Home > Politick > Lettera personale ai Giudici della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana – dichiarazione di intenti / richiesta di abolizione delle vaccinazioni anti-Covid – 30 novembre 2022 – di Marius Creati

Lettera personale ai Giudici della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana – dichiarazione di intenti / richiesta di abolizione delle vaccinazioni anti-Covid – 30 novembre 2022 – di Marius Creati

Lettera personale ai

Giudici della Corte Costituzionale

della Repubblica Italiana

– dichiarazione di intenti /

richiesta di abolizione delle vaccinazioni anti-Covid –

30 novembre 2022

Lettera ai Giudici della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana – dichiarazione di intenti/ richiesta di abolizione definitiva delle vaccinazioni anti-Covid del 30 novembre 2022

Esimi Giudici della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, 

in considerazione dei Vostri molteplici impegni vorrei dapprima ringraziare nell’eventualità che possiate leggere la mia lettera. Le mie nobili intenzioni sono pressoché modulate dall’insieme degli accadimenti drammatici che, in questi ultimi quasi tre anni, hanno investito clamorosamente, seppur drammaticamente, il nostro ben amato paese, l’Italia, una nazione che amo nell’immensurabile e che ho imparato ad amare nel perdurare dei miei anni di vita, nonostante nel mio passato, durante la mia giovinezza, abbia preferito spesso volgere il mio sguardo altrove, verso l’estero, perché non era coeva l’intersezione tra le sue bellezze naturali e la dimensione del suo benessere, un paese per il quale, in via della sua amabile virtù nonostante le barriere del tempo e dello spazio e la comprensione degli atti pressoché avvicendati nei vari accadimenti dell’ultimo trentennio, ho scelto di dimensionare nella politica attuale a difesa della nostra incolumità fisica, morale ed intellettuale.

Sono figlio di un’Italia oggi minore, ma fiera di essere stata una potenza mondiale, a cavallo tra due secoli importanti, seppur drammatici nel complesso, avendo vissuto la fine dell’era industriale del novecento e l’avvento della neo era tecnologica, oggi dominio nascente della robotica e dell’ingegneria genetica. L’umanità farà passi da gigante di qui a poco. A noi spetta il compito esimio di sostenere le nuove generazioni vittime di un’era multitasking e confusionaria nella quale si sono imbattute improvvisamente ancora prive di quel bagaglio cognitivo di ben più ampio prospetto e ridimensionato oltretutto da molteplici disavventure di enorme complessità.

Scrivo questa missiva solenne, indirizzandomi a Voi, Esimi Signori Giudici, e mi rimetto al vostro giudizio di uomini eruditi e ampiamente evoluti nel pensiero lungimirante e traslitterato verso un futuro sempre più dinamico e dispersivo, quale figlio devoto di una nazione sofferente e mal nutrita nell’animo, ferita da continui contraccolpi epocali che la sospingono lentamente verso un degrado viscerale irrefrenabile, quello della povertà silenziosa che, dapprima uccide il pensiero, ed in secondo luogo lascia i suoi figli, i nostri cittadini italiani, nell’ombra dell’incertezza del domani.

A Voi, Esimi Giudici della Consulta, che dovete riunirvi per decidere sulle sorti di vita e di morte del futuro italiano, un compito assai arduo affidato nelle vostre caute mani di giudici esperti e giuristi coscienziosi, mi rimetto al Vostro giudizio e Chiedo quale portavoce di un’Italia che teme e soffre e ha intimamente paura dinanzi alla possibilità che le vaccinazioni, di cui dovrete discutere, possano diventare terrore che scorre nelle arterie obbligandone l’inoculazione involontaria, a Voi che dovete prendere una decisione epocale, assurgere ad un fardello da dover gravare sulle spalle senza scampo alcuno, Chiedo nella piena umiltà delle mie facoltà di giudizio di rendere il mio popolo, il nostro popolo, il popolo italiano, finalmente libero di dover decidere volontariamente della propria vita affinché ogni traslitterazione sanitaria torni all’origine, ad essere quello che è sempre stato, un sistema al servizio dell’umanità per l’umanità e non uno scopo di diversa natura.

Esimi Signori Giudici della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, in nome di un Dio pantocratore che ci rende simili dinanzi ad esso, e liberi di vivere una vita dinanzi al diritto di scelta, oggi vi Chiedo pertanto di non lasciarci cadere nell’omertà della disconoscenza di un Dio minore, il quale non riconosce nella sua grandezza che l’integrità degli uomini risiede innanzitutto nella sua sovranità individuale.

Nel pieno rispetto che nutro nelle Vostre autorevoli figure giuridiche, siate una guida encomiabile di spirito, in prossimità di un Natale che non sia esecrabile, ma che possa essere d’esempio per una rinascita solidale e sentita, in nome dello spirito di quello stesso Natale per cui tutti noi ci poniamo di fronte al creatore in nome di un suo figlio che si è lasciato flagellare ed uccidere per la nostra salvezza. A Voi miei sentiti Signori Giudici, Chiedo pertanto di essere giusti nell’intimo di Voi stessi, ed in secondo luogo di essere probiviri nella legalità.  Un giusto vi saluta di cuore. In fede.

Cordialmente,

Marius Creati

Pescara 30, novembre 2022

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