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Intervista di Alessia Mocci a Simone Di Matteo ed alla sua casa editrice Diamond Edizioni

August 17, 2011 Leave a comment

La letteratura non si improvvisa, un romanzo non si scrive per caso, un racconto non è frutto di una semplice storia qualsiasi che passa per la mente.” Essere editore e scrittore non è semplice: ecco la sfida di Simone Di Matteo (Latina, 1984). Ormai giunto alla sua quinta pubblicazione con “La Venere Rea” può dichiararsi soddisfatto del lavoro svolto con impegno e caparbietà. Grazie al suo esordio da scrittore, Simone, ha ben compreso le problematiche attuali dell’editoria italiana soprattutto per la categoria degli esordienti che si ritrova spesso con un marea di proposte (a pagamento e non) ma senza garanzie di alcun tipo, neppure per il primo comandamento: credere nell’opera pubblicata. La Diamond consta di otto collane editoriali: “C’era una volta”, “Red Passion”, “Imago”, “Peolpe”, “Black Horse”, “Cocktail”, “Pillole”, “Frammenti”. Simone Di Matteo è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla casa editrice Diamond e sulla sua carriera da scrittore.

A.M.:  Che significato ha oggi il termine “cultura”?

Simone Di Matteo: La parola cultura è parola complessa e che si declina fra storia, antropologia e filosofia. La cultura è qualcosa di essenziale per l’uomo, anzi è quel che rende umano l’uomo.

A.M.: Editore e scrittore. Quale dei due ruoli ti da maggiori soddisfazioni? Se dovessi scegliere una sola strada quale percorreresti tra le due?

Simone Di Matteo: Finché posso cerco di portare avanti con passione e dedizione entrambi i due mondi, diversi seppur paralleli.
Non abbandonerei mai la scrittura così come non potrei mai abbandonare l’editoria. Non riesco ad immaginare una scelta di questo genere. Non posso concepirla. Non sarei più io e per me essere me stesso nel bene e nel male è essenziale. Naturalmente essere editore comporta rischi maggiori e grandi responsabilità, ma grandi sono anche le soddisfazioni che stanno arrivando.

A.M.:  Cinque aggettivi su “La Venere Rea”.

Simone Di Matteo: Non sono bravo a parlar bene di una mia opera. Anzi tutt’altro. Sono molto critico con me stesso. La “Venere Rea” è un libro che ha suscitato interesse ed è stato recensito da diversi ed è giusto lasciar parlare gli addetti ai lavori. Agli aggettivi che riporto seguiranno i link di chi ha recensito solo dopo averlo letto, il testo.

A.M.:  Un estratto del “La Venere Rea”…

Simone Di Matteo: Dalla Pagina 48:
“… ella rappresenta per me tenebre e maledizione. Morte per la carne. Dannazione per lo spirito. Buio per gli occhi. Peccato per le labbra. Malattia per la mente. Tormento per il cuore…

A.M.:  Hai in cantiere un nuovo romanzo?

Simone Di Matteo: Ho finito di romanzare una mia sceneggiatura dal titolo “Non Odiare” e tra un impegno ed un altro cerco di portare a termine la stesura di una trilogia fantasy.

A.M.:  Le due facce dell’editoria: pagamento e non. Quali sono i principi della Diamond Edizioni?

Simone Di Matteo: La nostra linea editoriale si pone come obiettivo quello di scoprire e proporre nuovi talenti letterari meritevoli di visibilità, che non troverebbero altrimenti spazio presso i grandi colossi editoriali, più disposti a puntare su autori già conosciuti e sicuri commercialmente, prediligendo così la qualità delle opere alle consuete regole del business. Non essendo interessati, inoltre, alle strategie di guadagno tipiche dell’editoria a pagamento, distanti dalla nostra idea di cultura, perché basate sulla pubblicazione dietro compenso economico a discapito della qualità dei testi, non chiediamo alcun contributo al fine della pubblicazione, né vincoliamo i nostri autori all’acquisto di copie della propria opera. La nostra attenzione non è rivolta solo alla qualità del prodotto letterario, ma anche all’eleganza estetica, infatti, i nostri illustratori sono artisti di comprovata esperienza scelti solo dopo una scrupolosa selezione dei loro lavori. Tanti tipi di autori per tanti tipi di lettori, perché come per i diamanti taglio e colore sono le caratteristiche fondamentali che li rendono diversi, speciali e unici, così, per la Diamond, le sue collane sono come gli scaffali di una libreria preziosa che raccolgono i libri secondo i vari generi. Ogni libro, una sfaccettatura di diamante. Ogni autore, un riflesso di luce. Ogni edizione, una sfumatura di colore.

A.M.: La Diamond si è unita all’associazione umanitaria riconosciuta in tutto il Mondo “La croce rossa Italiana” in una collaborazione che vede la donazione del 50% degli incassi derivati dalla vendita dei libri. Non è una scelta azzardata per una casa editrice giovane e senza richiesta di contributi per pubblicazione?

Simone Di Matteo: No, non lo è. Al contrario, ognuno dovrebbe pensare che la solidarietà è necessaria nella nostra società. Non mi interessa diventare ricco facendo l’editore, non mi interessa diventare ricco in senso lato. Quel che a me interessa davvero è, dopo esser rientrato delle spese e pagato i miei collaboratori ed ovviamente guadagnato quanto mi occorre per vivere, di scoprire nuovi scrittori di valore, lanciarli, cercando di superare il narcisismo e l’egoismo che in questo mondo (della letteratura e dell’editoria odierna) sembrano regnare sovrani.

A.M.:  Che cosa ci sai dire a proposito dei concorsi letterari della casa editrice? Come stanno andando?

Simone Di Matteo: Molto bene, sono nati per smuovere le acque e cercare di offrire possibilità a scrittori emergenti. Il vero problema, a mio avviso, è che molti scrivono, moltissimi si improvvisano scrittori, narratori, romanzieri, ma pochi, pochissimi leggano e studiano. La letteratura non si improvvisa, un romanzo non si scrive per caso, un racconto non è frutto di una semplice storia qualsiasi che passa per la mente. No! La letteratura è una cosa seria, la scrittura è arte, la narrazione è ciò che ci consente di vivere altre vite in questa vita. Così esorto tutti a leggere e studiare la narratologia, ed a partecipare ai nostri concorsi. Adesso c’è quello della collana Dittici: Il Rosso e il Nero, di cui potete leggere il bando sul sito della Diamond.

A.M.:  Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

Simone Di Matteo: Ultimo libro letto: “Solitudine di Sebastian Kroll” di Ignazio Gori, Edizioni Libreria Croce. Un romanzo breve molto interessante, che assume, per evitare forme prolisse, le sembianze di un allucinato monologo in terza persona. Un libro contaminante ed autentico. Ultimo film visto: “Altromondo” di Fabiomassimo Lozzi. Una pellicola tra un’opera teatrale ed un documentario che affronta in modo diretto e scomodo due grandi temi d’attualità: la lotta all’omofobia e la paura delle diversità. Un’opera sperimentale, “politicamente scorretta”, che racconta le tante sfumature di un mondo a molti sconosciuto, ma non per questo invisibile.

