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Archive for the ‘Design’ Category

Mathew Borrett

September 13, 2011 Leave a comment

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Vi presento il lavoro di una artista canadese Mathew Borrett.
Queste sono solo alcune delle numerose illustrazioni che potete trovare sul suo sito, il suo stile è facilmente riconoscibile ma le opere sono sicuramente originali e queste sezioni prospettiche lo sono in maniera particolare.
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Whatami, istallazione dello studio stARTT al Maxxi

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Whatami, l’istallazione realizzata dallo studio stARTT di Roma presso il Maxxi ha aperto lo scorso 23 giugno e resterà visitabile fino al 16 ottobre ed ospiterà una serie di eventi che potete trovare sul sito della fondazione Maxxi.

Fonte: Linea Di Sezione

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Scultura urbana, progetto dell’architetto Rok Grdisa

A seguito di un concorso di progettazione è stata realizzata questa scultura come padiglione temporaneo, la città di Lubiana ha deciso di riutilizzare questo struttura all’interno di un parco urbano come porta verso l’International Center of Graphic Arts.
La scultura ha una forma dinamica e il colore rosso aumenta l’idea di movimento del portale; inoltre la luce che si riflette sulle superfici inclinate in maniera diversa dona un maggiore senso di profondità a tutta la scultura.
Il progetto è stato realizzato dall’architetto Rok Grdisa.

Fonte: Linea Di Sezione

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Solofra Storica – il fascino estemporaneo del lusso tra il casual e lo chic – Marius Creati

il fascino estemporaneo del lusso tra il casual e lo chic

Il tema di presentazione consiste nel aver individuato un contatto tangibile con la storia attraverso la sintesi della storiografia solofrana, rivalutata secondo una concezione moderna della moda e identificata in un contesto bizzarro e irremovibile. “Solofra Storica”, vuole rappresentare un giusto equilibrio tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, poiché ogni traguardo futuribile lascia un segno irreversibile nel tempo che non trova alcun fondamento senza la considerazione del costume.

L’idea, da cui nasce l’elaborato, è semplice e articolata allo stesso tempo: il bisogno irrefrenabile di esprimersi attraverso l’intima e libera manifestazione delle idee. La mia personale esperienza professionale nel campo della moda, nutrita da una profonda passione intrinseca, ha contribuito a far sorgere il desiderio di riscontro, quale occasione di una rilevante forma d’espressione non competitiva, ma bensì di scambio interculturale.

Durante la breve fase di ricerca iniziale ho intuito l’importanza di identificare la realtà di un intero conglomerato sociale con l’immagine della sua identità. Effettuando ricerche sulle origini della città di Solofra, appunto http://www.solofrastorica.it, ho avvertito l’interesse per una dimensione storico culturale, per la quale si professa portavoce silenziosa, e ne ho almanaccato un racconto da poter rappresentare su di una ipotetica passerella percepita nella mente. Quindi ho fantasticato sulla padronanza della duchessa Beatrice Ferrella Orsini e sulla maestosa presenza della principessa Dorotea Orsini e di come avrebbero arzigogolato le loro giornate in tempi moderni, sulle pitture di Francesco Guarini e sui temi rappresentati nei suoi dipinti, anche per esempio sdrammatizzando l’iconografia sacra di S.Agata o di Santa Cecilia attraverso una rappresentazione mediatica a sfondo ludico di una stampa visage su T-shirt decorata con profilature di ruches monocromo in pelle.

 Le basi e i princìpi essenziali che danno fondamento e considerazione al tema rappresentato sono i seguenti:

– concepire ed esprimere il concetto di moda e costume come forma d’arte, concettualità di design e espressione artigianale che influisca e venga contaminata dall’iterazione dei processi stagionali del mercato della moda;

– garantire spazio evolutivo e collaborazione di idee e di imprenditoria al fine di oggettivare la metamorfosi di un sistema aziendale;

– proporre eventi che, grazie all’iterazione di vari processi espressivi, conferiscano un’immagine basilare adeguata per allestimenti esponitivi e installazioni divulgative in showroom.

 Il mio impegno in questa fase iniziale di progettazione è stato quello di:

– proporre la realizzazione di una collezione divulgativa partendo da un total look prettamente casual street  per poi giungere alla visualizzazione di un’icona prettamente couture;

– ideare un tema pertinente con un significato ideologico;

– costruire un’immagine sul medesimo;

– sviluppare il contenuto per attribuirne un’iconografia artistico commerciale;

– identificare l’impronta di stile desiderata.

Non sono riportati tessuti e definizione dei dettagli…

a cura di Marius Creati

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– Assolutamente vietata la riproduzione a scopo di lucro o fini puramente commerciali senza esplicito permesso da parte dell’autore. Le immagini sono di proprietà di Marius Creati, non che marchio registrato. Riservo il diritto di fabbricazione.

– Absolutely prohibited the copy for money or commercial purposes without The images belong to Marius Creati, registered merchandise mark too. I will reserve the right of manufacture.

Architetti tipografici di Chris Labrooy

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Vi presento le opere di Chris Labrooy, un artista 3d che evidentemente unisce conoscenze architettoniche alle ultime tendenze tipografiche del momento.
L’artista ha quindi realizzato una serie di viste molto particolari, dove il nome proprio di grandi architetti si trasforma in architettura, utilizzando edifici famosi in una tipografia molto particolare.
Le quattro opere si riferiscono ad Oscar Niemeyer, Tadao Ando, Toyo Ito e Zaha Hadid.
Ad esclusione di quest’ultima, possiamo, come dicevo prima, ritrovare nelle lettere del nome dei riferimenti ad alcune delle opere più famose degli architetti citati.

Fonte: Linea Di Sezione

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“Habit makes us blind”, vuoti urbani reinventati dallo studio Espai MGR

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Queste immagini sono state realizzate dallo studio Espai MGR e mostrano strutture impossibili realizzate con mattoncini Lego in alcuni vuoti urbani della città di Valencia.
Il progetto battezzato “Habit makes us blind” nasce per sottolineare il problema degli spazi non utilizzati nelle aree urbane e di come questi possono essere reinventati. Direttamente dal sito dello studio spagnolo prendiamo questo estratto: “Giorno dopo giorno passiamo davanti a spazi abbandonati nei centri urbani. Come invisibili metastasi nati nel cuore della città e che si espandono in tutte le sue arterie. Quartieri che, nonostante abbiano un grande potenziale, si trovano con vuoti urbani sempre maggiori.”
Una bella provocazione urbana realizzata con grande cura dei dettagli e con un’ottima resa visiva.

Fonte: Linea Di Sezione

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Neil Freeman, ideogrammi metropolitani

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Le rappresentazioni ideogrammatiche delle città sono state un argomento molto trattato dai grafici negli ultimi tempi, ma il lavoro di Neil Freeman appare particolarmente significativo per come è proposto.
L’artista americano infatti compare le linee delle metropolitane di diverse città, portandole tutte alla stessa scala; questa operazione permette così di confrontare l’estensione e la densità dei servizi pubblici di centri urbani diversi, tutte le altre piante le trovate sul suo sito; sarei stato curioso di vedere Roma o Milano in questo raffronto.

Fonte: Linea Di Sezione

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