiudono i battenti per diversi giorni. Per i commercianti è chiaro che l’Aïd è una grossa opportunità da prendere al volo. A partire dai trasportatori, passando per gli arrotini, i venditori di utensili e i proprietari di garage che vengono trasformati in stalle per la vendita dei montoni. Non necessitano quest’ultimi di autorizzazioni e molte persone si trasformano in venditori di montoni tout court. Oggi, in giro per i souk  della medina  tantissimi venditori ambulanti che sistemano la loro mercanzia sulle strade ppubbliche : qui vengono chiamati « ferrachas » e sono, neanche a parlarne,  abusivi. Molte persone poi, attendono l’Aïd per rinnovare la cucina. In effetti, le promozioni sono ovunque e i commercianti di elettrodomestici si fregano le mani. Tutti i marchi cercano di attirare i clienti con dei prezzi promozionali, regali, offerte del tipo prendi due paghi uno e nei grandi magazzini le vendite hanno ripreso fiato dopo alcuni mesi di calma piatta. I prezzi abbordabili e i crediti invogliano all’acquisto, senza pensarci troppo. Se la carne di montone cucinata in mille modi resta il piatto clou per i marocchini durante l’Aïd, i dolci e il cioccolato sono presi di mira per questa occasione; senza dimenticare bibite gassate di ogni tipo che sono promozionate ovunque e richieste da tutti durante l’Aïd el Kebir.

Le drogherie, i supermercati e i grandi centri commerciali sono presi d’assalto dai consumatori che si approvigionano di enormi quantità di limonate, aranciate, acqua minerale e quant’altro stipate ovunque. Il tasto dolente di tutta questa storia è che tante famiglie marocchine vivono una situazione finanziaria precaria. Vacanze, Ramadan, rientro scolastico, tanti avvenimenti che hanno messo a dura prova le casse famigliari. Tutto questo rappresenta il periodo di punta per le società di credito al consumo in Marocco. E quest’ultimi si fanno in quattro in materia di comunicazione. Tutto nella norma tenendo conto che la cifra d’affari di queste società in queste settimane raddoppia, con buona pace dell’Islam che reputa il credito “Haram“, proibito. La festa del sacrificio ha una notevole importanza sociale per i marocchini, ma ultimamente, si sta affacciando una nuova categoria di persone che decidono di “zappare” la festa del montone. In effetti, in questi ultimi anni, una sempre più numerosa fascia di persone pensa che l’Aïd el Kebir sia una vecchia abitudine démodéé e sempre più out. Non festeggiano e ne sono fieri. “Ogni anno, aprofitto delle vacanze dell’Aïd per viaggiare con mia moglie e rilassarmi. E’ molto meglio che sgozzare un montone. Non sono più vacanze così ma una corvée”, ha dichiarato ad un giornale arabono Lachen, impiegato di banca. Prendendo coscienza di questo fenomeno, le agenzie di viaggi e gli hôtels hanno moltiplicato le loro offerte per attirare sempre più nuovi clienti. Convengono tutti sul fatto che una vera recrudescenza della domanda di viaggi arriva in questi giorni. Senza fare troppa pubblicità, dicono le agenzie marocchine, rimarcano la forte progressione delle richieste di viaggi sia all’interno del paese che verso la Turchia, l’Egitto, Singapore, il Belgio e l’Europa in generale. Con buona pace dei poveri montoni.

Credits: interviste raccolte da Le Matin

Fonte: My Amazighen

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