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Archive for the ‘Archeo’ Category

Dancalia, reperti di esseri umani vissuti circa un milione di anni fa

L’equipe  internazionale guidata da Alfredo Coppa, paleoantropologo dell’università La Sapienza di Roma, ha rinvenuto in Dancalia numerosi reperti di esseri umani vissuti in quel luogo circa un milione di anni fa. Il posto del ritrovamento è stato già denominato il ‘Santuario delle Amigdale’, in onore del cervello primordiale che è insito in ogni esemplare dell’umanità. Il sito è infatti uno dei luoghi con la più alta concentrazione di manufatti di tipo acheuleano risalenti all’omonima epoca.

Fonte: AGS Cosmo

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Coronacollina Acula, fossili di scheletro animale preistorico nel sud dell’Australia

Era simile ad una spugna e viveva nei fondali marini circa 550 milioni di anni fa. È l’animale più antico dotato di uno scheletro e si trattava di un organismo marino chiamato Coronacollina Acula, vissuto sulla terra nel periodo Ediacarano, ossia poco prima della nascita della vita nelle sue più varie diversificazioni di tutti gli organismi viventi, avvenuta nel periodo Cambriano. I resti fossili dell’animale sono stati ritrovati nel sud dell’Australia, da una spedizione di ricercatori paleontologi dell’Università della California.

Fonte: AGS Cosmo

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Russia, ritrovato fossile in grado di cambiare la storia del mondo

La strana quanto misteriosa roccia è stata rinvenuta nella cittadina di Tigil, nella zona della penisola di Kamchatka in Russia. La roccia apparentemente normale, presenta però delle particolarità che hanno notevolmente sorpreso gli archeologi e potrebbe modificare sostanzialmente la storia del mondo. Infatti nella pietra ritrovata sono presenti parti meccaniche probabilmente di ferro, del tutto simili a degli ingranaggi di un orologio o di un computer. La pietra, una volta eseguite tutte le verifiche del caso, risale a circa 400 milioni di anni fa, periodo in cui presumibilmente, non sarebbero dovuti essere stati già inventati né i computer e né gli orologi ed in cui la scienza moderna non ritiene che potesse esistere nemmeno l’umanità così come la conosciamo. Yuri Golubev, lo studioso che si sta occupando del caso, ha commentato: “Abbiamo ricevuto la chiamata da parte del sindaco che ci ha detto che gli escursionisti che si trovavano nei pressi della cittadina di Tigil, hanno trovato i resti di questa roccia misteriosa e subito ci siamo trasferiti sul luogo. Inizialmente non abbiamo dato credito a quello che abbiamo visto. C’erano centinaia di rulli che sembravano formare una macchina. Si presentavano perfettamente conservati, come se fossero congelati in un breve periodo di tempo. Abbiamo dovuto sorvegliare la zona a causa di visitatori curiosi che poi si sono centuplicati. L’altro giorno ho avuto diversi gruppi di geologi americani che hanno definito il pezzo ritrovato, come un manufatto incredibile e misterioso. Quindi, nessuno poteva credere che 400 milioni di anni fa poteva essere esistito un uomo sulla Terra. In realtà le forme di vita a quel tempo erano molto semplici. Questo suggerisce molto chiaramente che gli uomini che hanno portato questo tipo di tecnologia, sicuramente provenivano da altri pianeti. Forse la loro astronave si era danneggiata ed è dovuta rimanere bloccata sul nostro pianeta. Col passare del tempo probabilmente ha iniziato a sviluppare, con la loro conoscenza, una tecnologia grazie ai materiali trovati sparsi sul territorio. Si tratta forse di un computer utilizzato per calcolare un percorso, come il famoso meccanismo di Antikythera”. Il ‘Calcolatore di Antikyhera’ è un particolare meccanismo risalente al primo secolo AC ritrovato nell’omonima isola greca da cui prende il nome, situata nel tratto di mare fra il Mar Egeo, il Peloponneso e Creta. Il ritrovamento del calcolatore è avvenuto nel 1902 nelle acque circostanti. Il prof. Golubev ha inoltre aggiunto: “Sulle prove finora, abbiamo trovato che i pezzi si erano fossilizzati in un breve periodo di tempo. Questo frammento cadde in un pantano e quindi si é fossilizzato a causa di un cataclisma forte.
Negare l’esistenza della tecnologia nel passato è un grave errore, perché l’evoluzione non è lineare”.