A.M.: Siamo a poco più della metà del 2011. Ci sono novità od anticipazioni per il resto dell’anno?

Simone Di Matteo: Moltissime novità. Da qualche mese siamo entrati nelle Librerie Feltrinelli, ed ora i nostri titoli si possono ordinare ed acquistare all’interno di uno dei più grandi circuiti di vendita librari. Tra non molto pubblicheremo un libretto d’opera “D’amore e di libertà (ritratto frammentario della brigantessa Maria Elisabetta Rita di Giuliano)” di Antonio Veneziani, grande poeta e già noto scrittore contemporaneo. Un libretto d’opera illustrato da Giampaolo Carosi che è stato scritto per Maria Borgese che ne sarà la danzatrice – attrice oltre che la coreografa ed accompagnato dalle musiche originali dei Micasbah. Un libretto d’opera che vuole raccontare alcuni frammenti del brigantaggio femminile, ma soprattutto il cuore di una donna, poeta e briganta. Abbiamo pensato inoltre ad una nuova collana di letteratura migrante. Insomma, abbiamo tante cose da fare e tantissimi progetti che man mano attueremo e porteremo avanti con molta, molta passione ed altrettanta professionalità.

Ed aspettiamo, dunque, tutte queste novità editoriali con fiducia!

Lascio il link dell’accuratissimo sito della Diamond Edizioni, nel quale potrete leggere tutti i bandi dei concorsi letterari della casa editrice:

http://www.diamondeditrice.eu/

La Diamond è anche su Facebook:

http://www.facebook.com/profile.php?id=100001896950276

Alessia Mocci

Fonte: Oubliettemagazine

Intervista di Niva Mirakyan della radio La voce della Russia a Vincenzo Di Michele per “Io prigioniero in Russia”

August 3, 2011 Leave a comment

Onore alla popolazione  Russa :  in una sua rivisitazione storica, così ha dichiarato  Vincenzo Di Michele nella sua intervista  alla radio internazionale “ La voce della Russia “ in occasione della  ricorrenza del 70° anniversario dell’ offensiva Nazista contro l’Unione Sovietica

La prima linea era una vero bagno di sangue; era veramente  qualcosa di ossessionante. Di loro potevo immaginare dei ragazzi ventenni come me; Da Ivan di Pietroburgo ad Alexander del Kazakistan a Vladimir della Siberia  fino ad  Andrej di Mosca. Io però non li conoscevo. Loro erano il nemico bolscevico che dovevamo sconfiggere. E allora  dopo ben 50 anni , voglio ora   scrivere a Ivan, Alexander, Vladimir, Andrej e a tutti i ragazzi Russi,  allora poco più che ventenni: “noi soldati eravamo presenti, ma non disponevamo della padronanza delle nostre menti poiché il soldato semplice, ultima ruota come altre migliaia e migliaia,  è tenuto solo a obbedire e combattere.” (Brano  tratto da  “Io Prigioniero in Russia” di Vincenzo Di Michele – Testimonianza di Alfonso Di Michele, soldato Italiano nella campagna di Russia II guerra mondiale)

Nella ricorrenza  del 70° anniversario della  “Grande Guerra Patriottica”, così definita in Russia, che ha visto l’invasione della Germania nazista contro l’Unione Sovietica,   La Voce della Russia –  che si  colloca fra le cinque più popolari emittenti internazionali, con 109 milioni di audience con trasmissioni in 37 differenti lingue – ha intervistato Vincenzo Di Michele, autore del libro “ Io prigioniero in Russia, figlio del soldato Alfonso Di Michele che partecipò in forza alla divisione Julia alla Campagna di Russia.

L’intervista è stata rilasciata dall’autore alla corrispondente Niva Mirakyan.

N.M.:    Perché lei ha deciso di affrontare la storia della “Grande Guerra Patriottica”, precisando a tal conto la definizione da noi russi conferita a tale guerra  ?

Vincenzo Di Michele: Perché mio padre prima di morire nel 1993, dopo ben 50 anni, ha deciso di scrivere un diario raccontando la sua guerra in Russia. Ha raccontato la sua avventura cioè quella di un giovane ventenne che è andato a combattere in Russia nella Seconda Guerra Mondiale.  Pertanto, ho sentito il dovere di rendere una nuova visione storica, un nuovo panorama storico come mai prima si era raccontato. Infatti, si è parlato sempre di strategie di guerra ma non della guerra di ragazzi di 20 anni e del popolo italiano e del popolo russo.

N.M.: Che cosa ha scoperto della Russia e dei russi mentre faceva la ricerche per il Suo libro, che non sapeva prima?

Vincenzo Di Michele: Un popolo di grande umanità. Nei libri si è sempre narrato delle sofferenze patite dagli italiani per via dei russi. Indubbiamente, la guerra è guerra, ma quello che non sapevo è stata l’umanità dei Russi  e soprattutto delle mamme russe perché se io sono ora qui a raccontare  queste storie, lo devo proprio alle mamme russe che hanno aiutato tanti, tanti italiani.

N.M.: Che impressione ha fatto la Russia sul protagonista del Suo libro ovverosia su suo padre ?

Vincenzo Di Michele: La storia che io ho narrato, l’ho vissuta e quindi scritta  attraverso i racconti di mio padre. Non si può negare come tale guerra abbia provocato i migliaia di morti nei Campi di Prigionia. Ad onor di verità  neanche la Russia si aspettava quell’enorme massa di prigionieri. Peraltro si deve anche dire  che gli stessi russi hanno avuto milioni e milioni di morti perché addirittura, se non erro sono stati 20 milioni.

N.M. : Perché a Suo avviso, oggi, nel 2011, è ancora importante scrivere dei libri sulla Seconda Guerra Mondiale?

Vincenzo Di Michele: Perché è importante il revisionismo storico. Hanno sempre  descritto la Russia come un luogo di sofferenza dove sono morti tanti italiani. È vero, lo devo dire, sono morti tanti italiani e anche tanti russi però si deve dare onore alla Russia. Innanzitutto,  il popolo italiano è andato lì a combattere  invadendo  il territorio di un altro popolo e poi  siamo stati accolti nonostante l’evidente povertà economica, da un popolo con grande umanità. Senza dubbio un grande aiuto ai nostri soldati è stato dato dalle  donne  russe. Queste, pur essendo in tempo di guerra e a loro volta con dei figli da sfamare, con un cuore grande come le nostre mamme facevano del loro meglio porgendo ai nostri soldati quel poco   di cui disponevano tra patate, pane carote e miglio bollito. Un sentito tributo anche se a distanza di tempo deve essere conferito a quelle ragazze. Infatti,  e di questo posso dare testimonianza diretta grazie a mio padre il quale è stato un vero e proprio miracolato, anch’esse sono state decise protagoniste;  forse  poi ci sono state anche storie d’amore,  con i famosi “italiansky khorosho”, e grazie a loro, grazie alla Russia, si consegnano alla rivisitazione storica  nuovi elementi  che indubbiamente meritano di essere approfonditi.

