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Archive for the ‘Vernissages e Mostre’ Category

” The left hand in the space oddity”, personale di Mattia Sinigaglia presso Isolo17 Gallery di Verona

December 14, 2018 Leave a comment

mattia senigallia verona

Sabato 15 dicembre, alle ore 18, inaugura presso Isolo17 Gallery la mostra personale di Mattia Sinigaglia The left hand in the space oddity. Il progetto, a cura di Eva Comuzzi e nato in collaborazione con Myhomegallery, che ha selezionato l’artista nel corso del Premio Ora (https://www.premio-ora.it/2017/ ), vedrà l’allestimento di una ventina di lavori fra dipinti e disegni, che riflettono attorno al tema della tensione e dualità. Il titolo fa infatti riferimento alla sindrome della mano aliena, una patologia rara che può insorgere in seguito a danni del lobo frontale, incapace di mettere in dialogo gli emisferi cerebrali. Ci si ritrova così con una delle due mani (solitamente la sinistra), che agisce in maniera autonoma e, nella maggior parte dei casi, violenta o autolesionista. Questa situazione diviene pertanto metafora per l’artista per rappresentare i forti conflitti inconsci generati dalle lesioni che continua a subire – e che ci infligge – la società in cui viviamo. “Così come esiste una sindrome della mano aliena per l’individuo”, afferma Sinigaglia, “anche la collettività sembra poter soffrire di questa duplice realtà”. Una condizione che provoca un forte senso di ambiguità, spaesamento, sospensione, incomprensioni, presente nelle opere in mostra.

“Il lavoro di Mattia Sinigaglia ci ha colpito per l’immediatezza del messaggio e la forte impronta personale che ritroviamo nelle sue opere. Mattia utilizza un linguaggio che racchiude in sé la classicità ma la riscrive in modo imprevedibile, con effetti che per certi versi possono sembrare ‘psichedelici’. Ci ha affascinato molto la profondità con cui un artista così giovane riesce ad affrontare e raccontare temi di grande spessore e ci piaceva l’idea di coinvolgere un artista che si è formato a Venezia, per portarlo nella nostra città, Verona.” (Myhomegallery)

Mattia Sinigaglia è nato a Sirmione nel 1989, vive e lavora a Venezia.
Ha studiato Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia laureandosi nel 2018, sotto la guida del Prof. Carlo Di Raco. Fa parte del collettivo FONDAZIONE MALUTTA.
Una parte fondamentale che caratterizza il suo lavoro più recente consiste nel rielaborare alcuni aspetti di grandi opere del passato a lui più affini. Dipinti che lo affascinano per la loro visione introspettiva ma al contempo statuaria e solenne e che rispecchiano in maniera semplice e profonda una situazione umana al di là di epoche e costumi, e quindi sempre attuali. Le figure, decontestualizzate e sospese in nuovi scenari metafisici, trasmettono quel senso del mistero e dell’ambiguità propri delle antiche conoscenze ermetiche. Gli occhi, soggetto costante degli ultimi lavori, simbolo per molte culture del Sole e della Luna, vengono rievocati, anche metaforicamente, nelle figure di Adamo ed Eva e nei volti enigmatici ed androgini che rimandano alla figura del rebis e alla sua doppia natura che ha saputo mettere in dialogo attraverso un processo di trasformazione.

Mattia Sinigaglia – The left hand in the space oddity
16.12.2018_03.01.2019

ISOLO17 GALLERY
Via XX Settembre, 31B
37129 Verona

 