Carla Liberatore

Fonte: MondoRaro

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Gerusalemme, ritrovamento di antica pipa degli amanti in ceramica

February 27, 2012 Leave a comment

Uno scavo archeologico in corso nel quartiere ebraico di Gerusalemme ha portato al ritrovamento di una curiosa pipa in ceramica. Reca incisa la scritta in arabo: “Il cuore è la lingua per gli amanti”, che sta a significare “l’amore è la lingua degli amanti”.
Secondo Shahar Puni, dell’Autorità Israeliana per le Antichità, “Spesso durante gli scavi archeologici [scopriamo] iscrizioni monumentali (istituzionali), alcune di valore religioso, alcune che commemorano un donatore, ecc. Insieme a queste talvolta troviamo iscrizioni che sono di natura personale: versi di una poesia, complimenti e altre citazioni da cui possiamo imparare qualcosa sulla vita quotidiana e anche sulle questioni emotive tra un uomo e una donna”.
“Pipe di argilla di questo tipo erano molto comuni in epoca ottomana (16′-19′ secolo), erano usate soprattutto per fumare tabacco e persino hashish. Le autorità ottomane avevano cercato di contrastare questa pratica, ma fallirono quando divenne chiaro che il fumo era saldamente radicato a tutti i livelli della società. Le pipe erano inoltre utilizzate come “gioielli” da indossare su un abito, e il fumare in sé era popolare tra uomini e donne. Questa pipa era probabilmente un regalo dato a un partner”.
Autorità Israeliana delle Antichità

Fonte: Fatto Storico

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Gran Bretagna, scoperta antico vasto complesso rituale dell’Età della Pietra