Se volete ascoltare l’intervista direttamente dal sito della radio internazionale “La voce della Russia” clicca qui:

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

Fonte: Oubliettemagazine

Intervista di Alessia Mocci a Federica Ferretti ed alla sua collana Echi da Internet, Rupe Mutevole Edizioni

“Echi da Internet” è la nuova collana editoriale della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, la curatrice è Federica Ferretti. La collana intende raccontare il Nuovo Mondo ed il Nuovo Popolo. Un’idea abbastanza originale ed alternativa che ha come oggetto Internet ed il popolo che popola questo mondo virtuale. Racconti di chat visti come antichi pettegolezzi di lavandaie che si recano al mercato in piazza; la rete ormai è più reale della realtà ed “Echi da Internet” ha scelto di dare spazio alla seconda vita che ognuno di noi ha. Suddivisa in 4 sottocollane troviamo: “Arte in cucina”, “Gocce di memoria”, “Al bivio (La luce in fondo al Tunnel), “Contemporanea”. Federica Ferretti è stata molto disponibile nell’illustrarci la sua collana editoriale e nell’invitare tutti a partecipare alle nuove selezioni. Buona lettura!

A.M.: Perché nasce la collana editoriale  “Echi da Internet”?

Federica Ferretti: La collana “Echi da Internet” nasce per   rappresentare umori e sensazioni della  odierna realtà multimediale, fornire cioè  una panoramica  linguistica d’insieme di una società in continuo mutamento,  dove cogliere il colore delle voci che ogni giorno occupano la piazza, si incontrano, si conoscono, si “amano”, ci riempiono la vita, può essere fonte di notevole arricchimento…la rete viene rappresentata a tutto tondo, in ogni modo, secondo il linguaggio che è proprio di ognuno di noi, secondo le sue inclinazioni, le contaminazioni che più gli si addicono.

A.M.: Quando nasce la collana?

Federtica Ferretti: La nostra storia: abbiamo promosso un’iniziativa sul n. 15, 13 aprile 2011, di Donna Moderna, ospitati nella rubrica Amiche di Salvataggio, perché abbiamo creduto nella possibilità di una letteratura alternativa, multisfaccettata. Quest’idea, nelle sua profonda bellezza, non poteva non premiarci,  così, dai vari  spunti e suggerimenti  di quelle voci, sono nate le sottocollane:

  •  Arte in cucina:   non  racconterà solo delle vostre doti culinarie, ma rappresenterà il vostro modo di esprimervi nella cucina pensata ed assaporata nel tempo, secondo le   varie tradizioni di cui non possiamo  nè vorremmo, dimenticarci.
  • Gocce di memoria:  è il file rouge tra passato e presente, nel segno  della nostra cultura…un emozionante viaggio  a ritroso, nella storia della nostra terra.
  •  Al bivio( La Luce in fondo al Tunnel ): raccoglie il vissuto quotidiano, le  vicende di vita vera che in qualche modo ci solleticano gli occhi ed il cuore nella gravità dei loro aspetti e nell’aspirazione dellla loro risoluzione.
  • Contemporanea: accoglie a braccia aperte i nuovi scrittori di Non Conventional Literature

A.M.: Quanto è importante il linguaggio internettiano nella scrittura? E nell’oralità?

Federica Ferretti: Così, Echi da Internet, si  dovrebbe caratterizzare per uno stile di certo più asciutto, concreto,  …dico dovrebbe perché, come ho avuto modo di constatare leggendo e valutando i vari dattiloscritti inviati,    nel linguaggio internettiano, di certo più immediato, in realtà molti  riescono ad esprimere comunque perle di pura poesia…che mi piace definire letteratura  non convenzionale…Secondo me,  ciò lascia degli strascichi… o perlomeno si riflette irrimediabilmente nel parlato, specie  quando  il tempo sembra ormai  sfuggirci.

A.M.:  “Tu non sei bionda” è la vostra prima pubblicazione. Come sta reagendo il pubblico di lettori?

Federica Ferretti: La prima pubblicazione, “Tu non sei bionda”, è quella che, sin dalla scrittura, si impone come  una rappresentazione schietta di un dialogo virtuale a due, perciò, possiamo dire che  risente maggiormente della cultura multimediale, specie quando si  decide di vivere in maniera virtuale anche e forse soprattutto un sentimento d’amore e d’amicizia… con tutti i rischi, ma pure   emozioni… che ne possono scaturire…

A.M.: Rupe Mutevole è stata al Salone Internazionale del Libro di Torino suscitando notevoli consensi. Che ne pensi dell’esperienza? È stata positiva?

Federica Ferretti: L’esperienza del Salone Internazionale del Libro di Torino  ha coinvolto positivamente noi tutti, è stata  senz’altro il trampolino di lancio per molte ed importanti iniziative,  ridando parallelamente  smalto e tempra ad ognuno dei progetti già avviati e non può che avere lasciato un ricordo indelebile nei nostri cuori.  Quando ripartiamo?

A.M.: Quali sono i criteri di scelta per la pubblicazione di un manoscritto in “Echi da Internet”?

Federica Ferretti: Pubblicare con “Echi da Internet” è molto semplice in verità…cerchiamo l’anima vera della gente, che, (è questo  forse il grande merito di INTERNET), molto spesso emerge nella rete, dove, complice l’anonimato in cui è possibile rifugiarsi, si esprime nella sua più intima essenza….cari scrittori virtuali,  vi accogliamo nel mondo delle parole soffocate nel cuore e nell’anima;  urlate forte al cielo ma non ancora pronunciate di fronte all’oggetto del nostro sentire;  vi accogliamo tra le innumerevoli possibilità che le parole offrono, tra i sogni sopiti e le speranze che hanno appena preso corpo. Dai racconti di vita vissuta, ai saggi storici, o leggendari, musicali, pittorici, e perché no, di arte culinaria… daremo particolare risalto alle voci femminili che vogliono raccontare il loro rapporto con il virtuale, il loro navigare controcorrente, l’esito di ogni approdo, felice o doloroso che sia stato. 

A.M.: Qualche consiglio per gli esordienti che desiderano pubblicare?

Federica Ferretti: Ciò che mi sento di poter consigliare a chi si avvicina alla meravigliosa esperienza della scrittura, è di lasciarsi guidare dalla penna sul proprio foglio, con enorme spontaneità. Ciò non vuol dire  perdersi in inutili giri di parole, od allucinanti elucubrazioni…credo invece che uno degli ingredienti per la riuscita di un’opera letteraria, sia la semplicità espressiva…seguite il vostro istinto.