“Sturmtruppen.50 anni”, mostra a Palazzo Fava di Bologna

December 3, 2018 1 comment

Cameraten-Poster

Sturmtruppen.50 anni

Palazzo Fava, dal 07/12/2018 al 07/04/2019

La mostra Sturmtruppen. 50 anni, organizzata da Fondazione Carisbo e Genus Bononiae – Musei nella città in collaborazione con Eredi Bonvicini, è un omaggio all’esercito di fumetti più famoso al mondo, le Sturmtruppen che quest’anno compiono appunto 50 anni di vita. Era il 1968 quando Bonvi, al secolo Franco Bonvicini, presentò la prima striscia delle sue Sturmtruppen a Lucca vincendo il premio di Paese Sera come miglior esordiente. Il materiale esposto a Palazzo Fava, oltre 250 opere originali, tutte messe a disposizione dall’ Archivio Bonvicini e in gran parte inedite, illustra i meccanismi creativi della striscia italiana più famosa al mondo, mostrandone lo spirito caustico sempre attuale. Se il cuore della mostra è dedicato alle Sturmtruppen, non mancano gli excursus nella vastissima produzione artistica dell’autore, da quella seriale, con Cattivik e Nick Carter, a quella autoriale, per arrivare ad alcune opere pittoriche mai esposte e a quelle VM18 con Play Gulp, parodia erotica di tutto il mondo del fumetto. Dalla ricostruzione dello studio, con materiali e strumenti che mostrano il processo creativo, un percorso non cronologico che evidenzia quanto ancora sia attuale il pensiero di un artista che ha profondamente influenzato la cultura pop italiana novecentesca: non solo un cartoonist, ma un artista completo, capace di suscitare l’entusiasmo del grande pubblico così come degli intellettuali, da Umberto Eco a Oreste del Buono.
Fumetto corale abitato da una ridda di personaggi, i militari delle Sturmtruppendi Bonvi, dal soldaten semplice ai vari Sergenten, Capitanen, Generalen e Cuoken, fino al fiero alleaten Galeazzo Musolesi, unico personaggio dotato di identità, le Sturmtruppen diventano presto il fumetto antimilitarista per antonomasia, denunciando la stupida bestialità della guerra. Ma nonostante l’ambientazione circoscritta nel tempo – la Seconda Guerra Mondiale – e nello spazio – le trincee germaniche in cui tutti si esprimono in un inconfondibile slang “tedeschese”, le Sturmtruppen diventano un affresco di umanità di ogni tempo, trasformandosi in archetipi nelle loro manie e solitudini, nelle loro paure e vizi. Chiusi in un universo claustrofobico, i personaggi di Bonvi si muovono sul confine delle macerie e della morte, con un nemico invisibile agli occhi ma echeggiante di fragorosi spari e cannonate, non perdendo mai l’occasione per ridicolizzare la meschinità del potere e per prendersi gioco, ora con un tono pungente, ora con tenerezza, delle debolezze umane.

“Giocattoli d’epoca in mostra al Museo”, mostra a Cassano allo Ionio

December 2, 2018 Leave a comment

Giocattoli d'epoca in mostra al Museo

Mostra 

Giocattoli d’epoca in mostra al Museo

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide 

Cassano allo Ionio (Cosenza) 

2 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019 

Inaugurazione

Domenica 2 dicembre 2018 – Ore 17.00 

Domenica 2 dicembre 2018, alle ore 17.00, al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, verrà inaugurata la mostra Giocattoli d’epoca in mostra al Museo.

Interverranno: Adele Bonofiglio, direttore del Museo; Anna Lucia Casolaro, responsabile dei Servizi Educativi e Gianluigi Trombetti, Ispettore onorario pei i Beni A.A.S. di Castrovillari e curatore della mostra.

I giocattoli, databili da fine Ottocento a metà anni ’50 del secolo scorso, rimarranno esposti fino al 31 gennaio 2019.

Per l’occasione, i giovani fruitori, potranno partecipare al laboratorio didattico “I giochi dei Greci e dei Romani” durante il quale verranno organizzati antichi giochi ormai in disuso, con la finalità di accrescere la conoscenza della civiltà greco-romana. 

Il laboratorio, a cura dei Servizi Educativi del Museo con la collaborazione dei Tirocinanti Regionali MiBAC, verrà riproposto, previa prenotazione e per l’intero periodo di permanenza della mostra, per le scolaresche del territorio.

L’iniziativa si avvale del contributo della Casa Editrice “Il Coscile” di Castrovillari.

Per informazioni e prenotazioni: 

Dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 15.00

Tel. 0981.79392

pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto da Adele Bonofiglio, afferisce al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon. 

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Mostra 

Giocattoli d’epoca in mostra al Museo

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide 

Cassano allo Ionio (Cosenza) 

2 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019 

Inaugurazione

Domenica 2 dicembre 2018 – Ore 17.00 

Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile) 

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246 

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

“Jack Kirby. Mostri, uomini, dei”, personale del famoso fumettista al BilBOlbul, Festival Internazionale del fumetto

November 25, 2018 Leave a comment

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Mostri, uomini, dei

24 novembre 2018 – 5 gennaio 2019  |  Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

Inaugurazione sabato 24 novembre h 12

Mostri, uomini, dei è un modo per offrire ai lettori italiani di Jack Kirby uno sguardo inedito sulla carriera del “King of comics”, e porre l’accento sulla complessità del suo lavoro, al confine tra slancio visionario e stilemi del pop.
Nel momento in cui le creazioni di Jack Kirby riaffermano con forza la loro influenza sull’immaginario (basti pensare al successo dei blockbuster cinematografici dedicati ai supereroi), è importante sottolineare il suo genio di artista visionario, capace di trascendere il mainstream e lasciare un segno indelebile nella cultura (non solo fumettistica) del presente.