February 27, 2012 Leave a comment

Su un’isola al largo della punta settentrionale della Gran Bretagna gli archeologi stanno riportando alla luce un vasto complesso rituale risalente all’Età della Pietra, ma più antico di Stonehenge.
La novità non sta solo nell’età del sito: secondo gli studiosi, quello appena scoperto sarebbe stato il modello originale sia di Stonehenge che di altri, più noti complessi rituali del sud del paese.
Individuato nel 2002, il sito, ribattezzato Ness of Brodgar (“promontorio di Brodgar”) sorge sulle sponde di Mainland (detta anche Pomona in italiano), l’isola più grande dell’arcipelago scozzese delle Orcadi.
Secondo le analisi al radiocarbonio effettuate su alcuni resti di frammenti di legno bruciato, il Ness sarebbe stato occupato attorno al 3200 a.C. e avrebbe finito per comprendere fino a un centinaio di edifici all’interno della sua monumentale cinta muraria.
A Stonehenge invece si sarebbe iniziato a lavorare attorno al 3000 a.C., e ci sarebbero voluti altri 500 anni prima che le famose pietre venissero portate sulla Piana di Salisbury. Inoltre, nel sito di Ness of Brodgar si sarebbero tenuti dei raduni celebrativi che avrebbero preceduto i banchetti di Stonehenge e di altri siti simili, come ad esempio Avebury.
“Le Orcadi sono una delle chiavi per comprendere lo sviluppo della religione durante il Neolitico”, dice il direttore degli scavi Nick Card, dell’Orkney Research Centre for Archaeology.
Banchetto finale
Non è la prima volta che si parla delle Orcadi come di una delle fonti della cultura dell’Età della Pietra. Ad esempio, è stato ipotizzato che la cosiddetta cultura del vasellame inciso, che divenne dominante nella Gran Bretagna neolitica, abbia avuto origine nelle Orcadi e si sia poi diffusa verso sud. Secondo Card, ora sembra che questo modo di lavorare la ceramica possa aver innescato un’ondata culturale che comprendeva i primi circoli di pietre e recinti, zone rituali circondate da basse “mura” di terra.
Nonostante l’influenza che sembra aver avuto su siti successivi, il Ness non sarebbe durato a lungo. La datazione delle ossa di animali trovate attorno al tempio indica che attorno al 2300 a.C. si sarebbe tenuto un enorme banchetto con il quale si sarebbe salutata la fine del tempio stesso, dice Card. “Ci troviamo di fronte ai resti di circa 600 animali, che sarebbe un banchetto di proporzioni gigantesche in qualsiasi epoca”.
Lo splendore decorativo dell’Età della Pietra
La nuova datazione del sito si basa sugli scavi effettuati a Ness of Brodgar nel 2011, quando i ricercatori hanno iniziato a mettere assieme tutta una serie di scoperte all’interno del complesso templare, riportato alla luce nel 2008.
L’edificio, lungo 25 metri e con mura interne spesse cinque, contiene una sorta di “sanctum” interno dove gli archeologi hanno trovato delle scaffalature in pietra, o credenze, poste contro ogni muro. “Ne abbiamo rinvenute quattro, situate quasi ai punti cardinali”, racconta Card. “Forse fungevano da altare”.
Realizzata in arenaria gialla e rossa, la mobilia dell’Età della Pietra era “lavorata finemente” e rappresentava “la più alta fascia di mercato” per l’epoca, sottolineano gli archeologi.
Gli scavi del 2011 hanno permesso di rinvenire ulteriori esempi delle misteriose incisioni geometriche su pietra che decoravano il complesso, così come altre testimonianze di produzione di pitture; tracce di colore arancio, rosso e giallo erano state già individuate sulle mura nel 2010. “C’è una stanza dove vi sono tracce di vari colori ocra e piccole pietre cave in cui veniva macinato il pigmento”, spiega Card. “Abbiamo sempre pensato che durante il Neolitico l’uomo usasse i colori, sia per dipingersi il corpo o magari per tingere i vestiti, ma questa è la più antica testimonianza nell’Europa settentrionale di un utilizzo dei colori sulle mura di un edificio”, dice lo studioso.
Fra le altre scoperte effettuate nel 2011 vi è una rara figurina umana neolitica realizzata in argilla (vedi la foto a destra). “Ha una testa con due occhi e un corpo; l’abbiamo chiamata ‘il ragazzo di Brodgar’”, spiega Card. “È stata trovata fra i resti di una delle strutture più piccole”.
Patrimonio dell’Umanità
Il Ness of Brodgar si trova fra due altri importanti monumenti, il Cerchio di Brodgar e le Pietre Erette di Stenness, che fanno parte del cosiddetto Cuore delle Orcadi Neolitiche, il nome adottato dall’UNESCO quando, nel 1999, l’area venne dichiarata Patrimonio dell’Umanità.
Secondo l’archeologo Mark Edmonds della University of York, migliaia di anni fa il Ness era uno dei luoghi dove le comunità agricole neolitiche delle Orcadi si riunivano in massa per celebrare le stagioni e commemorare i defunti — un comportamento che probabilmente venne mutuato nei siti sorti successivamente più a sud, come appunto Stonehenge e Avebury. “Quello che inizia a verificarsi in questi siti verso la fine del Neolitico sembra in effetti riflettere l’influenza di costumi che emergono precedentemente nelle Orcadi”, afferma Edmonds, che non ha preso parte agli scavi del 2011.
I complessi templari, inoltre, sembrano avere in comune una struttura e un concezione di base. “Abbiamo l’impressione che non fossero solo luoghi dove riunire i defunti e tenere cerimonie, ma dove aggregare i vivi”, dice l’archeologo. Il Ness of Brodgar “potrebbe rivoluzionare ciò che sappiamo sul Neolitico in Gran Bretagna”, aggiunge. “Ritengo possa aiutarci a comprendere la natura del sistema di credenze dell’epoca. Potrà fornirci nuovi elementi per capire il contesto sociale e politico in cui avevano luogo queste cerimonie”.
Card, il direttore degli scavi, è d’accordo: finora è stato riportato alla luce solo il 10 per cento del complesso, sottolinea l’archeologo: “Abbiamo appena iniziato a scalfirne la superficie”.
National Geographic
Una cattedrale neolitica/1

