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2012 BX34, nuovo asteroide sfiora il pianeta Terra

January 27, 2012 Leave a comment

Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma senza alieni bensi massi spaziali. Appuntamento per questo pomeriggio dopo le 17, quando un asteroide della taglia stimata di 11 metri di diametro transiterà vicinissimo alla Terra sfiorandola da appena 60 mila chilometri, vale a dire meno del doppio della distanza dell’orbita sulla quale ruotano i satelliti per le telecomunicazioni e quindi ben più vicino della Luna. L’asteroide 2012 BX34, come è stato battezzato, è una sorpresa perché la sua esistenza è emersa all’improvviso solo due giorni fa quando i telescopi lo hanno individuato in cielo. Il suo arrivo entra nella classifica dei record essendo tra i venti corpi celesti che sono transitati nei pressi del nostro pianeta. La minore distanza raggiunta è stata, però, di 20 mila chilometri. «Resta comunque uno degli incontri più ravvicinati di cui abbiamo traccia in generale», commenta Gareth Williams direttore associato del Minor Planet Center americano dove vengono censiti i corpi celesti. L’ultimo incontro del genere si è verificato nel giugno dell’anno scorso.
Date le sue dimensioni, anche se fosse precipitato nell’atmosfera non sarebbe stato fonte di grande pericolo perché l’impatto e l’attrito lo avrebbero sbriciolato. Ma qualcosa poteva comunque sopravvivere ed essere fonte potenziale di rischio se ciò fosse avvenuto su zone densamente abitate. Ancora una volta la scoperta dimostra come gli asteroidi rappresentino un problema da investigare più seriamente di quanto non si sia fatto finora.
Tuttavia qualcosa si muove. E’ in fase avanzata l’innovativo progetto NEOShield,  frutto di una iniziativa europea, e dello sforzo internazionale per proteggere la Terra nell’emergenza dell’impatto potenzialmente catastrofico con asteroidi e comete.
Promosso dall’Istituto di Ricerca Planetaria DLR, il Centro Aerospaziale Tedesco con sede a Berlino, il progetto coinvolge ricercatori provenienti da Europa, Russia e Stati Uniti. Il nuovo programma di ricerca, condotto dal professor Allen Harris, del DLR, valuterà la minaccia rappresentata dai vari corpi celesti che si muovono intorno al nostro pianeta (Near Earth Objects, NEO) per proporre le migliori soluzioni in caso di emergenza. Secondo quanto riportato dalla BBC, il finanziamento del programma, della durata prevista di tre anni, sarà sostenuto dall’Unione Europea. Per NEOShield si utilizzeranno le più recenti conoscenze scientifiche, una combinazione tra esperimenti di laboratorio e la creazione di modelli predittivi. Non esclusa dallo studio l’ingegneria, al fine della costruzione di dispositivi preposti a dirottare un corpo celeste potenzialmente pericoloso dalla sua rotta di impatto con l’atmosfera e la superficie terrestre.
ll nuovo progetto europeo riporta alla mente la missione NASA denominata“Deep Impact”, o la precedente europea “Don Chisciotte”, che però non venne mai realizzata. È considerato probabile che il metodo adottato per deviare il corpo celeste dalla sua traiettoria verso la Terra sia il lancio di un adeguata carica esplosiva sull’eventuale asteroide o cometa. Un’altra ipotesi, alla quale lavoreranno in particolare gli scienziati russi della Roscosmos, lìagenzia spaziale federale russa, è quella di utilizzare contro la minaccia di un impatto con un corpo celeste vagante, una carica di energia atomica. Ma tra il dire e il fare, questa volta non c’è di mezzo il mare ma la razza umana. Basterà come monito?

Fonte: Ufoonline

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