Jack Kirby. Mostri, uomini, dei a cura di Hamelin

L’arte di Jack Kirby ha influenzato moltissimi autori: non solo fumettisti, ma romanzieri, registi, sceneggiatori.
In occasione della mostra Mostri, uomini, dei, BilBOlbul ha raccolto in un unico volume i contributi di alcuni di questi autori, italiani e internazionali. Il risultato è un mosaico che ripercorre la carriera di Kirby a partire da punti di vista vari e differenti, dimostrando così, ancora una volta, quanto la sua opera abbia influenzato l’immaginario contemporaneo.

“Lost in a Fragile Myth”, personale di Ray Caesar al Dorothy Circus Gallery di Roma

October 22, 2018 Leave a comment

Lost in a Fragile Myth

By Ray Caesar 

Solo Show

Rome, October 20th – November 20th 2018

Private Preview, October 20th from 16.30 to 18.30

Public Opening, October 20th from 18.30 to 21.00

“My works are like the map of a Villa over the sea made of rooms that, in turn, give birth to even more rooms, and so on forever.” (Ray Caesar)

The new exhibition season at Dorothy Circus Gallery starts on 20th October 2018, with the show Lost in a Fragile Myth, an aesthetic and emotional encounter with the work of the artist Ray Caesar, renowned as the king of digital art avantgardes.

Four years after the success of The Trouble with Angels, Ray Caesar returns to Rome with Lost in a Fragile Myth, a brand new and exclusive solo show composed of new masterpieces in unique edition and small-run limited editions, accompanied by rare editions now sold out for some time.

The master Caesar, as a landlord in his own imaginary of the inconnu – always enriched of surprises and broaden on an intimate language – accompanies us once again through the chambers of his imagination, travelling with us across rooms decorated with caustic torments and sublime memories that crystallise in a time and place of our Soul.

In this new journey, the essence of the purest digital creativity is entwined with mythologies and contemporary symbolism, in a Provocative Surrealism where once again femininity and childhood take over – ancestral themes the artist has always identified himself with.

Caesar’s gaze opens widely on the psyche, focusing on images capable of representing the most controversial human dynamics through an unforgettable aesthetic, which involves the viewer in a waltz of soft and voluptuous aerial images defined by a dense and stratified decoration born from his greatest knowledge of 3D elaboration tools.

Motionless landscapes, rarefied atmospheres and evanescent joyful moments carry on the mysterious tale that binds Caesar’s creatures to each other, celebrating the cult of beauty through the whimsical lightness of Rococo, the sophisticated harmony of Art Deco, and the dreamlike hyper-modernity of Vanity.

With the new series of artworks in Lost in A Fragile Myth, the Artist confirms his interpretation of fragility as a healing force, in which sensuality and candour disguise with white Chemises and refined fabrics and intriguingly whispering their soft-spoken secretive language.

Lost in a Fragile Myth brings us in a Magical Time beyond this world, where the Artist, as the Landlord of Fantasy, invites us to participate in parties, games, luncheons on the grass and masked balls, with the company of his favourite artists Lancret, Fragonard, Boucher, leaving us submerged in a whirlwind of grandeur and echoes of the history of Art.

“I miei quadri sono come la mappa di una Villa sul mare composta da stanze che, a loro volta, danno origine ad ancor più stanze, e così all’infinito.” (Ray Caesar)

La nuova stagione espositiva della Dorothy Circus Gallery si aprirà il prossimo 20 Ottobre con la mostra Lost in a Fragile Myth, un incontro estetico ed emozionale con il lavoro dell’artista Ray Caesar, considerato il re delle avanguardie d’arte digitale.

Quattro anni dopo il successo di The Trouble with Angels, Ray Caesar torna a Roma con Lost in a Fragile Myth, un’inedita ed esclusiva personale che si compone di nuovi capolavori in edizione unica e in tiratura, accompagnati da rare edizioni ormai sold out da tempo.