Nel 2010 gli archeologi avevano trovato tracce di pitture su delle pietre

Fonte: Fatto Storico

Libano, possibile ritrovamento della spada di Lord Horatio Nelson

February 25, 2012 Leave a comment

Il subacqueo inglese Mark Ellyatt è convinto di aver trovato una spada appartenuta a Lord Nelson: si trova nel relitto di una nave da guerra britannica al largo del Libano, a 150 metri di profondità.
Ellyatt pensa che la spada sia solo uno degli oggetti legati al famoso ammiraglio che erano a bordo della HMS Victoria al momento del naufragio, nel 1893.
La nave andò perduta, insieme a metà dell’equipaggio, in seguito a un errore di monovra disastroso del vice ammiraglio George Tryon.
Il vice-ammiraglio Tryon era un grande ammiratore di Horatio Nelson (morto 88 anni prima) e si diceva che avesse portato a bordo una collezione degli effetti personali del suo eroe, acquistati a un’asta.
Ellyatt ha esplorato la cabina di Tryon e un armadio adiacente, che lui descrive come “come un santuario” contenente una serie di oggetti che potrebbero essere appartenuti a Nelson.
L’allettante prospettiva ha suscitato l’interesse da parte del Ministero della Difesa, che ha la proprietà legale del relitto.
Ellyatt, che fa parte del team che esplora il relitto dal 2004, ha dichiarato: “Il Ministero della Difesa ha voluto conoscere il luogo preciso di tutto ciò che a che fare con Nelson. Non volevano che qualcosa arrivasse sui siti d’asta. Erano molto interessati alla spada, ma sembravano averci ripensato quando mi sono offerto di recuperarla per loro. Non voglio che della gente vada giù a spogliare la nave”.
“Vorrei portare la spada in superficie – aggiunge – ma temo che verrebbe sequestrata dalle autorità locali. Se gli oggetti dovessero essere recuperati, mi piacerebbe vederli finire in un museo nel Regno Unito”.
La perdita dell’HMS Victoria, l’orgoglio della flotta vittoriana e nave ammiraglia dello squadrone navale del Mediterraneo, rimane uno degli episodi più imbarazzanti nella storia della Royal Navy.
Una flotta di 11 navi da guerra si stava esercitando tranquillamente nel giugno del 1893. Le navi erano divise in due colonne parallele ed erano pronte a gettare l’ancora, quando Tryon ordinò alle navi in testa a ogni colonna – la Victoria e l’HMS Camperdown – di voltarsi l’una verso l’altra e girare a 180 gradi.
Nonostante gli ufficiali più giovani avessero espresso la preoccupazione che le due navi non avrebbero avuto spazio sufficiente per manovrare, entrambe le imbarcazioni seguirono gli ordini e alla fine si scontrarono.
Mentre Tryon affondava con la sua nave, i sopravvissuti dissero che le sue ultime parole furono “È tutta colpa mia”. Morì insieme a 357 marinai.

Fonte: Fatto Storico

HMS Victory, presto in emersione la nave ammiraglia di Sir John Balchin

February 25, 2012 Leave a comment

Nel 1744 la HMS Victory, la nave da guerra più potente e tecnologicamente più avanzata della sua epoca, affondava sotto il comando dell’ammiraglio Sir John Balchin nel Canale della Manica a causa di una tempesta, portando con sè negli abissi tutti i suoi 1.150 membri dell’equipaggio.
Ora, 4 anni dopo essere stata localizzata sul fondo del mare dalla compagnia americana Odyssey Marine Exploration, sta per essere riportata in superficie.
Oltre a tutti i cannoni in bronzo di cui era dotata, alcuni credono che la nave stesse trasportando una grande quantità di monete d’oro da Lisbona in Gran Bretagna, che oggi avrebbe un valore di quasi 600 milioni di euro.
Finora nel mare sono stati individuati i resti dello scafo, una zavorra di ferro, due ancore, un bollitore e degli oggetti di rame.
Le armi e gli altri reperti saranno esposti nei musei britannici, mentre l’Odyssey riceverà probabilmente la maggior parte di qualsiasi tesoro, stando alle leggi vigenti.
La pubblicazione finanziaria olandese Amsterdamsche Courant scriveva il 18 novembre 1744, un mese dopo che la nave era affondata: “Le persone sostengono che a bordo della Victory ci fosse una somma di 400.000 sterline che stava portando da Lisbona per i nostri mercanti”.
Si pensava inoltre che fossero state imbarcate grandi quantità di monete d’oro e d’argento prese dalle navi nemiche catturate da Balchin, del valore di 120.000 sterline dell’epoca.
La HMS Victory di Balchin ispirò la famosa nave ammiraglia HMS Victory di Nelson.
Associated Press
Daily Mail
Odyssey Marine Exploration

Fonte: Fatto Storico

Messico, offerte rituali alla base della Piramide del Sole

February 25, 2012 Leave a comment

Gli archeologi al lavoro presso la Piramide del Sole, in Messico, hanno scoperto delle offerte rituali alla base dell’edificio: forse furono portate per consacrare l’inizio della costruzione del più grande monumento della città di Teotihuacan, verso il 50 d.C.
Le offerte includono ossa animali, piccoli coltelli, numerosi pezzi di ossidiana tra cui proiettili, 11 vasi di terracotta cerimoniali dedicato al dio della pioggia e della fertilità Tlaloc, e 3 sculture di visi umani. Una di queste è così dettagliata da sembrare un ritratto. Accanto vi era una conchiglia.
Gli archeologi al lavoro presso la Piramide del Sole, in Messico, hanno scoperto delle offerte rituali alla base dell’edificio: forse furono portate per consacrare l’inizio della costruzione del più grande monumento della città di Teotihuacan, verso il 50 d.C.
Le offerte includono ossa animali, piccoli coltelli, numerosi pezzi di ossidiana tra cui proiettili, 11 vasi di terracotta cerimoniali dedicato al dio della pioggia e della fertilità Tlaloc, e 3 sculture di visi umani. Una di queste è così dettagliata da sembrare un ritratto. Accanto vi era una conchiglia.

Fonte: Fatto Storico

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Turchia, rinvenuta antica Bibbia risalente a 15 secoli addietro

February 24, 2012 Leave a comment

1500 anni portati benissimo. Durante un’operazione antiricettazione nel 2000, la polizia turca ha trovato una Bibbia finita in un deposito e riscoperta solo ora.
Scritta a mano e in ottimo stato di conservazione, contiene molte tracce del periodo a cui risale.
La Bibbia sarebbe in aramaico con alfabeto siriaco su fogli di pelle.
Il suo valore è di 17 milioni di euro. Potrebbe essere una copia del controverso Vangelo di Barnaba che, secondo i musulmani, è un vangelo originale poi soppresso.
Il Vaticano ha intanto chiesto alla Turchia il permesso di esaminare il documento.
Il Vangelo di Barnaba contraddice il racconto canonico del Nuovo Testamento, ma ha una forte similitudine con la visione islamica di Gesù.
Il Tribunale di Ankara ha inviato al Ministero del Turismo la Bibbia, che verrà esposta dopo una serie di lavori di restauro necessari nonostante le sue buone condizioni.

Fonte: Euronews

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Piramidi Bosniache, la storia del mondo secondo Dr.sci. Sam Semir Osmanagich