A.M.: Ci sono altre novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

Federica Ferretti: Per quanto riguarda le novità, siamo interessati ad aprirci su vari altri fronti…da una parte, lanciare l’idea di una sottocollana più squisitamente dedicata all’arredamento od al savoir fare femminile: SWEET HOME…e dall’altra, avviare un approccio più scientifico…magari una sottocollana dedicata alla psico-musico-terapia…insomma, ragazzi, scriveteci…ce n’è davvero per tutti i gusti!!! 

Entusiasmo e piedi per terra: ecco ciò che si percepisce dopo aver letto le risposte di Federica Ferretti, una bella apertura mentale e tanta voglia di crescere.

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

 

Intervista di Alessia Mocci a Silvia Denti sull’esperienza del Salone del Libro di Torino 2011 – Rupe Mutevole Edizioni

Ieri, lunedì 16 maggio 2011, si è conclusa l’esperienza del Salone Internazionale del Libro di Torino 2011. Tra le case editrici protagoniste, Rupe Mutevole Edizioni si è distinta per la cura delle sue copertine e per l’amorevole compagnia dei suoi collaboratori.
Tantissima affluenza per una casa editrice che fondata nel 2004 sui monti dell’Appennino ligure-emiliano è divenuta una realtà nel mondo dell’editoria minore in Italia.
Silvia Denti, curatrice della raccolta “La Quiete e l’Inquietudine”, ha vissuto interamente il Salone restando sbalordita dalla partecipazione dei lettori e degli autori pubblicati da Rupe Mutevole. Silvia è stata molto gentile e disponibile nel rispondere ad alcune domande sull’andamento delle giornate torinesi e sulle prossime novità. Buona lettura!

A.M.: Il Salone Internazionale del Libro di Torino è ormai concluso, come hai vissuto questa esperienza?

Silvia Denti: Benissimo. Ho avuto  modo di incontrare il profumo della carta a tutto tondo, ma soprattutto i “miei” autori, tutti coloro che scrivono e che mi comprendono, esattamente come io comprendo loro. È una sintonia meravigliosa, li seguo come componenti di una grande famiglia che si allarga sempre di più.

A.M.: La collana “La quiete e l’inquietudine” è stata protagonista nelle giornate del 13 e 14 maggio. Com’è andata?

Silvia Denti: Direi  “speciale”. Non mi aspettavo tanto calore da parte di tutti, anche da chi ancora non mi conosceva, davvero, mi sono sentita dire “sei meravigliosa” e quasi comincio a crederci.  Sono stata felicissima di poter parlare di queste mie collane, coinvolgendo coloro che sono riusciti a venire, dando spazio alla lettura, alle mie analisi dei testi, con un sottofondo di entusiasmo difficile da spiegare, bellissimo.

A.M.: Rupe Mutevole è in contatto con una casa editrice americana non-profit “Chelsea Editions” ed ha approfittato dell’occasione per presentarla. Ha destato curiosità?

Silvia Denti: Sì! Conoscere personalmente un poeta come Alfredo De Palchi mi ha commosso, è un nobile nell’anima e sono sicura che ne nascerà una sinergia  importante. Ho potuto dire poco di questo  grande poeta-editore, ma quel poco ha interessato tutti coloro che passavano dallo stand. Chelsea Editions porta avanti la poesia a dispetto dell’interesse minimo del mondo, un po’ come faccio io, perché la poesia, quella vera, è vita, è pulizia d’animo. Non bisogna abbandonarla mai. A tale proposito abbiamo presentato Antonella Zagaroli  e Luca Fontanella, due poeti bravissimi  che hanno già avuto la fortuna di collaborare con Chelsea Editions.

A.M.: Ci sono state domande curiose da parte del pubblico? Qualche aneddoto?

Silvia Denti: Sì, mi ha colpito un ragazzo di nemmeno diciotto anni che ha voluto leggere un pezzo, non suo, di un autore che stavo presentando, lo ha fatto affermando che egli stesso ama scrivere e leggere. Mi ha trasmesso i miei vent’anni, mentre leggeva tremava di emozione. È stato fantastico. Le domande curiose sono state sulle uscite dei libri, i miei, Vibrus  e IN/CONTRO, naturalmente la gente si incuriosisce, forse Vibrus è  stato l’interesse più vivo, per la sua caratteristica di narrazione, la collaborazione di 5 autori, questo ha suscitato  domande sulla sintonia, sull’amicizia scaturita dopo tale esperienza.

A.M.: C’è stato qualche autore, edito da altre case editrici, che ti ha colpito?

Silvia Denti: Non ho avuto modo di approfondire la lettura di altri lavori nei quattro giorni allo stand, certo, c’erano moltissimi nomi, anche di grosso calibro, però la mia attenzione era rivolta soprattutto ai nostri libri, ho notato che spiccavano per la qualità grafica, le copertine molto curate, insomma, mi sono dedicata a RUPE MUTEVOLE interamente anche perché ormai la sento “mia”. Con Cristina Del Torchio c’è una sincera e spontanea amicizia, è una persona eccezionale, voglio dirlo e sottolinearlo. Ci somigliamo negli ideali, ma lei è una roccia, porta fardelli pesantissimi con una classe e una capacità invidiabili.

A.M.: Puoi affermare che Rupe Mutevole è risultata vincente al Salone? Gli obiettivi che si avevano sono stati soddisfatti?

Silvia Denti: Io penso proprio di sì. Ho avuto modo di parlare con molta gente, persone che hanno girato per il Salone osservando e spulciando tra gli editori minori. Nessuno ha apprezzato in maniera particolare gli altri, noi ci siamo distinti per la qualità sia dei contenuti che della veste che ormai ci caratterizza, l’eleganza, la ricercatezza, quel filo caloroso che ci lega con gli autori, ripeto, siamo una famiglia unita e andremo lontano. Lo si capisce da tante cose, dalla complicità che si instaura tra tutti noi, dall’affetto e dalle richieste di chi scrive: non lo abbandoniamo mai, facciamo quello che possiamo e anche di più per dargli rilievo, visibilità.

A.M.: Dopo Torino, incontreremo Rupe Mutevole in qualche altra Fiera del Libro? Puoi anticiparci qualcosa? 

Silvia Denti: Sono sicura che a dicembre RUPE MUTEVOLE parteciperà al salone del libro di Roma, ci saremo, faremo ancora grandi cose, sempre più coinvolgenti, sempre più convincenti. I progetti sono tanti e un pizzico di scaramanzia non fa mai male. Vi stupiremo!

Armonia e contatto con il pubblico. Rupe Mutevole al Salone Internazionale del Libro di Torino 2011 ha cercato di operare al meglio per far conoscere la sua realtà ed i suoi collaboratori. Ringrazio Silvia Denti, curatrice della collana “La Quiete e l’Inquietudine”, per la sua professionalità e sincerità.