L’abile Caesar, padrone di un prezioso immaginario dell’inconnu, sempre ricco di sorprese e dilatato su un linguaggio intimo, ci accompagna ancora una volta attraverso le camere della sua fantasia, percorrendo con noi stanze decorate da pungenti tormenti e sublimi ricordi che si cristallizzano in un tempo e luogo dell’Anima.

In questo nuovo viaggio l’essenza della più pura fantasia digitale si fonde tra mitologie e simbolismi contemporanei, in un Surrealismo Provocatorio di cui sono ancora una volta padroni femminilità e infanzia, temi ancestrali con cui l’artista si è da sempre identificato.

Lo sguardo di Caesar si apre sulla psiche, focalizzando immagini capaci di rappresentare le più controverse dinamiche umane attraverso un’estetica indimenticabile che coinvolge il visitatore in un valzer di immagini aeree, soffici e voluttuose, definite da una decorazione fitta e stratificata resa dalla più alta conoscenza degli strumenti di elaborazione 3D.

Paesaggi immobili, atmosfere rarefatte e gioie evanescenti proseguono il racconto misterioso che lega l’un l’altra le creature di Caesar, celebrando il culto della bellezza attraverso la capricciosa leggerezza del Rococò così come la sofisticata armonia dell’Art Deco, fino all’onirica iper-moderna Vanità.

Con la nuova serie di opere Lost in A Fragile Myth, l’Artista conferma la sua interpretazione della fragilità come forza generatrice in cui sensualità e candore si mascherano con bianche Chemise e raffinati tessuti, sussurrando complici il loro dolce linguaggio segreto.

Lost in a Fragile Myth ci porta in un Tempo Magico che si trova al di fuori di questo mondo, dove l’Artista, quale Landlord della Fantasia, ci invita a partecipare a feste, giochi, colazioni sull’erba e balli in maschera, in compagnia dei suoi artisti preferiti Lancret, Fragonard, Boucher, lasciandoci immersi in un turbine di suggestioni e rimandi alla storia dell’Arte.

“Grande Maternità” di Antonietta Raphaël presso la Galleria Nazionale di Cosenza

October 16, 2018 Leave a comment

- Grande Maternità

Il patrimonio della Galleria Nazionale di Cosenza si arricchisce della scultura Grande Maternità di Antonietta Raphaël (Vilnius 1895 – Roma 1975). L’opera giunge nelle collezioni del museo per volontà del donante, Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, con decisione condivisa da Giulia Mafai, figlia dell’artista; a conclusione di un delicato intervento di restauro sarà esposta da sabato 20 ottobre 2018, alle ore 18.00, accanto alle sculture di Giorgio de Chirico, Emilio Greco, Pietro Consagra, Mimmo Rotella completando, nella sala dedicata, il nucleo donato dalla Famiglia Bilotti. Per l’occasione la Galleria Nazionale di Cosenza osserverà un’apertura straordinaria degli spazi espositivi fino alle ore 21.00.  

Antonietta Raphaël, artista cosmopolita e anticonformista, fu tra le voci femminili più aperte e libere del Novecento. Testimone delle immani tragedie del secolo, fu capace di fondere, nella sua incessante ricerca visionaria, la memoria della millenaria tradizione ebraica con l’utopia, amalgamando nella pittura e nella scultura l’angoscia con la gioia di vivere. 

Nata in Lituania da famiglia ebraica – il padre era rabbino e la madre, di origini sefardite, esperta di teologia – alla morte del genitore nel 1905, a causa delle leggi di discriminazione delle minoranze ebraiche e lo scoppio della rivoluzione, si trasferisce con la madre a Londra dove studia musica e frequenta l’ambiente artistico, in particolare lo studio dello scultore di origini polacche, Jacob Epstein. Scomparsa la madre, un dolore profondo le impone di lasciare Londra; nel 1924 si ferma a Parigi e poi a Roma; qui porterà la vivacità e la ricchezza dei suoi viaggi e dei suoi incontri, scintilla essenziale per la nascita del sodalizio con Scipione e Mario Mafai  che sarà chiamata «Scuola di via Cavour» o «Scuola romana». Da Mafai, che diviene compagno di vita, avrà tre figlie, Miriam, Simona e Giulia. 