February 22, 2012 Leave a comment

Quasi tutto quello che ci viene insegnato sulla storia antica è sbagliato: l’origine dell’uomo, delle civilizzazioni e delle piramidi. L’Homo Sapiens Sapiens non è risultato dell’evoluzione e i biologi non troveranno mai l'”anello mancante”, perchè l’uomo intelligente è prodotto dell’ingegneria genetica. I Sumeri non sono l’inizio dell’uomo civilizzato, ma piuttosto l’inizio di un altro ciclo dell’umanità. Infine, le piramidi originali, le più eccellenti e antiche, sono state costruite da costruttori esperti che conoscevano l’energia, l’astronomia e la costruzione, meglio di noi.
Per poter capire i monumenti antichi, è necessario vederli attraverso tre reami: il fisico, l’energetico e lo spirituale. I nostri strumenti scientifici semplicemente non sono sufficienti a spiegare il proposito delle piramidi più antiche, per esempio. Gli scienziati convenzionali, gli archeologi, gli storici e gli antropologi, spesso sono l’ostacolo principale al progresso scientifico.
Il divario tra scienza spirituale e fisica dev’essere colmato se vogliamo comprendere a pieno il passato. Milleduecento tonnellate di blocchi di pietra a Baalbeck (Libano) necessitano di spiegazione. Chi riuscì a plasmare, muovere e installare blocchi megalitici quattro volte superiori alle nostre possibilità del 21° secolo? I monumenti megalitici di Yonaguni (Giappone) appartengono al ciclo precedente dell’umanità. Sono prova innegabile, sul fondo del Pacifico, a 80 metri sotto il livello dell’oceano, che nell’area visse una cultura avanzata più di 12000 anni fa, prima che enormi quantità di ghiaccio si sciogliessero alzando il livello dell’oceano per 80 metri. Machu Picchu (Perù) ci racconta la storia di quattro distinte civiltà e diversi stili di costruzione, dove la prima di esse appare la più avanzata. Allo stesso tempo, tutti i libri di storia raccontano degli Inkas come dei costruttori del “ritiro reale” in tempi recenti. Nuova datazione delle piramidi Peruviane, Messicane, Cinesi ed Egizie, ci porteranno molto più indietro di quanto riconosciuto dalla storia. Le piramidi Cinesi ed Egizie più antiche sono molto superiori di quelle nate in seguito, come repliche scadenti. Le più antiche sono fatte di granito e arenaria, le più recenti sono di dimensioni inferiori e fatte di mattoni e fango. Tracce di esseri più avanzati sono ovunque attorno a noi. Nel frattempo gli scienziati convenzionali cercano di incastrare questi monumenti nelle loro coordinate temporali, falsificando la verità.
Duecento piramidi Cahokia mostrano una conoscenza astronomica di costruttori che hanno spostato materiali per milioni di tonnellate e che conoscevano la differenza tra nord magnetico e nord cosmico. Il mondo Maya è un esempio della conoscenza dell’Universo. Il nostro sistema solare orbita nella Via Lattea e questo ciclo di 26000 anni (“calendario del lungo computo”) influenza tutta la vita sul nostro Pianeta. Gli Anasazi, antenati degli Indiani Pueblo, non avevano bisogno di alfabeto o comunicazione fisica per riconoscere il pericolo in diverse dimensioni dalle profondità dell’Universo. Finchè stanno nella scatola, gli archeologi convenzionali non saranno in grado di spiegare la strumentazione e la logica necessaria per costruire le teste di pietra nell’Isola di Pasqua, i blocchi di granito del complesso di piramidi di Akapana in Bolivia o per creare le camere delle piramidi di Giza. Le sfere di pietra del Messico occidentale, nel sud della Costa Rica, l’Isola di Pasqua o 20 luoghi nella Bosnia-Herzegovina, sono prove ovvie della conoscenza e manipolazione di forme ed energia nel passato distante. In cima a tutto questo, la scoperta della Valle Bosniaca delle Piramidi ci dice che non conosciamo il nostro Pianeta. Possiamo andare sulla Luna (temporaneamente, finchè non è minaccia), ma dobbiamo ancora esplorare la nostra Madre Terra. Altri segreti attendono di essere scoperti, assieme alla conoscenza antica che ci aiuterà a riguadagnare il nostro equilibrio.
Il significato della scoperta della piramide bosniaca
Nell’aprile 2005 ho prima viaggiato a Visoko, a 20 miglia nord-ovest da Sarajevo, la capitale della Bosnia-Herzegovina. La mia attenzione è stata catturata da due colline dalla forma regolare, che poi ho chiamato Piramidi Bosniache del Sole e della Luna. Per migliaia di anni la gente del posto ha considerato quelle colline come fenomeno naturale, perchè erano coperte di terra e vegetazione. Quando ho visto le loro facce triangolari, angoli ovvi e l’orientamento verso punti cardinali, ho capito che non dovevano essere formazioni naturali. Dato che avevo indagato sulle piramidi per decenni, sapevo che le piramidi scoperte in Cina, Messico, Guatemala e El Salvador, avevano quella copertura di terreno e vegetazione. Nel 2005 è iniziato il lavoro su questo progetto e le compagnie di costruzione e i geologi, venivano pagati (di tasca mia) per gli scavi e le analisi geo-morfologiche. Quindi abbiamo annunciato al mondo, in una conferenza stampa, che le prime piramidi in Europa erano state scoperte.