Link articolo programma giornate Rupe Mutevole Edizioni al Salone di Torino:
http://oubliettemagazine.com/2011/05/06/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-al-salone-del-libro-di-torino-2011-padiglione-2-stand-j25/
Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

Intervista di Alessia Mocci a Gianluca Serratore ed alla collana Segni Narranti, Rupe Mutevole Edizioni

Vi presento Gianluca Serratore, nuovo acquisto della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni. Gianluca è il curatore della nuova collana editoriale “Segni Narranti”. “Segni Narranti” ha tra le sue pubblicazioni due testi: “Katier” ispirato dall’autrice Rosa Mauro, e “La luce negli occhi” ispirato da Haria. Ma in che cosa consiste questa novità? Gianluca è un ottimo fumettista e ha deciso di raccontare queste due pubblicazioni con illustrazioni. Notevole, no? Una nuova riproduzione artistica di miscellaneo divertissement. La collana sarà presentata dal 12 al 16 maggio 2011 al Salone Internazionale del Libro di Torino nel Padiglione 2, Stand J25.

Gianluca è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla genesi de “Segni Narranti” e sulla sua formazione. Buona lettura!

A.M.:  Chi è Gianluca Serratore?

Gianluca Serratore: <<Ah, signora mia, guardi, Gianluca è proprio un bravo ragazzo, bravo, bravo e bello, bello, bello…>> Ecco questa è la parte scema della mia personalità, poi c’è quella seria, quella razionale, quella attenta, quella malinconica, quella curiosa ed, infine c’è la parte fumettistica che disegnando e raccontando storie racchiude tutte le personalità precedenti.  

A.M.:  Quando hai iniziato a collaborare con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni

Gianluca Serratore: Tutto è iniziato un anno fa. Come accade sempre è successo in modo fortuito e, come accade sempre è successo perché doveva succedere. Tutto è stato semplice, diretto, come quando ci si innamora. Parlavamo e ci accorgevamo che i fatti e gli obiettivi (che ognuno di noi aveva in mente) parlavano per noi. E così siamo rimasti ad ascoltare ed a creare. Ed eccoci qua.  

A.M.: In che cosa consiste la collana “Segni narranti”?

Gianluca Serratore: Questa collana è il centro esatto dell’incontro tra l’arte della scrittura e quella del fumetto. Uno scrittore ci fa accomodare in “casa sua”, ci prende per mano e ci fa vedere i luoghi, i pensieri e le parole che ha bisogno di raccontare. Si prende tutto il tempo necessario per arrivare al suo obiettivo, si sofferma su quello che ritiene più importante e accenna semplicemente quello che fa da sfondo. Il fumetto è più diretto, in poche pagine deve raccontare una storia intera. Un fumettista (o almeno il mio modo di fare il fumettista) gioca sull’impressione che le immagini possono regalare. Una vignetta può essere il riassunto della pagina di un libro. E così ne “Segni Narranti” diamo spazio ai due generi creando un equilibrio, spero, perfetto.

A.M.: Quali sono le pubblicazioni della collana?

Gianluca Serratore: “Segni Narranti” è una neonata e come tale grida per farsi ascoltare e sorride per  farsi amare. Al momento sono pronti i primi due albi, KATIER e LA LUCE NEGLI OCCHI. Il primo è un fumetto tratto dal racconto di Rosa Mauro, una scrittrice della schiera di Rupe Mutevole, profonda e matura, come scrittrice e come donna. Il secondo e il primo numero di una (spero) lunga serie, tratto dal libro di Haria, altra scrittrice di Rupe Mutevole, sciamana e donna di conoscenza. Il primo racconto è stato per me un tuffo da uno scoglio altissimo, mi sono lanciato e mentre scendevo, cercavo di realizzare cosa avessi accettato. Poi è stato bellissimo scoprire che il mare in cui mi ero tuffato era un mare ricco di colori e di emozioni e di sfide. Il secondo è stato come penetrare in una foresta incantata di cui non riconoscevo le forme, forse perché l’occhio era abituato alla luce del sole. Poi però ho riconosciuto il luogo dove mi trovavo ed è iniziata una serie ininterrotta di esperienze.

A.M.: Rosa Mauro e Haria sono le prime due scrittrici scelte per questo fantasioso esperimento. Qual è stato il criterio di scelta?

Gianluca Serratore: I libri delle due scrittrici sono stati scelti dalla casa editrice. Il primo perché è un libro che Cristina ama molto, il secondo perché fa parte di una lunga serie di libri che parlano di una realtà presente eppure invisibile agli occhi dei più. Haria, scrittrice e sciamana, diventerà la protagonista di queste storie a fumetti, di questi Segni Narranti e ci farà conoscere un mondo a portata di mano, anche se sconosciuto.

A.M.: Che pensiero hai riguardo la partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino?

Gianluca Serratore: Quando Cristina mi ha parlato di questa possibilità non ho dormito per un paio di notti e sono state le ore di insonnia più belle della mia vita. Disegnare, leggere, avere libri intorno, è quello che (dopo la mia famiglia) amo di più nella vita. Potrei vivere in una biblioteca, ma alle 18.00 chiudono e mi invitano ad uscire. Una fiera del libro, e quella di Torino poi, è un’immersione totale in questo mondo scritto e lì avrò la possibilità di disegnare, parlare di libri, conoscere persone che hanno questo interesse e presentare insieme alla casa editrice Rupe Mutevole questo lavoro e l’idea che lo guida che ha dello straordinario. Nel vero senso della parola.  

A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Gianluca Serratore: “Il Respiro della Bellezza” di Haria. Lo so cosa state pensando, pubblicità occulta, ma il fatto è che ho mosso un paio di passi nel mondo di questa scrittrice e quello che scrive ha assunto un colore diverso e ho voglia di capirne di più. E così gli ultimi tre libri sono i suoi. Altrimenti vi parlo dell’ultimo libro che ho letto, Rupe Mutevole esclusa, ed è “L’ultima riga delle favole” di Massimo Gravellini. Ero in una sala d’attesa e la persona accanto a me si è alzata per fare due passi in attesa di essere chiamata. Allontanandosi ha lasciato accanto a me il libro ed io mi sono messo ad osservarne la copertina dove in una piccola gabbia per uccelli (tipo quella di Titti) una mano libera un cuore ingabbiato o (è questa doppia possibile interpretazione che mi ha colpito) lo imprigiona (e qui possiamo scatenare lo spirito psicologo che c’è in noi) e poi il titolo: “L’ultima riga delel favole” e cioè “…e vissero tutti felici e contenti”, ma di quello che succede dopo il finale delle favole, pochi ne hanno parlato.

A.M.: Hai altre novità per il 2011? Ci puoi anticipare qualcosa?

Gianluca Serratore: Bè, ci stiamo prendendo gusto, no? E così con la casa editrice abbiamo pensato ad un paio di collaborazioni che riguardano illustrazioni per favole, e poi se il primo numero di Haria avrà successo, abbiamo in mente di far uscire molte storie che riguardano questo personaggio affascinante. Poi chissà, a lungo andare le cose belle, “attirano” progetti e collaboratori. Se vi va, augurateci “Buon Lavoro”.

Gianluca dimostra di aver un notevole entusiasmo ed una sana ironia che non gusta mai! Io gli auguro un Buon Lavoro ed invito tutti gli interessati dal 12 maggio al 16 al Salone Internazionale del Libro di Torino, Padiglione 2, Stand J25.

 

Link  Presentazione Rupe Mutevole Edizioni:

http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice:

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

Resoconto della presentazione di Cafè Bizarre di Mario Pischedda a Cagliari, Cineteca Sarda

Cagliari. Giovedì 5 maggio 2011, alle 19:30 presso la Cineteca Sarda in viale Trieste 126, si è svolta la presentazione di un libro molto particolare ed innovativo che ha visto la sua genesi sul social network Facebook: “Café Bizarre”. L’autore, Mario Pischedda, ha organizzato per i partecipanti dell’evento una presentazione audio-visiva e recitativa del libro.

“Café Bizarre”, edito nel 2011 dallo stesso autore, è un “pre testo” cioè un testo che viene prima, un’occasione di condivisione e conoscenza. “Cafè Bizarre” non è disponibile in libreria e non ha un prezzo di copertina, l’autore lo cede volentieri con uno scambio, con il vecchio baratto. I lettori interessati inviano qualcosa di caro ed utile per aver in cambio il “librottino” dalla copertina nero opaca.

All’interno 71 brani, più il 71 bis. Mario Pischedda si è soffermato sull’importanza di questo numero nella sua vita e dei suoi progetti futuri, anche cinematografici, che vedono il 71 come oggetto di riferimento artistico. Il tempo è un altro fattore determinante ed, infatti, vediamo come in “Cafè Bizarre” ci sia un arco temporale ben definito che va dal 22 agosto 2010 al 29 settembre 2010, con indicazione precisa di orario. Tempo determinato e valore dell’istante.

Il valore dell’istante è stato ribadito anche durante la presentazione con la proiezione di alcuni video proiettati preparati ad hoc che comprendevano una lettura di un brano da parte dell’antropologo Bachisio Bandinu, fotografie varie in successione, ambienti oscuri, con un audio che ha visto come protagonista una telefonata con Enrico Ghezzi e le musiche di Magnetica Ars Lab.

Tre lettori si sono datti il cambio sul palco: Alberto Lecca, Arnaldo Pontis e Roberto Belli. Mario Pischedda, seduto in prima fila, filmava e fotografava ciò che accadeva con estrema curiosità.

Mi aggiravo, mi aggiro da solo attorno al faro bianco, tra sterpi e pruni, graffio le caviglie. Il mare stridulo e salmastro, il vento porta la solitudine del mare immenso, rotondo, sto nella riva pietrosa, un angolo fuori, l’acqua che accoglie il lavacro, mi immergo per la purificazione del corpo, della mente, per staccare dal mondo, per non sentire, per non vedere, per condividere l’acre e il selvatico, la terra nuda, la sabbia, la polvere, il sabbione, le pietre che pungono, sto supino sotto il ginepro aspro e contorto, il vento, il mare, le pietre, la solitudine, il silenzio, l’acqua,” – “il faro bianco

 

MOTTO: Donare. Donarsi.

Video preludio presentazione:

 

Link di una nota facebook di Mario Pischedda:

https://www.facebook.com/note.php?saved&&note_id=199570953413816

Fotogallery Presentazione del libro di Manuela Quatipua Collu

http://www.flickr.com/photos/quatipua/

http://quatipua.tumblr.com/

Link ad una recensione di “Cafè Bizarre”:

http://oubliettemagazine.com/2011/04/23/mario-pischedda-presenta-cafe-bizarre-cineteca-sarda-cagliari-5-maggio-2011/

Proroga scadenza Primo concorso letterario nazionale “Oubliette”- 30 giugno 2011

La redazione del Concorso Letterario Nazionale “Oubliette” annuncia la proroga della scadenza dell’invio del materiale letterario, quindi dall’iniziale scadenza del 30 aprile 2011 ora gli autori avranno tempo sino al 30 giugno 2011 per inviare le loro opere per partecipare.

Regolamento con cambiamento scadenza:

1. Il concorso nazionale letterario “Oubliette” è promosso dalla web-magazine “Oubliette” e dalla Faster Keaton Produzioni. Il concorso è riservato ai maggiori di 18 anni. Il tema è libero.

2. Articolato in 4 sezioni:

A. Romanzo edito (volume edito pubblicato a partire dal 2005)

B. Libro di Poesia edito (volume edito pubblicato a partire dal 2005)

C. Poesia inedita (senza limite di lunghezza)

D. Poesia edita (poesia edita in volume pubblicato a partire dal 2005, senza limite di lunghezza)

3. Per le sezioni A e B, ogni libro va inviato in 1 copia con indicazione di dati anagrafici dell’autore, indirizzo, numero di telefono, indirizzo email, sezione alla quale si partecipa, firma e dichiarazione di accettazione del regolamento.

Per le sezioni C e D, ogni poesia va inviata in 2 copie, una anonima ed una con i dati anagrafici dell’autore, indirizzo, numero di telefono, indirizzo email, titolo della poesia, sezione alla quale si partecipa, firma e dichiarazione di accettazione del regolamento.

Ogni concorrente può partecipare a più sezioni e con max 3 poesie o libri editi.

4. Saranno assegnati premi ai primi tre classificati di ogni sezione. Altri riconoscimenti potranno essere attribuiti secondo il giudizio della giuria.

 

PREMI:

Sezione A

1° classificato: Video Libro (Booktrailer) dal valore di € 1,000  prodotto dalla Faster Keaton Produzioni

2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito

Sezione B

1° classificato: Video Libro (Booktrailer) dal valore di € 1,000 prodotto dalla Faster Keaton Produzioni

2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito

Sezione C

1° classificato: Video Poesia (Poetrytrailer) dal valore di € 500 prodotto dalla Faster Keaton Produzioni

2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito

Sezione D

1° classificato: Video Poesia (Poetrytrailer) dal valore di € 500 prodotto dalla Faster Keaton Produzioni

2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito

5. È stabilita una quota di adesione, per parziale copertura delle spese amministrative, di 10 per le sezioni A e B, di € 5 per le sezioni C e D. Sono consentite due modalità di invio della quota di adesione: tramite versamento bancario (cod.IBAN: IT05H0101544041000070064603, intestato ad Alessia Mocci ) indicando sulla casuale “Concorso Letterario Oubliette”, oppure inviando la somma all’interno del plico con l’opera partecipante al concorso.

La quota indicata è da intendersi singola per libro o poesia inviata.

6. Gli elaborati e la quota di adesione vanno spediti entro e non oltre il 30 giugno 2011(farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

“Concorso Letterario Oubliette”

Presso Segreteria Alessia Mocci

Via Sant’Antonio 145

09039 Villacidro (VS)

Oppure attraverso email all’indirizzo concorsooubliette@hotmail.it (per le sezioni A e B inviare il .pdf del libro edito; per le sezioni C e D inviare in due allegati, uno con solo il testo ed uno con testo più dati necessari e sopra indicati) indicando nell’oggetto “partecipazione concorso”.

Il versamento della quota relativa alla propria sezione di partecipazione nel caso di invio del materiale via email si potrà eseguire con bonifico bancario (cod.IBAN:  IT05H0101544041000070064603, intestato ad Alessia Mocci  ) scrivendo sulla casuale “Concorso Letterario Oubliette”.

Le opere inviate anche se non premiate non verranno restituite.

7. L’organizzazione del concorso, si riserva di utilizzare i testi delle poesie meritevoli, senza nulla aver a pretendere da parte degli stessi autori, per pubblicazioni sul sito internet.

8. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. I nominativi dei giurati saranno resi noti con la pubblicazione dei risultati del Concorso.

9. I concorrenti non premiati che, per ragioni personali o di curriculum, vogliano ricevere un Attestato di Partecipazione possono richiederlo versando la quota di € 5,00 (quale spesa di stampa ed invio postale) accreditando l’importo con bonifico bancario (cod.IBAN:  IT05H0101544041000070064603, intestato ad Alessia Mocci ) scrivendo sulla casuale “Concorso Letterario Oubliette”.

10. Il concorso non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy o di qualunque altro atto non conforme alla legge compiuto dall’autore nonché di eventuali danneggiamenti, furti o ritardi postali.

11. I risultati del Concorso saranno pubblicati nel mese di settembre 2011 sul sito internet http://oubliettemagazine.com/, sui canali Facebook del concorso, e con comunicazione privata ai vincitori tramite contatto telefonico, lettera od e-mail. Il premio per i primi classificati sarà inviato senza alcuna spesa all’indirizzo che i concorrenti avranno comunicato sia via email.

12. L’inoltro di curriculum dell’autore non è obbligatorio ma è graditissimo pur non essendo di alcun valore di merito rispetto a coloro che non lo presenteranno.

13. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

14. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: concorsooubliette@hotmail.it indicando nell’oggetto “info concorso”, oppure attraverso l’account Facebook:

http://www.facebook.com/profile.php?id=100002062119386

15. La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

Poetica Coazione di Federico Li Calzi, recensione di Diego Romeo

Di seguito la recensione di Diego Romeo ne “La mosca” di Milano. Diego Romeo è un docente universitario, giornalista e critico multimediale.

“Federico Li Calzi, ventottenne “poeta compulsivo”, possiede, insieme al padre, un’avviata fabbrica di infissi; eppure il “bene-stare” anche stavolta è rimasto contagiato dal ritornante “male di vivere”, dalle sempre ineludibili “fragen” heiniane che lo portano a rimestare e anche fuggire lontano dalle bolle economiche, dai consunti capitalismi, da impossibili comunismi e cristianesimi; e lo dimostrano questi versi inconsueti che potrebbero appartenere ad uno “scapigliato” o a poeti dalla vita scomposta o emarginata di un Sandro Penna o di un Valentino Zeichen che oggi abita una capanna sulla sponda del Tevere. Se lo vedi, Federico è un “picciotto” compito ed elegante, parco di parole e felice di mettersi in discussione, di offrirsi sotto forma di poesia…

Un “beau geste” offerente ma che reclama un’afferenza che non puoi eludere o rimandare. Perché la “coazione poetica” è lì, ti investe come un’onda e non ammette vie di fuga. Alternativamente, ho rapportato queste poesie all’immagine sempre presente dell’ “Impero delle luci” di Magritte e del “Concetto Spaziale” di Fontana con quel blu illusorio e ossessivo martirizzato da quei tagli di lame implacabili. A cos’altro pensare, infatti, quando leggi versi come ”Tu sei la parola non detta di una triste opinione, un ciglio al crepuscolo” oppure “ Essere vivo o morire non conta, è questa la fortuna che mi hai dato”? E significativi appaiono anche questi altri, che citiamo in sequenze frammentate:

“Narcotici i tuoi occhi spensero la Ragione che qui rimase a giocarmi gli eventi”; ” Ho ricordato che tutto fu possibile una sera, una sera di luna e di notte profonda”; “E’ inutile badare a ciò che avvenne una volta, se poi non torna”; ”… a noi che siamo soli, risultante di materia, nonostante ci chiamiamo, affinché rimanga una presenza”; “Solleviamo palazzi con le mani, spostiamo le vie con le parole, camminiamo senza fine, persi per sempre, ipnotizzati in noi”; “Ma ora mi chiedo se tu esisti, se pensi all’esistenza, se esiste il già esistito, o se è tutto nell’essere”; “Quanti uomini han toccato quel corpo, quanti hanno sussurrato parole da stupidi”; “Non riesce facile a te che sei luce, restare chiusa in una cassa”.

Le poesie del libro, scritte tra il 2005 e il 2009, s’acquietano, all’ultima pagina, nella saggezza di un’Arcadia pensata e implorata nel “bisogno di due occhi giovani e due braccia forti… per saper organizzare il lavoro (che è quello che conta) e sfruttare quel ponte, per far fiorire un giorno, forse, la terra nel lavoro di oggi”. C’è forse, in questo corposo volume,un ritorno ad un’Arcadia-Utero? Ad un’Arcadia politico-imprenditoriale originaria? Ad un rigenerante riformismo? Ed ancora: quel “lei” e quel “tu” sono vissuti come opposizioni alla degradazione della storia? Sono segnali lessicali su un paesaggio fisico e metafisico? O cos’altro sono?

Li Calzi non fa e non vuol fare la fine delle Silvie Plath e dei Michelstaedter. La sinestesia poetica stavolta interpella, richiede, esige risposte dalla presunta “divina indifferenza”. In un mondo, si spera, popolato non più da “indifferenti”.”

Vi lascio il link della biografia di Federico Li Calzi:

http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/

Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

http://www.federicolicalzi.it/

http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

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Rupe Mutevole Edizioni partecipa al Salone del Libro di Torino 2011 – Padiglione 2 Stand J25

Da giovedì 12 maggio al lunedì 16 Torino sarà lieta di ospitare la ventiquattresima edizione del Salone Internazionale del Libro che celebrerà i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia. Il rinomato evento occuperà tre padiglioni espositivi (1,2 e 3) al Lingotto Fiere, più il padiglione 5  riservato all’International Book Forum. La novità del 2011 è l’Oval, che si può raggiungere dal padiglione 3, dalle biglietterie e dagli ingressi sul lato ferrovia.

L’edizione sarà inaugurata da Giancarlo Galan, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, giovedì 12 maggio alle ore 10:00 all’Oval. Il Paese ospite d’onore è la Russia e come special guest si avrà la Palestina, già presente nel 2009.