Raphaël affronta incessantemente il tema della maternità inteso come «l’inizio del mondo, l’inizio delle cose, di tutte le cose» e, attratta con energia crescente dalla scultura, lo trasferisce nel gesso, nella terracotta o nel bronzo. 

Già rappresentato, nel 1938, quando l’angoscia, il dolore e la paura dell’artista, all’emissione delle leggi razziali, prende corpo nella Niobe, l’abbraccio protettivo di una madre verso la figlia, quasi a volerla riportare nel grembo, è espresso ancora una volta nella Grande Maternità della Galleria Nazionale di Cosenza, realizzata nel 1960 in gesso e cemento, ricoperti da una vibrante patinatura.

Grazie alla collaborazione con il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio”, un concerto accompagnerà l’esposizione della scultura e renderà omaggio alla passione per la musica, coltivata dall’artista negli anni della giovanile formazione a Londra, presso la Royal Academy of Music.

Paolo Presta, fisarmonica, e Federica Greco, voce e tamburi a cornice, proporranno un viaggio nelle melodie della musica tradizionale ebraica, evocando le più intime radici famigliari e poetiche dell’artista lituana. 

La Galleria Nazionale di Cosenza, diretta da Domenico Belcastro, è afferente al Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon.

“Giappone a colori”, mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma

October 11, 2018 Leave a comment

La libreria ospiterà la mostra Nihon no Ehon – Libri dal Giappone con una selezione di 50 libri illustrati per bambini pubblicati negli ultimi cinque anni: racconti tutti da leggere attraverso le immagini anche per chi non conosce gli ideogrammi giapponesi. La mostra, a cura di Yukiko Hiromatsu e Yasuko Doi, è organizzata dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dal Japanese Board on Books for Young People (JBBY) in occasione del 150esimo anniversario di relazione diplomatica tra l’Italia e il Giappone. L’esposizione al Bookstore sarà accompagnata da un denso calendario di incontri e presentazioni.

Al Forum sarà possibile ammirare le tavole originali del libro Mukashi Mukashi. C’era una volta in Giappone nato dalla collaborazione traFondazione Štěpan Zavřel e Franco Cosimo Panini in occasione della 35esima edizione della mostra Le immagini della fantasia a Sarmede.

Illustratori giapponesi – Susumu Fujimoto, Kotimi, Junko Nakamura e Satoe Tone – e italiani – Mara Cozzolino, Philip Giordano, Simone Rea e Valeria Petrone – sono stati chiamati a dare forma alle più belle fiabe della tradizione nipponica, riscritte dalla penna di Giusi Quarenghi.

Una serie di eventi speciali arricchisce il viaggio attraverso il Giappone, i suoi miti e i suoi riti: sarà possibile decorare il proprio ventaglio ‘sensu’ con Monica Monachesi, conoscere i mostri e gli spiriti Yōkai con Ayami Moriizumi, scoprire l’opera “a pois” della grande artista Yayoi Kusamaaccompagnati dall’illustratrice americana Ellen Weinstein.

Come sempre durante la settimana l’invito è rivolto alle scuole dell’infanzia, con un percorso interculturale nel mondo della fiaba, e la domenica mattina alle famiglie con letture e laboratori.

La rassegna sarà infine l’occasione di costruire un percorso speciale con le allieve delle scuole di italiano per migranti di Asinitas e della Biblioteca Guglielmo Marconi che si concluderà con un incontro aperto al pubblico per conoscere le fiabe tradizionali di differenti paesi.

“Piero Tosi. Esercizi sulla bellezza”, mostra a Palazzo delle Esposizioni di Roma

October 11, 2018 Leave a comment

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16 ottobre 2018 > 20 gennaio 2019

Piero Tosi e il Centro Sperimentale di Cinematografia. Un rapporto nato nel 1988 e ancora vivo, come racconta la mostra che aprirà al pubblico il prossimo 16 ottobre e che documenterà l’attività di docente svolta dal grande costumista nella più antica e importante scuola di cinema italiana.