Poco dopo abbiamo formato la Fondazione no-profit Archaeological Park: Bosnian Pyramid of the Sun e da quel momento le indagini sulla piramide in Bosnia sono divenute il progetto archeologico inter-disciplinare più grande al mondo. Abbiamo speso più di 340000 ore-uomo in scavi archeologici, analisi di campioni e datazione al radiocarbonio nel periodo dal 2005 al 2011. Abbiamo determinato che la Valle Bosniaca delle Piramidi consiste in cinque piramidi scoperte ad oggi che ho chiamato: Le Piramidi Bosniache del Sole, della Luna, del Dragone, di Madre Terra e dell’Amore. Il sito include anche un complesso di tumuli e un enorme labirinto sotterraneo.
La scoperta è storica e cambia la conoscenza della prima storia Europea per diverse ragioni:
1. Queste sono le prime piramidi scoperte in Europa.
2. Il sito include la più grande struttura piramidale del mondo, la Piramide Bosniaca del Sole con la sua altezza di 220 metri, molto superiore alla Grande Piramide d’Egitto (147 metri).
3. La Piramide Bosniaca del Sole, secono il Bosnian Institute for Geodesy, mostra l’orientamento più preciso verso il nord cosmico, con un errore di 0°, 0′ e 12”.
4. La Piramide Bosniaca del Sole è completamente coperta da blocchi di cemento rettangolari. Le proprietà del cemento, inclusa l’estrema durezza (fino a 133 MPs) e il basso assorbimento di acqua (attorno all’1%), secondo le istituzioni scientifiche in Bosnia, Italia e Francia, sono molto superiori ai materiali moderni.
5. Le piramidi sono ricoperte di terreno, che secondo L’Istituto Statale di Agro-pedologia, è vecchio di circa 12.000 anni. La datazione al radiocarbonio del terrazzo pavimentato sulla Piramide Bosniaca della Luna, eseguita dall’Istituto di Fisica del Silesian Institute of Technology a Gliwice (Polonia), ha confermato che il terrazzo è stato costruito 10.350 anni fa (+/- 50 anni). Questa scoperta conferma che le piramidi della Bosnia sono anche le piramidi più antiche conosciute sul pianeta.
6. Sotto la Valle Bosniaca delle Piramidi c’è un tunnel esteso e una rete di camere che continua per più di dieci miglia.
7. Sculture in ceramica sono state scoperte nel labirinto sotterraneo e arrivano ad una massa che supera 20000 libbre e questo le rende le più grandi mai scoperte.
La lista delle meraviglie nell’archeologia Bosniaca non finisce qua. In vicinanza abbiamo scoperto il tumulo più alto al mondo: 61 metri. Il suo concorrente più diretto, Silbury Hill in Inghilterra, è alto 60 metri. Il tumulo Bosniaco consiste di due terrazzi megalitici a doppio strato, strati in argilla e in cemento artificiale.
Un gruppo di fisici ha misurato un fascio di energia che parte dalla cima della Piramide Bosniaca del Sole. Il raggio del fascio è 4.5 metri e ha una frequenza di 28 khz. Il fascio è continuo e la sua forza cresce nel salire e allontanarsi dalla piramide. Questo fenomeno contraddice le leggi conosciute della fisica e della tecnologia. Questa è la prima prova di tecnologia non-hertziana sul Pianeta. Sembra che i costruttori delle piramidi abbiano creato una macchina a moto perpetuo molto tempo fa e questa “macchina energetica” funziona ancora. Nel labirinto sotterraneo, nel 2010, abbiamo scoperto tre camere e un piccolo lago blu. Le misurazioni mostrano che il livello di ionizzazione è di 43 volte superiore alla concentrazione media esterna, questo rende le camere sotterranee delle “stanze di guarigione”.
Ulteriori misurazioni elettromagnetiche nel 2011 hanno confermato che livelli di radiazione negativa lungo le griglie di Hartman, Curry e Schneider si riducono a zero nei tunnel. Non c’era radiazione tecnica (da linee elettriche e/o tecnologie) nei tunnel e nemmeno radioattività cosmica.
Le sculture in ceramica sono posizionate sui flussi d’acqua sotterranei e l’energia negativa viene trasformata in positiva. Tutti questi esperimenti indicano che il labirinto sotterraneo è una delle costruzioni più sicure al mondo e questo lo rende un posto ideale per la rigenerazione del corpo.
I cento anni di Egittologia non hanno prodotto una risposta soddisfacente alla domanda sul proposito reale delle piramidi più antiche. In soli sei anni, la nostra ricerca in Bosnia ha applicato metodi scientifici interdisciplinari, per studiare questo complesso attraverso le dimensioni fisiche, energetiche e spirituali. Abbiamo ottenuto risultati pioneristici che influenzano l’intera sfera della conoscenza e la Scienza sulle Piramidi. La nostra storia sta cambiando con ogni nuova scoperta. Forse cambiando i nostri inizi o apprendendo meglio sui nostri inizi, possiamo anche cambiare il nostro presente e il nostro futuro in meglio.
Dr.sci. Sam Semir Osmanagich
Membro dell’Accademia Russa di Scienze Naturali. Professore in Antropologia presso l’American University in Bosnia-Herzegovina. Fonte: Bosnian Pyramid

Fonte: Altro Giornale