Rupe Mutevole nasce nel 2004 e, dopo quasi otto anni di attività, il suo catalogo si è arricchito di ben diciotto collane “Letteratura di Confine”, “Trasfigurazioni”, “Mappe di una nuova èra”, “Saggi”, “Rivelazioni”, “Poesia”, “Fairie”, “Atlantide”, “La quiete e l’inquietudine”, “Oltre il confine”, “Scritti in scena”, “Sopralerighe”, “Heroides”, “Poesia e vita”, “Echi dalla storia”, “Visioni”, “Margini liberi” e l’emergente “Segni narranti” con i primi due volumi “Katier” tratto da un racconto di Rosa Mauro e “La luce negli occhi” tratto dal romanzo della straordinaria autrice Haria.

Programma Rupe Mutevole al Salone del Libro:

spazio espositivo IL PESCALIBRO

 

venerdì 13 maggio 2011:

ore 15:00 Presentazione del volume “Il Senso del viaggio” di Fabio Clerici, a cura di Silvia Denti. Illustrazioni e copertina del libro di Antonio De Blasi, Fabio Clerici percorre due strade parallele, quella dell’itinerario per sentieri sconosciuti e l’altra, quella del viaggio negli strati della memoria.

ore 18:00 Presentazione a cura della giornalista Silvia Denti della collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine” della quale è la curatrice.

ore 20:00 Presentazione di Gianluca Serratore della nuova collana editoriale “Segni narranti”, lo stesso farà tavole di fumetti in diretta dal vivo e sarà proiettato sullo schermo gigante dello stand de “IL PESCALIBRO”, ed avrà due momenti di “ARTE PURA”.

 

sabato 14 maggio 2011:

ore 11:00 Presentazione di Gianluca Serratore della nuova collana editoriale “Segni narranti”, lo stesso farà tavole di fumetti in diretta dal vivo e sarà proiettato sullo schermo dello stand de “IL PESCALIBRO”, ed avrà due momenti di “arte pura”.

ore 12:00 Presentazione a cura della giornalista Silvia Denti della collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine” della quale è la curatrice;

domenica 15 maggio 2011:

ore 12:00 Presentazione della casa editrice da parte di Luigi Fontanella ed Alfredo De Palchi. Seguono due reading, il primo di Antonella Zagaroli tratto da “Mindskin” ed il secondo di Luigi Fontanella tratto da “Land of Time”.

Inoltre Rupe Mutevole avendo stabilito da qualche mese una joint venture con Chelsea Editions approfitterà dell’ospitalità di Torino per presentare questa piccola casa editrice non-profit americana.

Saranno presenti la maggior parte dei libri pubblicati dalla casa editrice dal 2004 sino alle novità del 2011.

Presentazione Casa Editrice:

http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice:

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

2012 Obama’s Burnout, di Emanuele Casula, Robin Edizioni

March 23, 2011 Leave a comment

… Se sai benissimo, se sai benissimo cosa succederà, se lo sappiamo almeno noi, come facciamo a stare qui come degli stronzi! Dimmelo! Dimmelo, come fai tu a continuare a vivere così! Io non riesco a fare finta di nulla! Non sono come te! Mi hai capito!? Hai capito!? Io non riesco a fingere che tutto sia a posto! Non riesco ad andare a lavoro! Hai capito!? – grida come una madre irachena, come una madre iraniana, come una madre israeliana. Grida come una donna.

Lunedì 17 dicembre 2012, tra le persone vige il panico per l’arrivo della celebre profezia dei Maya e per la sconvolgente guerra tra Iran e Iraq, tra sciiti e sunniti. Infatti, dopo il ritiro delle truppe internazionali in Iraq è scoppiata la guerra civile, Obama non regge il colpo e si ritira. La donna del Dottore è in balia degli eventi e non riesce a comprendere “i perché” di questa guerra tra uomini.

2012 Obama’s Burnout”, edito nel 2011 dalla casa editrice Robin Edizioni, è un thriller apocalittico d’interesse antropologico e sociale. L’autore, Emanuele Casula, è nato a Cagliari nel 1975, laureato in Scienze Politiche a Bologna ha deciso di conoscere la situazione in Medio Oriente lavorando in un Kibbutz israeliano. “2012 Obama’s Burnout” nasce proprio da questa esperienza che ha visto Emanuele catapultato in una realtà disastrosa che l’Occidente ha sconvolto e che continua ad ingarbugliare con giochi di potere economici e non solo. Il 2012 di Emanuele vede una guerra civile ed internazionale tra Oriente ed Occidente, una guerra che non sembra così tanto fantasiosa e lontana.

Il protagonista del romanzo è il Dottore, un addetto al pattugliamento nei confini di Stato che riceve la promozione di Capitano per l’area “Priorità 2”. Il Dottore è un uomo preciso, sintetico, opera per il bene del suo popolo cercando di farlo nel minor tempo possibile. Le abitudini umane sono mutate a causa della penuria di petrolio, si può utilizzare l’automobile solo con speciali permessi stabiliti dal governo, il misticismo infervora le strade, molte persone hanno lasciato le città per recarsi nelle montagne, la parola d’ordine è caos e paura.

Il Dottore guarda e misura. Parole e facce fanno parte della tappezzeria dell’idiozia umana. Le considera come parte dell’ambiente, come mosche, come aria calda, come il freddo.

Il suo assistente è sempre attaccato morbosamente, con la sua vigliacca presenza di chi va a vedere i gladiatori morire.”

Il Dottore non ha molta stima e fiducia nell’essere umano, il suo fare ironico e silenzioso è la prova di questo “stare all’interno di un qualcosa che non condivide”. Un primo strano omicidio nella Strada A21 sancisce l’inizio della possibilità di conoscere la verità da parte del protagonista: una donna di 36 anni ritrovata morta all’interno della sua auto, l’oggetto incriminato è un “proiettile” dal materiale sconosciuto che spiazza gli esperti di balistica.

Personaggi e teorie si accavallano e si amalgamano rispecchiando un’attualità sconcertante.

La pubblicità viene interrotta e parte il notiziario:

Buongiorno amici ascoltatori, l’agenda internazionale è totalmente riferita alla guerra civile irachena e all’intervento armato dell’Iran. Mentre il Presidente degli Stati Uniti Obama chiede un tavolo internazionale, i paesi islamici rifiutano di parteciparvi perché chiedono un intervento islamico in Medio Oriente e si propongono con una confederazione islamica per evitare che si estenda lo scontro tra sunniti e sciiti.

Vi lascio il link del sito per ordinare il libro, un contatto diretto con l’autore Emanuele Casula ed il link della rivista letteraria nella quale scrive mensilmente:

http://www.robinedizioni.it/2012-obamas-burnout

http://www.facebook.com/2012.ObamasBurnout?sk=info

http://www.lunarionuovo.it/?q=node/314

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Emanuele Casula