Nato a Sesto Fiorentino nel 1927, Piero Tosi è stato uno dei più geniali creatori di costumi per il cinema, per il teatro, per l’opera lirica e per la televisione. Il suo magistero è riconosciuto in tutto il mondo, come testimonia l’Oscar alla carriera ricevuto dalla Academy of Motion Pictures Arts and Sciences assegnatogli nel 2013, dopo cinque candidature all’Oscar per film quali “Il Gattopardo”, “Morte a Venezia”, “Ludwig”, “Il vizietto” e “La Traviata”. Tosi ha legato il suo nome a film e a registi immortali, a partire da Luchino Visconti e Federico Fellini per arrivare a Lina Wertmuller, Liliana Cavani, Franco Zeffirelli, Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Marco Ferreri, Gianni Amelio e soprattutto Mauro Bolognini, con il quale ha stretto un sodalizio artistico che ha attraversato i decenni. Ma Tosi è da sempre un artista generoso innamorato del lavoro di squadra, il che l’ha reso un insegnante straordinario.

In 28 anni di lavoro al Centro Sperimentale (dal 1988 al 2016) ha formato decine di talenti, da Massimo Cantini Parrini a Daniela Ciancio, da Andrea Cavalletto ad Andrea Sorrentino, e ha lavorato con tutti i giovani attori e registi che si sono formati al CSC in quei decenni. La mostra racconta questo lavoro e questa missione, che sono inestricabilmente legati al lavoro che Tosi svolge in parallelo sui set e sui palcoscenici di tutto il mondo.

“Pixar. 30 anni di animazione”, mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma

October 11, 2018 Leave a comment

PIXAR. 30 ANNI DI ANIMAZIONE

La fama della Pixar, fondata in California nel 1986, è dovuta all’abilità nel combinare arte e tecnologia e all’utilizzo innovativo dei digital media per creare storie originali e personaggi intramontabili.

Da Toy Story, il primo film completamente “animato” al computer, al più recente Coco, passando per Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Cars e Inside Out, solo per citare alcuni titoli, i film della Pixar sono riusciti da sempre a coinvolgere e affascinare bambini e adulti.

Ma in pochi sanno che questi incredibili film sono il frutto del lavoro di una squadra di creativi e registi di fama mondiale che utilizza i tradizionali strumenti come il disegno, i colori a tempera, i pastelli e la scultura insieme a quelli dei digital media più all’avanguardia.

Con oltre 400 opere tra disegni, sculture, bozzetti, collage e storyboard, e una ricchissima selezione di materiali video, la mostra Pixar. 30 anni di animazione curata da Elyse Klaidman e da Maria Grazia Mattei per l’edizione italiana, è un vero e proprio viaggio negli Studios, e nell’universo creativo della Pixar che approda al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Il percorso espositivo, progettato da Fabio Fornasari, propone una chiave di lettura basata sui concetti di Personaggio, Storia e Mondo, tre elementi fondamentali per realizzare un grande film. Il tutto arricchito da due installazioni spettacolari, l’Artscape e lo Zoetrope, che con la tecnologia digitale fanno rivivere le opere esposte e ricreano l’emozione e la magia dell’animazione.

9 ottobre 2018 > 20 gennaio 2019

 

“Marina Abramović. The Cleaner”, personale dell’artista presso Palazzo Strozzi di Firenze

September 14, 2018 Leave a comment
Marina Abramović. The Cleaner
ORGANIZZATA DA: Fondazione Palazzo Strozzi
A CURA DI: Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 Palazzo Strozzi ospita una grande mostra dedicata a Marina Abramović, una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.

L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva che riunirà oltre 100 opere offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Settanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati in occasione della mostra.

L’esposizione nasce dalla collaborazione diretta con l’artista nella volontà di proseguire – dopo Ai Weiwei e Bill Viola – la serie di mostre che hanno portato a esporre a Palazzo Strozzi i maggiori rappresentanti dell’arte contemporanea. Il palazzo verrà nuovamente utilizzato come luogo espositivo unitario, permettendo a Marina Abramović di confrontarsi per la prima volta con un’architettura rinascimentale e in cui verrà sottolineato lo stretto rapporto che ha avuto e continua ad avere con l’Italia.

Sabato 22 settembre alle ore 15.30 l’artista sarà protagonista dello speciale appuntamento già SOLD OUT organizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. In conversazione con Arturo Galansino, curatore della mostra e direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, l’artista affronterà alcuni temi del suo percorso esistenziale e creativo, ripercorrendo le tappe della sua carriera dagli esordi in Serbia alle ultime grandi performance in tutto il mondo.

La mostra è organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, prodotta da Moderna Museet, Stoccolma in collaborazione con Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk e Bundeskunsthalle, Bonn.
A cura di Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn.